Challenger: in Cile arriva la prima finale dell'anno per Cecchinato

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Challenger: in Cile arriva la prima finale dell’anno per Cecchinato

L’azzurro raggiunge l’atto finale del Challenger di Santiago. Sfiderà Gomez-Herrera. Hurkacz cerca il primo titolo della carriera a Zhuhai

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CACHANTUN OPEN, Santiago, Cile (terra rossa, $50000+H)

Marco Cecchinato è riuscito a vendicare il suo connazionale Gian Marco Moroni, battendo in tre set l’esperto Robredo. Lo spagnolo si era portato avanti vincendo il parziale inaugurale per 6-4, ma da lì in poi la testa di serie numero 2 non ha più concesso palle break e si è imposta alla distanza, vincendo i restanti parziali per 6-1 6-4. Per Cecchinato, attualmente n. 107 del mondo, questa è la prima finale dell’anno e nel match contro il qualificato Carlos Gomez-Herrera è certamente favorito. Il 27enne spagnolo ricopre la posizione 356 del ranking e in semifinale, ribaltando i pronostici, ha avuto la meglio sullo slovacco n. 145 Kovalik. Il primo faccia a faccia in carriera tra Cecchinato e Gomez Herrera si disputerà questa sera alle 23:00 italiane.

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ZHUHAI OPEN, Zhuhai, Cina (cemento, $75000)

Nell’altro torneo Challenger della settimana, le due semifinali non hanno regalato grande spettacolo né tanto meno equilibrio. La prima è stata vinta dall’australiano Alex Bolt che ha sfruttato il ritiro del suo più quotato avversario. Il tedesco Oscar Otte, testa di serie n. 4, è stato costretto a lasciare il campo quando era sotto 5-6 nel primo set, dopo aver perso due volte la battuta. A cercare di arrestare la corsa del 25enne Bolt, che tra qualificazioni e torneo non ha ancora perso un set, ci proverà Hubert Hurkacz, anche lui inaspettato vincitore della sua semifinale. Il 21enne polacco ha sconfitto in tre set il taiwanese Jason Jung dopo essersi fatto rimontare nel secondo parziale, conclusosi al tie-break. Il set conclusivo è stato vinto da Hurkacz per 6-4. Per lui si tratta della seconda finale di categoria, dopo Shenzhen 2017.

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Roland Garros: finisce la favola di Agamenone. “Voglio la Top 100 entro la fine dell’anno”

Franco Agamenone non sfigura contro Mackenzie McDonald ma deve dire addio al suo primo Roland Garros. “Allucinante vedermi intorno tutti quei fenomeni negli spogliatoi”

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Franco Agamenone - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

M. McDonald b. [LL] F. Agamenone 1-6 6-2 6-3 7-6(3)

Il sogno di Franco Agamenone nel tabellone principale del Roland Garros è durato oltre due ore e tre quarti, ma anche se il suo match con Mackenzie McDonald (n. 60 ATP) è stato molto vicino ad arrivare al quinto set, la maggiore esperienza a questo livello del ragazzo americano, oltre a una maggiore varietà di schemi ha fatto la differenza e ha chiuso in quattro set la partita.

Un peccato davvero perché la partenza era stata di quelle da raccontare: un 6-1 in 27 minuti, Agamenone che sbagliava poco e nulla e faceva impazzire McDonald rimandando ogni palla e inchiodandolo sul diritto con il quale Mackenzie ha commesso davvero tanti errori.

 

Tuttavia all’inizio del secondo set le cose sono cambiate immediatamente: Agamenone non è riuscito a racimolare più di quattro punti nei primi cinque giochi che hanno visto McDonald scappare molto rapidamente sul 5-0. “Nel primo set lui sbagliava molto, io ho dovuto soltanto mettere la palla dall’altra parte. Poi nel secondo set lui ha alzato il livello, io invece non sono riuscito a farlo” ci ha detto Agamenone dopo la partita nella sua prima vera conferenza stampa della carriera.

In realtà alla fine del secondo set l’italo-argentino è riuscito a invertire parzialmente la tendenza, conquistando due game consecutivi, ma senza riuscire a forzare McDonald a servire per il set. Mentre il vento si alzava e gli spettatori sulle gradinate del Campo 12 si preparavano a combattere il freddo e le sporadiche gocce d’acqua che ogni tanto cadevano dal cielo, Agamenone riusciva anche ad andare avanti di un break sul 2-1, aiutato dalla buona sorte che con un nastro ha girato il punto in suo favore sulla palla break. Tuttavia il vantaggio era effimero, diventava sempre più difficile fare il punto a McDonald e le palle corte di Agamenone spesso si trasformavano in un boomerang.

Il terzo set prendeva la strada dell’americano, ma nel quarto era proprio il nativo di Rio Cuarto ad essere il primo ad allungare: insistendo sul rovescio di McDonald per poi costringerlo a forzare non appena la palla gli arrivava sul diritto, Agamenone è andato avanti per 4-2, ma un buon game di risposta del suo avversario e un paio di suoi errori gratuiti rimettevano la partita sui binari dei turni di servizio. L’ultimo treno per l’italiano passava nel dodicesimo game, quando un set point per portare il match al quinto veniva vanificato da un rovescio lungo.

Ho avuto delle occasioni nel quarto set, ma lui ha giocato bene, mentre io no” ha laconicamente dichiarato Agamenone dopo il match. Ma nonostante questa sconfitta rimane la soddisfazione di aver disputato il primo incontro in un torneo dello Slam e di aver potuto verificare che il livello dei primi 50 non è così lontano. “Se sto bene e gioco come so, credo di poter giocare a questo livello. Purtroppo non ero al 100% fisicamente in questa partita: oltre al problema all’anca che mi ha dato fastidio durante le qualificazioni avevo un problema anche alla schiena. Tuttavia è stata un’esperienza ‘allucinante’ vivere questo torneo: quando ci hanno cambiato lo spogliatoio domenica, e siamo passati a quello sotto lo Chatrier, dove c’erano tutti i fenomeni intorno. E’ stata una grande emozione che non dimenticherò”.

Ora, risvegliatisi dal sogno, c’è da tornare a sudare nei Challenger, a partire da Perugia. “Giocherò i Challenger in Italia, poi farò le qualificazioni a Wimbledon – non ho mai giocato sull’erba, sono curioso. Il mio obiettivo è quello di entrare nei primi 100 entro la fine dell’anno: la strada sembra quella giusta, bisogna continuare a lavorare”.

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Giannessi: “Peccato quel 6-5 al quarto, ma ho dato tutto”. E fa un appello per le racchette

Nel post-match un Giannessi stanco ma con pochi rimpianti (“Avevo i crampi dal terzo, ho fatto il massimo”) riconosce i giusti meriti a Gojo (“Ha servito forte e bene per cinque ore, bravo”). E racconta l’incredibile retroscena sulle sue racchette: “Uso un modello vecchio, ne ho solo due e non me ne danno altre neanche pagandole”

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Alessandro Giannessi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dal nostro inviato a Parigi

Non c’è una parte del corpo che non mi faccia male”.
Inizia così l’intervista post match ad Alessandro Giannessi, dopo le cinque ore ed i cinque set giocati contro Borna Gojo. “Ho iniziato a sentirli nel terzo set e poi è andata peggiorando “spiega il tennista spezzino. “Purtroppo un mese fa ho avuto il Covid – sintomatico, ho avuto la febbre un paio di giorni – e alla fine qualcosa la paghi in un match di cinque ore ”.

Nel complesso, Giannessi si dichiara soddisfatto della sua prestazione, anche se ovviamente il discorso va subito su quel 6-5 30-0 nel quarto set, quando si è trovato a due soli punti del match e che chiaramente un po’ di rammarico lo lascia. “Ho lottato per cinque ore e in cinque ore è chiaro che ci sono degli alti e bassi. Però ho dato il massimo, dal punto di vista fisico e mentale, non posso rimproverarmi nulla da quel punto di vista. Certo quelle due smorzate sul 6-5 non dovevo farle, erano di tensione. Ma questo sport è fatto di episodi, è andata così.

 

Il tennista italiano riconosce poi i giusti meriti al suo avversario. “Ha servito sempre bene per cinque set, posso solo fargli i complimenti. Non è assolutamente facile, poi in un match così intenso. E si è mosso anche molto bene, fino alla fine, non scontato per un giocatore alto (Gojo è 1,96m n.d.r.) come lui.” E anche sulla chiamata dubbia sul set point a favore di Gojo, che poi è costata il parziale al croato, si complimenta per come ha saputo reagire alla distanza. ”Sinceramente non so dirvi se era buona o meno. Sì, lì è uscito di testa per dieci minuti, ma poi si è rimesso subito in careggiata e non ha detto più una parola negli altri due set. Bravo anche per questo.” Ci agganciamo a questo commento per chiedergli cosa sia successo sul 2-0 a suo favore nel quarto, quando l’inerzia del match sembrava tutta a suo favore. “Lì ho iniziato a sentire i crampi al braccio, soprattutto nel quarto game. Peccato, se lì andavo 3-1, lui si stava disunendo.” Alla nostra domanda se al termine di questo match vede il bicchiere mezzo pieno vuoto o mezzo pieno, dimostra di non aver perso il senso dell’umorismo nonostante la stanchezza, rispondendo che “al momento mi sento totalmente vuoto.”

Si passa in conclusione a parlare del futuro (prossimo) del portacolori del Park TC Genova. Dopo aver parlato un po’ delle innovazioni che sta cercando di portare nel suo gioco (“Sto cercando di essere un po’ più aggressivo, ma non posso stravolgere il mio gioco. Sono Giannessi, non posso essere Gojo”), si è passati al tema Wimbledon, per sapere quali siano un po’ in generale le intenzioni dei giocatori in previsione dello Slam londinese, dopo la decisione che non porterà punti ATP .“Beh, un primo turno Slam sono tanti soldi. Per chi è fuori dalla top 100 sono cifre significative. E credo che anche i più forti probabilmente ci saranno, è sempre una vittoria Slam. Comunque vediamo come finisce, la situazione è ancora in via di definizione.”

Al termine, un simpatica “richiesta di aiuto” di Alessandro, dopo che viene rivelato che dispone al momento di soli due telai della vecchia versione della Babolat Aero Drive (“Quella con il Cortex, difficile cambiarla quella, soprattutto alla mia età dopo tanti anni“) e non riesce a recuperarne altre. “Purtroppo l’azienda ne produce solo un numero limitato per alcuni giocatori e io non sono tra questi. Negli ultimi anni ho addirittura comprato quelle con cui gioco, ma ora non me le forniscono neanche pagandole io. Ogni anno ad inizio stagione provo il modello nuovo, ma dopo un paio di mesi torno a quello vecchio. Ragazzi aiutatemi, fate un appello alla Babolat.” Detto, fatto.

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Roland Garros: Fritz e Basilashvili rischiano grosso, cadono Wawrinka e Opelka

Nella giornata degli esordi di Nadal e Djokovic esce subito di scena il campione del 2015. Costretto a fare le valigie anche il big server americano

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Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Il secondo giorno del Roland Garros porta con sé un po’ di tutto: qualche sorpresa, qualche quinto set inaspettato e altre facili affermazioni. Tra queste rientrano senz’altro la comoda vittoria di Nadal e i successi in tre set di Cameron Norrie e Daniel Evans. Più complicate le affermazioni di Taylor Fritz e Nikoloz Basilashvili (entrambe al quinto), mentre salutano subito Parigi Stanislas Wawrinka e Reilly Opelka.

Il fresco campione di Lione, testa di serie numero 10, vince il suo quinto match consecutivo, lasciando appena sette game alla wild card francese Manuel Guinard. Il numero 146 del mondo riesce a lottare soltanto nel primo set, durato ben oltre l’ora di gioco anche per via di alcuni game lottatissimi (come il quarto, da 28 punti totali). L’unico passaggio a vuoto di Norrie arriva sul 4-3 e servizio nel primo set, quando perde la battuta a zero e finisce sotto 4-5. Da quel momento, però, il britannico vince 15 degli ultimi 17 game: prima strappa il servizio a Guinard nell’undicesimo gioco, chiudendo 7-5 la prima frazione, quindi dilaga nel secondo e nel terzo. Finisce 7-5 6-2 6-0 in favore del numero 11 del mondo, che ringrazia il francese per i 51 gratuiti (a fronte di soli 14 vincenti) e approda al secondo turno, dove troverà il qualificato Jason Kubler. La spedizione britannica sorride anche grazie a Daniel Evans, che in un match sulla carta ben più complicato fa valere la sua maggior esperienza contro Francisco Cerundolo. Una partita dalle diverse sfaccettature, con momenti in cui i game filavano via lisci per entrambi e altri in cui i due giocatori facevano molta fatica al servizio. La bravura di Evans, sostanzialmente, è quella di essere stato praticamente sempre avanti nel punteggio. Dopo un primo set archiviato al tiebreak e un secondo parziale vinto già in apertura (dove si era portato avanti 3-0 e servizio), è stato il terzo quello più combattuto, caratterizzato da 75 punti totali e sette break. L’argentino ci ha provato, ma tenere solo un turno di battuta su cinque non poteva essere sufficiente. La testa di serie numero 29 ringrazia e stacca il pass per il secondo turno con il 7-6 (3) 6-4 6-4 finale, dove troverà uno tra Mikael Ymer e
James Duckworth.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

 

Ben più sudata la vittoria di Taylor Fritz, che ha bisogno di cinque lunghi set per avere la meglio del qualificato argentino Santiago Fa Rodriguez Taverna, numero 201 ATP. Un match opaco al servizio per la testa di serie numero 13, che riesce a salvare solamente due palle break su nove al suo avversario e non trova la continuità necessaria per prendere il largo. Dopo la conquista del primo e del terzo set, infatti, lo statunitense non riesce mai a mettere la testa avanti nel secondo e nel quarto, persi entrambi. Il quinto è l’unico set in cui Fritz non concede opportunità di break all’argentino, strappandogli il servizio nel terzo game e amministrando il prezioso vantaggio fino alla fine. Finisce dunque 7-6 (2) 3-6 6-3 4-6 6-4 per il campione di Indian Wells, che raggiunge Bernabe Zapata Miralles al secondo turno. Ad aver rischiato ancora di più, tuttavia, è Nikoloz Basilashvili, addirittura costretto ad annullare un match point a Maxime Cressy. Dopo due set da incubo, in cui il georgiano racimola in totale cinque game, anche nel terzo la testa di serie numero 22 va più volte vicino alla sconfitta. Sul 4-4 riesce ad annullare una pericolosa palla break, che avrebbe spedito lo statunitense a servire per il match, poi spreca due set point al tiebreak e si ritrova ad un solo punto dalla sconfitta sul 7-8. Con tre punti di fila Basilashvili si salva, rimane in partita e sale di livello al servizio, non concedendo più una singola possibilità di break né nel quarto né nel quinto set, chiusi entrambi 6-4. Grazie al 3-6 2-6 7-6 (8) 6-4 6-4, il georgiano trova Mackenzie McDonald, che ha sconfitto in quattro set il nostro Franco Agamenone, con lo sguardo proiettato ad un possibile terzo turno contro Jannik Sinner.

Dopo la batosta di Dominic Thiem, un’altra vecchia gloria del Roland Garros saluta Parigi: si tratta di Stan the Man, scivolato alla 264esima posizione del ranking, che manca la possibilità della riedizione della finale del 2017 contro Rafael Nadal. Wawrinka non inizia male, vincendo 6-2 il primo set, ma poco a poco è costretto a lasciare spazio all’estro di Corentin Moutet. La wildcard francese ha un unico passaggio a vuoto nel terzo set, quando prima non sfrutta due set point in risposta e poi, al servizio per il set sul 5-3, subisce il contro break. Raggiunto sul 5-5, il numero 139 ATP salva un’ulteriore break point nell’undicesimo gioco (che avrebbe mandato Wawrinka a servire per salire due set a uno) e domina il tiebreak. Nel quarto set non concede più nulla e si regala Nadal con il definitivo 2-6 6-3 7-6 (2) 6-3. Anche peggio, se possibile, è andata a Reilly Opelka, eliminato in tre set da Filip Krajinovic. La testa di serie numero 17 diventa così la più alta (al momento) ad abbandonare il torneo, restando di fatto in partita per un solo parziale, il primo. Un set scivolato via velocissimo, senza nemmeno una palla break né un game ai vantaggi, che ha nel tiebreak la sua più logica conclusione. Anche qui si procede punto a punto e il primo a cedere un minibreak è lo statunitense, recuperato ma poi subito riperso negli ultimi due punti. La bassa percentuale di prime in campo (63%) e l’incapacità di procurarsi un singolo break point durante tutto il match definiscono al meglio la giornata no di Opelka, che cede il passo al serbo per 7-6 (5) 6-3 6-2, autore di appena 10 non forzati in tre set. Per Krajinovic si prospetta un secondo turno comodo contro Borna Gojo, reduce dalle cinque ore di fuoco contro Alessandro Giannessi.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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