ATP Dubai: brilla Tsitsipas, Pouille si prende la rivincita

DUBAI - A tre giorni dalla finale di Marsiglia, il francese si vendica contro Khachanov. Stefanos supera Kohlschreiber. Jaziri, idolo del pubblico, batte anche Haase

ATP Dubai: brilla Tsitsipas, Pouille si prende la rivincita

da Dubai, il nostro inviato

Davvero sui generis, sin qui, l’edizione 2018 dell’ATP 500 di Dubai. Non solo per il campo di partecipazione modesto, rispetto alla tradizione di un torneo dal prize money molto ricco, impreziosito da un albo d’oro degno di un Masters 1000. E nemmeno soltanto per l’eliminazione al primo turno dell’unica stella in tabellone, Dimitrov, 4 ATP, sconfitto da un tennista non tra i primi 100 del ranking.

 

LA PIOGGIA CHE NON TI ASPETTI – Inaspettatamente, infatti, anche il clima degli Emirati in questi giorni tira i suoi brutti scherzi: la pioggia ha interrotto le quali per un paio d’ore durante l’ultimo turno di quali la scorsa domenica e ieri l’incontro conclusivo di giornata, il primo turno tra Dzhumur e Maden, era stato sospeso per lo stesso motivo per circa un quarto d’ora. Come se non bastasse, nel mercoledì mattina di Dubai, quando stampa e spettatori arrivavano all’ex Circolo dell’Aviazione (ora Dubai Duty Free Tennis Stadium) che ospita il torneo, più di una volta sono cadute delle “showers” di pioggia che avrebbero reso impossibile giocare gli ottavi sui campi in cemento all’aperto che, come noto, sono subito pericolosi quando inizia a piovere. Per fortuna, è andata bene e le poche gocce cadute in corrispondenza del match tra Pouille e Khachanov non hanno interrotto le operazioni di gioco. Questa di mercoledì, del resto, era la giornata dedicata agli otto incontri di secondo turno: a Dubai la finale si gioca di sabato, anche per venire incontro alle necessità del pubblico, che da queste parti la domenica lavora, visto che negli Emirati i giorni festivi sono il sabato e (per alcuni) il venerdì. Scendevano in campo le sei teste di serie rimaste in campo. Oltre a Dimitrov, era caduta infatti anche la quinta del seeding, Richard Gasquet, sconfitto ieri da Coric: in conferenza stampa post match il francese ha confermato di essere stato parzialmente condizionato da un problema al ginocchio.

RIVINCITA POUILLEIl match più importante della giornata era la rivincita della finale di Marsiglia di Sdomenica scorsa, vinta in terra francese da Khachanov su Pouille. Cambiavano le condizioni di gioco (in Francia, come si sa, si è giocato indoor), la superficie e le condizioni atmosferiche a contorno -nonostante il cielo plumbeo, a Dubai si è giocato con una temperatura di 25 gradi- ed è mutato anche il risultato. Il francese -che prima dell’apertura del programma avevamo visto allenarsi piuttosto duramente sul centrale, alternando fasi tecniche ad altre fisiche – era apparso già “centrato” ieri, nonostante fosse arrivato negli Emirati solo nella serata di lunedì. Nella conferenza stampa post primo turno, il numero 15 del mondo aveva dichiarato: “Sapevo che non sarebbe stato facile contro Gulbis, avevo giocato solo 20 minuti prima del match. Sono arrivato tardi qui e martedì avevo preso sonno solo alle 4-5 del mattino. Mi aiuta però aver vinto molte partite nelle ultime settimane: questo mi dà molto fiducia, un fattore che aiuta nei momenti difficili delle partite, come ad esempio sulle palle break“. Una fiducia che si è vista in campo anche oggi, dove non è apparso affatto condizionato dall’aver perso l’unico precedente col giovane e promettente russo. 

Khachanov, pur confermando la sua grande potenza nei colpi da fondo e col servizio, alla lunga si è fatto imbrigliare dalle accelerazioni improvvise e dagli attacchi in controtempo del francese, finendo spesso con l’andare fuori giri. Karen, in fiducia anch’egli dopo aver vinto il suo secondo torneo appena tre giorni fa, è stato comuqnue bravo a non mollare dopo aver perso il primo set in 38 minuti e a portare la partita al terzo, grazie a un unico break conquistato nel sesto gioco del secondo parziale. Una partita filata via in maniera molto veloce – solo sei giochi sono finiti ai vantaggi e solo in una circostanza un game è durato più di dieci punti – giocata a sprazzi da entrambi e che è stata decisa nel sesto gioco del set decisivo, nel quale Pouille è riuscito a strappare la battuta all’avversario, “causando” tra l’altro il warning a Khachanov, reo di aver scagliato una pallina fuori dal centrale. Il francese, quando andava a servire nel nono gioco per il match, si ritrovava sul 30 pari, ma, prima con un delizioso lob, poi con un ace, conquistava dopo un’ora e 42 minuti l’accesso ai quarti col punteggio di 6-4 4-6 6-3. Domani affronterà, in un incontro inedito, il nipponico Yuichi Sugita, 42 ATP, che sul campo numero 1 ha liquidato col punteggio di 7-6(4) 6-4 in 1 ora e 32 minuti, Julian Struff, 56 ATP, col quale aveva vinto l’unico scontro diretto.

SEGNALI DAL FUTURO  – Ma questa è stata anche la giornata che ha confermato il ritorno alla crescita nei risultati di Tsitsipas, che, nell’ultimo incontro di singolare programmato sul campo numero 1, ha sconfitto Philipp Kohlschreiber, 33 ATP, in un match già molto interessante alla vigilia, che proponeva il confronto tra due dei pochi tennisti nella top 100 a giocare il rovescio a una mano. Il 19enne greco (ne compie 20 ad agosto) era reduce da tre eliminazioni al primo turno (Montpellier, Rotterdam e Marsiglia) e sembrava vivere il classico momento di assestamento proprio di un tennista della sua età, per quanto dotatissimo di talento e fisico come lui. Quella contro il tedesco era la prova del nove per Stefanos, dopo il successo al primo turno contro Kukhushkin, ed è stata ampiamente superata, sia tecnicamente che come atteggiamento in campo. Dopo aver perso il primo set per aver smarrito per la prima volta nel suo torneo la battuta nel corso del nono gioco, Stefanos non si è lasciato scoraggiare dalla situazione di punteggio. Nel secondo parziale ha conservato tre turni di battuta a 0 e non ha concesso palle break; poi, strappando a sua volta il servizio al tedesco nel sesto gioco, ha portato, dopo un’ora e sei minuti, la partita al terzo. Il parziale decisivo si è indirizzato nella parte centrale: nel terzo gioco Tsitsipas ha brekkato l’avversario, che, a sua volta, nel sesto game ha avuto due preziose palle break per rimettere in parità la partita. Il n°33 del mondo non vi è riuscito e, così, ha pensato bene di sfasciare la sua racchetta, beccandosi l’inevitabile warning per racket abuse.

La partita finisce in pratica lì: prima che Stefanos serva per il match facciamo a tempo ad avvicinarci al padre e coach di Tsitsipas, Apostolos. Lo sentiamo ripetere, prima di ogni punto del decimo gioco, vinto o perso che sia, nel consueto misto di parole alternate in lingua greca e in lingua inglese verso il figlio, la seguente frase: “Keep Going!! Just play the ball!”. Il figlio sostanzialmente lo ascolta e sul 40-30, con coraggio scende a rete, venendone ripagato: col punteggio di 4-6 6-3 6-4 conquista l’accesso ai quarti, la sesta vittoria contro un top 50 (non va dimenticato che ad Anversa lo scorso ottobre sconfisse il beniamino di casa Goffin) e il risultato sin qui più importante della carriera, assieme alle semi in Belgio nel suddetto torneo. Ottima prova al servizio del greco, il quale, nonostante abbia servito in campo appena il 49% di prime, a riprova della grande efficacia di questo fondamentale, ha concesso appena 3 palle break, vincendo l’85% dei punti giocati con la prima e il 62% con la seconda.

MALEK, MALEK! L’occasione per continuare a scalare la classifica e fare esperienza sembra davvero di quelle ghiotte: nei quarti affronterà Malek Jaziri, che in un centrale che lo ha eletto a beniamino e idolo – non abbiamo contato le volte che si è alzato il coro “Malek, Malek!” – ha sconfitto in un incontro dall’atmosfera di Coppa Davis (quella attuale) Robin Haase con un doppio tie-break in poco meno di due ore di partita. Sarà interessante vedere come Stefanos saprà comportarsi in un clima che si preannuncia molto caldo a suo sfavore.

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GLI ALTRI INCONTRI – Nel match inaugurale sul centrale, intanto, la terza testa di serie del tabellone, Roberto Bautista Agut,  23 ATP, ha sconfitto Pierre-Hughes Herbert, 99 ATP, il giorno prima vincitore solo al diciottesimo punto del tie-break del terzo – e dopo aver annullato tre match point nel corso del gioco decisivo – del suo primo turno contro il portoghese Joao Sousa. Tutti e tre i precedenti erano stati vinti dallo spagnolo, che, dopo aver vinto un primo set nel quale aveva concesso pochissimo nei propri turni di servizio e nel quale gli era bastato un break nel settimo gioco, aveva continuato sulla stessa falsariga nel secondo. Tuttavia la terza testa di serie, nel decimo gioco, il primo nel quale Herbert era arrivato ai vantaggi, ha dovuto annullare tre set point per arrivare poi al tie-break. In questa fase il francese ha giocato bene, spingendo col dritto e cercando la rete non appena gli era possibile. Bautista, invece, dava visibili segnali di nervosismo per la riapertura di un match che dentro di sé pensava di aver già conquistato. Inevitabilmente, il 23 del mondo nel tie-break si produceva, tra doppi falli e gratuiti, in una pessima versione di se stesso, aiutando in maniera decisiva l’avversario a portare al terzo la partita. Nel parziale decisivo, Herbert non ne aveva più e allo spagnolo bastava procedere a una buona velocità di crociera per chiudere il match col punteggio di 6-4 6-7(2) 6-1 e arrivare per la seconda volta in cinque partecipazioni ai quarti, dove incontrerà Borna Coric, facile vincitore – 6-1 6-4 in sessantaquattro minuti – su uno spento Paire. Tre a uno i precedenti a favore dello spagnolo, ma il giovane croato ha vinto l’unico giocato non sulla terra (Chennai 2016). L’ultimo quarto vedrà scontrarsi Filip Krajinovic, 34 ATP e Evgeny Donskoy, 74 ATP: l’unico confronto diretto è stato vinto dal serbo, nell’ormai lontano 2010 sulla terra di Belgrado. Il serbo oggi ha sconfitto 7-6(2) 6-4 in 1 ora e 50 minuti un generoso Baghdatis, al quale non è bastato il caloroso sostegno del pubblico; il russo ha invece dominato con un duplice 6-1 in appena 50 minuti un insolitamente spento Dzumhur, la seconda testa di serie – dopo Kohlshreiber – della giornata ad essere eliminata.

Risultati:

[3] R. Bautista Agut b. P-H. Herbert 6-4 6-7(2) 6-1
B. Coric b. B. Paire 6-1 6-4
[8] Y. Sugita b. J-L. Struff 7-6(4) 6-4
[2] L. Pouille b. K. Khachanov 6-4 3-6 6-3
E. Donskoy b. [4] D. Dzumhur 6-1 6-1
[WC] S. Tsitsipas b. [6] P. Kohlschreiber 4-6 6-3 6-4
[7] F. Krajinovic b. [WC] M. Baghdatis 7-6(2) 6-4
[WC] M. Jaziri b. R. Haase 7-6(4) 7-6(3)

Il tabellone completo

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