Coppa Davis: Francia in semi, Pouille è più solido di Fognini [VIDEO]

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Coppa Davis: Francia in semi, Pouille è più solido di Fognini [VIDEO]

GENOVA – Pouille è granitico nei momenti decisivi, Fognini esce dal match dopo tre set. La Francia si qualifica per la semifinale della Coppa Davis 2018: affronterà la Spagna in casa

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COPPA DAVIS, QUARTI DI FINALE

ITALIA-FRANCIA 1-3 (Francia qualificata)

 

Niente da fare, purtroppo. Fabio Fognini doveva riaprire la sfida per consegnare ad Andreas Seppi (o Paolo Lorenzi) il compito di completare la rimonta e portarci in semifinale dopo 4 anni ma ha prevalso la solidità del francese, che vincendo il secondo singolare del week-end genovese trascina la sua selezione in semifinale. Non è stato sufficiente un buon avvio dell’italiano, che ha ceduto mentalmente dopo aver perso il terzo set al tie-break. L’ultimo singolare non verrà disputato.

L. Pouille b. F. Fognini 2-6 6-1 7-6(3) 6-3 (dal nostro inviato a Genova)

L’EQUILIBRIO INIZIALE

Il pubblico di parte italiana prova a raccogliere l’invito fatto ieri da Corrado Barazzutti e riscalda l’ambiente intonando l’inno italiano. I sostenitori francesi chiaramente non sono da meno e sono sempre molto rumorosi. Oggi il sole fa fatica ad uscire ma la temperatura è ideale per un match di tennis. 2-1 i precedenti per Fognini contro Pouille, battuto a Shanghai nel 2017 e sulla terra di Amburgo nel 2015. I tifosi francesi prima intonano la Marsigliese e poi con i loro trombettieri – grande sportività – fanno partire l’inno italiano che lo stadio canta a squarciagola: bellissima atmosfera. Fabio vince il sorteggio e decide di ricevere. L’azzurro si siede in panchina dopo i palleggi di riscaldamento e stira la schiena, speriamo che i problemi dichiarati ieri in conferenza stampa non lo limitino.

Ci pensa il nostro nr. 1 a rassicurarci, due ottimi vincenti e due gratuiti di Pouille ed è subito break Italia, non ci poteva essere inizio migliore. Ma il suo avversario risponde subito, il francese gioca molto profondo e centra subito il controbreak. La partita è già bella, il livello del gioco è più che decente. Fabio è concentrato e presente a se stesso, altra palla break sulla quale Pouille commette doppio fallo, ancora break azzurro, 2-1 e servizio. Stavolta il break è confermato con autorità, Fognini detta i ritmi di gioco e mette Pouille alle corde, 3-1. Il francese non trova continuità e mette poche prime, nel quinto game va 40-15 ma Fabio non molla niente e si guadagna un altra palla break. Nello scambio Pouille colpisce il nastro, la palla si impenna e cade nei pressi della rete, recupero prodigioso di Fognini e rovescio incrociato vincente, pubblico in visibilio e 4-1 “pesante” Italia. I tifosi francesi provano a scuotere il loro beniamino con “Viva la vida” dei Coldplay, ma non c’è nulla da fare, il 6-2 dopo 37 minuti è lo specchio fedele del dominio di Fognini sul suo avversario nel primo set.

Primi due game del secondo set tenuti a zero da chi batte, nel terzo game Fognini ricomincia a spingere e Pouille annaspa. L’azzurro va 15-40 complice un bellissimo rovescio incrociato ma stavolta il francese reagisce. Annulla le palle break e tiene il servizio. Nel game seguente sul 30 pari Fognini spedisce fuori uno smash contro sole e subito dopo manda in rete un diritto, primi segni di vita di Pouille che allunga 3-1. Il francese mette anche il primo ace della partita e va 30-0, ma Fabio non molla niente, tre punti di fila e palla dell’immediato controbreak. Niente da fare, Pouille si salva ancora e con due pregevoli palle corte allunga 4-1. Ora c’è più partita, il nr. 11 del mondo sbaglia di meno.  Fognini va 40-0 ma poi manca 4 palle del 2-4, Pouille pigia sull’acceleratore ed arriva un nuovo break. Il francese serve per il set e tiene la battuta a zero, 6-1, un set pari e tutto da rifare. Servirà il miglior Fognini per portarci sul 2-2, Pouille si dimostra tenace e ostico.

Fabio Fognini – Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

 

L’ALLUNGO DECISIVO DI POUILLE

Ora il sole picchia, Fabio esce dal campo per una pausa fisiologica. L’azzurro ha perso un po’ di smalto, sul 40-30 scherza troppo su una comoda palla da chiudere e viene passato dal rovescio di Pouille. Ma arrivano due ottime prime e la striscia di 5 giochi consecutivi del francese si ferma. Il momento è topico, Pouille riprende a sbagliare, due doppi falli facilitano il break di Fabio, 2-0. Nel game seguente arriva una palla dell’immediato controbreak, il tennista di casa è bravissimo ad annullarla e poi a tenere la battuta. Il livello di gioco è sceso ed essere 3-0 non è cosa da poco in questa fase. Infatti Pouille tiene la battuta e poi strappa a zero il servizio ad un Fognini poco reattivo, 3-2 Italia, tutto da rifare. L’impressione è che il terzo set andrà a chi saprà limitare i propri errori e saprà essere più lucido. Pouille completa l’aggancio sul 3-3 con qualche patema (dal 40-0 vince il game ai vantaggi), Fognini con sicurezza mantiene la battuta, 4-3. Si avverte nell’ area il momento delicato, il pubblico è molto attento. Pouille spara un diritto fuori, 30-40, palla break Italia. È bravissimo Fabio che conduce saggiamente lo scambio e chiude con un diritto vincente, 5-3, si serve per il terzo set.

Il grido “Fabio, Fabio” si leva alto, ma non basta. Arrivano un paio di gratuiti inopinati, Pouille sfrutta la seconda palla break e torna in partita, 5-4 Italia. Le emozioni si susseguono, Fognini annulla con un lob millimetrico una palla del 5-5 e poi si procura tre set point. Sui primi due bravissimo Pouille con il servizio, sul terzo Fabio commette un bruttissimo gratuito diritto. Racchetta spaccata a metà e relativo warning. Il francese approfitta del nervosismo dell’azzurro e sigla il 5-5. Fognini serve, 0-30, si teme il peggio. Meno male che Fabio recupera, annulla anche una palla break con una buona prima e poi torna avanti 6-5. Pouille con relativa facilità porta il set al tie break. Si inizia malissimo, doppio fallo Fognini. Prosegue peggio: l’azzurro sbaglia troppo, Pouille senza fare chissà che sale 6-2 e poi chiude 7-3. Siamo sull’orlo del baratro.

Pouille riparte al servizio nel quarto set, si giocano ben 14 punti, Fabio non sfrutta una palla break ed il francese tiene la battuta. Le occasioni sprecate iniziano a diventare troppe (5/15 sulle palle break Fognini , 5/8 Pouille), il nostro nr. 1 sbaglia molto, Pouille trova subito il break e poi allunga 3-0 troppo facilmente. Ora sembra davvero compromessa, anche i tifosi italiani sugli spalti sono scoraggiati. Fognini tiene la battuta, Pouille tranquillo va sul 4-1. Il tracollo appare vicino ed invece Fabio non solo tiene la battuta dallo 0-30 ma con gran caparbietà centra anche il controbreak. Accade nel settimo game alla terza occasione, complice un doppio fallo di Pouille (con colpo di tosse sospetto tra la prima e la seconda dagli spalti) a cui fa seguito uno splendido rovescio lungolinea di Fognini. Ma purtroppo è un momento effimero, Fabio è stanco e Pouille con un nuovo break va a servire per il match. Il francese non da scampo all’azzurro e porta la sua squadra in semifinale tenendo la battuta a 30. Pouille ha vinto con merito mostrando un rendimento più continuo e maggiore lucidità nei momenti decisivi. Peccato per il terzo set, alla fine risultato decisivo in un match equilibrato. Il quarto singolare non verrà disputato, il week-end di Genova si chiude con l’esultanza di Lucas Pouille.

Lucas Pouille – Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

IL COMMENTO DI UBALDO E STEFANO TARANTINO

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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