Oltre la racchetta: a che punto siamo con gli eSports nel tennis?

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Oltre la racchetta: a che punto siamo con gli eSports nel tennis?

Il tennis non è lo sport più all’avanguardia sotto il profilo delle innovazioni, ma vuole mettersi al pari. Oggi vi parliamo dell’universo degli eSports, che a breve potrebbero contare quanto gli sport ‘reali’

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Al crocevia fra sport, management e diritti di proprietà intellettuale si stanno sviluppando numerose tematiche di economia industriale. Attività quali il branding, il merchandising, le licenze ecc. comportano lo sfruttamento dei vari diritti di proprietà intellettuale delle società sportive. Gli eventi sportivi portano ormai con se un’enorme quantità di proprietà intellettuale. A questo argomento saranno dedicati una serie di focus su specifiche tematiche: il primo capitolo di questa serie sarà dedicato agli eSports.

E-SPORTS: COSA SONO, COME NASCONO

 

In occasione di un vertice del 28 ottobre 2017 a Losanna, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha deciso che gli “eSports” competitivi potevano essere considerati un’attività sportiva e “gli attori coinvolti si preparano e si allenano con un’intensità che può essere paragonabile agli atleti negli sport tradizionali”. Il CIO ha anche affermato che qualsiasi eSport avrebbe dovuto adattarsi alle regole e ai regolamenti del movimento olimpico al fine di ottenere il riconoscimento di disciplina olimpica, accettando di portare avanti discussioni con l’industria dei giochi e i giocatori insieme all’Associazione globale delle federazioni sportive internazionali (GAISF). La parola chiave nella decisione del CIO è “competitiva” .

Allora perché il CIO e l’industria sportiva sono tanto interessati al fenomeno eSport? Potenziale. Gli eSports offrono grandi opportunità per attrarre e mantenere un seguito globale, specialmente tra i più giovani. Lo sport tradizionale ha un problema: la frammentazione dei media – la crescente scelta e il consumo di contenuti attraverso diversi media –  sta cambiando il modo in cui gli appassionati di sport desiderano ricevere e interagire con contenuti sportivi. Qualsiasi contenuto che possa creare un livello più profondo di coinvolgimento dei fan, in particolare con un pubblico più giovane, è considerato desiderabile dagli organi  sportivi. Negli Stati Uniti gli eSports sono già un fenomeno con grande seguito presso le fasce più giovani della popolazione. I principali sport hanno i loro titoli eSports ufficiali e sebbene fra i titoli più venduti compaiono nomi legati agli sport tradizionali, vale a dire FIFA 18 e NBA2K, emerge come vi sia un netto gap quando si va a vedere quali siano i titoli più popolari nelle leghe eSports. Per dare un’idea questo è un riepilogo dei montepremi relativi alle principali leghe di eSports:

Anche a livello italiano il fenomeno degli eSports sta cominciando a prendere piede: al Comicon di Napoli 2018 si stima che per i tornei di FIFA 18 e Call of Duty il seguito di spettatori in streaming sia stato di circa 300.000 contatti, mentre sul posto si contavano 15.000 persone. La stessa Gazzetta dello Sport ha aperto le sue pagine e soprattutto la nuova sezione online dedicata al mondo degli eSports. Per cui se da un lato le opportunità commerciali sono potenzialmente allettanti, dall’altro lato queste non sono ancora pienamente colte dal lato della gestione dei diritti sportivi.

IL MODELLO EVOLUTIVO

Ma come si configura il modello evolutivo degli eSports quando questi sono collegati a sport reali? Possiamo dire che la traiettoria che stiamo vedendo attualmente copre quattro fasi:

1. Una prima fase embrionale, nella quale per vari motivi (una base di gamer insufficiente, nessuna killer application collegata, mancanza di coordinazione con la lega che detiene i diritti dello sport reale) non esiste ancora un circuito professionistico e non vi è alcun tipo di gestione strategica dei diritti. Il tennis è ancora in questa fase.

2. Una seconda fase in cui il prodotto virtuale acquista momentum e seguito, cominciano a nascere leghe di giocatori e il “prodotto virtuale” è considerato da chi gestisce lo sport “reale” come un elemento ancillare che ne favorisce la promozione. Un esempio di sport che si trovano in questa fase è il motociclismo.

3. Una terza fase è quella della maturità del prodotto virtuale che acquista vita propria e comincia ad acquisire una legittimazione sufficiente per vivere di vita propria e sganciarsi dall’orbita dello sport tradizionale. In questa fase la base di giocatori e appassionati è sufficientemente ampia da rendere le competizioni appetibili anche ad un pubblico di spettatori. Un esempio è il calcio con le serie FIFA che trovano riconoscimento anche in canali TV di nicchia, specie nelle tv a pagamento e via internet. Nel 2014, Amazon ha acquistato la principale piattaforma multimediale di eSports Twitch, dimostrando che le big companies dell’internet vedano delle opportunità negli eSports.

4. Una quarta fase, a cui al momento ancora nessun eSport è giunto, è quello di diventare un vero e proprio competitor rispetto agli sport tradizionali, arrivando a picchi di interesse tali da giustificare anche investimenti ingenti per l’acquisizione dei diritti; la lotta per l’attenzione diventerebbe così a tutto campo con Sport, ed eSports che si trovano quindi a battagliare nell’arena globale dell’entertainment per guadagnarsi l’attenzione dei fruitori di contenuti. La competizione diventa quindi a tutto campo, anche ad esempio con le serie Netflix.

Per chiudere la disamina sugli eSport infine può essere utile confrontare la situazione fra tennis e motociclismo. Si tratta di due Sport che presentano alcune caratteristiche che li rendono comparabili:

  • sono sport di medie-grandi dimensioni. Non raggiungono le vette di popolarità globale quali il calcio o il basket, ma il bacino di fruitori è comunque rilevante
  • le star dello sport sono marchi riconoscibili a livello globale. Valentino Rossi ad esempio fra gli sportivi mondiali si potrebbe dire che vanta una riconoscibilità che spannometricamente possiamo classificare compresa fra quella di un Nadal o di un Federer e quella di un Djokovic. Su questo aspetto, ovvero l’impatto mediatico di un team o di uno sportivo, vi sono comunque analisi econometriche condotte da società specializzate
  • non hanno dietro una killer application come ad esempio le serie FIFA e NBA2K, che muovono platee consistenti di player. Entrambe vantano titoli decisamente di buona fattura, ma che a livello di volumi di vendite sono ancora probabilmente al di sotto della massa critica
  • entrambi gli sport sono basati su un calendario organizzato intorno ad un circuito di eventi che si dipana lungo l’arco dell’anno solare e in entrambi i casi vi è una pausa invernale
  • in entrambi i casi vi è un soggetto terzo rispetto ai professionisti che detiene i diritti: in un caso Dorna, nell’altro ATP.

Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio i due casi studio.

MOTOCICLISMO 

Nel caso del motociclismo Dorna sta portando avanti una strategia volta in prima battuta a creare un prodotto di supporto al prodotto reale. Da un lato la collaborazione con Milestone, l’azienda italiana che sviluppa il prodotto software è consolidata: addirittura le beta delle versioni future del videogioco vengono fornite in anteprima a Valentino Rossi, piuttosto che a Marc Marquez, che forniscono utili feedback sul realismo della simulazione. Nel 2017 il campionato virtuale si componeva di 6 gare (strettamente collegate a quelle del campionato di MotoGP reale) sui circuiti di Jerez, Austria, Silverstone, Misano, Aragon e Phillip Island e ha visto i giocatori vestire i panni di diversi piloti a seconda della gara. La finale – che si è giocata a Valencia nel weekend dell’ultima gara di MotoGP – è stata trasmessa in TV dai partner televisivi di Dorna.

Per quanto riguarda il futuro invece l’idea è quello di perfezionare lo spin-off dando al campionato virtuale una vita autonoma, magari da svolgersi nella stagione invernale, al fine di mantenere viva l’attenzione sullo sport. E in una prima fase l’intenzione sarebbe quella di creare team virtuali a specchio di quelli reali, con gamer che vivono di “luce riflessa” e prendono i panni dei vari Valentino, Marquez, Dovizioso e così via. Ma in una seconda fase, lo spin-off potrebbe perfezionarsi con la creazione di veri e proprie scuderie virtuali professionistiche che nulla hanno a che vedere con quelle reale; si arriverebbe così alla creazione di una lega professionistica virtuale in cui i gamer diventano essi stessi delle star con un seguito di fan proprio. Ovviamente il perfezionarsi di tali strategie e l’evoluzione dipende da molti fattori, il primo dei quali è la capacità di creare massa critica sia nella platea dei gamer che nella platea degli appassionati, garantendo un circolo virtuoso di travaso dei fruitori dal reale al virtuale e viceversa.

TENNIS

Nel caso del tennis invece siamo come detto ad uno stadio ancora primordiale, sotto il profilo degli eSports. L’ATP ancora non ha sviluppato una strategia chiara come Dorna, lasciando all’azione individuale dei singoli tornei la possibilità di proporre eventi spot, legati appunto al singolo evento. Nel caso del torneo ATP 500 di Barcellona ad esempio, quest’anno per la prima volta è stato proposto un torneo parallelo basato su Virtua Tennis 4, con un tabellone di 128 partecipanti e una finale che si è disputata nella stessa area del torneo. Parlando con gli organizzatori abbiamo scoperto che l’anno prossimo l’evento sarà trasmesso in streaming, per raggiungere ovviamente una platea più ampia, e che per il momento si tratta di un’iniziativa del torneo stesso che ne sta testando il possibile ritorno mediatico. La platea dei giocatori era amatoriale e gli stessi premi – due biglietti per le finali, per un valore di circa 300 euro complessivi – lasciano capire come anche le risorse siano ancora limitate.

Un passo in avanti è stato fatto in occasione del Roland Garros 2018. Lo Slam francese ha organizzato la prima edizione delle “Roland-Garros eSeries by BNP Paribas”, una  competizione di gaming basata sulla piattaforma del nuovo videogiocoTennis World Tour” che è stato presentato al pubblico proprio grazie a questa manifestazione. Le Final Eight si sono disputate il 25 maggio all’interno dell’impianto del Roland Garros: gli otto finalisti sono stati selezionati tramite gironi di qualificazione tra marzo e maggio negli otto paesi partecipanti: Belgio, Brasile, Cina, Spagna, Francia, Gran Bretagna, India e Italia. Il primo campione di un torneo di e-tennis organizzato da uno Slam è stato lo spagnolo Carlos Che, che battuto l’italiano Lorenzo Cioffi. La finale è andata in onda in streaming su France TV Sport, e se va la siete persa potete rivederla qui di seguito (attenzione: sono due ore ad alto tasso di Goffin).

https://www.youtube.com/watch?v=ZETQmt2gQ-k

Si tratta evidentemente di primi tentativi, che come minimo dovrebbero essere messi a fattor comune o da un torneo capofila o ancor meglio dalla stessa ATP. Il modello potrebbe essere quello avviato da Dorna e sarebbe auspicabile l’applicazione delle best practice e la costruzione di un piano di sviluppo almeno di medio termine volta alla creazione di una nicchia di mercato.

Federico Bertelli

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Al femminile

Roland Garros: bis di Simona Halep?

Ultimi risultati, precedenti nel torneo, valutazioni dei bookmaker. Ecco come si presentano a Parigi le principali favorite del prossimo Slam

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Sloane Stephens e Simona Halep - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Ci siamo quasi: la prossima domenica, con un giorno di anticipo rispetto agli altri Major, inizierà il Roland Garros. Proviamo a vedere come si avvicinano le principali protagoniste allo Slam su terra battuta, il torneo che ha come campionessa in carica Simona Halep, l’anno scorso vincitrice in finale in tre set su Sloane Stephens.

Delle prossime 32 teste di serie a Parigi, solo Barty, Sabalenka, Wang e Garcia hanno deciso di giocare in questa settimana, nell’International di Strasburgo; tutte le altre hanno concluso la preparazione con gli internazionali di Italia.

 

Roma 2019 è stata una edizione complicata, in cui il maltempo ha scombussolato il calendario dei match. E non penso sia un caso che sia stata caratterizzata da molti ritiri; ben otto giocatrici hanno concluso il torneo anzitempo: Cornet, Goerges, Ostapenko, Muguruza, Wozniacki, Serena, Kvitova, Osaka. Ricordo che le ultime sei giocatrici sono anche vincitrici Slam. La mia interpretazione è che soprattutto chi si presenta al via del Roland Garros con l’ambizione di fare strada è stata particolarmente attenta alle proprie condizioni, fermandosi al primo segno di scricchiolio.

Di sicuro il doppio turno disputato nella stessa giornata non ha aiutato, tanto è vero che quattro ritiri si sono avuti nel famigerato giovedì. Anche perchè se per gli uomini giocare due partite ravvicinate sulla distanza del due set su tre poteva rappresentare un antipasto di quanto li attende a Parigi (con il tre su cinque), per le donne si traduceva semplicemente in una maratona fuori dalla norma con tutti i rischi collegati.

Alla fine ha prevalso Karolina Pliskova, che dopo un avvio di torneo un po’ complicato (tre set contro Sofia Kenin) ha dimostrato di essere in ottima condizione nel confronto dei quarti di finale vinto contro Azarenka, forse il migliore match per qualità di gioco fra quelli che sono riuscito a seguire nella settimana.

Dopo questo successo, Pliskova ha gestito i due ultimi turni senza lasciare set per strada: ha ceduto il servizio all’inizio della semifinale contro Maria Sakkari, ma dopo aver ristabilito la parità sul 4-4, non ha più corso rischi, e non ha più perso la battuta sino alla fine del torneo. Risultato: 6-4, 6-4 a Sakkari, 6-3, 6-4 nella finale contro Johanna Konta.

Una curiosità. Conchita Martinez, la coach di Pliskova, detiene come giocatrice il record di vittorie a Roma (quattro), ma nel proprio palmares vanta anche l’inaspettato successo a Wimbledon 1994. Ebbene, da allenatrice ha portato alla vittoria Muguruza a Wimbledon e Pliskova a Roma, replicando da coach i picchi di carriera raggiunti da tennista.

Prima di vedere come si presentano al via dello Slam le prime teste di serie, ecco un riepilogo dei risultati degli ultimi anni nei principali tornei disputati sulla terra rossa:

a pagina 2: Le teste di serie dalla 1 alla 8

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ATP

Naufragio Dimitrov a Ginevra, Zverev ai quarti. Moutet al fotofinish su Opelka a Lione

Altra brutta sconfitta per Griga, che non riesce a difendere il set di vantaggio contro Delbonis in un torneo zeppo di atleti in crisi di fiducia. Prima tra tutti Zverev, che batte Gulbis all’esordioi. Passi avanti per il piccolo Corentin, passi indietro per Hurkacz

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Grigor Dimitrov - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata tra alti e bassi, intonata all’umore degli spaesati protagonisti in gara, quella andata in onda in riva al lago Lemano per la terza giornata del corso di recupero in corso di svolgimento nelle aule dell’ATP di Ginevra. Frequentata con scarsissimo profitto la prima parte di stagione, si sono dati appuntamento nel corso dello stesso pomeriggio Grigor Dimitrov (quest’anno discreto solo in Australia, con quarti a Brisbane e quarto turno a Melbourne, da censura tutto il resto), Sascha Zverev (una sola semifinale nel 2019, ad Acapulco, peraltro persa malissimo contro Nick Kyrgios), Damir Dzumhur (tristanzuolo record di cinque/otto in stagione) e Deliciano Lopez (appena due vittorie in tabellone principale nel tour maggiore e a settembre ci sono trentotto candeline da spegnere): abbastanza per respirare tutta la paura blu dell’abisso di fiducia.

Paura che ancora una volta ha attanagliato la controfigura del bulgaro, qui costretto alle qualificazioni e incapace di difendere il set di vantaggio preso a Federico Delbonis, un altro che non è in fondo alla buca ma vi è pericolosamente vicino. Sembrava semplice, dopo il seiuno in scioltezza del primo set, ma per l’uomo che doveva essere la reincarnazione di Federer nulla è semplice in questo periodo, nemmeno godere del conforto di un break a favore all’alba del set decisivo. Al momento, con l’occhio spento, il rovescio in croce e i piedi sempre troppo lontani dalla riga di fondo, non si vede cosa possa fare svoltare il mesto Griga.

 

A spingere in coda alla serata il match del primo, traballante favorito Zverev – che intanto ha cominciato lasciando tre game a Gulbis – ha pensato il derby degli incerti tra Dzumhur e Feliciano Lopez, lottato oltremodo e vinto in rimonta dal bosniaco, che aveva perso al tie break il primo set; la stessa rimonta riuscita al redivivo Ramos Vinolas su Mannarino, al solito abbagliante un momento e spento in quello successivo. Tutti molto inquieti, nell’attesa dell’esordio di Stan Wawrinka previsto per domani.

Risultati primo turno
A. Ramos b. [6] A. Mannarino 6-7(2) 6-3 6-2
J. Sousa b. L. Mayer 6-2 6-7(6) 6-4
F. Delbonis b. [Q] G. Dimitrov 1-6 6-4 6-2
[Q] D. Dzumhur b. [WC] F. Lopez 6-7(2) 6-4 7-5
H. Dellien vs [WC] J. Tipsarevic

Secondo turno
[1] A. Zverev b. E. Gulbis 6-2 6-1

Il tabellone completo

A Lione ha brillato la stella di Corentin Moutet, ventenne atteso in modo persino troppo pressante da stampa e tifosi dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nell’ultimo anno e mezzo. Ritiratosi a migliorare esperienza e colpi nel circuito Challenger per un buon periodo, Moutet è riapparso nel tour maggiore battendo il lanciamissili USA Reilly Opelka, al quale è persino riuscito a strappare due volte il servizio nella frazione inaugurale. Ceduto di schianto il secondo set, il buon Corentin è riemerso da un break di svantaggio in quello decisivo e nel furibondo tredicesimo gioco ha annullato due match point consecutivi prima di chiudere alla quinta chance capitatagli.

Semaforo verde anche per Benoit Paire, dopo le solite mattane contro Mackenzie McDonald e per Pablo Cuevas, vincitore in due su un Hubert Hurkacz in leggero calo dopo le meraviglie mostrate al Sunshine Double. In chiusura di programma ha allietato gli spettatori Felix Auger-Aliassime, chirurgico nell’evitare un pericoloso tie-break nel secondo set – dopo aver vinto quello del primo – breakkando Millman sul 6-5, all’ultima occasione utile. Un dritto largo dell’australiano manda Auger-Aliassime ai quarti da Johnson, incontro nel quale il canadesino sarà favorito.

Risultati primo turno
C. Moutet b. R. Opelka 6-3 2-6 7-6(10)
P. Cuevas b. H. Hurkacz 6-4 6-4
B. Paire b. M. McDonald 3-6 7-6(5) 6-1

Risultati secondo turno
S. Johnson b. P.H. Herbert 7-6(6) 5-7 6-1
F. Auger-Aliassime b. J. Millman 7-6(3) 7-5

Il tabellone completo

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Classifica ATP: Fognini terzo miglior tennista italiano di sempre

L’undicesimo posto di Fognini durerà solo sette giorni, ma sarà sufficiente per salire sul podio degli italiani che hanno avuto la migliore classifica. Anche Tsitsipas continua a salire

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Fabio Fognini - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Domenica sul campo Centrale di Roma è andato in onda il cinquantaquattresimo episodio della saga Nadal-Djokovic. Ancora diciannove  e “Il trono di spade” è raggiunto; le 18.162 puntate di Sentieri sembrano lontane ma se fossimo nei panni degli autori non dormiremmo sonni tranquilli.

Il trionfo di Nadal ha forse avuto l’effetto di cambiare gli equilibri psicologici in vista del Roland Garros ridando allo spagnolo la veste di favorito (ammesso e non concesso che qualcuno gliela avesse mai tolta) ma non ne ha avuti sulla cuspide della classifica. Djokovic ha infatti aumentato ulteriormente il proprio vantaggio sui più diretti inseguitori. Stefanos Tsitsipas è salito in sesta posizione ed è pronto ad attaccare la quinta di Alexander Zverev che dovrà risorgere velocemente dalle proprie ceneri per respingerne l’assalto. Di seguito la top 20 che vede il ritorno tra le sue fila del Dersu Uzala del tennis contemporaneo, ovvero Diego Schwartzman splendido semifinalista al foro italico.

PosizioneNazioneGiocatorePuntiVariazione
1SerbiaN. Djokovic12355 =
2SpagnaR. Nadal7945 =
3SvizzeraFederer5950=
4AustriaThiem4845=
5GermaniaZverev4155=
6GreciaTsitsipas40801
7GiapponeNishikori3860-1
8Sud AfricaAnderson3745=
9Argentinadel Potro3235=
10USAIsner29401
11ItaliaFognini28301
12RussiaKhachanov28001
13CroaziaCilic2710-3
14RussiaMedvedev2625 =
15CroaziaCoric2525 =
16FranciaMonfils1965=
17CanadaRaonic1960=
18GeorgiaBasilashvili1925=
19ItaliaCecchinato1840=
20ArgentinaSchwarzman17554

CASA ITALIA

A volte un’impresa importante rischia di passare ingiustamente inosservata perché chi l’ha compiuta era atteso a qualcosa di ancora più grande. Fabio Fognini a Roma non è infatti riuscito a entrare in top 10 a causa di un grande avversario e di una condizione fisica imperfetta, ma ha guadagnato una posizione in classifica; è ora ufficialmente il terzo italiano di sempre dietro Panatta e Barazzutti da quando è stata introdotta la classifica ATP (agosto 1973).

Il ligure resterà undicesimo solo fino a domenica prossima poiché al termine di questa settimana perderà i 90 punti conquistati a Ginevra nel 2018 e verrà quindi sopravanzato da Khachanov. Ma l’impresa resta e nessuno potrà mai togliergliela. Al Roland Garros il nostro miglior giocatore difenderà 180 punti conquistati la scorsa edizione. Gli avversari a lui più prossimi in classifica ne difendono almeno altrettanti.

 
  • Anderson 180
  • del Potro 720
  • Isner 180
  • Khachanov 180
  • Cilic 360

Anderson e Isner saranno assenti per motivi fisici. Per scaramanzia preferiamo non aggiungere altro.

720 è il numero di punti che dovrà difendere nello Slam francese il semifinalista italiano del 2018, Marco Cecchinato. Anche nella peggiore e malaugurata delle ipotesi il palermitano dovrebbe comunque rimanere intorno alla 40esima posizione grazie ai brillanti risultati ottenuti negli ultimi 12 mesi. Restiamo nei confini del Bel Paese (che è tale soprattutto quando non piove e non vengono ritirati accrediti “ad capocchiam” ai giornalisti) per constatare che la pattuglia italiana in top 200 è ancora composta da diciannove elementi. Luca Vanni ha perso i punti conquistati un anno fa al Challenger di Samarcanda ed è uscito dai primi 200 ma è stato sostituito da Andrea Arnaboldi.

Paolo Lorenzi è invece a un passo dal rientro in top 100 e, cosa più importante, quasi certo di poter accedere al tabellone principale di Wimbledon senza dovere passare sotto le forche caudine delle qualificazioni come dovrà invece fare a Parigi (martedì affronterà il francese Couacaud).

ClassificaGiocatorePuntiVariazione
11Fognini28301
19Cecchinato1840=
32Berrettini13201
66Seppi795-1
73Sonego729-6
98Fabbiano5922
101Lorenzi5753
120Travaglia4834
143Mager401-3
148Caruso388=
157Giustino3588
163Baldi336-2
165Giannessi3253
179Napolitano2892
183Marcora2857
191Bolelli2721
195Arnaboldi2679
200Quinzi261=

CLASSIFICHE AVULSE

Le classifiche riservate ai migliori otto giocatori assoluti della stagione e ai sette under 21 (più Tsitsipas che con ogni probabilità rinuncerà per partecipare alle Finals londinesi), vedono Tsitsipas salire al terzo posto e Bautista Agut entrare in decima posizione; Casper Ruud superare de Minaur in quinta posizione.

RACE TO LONDON

Posizione ATPNazioneGiocatorePunti
1SerbiaDjokovic4005
2SpagnaNadal3505
6GreciaTsitsipas2760
3SvizzeraFederer2640
4AustriaThiem2105
14RussiaMedvedev1575
11ItaliaFognini1370
7GiapponeNishikori1350
16FranciaMonfils1140
21SpagnaBautista Agut1080

RACE TO MILAN

Posizione ATPNazioneGiocatoreNato nelPunti
6GreciaTsitsipas19982760
28CanadaAuger-Aliassime2000931
23CanadaShapovalov1999740
35USATiafoe1998740
63NorvegiaRuud1998541
24Australiade Minaur1999505
83SerbiaKecmanovic1999341

BEST RANKING

Questa settimana i complimenti per il best ranking vanno a:

ClassificaGiocatoreNazione
6TsitsipasGrecia
11FogniniItalia
28Augier -AliassimeCanada
41NorrieGB
52MunarSpagna
61HumbertFrancia
63RuudNorvegia
90BublikKazakistan

CHI L’HA VISTO?

Inauguriamo uno spazio dedicato a tennisti repentinamente spariti dai radar dell’alta classifica. Il dubbio onore di inaugurare la rubrica tocca a Jack Sock passato dal numero 8 del novembre 2017 all’attuale numero 167. Lo statunitense – precipitato in classifica già dopo il Masters 1000 di Parigi Bercy 2018 – subito dopo gli Australian Open è rimasto vittima di un infortunio dai contorni non chiari che gli impedisce di giocare da tre mesi. Il suo rientro in campo è previsto per il prossimo giugno nel Challenger di Little Rock.

TRIVIAL TENNIS

Nadal e Djokovic in singolare si sono affrontati 54 volte. Questo fatto nell’Era Open costituisce un record?

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