Toronto, Tsitsipas si fa grande contro Djokovic: “La mia miglior vittoria”

TORONTO - Ottima prestazione del giovane greco che elimina il campione di Wimbledon. Stefanos è quasi intoccabile al servizio. Terza vittoria dell'anno contro un Top 10, nei quarti trova Zverev

Toronto, Tsitsipas si fa grande contro Djokovic: “La mia miglior vittoria”

dal nostro inviato, Luca Baldissera

 

TSITSI SENZA TIMORI – Un primo set praticamente perfetto da parte di Stefanos, e dall’altra parte un Nole stranamente contratto, soprattutto dal lato del rovescio, che dovrebbe essere il suo colpo migliore. Le gambe del serbo spesso sembrano meno reattive del solito, e viene tenuto a galla in diverse occasioni dal servizio. Tstitsipas alla battuta va come un treno anche lui, però (zero palle break concesse nel parziale), mentre Djokovic è sul cornicione quasi a ogni turno di battuta. Tre palle break salvate nel secondo game, servizio ceduto nel sesto, e il 6-3 è servito. Bravissimo Stefanos, in tutte le zone del campo, gran dritti e rovesci con angoli stretti e belle aperture lungolinea, Nole si trova costantemente in fase difensiva, senza riuscire a ribaltare la situazione negli scambi, che è sempre stata una delle sue migliori qualità. Solo a rete il greco a volte non appare impeccabile, ma già il fatto che ci vada quando deve è un segnale positivo.

NOLE LA ALLUNGA IN EXTREMIS – Il secondo set va via senza problemi per chi serve, c’è equilibrio, certo il livello di Djokovic sembra non ottimale, da fondocampo fa troppa fatica, e la sua palla non riesce a far male a Tsitsipas come dovrebbe. Sul 4-4, enorme occasione per Stefanos, grazie a 3 gratuiti di Nole, ci sono due palle break consecutive, una salvata dalla battuta, l’altra sprecata dal greco con una steccata di dritto. L’impressione è che il serbo avrebbe bisogno di mattere una marcia in più, ma il motore è come imballato. Il pubblico del centrale lo sostiene, in tribuna stampa c’è chi si chiede come mai abbia tante difficoltà. Dall’altra parte, l’ottimo Tsitsipas non lo aiuta, la casella delle palle break in favore di Djokovic è ancora a zero quando si arriva al 6-6. Nel tie-break, il serbo parte solido, sfrutta un paio di errori di Stefanos, sale 4-1, e chiude 7-5. Che sofferenza, però.

NIENTE DA FARE, STEFANOS NON SI BREKKA – Nel terzo set, Tsitsipas va subito avanti 2-0, bravo a non disunirsi dopo le occasioni sprecate nel secondo. Strepitoso un suo rovescio vincente lungolinea. C’è un gesto di stizza del serbo, e lo possiamo capire, ma nulla di grave. Finalmente, arrivano due palle break per Nole, ma due errori le fanno sfumare, che giornataccia in risposta per lui. Stefanos è comunque bravissimo a stare lì di testa e di tennis, al netto della prestazione non brillante di Djokovic.
Mi sono allenato spesso con Novak, abbiamo giocato set, e la cosa mi è servita molto, sapevo dove avrei potuto incidere per sfruttare i suoi punti deboli“, conferma Stefanos.
Con due turni di battuta autoritari il greco sale 5-2, e poi si presenta al servizio per il match sul 5-3. La bruttissima risposta larga di dritto di Nole, su una seconda, sul 15-15, è la fotografia della sua giornata no. Ma quando poco dopo Stefanos la chiude con un bel vincente in cross, l’abbraccio al giovane rivale è sincero e si vede, così come il sorriso che rivolge al pubblico. Rimane il dubbio che magari, dopo Wimbledon, Djokovic abbia fatto un richiamo atletico in vista della fine della stagione, e che quindi sia ancora un po’ imballato con i muscoli, ma non vanno assolutamente tolti tutti i meriti del caso a Tsitsipas, che cresce di mese in mese. Siamo alla seconda vittoria consecutiva contro un top-10 (Thiem e ora Djokovic). Lo aspetta Sascha Zverev, un precedente in favore del tedesco pochi giorni fa a Washington.
Perdere con Alex la scorsa settimana è stata un’esperienza importante, mi sono fatto furbo, ho imparato a stare calmo. A giocare solido e profondo, come all’inizio del terzo set. Sicuramente questa è la vittoria più importante della mia vita“, conclude Stefanos, raggiante in conferenza post-match.

Djokovic si è presentato sorridente in sala stampa dopo aver vinto in doppio, e ha confermato che “oggi Stefanos ha semplicemente servito alla grande, non riuscivo a leggere le traiettorie, trovava tutti gli angoli. Sto rientrando in forma dopo Wimbledon, ma ci vuole tempo, le condizioni qui sono diverse, la palla vola molto. In allenamento mi sembra di giocare sempre meglio, sto trovando il ritmo, ma ovviamente in partita è tutta un’altra cosa. Almeno ho concluso la giornata con una vittoria! (sorridendo). Mi secca molto aver perso, gli Slam rimangono l’obiettivo principale, ma ci tengo a fare bene in questi tornei. Ora punto a Cincinnati, che è l’unico masters 1000 che non ho vinto, e poi chiaramente c’è lo US Open, che è l’appuntamento più importante“.

GRISHA SUL FILO – Il percorso in Canada del giovane statunitense Frances Tiafoe si interrompe contro Grigor Dimitrov. Il numero 41 del mondo dopo aver battuto l’idolo di casa Raonic non riesce a ripetersi contro il bulgaro il quale, nonostante qualche distrazione di troppo, gioca con grande efficacia nei momenti chiave e vince una di quelle partite che troppe volte in carriera si era ritrovato a perdere; i due set vinti al tie-break vengono inframezzati da un lungo passaggio a vuoto che per poco non gli causava la sconfitta. Tiafoe, con i suoi colpi poco aggraziati ma sempre angolati e profondi, si era portato avanti di un break nel set decisivo ma ben presto ha finito per poter fare affidamento solo sul suo servizio e ciò non gli è bastato. Dimitrov vincendo l’incontro con grande carattere e qualche sprazzo del suo talento ha raggiunto i quarti dove trova Kevin Anderson.

SASCHA TRANQUILLO – Il confronto tra Alexander Zverev e Daniil Medvedev dura in effetti fino alla metà del primo set. Come sempre avviene quando si affrontano due giocatori simili negli schemi, ma con uno nettamente più forte dell’altro, è difficile che si verifichino sorprese. Sascha e Daniil hanno nel rovescio il colpo migliore, lo tirano sia in cross che lungolinea con talento e bel timing, e la sfida sulla diagonale sinistra è molto bella da vedere. Il problema per il russo è che oltre al rovescio, Zverev ha un gran bel dritto, e con il servizio è decisamente più incisivo, mentre Medvedev dal lato destro, se aggredito con palle pesanti, va facilmente in difficoltà. Dopo la battaglia di ieri notte contro Auger-Aliassime, può essere che Daniil abbia anche risentito della fatica. Break Sascha all’ottavo game del primo set, e 6-3, altri due break nel secondo parziale, ed è 6-2. Poco da commentare, partita finita in 52 minuti, bella prova di solidità e concretezza del numero 3 ATP e campione in carica della Rogers Cup. Nessuna palla break concessa, praticamente un allenamento agonistico. Si preannuncia una sfida “next gen” assai interessante ai quarti contro Stefanos Tsitsipas, che è in forma, ma l’unico precedente è di una settimana fa a Washington, un 6-2 6-4 perentorio per Zverev. La marcia verso la finale del tedesco prosegue spedita.

ANDERSON SOLIDO – Lotta solo nel primo set anche per il finalista di Wimbledon Kevin Anderson contro il bravo qualificato bielorusso Ilya Ivashka, che non è attrezzato per reggere l’urto delle bordate del sudafricano. Break e controbreak nel nono e nel decimo game, poi Kevin piazza la zampata, e chiude 7-5. Fino a quel momento, Ilya si era ben difeso. Anche nel secondo set, break chirurgico di Anderson, e chiusura per 6-3 senza affanni. Per lui ai quarti Grigor Dimitrov, con il bulgaro avanti 6-1 nei precedenti, ma non si affrontano da due anni, e Kevin è cresciuto moltissimo nel frattempo.

Ha collaborato Paolo Di Lorito

Risultati (parte bassa)

[5] G. Dimitrov b. F. Tiafoe 7-6(1) 3-6 7-6(4)
[4] K. Anderson b. [Q] I. Ivashka 7-5 6-3
S. Tsitsipas b. [9] N. Djokovic 6-3 6-7(5) 6-3
[2] A. Zverev b. [Q] D. Medvedev 6-3 6-2

Il tabellone completo

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