Fognini a Parigi, tra bernoccoli e champagne

Italiani

Fognini a Parigi, tra bernoccoli e champagne

Fabio Fognini è così: “O mi amano o mi odiano”. Il match con Marin Cilic l’ultimo di una serie di sfide thrilling al Roland Garros. Il suo torneo preferito. Dove si esalta e si dispera

Pubblicato

il

“Il mio problema non è mai stato il tennis, il mio problema è sempre stata la capoccia”. Buttata lì, così, con disarmante onestà in una nostalgica serata parigina, dietro un sorriso dei suoi. Ha perso la battaglia Fabio, lottata sino alla fine con coraggio e tanta qualità contro un Cilic mai così forte sulla terra rossa. Ma la guerra, quella con se stesso e con i suoi limiti più che con gli avversari, è tutta ancora da giocare.

Non è perfetto Fabio, non lo è nessuno ovviamente, e lui lo sa. Sa che ha sprecato tante occasioni – “Se penso alle partite che ho perso e ai soldi che ho buttato in passato, mi verrebbe da sbattere la testa sul muro e lasciarmi il bernoccolo” – ma forse lo ha capito in tempo per un finale di carriera da ricordare. Ha sempre amato questo torneo, ampiamente ricambiato dal pubblico che è sempre impazzito per le sue piece teatrali applicate al tennis. Che sia un passante straordinario giocato dalle tribune, uno scambio con una Madame sugli spalti con baci e cuori disegnati con le mani, un droposhot da impazzire, una racchetta spaccata o un monologo dei suoi: quando c’è Fognini, c’è spettacolo e tutto il resto è noia.

 

In un’epoca di robot e di giocatori costruiti per replicare in campo gli schemi provati in ore di allenamento e offrire a stampa e pubblico le imperdibili “it was a very tough match” o “ogni avversario è uguale, io penso solo al mio gioco”, uno che ti spara “la Next Gen è una cazzata” o “quello di Pietrangeli non era mica tennis” è una manna dal cielo. “Fabio dice sempre quello che gli passa per la testa, in questo ha preso da me. Ogni tanto potrebbe farsi i cavoli suoi però!” racconta papà Fulvio, le cui coronarie sono a rischio ad ogni match da montagne russe di Fabio.

Che qui a Parigi – “È sempre stato il mio torneo preferito” – si esalta, riuscendo sempre a farsi coinvolgere in avventure romanzesche dal finale thrilling. Come dimenticare la doppia sfida con il padrone di casa Gael Monfils, la prima epica del 2010 sospesa sul 5-5 del quinto set per oscurità (in netto ritardo per la verità tra gli ululati del pubblico) dopo aver rimontato due set di handicap, un break nel terzo set, due break nel quarto, aver mancato una palla del 4-0 nel quinto, aver fallito tre matchpoint, prima della prosecuzione vincente (9-7) del giorno dopo. O la rivincita francese, questa giocata sul Lenglen, del 2014 con Fabio capace di rifilare un 6-0 a Le Monf che fingeva di essere morto, prima di risorgere al quinto, con Fabio che, con una scena degna di un Massimo Troisi d’annata, chiedeva all’arbitro di spostare un po’ il sole che lo accecava.

Il capolavoro delle fogninate in salsa parigina però resta l’allucinante match con Albert Montanes del 2011, con Fabio completamente bloccato dai crampi, incapace di servire senza commettere fallo di piede (ben nove!) eppur in grado di sparare bordate da fermo come se non ci fosse un domani (e infatti non riuscì a giocare il suo quarto di finale contro Novak Djokovic) per annullare cinque match point allo stralunato spagnolo prima di trionfare 11-9 al quinto. Fino al match di ieri, perso, ma con un tiebreak da raccontare ai figli di Federico. Contro Marin Cilic forse ha sprecato un’occasione o forse no. Ma non chiedetegli perché non ha giocato i primi due set, la risposta è dentro di lui e attorno a tutti noi. Fognini batte Cilic tre set a zero ed è ai quarti di finale. La storia siamo noi, attenzione, ma non ci saremmo mai divertiti così.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Serataccia Cecchinato, l’Italia saluta Miami

Abbandonato dal diritto, Ceck esce di scena al Miami Open. Goffin non trema nei momenti importanti. Per Marco debutto sul rosso a Montecarlo

Pubblicato

il

[18] D. Goffin b. [14] M. Cecchinato 6-4 6-4

da Miami, il nostro inviato

 

Come da pronostico si chiude in questo secondo lunedì l’avventura azzurra al Miami Open. Davanti ai pochi intimi convenuti sul Campo 1 dell’Hard Rock Stadium, il più remoto dell’impianto e quindi il più lontano dalla “movida” serale, Marco Cecchinato è stato sconfitto da David Goffin con due set quasi fotocopia, in cui il ragazzo siciliano è partito male, poi ha avuto un recupero finale ma non sufficiente per ribaltare il risultato.

Il primo break per il belga arriva subito al terzo game: Cecchinato fatica a tenere il palleggio e sbaglia troppo e male da fondocampo. Mentre la sera diventa notte su Miami Gardens, Goffin prende il secondo break di vantaggio e va a servire per il match sul 5-2.  Forse per gli incitamenti a gran voce del suo coach Vagnozzi (seduto in tribuna vicino al CT Barazzutti e alla ormai residente della Florida Francesca Schiavone), Cecchinato inizia a trovare il ritmo degli scambi da fondocampo e parte a macinare il suo gioco fatto di splendidi colpi al fulmicotone. Il match diventa più equilibrato, i break di distanza da due diventano uno, ma purtroppo sul 5-4 Goffin mantiene i nervi saldi e tiene il servizio a zero chiudendo il set in soli 31 minuti.

Il trend prosegue anche nei primi game del secondo parziale, Cecchinato si salva bene da due palle break al terzo game, ma sul 2-2 si incarta con tre errori gratuiti da fondo perdendo il servizio e la pazienza, come dimostrato dalla sua Babolat finita in pezzi. Come nel set precedente Goffin allunga sul 5-2, incappa in un game di peste con due doppi falli e due gratuiti, ma quando serve per il match sul 5-4 non sbaglia.

Purtroppo stasera non ho potuto contare sul mio colpo migliore, il diritto – ha detto Cecchinato dopo la partita – e senza quello non si può pensare di vincere contro Goffin che sta tornando ad essere uno dei migliori giocatori del mondo. In ogni modo mi è piaciuto come sono stato in campo, il fatto che non ho mollato sul 5-2 e sono riuscito a tornargli vicino“.

Si chiudono quindi per Cecchinato tre mesi in giro per il mondo, tra Australia, la Davis in India, la tournée in Sudamerica che gli ha portato il trionfo di Buenos Aires e un mese negli USA: “Finalmente si torna in Europa! Ho fatto tanta preparazione anche in queste due settimane nelle quali sono rimasto senza giocare tra Indian Wells e Miami e spero che possa essermi utile per la stagione sulla terra durante la quale mi auguro di poter giocare tante partite. Il mio primo torneo sul rosso sarà Montecarlo, e da lì in poi giocherò tutte le settimane“.

Continua a leggere

Flash

Jannik Sinner attacca la stagione sul rosso

Il teenager altoatesino torna in campo questa settimana a Santa Margherita di Pula per un ITF “di rodaggio”, poi lo attendono i Challenger di Alicante e (molto probabilmente) Barletta

Pubblicato

il

La nuova enorme speranza del tennis italiano sta per tornare in campo e la sua programmazione nei prossimi mesi pare sarà discretamente fitta, secondo quanto si può presupporre dagli impegni già ufficializzati. Jannik Sinner si è preso qualche settimana di recupero e allenamento lontano dai riflettori, dopo la detonante striscia ancora aperta di undici vittorie consecutive con due trofei sollevati a Bergamo e Trento, ma il serbatoio sembra tornato carico per affrontare la stagione sulla polvere di mattone.

Questa settimana il diciassettenne nato a San Candido “proverà” a Santa Margherita di Pula, dov’è in programma il primo di sei consecutivi ITF da dollari venticinquemila nell’edificante sede del Fortevillage. Un Future, come si chiamavano una volta, utile al rodaggio ed eventualmente a mettere in cascina punti per migliorare una classifica del Transition Tour oggi ancora bassina (Jannik al momento è 216), anche se, a quanto si evince, di problemi a fare il salto al piano superiore Sinner ne avrà pochi.

 

Sarà per il vistosissimo talento, sarà la longa manus del guru Riccardo Piatti, ma le wild card per i tornei della primavera su terra potrebbero piovere copiose sulla zucca rossa del ragazzo. Giusto ieri ne è stata ufficializzata una per il Challenger di Alicante che partirà lunedì prossimo; un torneo dal parterre non male con tre top 100 ATP (Andujar, Vesely, Marterer) e una nutrita rappresentanza di giocatori italiani (Caruso, Arnaboldi e Giustino tra gli altri). Dall’otto di aprile, leggendo quanto scritto dallo stesso giocatore sull’immancabile profilo Instagram, Sinner dovrebbe invece essere a Barletta, per un altro evento di secondo livello che raduna la meglio gioventù del tennis azzurro (in gara i quattro ex moschettieri Quinzi, Baldi, Napolitano e Donati), anche se il coach Andrea Volpini, contattato all’uopo da Ubitennis, ha dichiarato che la presenza in Puglia di Jannik non è ancora sicura al cento per cento.

Da lì in poi, tutto fluido: c’è chi dà per scontato un invito anche per il torneo di Francavilla (ventidue aprile) e chi addirittura azzarda sospetti monegaschi, almeno per le qualificazioni del terzo Mille stagionale. La sensazione è che l’entusiasmo intorno a Sinner stia confondendo un po’ tutti: piedi di piombo e pazienza nell’attesa delle ufficialità del caso sembrano le uniche armi per mantenere dritta la rotta.

Continua a leggere

Challenger

Mondo Challenger: Giustino KO nella finale più lunga dell’anno

Dopo 3 ore 12 minuti di gioco, Polmans conquista in Cina il secondo titolo in carriera. Barrere si conferma campione a Lille

Pubblicato

il

Marc Polmans - ATP Challenger Zhangjiagang 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Zhangjagang – Cina (cemento, $54,160)

È svanito ancora una volta il sogno di Lorenzo Giustino di alzare il primo trofeo Challenger della sua carriera. Dopo il bye al primo turno, il 27enne napoletano, sesto favorito del seeding, ha superato nell’ordine Nguyen, Purcell e Kwon senza cedere nemmeno un set e infine ha approfittato del ritiro pre-match di Viktor Galovic in semi per raggiungere la sua seconda finale Challenger dell’anno a Zhangjagang (nella prima, giocata a febbraio a Launceston, era stato sconfitto da Lloyd Harris con un doppio 6-2). Nell’atto conclusivo del torneo cinese, Giustino si è arreso soltanto al tiebreak decisivo (perso per 7 punti a 4) dopo 3 ore e 12 minuti di gioco (si tratta della finale più lunga del 2019) all’australiano Marc Polmans.

 

Qualche rimpianto per l’azzurro, che ha mancato tre palle break sul 4-3 in suo favore nel terzo parziale e non ha saputo sfruttare il vantaggio iniziale maturato nel tiebreak: Lorenzo conduceva infatti 4-1. Se per Giustino si tratta della terza sconfitta in carriera su tre finali giocate a livello Challenger (la prima l’aveva persa a Sibiu nel 2016 contro Robin Haase), il 21enne Polmans ha invece trionfato per la seconda volta nel circuito minore, a un anno di distanza dal primo titolo conquistato nel 2018 a Launceston.

[10] M. Polmans b. [6] L. Giustino 6-4 4-6 7-6(4)

Lille – Francia (cemento, €46,600)

Era successo soltanto due volte in tutta la stagione 2018, siamo già a due in questo primo scorcio di 2019: stiamo parlando dei titoli confermati a livello Challenger. Dopo Taylor Fritz, che a gennaio aveva nuovamente trionfato nel torneo di Newport Beach, è toccato al 25enne francese Gregoire Barrere confermarsi campione nel Challenger di Lille, evento del circuito minore nato proprio lo scorso anno. Nella cornice del ‘Tennis Club Lillois Lille Metropole’, il padrone di casa ha superato in tre set e un’ora e 46 minuti di gioco il tedesco Yannick Maden, secondo favorito del seeding, costretto a rimandare per la sesta volta l’appuntamento con il primo titolo in carriera. Per il francese si tratta invece del terzo trionfo a livello Challenger, il secondo in stagione (a inizio anno aveva fatto suo il torneo di Quimper battendo in finale Daniel Evans).

[3] G. Barrere b. [2] Y. Maden 6-2 4-6 6-4

VERSO ST. BRIEUC E MARBELLA – Nell’ultima settimana del mese di marzo si disputeranno due eventi europei: uno in Francia, sul cemento indoor di Saint-Brieuc, e uno in Spagna, sulla terra rossa di Marbella. Ricardas Berankis sarà il detentore del titolo e primo favorito del seeding della 16esima edizione del Challenger francese, mentre i due finalisti di Lille Maden e Barrere saranno la seconda e terza testa di serie. Due gli italiani in tabellone: Matteo Viola e Stefano Travaglia, quinto favorito del seeding. Saranno invece ben 10 gli azzurri al via in Spagna: Giannessi, Brancaccio, Moroni (che al primo turno affronterà Marko Djokovic), Arnaboldi, Marcora, Donati, Bolelli, Gaio, Mager e Baldi. A guidare il seeding è Benoit Paire, seguito da Andujar, Vesely e Pedro Sousa.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement