Yannick Noah: “Coppa Davis guai a toccarla. Non ci sono solo i soldi”

Noah tassativo sulla riforma: "Noi capitani siamo contro una decisione scandalosa. Magnifica atmosfera a Genova e a Valencia". Pouille: "Che ascoltino anche noi giocatori"

Yannick Noah: “Coppa Davis guai a toccarla. Non ci sono solo i soldi”
Yannick Noah - Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Capitan Noah non le manda a dire. Dopo la vittoria di Lucas Pouille contro Fabio Fognini che regala alla Francia l’accesso alla semifinale, Yannick ha tenuto una lunga conferenza stampa in cui, oltre a esprimere tutta la soddisfazione per il successo ottenuto a Genova, si è dilungato sulla questione spinosa del futuro della Coppa Davis. Yannick ha espresso tutto il suo attaccamento alla tradizione, al valore sentimentale e, in fondo, anche “sociale” del campionato a squadre. Ma, prima di affrontare il discorso Davis, il campione del Roland Garros del 1983 parla dell’exploit di Lucas Pouille.

Molto amichevole Noah con il Direttore Scanagatta: “Ti conosco da 40 anni e anche in passato mi chiedevi sempre un parere sul quinto match ma, a volte, come vedi, al quinto incontro non ci si arriva. Oggi Lucas è stato molto forte mentalmente. Ha messo a segno ottimi servizi e ottimi punti; è stata una buona prestazione da parte sua”.

 

Noah e Ubaldo (foto di Roberto Dell’Olivo)

Che significato ha la vittoria di oggi per Yannick?Ogni incontro ha una sua storia. Non conosco le statistiche, ma abbiamo una squadra un po’ diversa rispetto a quella con cui abbiamo vinto l’anno scorso. Siamo costantemente in evoluzione, ci adattiamo alle varie situazioni, oggi avevamo un match difficile. È contato molto l’approccio mentale. Non è facile giocare fuori casa. È speciale perché abbiamo vinto con l’Italia fuori casa per la prima volta dal 1927, questo è molto importante. Oggi siamo stati forti. E sono stati forti soprattutto i nostri tifosi! Quando hanno intonato l’inno italiano prima dell’ultimo match, sono stati bravissimi. È stato un bellissimo gesto e sono fiero di loro. Come capitano sono felice perché possiamo continuare questa avventura almeno fino a settembre. E sono felice per Lucas, per il suo percorso, per tutto quello che dà alla squadra e qui a Genova ha vinto due punti fondamentali, siamo molto contenti per lui“.

Ed ecco che si affronta la questione della riforma della Davis: “Noi abbiamo dato il massimo. È stato un bellissimo incontro di Coppa Davis e questa atmosfera la possiamo vivere solo durante la Davis. Se la proposta di riformularla completamente verrà accettata, non ci sarà più tutto questo e sarà tutto finito. È un gran peccato! So che la maggior parte dei capitani condivide la mia idea. Si tratta della nostra tradizione, della nostra storia. Questa è una manifestazione che dovrebbe essere intoccabile. Adesso aspetto che si concludano tutti gli incontri e poi cercherò di sentire via sms anche gli altri capitani per vedere se riusciamo a impedire questa ingiusta trasformazione“.

Ma anche senza stravolgerla del tutto, a quale cambiamento sarebbe favorevole Noah? E cosa pensa del fatto che i più forti tennisti del mondo abbiano chiesto di modificarne alcuni aspetti come per esempio il calendario?

Provate a immaginare se i calciatori più forti dle mondo come Messi o Cristiano Ronaldo, che giocano sempre la Champions, non volessero più giocare in Coppa del Mondo, la Fifa non ne cambierebbe le regole. I sette-otto giocatori più forti hanno dato molto al tennis ma anche il tennis ha dato loro tantissimo. È difficile criticare atleti del calibro di Messi o Ronaldo, così come i grandi tennisti, però la Coppa Davis è una situazione straordinaria. Tanti giocatori hanno tratto vantaggio dall’essere campioni e oggi vogliono ancora di più. È troppo. È una questione di denaro? I soldi non sono tutto. Se Nadal gioca a Valencia, lo stadio è pieno, la stessa cosa vale per Federer in Svizzera ed ecco che i soldi entrano nelle casse delle Federazioni. Ma niente potrà ripagare, per esempio, l’autografo fatto da Fognini  al ragazzino qui a Genova che cresce sognando di giocare a tennis guardandolo gareggiare in Davis. Attenzione, anche per me è importante l’aspetto economico, come per tutti; quando vinco la Coppa Davis poi voglio sapere quanto ho guadagnato. Ma non si può  sempre tradurre tutto in denaro. Con la Coppa Davis è diverso, è una competizione ma direi che è anche una questione sentimentale, di tradizione e, in fondo, anche “sociale” per come coinvolge il pubblico di tutte le nazioni“.

LA CONFERENZA STAMPA DI LUCAS POUILLE

Molto soddisfatto Lucas Pouille della prestazione contro Fognini pur riconoscendo di non aver disputato uno dei suoi migliori match. Ma, alla fine, il più forte in campo è stato lui: “Mi sento molto positivo” dichiara Lucas, “ho cercato di aumentare sempre di più l’intensità dei colpi. La cosa fondamentale è che sono rimasto calmo e ho cercato di tenere duro. Sono molto contento di aver portato il punto alla squadra“. Come spiega i tanti break? “È abbastanza normale sulla terra battuta, per quanto mi riguarda non ho servito molto bene“.

E sulla questione Coppa Davis, anche Lucas non ha dubbi, la nuova formula sarebbe inaccettabile. Il francese aveva già espresso negli ultimi giorni tutto il suo rammarico qualora si applicassero i cambiamenti proposti dall’ITF: “Mi aspetto da Giudicelli che ci ascolti, è la prima cosa che gli ho detto; certo, capisco che vada fatta qualche modifica ma in generale la situazione deve restare così. Il presidente deve essere solidale con i suoi giocatori e non contro di loro. Io sono completamente contrario alla riforma e non sono il solo. Spero ci ascolti. Ieri ho trascorso il pomeriggio a guardare il doppio tra la Spagna e la Germania ed è stato un match pazzesco, con un’atmosfera straordinaria. Spero che non si faccia questa riforma perché la Davis è speciale proprio per questo“.

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