La furia di Karolina rapinata. Squalifica? [VIDEO]

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La furia di Karolina rapinata. Squalifica? [VIDEO]

Nel finale del match di secondo turno contro Maria Sakkari la tennista ceca è vittima di una clamorosa chiamata arbitrale avversa

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Furto e furia, il “Sakko” di Roma, di giochini di parole se ne possono inventare a iosa. Specialmente quando c’è anche un video da far diventare virale, come nel caso dell’episodio peggiore del mercoledì degli Internazionali. Un buon match di secondo turno, quello tra Karolina Pliskova e Maria Sakkari, è stato rovinato da una svista arbitrale macroscopica e dall’inevitabile coda di proteste, degenerate in uno sfogo contro arbitri e attrezzatura che costerà alla ceca perlomeno una grossa multa.

I fatti: sul 5-5 e deuce nel set decisivo Pliskova tirava uno smash in campo aperto, che atterrava vicino alla riga laterale ma ben all’interno del campo. La palla veniva chiamata fuori dal giudice di linea, e l’ispezione della chair umpire Marta Mrozinska si rivelava poco convinta nel confermare la segnalazione errata. Con in nessuno degli arbitri grado di identificare il segno corretto sulla terra, e Sakkari a fare la gnorri, Pliskova si offriva per indicarlo lei stessa ma le veniva detto che, a norma di regolamento, non poteva – né le era consentito oltrepassare la rete ed entrare nella metà campo dell’avversaria. Le veementi proteste e l’intervento del supervisor non modificavano il verdetto, con l’intero episodio che aveva come unico risultato quello di deconcentrare fatalmente la testa di serie numero 6, breakkata nel momento peggiore alla ripresa del gioco.

https://www.youtube.com/watch?v=IJaco1hMF-E&feature=youtu.be&a=

 

A incontro terminato pochi punti più tardi, il vero disastro. Al posto della stretta di mano con la giudice di sedia, accennata e poi ritratta, Pliskova sfogava la propria rabbia distruggendo la racchetta contro la base della sedia, sfondandola in parte. Di conferenza stampa, programmata sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta come da prassi per i tennisti più importanti, non c’è stata traccia. Nel caso in cui la ragione sia un rifiuto della giocatrice, questo incrementerebbe la multa che già certamente arriverà. Ma nei corridoi si mormora anche di una possibile squalifica, che a ridosso del Roland Garros si rivelerebbe una coltellata al ranking (Pliskova difende a Parigi i 780 punti della semifinale dello scorso anno).

Oltre le polemiche sulla legittimità o meno dello sfogo di Karolina Pliskova (e della sua gemella mancina Kristina, che ha twittato duramente contro Mrozinska), al di là di inutili elenchi di episodi passati come quello di Serena Williams agli US Open del 2009, l’unico paragone che sembra aver senso fare è quello con Montecarlo 2017, quando a David Goffin venne sottratto un punto con modalità quasi identiche nella semifinale contro Nadal. La terra rossa è ancora l’unica superficie sulla quale non viene utilizzata la tecnologia Hawk-Eye, affidandosi all’occhio umano e ai segni che la pallina lascia sul mattone tritato. Nella stessa settimana in cui le Next Gen ATP Finals confermano la “virtualizzazione” dei giudici di linea, forse è il caso di riaprire il discorso.

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Nadal: “Si può tornare a giocare solo in sicurezza. Anche a porte chiuse”

Le parole dello spagnolo a ‘La Stampa’ nel giorno del suo compleanno: “Mi manca gareggiare. La pandemia ci ha cambiato tutti e anche il tennis dovrà cambiare”

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Ci è voluta la pandemia di coronavirus per impedire a Rafael Nadal di festeggiare il compleanno sollevando al cielo di Parigi la coppa del Roland Garros, un’immagine vista dodici volte negli ultimi quindici anni. Il COVID-19 è riuscito nell’impresa che solo Soderling, Djokovic e quell’infortunio al polso che nel 2016 costrinse Rafa a ritirarsi alla vigilia del terzo round erano riusciti a compiere. Ad ogni modo, non è detto che il campione spagnolo, che oggi spegne 34 candeline, non possa aggiungere al suo palmarès la tredicesima Coppa dei Moschettieri in autunno, se lo Slam parigino si disputerà. Stefano Semeraro l’ha intercettato per un’intervista, pubblicata su ‘La Stampa’.

Quello che mi manca di più è gareggiare” ha risposto Rafa alla domanda su quanto gli sia mancato quest’anno non passare il compleanno nel circolo in cui ha scritto la storia dello sport dal 2005 in poi. In fondo però, non poter essere sulla sua “isola felice”, a Bois de Boulogne, è quasi irrilevante; la competizione è il vero motore della sua vita. “Io ho una vera passione per lo sport in generale, e per il tennis in particolare, quindi mi manca fare quello che amo di più: giocare a tennis ha concluso. Per quanto riguarda la quarantena forzata: “Essere chiusi in un appartamento non piace a nessuno, credo. Ma ho apprezzato il tempo che ho potuto passare con mia moglie”.

Nei giorni in cui la Spagna viveva i momenti più critici dell’epidemia, il mancino di Manacor provava a dare coraggio ai suoi connazionali da casa sua. Ha anche pubblicato qualche video mentre si metteva alla prova ai fornelli: “Ho avuto più tempo per tutte le cose che di solito non riesco a fare nei tornei, tipo cucinare. Un’attività a cui mi dedico di solito a Wimbledon, perché lì affittiamo una casa. Il mio piatto forte? Il pesce al forno con la cipolla e le patate. E qualche dolce, in particolare torte con il pan di Spagna”. Secondo Rafa la pandemia “ci ha cambiato tutti. Ci ha fatto apprezzare tante cose a cui prima non badavamo. Il primo giorno che ho potuto uscire mi sono goduto una passeggiata come fosse una cosa eccezionale. E prima mai avrei pensato di fare una passeggiata… Credo che dovremo riflettere molto anche sui sistemi sanitari dei nostri Paesi. Mi ha molto colpito il tremendo lavoro di medici e infermieri, delle forze dell’ordine, e il senso di responsabilità dei cittadini”.

 

Ma nonostante la società sia inevitabilmente cambiata, per una star come Nadal il ritorno alla normalità è qualcosa a cui bisogna iniziare a pensare: “Spero che torneremo alla vita di prima il più presto possibile. Anche il tennis dovrà cambiare adesso, so che il presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi ci sta lavorando ma non possiamo avere certezze. Ci sono fattori che non si possono controllare”. Al momento si parla di un recupero della stagione sul rosso in autunno. Nadal è aperto a tutte le soluzioni ma a patto che “ci siano le condizioni di sicurezza per tutti, non solo per i giocatori, ma anche per tutti quelli che sono coinvolti nel torneo. Ciò che sappiamo ora è che la Federazione francese vuole giocare. Ovviamente non sarà il Roland Garros che tutti conosciamo”.

Rafael Nadal, trofeo – Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Si prenderà in considerazione anche l’idea di disputare gli Internazionali d’Italia indoor. A Nadal, nove volte vincitore a Roma, va bene qualunque soluzione “anche se si dovesse giocare a porte chiuse, seppur non è una situazione che mi piaccia” ha commentato. Il suo pensiero è sicuramente più positivo rispetto a quello di Roger Federer, che non riesce a contemplare l’idea di uno stadio completamente vuoto – e qualcuno lo ha definito egoista. I due si sono sfidati ben sei volte al Roland Garros. Rafa ha sempre vinto contro Re Roger, ma se dovesse scegliere una vittoria preferita tra le dodici non opterebbe per una delle quattro finali giocate contro la sua nemesi: “Se proprio devo scegliere prendo i titoli al rientro da un infortunio. E poi l’ultimo, che è sempre speciale perché non si mai cosa ti riserva il futuro”.

Se e quando il testa a testa nella classifica dei trionfi Slam tra Rafa e Roger (senza dimenticare Nole) riprenderà, ancora non possiamo dirlo con certezza. Per Nadal, lo svizzero e il serbo resteranno ancora i due principali avversari negli Slam, ma ci sono anche altri nomi da tenere d’occhio: Sulla terra Thiem è sicuramente il più pericoloso al di fuori di Novak e Roger, insieme a tanti altri giovani che cominciano a farsi avanti. Da ragazzo non mi sarei mai aspettato di raggiungere questi risultati. Di Slam mi piacerebbe vincerne ancora tanti, ma non è un’ossessione. Sono però sicuro di una cosa: una volta che sarà finita sarò molto felice di quello che ho fatto”.

Ha poi chiuso l’intervista con qualche considerazione sulle due giovani stelle che il tennis italiano spera di riveder splendere al più presto, Jannik Sinnerche Piatti ha intenzione di portare proprio ad allenarsi con Rafa – e Matteo Berrettini: “Ho visto giocare Sinner, e mi sono allenato con lui in Australia: può diventare molto forte, e ha un team molto professionale che lavora per lui, questo è importante. Mi aspetto grandi cose da lui, però bisogna lasciarlo tranquillo. Berrettini ha già dimostrato di essere un grande giocatore, ha fatto semifinale a New York e partecipato alle ATP Finals e mi piace il suo atteggiamento in campo e fuori”.

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Tsitsipas si pente: “Non sono ancora pronto per uno Slam”

Il greco corregge il tiro sulle sue dichiarazioni post-ATP Finals. “Mi sono messo troppe aspettative”

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Stefanos Tsitsipas - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Il tennista greco Stefanos Tsitsipas dopo la vittoria delle ATP Finals aveva dichiarato di sentirsi “vicino a vincere uno Slam”, ma dopo nemmeno un anno arriva il dietrofront. Intervistato da Alize Lim per Tennis Majors il campione in carica delle ATP Finals ha ammesso di aver sbagliato a caricarsi con tutte quelle aspettative che hanno messo ulteriore pressione su di lui.

“Tornandoci indietro penso di aver detto una cosa troppo grande per essere presa sul serio. Non dovrei guardare così lontano così presto. […] Penso di essermi messo troppa pressione addosso puntando così in alto. Devo prendere tutto questo passo passo e non pensare troppo al futuro. […] Dovrei parlare meno di queste cose e concentrarmi sul presente.”.

L’attuale numero 6 del ranking mondiale dopo la vittoria delle ATP Finals è considerato come il Next Gen più promettente e quello che più probabilmente potrebbe spezzare il dominio dei Big3, vincitori di ogni Slam dal 2017.

 

E proprio parlando degli Slam Tsitsipas non nasconde il suo desiderio. “Dico ogni volta che è la cosa che più voglio in tutta la mia vita, però la mia idea è che se ci pensi troppo potrebbe anche non accadere, quindi è meglio rilassarsi e godersi tutto quello di buono che succede.”

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L’ATP lancia un questionario per costruire il tennis del futuro

I tifosi possono esprimere la propria opinione per aiutare Gaudenzi (o chi per lui) a costruire uno sport modellato sulle nuove esigenze degli appassionati

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La nuova ATP presidiata da Andrea Gaudenzi – qui intervistato da Ubitennis – ha dimostrato da subito di avere una propensione e un’attenzione particolare per i nuovi media. In questo questionario sarà possibile per i tifosi esprimere le proprie opinioni sul futuro del tennis. Questo aiuterà l’ATP a ricevere il feedback dei tifosi in maniera ottimale per poter programmare le strategie utili a rendere il tennis uno sport sempre più globale.

Come del resto Gaudenzi ha già espresso in diverse occasioni, nella nuova epoca digitale si tratta di competere con l’attenzione del consumatore – e non soltanto con gli appassionati degli altri sport. Il tennis ha tutto per coinvolgere i tifosi dal vivo ma anche per conquistare un nuovo pubblico in competizione con tante altre forme di intrattenimento, sportivo e non. Come? La strada maestra è ovviamente sfruttare le potenzialità del digitale, ma per farlo bisogna conoscere i nuovi gusti del pubblico.

Il questionario è compilabile in pochi minuti cliccando sul link qui in basso.

 

QUESTIONARIO ATP

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