Kerber fiera e combattiva: “Stavolta sarà diverso”

La tedesca è pronta a tentare la scalata dell'Everest tennistico: battere Serena Williams in finale a Wimbledon e vendicare la sconfitta del 2016. "Sarà una sfida diversa rispetto alle precedenti"

Kerber fiera e combattiva: “Stavolta sarà diverso”
Angelique Kerber - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

A differenza di altre sue colleghe dai risultati più estemporanei Angelique Kerber la posizione di numero uno del circuito femminile se l’era costruita vincendo gli Slam, con cavalcate molto simili a quella che sta per volgere al termine sui prati di Wimbledon. In cima alla classifica la tedesca ci era rimasta anche per un bel po’ di settimane, trentaquattro totali tra il suo formidabile 2016 e un 2017 che lei ricorda come “di alti e bassi” ma che in realtà aveva avuto molto più a che vedere coi secondi che coi primi. Ad alternarsi con lei in vetta fu soltanto Serena Williams, l’avversaria più grande di tutte. La stessa alla quale, tra poche ore, dovrà contendere ancora una volta il piatto d’argento.

Alle 14 di Greenwich, le 15 italiane, Serena e Kerber si ritroveranno faccia a faccia sul Centre Court dell’All England Club come due anni fa, quando una Williams ancora pre-maman si impose 7-5 6-3 strappando alla mancina di Brema i primi due set del torneo. Si tratta della prima finale major da oltre un anno per entrambe, reduci appunto l’una dalla maternità e l’altra da una stagione nella quale non riuscì a vincere neppure un titolo e venne scalzata fuori dalla top 20. “Non penso di poter paragonare questo 2018 al 2016, tanto meno al 2017 ha detto Kerber in conferenza dopo il successo in semifinale contro Jelena Ostapenko, che le ha garantito la seconda posizione nella Race per le WTA Finals di Singapore. “Sono fiera di essere tornata in finale qui, specialmente dopo un anno in cui le cose non erano andate come mi aspettavo“.

 

Kerber ha confermato che Wimbledon era tra i suoi obiettivi principali per la stagione, iniziata con il titolo al Premier di Sydney e soprattutto con la collaborazione con Wim Fissette. Che le cose abbiano da subito iniziato ad andare meglio non stupisce, considerato che il coach belga è considerato tra quelli di maggior successo nel circuito femminile. Il suo curriculum del resto parla per lui: riportò in cima alla classifica Kim Clijsters dopo il suo ritorno nel circuito nel 2009, aiutò Simona Halep a fare il salto di qualità nel 2014, rigenerò Victoria Azarenka nel biennio 2015-2016 e fu persino artefice del picco di risultati della sfortunata Sabine Lisicki, connazionale di Kerber, che sotto la sua guida raggiunse proprio a Wimbledon la prima e unica finale Slam nel 2013 eliminando clamorosamente Serena Williams.

Fissette è al centro di quel ‘Team Angie’ al quale Kerber ha dedicato un hashtag sui social network, e che oltre a giocatrice e allenatore comprende fitness coach, due fisioterapisti in alternanza e una serie di figure manageriali o familiari. Si tratta in buona parte del gruppo di persone che la ha aiutata nel processo di crescita e assestamento mentale degli ultimi mesi, necessario a metabolizzare il calo di rendimento e di risultati dopo l’anno migliore. “Mi hanno aiutato a credere di nuovo in me stessa” ha spiegato la trentenne alla stampa. “Le passate stagioni mi hanno dato l’esperienza per capire dove sono ora, cosa è davvero importante nella mia vita, cosa non lo è e su cosa devo concentrarmi. Ho fatto sì che la mia priorità tornasse ad essere il tennis“.

La sua vittoria nel penultimo incontro all’All England Club ha messo in chiaro come al momento tutto stia funzionando a meraviglia, tanto nelle sue braccia e gambe quanto nella sua testa. Contrattaccare le bordate di Ostapenko con il giusto equilibrio di pazienza e intraprendenza potrebbe essere stato un utile esercizio in vista di Serena Williams, forse la palla più potente e aggressiva del tour. Ma nonostante matrimonio, complicata gravidanza e primi mesi da mamma la statunitense da ventitré titoli Slam rimane a un livello ‘altro’, e Kerber lo sa. “Serena è una delle migliori. Entrambe abbiamo il nostro comeback in corso, sarà un incontro completamente nuovo rispetto a quelli che abbiamo giocato in passato“. Cosa non cambierà? “Lei ti spinge sempre ai limiti del tuo miglior tennis, perché giocarlo è la tua unica chance di batterla“.

L’importanza dell’incontro è chiara, ma di pressione Kerber non ha voluto parlare. Quando le hanno chiesto come la farebbe sentire un titolo a Wimbledon, lei ha risposto che nonostante manchi un solo incontro “la strada è ancora lunga“. Il pragmatismo del resto è un tratto del suo carattere che si riflette bene nel suo tennis. “So che dovrò giocare il mio miglior tennis in finale, non c’entra nulla chi dovrò affrontare” ha concluso. “È tutto ciò su cui mi sto concentrando ora, non penserò un passo più avanti. Se vincerò o perderò lo saprò dopo, prima dovrò metterci tutta la mia energia“.

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