US Open: Keys troppi errori, Osaka sfiderà Williams per il titolo

NEW YORK - Gran partita di Naomi, Madison fallosa. Prima giapponese in finale Slam, sarà rivincita di Miami con Serena

US Open: Keys troppi errori, Osaka sfiderà Williams per il titolo
Naomi Osaka - US Open 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da New York, il nostro inviato

[20] N. Osaka b. [14] M. Keys 6-2 6-4

 

NAOMI SU UNA NUVOLA – La favola di Naomi Osaka prosegue. Il sogno della ragazzina che aveva in camera il poster di Serena Williams e sognava di affrontare la giocatrice più forte di sempre su un grande palcoscenico, adesso, può diventare realtà. Sarà, infatti, la ventenne nata in Giappone ma cresciuta negli Stati Uniti, a sfidare Serena Williams nella sua trentunesima finale slam. Per ora, Naomi, ha già fatto la storia: è la prima giapponese di sempre a raggiungere una finale slam. “Voglio davvero giocare contro Serena, per questo ho annullato 13 palle break” ha detto alla fine del match nel corso del quale ha battuto la finalista della scorsa edizione degli Us Open Madison Keys, numero 14 del mondo. “Voglio giocare contro Serena perché – ha aggiunto – è Serena. Ho cercato solo di divertirmi e di vivere il momento”. Osaka ha raccontato come durante il match, nel corso delle quali ha annullato 13 palle break, si sia detta di “non fare doppio fallo”. Per poi mandare un messaggio speciale: “Mamma ce l’ho fatta! Ti voglio bene”. E alla domanda dell’intervistatore su che messaggio volesse mandare alla sua avversaria in finale, Naomi ha risposto: “Serena, ti voglio bene”.

Una Naomi Osaka capace di giocare a braccio sciolto e, nei momenti chiave, di alzare il livello del suo tennis e chiudere gli incontri con grande autorità e personalità. L’esito della seconda semifinale che ha chiuso il programma di giornata sull’Arthur Ashe ha visto da una parte il sorriso di Naomi Osaka e dall’altra, le lacrime il crollo di nervi e di tennis di Madison Keys, che, ancora una volta, si conferma una giocatrice dal grande talento ma che non riesce ad esprimere fino in fondo le sue potenzialità.

Proprio la Keys inizia il match al servizio cercando di trovare sin da subito il vincente e provando a dominare lo scambio. I primi game scorrono via tranquilli e si segue l’andamento del servizio. E mentre Osaka prova ad utilizzare di più gli angoli del campo è Keys, la prima, a prendersi i rischi e cercando di tirare forte al centro. Nel quarto game, le incertezze della giapponese, accompagnata da una palla sempre in spinta da parte della giapponese hanno dato a Keys le prime tre palle break dell’incontro. Keys, però, inizia ad essere molto discontinua, non sfrutta le sue occasioni e dà la possibilità ad Osaka di poter annullare le occasioni di break e portarsi a condurre nel match. Osaka conduce per 3 giochi a 2 e servizio. La statunitense non ci sta, torna a spingere e si guadagna le opportunità per riportare il set in parità. La continuità, però, non è il punto di forza della numero 14 WTA che, in questa fase del match, inizia a sbagliare tantissimo. Il dritto non è preciso, le palle escono fuori di tanto mentre Osaka è solida, trova gli angoli giusti, sposta l’avversaria e concretizzare i game trovandosi a servire per il set sul 5 a 2. Il primo set point, però, viene annullato da un rovescio affossato da Osaka ma, dopo lo scambio più lungo dell’incontro, Keys sbaglia l’ennesimo dritto (saranno 18 gratuiti in tutto il primo set) e la giapponese chiude il primo parziale per 6 giochi a 2.

Il secondo set si apre con l’ennesimo break point che viene subito sfruttato da Osaka grazie all’ennesimo errore in lunghezza di Madison. A questo punto dell’incontro, però, la statunitense prova a cambiare marcia. Cerca di controllare di più la potenza dei suoi colpi e, ancora una volta, dopo un game bellissimo e lottato andato oltre i dodici minuti di gioca non sfrutta sei palle break, Osaka, invece, con grande maturità esce fuori da un game difficile. Gli errori di Madison si riducono, cresce il numero dei vincenti ma il problema resta sempre quello di trovare la chiave per strappare il break (a fine match su 13 palle break non sfrutterà nemmeno una. “Ogni volta che ho avuto un break point, lei ha risposto con un ace o un vincente” ha confermato Madison Keys a fine match). Sul 5 a 3, Keys, tiene la battuta a 15 e prova a giocarsi il tutto per tutto in risposta ma, nei momenti decisivi, sbaglia in lunghezza mentre Osaka riesce sempre a trovare il colpo per uscire fuori dai momenti di difficoltà. E quando Naomi si trova a servire per l’incontro non trema: trova l’accelerazione giusta e chiude al primo dei due match point utili grazie ad una risposta sbaglia di rovescio.

Per la nipponica, adesso, la sfida con il mito di sempre, quella Serena Williams che, a marzo scorso, ha battuto al primo turno di Miami dopo la vittoria di Indian Wells, in California. In quel confronto Osaka vinse con facilità per 6-3 6-2 ma, quella, era una Serena Williams che rientrava da poco dalla maternità. Sabato sarà un’altra storia. Per ora Osaka scrive una pagina importante per il suo paese: è la prima giapponese in una finale Slam.

Serena ingiocabile, trentunesima finale

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