Serena, peggior sconfitta di sempre a San José: "Tante cose per la testa"

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Serena, peggior sconfitta di sempre a San José: “Tante cose per la testa”

La pluricampionessa Slam fa un solo game contro Konta, il primo, poi subisce un 6-0 6-0 ‘virtuale’: “Non posso lasciarmi scioccare da questa sconfitta”. A Washington si ritira Caroline Wozniacki

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WTA Premier San José

Forse Serena Williams ha sopravvalutato la propria condizione atletica dopo i sei incontri vinti a Wimbledon, forse quando si è rimangiata la promessa di partecipazione al neonato torneo di San José era già troppo tardi per tirarsi indietro – Montreal e Cincinnati incombono, e li giocherà entrambi – e certamente Johanna Konta ha giocato una partita di grande orgoglio. Non è però spiegabile – se non evidenziando un chiaro squilibrio di mobilità tra le due atlete – il 6-1 6-0 che la britannica ha inflitto a Serena in 53 minuti di gioco, peggior sconfitta subita in carriera dalla statunitense. Solo una volta era uscita dal campo senza mettere a referto alcun game, nel 2007 a Zurigo contro Schnyder, ma in quel caso si ritirò sul 6-0 3-0; tra gli incontri portati a termine questa è la disfatta peggiore, che supera di un’incollatura il 6-0 6-2 firmato da Halep alle Finals 2014, anche l’ultimo bagel subito da Serena prima di oggi. In totale ne ha subiti nove, con quello di stanotte.

Serena Williams & Johanna Konta – San José 2018

Sarebbe quasi da arrotondare a dieci, considerando che dopo aver vinto il primo game – con anche una prepotente soluzione di dritto, che lasciava presagire ben altra partita – Serena non ha saputo più muovere il punteggio (né se stessa, a dire il vero) e ha subito un 6-0 6-0 virtuale. Ovviamente disastrosa qualsiasi statistica, dai sette doppi falli al 40% di prime in campo, passando per gli appena 11 punti vinti in risposta: più di tutti è però emblematico il dato delle zero palle break offerte da Konta, costretta ai vantaggi una sola volta nei suoi turni di servizio. È stata Johanna a vestire i panni di Serena con risposte vincenti, 6 ace e un totale di 53 punti a 27. Non c’è altro da analizzare, se non interrogarsi su quanto la statunitense potrà crescere di condizione di qui ai pochi giorni che la separano dalla Rogers Cup di Montreal.

 

Non ero del tutto concentrata nel primo set, da quel momento lei ha preso sicurezza” – ha dichiarato l’ex numero uno a fine partita.Penso che abbia giocato meglio oggi che negli ultimi 18 mesi, è fantastico per lei. Io so di poter giocare un milione di volte meglio di così, ma ho così tanti pensieri in testa da non potermi permettere di essere scioccata per una sconfitta arrivata quando chiaramente non ero al meglio. Posso solo andare in campo e combattere, quello che ho fatto anche oggi. Mi sono mossa meglio, prenderò gli aspetti positivi”.

Diverse fonti statunitensi, a partenza da un’indiscrezione di People.com, fanno risalire l’origine delle preoccupazioni di Serena alla scarcerazione di Robert Edwards Maxfield, autore nel 2003 dell’assassinio della sorella maggiore Yetunde Price. La scarcerazione sarebbe arrivata nei primi mesi del 2018, ma la notizia si sarebbe diffusa soltanto ora: gli ultimi aggiornamenti segnalano però che l’uomo è stato nuovamente arrestato venedì notte per violazione della libertà condizionale, a Compton in California. Questa notizia non è però ufficiale, poiché il portavoce del Department of Corrections and Rehabilitation californiano non ha potuto confermare che il Maxfield scarcerato sia la stessa persona arrestata pochi giorni fa. Età, nome e informazioni biografiche corrisponderebbe, oltre al fatto che l’omicidio di Yetunde Price è avvenuto proprio a Compton.

GLI ALTRI INCONTRI – Sicuramente meno rumoroso il tonfo dell’altra testa di serie Shuai Zhang, settima favorita, arresasi a Vera Lapko, mentre la quota di sorpresa è molto limitata nella sconfitta di Kiki Mladenovic per mano della sua partner di doppio Timea Babos. La francese aveva lanciato segnali di risveglio a Wimbledon, appena il quarto torneo stagionale nel quale ha saputo vincere due incontri di fila, ma nel bel mezzo della Silicon Valley non si è visto granché. Vince invece la quinta partita nel circuito maggiore Amanda Anisimova, forse pungolata dagli exploit delle coetanee Danilovic e Potapova a Mosca: il 6-2 7-5 inflitto a Wang (già battuta a Miami) dopo aver superato le qualificazioni la riporta agli ottavi di un evento WTA. Ci era già riuscita a Indian Wells, dove le sue potenzialità sono diventata di dominio pubblico; questa volta affronterà Mihaela Buzarnescu, tra le giocatrici più in forma del momento nonché avversaria particolarmente complicata da affrontare. Per chi deve ancora compiere 17 anni e ha una voglia matta di spaccare il circuito, sembra il banco di prova ideale.

Alessandro Stella

Risultati:

[8] T. Babos b. K. Mladenovic 6-4 6-2
[5] M. Buzarnescu b. S. Vickery 6-3 4-6 6-3
V. Lapko b. [7] S. Zhang 7-6(2) 6-0
H. Watson b. [WC] C. Liu 6-4 3-6 6-4
J. Konta b. [6] S. Williams 6-1 6-0
[Q] A. Anisimova b. Q. Wang 6-2 7-5

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WTA International Washington

Edizione del WTA International di Washington condizionata dalla pioggia, che stravolge i programmi e obbliga giocatori, spettatori ed addetti ai lavori a vere e proprie acrobazie. Un po’ a fatica, dunque, proseguono gli incontri del tabellone principale. La notizia del giorno è però il ritiro dalla competizione della n.2 mondiale nonché testa di serie n.1 Caroline Wozniacki, a causa di un problema alla gamba, per evitare di pregiudicare la marcia di avvicinamento agli US Open. La sua assenza sguarnisce la parte alta del tabellone spianando apparentemente la strada alla testa di serie n.3 Naomi Osaka, anche se la consueta imprevedibilità del tennis femminile lascia aperta qualsiasi soluzione. La giocatrice giapponese ha debuttato oggi nel torneo battendo l’americana Bernarda Pera (96 WTA) in due set malgrado abbia cercato di complicarsi la vita nella seconda frazione, salvo sventare complicazioni al tie-break. Tra le sorprese di giornata va indicata anche la sconfitta di Elena Makarova (testa di serie n.4 e già vincitrice del torneo) per mano della rumena Ana Bogdan (87 WTA ma quest’anno già in due volte in semifinale a Monterrey e Bogotà ) in due se; adesso la rumena è attesa dalla veterana russa Kuznetsova.

Derby statunitense per la n.2 del seeding Sloane Stephens che ha incontrato e sconfitto in due set lottato Bethanie Mattek-Sands. Per lei l’avvicinamento allo US Open significa l’approssimarsi di una cambiale da 2000 punti, sebbene lo spirito e la consapevolezza (oltre che con una classifica, visti i risultati inanellati quest’anno) siano oggi a livelli inimmaginabili dodici mesi fa. Negli altri match disputati vincono tutte in due set: la giapponese Hibino contro la qualificata russa Zhuk, la croata Vekic contro la giovane statunitense Dolehide e la svizzera Bencic, che conclude l’incontro interrotto ieri per pioggia, contro la qualificata britannica Dart. Nell’unico incontro in bilico, la testa di serie n.8 Putintseva sconfigge dopo 2 ore e 37 minuti di battaglia la tedesca Maria.

Andrea Franchino

Risultati:

N. Hibino b. S. Zhuk 7-5 6-4
A. Bogdan b. [4] E. Makarova 7-6(2) 6-3
[7] D. Vekic b. C. Dolehide 6-3 6-4
[3] N. Osaka b. B. Pera 6-2 7-6(4)
[8] Y. Putintseva b. T. Maria 6-3 3-6 6-4
[2] S. Stephens b. B. Mattek-Sands 7-5 6-4
[6] B. Bencic b. [Q] H. Dart 7-5 6-2

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WTA Bogotà: Anisimova più forte di Sharma, per lei è il primo titolo

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Amanda Anisimova - Claro Colsanitas Open Bogotà (foto Twitter @CopaWTABogota)

[6]A. Anisimova b. A. Sharma 4-6 6-4 6-1

Ci ha pensato Amanda Anisimova a tenere alto l’onore delle teenagers in questo fine settimana. Dopo la sconfitta di Iga Swiatek nella finale di Lugano, la diciassettenne americana di origini russe ha conquistato il suo primo titolo WTA in carriera sconfiggendo in tre set la rivelazione australiana Astra Sharma.

 

In un match certamente non bello e quantomai altalenante, è riuscita a recuperare uno svantaggio di un set e un break contro un’avversaria sicuramente potente e di ottime prospettive, ma che nell’occasione si è dimostrata ancora troppo acerba contro un’Anisimova che, a dispetto dei suoi 17 anni, è riuscita a tenere duro nei momenti più difficili ed ha rovesciato l’esito di un match che sembrava aver preso una brutta piega.

Ci sono stati molti più errori gratuiti che errori vincenti, e 13 break su 27 game totali. La prima parte del match è stata tutta in favore della 23enne australiana proveniente dalla Vanderbilt University, che tra un break e l’altro si è comunque sempre mantenuta in vantaggio con il punteggio: dal 2-2 ci sono state cinque serie di due giochi a testa, due per Anisimova e tre per Sharma, per arrivare al 6-4, 2-2. Un game combattutissimo di 14 punti ha dato nuovamente il vantaggio e il break all’australiana, che però non è riuscita a trovare l’ultimo guizzo e da quel momento è andata progressivamente spegnendosi, vincendo solamente due dei successivi dodici giochi.

Amanda Anisimova entra dunque nella lista delle vincitrici di almeno un torneo WTA e diventa la diciottesima giocatrice diversa ad aggiudicarsi un titolo WTA in questa stagione su 18 tornei giocati. Con questa vittoria la teenager sale al n.54 della classifica mondiale, sua migliore posizione in carriera, che con ogni probabilità migliorerà nel prossimo futuro. Settimana più che positiva anche per Astra Sharma, che prima di questo Claro Colsanitas Open di Bogotà aveva vinto un solo incontro in un tabellone principale a livello WTA (al primo turno dell’Australian Open 2019), e che ora vede il suo ranking salire fino al n.101, a solo un passo dal grande traguardo della Top 100.

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WTA

Swiatek si scioglie sul più bello, a Lugano trionfa Hercog

La polacca inizia male, recupera, ma poi scompare nel terzo set, nonostante un break di vantaggio. Terzo titolo in carriera per la slovena

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Polona Hercog - Lugano 2019

Una finale dedalica e dai molti volti ha incoronato Polona Hercog campionessa del Samsung Open di Lugano. La giocatrice slovena ha giocato una buona partita dall’inizio alla fine, senza scomporsi troppo quando Iga Swiatek è salita di rendimento nel secondo set e restando calma anche sotto di un break nel parziale decisivo. Da parte sua la polacca, classe 2001, ha mostrato sia nel primo set che, soprattutto, nel terzo di soffrire molto la pressione in questa prima finale della sua carriera.

L’inizio del match è rimandato di oltre un’ora a causa della pioggia insistente. Quando finalmente si può giocare, entrambe le tenniste si presentano in campo ben coperte da maniche lunghe e pantaloni di tuta per far fronte al freddo clima svizzero di questa domenica. Swiatek si dimostra fin da subito piuttosto tesa e fallosa. Dopo l’1-1 iniziale, tre break consecutivi fissano il punteggio sul 3-2 per Hercog, che addirittura allunga sul 5-2. La slovena sciupa tre set point, si fa strappare il servizio, ma rimedia nel gioco successivo, chiudendo il set per 6-3.

 

In palese stato confusionale, Swiatek chiama il proprio coach per tentare di schiarirsi le idee. L’effetto balsamico della chiacchierata si vede fin da subito. La giovanissima polacca inizia infatti a disegnare il campo secondo i suoi ritmi, spostando Hercog a piacimento sia col dritto che col rovescio. Dal 3-2 in favore della slovena, Iga vince quattro giochi consecutivi e rimanda tutto al set decisivo.

L’inerzia sembrerebbe decisamente a favore della giocatrice polacca. Hercog chiede l’intervento della fisioterapista per farsi trattare la gamba destra e, una volta rientrata in campo, viene sballottata da una parte all’altra dalle accelerazioni di Swiatek, che trova un immediato break. Hercog però non demorde e piazza due vincenti in risposta che mettono la polacca sotto pressione. Il braccio di Iga diventa improvvisamente di marmo e iniziano a fioccare gli errori, soprattutto dalla parte del dritto. Hercog capisce il momento e spinge il palleggio, pur senza strafare, in attesa dei regali dell’avversaria. Swiatek è sempre più nervosa e non mette più un dritto in campo. Ne viene fuori un parziale di sei giochi a uno che valgono a Hercog il match e il terzo titolo in carriera.

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Italiani

Sara Errani si ferma ai quarti a Bogotà

Ancora penalizzata dal servizio, Errani sconfitta da Astra Sharma. Anisimova supera la wild-card colombiana Osorio Serrano

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Sara Errani - Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)

Sembrava che il Claro Colsanitas Open di Bogotà potesse essere per Sara Errani se non proprio il torneo della rivalsa, quantomeno un punto di partenza per una difficile risalita, invece il percorso della romagnola si è fermato ai quarti di finale davanti alla giovane australiana Astra Sharma (n.138 WTA) e davanti alle sue enormi difficoltà al servizio.

Come già capitato nei turni precedenti, Sara si è più volte affidata al servizio dal basso, totalmente incapace di trovare un minimo di affidabilità sulla seconda di servizio e molto traballante anche sulla prima. Il primo set è stato da dimenticare: 6-1 subito in 28 minuti, con 5 doppi falli, il 20% di punti vinti sulla seconda, zero vincenti e 7 errori non forzati. Sharma non ha dovuto fare moltissimo, se non sfruttare la pochezza della seconda palla avversaria e menare le danze con battuta e diritto. Aiutata anche dall’altura (Bogotà è situata a 2600 metri sul livello del mare) l’australiana ha superato spesso e volentieri i 180 chilometri orari con la prima di servizio, mentre all’inizio del secondo parziale Errani ha iniziato a battere anche qualche prima palla “da sotto”, a testimonianza della sua totale mancanza di fiducia in questo colpo.

 

Devi diventare come un muro” ha detto Pablo Lozano a Errani durante un cambio di campo, invitandola a rimandare quante più palle possibile per provocare l’errore di Sharma, certamente in possesso di un gioco brillante ma non altrettanto regolare, soprattutto nei palleggi sulla diagonale rovescia. Nel secondo set Errani è riuscita ad evitare la mattanza sul suo servizio trovando il modo di entrare negli scambi dove il match era certamente più equilibrato. Il servizio ceduto sul 4-4 (dopo aver condotto per 40-15) grazie a due “parate” a rete dell’australiana sembrava potesse essere quello decisivo, ma una Sara mai doma riusciva a restituire il break per il 5-5 pari con un paio di coraggiose discese a rete. Era solo un fuoco di paglia però, perché cinque minuti dopo il set e l’incontro arrivavano alla fine con Astra Sharma a celebrare la sua prima semifinale in un torneo WTA e il suo miglior ranking lunedì prossimo, che in caso di vittoria in semifinale contro Laura Arruabarrena sarà all’interno delle Top 100.

Per quanto riguarda Sara Errani, invece, il quarto di finale conquistato sulla terra sudamericana le consente di risalire dal n.243 al n.207 della classifica WTA: nelle prossime settimane ci sono 90 punti in scadenza, e l’obiettivo è quello di mantenere una posizione tale da ottenere l’ingresso nelle qualificazioni del Roland Garros.

L’ultimo incontro della sessione serale ha invece visto di fronte le protagoniste del quarto di finale “baby” del Claro Colsanitas Open: la diciassettenne americana Amanda Anisimova (n.76 WTA) ha sconfitto in tre set pieni di alti e bassi la wild card locale Maria Camila Osorio Serrano (n.438), sua coetanea e sua avversaria in tre precedenti incontri ai tempi delle competizioni junior. È stata quasi sempre Anisimova a fare e disfare la partita, soprattutto nel secondo set quando ha perso completamente la misura del diritto, spesso e volentieri sparacchiato fuori di parecchi metri, ed ha lasciato via libera alla beniamina del pubblico di Bogotà, allenata dall’ex giocatore ATP Alejandro Falla. Visibilmente infastidita dal colorito tifo dei colombiani, Anisimova ha comunque fatto valere il suo maggiore tasso tecnico ed il suo maggiore peso di palla costringendo l’avversaria a difendersi per gran parte del match, arrivando poi a prendere le misure nel terzo set e chiudendo senza patemi. La teenager statunitense affronterà in semifinale la brasiliana Beatriz Haddad Maia (n.165 WTA), vincitrice nel suo quarto della spagnola Sara Sorribes Tormo (n.79).

Risultati:

[6] A. Anisimova b. [WC] M.C. Osorio Serrano 6-2 1-6 6-3
[Q] B. Haddad Maia b. [7] S. Sorribes Tormo 6-7(6) 6-2 6-3
[11] L. Arruabarrena b. [5] T. Zidansek 6-4 6-2
A. Sharma b. [LL] S. Errani 6-1 7-5

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