Gli USA fermeranno le ceche? Italia respinta senza rimpianti

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Gli USA fermeranno le ceche? Italia respinta senza rimpianti

Tra la Repubblica Ceca e la sesta Fed Cup in otto anni ci sono le campionesse in carica. Azzurre ko, ma le belghe erano più forti. La Russia sprofonda in C

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Il torneo di Montecarlo ha dato il là alla stagione dei Masters 1000 sulla terra rossa per il circuito maschile. I tornei Premier femminili scattano invece questa settimana con il torneo di Stoccarda, preceduto come ormai da tradizione dal week-end di Fed Cup. Oltre alle due semifinali erano in programma anche i play-off per il World Group e World Group II 2019. Vediamo che bilancio possiamo tracciare di quanto visto nella due giorni riservata alle rappresentative nazionali femminili. Suddividiamo l’analisi per argomenti, partiamo dall’Italia per poi passare alle semifinali e ai match dei play-off.

ITALIA

Niente da fare nemmeno con la Fed Cup, la sede di Genova non riesce a portare fortuna alle nazionali di tennis azzurre. Dopo lo stop in Coppa Davis contro la Francia di un paio di settimane fa arriva anche quello contro il Belgio in Fed Cup, ma in modalità un po’ differenti. Se infatti con la Francia è rimasto il rammarico che forse almeno al quinto incontro si poteva arrivare (senza parlare dell’andamento del doppio visto che Bolelli e Fognini lo hanno perso abbastanza nettamente e la settimana dopo sono arrivati in semifinale a Montecarlo), contro il Belgio le nostre ragazze pur dando fondo a tutte le loro energie hanno dovuto soccombere in maniera alquanto netta.

 

Più forti le belghe rispetto alle nostre ragazze. Mertens è addirittura nr.9 nella Race (classifica che tiene conto dei risultati di questa stagione), Van Uytvanck è 50, mentre delle nostre solo la veterana Errani è nelle prime 100 (posizione nr.91). La nostra capitana sta giustamente intraprendendo la via del ricambio generazionale, ma non si può (come è giusto che sia) pretendere subito i risultati. Eppure la giovane Jasmine Paolini rispetto alla sfida di Chieti contro la Spagna è sembrata comunque cresciuta, soprattutto da un punto di vista mentale. La nr.145 del mondo dopo un brutto inizio ha rischiato addirittura di portare al terzo la più quotata Mertens (tre set point consecutivi mancati sul 5-4 del secondo set), chiederle di più sarebbe stato ingeneroso. Così come ha provato a fare del suo meglio Sara Errani. Il rammarico più grande è sicuramente la sconfitta della prima giornata contro Van Uytvanck, che nella sostanza ha spianato la strada al successo belga. Dicevamo che un po’ di rammarico resta perché la “vera” Sara Errani il match lo avrebbe portato a casa, ma la nr.1 azzurra è sembrata giocare con una marcia in meno rispetto ai suoi standard. La stessa Sara è stata poi schiantata nel secondo giorno da Mertens, ma in questa occasione poteva davvero ben poco. Oltretutto la tennista italiana ha anche ammesso (non chiarendo del tutto il mistero) dell’esistenza di problemi di carattere personale che non la farebbero stare tranquilla in campo. Insomma, tenendo conto di tutto questo mix di componenti negative non è il caso di arrabbiarsi più di tanto, onore al Belgio che rimane nel World Group.

Noi rimaniamo in B di Fed Cup anche per l’anno prossimo (salvo diverse decisioni del Board ITF che potrebbe anche decidere per il 2019 di allargare il World Group a 16 squadre). Il problema però non è questo, si potrebbe anche finire in C (vedi la Russia che qualche anno fa dominava assieme a noi la competizione) ma l’importante sarà poi avere delle tenniste che ci consentano di riemergere, dopo tutto il resto verrà di conseguenza. Per il momento ci teniamo strette Paolini e Chiesa che con l’aiuto di Errani stanno facendo un po’ di esperienza, bisogna dare tempo a Garbin per portare a termine la sua “mission”.

SEMIFINALI

La sfida più equilibrata (sulla carta) era quella di Stoccarda nella stupenda Porsche Arena, tra le padrone di casa e la Repubblica Ceca. Ma Kvitova e Pliskova hanno nella sostanza fatto un sol boccone delle tedesche chiudendo la contesa 3-1 e guadagnandosi la sesta finale negli ultimi 8 anni del loro fantastico ciclo. Davvero non esistono più parole per spiegare il dominio della R.Ceca in Fed Cup. Un movimento capace di fornire ricambi continui, il resto poi lo completa Petra Kvitova che in Fed non sbaglia quasi mai un colpo. E adesso sarà finale in casa con gli USA (probabilmente a Praga), chissà che spettacolo se in quell’occasione tornassero anche le sorelle Williams, sarebbe davvero il meglio che si possa desiderare per l’atto conclusivo della manifestazione.

Scariche Kerber e Goerges, era davvero una buona occasione per conquistare davanti al pubblico amico la finale, ma i risultati sono stati davvero insufficienti. Pessima e completamente fuori fase Kerber, Goerges dopo aver ceduto nettamente a Kvitova nella prima giornata ha quanto meno salvato l’onore contro Pliskova, ma ormai la sfida era compromessa. Le tedesche al completo potenzialmente potrebbero essere subito dietro le ceche ed allo stesso livello delle americane, ma bisogna dimostrarlo sul campo.

Sembrava invece più scontata l’affermazione degli USA contro la Francia ad Aix-En-Provence, ma per poco Yannick Noah (che ha dichiarato nella conferenza al termine delle partite che sarebbe stata l’ultima come capitano in Fed) non realizzava l’ennesimo miracolo. Motivata come si deve, Pauline Parmentier ha fatto quel che ha potuto giocando ben al di sopra della proprie possibilità. Purtroppo per i sostenitori francesi la nr.2 locale ha dilapidato importanti vantaggi nella prima sfida contro Stephens e sprecato qualcosa anche nel secondo match contro Keys. Maldenovic ha provato a reggere la baracca il primo giorno (battuta Vandeweghe) ma poi è stata letteralmente asfaltata da Stephens alla ripresa delle ostilità la domenica. Non le si può sempre chiedere di portare 3 punti, la maggiore ampiezza della rosa americana ha fatto stavolta la differenza.

Così continua il cammino imbattuto come capitana di Katie Rinaldi, che da quando l’anno scorso è divenuta capitana a stelle e strisce non ha conosciuto sconfitte e con la vittoria in Francia ha riportato la sua nazionale in finale, pronta a difendere il titolo conquistato l’anno scorso. Certo stavolta il compito sarà più improbo della vittoria in Bielorussia del 2017. Vincere contro le ceche (in trasferta) sarà davvero un’impresa, ma ci sono i presupposti per poter assistere ad una finale spettacolare.

Ha fatto piacere dopo tanto tempo ritrovare la Stephens dei tempi migliori, quella per capirci vincitrice degli US Open. Nella prima giornata la nr.1 americana ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie per venire a capo della ostica Parmentier, ma è stata bravissima nell’attendere in entrambi i set il momento giusto per piazzare le rimonte che le hanno consentito di portare a casa il primo punto fondamentale. Domenica invece Stephens è stata pressoché perfetta, lasciare appena due game a Mladenovic a casa sua non è cosa da poco. Una dimostrazione di forza davvero eccellente. Bene anche Keys che doveva sì affrontare una giocatrice nettamente alla sua portata, ma l’entrare in campo come sostituta (ha giocato al posto di Vandeweghe) e soprattutto per dare il punto del 3-1 non è mai cosa facile, la tennista americana con buona tenacia ha portato a termine il compito.

Se Stephens e Keys a novembre saranno queste e con un doppio di tutto rispetto (Vandeweghe/Mattek Sands) davvero le americane possono provare a fermare le ceche e confermare il titolo del 2017, ma ci vorrà il massimo impegno da parte di tutte perché come detto la R.Ceca sta dominando la Fed da quasi un decennio e non ha alcuna intenzione di abdicare.

ALTRI PLAY-OFF

Torna nel World Group la Romania che liquida agevolmente la Svizzera con Simona Halep protagonista. Soffre invece un po’ l’Australia contro l’Olanda priva delle migliori, ma alla fine Barty e Gavrilova hanno sistemato le cose (male Stosur). Si salvano invece con il doppio le vice campionesse in carica della Bielorussia che battono una buona Slovacchia. Sfida molto equilibrata alla fine messa in cascina dalla coppia più esperta nella specialità, Marozava e Lapko. Nel World Group II ci saranno anche la Lettonia (Ostapenko e Savastova) che ha addirittura mandato in C la Russia, il Canada che ha ritrovato Bouchard e ha battuto in volata 3-2 la pericolosa Ucraina, la Spagna che con Muguruza ha eliminato il Paraguay, il sorprendente Giappone che al doppio decisivo ha rispedito in C la Gran Bretagna di Watson e Konta, sconfitte nell’epilogo della sfida da due sconosciute giapponesi.

LE AVVERSARIE DELL’ITALIA PER IL SORTEGGIO DEL WORLD GROUP II

L’Italia non sarà testa di serie in sede di sorteggio per il tabellone 2019 tenendo conto dell’ultimo ranking pubblicato e potrebbe essere accoppiata con Giappone (sede da sorteggiare), Spagna (in trasferta), Slovacchia (in trasferta) e Lettonia (sede da sorteggiare), insomma non proprio una passeggiata di salute, forse tranne il Giappone di Naomi Osaka che però proprio facile non è. Per quanto invece riguarda il World Group le teste di serie saranno R.Ceca, USA, Bielorussia e Francia che potranno essere accoppiate con Germania, Belgio, Svizzera e Olanda. Chiaramente tutto ciò se il format rimarrà questo perché come sappiamo, così come per la Davis, si stanno studiando nuove soluzioni anche per la Fed ed una di queste sarebbe l’allargamento del World Group a 16 squadre. Vedremo cosa succederà.

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Lettere al direttore: lo US Open salterà? E il Roland Garros? I furti cechi. Troppo buoni con Djokovic?

Ma Federer e Nadal che hanno detto e fatto? La WTA arriva sempre dopo l’ATP ma non sul campo. COVID-19: l’irrisolto problema della quarantena. Gli Internazionali d’Italia tifano per il calcio. Il doping spagnolo

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I trofei dello US Open (foto via Twitter, @usopen)

Vi avevo invitato a scrivermi delle lettere perché io potessi rispondervi, cercando di andare contro la mia natura per essere il più sintetico possibile. Anche questa settimana siete stati numerosi e di questo vi ringrazio. Di seguito le mie risposte alle domande che ho selezionato: continuate a scrivermi a scanagatta@ubitennis.com.


Ho molto apprezzato lo sforzo di Ubitennis per reagire al COVID 19 con i suoi vari podcast, gli interventi domenicali su Facebook del duo cult Gibertini&Baldissera (che però non scrive più i suoi spunti tecnici…è pigrizia o ha troppo da fare?), l’UBIRadio, le videointerviste di lei direttore con i grandi del passato e non solo (Wilander un grande!) che ora ci arrivano anche via Facebook, il nuovo look&feel di Instagram…bravi, anzi bravissimi a inventarvi sempre qualcosa di nuovo, ma quanto vi manca il vero tennis? O considerate tale anche quello dello sfortunato AdriaTour, l’Ultimate Tennis Show, le esibizioni di Kitzbuhel e le varie americanate? Ritiene che l’US OPEN si giocherà? E Il Roland Garros?Giulio (Bitonto)

Grazie dei complimenti che naturalmente estendo a tutta la redazione. Certo che ci manca il vero tennis, ma mentre l’ATP prende le sue decisioni anticipando quelle della WTA che li copia, poi curiosamente il primo torneo vero che vedremo sarà un torneo femminile, quello di Palermo con una partecipazione che abbiamo definito da ‘Premierino’ e che ora si è arricchita della certa presenza di Simona Halep, n.2 del mondo dopo essere stata n.1 dal 26 febbraio 2018 al 28 gennaio 2019. Con altre due campionesse del Roland Garros, Kuznetsova e Ostapenko, e altre cinque tenniste comprese fra le top 20 (Sabalenka, Martic, Rybakina, Vondrousova e Sakkari), il torneo di Palermo vede premiato il coraggio dei responsabili del Country Club.

Riguardo alla sua domanda, direi che dopo che sia ATP sia WTA hanno deciso di non considerare più obbligatoria la partecipazione dei giocatori a qualunque torneo, proteggendo comunque i punti conquistati nella finestra di 22 mesi, penso che i giocatori europei tenderanno a giocare in Europa, oggi più apparentemente “safe”, e gli americani in America anche per via dell’irrisolto problema delle quarantene. Per andare e per tornare. Continuo a osservare la decisa volontà dell’US Open ad andare avanti ma… spero proprio non a tutti i costi. Come mi ha detto nella sua intervista esclusiva Matteo Berrettini, “in America non si può andare a cuor leggero”. Mi pare abbia ragione sacrosanta. E quando ha aggiunto, “non mi stupirei troppo se alla fine l’US Open venisse cancellato”, beh, anch’io non mi stupirei, anche se l’ottimismo americano (non quello di Trump eh) mi pare quasi encomiabile.

Sono un popolo di guerrieri, in fondo, gli americani. Hanno combattuto sempre da tutte le parti, anche quando non era necessario. Una volta che si mettono in testa di lottare, non si arrendono facilmente. Ma ogni tanto (Vietnam e non solo) finiscono però per soccombere. Sono più ottimista sul conto del Roland Garros. Che ha già annunciato una presenza del pubblico al 50/60 per cento, anche se non ho capito con assoluta certezza se quando il Governo ha proibito eventi sportivi e musicali con più di 5.000 spettatori si poteva riferire – nel caso specifico – all’affluenza totale del Roland Garros o a quella, eventuale, di un singolo stadio, tipo il nuovo Philippe Chatrier… con magari tanti altri spettatori liberi di frequentare anche il Suzanne Lenglen. In fondo potrebbero, opportunamente separati e chiusi l’uno all’altro reciprocamente, essere considerati due stadi diversi.

Per gli Internazionali d’Italia invece si aspetta che il Governo… ceda alla pressioni delle società di calcio. Che secondo me la spunteranno, perché di tribune vuote e mancati guadagni non ne possono più. Anche le audience tv ne stanno risentendo. Sono in calo progressivo, dopo la prima riapertura. Anche ai…telesportivi seduti un calcio senza rumori, applausi, urla, esultanze, non piace proprio. Quando le società di calcio avranno vinto la loro battaglia, le pressioni sul Governo e il ministro Spadafora sono tante, anche la FIT e gli Internazionali d’Italia brinderanno. Per ora non possono vendere un biglietto (oltre a quelli già venduti e non rimborsati).

 

Direttore buonasera volevo chiederle una curiosità o meglio avere lumi su un mio ricordo. Io sono un grande appassionato di tennis e un incontro che ancora ora non sono riuscito a digerire è la famosa finale di coppa Davis 1980 tra l’Italia e la Cecoslovacchia nella quale penso che in quei due giorni il tennis non sia esistito. Le partite di tennis più scandalose più assurde e più rubate del tennis mondiale. Le volevo chiedere è vero o mi ricordo male io che ai tempi ero giovanissimo durante uno scambio la pallina rimbalzo addirittura tre volte e il punto venne dato lo stesso alla Cecoslovacchia… Una vergogna inaudita… In attesa di una sua cortese risposta porgo distinti salutiMassimo Maggiani

Ricordo bene anch’io quella finale a Praga di Coppa Davis. Talmente bene che mentre non ricordo il nome della stragrande maggioranza degli arbitri di Coppa Davis per gli incontri dell’Italia, ricordo bene quello dell’ineffabile Antonin Bubenik. Un ingegnere informatico – ricordo perfino la professione! – trasformatosi in ladro patentato, pace all’anima sua.

Fu la quarta finale in cinque anni giocata da Panatta, Barazzutti e Bertolucci. L’ultima di quello squadrone che in Cile 1976 aveva vinto quella che è rimasta la nostra unica Davis conquistata. Quel che non ricordo è se c’era anche Zugarelli o meno. Ma nella terza giornata giocò Gianni Ocleppo e non so se il tennista di Alba era stato portato come riserva aggiunta, come quinto giocatore oppure quarto. Se il risultato ufficiale fu 4-1, in realtà dopo la seconda giornata eravamo già sotto 3-0 e gli ultimi due singolari, Barazzutti b. Smid 3-6 6-3 6-2 e Lendl b. Ocleppo 6-3 6-3 furono giocati a risultato acquisito e sui due set su tre. Se gli incontri senza significato si trasformarono da tre su cinque in due su tre, il merito fu di Nicola Pietrangeli che sollecitò l’ITF a modificare il regolamento.

Era inverno pesante, c’era neve e ghiaccio dappertutto nel weekend 5-7 dicembre, ma Praga era bella come sempre. Lo Sportvotni Hala un po’ meno. Un palazzo dello sport quasi lugubre. Avevo fatto a mia madre, rimasta vedova di mio padre nell’agosto ’78, il regalo di riportarla dove era stata con papà, insieme a un gruppo di soci del CT Firenze, incluso il presidente federale Paolo Galgani che era mio ottimo amico – avevamo giocato insieme a tennis mille volte alle Cascine, e anche alla Peppa – anche se lo criticavo più di quanto critichi Binaghi per la sua gestione federale assai poco manageriale. Ma Galgani ha subito le mie critiche – che gli pesavano assai uscendo su La Nazione, il giornale di Firenze dove lui esercitava la sua professione – con altro stile rispetto al presidente sardo. D’altra parte “Paolone” come lo chiamavano tutti, faceva l’avvocato penalista, non il manager.

È vero, l’arbitraggio ceco fu scandaloso, ma Panatta non avrebbe dovuto comunque perdere da Smid nel primo singolare, soprattutto dopo aver vinto 6-3 6-3 i primi due set. La superficie era rapidissima, il pubblico… pessimo. Ogni punto degli italiani veniva fischiato in maniera assordante, quelli dei cechi sollevavano boati. Un gruppo di tifosi italiani non riuscì a subire a lungo, cercò di rendere pan per focaccia. Un furto più clamoroso degli altri scatenò una bolgia. Intervenne la polizia ceca che sequestrò bandiere tricolori e portò via di peso un tifoso italiano che era il fratello di un senatore del PCI, Amilcare Barca. Galgani fece interrompere il match e disse che se non avessero liberato e rimandato in tribuna quel nostro tifoso, gli azzurri non avrebbero ripreso a giocare. Gli fu data vinta, ma la concentrazione dei nostri andò a farsi benedire. Adriano perse tre set di fila, 6-3 6-4 6-4. E nessuno si illuse quando Barazzutti vinse il primo set contro il ventenne Lendl. Il ceco su quella superficie era troppo più forte e gli lasciò solo quattro game, 6-1 6-1 6-2 nei successivi tre set.

Non a caso i cechi, che non avevano mai vinto la Coppa Davis nonostante le grandi tennistiche, i Drobny, i Kodes, rimisero con grandissima faccia tosta il signor Bubenik sul seggio arbitrale. Panatta e Bertolucci contro Smid e Lendl vinsero primo e terzo set, ma sempre in quell’atmosfera incandescente, finirono per perdere al quinto: 3-6 6-3 3-6 6-3 6-4. Addio sogni di gloria e tanti rimpianti per aver dovuto disputare sei finali di Davis sempre all’estero, sempre in trasferta, in tempi in cui di Bubenik ne potevano capitare… ma non accadde mai per la verità in Australia dove l’Italia aveva perso le altre sue finali, né l’anno prima a San Francisco dove nel 5-0 inflittoci da McEnroe, Gerulaitis, Smith e Lutz gli azzurri non vinsero neppure un set. I furti cechi furono comunque così vergognosi che dall’anno successivo l’ITF impose terne arbitrali neutre almeno nelle finali di Davis, e piano piano anche negli altri scontri precedenti.


Gentile direttore Scanagatta, grazie per aver risposto sul sito alla mia lettera riguardo al suo prezioso archivio di VHS con le storiche telecronache. Neanche a farlo apposta, sulla rivista “Eurosat” di questo mese c’è un servizio intitolato “Salviamo i video analogici convertendoli in digitale”: a questa mail allego gli screenshot delle pagine della rivista, se ha tempo di dare un’occhiata per curiosità. Se riesce a trovare qualche volontario per questa operazione, secondo la rivista lo strumento che serve per convertire si chiama “video grabber” e in vendita si trova anche a 26 euro… Grazie ancora e cordiali salutiAlberto (Milano)

Caro Ubaldo, sono un appassionato di tennis, soprattutto in TV dato che con la racchetta sono davvero scarso, ed io letto che le farebbe piacere se un volontario trasferisse in digitale i suoi archivi vhs e cartacei. Se vuole sarei disponibile a tentare l’impresa… Mi faccia sapere. PS sono stato grande tifoso di supermac. Saluti – Paolo

Ringrazio sia Alberto sia Paolo. E ringrazierò chiunque altro sia interessato a darmi mano per cercare di sistemare digitalizzandolo il mio enorme archivio. Paolo non potrebbe farcela da solo. Ci sono videocassette con interviste “amarcord” dell’epoca Tele+, anni 90 fino ai primi anni 2000, ma soprattutto ci sono tanti faldoni quante le lettere dell’alfabeto con lì raccolti articoli in italiano e altre lingue su tutti i giocatori dal ’70 in poi. E in un armadio a quattro ante raccolte che riguardano i quattro Slam, senza contare i 700 libri cui ogni settimana se ne aggiungono di nuovi… Uno di Luca Appino, “Viaggio alla scoperta del talento” mi è arrivato ieri, un altro di Steve Flink su Pete Sampras e scritto con l’aiuto di Pete, mi dovrebbe arrivare a giorni. Mi piange il cuore a veder finire tutto al macero quando non ci sarò più. È un piccolo tesoro.


Salve Direttore, in questi giorni siamo bombardati di “idee rivoluzionare” per cambiare il nostro amato gioco. E’ chiaro, da quanto sopra affermato, che io mi schiero contro questo cambiamento radicale a mio avviso dettato da interessi economici e di potere. Io invece ritengo che uno delle caratteristiche principali e più affascinanti di una partita di tennis è il fatto che sai a che ora inizia ma non sai quando finisce. Non mi dilungo ma vorrei conoscere il suo parere al riguardoSalvatore Perna

Noi siamo d’accordo, ma siamo anche old generation. I produttori televisivi non la pensano come noi. I giovani… non so, ma vanno sempre più di fretta. Non guardano nemmeno più la tv. Però se vanno a vedere uno Slam – anche a New York dove tutti sembrano avere più fretta che altrove – restano a vedere il quinto set anche alle due di notte. Il tennis tradizionale non ha stancato. Ma se Mouratoglou sostiene che il tennis tradizionale non affascina i giovanissimi forse avrà fatto i suoi studi. Anche se non credo che l’età media degli appassionati sia 61 anni come dice lui.

Ultimate Tennis Showdown 2020

Argomento scomodo e che mi pare poco trattato è la questione doping. Come possiamo accettare da sportivi che in Italia venga squalificato con irregolarità marchiane un marciatore, addirittura la fidanzata pattinatrice ed invece in Spagna al giudice che indaga sul doping vengano tolte e distrutte le prove? Non mi piace fare dietrologia, ma non è accettabile che si venga a conoscere un dopato tra i primi 10 del mondo (Agassi) solo perchè lo dichiara lui (a fini giornalistico-letterari…). Voi mettereste una mano sul fuoco per gli spagnoli? Eppure, sono sotto gli occhi di tutti infortuni e riprese con masse muscolari che cambiano…Mi scuso per la lunghezza, grazie comunque per l’attenzioneAntonio (Moisè)

La sua non è dietrologia, ma non è nemmeno oro colato. La vicenda Agassi ha dimostrato la scarsa credibilità di un sistema che sotto un’unica sigla – l’ATP di allora prima dell’ingresso WADA – riuniva controllanti e controllati. Prestandosi a pateracchi evidenti, neppur tutti emersi. Le illazioni sulle situazioni spagnole cui lei fa riferimento restano, appunto, illazioni, fino a che non verranno provate. La mano sul fuoco non la metterei su nessuna situazione, spagnola come extra spagnola. Ma non la metterei neppure su quanti danno per scontate – magari perché tifosi antagonisti di questo o quello spagnolo – quelle illazioni, ad oggi destituite di fondamento probatorio. Io, che pure sono tifoso viola e come tale non simpatizzante della Juventus – seppure mio padre, piemontese, fosse proprio tifoso della Juve, così come i miei più adorati cugini – ho letto in passato tante volte pesanti illazioni (non solo da parte di Zeman) sui giocatori della Juventus di una certa epoca, ma finché non verrà fuori una prova sicura e una sentenza di colpevolezza, per me restano pure illazioni e non mi fiderò di una muscolatura più o meno cresciuta in tempi che alcuni considerano sospetti. Se si dà dietro ai sospetti si vive male. Nello sport soprattutto bisognerebbe starne lontani. Salvo, per chi di dovere, espletare tutte le investigazioni del caso con scrupolosa serietà e autonomia di giudizio.


Gentile Direttore, da quando ero piccolo mio papà mi ha impartito – con voce stentorea – un insegnamento che diceva così: “la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni”. Per cui quando leggo che Djokovic si difende affermando che “le sue intenzioni erano sincere”, non posso che riandare con la mente a lui e ritenere che, come giustificazione, sia poca cosa. Ma poi, erano così sincere le intenzioni di Nole? Non stava forse cercando di usare politicamente l’Adria Tour per suggerire all’ATP di rendere le restrizioni previste per la ripartenza più blande, visto che lui pare essere abbastanza avverso ai protocolli attualmente previsti? Grazie per l’attenzioneFederico Pavan (Chioggia)

P.S. ho avuto la fortuna di partecipare all’ubiraduno del 2014; poi la mia vita ha preso direzioni impreviste, ancorchè soddisfacenti, ma conserverò sempre un piacevole ricordo dell’incontro con lei e con Rino Tommasi.

Novak Djokovic ha peccato in leggerezza credendo in buona fede che l’incidenza del Covid-19 fosse assolutamente scemata, ma dopo che nel suo Paese si era dato via libera a incontri di calcio, di basket con decine di migliaia di spettatori. Ha esagerato con la discoteca, le feste etcetera. Siccome è tutt’altro che stupido credo che se ne sia reso conto lui per primo. Però condivido quel che ha dichiarato Gilles Simon, un tennista dei più intelligenti e il cui pensiero abbiamo riportato. Può essere che Djokovic abbia forzato la mano con l’idea di dar forza alle sue tesi che, in quel momento, gli facevano ritenere troppo restrittivi i progetti americani relativi alla “bolla”, al ridimensionamento dei team al seguito dei tennisti.

Però è anche vero che Djokovic è un campione che potrebbe tranquillamente disinteressarsi dei problemi dei giocatori che guadagnano meno, delle situazioni di politica gestionale all’interno dell’ATP (Coppa Davis, ATP Cup, premi, costruzione di un sindacato giocatori a tutela dei più deboli, classifiche, magari pure di come debba essere organizzato uno Slam in tempi di Covid-19, se debba essere accettato che uno Slam come il Roland Garros monti sopra a tutto un calendario senza preavvertire nessuno… e via dicendo). Tanti giocatori che sono stati n.1 del mondo, o anche solo top-ten, hanno badato solo a se stessi, se ne sono fregati di occuparsi di tutto il resto. Federer si è subito operato e ha detto arrivederci all’anno prossimo e chi s’è visto s’è visto, Nadal non ha mosso un minimo accenno critico alla mossa del Roland Garros di irrompere nel calendario di fine settembre, Wawrinka chi l’ha sentito, Zverev ha fatto un po’ la figura del pisquanello, Tsitsipas si è rifugiato dal quasi connazionale Mouratoglou, Fognini ha giocato a tennis con Flavia, Monfils non ha detto nulla, Stakhanov Thiem ha cercato soltanto di giocare ovunque glielo hanno proposto.

Insomma, in tempi di Covid-19 molti non hanno aperto bocca, o l’hanno fatto soltanto con uscite banali, populiste, demagogiche. Senza prender posizioni più chiare su troppe situazioni nelle quali si potevano o ledere certi interessi o ritrovarsi al centro di probabili polemiche. Djokovic – e non solo per essersi generosamente impegnato ad affrontare problemi delle vittime del Covid-19 nel suo e nel nostro Paese – la faccia ce la mette sempre. Anche su questioni scomode. Come – giusto per dirne una, anche se non mi era piaciuto il suo sostegno a un soggetto discutibile come Gimelstob – quella del defenestramento di Chris Kermode, bravo per molti versi ma anche troppo morbido con gli Slam che hanno continuato a lasciare briciole dei loro guadagni mostruosi ai giocatori e sempre eccessivamente prono ai desiderata dei big, nei cui confronti invece è stato iperprotettivo: quel che è stato concesso alla Laver Cup, sia in termini di credibilità statistica sia in termini della data concessa (e sottratta alla Coppa Davis dell’ITF) è al di fuori del bene e del male. In troppe vicende lui si è esposto e gli altri top-players no. Chiaro che chi fa ha anche molte più possibilità di sbagliare. Mentre chi se ne sta zitto e coperto non sbaglia mai. Ma, per me, non ha più ragione.


P.S. Gran bel gesto quello di Wimbledon di riversare 10 milioni di sterline a 620 giocatori che non hanno potuto partecipare ai Championships, tabelloni principali e qualificazioni, pur avendone il diritto. È più facile essere signori quando si è ricchi, ma tanti ricchi non sono signori. Da Wimbledon un altro segnale di gran classe. E non stupisce. Wimbledon è Wimbledon.


Scrivete a scanagatta@ubitennis.com

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Simona Halep parteciperà al Ladies Open 2020 di Palermo. Due partite al giorno in chiaro sulla RAI

La numero due del mondo conferma la sua presenza in Sicilia. Ora sono sei le top 20 ai nastri di partenza. “Dovremo far dimenticare a tutti gli insuccessi del Adria Tour che ha creato problemi d’immagine al nostro torneo”, punge il direttore Palma

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Simona Halep - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Siamo ormai prossimi alla ripartenza del tennis professionistico dopo il lungo stop causato dall’emergenza COVID-19. Il varo della “seconda” stagione 2020 verrà tenuto il 3 agosto a Palermo con il Ladies Open, torneo di categoria International. Le circostanze eccezionali dell’ultimo periodo hanno però permesso all’evento palermitano di poter contare su un campo partecipanti molto più simile a un Premier che a un International.

Il fiore all’occhiello della particolare edizione di quest’anno sarà Simona Halep, numero due del mondo e bi-campionessa Slam. “Non vedo l’ora di tornare a giocare a tennis a Palermo. Sono passati dieci anni dall’ultima volta che ho giocato lì da diciottenne, quindi sono impaziente di tornare in Sicilia dopo tanto tempo“, ha dichiarato la campionessa di Wimbledon in carica. “So che il torneo sta prendendo tutte le precauzioni per creare un ambiente sicuro in cui giocare e voglio ringraziarli per questa wild card”. Eccezionalmente, il torneo sarà trasmesso in chiaro dalla RAI (due partite al giorno).

Halep sembra dunque molto emozionata di tornare in campo e partirà indubbiamente come prima favorita per la vittoria finale, anche se non si devono sottovalutare alcune incognite. Le prime ovviamente sono quelle legate al lungo stop, che di fatto ha resettato la stagione costringendo tutti a ripartire praticamente da zero. Un altro elemento da prendere in considerazione è quello climatico. Halep ha dimostrato in passato di soffrire molto il caldo (dopo la finale degli Australian Open 2018 persa contro Wozniacki fu addirittura ricoverata in ospedale) e a Palermo, ai primi di agosto, il caldo sarà sicuramente presente e probante.

 

Soddisfatto il direttore Oliviero Palma: “La partecipazione di Halep è una notizia eccezionale, da decenni Palermo non ospitava una giocatrice che è stata n.1 al mondo. La nostra città è molto sensibile al tennis mondiale, la sua presenza è di grandissimo interesse da parte di tutti“. Palma ha espresso grande entusiasmo, per un torneo fortemente voluto nonostante le circostanze avverse: “Ripartire da Palermo significa che c’è grande fiducia nella nostra organizzazione. Dovremo far dimenticare a tutti gli insuccessi del Adria Tour che ha creato problemi d’immagine al nostro torneo. C’è grande attenzione alla sicurezza, abbiamo un grande staff“. La prudenza, assicura Palma, non sarà in difetto: “Sentiamo il peso della responsabilità. Dobbiamo stare attenti e adottare la massima sicurezza. Il pubblico dovrà rispettare tutte le norme. Per questo avremo la collaborazione della protezione civile“.

Lo conferma la presenza del professor Antonio Cascio, che rivestirà il ruolo di ‘responsabile anti-COVID‘: “C’è ottimismo, ma prudenza e sorveglianza. Seguiremo alla lettera i protocolli della WTA. Siamo in una situazione epidemiologica favorevole, tutte le persone che arriveranno saranno sottoposte a tampone e test sierologico. Questa è una grande opportunità per Palermo, per il tennis e tutto lo sport. Questo è un punto di partenza affinché tutto possa cambiare“.

UN TORNEO DI LIVELLO – Halep non sarà l’unico motivo di interesse del torneo siciliano, che come già detto può contare sulla presenza di molte ottime giocatrici. Sebbene ancora non sia stata pubblicata l’entry list ufficiale (il termine ultimo per l’iscrizione al torneo è stato posticipato al 13 luglio), molte tenniste hanno già confermato la loro presenza. A Halep si aggiungeranno quindi altre cinque top 20: Aryna Sabalenka (11), Petra Martic (15), Elena Rybakina (17), Marketa Vondrousova (18) e Maria Sakkari (20).

Abbiamo Halep, cinque giocatrici tra il n.10 ed il n.20 al mondo e quattro tra il n.30 ed il n.40 al mondo. Il cut-off, ad oggi, è al n°69 al mondo. Nelle qualificazione il cut-off, attualmente, è al n.135 al mondo. Qualcosa di incredibile. Oggi potremmo definire questo torneo un Premier, anche se resta un International” ha commentato ancora Oliviero Palma, che ha confermato anche la presenza di Camila Giorgi; la giocatrice marchigiana riceverà una wild card. L’altra notizia importante comunicata dall’organizzazione del torneo riguarda l’acquisizione dei diritti televisivi del torneo da parte della RAI: “Trasmetterà in chiaro due partite al giorno“, ha comunicato Palma. “Ci saranno 160 paesi del mondo collegati“.

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Dunlop lancia la nuova linea di racchette FX

La linea di racchette che presenta la nuova tecnologia POWER BOOST GROOVE per produrre più potenza e garantire controllo e grande comfort

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Composta da cinque racchette da tennis ad alte prestazioni, la serie Dunlop FX è ricca di tecnologie ed è la prima a presentare l’innovativa tecnologia POWER BOOST GROOVE, che offre ai giocatori una superficie utile all’impatto più ampia, aumentando la potenza e permettendo di giocare con “Power at Full Force” (Potenza a Piena Forza).

La serie FX è stata accuratamente testata dagli ingegneri Dunlop Srixon a Kobe, in Giappone: le racchette dimostrano una proprietà di rimbalzo superiore del 4,8% in tutte le zone di impatto rispetto alle stesse racchette senza la scanalatura del POWER BOOST GROOVE. Il risultato: colpi più veloci ed efficaci.

La serie FX è il risultato del lavoro instancabile del nostro team globale di ricerca e sviluppo“, ha dichiarato Masahiro Asahino, responsabile della divisione tennis di SRI. “Il prodotto finale è una gamma di racchette progettate per il gioco moderno con giocatori che beneficiano di maggiore potenza, controllo e sensibilità in ogni colpo. Ogni giocatore, indipendentemente dalla sua abilità, è alla ricerca della potenza ed è esattamente ciò che offre questa serie. Questa gamma si unisce a quelle già esistenti (SX – Spin, CX – Control): ora abbiamo una racchetta tecnicamente all’avanguardia per ogni tipo di stile di gioco che contribuisce a diffondere la salute e la felicità attraverso il tennis“.

 

La serie FX offre 4 tecnologie chiave per garantire massima potenza e sensibilità in ogni colpo:
POWER BOOST FRAME GEOMETRY: forma aerodinamica del telaio caratterizzata da linee affilate e moderne che tagliano bene l’aria garantendo velocità del movimento e stabilità.

FLEX TOUCH RESIN: un materiale completamente nuovo con un composto elastomerico termoplastico unico ad alte prestazioni, con elevata elasticità, proprietà di riduzione delle vibrazioni e con conseguente aumento della sensibilità.

SONIC CORE MADE WITH INFINERGY BY BASF: Le racchette della serie FX beneficiano anche del Sonic Core realizzato con Infinergy® da BASF, tecnologia innovativa vista per la prima volta nella serie CX. Situato alle ore 2 e 10 della racchetta, Infinergy® è il primo E-TPU al mondo (poliuretano termoplastico espanso) sviluppato da BASF.

POWERGRID STRING TECH: La serie FX eredita dalla serie CX anche il POWER GRID STRING TECH: uno schema corde più denso al centro e più largo nella parte superiore della racchetta. Questa tecnologia garantisce una distribuzione uniforme della potenza, in particolare verso la parte superiore della racchetta, sempre più utilizzata dai giocatori moderni.

La serie FX va a completare la gamma Dunlop “powered by Srixon”: si associa alla serie SX, ideata per garantire più spin, e alla serie CX, ideata per garantire un maggiore controllo. Il nome FX riflette il nuovo concetto di denominazione di Dunlop: Elements of the Game, progettato per semplificare il messaggio al consumatore e riflettere il principale vantaggio in termini di prestazioni di ciascuna gamma di racchette; FX – Potenza, SX – Spin, CX – Controllo.

LA GAMMA

FX 500 Tour

La racchetta più pesante della gamma che combina velocità, potenza e comfort con un controllo aggiuntivo per perfezionare il gioco. La versatilità della FX 500 Tour fa sì che ogni parte del gioco riceva una spinta. Ideale per giocatori di livello intermedio o avanzato.

Specifiche della racchetta FX 500 Tour:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 632/98
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 305 / 10,8
  • Bilanciamento (mm): 315
  • Profilo (mm): 21-23-22
  • RA / Rigidità: 70
  • Schema corde: 16×19

FX 500

Conquista gli angoli con la potente e maneggevole FX 500, la racchetta per eccellenza. Se giochi una partita d’attacco, ora hai grande potenza e uno sweetspot più ampio a sostenerti.

Specifiche della racchetta FX 500:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 645/100
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 300 / 10.6
  • Bilanciamento (mm): 320
  • Profilo (mm): 23-26-23
  • RA / Rigidità: 71
  • Schema corde: 16×19

FX 500 LS

Questa racchetta si basa sulle caratteristiche della FX 500 e offre una grande maneggevolezza grazie al peso più leggero. Perfetta per i giocatori di medio e alto livello alla ricerca di un attrezzo comodo e leggero.

Specifiche della racchetta FX 500 LS

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 645/100
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 285 / 10.1
  • Bilancia non fissata (mm): 320
  • Larghezza del fascio (mm): 23-26-23
  • RA / Rigidità: 71
  • Schema corde: 16×19

FX 500 Lite

Potenzia ogni colpo con la racchetta più veloce e leggera della serie FORCE. Giocatori intermedi e junior avanzati troveranno più facile giocare colpi efficaci e potenti grazie alla stabilità della FX 500 Lite.

Specifiche della racchetta FX 500 Lite:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 645/100
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 270 / 9.5
  • Bilanciamento (mm): 330
  • Profilo (mm): 23-26-23
  • RA / Rigidità: 71
  • Schema corde: 16×19

FX 700

Sentiti a tuo agio mentre aumenti la potenza. La FX 700 vanta il piatto più grande della serie FORCE, quindi è una racchetta che perdona molto e che offre molta potenza. Perfetta se hai uno swing medio-corto o stai cercando di migliorare il tuo gioco.

Specifiche della racchetta FX 700:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 690/107
  • Lunghezza (cm / pollici): 69,8 / 27,5
  • Peso senza corde (G / Oz): 265 / 9.3
  • Bilanciamento (mm): 340
  • Profilo (mm): 23-27-23
  • RA / Rigidità: 70
  • Schema corde: 16×19

I Prezzi della Gamma FX vanno da €164.95 a €199.95 e sono disponibili in pre-ordine sul sito www.dunlopsports.com

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