ATP Acapulco: senza Nadal, occhi su Shapo. Fuori Sock e Querrey

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ATP Acapulco: senza Nadal, occhi su Shapo. Fuori Sock e Querrey

Avanzano del Potro, Zverev e Thiem. Il campione in carica Querrey abdica subito, seguito a rotta dal connazionale Sock. Shapovalov sconfigge un Nishikori non ancora al top

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Doveva essere il torneo del ritorno di Rafa Nadal, invece Acapulco rischia di trasformarsi in una crepa nel muro delle certezze del maiorchino. Il suo forfait ha spiazzato tutti, e adesso i suoi aficionados (e non solo) sperano che possa tornare presto in campo, spazzando via certe nubi poco confortanti per il suo fisico. È una dura botta anche per gli organizzatori del torneo, considerando l’enorme appeal di Rafa. Allo stesso tempo però si aprono spiragli interessanti nella parte alta del tabellone, dove gli outsiders-sciacalli proveranno ad approfittarne. Nadal lo scorso anno si fermò in finale contro Querrey. Il campione in carica è caduto già al primo turno, per mano dell’australiano Ebden. Dopo la sconfitta a Delray Beach contro Fritz l’americano era in cerca di una svolta, mentre ora si trova con 500 sanguinosi punti in meno in classifica, con la top 10 che si allontana (al momento è al numero 19, ma potrebbe scendere ulteriormente). Querrey appare distante dalla sua miglior forma: il giocatore dell’anno scorso sembra un suo lontano parente, sia a livello di colpi che di mentalità e fame di vittoria.

I messicani sugli spalti intanto sembrano attoniti, aleggia il fantasma del ritiro di Nadal e l’atmosfera sembra dimessa. Gli spettatori si consolano parzialmente con la convincente vittoria della stellina Shapovalov. Per il canadese era necessaria una reazione di nervi dopo la bruciante sconfitta contro Tiafoe a Delray Beach. Certo: il Nishikori visto in campo oggi non è ancora pronto per competere ad alti livelli. La frustrazione del giapponese si è notata in pieno quando si è lasciato andare a gesti per lui inusuali, tra imprecazioni, racchette contro i teloni e un nervosismo che avanzava minuto dopo minuto. È il primo a rendersi conto di non essere ancora al top, ma la strada per la risalita non è mai priva di ostacoli. Dal canto suo Shapovalov è stato bravo a reagire al tie-break perso nel primo set, salendo di livello e approfittando del netto calo di Nishikori che, dopo aver tentato un accenno di rimonta nel secondo set, nell’ultimo parziale è apparso demoralizzato e scarico.

Per Shapo sono necessari ancora alcuni accorgimenti (solo il 45% di prime in campo, qualche errore di troppo nei momenti importanti, un rapporto ancora conflittuale con i tie-break) ma può far la voce grossa nel torneo, smussando questi lievi difetti e facendo perno su un talento insindacabile. Agli ottavi affronterà Thiem, e non parte sfavorito. Intanto perché l’austriaco sul cemento non riesce ad essere efficace come sulla terra, per una questione di apertura dei colpi. Poi perché Thiem ha sofferto tantissimo contro Norrie, battendolo solo in extremis al terzo set (7-5), dopo aver gettato al vento otto palle break, alcune delle quali in modo scellerato. Però questo torneo l’ha già vinto, quando nel 2016 sconfisse in finale il fu Bernard Tomic. Per queste ragioni Thiem-Shapovalov sarà una partita interessante da seguire.

Da notificare un segnale positivo lanciato da del Potro, che tritura i resti già sminuzzati di un Mischa Zverev in crisi da tempo. L’argentino può tentare l’exploit, a meno che non decida (come lo scorso anno) di svegliarsi solo in occasione della parte finale di stagione, da New York in poi. Adesso per del Potro è terminata la fase in cui si vestono i panni del martire: bisogna tirar fuori gli artigli anche a febbraio, lontano dai grandi palcoscenici.
Grande palcoscenico che ha calcato di recente Chung, lui e la sua vescica. Dopo la semifinale in Australia è ancora alla ricerca del ritmo partita, come si nota dal primo set confusionario contro Young. Confortante invece il 6-1 finale che ha messo fine alla disputa, proiettando il coreano agli ottavi in una zona soft del tabellone. Sì, perché in quella parte di tabellone, oltre al ritiro di Nadal (sostituito da Taro Daniel, battuto in tre set da Feliciano Lopez) e alla sorprendente sconfitta di Querrey, bisogna segnalare l’ennesimo tonfo di Jack Sock, che in questo 2018 non ne sta azzeccando mezza. Stavolta ha ceduto contro il giovane connazionale Escobedo, numero 123 del mondo!

Potrebbe approfittarne anche Kokkinakis (vittorioso contro l’eterna promessa Bublik), sperando che abbia chiuso definitivamente con gli infortuni. Completa la parte alta Mannarino, che affronterà Anderson. Dal lato opposto del tabellone Schwartzman concede il bis e batte ancora Verdasco, in una partita senza storia come qualche giorno fa in finale a Rio. La serata prosegue con la vittoria di Sascha Zverev su McDonald (in campo dopo il forfait di Steve Johnson) con qualche patema di troppo nel secondo set. Per il tedesco, fresco di rottura con Ferrero, permangono le difficoltà nel gioco di volo. Se avesse anche solo metà dell’abilità a rete del fratello sarebbe un giocatore completo. Chiude il programma (quando in Italia sono le sette del mattino) la partita tra Gojowczyk, recente finalista a Delray Beach, e la wild card locale Gomez. Match “solo per temerari”, come si suol dire. Per la cronaca ha vinto il tedesco. Piccola postilla: è necessaria, nel 2018, la svilente presenza delle ragazze immagine dietro i giocatori al cambio campo?

Mattia Madonia

Risultati:

M. Ebden b. [7] S. Querrey 6-3 1-6 7-6 (5)
H. Chung b. D. Young 7-6 (5) 6-1
A. Mannarino b. [Q] R. Berankis 7-5 6-1
D. Shapovalov b. K. Nishikori 6-7 (3) 6-3 6-1
[6] J.M. del Potro b. M. Zverev 6-1 6-2
E. Escobedo b. J. Sock 7-5 7-6 (3)
[WC] T. Kokkinakis b. [Q] A. Bublik 6-4 6-3
D. Schwartzman b. F. Verdasco 6-2 6-4
F. Lopez b. [LL] T. Daniel 4-6 6-3 6-4
[2] A. Zverev b. [LL] M. McDonald 6-3 7-5
[3] D. Thiem b. [Q] C. Norrie 6-3 5-7 7-5
P. Gojowczyk b. [WC] L. Gomez 6-3 6-2

Il tabellone completo

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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