Roma: Keys si ritira, Halep ai quarti senza giocare

Problemi alla schiena fermano la statunitense. Halep prosegue verso la difesa del numero uno, che finora le ha richiesto appena un'ora di gioco sui campi del Foro

Roma: Keys si ritira, Halep ai quarti senza giocare
photo: Roberto Dell'Olivo

dall’inviato a Roma

Tra le battaglie a distanza nascoste tra i pini del Foro Italico, quest’anno, c’è quella per la posizione numero uno del ranking femminile, che avrebbe potuto – e può ancora – passare di mano in base all’incastro dei risultati di Simona Halep e Caroline Wozniacki.

 

La difesa del primato in classifica chiedeva alla romena almeno un quarto di finale qui a Roma, e allo stesso tempo la permanenza in tabellone per almeno un turno in più della diretta rivale (alla quale lo ha sottratto in febbraio al termine del torneo di Dubai, per un incastro di pochi punti). La prima delle due condizioni si è verificata stamattina, senza che Halep dovesse neppure indossare le scarpe da tennis. Problemi alla schiena hanno costretto al ritiro Madison Keys, sua avversaria negli ottavi, consentendole di ottenere un posto nelle ultime otto degli Internazionali essendo rimasta in campo appena 61 minuti (bye al primo turno, prestazione titanica contro Osaka al secondo). Per la ventiseienne di Costanza l’appuntamento con la prima eventuale fatica slitta ancora, a domani, contro Caroline Garcia o Sloane Stephens.

Uno sguardo alla programmazione odierna, ormai concentrata sui tre stadi principali, suscita una riflessione ulteriore su quel numero uno WTA spesso considerato immeritato o senza valore quando a raggiungerlo è stata una giocatrice priva di titoli Slam. Che il match di Angelique Kerber, dominatrice del ranking appena un anno e mezzo fa, sia l’unico singolare di oggi ad essere programmato su un campo secondario non è un caso (lì rimarrà: sul Pietrangeli, in sostituzione del walkover, è stato promosso il doppio di Errani e Trevisan). Il discorso tocca da vicino sia Wozniacki, che a gennaio in Australia è riuscita infine a “giustificare” con uno dei quattro grandi trofei la prima posizione raggiunta per la prima volta nel 2010, sia soprattutto Halep.

Per quest’ultima il momento giusto sembra distante giusto un paio di settimane e un volo per Parigi. Anche perché, al netto di un nuovo, impensabile exploit come quello di Ostapenko lo scorso anno, sembra la candidata più valida. Forse anche più dello scorso anno: le altre faticano a inanellare strisce positive, una su tutte Garbiñe Muguruza, sconfitta alle due del mattino da Daria Gavrilova nonostante due match point a favore, in un match durato oltre tre ore. E su Karolina Pliskova, scopertasi di recente più performante su terra del previsto, fluttua da ieri un enorme punto interrogativo disciplinare. Con avversarie che sembrano starsi facendo fuori da sole, per Halep la parte più difficile sarà mantenere la calma.

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