Naomi Osaka, tra sogno e realtà (virtuale)

Interviste

Naomi Osaka, tra sogno e realtà (virtuale)

Lo shock della vittoria: “Non mi sono resa ancora conto di quello che ho fatto”. E su Serena: “Per me rimarrà un idolo”

Pubblicato

il

 
 

Che Naomi Osaka potesse presto vincere un torneo dello Slam lo pensavano in tanti. Che potesse riuscirci già in questo 2018 molti meno. Eppure a soli 20 anni, questa ragazza mezza haitiana e mezza giapponese, cresciuta negli Stati Uniti, con quell’aria buffa e stralunata che sembra uscita da uno dei videogame di cui tanto è appassionata, è riuscita a conquistare a New York il suo primo Major. E proprio come potrebbe andare in Super Mario, lo ha fatto battendo in finale la tennista più forte di questi anni e forse di sempre, ovvero Serena Williams, che era anche il suo idolo da piccolina. Insomma, Osaka ha completato questo videogioco chiamato “US Open” come meglio non poteva.

Dopo un tale successo, sarebbe stato lecito aspettarsi una gioia incontenibile. E invece no. Già al termine dell’incontro la reazione era stata estremamente contenuta. “Avere una reazione esagerata non è nelle mie corde”, ha spiegato la nipponica in conferenza stampa. “La realtà è che non mi sembrava vero. Quindi mi sono sentita come se fosse un match normale e mi sono avvicinata a rete. C’era Serena dall’altra parte che mi ha abbracciato. È stato stupendo”. Anche quando si è trattato di descrivere le due sensazioni Osaka non si è lasciata troppo andare, come se fosse quasi distaccata, o più probabilmente semplicemente incredula di fronte alla grandezza della sua impresa. “Non mi sembra reale tutto quello che sta succedendo. Magari tra qualche giorno me ne renderò conto”, ha affermato. “Se non fosse che ci sono un sacco di giornalisti in questa stanza mi sembrerebbe di aver vinto un torneo qualunque”.

Naomi Osaka – US Open 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

La sua impresa è stata resa ancora più grande dal fatto che con una vittoria Serena avrebbe eguagliato il record di 24 Slam vinti appartenenti a Margaret Court. Il pubblico statunitense dell’Arthur Ashe Stadium avrebbe voluto probabilmente vedere un epilogo diverso. Tanto che Osaka a caldo si è sentita di scusarsi. “Lei voleva molto questo 24esimo Slam, giusto? Tutti lo sanno. Era sugli spot pubblicitari. Era scritto dappertutto”, ha sottolineato la giapponese. “Però io quando sono entrata in campo non mi sono sentita una fan di Serena. Mi sentivo come una tennista che deve affrontare un’altra tennista”. Ma insieme alla professionalità c’è anche spazio per un’ammissione che tradisce tenerezza: “Quando mi ha abbracciato sono tornata un po’ bambina”.

 

In questa finale Serena tuttavia non si è esattamente comportata in maniera ineccepibile, apostrofando il giudice di sedia come un “ladro”, il quale applicando il regolamento le ha tolto un game. A quel punto la fuoriclasse statunitense ha dato completamente in escandescenza. Osaka inizialmente non si era accorta del “game penalty”. “Non ho sentito nulla. Avevo le spalle girate. Quindi non ho capito quello che era successo”, ha commentato. “Quando mi sono girata ero 5 a 3. Ero un po’ confusa. Ma per me l’importante era mantenere la concentrazione perché lei è una grande campionessa e poteva recuperare da un momento all’altro”. Con questo atteggiamento, Serena è riuscita comunque a rubare la scena alla sua meritevole avversaria, nonostante la sconfitta. Ma Osaka non sente nessun tipo di rancore per una giocatrice della quale aveva il poster in camera. “Mi ricorderò sempre della Serena che amo”, ha detto. “Non cambia nulla per me. Nei miei confronti si è comportata bene, sia a rete che durante la premiazione”.  

Naomi Osaka – US Open 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

In un momento così importante, Osaka non dimentica chi le sta più vicino e ha reso possibile questo successo. Come il padre che la segue in ogni torneo ma non è mai presente durante le partite per la troppa tensione. “Non sappiamo cosa faccia nel frattempo. Ho sempre pensato che dovremmo mettergli addosso una GoPro durante i miei incontri”, ha scherzato la nipponica. “Forse delle lunghe camminate per scaricare lo stress. Però mi è sempre vicino”. E poi la sorella che rivedrà presto a Tokyo: “Stare con lei sarà un regalo più grande di tutti i soldi che ho vinto qua”. Infine, sollecitata dai giornalisti, Osaka ha ringraziato anche il suo coach Sascha Bajin, ex sparring partner di star come la stessa Serena, Victoria Azarenka e Caroline Wozniacki. “È una persona davvero positiva e divertente”, ha detto di lui. “Per me è importante perché tendo a buttarmi giù facilmente. Questa è la ragione principale per cui l’ho scelto”.

E ora dopo questa vittoria, quale sarà il suo prossimo passo? “Il mio prossimo torneo è Tokyo, spero di vincere anche lì”, ha detto con tanto aplomb quanta sfrontatezza. Ma come cantava Frank Sinatra: “Se ce la fai a New York, ce la puoi fare ovunque”. In particolare, ce la può fare lei, a casa sua, nella città dei videogiochi. Perché ormai è chiaro: Osaka è già passata al livello successivo. Quello di campionessa (Slam).

Naomi Osaka – US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Continua a leggere
Commenti

evidenza

Wimbledon, Tsitsipas: “Kyrgios ha un lato malvagio che può fare del male a chi gli è vicino”

Tsitsipas definisce Kyrgios un bullo e avverte: “Noi giocatori non dobbiamo più tollerarlo”

Pubblicato

il

Stefanos Tsitsipas è stato il primo a entrare in sala conferenze dopo la sfida con Nick Kyrgios. L’australiano, imbeccato dai giornalisti, avrebbe poi avuto di replicare alla sua maniera alle accuse di bullismo rivoltegli dal greco. Dopo una piccola premessa, Stefanos parte subito all’attacco quando gli domandano un’opinione sul match.

Stefanos Tsitsipas: “Mi piace quello che il suo tennis porta al nostro sport. Lui è diverso e non è una brutta cosa. Ma non credo ci sia stato un solo incontro con lui in cui si sia comportato così. Arriva un punto in cui ti stanca davvero, diciamo così. Il continuo parlare, lamentarsi… Sto per servire e c’è un vuoto, senza tennis giocato, che è la cosa più importante. Siamo qui per giocare, non per conversazioni e dialoghi, soprattutto quando sai che l’arbitro non torneà sulla sua decisione. È stupido in un certo senso. È frustrante vedere gente farla franca in quei casi.”

D. Dopo il match, ha detto di avere rispetto per te, ma durante chiedeva la tua espulsione per la pallata tra il pubblico. Che ne pensi?

 

ST: “Devo dire che è stato brutto da parte sua. Non avevo mai tirato una palla in quel modo in passato. Mi sono scusato con quelle persone. Non ho colpito nessuno, grazie a Dio. Non lo farò più, questo è certo. Ma c’è stato anche qualcosa che ha scatenato quel comportamento che non mi appartiene.”

D. Da anni sentiamo queste lamentale anche da altri giocatori quando giocano contro Nick. Pensi che arriverà il momento in cui i giocatori prenderanno una posizione? Perché è chiaro che gli ufficiale di gara non fanno nulla.

ST: “Mi piacerebbe che fossimo tutti’ d’accordo e fissassimo una regola, non so, qualcosa sul parlare. Perché devi parlare mentre giochi? Durante ogni singolo punto oggi, sentivo che succedeva qualcosa dall’altra parte della rete. Cerco di non farmi distrarre perché potrebbe essere volontario. È il suo modo di manipolare l’avversario. Nessun altro lo fa. Dobbiamo far sì che questo comportamento non sia più tollerato.”

D. Sono curioso sul punto di penalità che hai ricevuto quando hai tirato la risposta sul muto dietro al campo. È stato volontario? Cosa pensi della decisione?

ST: “Miravo al corpo dell’avversario ma lo mancavo di molto.”

D. Diverse volte. Perché?

ST: “Perché finisse. Questo deve finire. C’è sicuramente della frustrazione dietro. Di solito non gioco così, ma non posso sedermi lì, comportarmi da robot, completamente freddo e inconsapevole. È successo tre o quattro volte. Una volta la capisco, ma poi inizia a darti sui nervi quel rumore che arriva da oltre la rete”.

D. Credi che alla fine avresti preferito non stringergli la mano? Lo hai fatto, ma forse pensavi che non lo meritasse. E quando hai fallito un rovescio ha gridato bel colpo, lo ricordi?

ST: “Sì, è bullismo costante, ecco cos’è. Lui bullizza gli avversari, probabilmente era un bullo a scuola. Non mi piaccio i bulli. Ha un lato malvagio in sé che, se viene fuori, può davvero fare del male alle persone che gli stanno attorno. Se qualcuno non mi rispetta, è normale che io faccia qualcosa. Sulla stretta di mano, bel match, sicuro, devo congratularmi con l’avversario, non è mai successo che non l’abbia fatto. Ma se ci fosse una stretta di mano per l’atteggiamento, la eviterei.”

D. Sembri un po’ raffreddato, hai fatto il test per il Covid?

ST: “Ho fatto il test, ma è solo un raffreddore. Ha iniztao dopo Maiorca ed è ancora piuttosto pesante.”

D. Togliendo tutto il circo, stasera, solo tennis, quale sarebbe stato il risultato?

ST: “Davvero non lo so. È difficile dirlo perché non ti sei visto, ma non penso che lui riesca a giocare senza quel circo. Gli piace fare le cose in quel modo e la fa sempre franca. Senza quello, sarebbe stato un match di qualità migliore anche da parte mia, credo, sempre che lui pensi di non saper giocare in modo normale.”


Continua a leggere

Flash

Wimbledon, Kyrgios: “Al posto di Tsitsipas, sarei stato espulso”

Dopo la vittoria su Tsitsipas, Nick Kyrgios non le manda a dire a Stefanos che lo ha accusato di bullismo: “Penso che lui abbia dei problemi seri”

Pubblicato

il

Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @Wimbledon)

C’è stato spazio per un po’ (e anche molto) di tutto nella sfida tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas vinta in quattro set dall’australiano. Tra violazioni del codice (entrambi), pallate tra gli spalti e all’avversario (Tsitsipas) e quello che ci ha messo del suo non solo con l’arbitro (Kyrgios), la successiva conferenza stampa di Nick non poteva non proseguire nell’adrenalinico e polemico solco tracciato dallo spettacolare confronto. Si parte subito in quarta. E, spoiler, l’immagine di copertina ha il solo scopo di presentare il prodotto.

D. Tsitsipas è appena stato qui e ha detto: è bullismo continuo, lui [Kyrgios] è stato probabilmente un bullo a scuola. Non mi piacciono i bulli, lui ha un lato malvagio in sé.

Nick Kyrgios: [risata] “Non so cosa dire. Non sono sicuro di come lo abbia bullizzato. Era lui quello che mi tirava addosso, lui quello che ha colpito uno spettatore [dalle immagini, non sembra aver colpito nessuno, ndr], quello che ha tirato una pallata fuori dallo stadio. Io non ho fatto nulla, a parte andare avanti e indietro dall’arbitro per un po’. Non sono stato irrispettoso verso Stefanos, non credo, tu che dici?”

 

D. È arrivato a dire che alcuni giocatori dovrebbero riunirsi e parlare di te o parlare con te a proposito di quello che fai in campo.

NK: “Beh, anch’io sarei agitato se avessi perso da qualcuno in due settimane di fila. Forse dovrebbe capire come battermi un paio di volte prima e poi pensare all’altra cosa.”

D. Quando ti rivolgi continuamente all’arbitro e vedi che l’avversario si innervosisce, è una questione tattica o emotiva?

NK: “Quando ho giocato con Filip Krajinovic, lui non ha tirato una palla a uno spettatore colpendolo. Non ho molto da dire, quindi, mi chiedo solo perché fosse ancora in campo. Perché so che a parti invertite sarei stato espulso, di sicuro.”

D. Di solito, I giocatori non vengono espulsi per aver tirato una palla tra il pubblico. Pensi che debba cambiare’

NK: “Quindi non pensi che colpire in testa uno spettatore con una pallata meriti l’espulsione?”

D. Non credo abbia davvero colpito qualcuno.

NK: “Ha colpito uno spettatore. Ho visto il video.”

D. Ok. Ma non riesco a ricordare qualcuno espulso per tirare una palla tra il pubblico. Djokovic aveva colpito una giudice di linea.

NK: “Stai dicendo che puoi colpire uno spettatore e non venire espulso?”

Segue un botta e risposta con il giornalista in cui i due concordano che la pallata tra il pubblico dovrebbe comportare l’espulsione.

D. Entrambi avete ricevuto delle sanzioni per violazione del codice…

NK: “Dobbiamo davvero finire di mettere sullo stesso piano i nostri comportamenti odierni.”

D. Sarebbe la domanda. Lui si è scusato profusamente.

NK. “E questo aggiusta tutto? Io che ho fatto? [abuso verbale, gli ricorda] Verrò multato per quello, vengo sempre multato perché dovrei scusarmi? Sono proprio desideroso di sapere cosa faranno a lui.”

D. Stai giocando molto bene, ma penso di poter vincere il torneo? E, se è così, credi che questo circo – la parola usata da Stefanos – possa essere stancante per te?

NK: “Mi sento alla grande, sarei pronto a giocare domani [domenica]. Turno dopo turno, se continuo a fare quello che so fare. Però, lui ha messo su il circo, oggi. Penso solo che lui abbia dei problemi sei, ma proprio seri. Nello spogliatoio ho molti amici, in realtà sono uno di quelli che piacciono di più. Lui no, mettiamola così.”

D. Eri stato caloroso con Stefanos e Petros [il fratello], ma negli ultimi 20 minuti non sembra più così. Pensi che vi scrollerete la faccenda di dosso e sarete amici fra due giorni?

NK: “Non mi importa. Se vedi i tipi contro cui gioco a basket in Australia, sono dei cagnacci. Quelli con cui gioco a Wimbledon, no. Lui è così delicato da venire fuori con la storia del bullismo. Se si è fatto influenzare da questo, oggi, penso che sia troppo tenero”.


Ora è il momento del direttore Scanagatta con cui inizia uno .scambio di battute D. Innanzitutto, congratulazioni, gran match, mi è piaciuto tantissimo. Poi, credi di non meritare tutte queste critiche? In generale, non solo oggi, pensi di avere tutti contro o sei una vittima dei media e roba del genere? Infine, quando lui ha sbagliato un colpo facile, tu hai detto ‘bel colpo’.
NK: “Vero.”

Scanagatta: Non è molto gentile, devi ammetterlo.

NK: “Non sto cercando di essere gentile.”

Scanagatta: Se qualcuno lo avesse fatto a te, non ti sarebbe piaciuto.

NK: “Molto probabilmente non sarei venuto qui a dire di essere stato bullizzato. Per rispondere all’altra domanda, non mi interessa, mi devono guardare mentre gioco gli ottavi a Wimbledon e ho già un bell’assegno. E non era un colpo facile, avevo tirato un bel servizio. L’ho visto lavorare sulla risposta di rovescio ieri e ha colpito la recinzione alle sue spalle. Ho detto, bel colpo.”


Continua a leggere

Flash

Wimbledon: Venus Williams torna in campo nel doppio misto e vince con Jamie Murray

La campionessa statunitense commenta così in conferenza stampa la sua situazione: “Sono ancora un’atleta professionista, ma ho tante cose da fare fuori dal tennis. Il futuro? Non si sa mai dove io possa saltare fuori”

Pubblicato

il

Jamie Murray e Venus Williams - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Jamie Murray e Venus Williams - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

I Championships 2022 saranno ricordati, tra le altre cose, anche per il ritorno alle competizioni di Serena Williams, che dopo un anno esatto di inattività ha giocato e perso il primo turno contro Harmony Tan promettendo che questa non è stata l’ultima partita della sua carriera. Ma a Wimbledon è tornata in campo anche Venus: pure la maggiore delle due leggendarie sorelle si è rivista sull’erba londinese. Per ora solo in doppio misto, insieme a Jamie Murray. E l’esordio dei due è andato bene: superato il duo polacco-neozelandese formato da Alicja Rosolska e Michael Venus in tre set (6-3 6-7 6-3) sul Court 1 di Wimbledon, concesso ai due per l’occasione. Il prossimo turno, gli ottavi di finale, sarà contro la coppia britannica Barnett-O’Mara. C’era da aspettarsi che il viaggio a Londra di Venus non si risolvesse solo con il tifo per la sorella Serena, ma ora c’è altrettanta curiosità di capire quali possano essere i piani della 42enne. Che si è espressa in conferenza stampa così, al fianco di Jamie.

D: Come è nata questa partnership? Chi ha preso l’iniziativa?

 

Murray: “Il coach di Venus mi ha scritto un messaggio. Me lo aveva già chiesto l’anno scorso, ma mi ero fatto male al collo. Non potevo dire di no due volte! Ci siamo divertiti, è stato bello giocare sul Court 1 davanti a tante persone. Fantastico essere in campo con una campionessa così”.

D: Venus, quando e perché il tuo coach ha scritto a Jamie?

Williams: “Da sempre cerco di giocare insieme a Jamie. Ma fa il prezioso… (ridendo). No, è stata una cosa dell’ultimo minuto. Mi sono fatta ispirare da Serena. Sono molto soddisfatta”.

D: Ma eri venuta qui con l’idea di giocare?

Williams: “No, non era nei piani. Ma ho visto l’erba e mi è venuta voglia… (sorridendo). Sono stata anche al Roland Garros, ma il cuore non mi batteva come qui. Comunque l’idea mi è venuta all’ultimo minuto, ho chiesto a Jamie sapendo che era difficile perché lui ha appena avuto un figlio. Non pensavo che ce l’avremmo fatta. Non giocavo da un anno, quindi non sai cosa puoi aspettarti, e l’allenamento è molto diverso dalla partita. E alla fine abbiamo pure vinto”.

D: Hai detto che non avevi intenzione di giocare qui. Ma pensavi di rientrare più in là?

Williams: “Non si sa mai dove io possa saltare fuori…

D: Siete qui per fare un’esperienza o per provare a vincere il torneo?

Williams: “Sei qui per scrivere un ottimo articolo o per scriverne uno mediocre?”

D: Farò quello che faccio sempre…

Williams: “E’ così anche per noi”.

D: Venus, tu hai così tanti interessi anche extra-campo. Ma in questo tempo lontano dalle competizioni, c’è qualcosa che ti è mancato particolarmente del tennis? E sul film “King Richard” cosa pensate tu e tuo padre?

Williams: “Sono stata molto impegnata. Penso che la vita sia più facile sul circuito che fuori da esso. Penso che dovrei tornare a giocare con continuità, almeno dormirei di più… Sono una professionista e lo rimango, Ma anche quando mi ritirerò starò bene. Sto bene sia quando gioco, che quando non gioco. Il film? Se ne è parlato molto, più di quanto avessimo immaginato. Cose tipo l’Oscar erano fuori dalle aspettative. In generale, ho avuto davvero molto da fare nel periodo in cui non ho giocato. E ho tanti altri progetti su cui sto lavorando”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement