Roma: la macchina Nadal è già ripartita. Con Djokovic al seguito

Rafa torna al Foro e torna a stravincere, mentre il gruppetto di potenziali avversari fatica a tenere il passo. Djokovic avanti in due senza brillare, Dimitrov eliminato da Nishikori

Roma: la macchina Nadal è già ripartita. Con Djokovic al seguito

da Roma, i nostri inviati Raoul Ruberti e Francesca Marino

COME SE NULLA FOSSE – Soltanto un piccolo intoppo, una settimana prima dello scorso anno, e poi Rafael Nadal ha ricominciato a fare quello che sa fare meglio: stravincere. Il Foro Italico lo riaccoglie dandogli in pasto Damir Dzumhur, comunque un numero 31 del mondo, e lui lo sbrana come ha fatto con chiunque al di fuori di Thiem nelle ultime due primavere su terra. Alla luce dei risultati dell’austriaco – sconfitto nettamente da Zverev a Madrid ed eliminato all’esordio da un Fognini persino più calmo di lui – il problema di chi sia l’anti-Nadal rimane, ingigantendosi ogni volta che supera un turno di un torneo importante come se si trattasse di una seduta di stretching. Il replay in slow motion di Dzumhur che allarga le braccia, nel classico gesto del “ma che devo fare?”, certifica ancora meglio del tabellone che dalla giornata di oggi non si può cavare nulla oltre il già detto e ripetuto (e qualche colpo da highlights, come il recupero di spalle su un passante lungolinea del bosniaco che sarebbe stato vincente contro chiunque altro).

 

Gli Internazionali sono l’unico evento su terra in cui Nadal ha raggiunto le quattro partecipazioni consecutive senza titolo. La normalità per chiunque altro, abbastanza da parlare di “torneo stregato” per uno con i suoi record, ma questo sembra l’anno giusto per interrompere la striscia negativa e tornare a dominare come nel decennio 2005-2014, quello dei sette titoli e delle nove finali complessive. Eliminato Thiem, il suo percorso prevede ora uno tra Haase e Shapovalov (probabilmente il secondo) e poi magari Fabio Fognini. Se tutto dovesse incastrarsi come il pubblico romano spera, il quarto di finale tra Fognini e Nadal sarebbe l’incontro clou dell’intera settimana. L’anno scorso Fabio sconfisse Andy Murray trovando la sua prima vittoria contro un numero uno ATP, ma l’impresa quest’anno sembra enormemente più ardua.

Intanto però bisogna pensare ad arrivarci, perché Rafa è l’ostacolo più grande ma, guardando troppo avanti, il rischio è quello già citato di inciampare in quelli più piccoli come Peter Gojowczyk, prossimo avversario del ligure. Rischio che per il maiorchino non sembra esistere, almeno adesso che per surfare turno dopo turno sul mattone tritato basta il 50% del suo potenziale massimo. C’è da vedere se sarà pronto a svegliare la rimanente metà all’occorrenza, quando gli si opporrà un avversario con una soluzione fastidiosa e il coraggio per usarla. Contro Thiem a Madrid non ci è riuscito del tutto, perdendo però giusto una manciata di punti e regalandosi qualche giorno di respiro (anche se l’ipotesi che Nadal possa perdere apposta è evidentemente l’idea bacata di chi non conosce la sua ossessione per la vittoria). Un conto però è estrarre la spada dalla roccia, tutt’altro è riuscire a brandirla.

DJOKO INGRANA – Bisogna smaltire ancora un po’ di ruggine, ma per ora basta l’olio che c’è per far girare il motore. Djokovic attraversa la soglia del mitico Pietrangeli con la standig ovation del pubblico romano, grande stimatore dell’ex numero uno del mondo. Partita già scritta sulla carta, ma non così scontata: Basilashvili è un avversario rognoso, che resta aggrappato alla partita e non disdegna l’utilizzo delle accelerazioni di dritto improvvise. Dalle tribune, gremite fin sopra le statue (molti spettatori si affacciano dall’alto del centrale), la tifoseria è unanime:”Daje Nole”. Djokovic inizia la partita in sordina: appare teso, tanto da mandare occhiatacce ai parenti dell’avversario, seduti in prima fila; in effetti il tifo per il georgiano è scorretto, eccessivo, tanto che il giudice di sedia si avvicina per placarlo.

Ci vuole ben altro per scalfire la concentrazione di un campione: Novak non si scompone, insiste sulla diagonale del rovescio (punto debole di Basilashvili), sorprendendo l’avversario con un paio di smorzate. I dubbi del primo set (6-4) vengono fugati in un batter d’occhio: Basilshvili non è più incisivo e lascia campo aperto a Djokovic, che prende a pallate il georgiano, approdando così agli ottavi del torneo. “Ho trovato il microfono”, dice Nole usufruendo del microfono a bordo campo per salutare gli spettatori: “Era tanto tempo che non giocavo in questo bellissimo campo, siete unici”, afferma Djoker sorridente, dopo aver firmato tutti gli autografi possibili, dimostrando, come sempre, un grande attaccamento al pubblico del Foro. Ora testa agli ottavi contro Ramos-Vinolas, avversario decisamente più temibile, che ha battuto Isner in tre tiebreak.

IL RISCATTO DI NISHI – Un match caratterizzato dalla discontinuità: Nishikori e Dimitrov, entrambi reduci dall’eliminazione al primo turno sulla terra di Madrid. Una partita dall’esito quanto mai incerto, prova ne è un primo set tirato al tiebreak in cui Dimitrov  riesce ad imporsi sul filo del rasoio, aiutato dalla battuta (77% di punti vinti sulla prima di servizio). Il samurai Nishi non si perde d’animo e comincia a ricostruire colpo su colpo il suo gioco, aspettando l’errore dell’avversario. Il frutto è un gioco semplice, ma efficace, tanto basta per riportare in parità il match. La pazienza dimostrata ripaga Kei: Dimitrov si incarta e rovina tutto il bel gioco mostrato nel primo set, mentre il tennista del sol levante concretizza e conclude al terzo 6-4. Al prossimo turno lo attende Kohlschreiber.

DEL POTRO E DEL PUBBLICO – Ci sono certi match che sono belli ovunque, e certi altri che la cornice del Foro sa abbellire come forse nessun altro luogo del tennis. Sui campi del ground, dal Pietrangeli fino al sestetto di campi secondari avvallati tra i gradoni di pietra, sono andati oggi in scena incontri che per ragioni diverse – o forse per la stessa, unica ragione estesa dell’amore per il tennis e la sua varietà di personaggi – hanno mostrato di scaldare in modo particolare il cuore del pubblico romano. Come quello tra Diego Schwartzman e Benoit Paire, vinto in rimonta dal francese con colpi da funambolo che hanno scatenato un tifo da curva con cori e fischietti (spesso alimentato dallo stesso Benoit). Ma soprattutto come quello tra Juan Martin del Potro, in grado di raccogliere affetto in ogni stadio al mondo, e Stefanos Tsitsipas, che quest’anno ha potuto infine coronare il suo piccolo sogno di giocare su quei campi che da bimbo guardava dalle spalle del padre.

Al greco non è riuscito di chiudere un primo set che lo aveva visto in testa spesso, e in quello successivo la forza di un avversario per il quale match del genere sono routine lo ha schiacciato. I vincenti di Del Potro nell’angolo scoperto hanno negato al secondo parziale la “storia” del primo, e Tsitsipas non è riuscito a raggiungere l’ennesimo tie-break del terzo set su cui scherzava in conferenza stampa giusto ieri (quattro consecutivi tra Estoril, Madrid e le qualificazioni di Roma dalle quali era dovuto passare). Termina la sua avventura romana, felice nonostante una superficie in teoria ostica per il suo tennis – ma è stato bravo a remare da fondo, adattandosi, forte della fiducia nel poter far bene anche su campi lenti e faticosi. Prosegue invece il percorso di “Palito”, confermando come ultimamente i grandi servitori e colpitori stiano trovando la quadra anche sul rosso. Troverà Goffin, non imbattibile, nel quarto di tabellone appartenente a Sascha Zverev.

Risultati:

A. Ramos-Viñolas b. [8] J. Isner 6-7(5) 7-6(2) 7-6(5)
F. Fognini b. [6] D. Thiem 6-4 1-6 6-3
[1] R. Nadal b. D. Dzumhur 6-1 6-0
[10] P. Carreno Busta b. S. Johnson 6-4 2-6 6-4
[11] N. Djokovic b. [Q] N. Basilashvili 6-4 6-2
K. Nishikori b. [3] G. Dimitrov 6-7(4) 7-5 6-4
[4] M. Cilic b. R. Harrison 6-7(3) 6-1 7-6(1)
A. Bedene b. [7] K. Anderson 6-4 rit.
B. Paire b. [14] D. Schwartzman 2-6 6-4 6-2
[5] J.M. del Potro b. [Q] S. Tsitsipas 7-5 6-3
D. Shapovalov b. R. Haase 7-6(3) 6-7(5) 6-3
K. Edmund b. [16] L. Pouille 6-2 7-6(3)
[2] A. Zverev b. [WC] M. Berrettini 7-5 6-2

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