ATP Acapulco: senza Nadal, occhi su Shapo. Fuori Sock e Querrey

Avanzano del Potro, Zverev e Thiem. Il campione in carica Querrey abdica subito, seguito a rotta dal connazionale Sock. Shapovalov sconfigge un Nishikori non ancora al top

ATP Acapulco: senza Nadal, occhi su Shapo. Fuori Sock e Querrey
Denis Shapovalov - Acapulco 2018 (foto via Facebook, @AbiertoMexicanoDeTenis)

Doveva essere il torneo del ritorno di Rafa Nadal, invece Acapulco rischia di trasformarsi in una crepa nel muro delle certezze del maiorchino. Il suo forfait ha spiazzato tutti, e adesso i suoi aficionados (e non solo) sperano che possa tornare presto in campo, spazzando via certe nubi poco confortanti per il suo fisico. È una dura botta anche per gli organizzatori del torneo, considerando l’enorme appeal di Rafa. Allo stesso tempo però si aprono spiragli interessanti nella parte alta del tabellone, dove gli outsiders-sciacalli proveranno ad approfittarne. Nadal lo scorso anno si fermò in finale contro Querrey. Il campione in carica è caduto già al primo turno, per mano dell’australiano Ebden. Dopo la sconfitta a Delray Beach contro Fritz l’americano era in cerca di una svolta, mentre ora si trova con 500 sanguinosi punti in meno in classifica, con la top 10 che si allontana (al momento è al numero 19, ma potrebbe scendere ulteriormente). Querrey appare distante dalla sua miglior forma: il giocatore dell’anno scorso sembra un suo lontano parente, sia a livello di colpi che di mentalità e fame di vittoria.

I messicani sugli spalti intanto sembrano attoniti, aleggia il fantasma del ritiro di Nadal e l’atmosfera sembra dimessa. Gli spettatori si consolano parzialmente con la convincente vittoria della stellina Shapovalov. Per il canadese era necessaria una reazione di nervi dopo la bruciante sconfitta contro Tiafoe a Delray Beach. Certo: il Nishikori visto in campo oggi non è ancora pronto per competere ad alti livelli. La frustrazione del giapponese si è notata in pieno quando si è lasciato andare a gesti per lui inusuali, tra imprecazioni, racchette contro i teloni e un nervosismo che avanzava minuto dopo minuto. È il primo a rendersi conto di non essere ancora al top, ma la strada per la risalita non è mai priva di ostacoli. Dal canto suo Shapovalov è stato bravo a reagire al tie-break perso nel primo set, salendo di livello e approfittando del netto calo di Nishikori che, dopo aver tentato un accenno di rimonta nel secondo set, nell’ultimo parziale è apparso demoralizzato e scarico.

 

Per Shapo sono necessari ancora alcuni accorgimenti (solo il 45% di prime in campo, qualche errore di troppo nei momenti importanti, un rapporto ancora conflittuale con i tie-break) ma può far la voce grossa nel torneo, smussando questi lievi difetti e facendo perno su un talento insindacabile. Agli ottavi affronterà Thiem, e non parte sfavorito. Intanto perché l’austriaco sul cemento non riesce ad essere efficace come sulla terra, per una questione di apertura dei colpi. Poi perché Thiem ha sofferto tantissimo contro Norrie, battendolo solo in extremis al terzo set (7-5), dopo aver gettato al vento otto palle break, alcune delle quali in modo scellerato. Però questo torneo l’ha già vinto, quando nel 2016 sconfisse in finale il fu Bernard Tomic. Per queste ragioni Thiem-Shapovalov sarà una partita interessante da seguire.

Da notificare un segnale positivo lanciato da del Potro, che tritura i resti già sminuzzati di un Mischa Zverev in crisi da tempo. L’argentino può tentare l’exploit, a meno che non decida (come lo scorso anno) di svegliarsi solo in occasione della parte finale di stagione, da New York in poi. Adesso per del Potro è terminata la fase in cui si vestono i panni del martire: bisogna tirar fuori gli artigli anche a febbraio, lontano dai grandi palcoscenici.
Grande palcoscenico che ha calcato di recente Chung, lui e la sua vescica. Dopo la semifinale in Australia è ancora alla ricerca del ritmo partita, come si nota dal primo set confusionario contro Young. Confortante invece il 6-1 finale che ha messo fine alla disputa, proiettando il coreano agli ottavi in una zona soft del tabellone. Sì, perché in quella parte di tabellone, oltre al ritiro di Nadal (sostituito da Taro Daniel, battuto in tre set da Feliciano Lopez) e alla sorprendente sconfitta di Querrey, bisogna segnalare l’ennesimo tonfo di Jack Sock, che in questo 2018 non ne sta azzeccando mezza. Stavolta ha ceduto contro il giovane connazionale Escobedo, numero 123 del mondo!

Potrebbe approfittarne anche Kokkinakis (vittorioso contro l’eterna promessa Bublik), sperando che abbia chiuso definitivamente con gli infortuni. Completa la parte alta Mannarino, che affronterà Anderson. Dal lato opposto del tabellone Schwartzman concede il bis e batte ancora Verdasco, in una partita senza storia come qualche giorno fa in finale a Rio. La serata prosegue con la vittoria di Sascha Zverev su McDonald (in campo dopo il forfait di Steve Johnson) con qualche patema di troppo nel secondo set. Per il tedesco, fresco di rottura con Ferrero, permangono le difficoltà nel gioco di volo. Se avesse anche solo metà dell’abilità a rete del fratello sarebbe un giocatore completo. Chiude il programma (quando in Italia sono le sette del mattino) la partita tra Gojowczyk, recente finalista a Delray Beach, e la wild card locale Gomez. Match “solo per temerari”, come si suol dire. Per la cronaca ha vinto il tedesco. Piccola postilla: è necessaria, nel 2018, la svilente presenza delle ragazze immagine dietro i giocatori al cambio campo?

Mattia Madonia

Risultati:

M. Ebden b. [7] S. Querrey 6-3 1-6 7-6 (5)
H. Chung b. D. Young 7-6 (5) 6-1
A. Mannarino b. [Q] R. Berankis 7-5 6-1
D. Shapovalov b. K. Nishikori 6-7 (3) 6-3 6-1
[6] J.M. del Potro b. M. Zverev 6-1 6-2
E. Escobedo b. J. Sock 7-5 7-6 (3)
[WC] T. Kokkinakis b. [Q] A. Bublik 6-4 6-3
D. Schwartzman b. F. Verdasco 6-2 6-4
F. Lopez b. [LL] T. Daniel 4-6 6-3 6-4
[2] A. Zverev b. [LL] M. McDonald 6-3 7-5
[3] D. Thiem b. [Q] C. Norrie 6-3 5-7 7-5
P. Gojowczyk b. [WC] L. Gomez 6-3 6-2

Il tabellone completo

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