Pliskova vs Vandeweghe nell’ultimo atto del Premier di Stoccarda

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Pliskova vs Vandeweghe nell’ultimo atto del Premier di Stoccarda

Coco e Karolina raggiungono la prima finale della stagione. Due prestazioni perfette al servizio: entrambe non hanno concesso una sola palla break nei rispettivi incontri

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Hanno dominato i loro match di semifinale vincendo con lo stesso punteggio di 6-4 6-2. E soprattutto non hanno concesso una sola palla break in tutto l’arco dell’incontro. Karolina Pliskova e Coco Vandeweghe, adesso, sono pronte a scendere in campo e sfidarsi per conquistare il titolo Premier del WTA di Stoccarda (domenica alle 13:20).

KAROLINA IMPLACABILE AL SERVIZIO – La maratona della sera precedente contro Jelena Ostapenko non ha fermato la corsa di Karolina Pliskova (n. 6 WTA), che nel match di semifinale ha estromesso dal torneo l’estone Anett Kontaveit (n. 31 WTA) raggiungendo la ventesima finale della carriera. E se ad inizio match Pliskova è apparsa in leggera difficoltà sugli spostamenti laterali, con l’andare avanti dei punti la ceca è riuscita a fare suo il match e a crescere soprattutto al servizio. Kontaveit ha provato a muovere il gioco con il dritto spostando Pliskova e provando a chiudere i colpi sfruttando il lungolinea. Pliskova, invece, grazie alla combinazione servizio-dritto non ha avuto problemi nella gestione del turno di battuta e ha potuto lasciare andare il braccio nei game di risposta. Nel nono gioco, infatti, la maggiore aggressività di Pliskova e le incertezze in battuta di Kontaveit hanno dato il game alla ceca che subito dopo ha servito per chiudere il parziale. La numero 6 del mondo ha tenuto la battuta a 0 e chiuso il game con un ace per 6 giochi a 4.

Nel secondo set è stata Pliskova a portare il match sul suo binario preferito: la ceca ha lasciato andare i colpi e ha iniziato a macinare vincenti sia con il dritto che con il rovescio. Ottenuto il break l’ex numero 1 del mondo non ha concesso nulla al servizio e ha conquistato 23 punti consecutivi in battuta. Il tennis della ceca ha funzionato alla perfezione e questo le ha dato la possibilità di giocare a mente libera e di fare suo un altro break e poter così servire per il match. È stato il sesto ace a chiudere l’incontro per 6 giochi a 2: Pliskova ha raggiunto la terza finale in carriera sulla terra rossa e la prima della stagione. La ceca non disputava una finale dallo scorso giugno quando si era imposta nel WTA di Eastbourne contro Caroline Wozniacki.

 

COCO NON SI FERMA PIÙ – Pliskova troverà Coco Vandeweghe che ha raggiunto la sua prima finale sulla terra rossa. La statunitense in questa settimana ha messo in mostra il suo tennis migliore e dopo aver eliminato Stephens e Halep, ha eliminato dal torneo la numero 7 del mondo Caroline Garcia. Vandeweghe è stata solidissima al servizio, ha servito sempre in media tra i 180 e i 190 km/h e, come Pliskova, non ha concesso una sola palla break in tutto il match. E a differenza di Garcia è riuscita a gestire meglio anche gli scambi (non moltissimi a dire il vero) più lunghi dell’incontro. Il primo set è stato molto equilibrato ed è stato deciso da pochi punti mentre nel secondo Vandeweghe ha dominato l’avversaria.

Nei primi game della partita entrambe hanno tenuto con facilità il servizio ma nel nono gioco, dopo un dritto incrociato finito sulle righe e messo a segno da Garcia, la statunitense, grazie ad un nastro fortuito, si è procurata la prima palla break dell’incontro. Occasione che Coco ha subito sfruttato grazie ad un gratuito di Garcia. L’allieva di Pat Cash ha conquistato il primo set point scendendo a rete e un secondo nastro ha mandato fuori tempo la francese (6-4). La numero 7 del mondo nel secondo parziale ha provato a reagire, ma con l’andare avanti dei punti è aumentata la fiducia della statunitense che è riuscita a leggere meglio le traiettorie al servizio di Garcia. Grazie ad una maggiore incisività del dritto in risposta Vandeweghe è riuscita a strappare il break e a portarsi a condurre nel punteggio. Coco è stata solida al servizio e non ha dato alcuna possibilità a Garcia di riaprire l’incontro: in un’ora e quindici minuti ha chiuso il match e conquistato la sua sesta finale in carriera. Per Vandeweghe si tratta della prima finale dell’anno e da lunedì, grazie a questo risultato, è già sicura di salire fino al numero 13 della classifica WTA.

Risultati:

[WC] C. Vandeweghe b. [6] C. Garcia 6-4 6-2
[5] Ka. Pliskova b. A. Kontaveit 6-4 6-2

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WTA Portorose: una grande Jasmine Paolini conquista il suo primo titolo

L’azzurra si libera in fretta dell’emozione per la sua prima finale e supera Alison Riske rimontando due break di svantaggio nel primo set. Sarà n. 64 del mondo

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Jasmine Paolini - 2021 US Open (Manuela Davies/USTA)

J. Paolini b. [3] A. Riske 7-6(4) 6-2

Alla sua prima finale del Tour maggiore, Jasmine Paolini parte contratta ma poi doma l’emozione e l’avversaria, imponendosi in due set sulla n. 3 del seeding Alison Riske, lei invece per la decima volta all’atto conclusivo di un torneo, per quanto solo in due occasioni sia riuscita ad alzare il trofeo. Il WTA 250 di Portorose si conclude così nel migliore dei modi per l’allieva di Renzo Furlan, giunta in finale superando le più quotate Yastremska, Cirstea e Putintseva, oltre che Kalinskaya, per un titolo che lunedì le varrà il nuovo best ranking al 64° posto.

Un incontro iniziato sentendo la pressione per Jasmine che ha ritrovato il suo miglior tennis quando il primo parziale sembrava ormai compromesso dal 2-5 pesante. Lì è iniziata la rimonta che si sarebbe fatta sentire nella testa di Alison nel secondo set. Un trionfo che conferma i progressi compiuti e la sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Una nota positiva, nonostante la sconfitta, anche per Riske, che in questa settimana slovena è tornata a vincere due incontri di fila dall’Australian Open 2020, dopo aver patito le conseguenze di una fascite plantare; ora, pienamente recuperata dal punto di vista fisico, sta rimettendo insieme il gioco che l’aveva portata al n. 18 WTA alla fine del 2019.

 

IL MATCH – La pioggia ritarda l’ingresso in campo delle giocatrici di quasi due ore e mezza rispetto alle ore 17 originariamente previste. C’è però giusto il tempo per un paio di minuti di palleggio preliminare perché Jasmine fa notare che almeno la sua metà campo presenta ancora zone bagnate e quindi pericolose. Un’altra mezz’ora se ne va e finalmente si comincia con Paolini che ha scelto di servire. Entrambe commettono alcuni errori di troppo che si traducono in tre break, finché Riske tiene, subito imitata da Jasmine grazie anche ai primi punti diretti portati dalla battuta – fondamentale in cui la 175 cm da Pittsburgh è superiore. Spinge affidandosi alle sue solite traiettorie relativamente piatte, Alison, che si produce in un paio di buone chiusure a rete ma anche in altrettanti attacchi pentiti, forse preoccupata della velocità dell’azzurra che ha già sfoderato un bel passante in corsa. Ancora contratta e non del tutto lucida, tuttavia, Paolini cede un altro turno di servizio mandando l’altra a servire sul 5-2.

Sarà la situazione di punteggio disperata, sarà la voglia di giocarsi davvero la sua prima finale, ma Jasmine entra finalmente in partita, mette a segno dieci punti consecutivi e, con il livello del match che si alza offrendo scambi intensi e spettacolari, prima pareggia e poi sorpassa, costringendo l’avversaria a servire per riparare al tie-break, compito che porta a termine nonostante l’iniziale 0-30. I colpi azzurri hanno cominciato a girare e il dritto, nonostante qualche imperfezione, mette la necessaria pressione alla terza testa di serie che si ritrova sotto di due mini-break dopo un punto perso sulla diagonale sinistra e uno smash fuori misura. Riske approfitta con coraggio di due scambi giocati in maniera troppo conservativa dalla venticinquenne toscana, ma un suo errore bimane manda Paolini a set point, immediatamente trasformato grazie all’errore al volo statunitense al termine di uno scambio tiratissimo in cui la nostra ha dato veramente tutto.

MTO per un massaggio alla coscia sinistra di Jasmine che ricomincia da dove aveva lasciato, vale a dire spingendo con il dritto e trovando anche ottime soluzioni con il rovescio che valgono il 2-0, mentre le statistiche mostrano il saldo vincenti-gratuiti ampiamente negativo, eppure la sfida risulta assolutamente godibile. Dal canto suo, Alison si fa vedere a rete e incide con il bimane lungolinea, ma è troppo incostante e il pareggio subito agguantato svanisce in un battito d’ali di farfalla. Vola, Paolini, e adesso tocca a lei servire sul 5-2, opportunità che non si lascia sfuggire e chiude al primo match point con un pesante dritto inside-in.

Due vittorie di fila sul cemento in un main draw WTA le aveva centrate una sola volta in carriera prima di questa settimana, al Gippsland Trophy che ha preceduto l’Australian Open. Il WTA 250 australiano era stato anche l’unico torneo assieme a Guangzhou 2019 nel quale Jasmine fosse riuscita a battere una top 50 sul duro; qui a Portorose si è spinta oltre i suoi limiti, vincendo cinque partite di fila – le ultime tre contro avversarie che abitano la top 50. In una parola, bravissima.

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WTA Lussemburgo: Ostapenko abdica, secondo titolo in carriera per Tauson

La lettone si sveglia nel secondo set, ma finisce per cedere al terzo. Buona prestazione per la danese che vince la seconda finale su due disputate

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Prosegue il settembre d’oro delle 2002 grazie alla vittoria di Clara Tauson nel WTA 250 di Lussemburgo. La danese vince il secondo titolo su due finali giocate, superando in tre set la campionessa in carica Jelena Ostapenko (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) e andando a sedersi poco lontano dalla top 50 (da lunedì sarà numero 52, migliorando di diciotto posizioni il suo best ranking). La partita si è animata ed è diventata interessante da metà secondo set in poi, dopo che per un’oretta l’incostanza e il nervosismo della lettone avevano reso le cose molto facili a Tauson.

Entrambe giocano in maniera molto aggressiva da fondo, spingendo molto bene con ambedue i fondamentali. La differenza però, almeno a inizio match, è che Tauson mantiene la palla in campo con buon margine, mentre Ostapenko o piazza il vincente o sbaglia entro i primi tre colpi (più spesso la seconda). La danese trova dunque il break già nel terzo game e bissa poi nel nono, chiudendo 6-3 e guadagnandosi il diritto di servire per prima anche nel secondo set. Le difficoltà continuano per una nervosissima Ostapenko, che salva una palla break nel quarto gioco e riesce a mantenersi in scia nel punteggio. Sul 3-3, la lettone ottiene per la prima volta la chance di strappare il servizio all’avversario, ma la manca. Il nastro gliene regala un’altra smorzando in maniera imprendibile un suo slice un po’ tremebondo e Jelena stavolta non vanifica il dono della sorte, giocando in maniera molto aggressiva. L’improvviso break destabilizza Tauson che non riesce a esprimersi al meglio nei game successivi, ritrovandosi in poco tempo da una posizione di totale controllo a dover giocare un insidioso terzo set.

L’urlo con cui Ostapenko accompagna la vittoria del parziale lascia presagire battaglia e così è. La lettone addirittura sale 2-1 con un break a zero, ma si fa subito recuperare da Tauson. Il gioco decisivo probabilmente è il quinto, durato ben sedici punti: Ostapenko si procura due palle break (la prima con un gran pallonetto vincente), ma la danese riesce a cancellarle entrambe con coraggio e tiene alla fine il servizio. Lo scoglio superato permette a Tauson di recuperare sicurezza e di rimettere dunque pressione sull’avversaria, che infatti al primo momento delicato crolla. Chiamata a servire per rimanere in partita sul 5-4, Ostapenko abdica con quattro erroracci non forzati e concede a Tauson la gioia del secondo titolo in carriera.

 

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WTA Lussemburgo: la finale sarà Ostapenko-Tauson

Ostapenko si complica la vita nel secondo set, ma alla fine elimina Samsonova senza andare al terzo. Tauson supera Vondrousova in tre

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Jelena Ostapenko e Clara Tauson si giocheranno la finale 2021 del WTA 250 di Lussemburgo. La lettone ha superato in due set Liudmila Samsonova, complicandosi non poco la vita in dirittura d’arrivo in pieno stile Ostapenko. La partita è infatti filata liscia fino al 6-1 5-1 risultato toccato quando ancora mancavano una decina di minuti allo scoccare della prima ora di gioco, poi improvvisamente qualcosa si è inceppato e, dopo il controbreak a zero sul 5-2, il dominio di Jelena si è rapidamente dissolto. Dopo cinque game consecutivi persi, Ostapenko si è aggrappata al dritto e ha centrato l’approdo al tiebreak, iniziato in maniera orribile con uno svantaggio di 4-1. Da quel momento in poi però, complice anche un po’ di leggerezza di Samsonova, la lettone è tornata a spingere con coraggio, aggiudicandosi tutti i successivi sei punti e con essi il match.

Decima finale in carriera per Jelena, che domenica andrà a caccia del quinto titolo (il secondo in Lussemburgo dopo quello del 2019). Ad attenderla ci sarà Clara Tauson, danese classe 2002, che ha eliminato in tre set la testa di serie numero 5, Marketa Vondrousova. La diciottenne – compirà gli anni il prossimo 21 dicembre – è stata molto brava a gestire i vantaggi sfumati nel primo e nel terzo set, così come il secondo dominato da Vondrousova. In tutto questo va segnalato anche un problemino alla coscia sinistra (che presentava una vistosa fasciatura), che l’ha costretta a chiedere l’intervento della fisioterapista sotto 4-3 (senza break) nel terzo. In verità la pausa potrebbe averle anche permesso di rimettere in ordine le idee, tanto è vero che al rientro in campo Tauson ha vinto tre game di fila, facendo suo il match.

La danese ha gestito piuttosto bene gli scambi e soprattutto l’insidiosa diagonale sinistra, sulla quale Vondrousova è riuscita a imporsi con continuità solo nel secondo set tra incrociati liftati e repentini lungolinea. Quella di domenica sarà la seconda finale della giovane carriera di Tauson, che è emersa vincitrice dalla prima, giocata lo scorso marzo a Lione (6-4 6-1 a Viktorija Golubic).

 

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