Johnson proverà il bis a Houston. Ma c'è da battere Sandgren

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Johnson proverà il bis a Houston. Ma c’è da battere Sandgren

Steve Johnson torna in finale allo US Men’s Clay Court Championship dopo 12 mesi. Sarà una sfida tutta a stelle strisce contro Tennys Sandgren

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Anche in Texas piove – forse per solidarietà con gli altri tornei della settimana, tanto maschili quanto femminili – e le semifinali cominciano con un’ora di ritardo. L’inno americano cantato in apertura è di buon auspicio per i padroni di casa, che potranno assistere a una finale tutta a “stelle e strisce”: un risultato non scontato visto che si gioca su terra allo US Men’s Clay Court Championship, l’ATP 250 di Houston, dotato di un montepremi da 623.710 dollari.

IVO TRADITO DALLE VOLÉE – Dal punto di vista patriottico, il merito principale è di Tennys Sandgren (26 anni, nr. 56), che nel primo incontro di giornata elimina l’unico europeo rimasto in tabellone, il 39enne Ivo Karlovic, sceso al numero 88 della classifica, ma n.14 nel 2008 e da 15 anni consecutivi stabilmente fra i primi 100. Il bombardiere croato fa valere il suo poderoso servizio e mette in difficoltà l’avversario soprattutto con lo slice di rovescio, ma perde il primo set soprattutto a causa di alcune volée di approccio giocate con poca incisività. Era stato proprio lui, infatti, il primo a conquistarsi un vantaggio di 4-2, grazie a una propensione aggressiva in risposta: da ‘circoletto rosso’ un attacco con slice corto sul rovescio bimane di Sandgren e successiva chiusura a rete. Sotto 2-4 e 0-15, l’americano si inventa uno smash colpito lateralmente, in stile padel, e rimette in piedi un game che poteva essere esiziale. Il problema però è sempre riuscire a rispondere al servizio, perché poi sullo scambio il veterano croato denuncia gli anni che passano e anche i propri limiti storici di mobilità.

Con il passare dei game però Sandgren regola il mirino dei passanti e mette in difficoltà un Karlovic tutt’altro che impeccabile sulla prima volée. Nell’ottavo game un pallonetto – incredibile, ma vero – supera i 211 centimetri del croato e certifica il 4 pari. Sfumano due palle break che avrebbero portato il tennista di Zagabria a servire per il set e la conclusione logica è un tie-break, in cui di nuovo gli errori di Ivo sotto rete fanno pendere la bilancia per l’americano del Tennessee. Il secondo set sembra una formalità per Sandgren, che serve bene, risponde e passa in modo eccellente e si invola sul 3-1, grazie anche al suo rovescio tagliato, piuttosto artigianale e goffo da vedere, ma comunque sufficiente a disinnescare il ‘taglio sotto’ impresso dal suo avversario. Quando i giochi sembrano fatti, però, con tre doppi falli, di cui due consecutivi, Sandgren offre su un piatto d’argento la palla del contro-break a Karlovic che non si fa pregare e strappa il servizio con una volée vincente.

 

Sul 5-4 per il croato, l’americano deve salvare un set point al servizio e, nonostante una polemica con l’arbitro per un let tardivo, porta a casa il punto e poco dopo il 5 pari. Il tie-break del secondo set è più equilibrato del precedente, ma sul 3-3 Karlovic manca un mini-break che sembrava cosa fatta e subito dopo sbaglia un dritto. Gioco, partita e incontro per Sandgren, che, comunque vada la finale, lunedì festeggerà per la prima volta l’ingresso fra i primi 50 tennisti al mondo.

Tennys Sandgren (via Twitter, @mensclaycourt)

SFIDA FRATRICIDA –  L’altro finalista inevitabilmente americano emerge dalla seconda semifinale “fratricida”, in cui si affrontano il longilineo Taylor
Fritz, 20enne baby-papà n. 72 del mondo, e il massiccio Steve Johnson, 28 anni, n.51, ma a un passo dalla Top 20 due anni fa, nonché campione
uscente del torneo. Entrambi tennisticamente sono di chiara scuola (oltre che di origine) statunitense, dotati di gran servizio e drittone, ma Fritz gioca un rovescio a due mani almeno sufficiente, Johnson invece gioca quasi esclusivamente in slice, creando così non pochi grattacapi al giovane avversario. Confronto di generazioni e confronto di stili: da un lato la pressione costante Fritz, dall’altra le variazioni, i tagli e una certa dose di creatività di Johnson, che alla fine prevale nonostante i due match point mancati nel secondo set.

Per due set sembra prevalere un grande equilibrio, soprattutto nel punteggio, grazie alla tenacia del più giovane e alle occasioni mancate del più “anziano”. Alla fine della partita Johnson avrà trasformato solo 4 palle break su 15, permettendo così al suo avversario di restare in scia, anche se con molta fatica. Nelle fasi finali del set, il nr 51 del mondo manca tre set point in risposta sul 5-4 e fallisce l’assalto al break. Quando Fritz torna a servire indietro 5-6 la conclusione ovvia sembra un tie-break, ma invece al primo set point con un errore di dritto il primo parziale finisce nelle mani del campione uscente. Lo slice di rovescio è indigesto per Fritz, specialmente se deve tirarlo su con il suo colpo bimane, ma comunque nel secondo set entrambi mantengono la battuta con sicurezza, fino all’ottavo game quando Johnson arriva a palla break prima con un passante di rovescio lungolinea in back, direttamente dagli anni Settanta, poi grazie a un passante di rovescio impossibile, in recupero su uno smash. L’ottavo e il nono game sono combattutissimi, alla fine non si concretizza nessun break.

Quando sembra che sia finita (6-7, 5-6, 15-40 sul servizio Fritz) Johnson manca due match-point consecutivi, in risposta, e poi cede un tie-break che era rimasto sul filo del rasoio fino al 7-4. A inizio della partita decisiva, quando sono passate già due ore, il campione uscente sembra poter accusare le occasioni mancate, mentre Fritz è rinfrancato. Eppure sarà proprio quest’ultimo a cedere il servizio. Da qui Johnson mette la freccia e conquista in modo convincente una partita gradevole, tecnicamente forse superiore all’altra semifinale e molto combattuta. Taylor Fritz sta dimostrando di poter concretizzare le aspettative che aveva suscitato due anni fa, ma per adesso Johnson ha ancora più tennis, più varietà e più solidità. Johnson avrà modo di difendere il titolo conquistato 12 mesi fa… su una gamba sola.

Alessandro Condina

Risultati:

[8] T. Sandgren b. I. Karlovic 7-6(2) 7-6(4)
[6] S. Johnson b. T. Fritz 7-5 6-7(4) 6-2

Il tabellone completo

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ATP Montpellier: forfait Fucsovics, Sinner ai quarti senza giocare. Marton: “Non posso più giocare con questo dolore”

Problemi al piede sinistro per Marton. Rimandato a venerdì l’esordio in Francia per Jannik Sinner, che partirà direttamente dai quarti. Affronterà Krajinovic o Sonego

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Ad inizio torneo, guardando il tabellone dell’ATP250 di Montpellier, il primo pensiero è stato subito indirizzato verso un possibile quarto di finale tutto italiano. La presenza di (almeno) un azzurro è ora certa, poiché Jannik Sinner si trova direttamente proiettato ai quarti senza giocare. L’altoatesino, infatti, sfrutta il ritiro di Marton Fucsovics, un avversario contro cui ha quasi sempre faticato. È andata così anche nell’ultimo confronto diretto tra i due, con il n°17 del mondo che è a Melbourne è riuscito per la prima volta in carriera a rimontare due set di svantaggio, lasciando poi soltanto tre game al suo avversario negli ultimi tre set.

L’ungherese però, nel giorno del suo 31° compleanno, è stato costretto al ritiro dall’Open Sud de France, dopo che ieri aveva vinto in tre set il suo match d’esordio contro Geoffrey Blancaneaux. Presto svelata la motivazione che ha impedito a Marton di scendere in campo. Una foto pubblicata su Instagram ritrae il piede sinistro dell’ungherese trafitto dall’ago di una siringa. Il messaggio recita: “Mi dispiace, ragazzi, devo ritirarmi. Ho provato tutto, ma non riesco più a giocare con questo dolore. Avrò bisogno di tempo per recuperare. Non il mio compleanno più felice”.

 

Sinner, che deve nel corso della sua carriera deve ancora vincere un match a Montpellier, partirà direttamente dai quarti, dove venerdì affronterà uno tra Filip Krajinovic e Lorenzo Sonego, in campo domani. Il match tra Roberto Bautista e Arthur Fils, che sarebbe dovuto essere il secondo della sessione serale, è stato anticipato come primo e chiuderà una giornata non fortunatissima a Montpellier visto che c’è stato anche il ritiro di Ugo Humbert. Il francese è stato vittima di una brutta caduta durante il match contro Alejandro Davidovich Fokina e si è ritirato sul punteggio di 6-1 6-7.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Montpellier

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ATP di Cordoba: Vavassori eliminato dal rientrante Pella

Prima vittoria da ottobre 2021 per Guido Pella: battuto in due set Andrea Vavassori. A Delbonis il derby argentino con Tabilo. Oggi tocca a Cecchinato

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UniCredit Firenze Open Firenze 15/10/2022 Andrea Vavassori - Foto Giampiero Sposito

Entra nel vivo il programma dell’ATP di Cordoba con l’Italia che perde un suo rappresentante: nella notte italiana, infatti, è stato eliminato Andrea Vavassori da Guido Pella con un doppio 6-2.

L’argentino è tornato in campo e lo ha fatto nel migliore dei modi con una vittoria molto significativo. Vicinissimo al ritiro, non giocava una partita ufficiale a livello ATP da ottobre 2021 per una lesione cronica al ginocchio destro. La sua voglia di tornare protagonista nel circuito però lo ha spinto a rimettersi in gioco e già a novembre 2022 aveva fatto una fugace apparizione nel Challenger di Montevideo, mentre quest’anno si era presentato al primo turno dell’Australian Open perdendo in tre set dal connazionale Cerundolo. Crollato al n. 1018 del ranking, Pella è presente al Cordoba Open grazie ad una wild card. Di fatto non c’è mai stata partita tra lui e Vavassori, con Pella subito avanti di un break nel primo parziale e bravo a cancellare le chance azzurre di rientro in partita. Vavassori ha un’occasione nel quinto gioco del primo set per rimettere a posto le cose, dopo aver rischiato di finire sotto di due break, ma non sfrutta più di tanto gli errori dell’argentino.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

 

Il secondo break conquistato, coincide con il 6-2 definitivo del primo parziale. Il secondo set si apre con l’azzurro che strappa il servizio al suo avversario. Ma Vavassori non spinge più di tanto sull’acceleratore e restituisce il favore, complice il 35% di prime palle servite. Dopo una fase equilibrata, Pella piazza quattro giochi in fila e si regala gli ottavi di finale dove ad attenderlo ci sarà il vincente del match tra Hugo Dellien e Pedro Cachin.

In precedenza Luciano Darderi aveva battuto Hugo Gaston per accedere al turno successivo. L’azzurro impiega 1ora e 18′ per eliminare Hugo Gaston 6-4, 6-3. Partita perfetta per il n. 200 del ranking ATP che ottiene l’88% dei punti con la prima di servizio. Mentre oggi farà il suo esordio in questa edizione del torneo Marco Cecchinato e scenderà di nuovo in campo Darderi (qui il programma odierno degli italiani).

A chiudere gli incontri di primo turno disputati nella notte italiana, è stata la sfida vinta da Federico Delbonis in rimonta su Alejandro Tabilo per 6-7(8), 6-2, 7-6(6). Il n. 131 del ranking perde il primo parziale dopo aver sciupato ben quattro set point. Nel secondo set l’argentino rimette a posto le cose dominando il parziale. Il cileno conquista il break nel quinto gioco del terzo set e si conquista due match point, prima di cedere la battuta nel decimo gioco e riaprire la contesa. Anche nel tiebreak Tabilo ha una grande chance per portare a casa il match, ma Delbonis, trascinato dal pubblico, è più lucido.

Argentina protagonista degli incontri del pomeriggio italiano: Andujar si ritira sotto di un set nel match con J. M. Cerundolo, mentre Coria, in rimonta, liquida Monteiro in tre set, 6-7(5), 6-1, 6-2. Molto equilibrata la sfida tra Garin e Martinez: la spunta il cileno 7-6(3), 2-6, 6-0. Sugli scudi anche Barrios Vera che batte Galan con il punteggio di 7-6(6), 6-2.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

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ATP Dallas, Verdasco : “Se oggi giocassi al livello del 2009 potrei aspirare a uno slam” [ESCLUSIVA]

“Quando ero n.7 al mondo, i primi quattro giocatori vincevano ogni torneo. Era impossibile sollevare un titolo importante” afferma il 39enne Fernando Verdasco. “Ora forse è più giusto”

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Da Dallas, il nostro inviato

Intervista esclusiva con il veterano spagnoloFernando Verdasco dopo la sconfitta al primo turno del Dallas Open. Nonostante i 39 anni d’età e i numerosi problemi fisici Nando continua a guardare al futuro con ottimismo.

Ciao Fernando, sei arrivato alla partita di oggi dopo aver giocato due dure match di qualificazioni. Come ti sei sentito in campo dal punto di vista fisico?
VERDASCO: La partita più dura è stata sicuramente il primo turno di qualificazioni contro Zhu che ho vinto 7-6 al terzo set. Mi sono  sentito più stanco dopo quella partita rispetto a ieri, ciò nonostante ieri sera avevo un piccolo dolore all’avambraccio e al gomito che ho dovuto operare più volte negli ultimi due anni. Anche dopo l’Australian Open mi sono trovato a dover affrontare dei piccoli problemi fisici che non mi hanno permesso di giocare i due Challenger prima di questo torneo. Ovviamente quando giochi tre partite consecutive hai davvero poco tempo per recuperare e un gomito dolorante rende tutto più complicato. Oggi non ero in grado di servire allo stesso livello delle due partite precedenti contro un giocatore come McDonald che e’ in fiducia e di livello più alto rispetto a coloro che avevo affrontato nelle qualificazioni. Ciò nonostante nel primo set ero avanti 3-2 e anche nel secondo parziale ci sono stati molti game combattuti che purtroppo non sono riuscito a vincere. Il tennis è cosi, puoi vincere un match 6-1 6-1 ma ogni game va ai vantaggi e sei fortunato quel giorno ad aggiudicarti i punti decisivi. Oggi da questo punto di vista e’ stata una giornata negativa per me, ma allo stesso tempo sono contento di aver giocato tre partite nello stesso torneo e spero che mi sia d’aiuto per le prossime settimane.

 

Nelle ultime stagioni abbiamo avuto diversi giocatori in grado di vincere Masters 1000 o ottenere ottimi risultati negli slam. Tu hai raggiunto il tuo best ranking (numero 7 del mondo) nel 2009, pensi che il livello generale oggi sia paragonabile a quando eri all’apice della tua carriera?
VERDASCO: Penso che oggi sia molto diverso. Quando ho raggiunto la settima posizione del ranking i primi quattro giocatori del ranking vincevano praticamente ogni singolo torneo a cui partecipavano. Era praticamente impossibile per gli altri giocatori pensare di sollevare un titolo importante, solamente Cilic, Del Potro o Wawrinka sono riusciti a vincere uno slam in quel periodo. In quasi 20 anni e 80 slam giocati e’ successo in tre o quattro occasioni. Ora c’è sicuramente più spazio per tutti, da un certo punto di vista è più giusto… Se mi chiedi come giocatore se avessi preferito occupare la settima posizione oggi o nel 2009 la mia risposta è oggi. Roger si è appena ritirato, Murray non è più allo stesso livello di dieci anni fa e Rafa purtroppo deve sempre convivere con molti infortuni. Ho la sensazione che la settima testa di serie in un grande torneo puo’ avere reali possibilità di vittoria, ai miei tempi non era possibile. 

Quali sono i tuoi programmi per le prossime settimane? Hai già deciso con la tua famiglia e team quali tornei parteciperai?
VERDASCO: Fortunatamente ho avuto due wild card, sia per Delray Beach per la prossima settimana sia per Doha la settimana seguente. Spero che il gomito non mi dia ulteriori problemi così almeno posso partecipare a questi due eventi. Per quanto riguarda il mese di Marzo non ho ancora idea se giocherò a Dubai riposandomi la settimana di Indian Wells per tornare a Miami. Potrei anche saltare Dubai e giocare il Sunshine Double. Dipenderà tutto dalle mie condizioni fisiche e da come il mio corpo risponde nelle prossime due settimane.   

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