Wimbledon: Kerber non sbaglia mai, è lei la prima finalista

LONDRA - Poco più di un'ora per battere Ostapenko con appena 7 gratuiti a referto contro i 36 della sua avversaria. In finale Slam per la quarta volta. Sfiderà Serena

Wimbledon: Kerber non sbaglia mai, è lei la prima finalista

[11] A. Kerber b. [12] J. Ostapenko 6-3 6-3 (da Londra, il nostro inviato)

PERFETTA ANGIE, FALLOSA JELENA – Da sempre, la ragione più semplice del mondo per cui si vince o si perde una partita di tennis, è che uno dei due contendenti mette più palle dell’altro in campo. Ed è esattamente quello che ha saputo fare Angelique Kerber, di fronte a una Jelena Ostapenko che ne ha messe due dentro, e tre fuori, per quasi tutto il match.

Un po’ di tensione in avvio è ben percepibile per entrambe. Qualche errore di troppo, alcuni lanci di palla sbagliati, scelte di colpi discutibili. Ma ci mettono poco, Jelena e Angie, a carburare, entrando bene in ritmo partita. Come prevedibile, è Ostapenko a fare gioco, spingendo al massimo ogni dritto e ogni rovescio, incorrendo di conseguenza anche in diversi errori. Kerber sta lì a correre e contrattaccare con grande efficacia, ed è lei ad avere due occasioni per strappare il servizio all’avversaria (palla break nel primo e nel quinto game). Jelena non ci sta, arriva anche lei a insidiare la battuta di Angie, ma alla fine, nel settimo game, cede e va sotto 4-3. Con autorità la tedesca tiene e allunga sul 5-3, “belvetta” sembra aver accusato il colpo, piazza i suoi soliti gran vincenti, ma commette davvero troppi gratuiti in questa fase. Interessante una variante tattica che la lettone propone a più riprese, la palla corta, ma non è sufficiente a destabilizzare la granitica e concentratissima Kerber. Un altro paio di pallate stampate sul nastro da Ostapenko, e arriva un set point, su cui Jelena commette un imperdonabile doppio fallo. 6-3 Kerber, solida e concreta, onestamente male Ostapenko. 19 vincenti e 20 errori per lei, 6 vincenti e 2 soli errori per Angie. Così è dura. Il pubblico è rilassato e si diverte, comunque, è un bel pomeriggio fresco sul Centre Court.

I miei colpi non erano efficaci come al solito, il campo Centrale mi è embrato molto più lento. Lei comunque ha difeso benissimo e ha servito bene, non è una giocatrice che corre e basta”, riflette Jelena a fine match.

Ancora in difficoltà Jelena all’inizio del secondo set,  sotto 1-0 affronta altre due palle break, gran drittone a cancellare la prima, brutto rovescio in rete a regalare il game sulla seconda. In questi ultimi due colpi c’è tutta la partita della lettone oggi, una discontinuità che rischia di fargliela perdere in fretta se non sale di livello. Nel frattempo, l’ottima Kerber continua a macinare gioco con buonissima efficacia, e sale 3-0 senza strafare (non ce n’è bisogno, basta tenere e attendere gli errori di Ostapenko, siamo a 27 “unforced” ora). Il secondo punto del quarto game ci dà un’ulteriore indicazione della brutta giornata che sta vivendo Jelena oggi, un recupero lento della tedesca mal valutato e lasciato passare, che atterra in pieno sulla riga. Mormorano gli spettatori intorno alla tribuna stampa, e quando poco dopo la lettone interrompe la preoccupante striscia di 6 game consecutivi persi, tenendo il servizio dell’1 a 3, esplodono in un applauso di incoraggiamento. Che purtroppo per “belvetta” non è sufficiente a scuoterla, ormai Kerber vede il traguardo, e da campionessa qual è non si fa distrarre. Al servizio è precisa e continua, poi brekka ancora, e va alla battuta per chiudere sul 5-1. C’è tutto l’orgoglio di Ostapenko nel rovescio lungolinea con cui cancella un match point, per poi accorciare sul 2-5, è il primo break subìto da Angie nella partita.

“La chiave è stata avere pazienza, lei è stata aggressiva fin dall’inizio. Ho dovuto cogliere le mie occasioni quando ho potuto e cercare di variare un po’ il gioco”, è l’analisi di Kerber.

Come se si fosse risvegliata all’improvviso dal torpore tennistico, Jelena spara quattro bombe e va 3-5, per poi giocarsi una palla break nel game successivo che potrebbe riaprire clamorosamente tutto. Ma due risposte di fila in rete le costano il secondo match point, l’ennesimo dritto tirato largo le costa la partita. Molto bene Kerber, piuttosto male Ostapenko, il 6-3 6-3 ha questa facile spiegazione. 30 vincenti, 36 errori Jelena, 10 vincenti, 7 errori Angie. Come si diceva all’inizio, il tennis alla fin fine è un gioco semplice, se non ne metti abbastanza dentro le righe, perdi, ed è giusto così. Quarta meritatissima finale Slam per Kerber, attende Serena Williams (6-2 per la statunitense i precedenti).

Il tabellone femminile

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