Del Potro è un martello: rimontato Isner, è in semi allo US Open

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Del Potro è un martello: rimontato Isner, è in semi allo US Open

NEW YORK – L’argentino spegne Long John e torna in semifinale. Lanciata la sfida a Nadal

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dalla nostro inviata a New York

[3] J.M. del Potro b. [11] J. Isner 6-7(5) 6-3 7-6(4) 6-2

Nel primo pomeriggio di New York, su un Arthur Ashe bollente, seppur l’aria sia più respirabile rispetto alla serata di ieri, va in scena il capitolo numero 12 della sfida tra Juan Martin Del Potro, testa di serie numero 3 del torneo, e John Isner, numero 11. Per ben 7 volte è stato Del Potro ad avere la meglio su John, incluso l’ultimo match di ottavi di finale disputato quest’anno sulla terra rossa del Roland Garros. A Parigi Juan Martin ha conquistato nettamente la vittoria per tre set a zero, con un periodico 6-4. Anche a Flushing Meadows è DelPo ad avere la meglio, in una partita sicuramente più combattuta di quella giocata su suolo francese.

 

Juan Martin del Potro e John Isner – US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

DelPo fino a oggi non aveva ancora smarrito un set, ma ci pensa Isner già nel primo parziale a spezzare il trend positivo dell’avversario. Nel corso del set, in realtà è Juan Martin ad avere due occasioni per ottenere un break, ma Isner si aggrappa al proprio incredibile servizio e si salva. John, dal canto suo, non riesce mai a infastidire realmente Del Potro nei turni in battuta, ma riesce a trascinare l’argentino al tie-break. John vola subito a condurre 6 punti a 3, ma Juan Martin, al servizio, annulla le prime due palle del set. Quando tocca a Isner servire, però, DelPo non può nulla e cede il parziale al giocatore di casa.

Del Potro inizia il secondo set concentrato e determinato. Isner nel quarto game si trova sotto 0 – 40, prova a lottare, ma Juan Martin, al secondo tentativo, conquista il primo break dell’incontro. Sugli spalti dall’angolo di tifosi argentini si alza l’ormai famoso grido “DelPo, DelPo”. Juan Martin non ha problemi nel tenere i propri game al servizio e a chiudere 6 giochi a 3. Del Potro infatti ha alzato il livello anche in battuta: seppur il conto degli ace sia in favore di Isner (15 a 9 nei primi due set), la percentuale di punti conquistati sulla prima di servizio arride all’argentino (89% contro 76% nei due parziali). Fino a qui John ha regalato al numeroso pubblico molti più vincenti, ben 36, ma anche qualche errore non forzato di troppo, 27, incluso un rovescio out con il quale cede a Juan Martin l’ultimo punto del secondo set. Del Potro, invece, è stato molto regolare limitando gli errori, solamente 5, a fronte di qualche vincente in meno, 24.

John Isner – US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Prima dell’avvio di terzo set i due giocatori escono dal campo per cambiare la maglietta e provare a respirare qualche minuto. Isner appare molto più provato dal caldo rispetto a Del Potro. John prova ad abbreviare gli scambi, cercando sempre la soluzione definitiva, esponendosi così a rischi elevati. Quando però gli scambi si allungano è Juan Martin ad avere la meglio nella maggior parte dei casi. Nel quarto gioco DelPo si distrae e John ottiene le sue prime due palle break, ma l’argentino le annulla. Tra gli incitamenti del pubblico per John e i cori da stadio riservati a Juan Martin dal nugolo dei suoi connazionali, si arriva nuovamente al tie-break. Del Potro, al contrario del primo set, gioca concentrato fin dai primi scambi e ottiene due mini-break che gli permettono di chiudere il discorso terzo set alla prima occasione utile.

Dopo i 10 minuti di pausa, introdotti per combattere l’emergenza caldo, è ancora Del Potro a imporre il proprio ritmo e a piazzare il break già nel secondo game. Isner tenta di pareggiare i conti nel quinto gioco, ma Del Potro si aggrappa al proprio servizio e si salva. Juan Martin continua ad avere una percentuale impressionante di punti conquistati in battuta sulla prima palla (a fine incontro conferma l’89 %). Al cambio campo sul punteggio di 5-2 in favore di Delpo, entra il fisioterapista a trattare i muscoli delle gambe dell’argentino. Isner, sconsolato, serve per rimanere nell’incontro e si arriva ai vantaggi. Delpo vede il traguardo e con un diritto si guadagna la prima palla della vittoria. John sbaglia la prima di servizio e affossa in rete un dritto facile. Juan Martin ringrazia e, dopo 3 ore e 31 minuti, vola in semifinale dove troverà Rafa Nadal.

Juan Martin del Potro – US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

“Ahiaiai… (sorride). Sono contento di essere in semifinale nel mio torneo preferito, sono sopravvissuto grazie al servizio in un paio di momenti chiave della partita. Lotta epica, durissima. Durante la pausa ho fatto una doccia, mi sono fasciato le caviglie, mi sono disteso sul tavolo, e poi non volevo tornare in campo! Con questo caldo è impossibile giocare a tennis, ma lo facciamo per la gente meravigliosa che c’è qui. Cercherò di stare concentrato in hotel adesso, mi piacerebbe stare con i tifosi venuti qui dall’Argentina, e bere birra con loro, ma sarebbe pericoloso per me! Ma apprezzo tanto lo sforzo che hanno fatto per venire fino a qui a sostenermi”.

Guerriero Nadal, un grandissimo Thiem non basta

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ATP

US Open, spiraglio per Djokovic? Dal Congresso degli Stati Uniti chiedono a Biden di farlo giocare

Alcuni rappresentanti del congresso degli USA hanno ufficialmente richiesto di far entrare sul suolo statunitense l’ex numero uno del mondo

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Da poche ore è arrivata la notizia ufficiale del forfait di Novak Djokovic dalla Rogers Cup, impossibilitato a partecipare al torneo di Montreal per le note restrizioni sui vaccini anti-covid. Un’altra rinuncia a causa della sua ostinazione a rifiutare l’ipotesi di vaccinarsi contro il Covid, che sta compromettendo la sua stagione. Per come stanno le cose oggi, il serbo è destinato a saltare anche il successivo ‘1000’ di Cincinnati e, soprattutto, l’ultimo slam della stagione, al quale comunque per ora è regolarmente iscritto.

Mancano poco più di tre settimane all’inizio dello US Open e per l’ex numero uno del mondo potrebbe aprirsi un piccolo spiraglio. Due rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, infatti, hanno formalmente richiesto al presidente Joe Biden che venga concesso ai tennisti stranieri non vaccinati di entrare negli USA. Si tratta di Claudia Tenney e Louie Gohmert, entrambi repubblicani, con la prima in particolare che insiste affinché “Novak Djokovic e ogni altro atleta internazionale possano disputare lo US Open”, definendo ridicola la legge attualmente in vigore. Questo perché la manifestazione è ritenuta di interesse nazionale.

Per Djokovic, dunque, le speranze di partecipazione aumentano, nel senso che c’è chi lo sta spalleggiando in via ufficiale (anche perché, a dire il vero, prima erano prossime allo zero…). Con un atto formale come l’esenzione chiesta da Tenney e Gohmert, infatti, potrebbe aprirsi un iter ufficiale per permettergli di competere.

 

È bene ricordare che lo US Open – come ogni altro torneo ATP – non impone alcun obbligo vaccinale per poter giocare. Di conseguenza, il problema del 21 volte campione Slam non è formalmente dato dal torneo, quanto piuttosto dalla (attuale) impossibilità ad entrare negli Stati Uniti. Sono infatti stati diversi i commenti di tennisti che hanno preso le parti del serbo, da Millman a Isner passando per Sandgren. Quest’ultimo non è vaccinato ma è statunitense, quindi potrà regolarmente scendere in campo per lo US Open (lui stesso definisce ridicola questa situazione).

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ATP

John Millman, il Covid negli USA e il caso Djokovic: “Non capisco perchè lui non possa giocare”

L’australiano ha poi aggiunto: “Se tutti rispettassero le regole sarei favorevole a leggi più restrittive, ma se i cittadini non vaccinati possono giocare…”

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John Millman - Eastburne 2022 (foto: profilo Instagram @johnnyhm)

Con ogni probabilità Novak Djokovic non prenderà parte ai più importanti tornei estivi, dato che questi si disputano negli Stati Uniti. Niente Open del Canada, Cincinnati e US Open dunque per l’ultimo vincitore di Wimbledon, dato che le politiche di entrata negli USA sono piuttosto severe e restrittive. Nessuno straniero, infatti, può mettere piede sul suolo statunitense se – come Djokovic – non è vaccinato.

Non è la prima volta che si vengono a creare dibattiti a tal proposito, visto che ad inizio anno è stato fatto tanto clamore mediatico per l’ingresso in Australia (e la successiva espulsione) dell’ex numero uno del mondo. A schierarsi dalla parte di Djokovic, nelle ultime ore, è stato proprio un australiano: John Millman.

L’attuale numero 76 ATP è stato costretto al ritiro dall’ATP250 di Los Cabos (qui il tabellone aggiornato) per via della sua positività al Covid-19. Il 33enne di Brisbane ha contratto il virus proprio negli Stati Uniti, dove la scorsa settimana era impegnato ad Atlanta (sconfitto 7-6 6-4 da Nakashima al secondo turno).

 

Millman ha dunque avuto il tempo necessario per farsi un’idea di quanto (poco) negli USA siano rispettate le norme anti-covid, come da lui stesso spiegato via twitter. A questo punto, l’australiano si è chiesto perché, nonostante il relativo disinteresse per il contenimento del virus, Novak Djokovic non possa giocare i tornei negli Stati Uniti. Tornei ai quali, fra l’altro, possono partecipare cittadini statunitensi non vaccinati, poichè non sono le organizzazioni degli eventi a frapporre questo tipo di restrizione.

Ho contratto il covid – spiega Millman sul suo profilo twitter ufficiale. “Ero negli USA e non mi è sembrato che qui molte persone rispettassero raccomandazioni e indicazioni. Per me non è un problema, ma a questo punto non capisco perché Novak Djokovic non possa competere.

L’australiano, per evitare fraintendimenti, ha poi proseguito e chiarito: “Voglio essere chiaro: se tutti seguissero le regole io sarei favorevole ad una politica vaccinale restrittiva in entrata. Tuttavia, per quel che ho potuto vedere, nessuno se ne curava molto. Inoltre, i tornei permettono di giocare ai cittadini non vaccinati e solo il 30% dei giocatori ha la dose booster– conclude Millman, che qualche ora dopo ha anche commentato: “Twitter è pieno di persone con opinioni diverse su questioni differenti, ma se un atleta dà un giudizio su qualcosa che esula dal suo sport gli viene ripetuto di pensare al proprio sport”.

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Flash

US Open 2022, l’entry list delle qualificazioni: una carovana azzurra a caccia di un posto in tabellone

Saranno ben 19 gli azzurri che passeranno dalle qualificazioni per un posto in tabellone principale

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Andreas Seppi ATP Dallas 2022 (Twitter - @DALOpenTennis)
Andreas Seppi ATP Dallas 2022 (Twitter - @DALOpenTennis)

È stata diramata l’entry list per le qualificazioni maschili dello US Open, l’ultimo slam dell’anno al via sul cemento americano dal 29 agosto fino all’11 settembre. Gli italiani presenti sono ben 19, e si contenderanno un posto nel tabellone principale passando dalle qualificazioni al via il 22 agosto. A guidare il plotone azzurro ci saranno Agamenone e Zeppieri reduci dalla semifinale di Umago. In ordine di ranking troviamo: Agamenone, Zeppieri, Cobolli, Cecchinato, Passaro, Magri, Nardi, Darderi, Pellegrino, Travaglia, Seppi, Arnaboldi, Bonadio, Maestrelli, Brancaccio, Vavassori, Arnaldi, Marcora e Moroni. Occhi puntati in particolare sul giovane diciottenne Nardi (n.166), sul navigato Mager (n.163) e sul sempiterno Seppi (189) che a 38 anni prova a dare un’altra zampata slam.

Tra questi la maggior parte preferisce al momento in Europa per disputare ancora qualche torneo sulla terra rossa. In tabellone principale invece figurano cinque tennisti azzurri: si tratta di Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Lorenzo Musetti. Ai nastri di partenza figura anche il nome di Novak Djokovic; il serbo, tuttavia, al momento non è ammesso ad entrare nel Paese in quanto non vaccinato. Ci sarà anche Rafael Nadal, a caccia del terzo slam stagionale, e anche tutti gli atleti russi e bielorussi esclusi a Wimbledon: Daniil Medvedev, Andrey Rublev, Karen Kachanov ed Aslan Karatsev.

 

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