Montreal: Stephens e Barty in semi, Halep: "La WTA ce l'ha con me"

WTA

Montreal: Stephens e Barty in semi, Halep: “La WTA ce l’ha con me”

MONTREAL – Primi due quarti di finale lampo alla Rogers Cup. Barty strapazza Bertens in meno di un’ora. Stephens regola Sevastova in 67 minuti. In serata Halep piega Garcia e si lamenta del programma. In chiusura Svitolina rimonta Mertens

Pubblicato

il

dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini

BARTY AL TOP – Bastano 55 minuti ad Ashleigh Barty per conquistare la sua prima semifinale in carriera alla Rogers Cup, sbarazzandosi dell’olandese Kiki Bertens perdendo appena quattro game. Dopo un inizio quasi “maschile” alla partita (niente break e niente palle break), Barty mette a segno una sequenza di cinque giochi consecutivi che scava un solco incolmabile nel match.Ho chiamato il coach sul 4-3 ed ho fatto subito il break: ho un coach con i controfiocchi non credete? – ha scherzato Ashleigh dopo la sua vittoria in singolo e doppio – “A parte gli scherzi, volevo solo essere rassicurata, parlare con lui di come stesse andando la partita”. L’australiana è bravissima ad ipnotizzare Bertens con il suo rovescio tagliato per manovrare il punto e trovare le giuste aperture. L’olandese prima tenta di far saltare il rovescio dell’avversaria, ma quando vede che non è giornata prova a mettere gli scambi sul piano dell’uno-due, tuttavia i suoi colpi da fondo fanno cilecca più spesso di quanto dovrebbero. La prima palla break è quella buona per Barty che allunga sul 5-3; la seconda è quella per il 2-0 nel secondo, la ragazza australiana sembra non sbagliare un colpo, mentre Bertens diventa sempre più nervosa e strappa i colpi da fondocampo sempre più insistentemente.
Arriva quindi la quarta semifinale dell’anno per Barty, la prima in un torneo Premier 5, e un risultato che consolida la sua posizione in classifica al suo best ranking di n.16 che le garantisce una testa di serie importante ai prossimi US Open.

 

SLOANE PERCORSO NETTO – Non è stata una sessione fortunata quella diurna di venerdì per gli spettatori accorsi all’IGA Stadium in uno splendido venerdì estivo. Dopo i 55 minuti del primo quarto di finale ne sono bastati appena 69 per concludere il secondo con una vittoria della testa di serie n.3 Sloane Stephens con un periodico 6-2. Un impegno davvero agevole per la campionessa uscente degli US Open che raggiunge quindi la semifinale cedendo solamente 13 games in tre incontri, ed avrebbero potuto essere parecchi di meno se non si fosse fatta rimontare dall1-5 nel secondo set durante l’ottavo di finale contro Carla Suarez Navarro.
Resasi conto che nei palleggi ripetuti sulla diagonale rovescia Stephens era decisamente più forte, alla fine del primo set Sevastova ha provato a cambiare tema tattico agli scambi, senza però cavarne fuori un ragno dal buco. Prima ha provato ad insistere con palle corte di rovescio, alcune delle quali non sono nemmeno arrivate alla rete, poi ha avuto qualche successo in più nel tentare di addormentare lo scambio ed aprire il campo con palle incrociate corte, con le quali ha causato qualche grattacapo in più ad una Stephens che sembrava in pilota automatico. Alla fine però si trattava di una strategia con schemi troppo complicati per essere messa in atto con la costanza necessaria, e il secondo set ha finito per subire la stessa sorte (e lo stesso punteggio) del primo.

SIMONA FURIOSA E IN SEMIFINALE – La storia d’amore tra Simona Halep e Montreal non sembra voler terminare. Dopo l’affermazione del 2016 e lo spavento di giovedì pomeriggio contro Pavlyuchenkova, la n.1 del mondo mostrato ancora una volta una forza mentale da prima della classe vincendo il braccio di ferro con Caroline Garcia nella volata finale del primo set, per poi allungare comodamente nel secondo. Anche in un venerdì sera l’inizio della sessione serale alle 18.30 non aiuta l’afflusso del pubblico, che all’inizio del match lascia una buona metà di posti liberi nell’IGA Stadium. Dopo una partenza molto cauta da parte di tutte e due e due break iniziali, la prima parte del match è a favore di Caroline Garcia, che spinge molto bene con i suoi colpi potenti da fondocampo e cerca di spingere Simona Halep molto dietro la linea di fondo. La francese tiene un game di servizio complicato sull’1-1, annullando quattro palle break, ma poi sembra sempre lei ad avere in mano il pallino del gioco. Sulla seconda di servizio di Halep è costantemente mezzo metro dentro il campo, ma non sempre converte questa sua aggressività in punti. Il match è di gran lunga il migliore della giornata (e probabilmente del torneo) finora, e le due protagoniste si aiutano l’un l’altra a salire di livello. Ma il forcing costante di Garcia fa uscire le grandi doti di contrattaccante di Halep, che si esalta con un paio di rincorse “delle sue” e inizia a spostare, lentamente ma inesorabilmente, l’ago della partita dalla sua parte. Dal 5-4 Garcia c’è un parziale di 12 punti a 2 per Halep che chiude il primo set: la transalpina sembra dover fare miracoli per portare a casa un “quindici” mentre la rumena appare solida come una roccia e macina il suo consueto ritmo da fondocampo. Garcia tiene la battuta in apertura di secondo set ed impegna duramente Halep nel game successivo, ma si tratta solamente del canto del cigno, perché da quel momento il traffico è a senso unico per Simona che chiude in 1 ora e 32 minuti raggiungendo la sesta semifinale dell’anno e, soprattutto, rafforzando la sua posizione in testa alla classifica mondiale.
E tutta la grinta mostrata in campo per vincere la partita la rumena l’ha replicata anche pochi minuti dopo in conferenza stampa quando si è scagliata con grande forza contro la WTA, rea a suo parere di riservarle “il peggior programma di gioco in quasi tutti i tornei”. “Immagino che la WTA sia arrabbiata con me perché cercano sempre di mettermi i bastoni tra le ruote – ha detto Halep davanti ai microfoni – sono molto seccata, domani gioco alle 13 e la mia avversaria è già in albergo da sei ore a riposarsi mentre io sono ancora qui a parlare con voi. Ieri ho giocato due partite. Oggi avrei dovuto giocare il secondo match della sessione serale e non il primo, mentre domani avrei dovuto giocare alle 18 e non alle 13”.
Parole piuttosto dure, quelle della n.1 del mondo, che però non tengono conto di alcune altre situazioni contingenti difficilmente prevedibili e non gestibili in altra maniera. Il fatto che lei abbia giocato due partite in un giorno è stato causato dalla pioggia di mercoledì sera, e questo non è un fatto imputabile a nessuno. Inoltre, il programma di venerdì è stato largamente condizionato dal fatto di avere tre giocatrici impegnate nei quarti di finale sia in singolare sia in doppio (Barty, Bertens e Stephens), le quali avrebbero dovuto necessariamente occupare gli “slot” diurni del programma, lasciando le altre giocatrici a spartirsi la sessione serale. “Il programma viene deciso dalla WTA, sono loro ad avere l’ultima parola a riguardo – ha commentato la portavoce dell’organizzatore Tennis Canada Valerie Tetreault – credo che Simona si sia concentrata principalmente sulla sua situazione personale senza considerare gli altri elementi, e dopo tutto è comprensibile che possa sfogare tutto lo stress accumulato in questo modo”.

SVITOLINA IN RIMONTA – Ci ha provato con tutte le forze, Elise Mertens, a raggiungere le semifinali della Rogers Cup, ma la maggiore capacità “geometrica” e di spinta di Svitolina oltre ad una superiore fiducia nei propri mezzi da parte dell’ucraina hanno promosso al weekend conclusivo la campionessa in carica della Rogers Cup. Dopo una partenza pessima che l’ha vista andare sotto 0-4 in pochi minuti, Svitolina ha iniziato a mettere in pratica i suggerimenti del suo allenatore (“Stai più vicina al campo e sii tu a cambiare per prima sul lungolinea”) ed ha rimontato fino al 4-4, proseguendo poi con il vincere il set per 7-5 dopo che la sua avversaria aveva servito inutilmente per il set sul 5-4 finendo però per cedere gli ultimi quattro turni di battuta consecutivi del set. Molto più “tradizionale” il secondo set, nel quale Svitolina ha mantenuto il comando degli scambi fin dal primo game e che è stato deciso da un solo break sul 5-3 ottenuto dall’ucraina.
Per continuare la sua difesa del titolo Elina affronterà Sloane Stephens, contro cui ha giocato due volte in passato (1-1 i precedenti) ma l’ultima volta più di quattro anni fa, quando nessuna delle due era ancora arrivata al livello attuale.
Risultati:

[1] 1 S. Halep b. [6] C. Garcia 7-5 6-1
[15] A. Barty b. K. Bertens 6-3 6-1
[3] S. Stephens b. A. Sevastova 6-2 6-2
[5] E. Svitolina b. [14] E. Mertens 7-5 6-3

Il tabellone completo

Continua a leggere
Commenti

WTA

WTA Bogotà: Anisimova più forte di Sharma, per lei è il primo titolo

Pubblicato

il

Amanda Anisimova - Claro Colsanitas Open Bogotà (foto Twitter @CopaWTABogota)

[6]A. Anisimova b. A. Sharma 4-6 6-4 6-1

Ci ha pensato Amanda Anisimova a tenere alto l’onore delle teenagers in questo fine settimana. Dopo la sconfitta di Iga Swiatek nella finale di Lugano, la diciassettenne americana di origini russe ha conquistato il suo primo titolo WTA in carriera sconfiggendo in tre set la rivelazione australiana Astra Sharma.

 

In un match certamente non bello e quantomai altalenante, è riuscita a recuperare uno svantaggio di un set e un break contro un’avversaria sicuramente potente e di ottime prospettive, ma che nell’occasione si è dimostrata ancora troppo acerba contro un’Anisimova che, a dispetto dei suoi 17 anni, è riuscita a tenere duro nei momenti più difficili ed ha rovesciato l’esito di un match che sembrava aver preso una brutta piega.

Ci sono stati molti più errori gratuiti che errori vincenti, e 13 break su 27 game totali. La prima parte del match è stata tutta in favore della 23enne australiana proveniente dalla Vanderbilt University, che tra un break e l’altro si è comunque sempre mantenuta in vantaggio con il punteggio: dal 2-2 ci sono state cinque serie di due giochi a testa, due per Anisimova e tre per Sharma, per arrivare al 6-4, 2-2. Un game combattutissimo di 14 punti ha dato nuovamente il vantaggio e il break all’australiana, che però non è riuscita a trovare l’ultimo guizzo e da quel momento è andata progressivamente spegnendosi, vincendo solamente due dei successivi dodici giochi.

Amanda Anisimova entra dunque nella lista delle vincitrici di almeno un torneo WTA e diventa la diciottesima giocatrice diversa ad aggiudicarsi un titolo WTA in questa stagione su 18 tornei giocati. Con questa vittoria la teenager sale al n.54 della classifica mondiale, sua migliore posizione in carriera, che con ogni probabilità migliorerà nel prossimo futuro. Settimana più che positiva anche per Astra Sharma, che prima di questo Claro Colsanitas Open di Bogotà aveva vinto un solo incontro in un tabellone principale a livello WTA (al primo turno dell’Australian Open 2019), e che ora vede il suo ranking salire fino al n.101, a solo un passo dal grande traguardo della Top 100.

Continua a leggere

WTA

Swiatek si scioglie sul più bello, a Lugano trionfa Hercog

La polacca inizia male, recupera, ma poi scompare nel terzo set, nonostante un break di vantaggio. Terzo titolo in carriera per la slovena

Pubblicato

il

Polona Hercog - Lugano 2019

Una finale dedalica e dai molti volti ha incoronato Polona Hercog campionessa del Samsung Open di Lugano. La giocatrice slovena ha giocato una buona partita dall’inizio alla fine, senza scomporsi troppo quando Iga Swiatek è salita di rendimento nel secondo set e restando calma anche sotto di un break nel parziale decisivo. Da parte sua la polacca, classe 2001, ha mostrato sia nel primo set che, soprattutto, nel terzo di soffrire molto la pressione in questa prima finale della sua carriera.

L’inizio del match è rimandato di oltre un’ora a causa della pioggia insistente. Quando finalmente si può giocare, entrambe le tenniste si presentano in campo ben coperte da maniche lunghe e pantaloni di tuta per far fronte al freddo clima svizzero di questa domenica. Swiatek si dimostra fin da subito piuttosto tesa e fallosa. Dopo l’1-1 iniziale, tre break consecutivi fissano il punteggio sul 3-2 per Hercog, che addirittura allunga sul 5-2. La slovena sciupa tre set point, si fa strappare il servizio, ma rimedia nel gioco successivo, chiudendo il set per 6-3.

 

In palese stato confusionale, Swiatek chiama il proprio coach per tentare di schiarirsi le idee. L’effetto balsamico della chiacchierata si vede fin da subito. La giovanissima polacca inizia infatti a disegnare il campo secondo i suoi ritmi, spostando Hercog a piacimento sia col dritto che col rovescio. Dal 3-2 in favore della slovena, Iga vince quattro giochi consecutivi e rimanda tutto al set decisivo.

L’inerzia sembrerebbe decisamente a favore della giocatrice polacca. Hercog chiede l’intervento della fisioterapista per farsi trattare la gamba destra e, una volta rientrata in campo, viene sballottata da una parte all’altra dalle accelerazioni di Swiatek, che trova un immediato break. Hercog però non demorde e piazza due vincenti in risposta che mettono la polacca sotto pressione. Il braccio di Iga diventa improvvisamente di marmo e iniziano a fioccare gli errori, soprattutto dalla parte del dritto. Hercog capisce il momento e spinge il palleggio, pur senza strafare, in attesa dei regali dell’avversaria. Swiatek è sempre più nervosa e non mette più un dritto in campo. Ne viene fuori un parziale di sei giochi a uno che valgono a Hercog il match e il terzo titolo in carriera.

Continua a leggere

Italiani

Sara Errani si ferma ai quarti a Bogotà

Ancora penalizzata dal servizio, Errani sconfitta da Astra Sharma. Anisimova supera la wild-card colombiana Osorio Serrano

Pubblicato

il

Sara Errani - Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)

Sembrava che il Claro Colsanitas Open di Bogotà potesse essere per Sara Errani se non proprio il torneo della rivalsa, quantomeno un punto di partenza per una difficile risalita, invece il percorso della romagnola si è fermato ai quarti di finale davanti alla giovane australiana Astra Sharma (n.138 WTA) e davanti alle sue enormi difficoltà al servizio.

Come già capitato nei turni precedenti, Sara si è più volte affidata al servizio dal basso, totalmente incapace di trovare un minimo di affidabilità sulla seconda di servizio e molto traballante anche sulla prima. Il primo set è stato da dimenticare: 6-1 subito in 28 minuti, con 5 doppi falli, il 20% di punti vinti sulla seconda, zero vincenti e 7 errori non forzati. Sharma non ha dovuto fare moltissimo, se non sfruttare la pochezza della seconda palla avversaria e menare le danze con battuta e diritto. Aiutata anche dall’altura (Bogotà è situata a 2600 metri sul livello del mare) l’australiana ha superato spesso e volentieri i 180 chilometri orari con la prima di servizio, mentre all’inizio del secondo parziale Errani ha iniziato a battere anche qualche prima palla “da sotto”, a testimonianza della sua totale mancanza di fiducia in questo colpo.

 

Devi diventare come un muro” ha detto Pablo Lozano a Errani durante un cambio di campo, invitandola a rimandare quante più palle possibile per provocare l’errore di Sharma, certamente in possesso di un gioco brillante ma non altrettanto regolare, soprattutto nei palleggi sulla diagonale rovescia. Nel secondo set Errani è riuscita ad evitare la mattanza sul suo servizio trovando il modo di entrare negli scambi dove il match era certamente più equilibrato. Il servizio ceduto sul 4-4 (dopo aver condotto per 40-15) grazie a due “parate” a rete dell’australiana sembrava potesse essere quello decisivo, ma una Sara mai doma riusciva a restituire il break per il 5-5 pari con un paio di coraggiose discese a rete. Era solo un fuoco di paglia però, perché cinque minuti dopo il set e l’incontro arrivavano alla fine con Astra Sharma a celebrare la sua prima semifinale in un torneo WTA e il suo miglior ranking lunedì prossimo, che in caso di vittoria in semifinale contro Laura Arruabarrena sarà all’interno delle Top 100.

Per quanto riguarda Sara Errani, invece, il quarto di finale conquistato sulla terra sudamericana le consente di risalire dal n.243 al n.207 della classifica WTA: nelle prossime settimane ci sono 90 punti in scadenza, e l’obiettivo è quello di mantenere una posizione tale da ottenere l’ingresso nelle qualificazioni del Roland Garros.

L’ultimo incontro della sessione serale ha invece visto di fronte le protagoniste del quarto di finale “baby” del Claro Colsanitas Open: la diciassettenne americana Amanda Anisimova (n.76 WTA) ha sconfitto in tre set pieni di alti e bassi la wild card locale Maria Camila Osorio Serrano (n.438), sua coetanea e sua avversaria in tre precedenti incontri ai tempi delle competizioni junior. È stata quasi sempre Anisimova a fare e disfare la partita, soprattutto nel secondo set quando ha perso completamente la misura del diritto, spesso e volentieri sparacchiato fuori di parecchi metri, ed ha lasciato via libera alla beniamina del pubblico di Bogotà, allenata dall’ex giocatore ATP Alejandro Falla. Visibilmente infastidita dal colorito tifo dei colombiani, Anisimova ha comunque fatto valere il suo maggiore tasso tecnico ed il suo maggiore peso di palla costringendo l’avversaria a difendersi per gran parte del match, arrivando poi a prendere le misure nel terzo set e chiudendo senza patemi. La teenager statunitense affronterà in semifinale la brasiliana Beatriz Haddad Maia (n.165 WTA), vincitrice nel suo quarto della spagnola Sara Sorribes Tormo (n.79).

Risultati:

[6] A. Anisimova b. [WC] M.C. Osorio Serrano 6-2 1-6 6-3
[Q] B. Haddad Maia b. [7] S. Sorribes Tormo 6-7(6) 6-2 6-3
[11] L. Arruabarrena b. [5] T. Zidansek 6-4 6-2
A. Sharma b. [LL] S. Errani 6-1 7-5

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement