Pechino azzurra: Fognini si scuote, bene "l'Italia 2"

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Pechino azzurra: Fognini si scuote, bene “l’Italia 2”

Tre vittorie su tre in Cina i tennisti nostrani, tutti proiettati verso il best ranking. Il numero uno nazionale e Cecchinato rimontano un pessimo primo set, mentre Berrettini va come un treno

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Per il gruppo degli italiani il primo turno del China Open poteva rivelarsi tanto un ostacolo quanto una rampa per (ri)lanciarsi. Seppi è andato subito a sbattere, mentre al termine del secondo giorno di gare il bilancio azzurro è di tre successi su tre. Ne aveva specialmente bisogno Fabio Fognini, ancora scottato dalla sconfitta in finale a Chengdu con tanto di quattro championship point sfumati, che probabilmente gli sono rimasti nella testa per almeno un’oretta anche sul cemento di Pechino. Sia lui che Marco Cecchinato hanno dovuto confermarsi come maestri della rimonta, rispettivamente la diciassettesima e la decima quest’anno, dopo che due inizi sconfortanti li avevano visti finire entrambi sotto per 1-6. Alla fine per fortuna i risultati hanno sventolato bandiera tricolore, permettendo loro di continuare a coltivare ambizioni di alta classifica.

Nel caso di Fognini queste ambizioni sono definite da certe parolone ricorrenti ormai da qualche mese: “best ranking” e “Tour Finals“. Per raggiungere i top 10 – e quindi la O2 Arena, anche soltanto da alternate – a Fabio servirebbe di gran lunga il miglior risultato in carriera in un torneo, cioè un titolo in un Masters 1000 o almeno in un ATP 500 come quello in cui è al momento impegnato. L’obiettivo di stabilire un nuovo record personale, ovvero la dodicesima posizione, è invece ben più abbordabile, anche se passa attraverso qualche stop della concorrenza. I giocatori prossimi a Fognini in classifica sono infatti quasi tutti in gara questa settimana: davanti c’è Kei Nishikori, che mira al terzo titolo a Tokyo, mentre lo tallonano Tsitsipas, Raonic e Dimitrov (vincente oggi senza troppi problemi, così come Del Potro e Alexander Zverev).

 

Di certo però oggi il numero uno d’Italia tornerà in albergo con pensieri più immediati, come la sfida che lo attende contro Andrey Rublev, e la sensazione di averla scampata bella. Perché una sconfitta piuttosto netta e assai brutta, contro un avversario modesto, è stata davvero vicina. C’è da dire che Albot ha giocato con grande regolarità per la prima ora, tenendo Fognini due metri dietro la riga di fondo, ma questa è solo metà della ragione per un punteggio in partenza pesantissimo: da parte sua Fabio ha lasciato il dritto nel borsone, lasciandosi presto innervosire dai propri errori al punto tale da arrivare al secondo set senza essere ancora riuscito a vincere un singolo game al servizio. Per fortuna un calo del moldavo gli ha restituito spazio, e quando quello ha provato a riprendersi cambiando tattica il maggior talento del ligure ha avuto la meglio.

Al contrario di Fognini, anche nel momento di maggiore svantaggio Cecchinato aveva poco da rimproverarsi. Deve anzi ringraziare l’improvviso passaggio a vuoto di Baghdatis, che gli ha regalato il break da 40-0 dopo quasi due set impeccabili: fin lì gli errori gratuiti del cipriota si contavano sulle dita di una mano, e il servizio gli aveva consentito di tenere a zero oltre metà dei turni di battuta. “Ceck” è stato comunque bravo a capitalizzare la prima occasione, riportando al massimo la concentrazione in un momento in cui altri si sarebbero già immaginati in doccia. La prima vittoria sul cemento all’aperto nel circuito maggiore è pienamente meritata. Ora l’obiettivo è trovare la seconda già contro Marton Fucsovics, per riavvicinare quel posto in top 20 sfuggito in maniera beffarda a fine agosto per un singolo punto.

Se i due migliori d’Italia faticano, non perde un colpo Matteo Berrettini. Contro Leonardo Mayer è arrivato il terzo sei-tre sei-due consecutivo per il romano, partito sabato dalle qualificazioni e arrivato agli ottavi di finale liquidando oggi l’argentino con due break per set e senza mai cedere il servizio. Anche lui come gli altri punta al blocco di ranking di livello superiore: per entrare tra i primi 50 sarà però necessaria almeno un’altra vittoria. La sfida contro Kyle Edmund non sarà una passeggiata, ma il tabellone avrebbe potuto essere ben meno clemente nel collocare il ventiduenne azzurro: la quinta testa di serie nelle ultime settimane inciampa spesso e il chiasso della Laver Cup, nella quale è apparso un pesce fuor d’acqua più per lo scarso entusiasmo che per il livello di gioco, potrebbe riecheggiargli ancora nelle orecchie.

Risultati:

F. Verdasco b. G. Monfils 2-6 7-6(3) 7-6(5)
[Q] M. Berrettini b. L. Mayer 6-3 6-2
F. Krajinovic b. M. Zverev 6-1 6-4
[3] G. Dimitrov b. [LL] T. Sandgren 7-5 6-3
N. Basilashvili b. [6] J. Sock 6-7(6) 7-5 6-2
[1] J.M. del Potro vs A. Ramos-Vinolas 7-5 6-2
A. Rublev b. [SE] J. Sousa 6-0 6-4
[8] M. Cecchinato b. [WC] M. Baghdatis 1-6 6-4 6-4
[4] F. Fognini b. [Q] R. Albot 1-6 6-3 6-3
[2] A. Zverev b. R. Bautista Agut 6-4 6-4

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ATP Delray Beach: Seppi è già ai quarti, battuto Thompson

Andreas supera un altro australiano in Florida ed è il primo qualificato ai quarti. Attende il vincente di Harris-Evans

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Andreas Seppi - ATP Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

Dopo quella contro Bernard Tomic, Andreas Seppi mette a segno un’altra vittoria “australiana” e, pur con un passaggio a vuoto che gli costa il secondo set, raggiunge per primo i quarti di finale nel torneo di Spiaggia del Re. L’avversario è il ventiquattrenne Jordan Thompson, già regolato in tre set al secondo turno di Melbourne un mese fa, risultato che gli ha comunque permesso di ritoccare il best ranking (n. 60). Perse 12 posizioni dopo il torneo di Rotterdam, Andreas ha la possibilità di recuperarle in fretta: lo scorso anno si è fermato per l’infiltrazione all’anca e non difende punti fino a Monte Carlo.

Il match sembra avere poco da dire ed è anche disturbato dal vento – “moderato”, secondo il lessico dei meteorologi che, evidentemente, non giocano a tennis. L’azzurro si mantiene ordinato e procede come un treno: Jordan, al contrario, è spesso scomposto come il suo dritto. Prova anche a cercare la via della rete, ma neanche in quei paraggi la fortuna arride al ragazzo di Sydney: quando non è infilato o costretto all’errore dalla palla insidiosa della Seppia nazionale, sbaglia la volée facile oppure, come in occasione del doppio break che è anche un set point, lascia il passante valutandolo erroneamente.

 

Nulla cambia nel secondo parziale finché, sul 4-1, Andreas inizia a commettere errori su errori, permettendo a Thompson di trovare fiducia in ogni zona del campo e allungare il match al terzo con cinque giochi consecutivi. Deciso a non regalare più nulla proprio alla vigilia del suo trentacinquesimo compleanno, Seppi rientra presto nei propri panni, mentre il dritto australiano torna a essere una miniera di gratuiti: break al quarto gioco e via libera per Andreas che venerdì ingaggerà una sfida inedita contro il vincente fra Lloyd Harris e Daniel Evans.

Risultati:

A. Seppi b. J. Thompson 6-3 4-6 6-1
[8] A. Mannarino b. D. Istomin 6-2 7-6(3)
[Q] D. Evans b. [WC] L. Harris 6-0 6-2
[2/WC] J. Isner b. L. Lacko 6-4 6-3

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Shapovalov subito fuori a Marsiglia, Tsitsipas senza problemi

Il canadese si arrende a Kukushkin in due set, il greco lascia sei giochi al polacco Hurkacz

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Stefanos Tsitsipas- Marsiglia 2019 (foto via Twitter, @Open13)

Primi incontri di ottavi di finale al torneo indoor di Marsiglia e arriva subito la prima grossa sorpresa con Denis Shapovalov eliminato subito dal sempre insidioso Mikhail Kukushkin che vince in appena 1h22. Il canadese, testa di serie N.4, che aveva usufruito di un bye al primo turno, ha pagato cara l’unica palla break concessa nel match che gli è costata il primo set nel settimo gioco. Non è mai riuscito a impensierire il kazako in risposta visto che Kukushkin chiude con un clamoroso 70% di conversione della seconda palla di servizio. Nel secondo set Shapovalov manca due opportunità di break in un lunghissimo quarto gioco e si arriva poi al 6 pari senza ulteriori sussulti: nel tie-break ben cinque punti vanno contro il servizio e un’insufficiente resa della seconda palla del canadese è decisiva ai fini del 7-4 finale.

L’altro match di secondo turno ha proposto una rivincita delle Next-Gen Finals di Milano tra Stefanos Tsitsipas e il polacco Hubert Hurcacz. Netto il successo del greco che ha lasciato appena 6 giochi al suo avversario chiudendo in meno di un’ora. Ai quarti sfiderà il vincente del match tra Stakhovsky e il lucky loser francese Barrere che in apertura di giornata ha superato Jiri Vesely. Vittoria in due set anche di Ugo Humbert su Ernests Gulbis in un altro match di primo turno. In chiusura di programma successo in rimonta al terzo per Gilles Simon sul tedesco Gojowczyk. Ai quarti troverà il vincente di Goffin-Paire.

 

Risultati:

2° turno
[1] S. Ttsitsipas b. H. Hurcacz 6-4 6-2
M. Kukushkin b. [4] D. Shapovalov 6-4 7-6(4)
[6] G. Simon b. P. Gojowczyk 4-6 6-4 6-2

1° turno
[LL] G. Barrere b. J. Vesely 7-6(3) 6-3
[Q] M. Bachinger b. S. Darcis 4-6 6-3 6-4
[WC] U. Humbert b. E. Gulbis 6-3 7-6(3)

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Federer sceglie Madrid per il ritorno su terra. Roma non ci spera più?

Lo svizzero ha annunciato la sua presenza alla Caja Magica, in preparazione al Roland Garros dove manca dal 2015. Precipitano le speranze di rivederlo agli Internazionali

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Madrid gonfia il petto e si dà il titolo: “È il ritorno della leggenda”. Roger Federer ha ufficializzato, forse anche prima del previsto, la sua presenza alla Caja Magica (3-12 maggio).Il re svizzero riapparirà sui campi dove ha vinto nel 2009 e nel 2012, contro Nadal e Berdych, perdendo nel 2010 la finale contro Rafa. “Siamo felici, è un regalo per il nostro torneo, sarà indimenticabile vederlo qui insieme a Djokovic e Nadal”, commenta nelle vesti di direttore un orgoglioso Feliciano Lopez impegnato nel frattempo a Delray Beach.

Se venisse confermato quanto dichiarato di recente – cioè la volontà di Federer di scegliere un solo torneo prima del Roland Garrossvanirebbero così le speranze di rivederlo a Roma (finale il 19 maggio) nella settimana che precede lo Slam parigino. Nel 2016, ultima stagione in cui lo svizzero ha partecipato alla primavera su terra, scelse di passare prima da Montecarlo e poi dal Foro Italico sulla strada di Parigi (dove però non arrivò mai, ritirandosi alla vigilia per guai fisici). L’ultimo match disputato da Federer su clay rimane quindi proprio quello perso sul Centrale contro Dominic Thiem, ottavi di finale 2016, nel Masters 1000 italiano che non l’ha visto mai sollevare il trofeo perdendo quattro finali.

In vista dell’attesissimo ritorno al Roland Garros, dove invece manca dal 2015, l’itinerario della campagna europea verrà a questo punto modificato. Per velocità di superficie e condizioni d’altura Madrid non sembra il posto migliore per prepararsi al Roland Garros, ma la più comoda collocazione in agenda potrebbe aver orientato la scelta sulla capitale spagnola e sulla possibilità di una settimana di riposo prima della trasferta francese. Roma rischia di essere disertata per il terzo anno consecutivo, nonostante qualche indizio a fine 2018 avesse lasciato intendere altro. Così come anche il 250 di Stoccarda, appuntamento immediatamente successivo allo Slam francese, teme di dover rinunciare al campione in carica che nell’ultimo triennio ha rappresentato la maggiore attrazione del torneo sponsorizzato Mercedes.

Il ritorno di Federer nella campagna europea su terra è stato ufficializzato a gennaio a Melbourne, dando conferma a ciò che era già nell’aria: “Sono in una fase in cui voglio divertirmi. Ho avuto la sensazione che non fosse necessario fare una pausa così lunga. Giocherò il Roland Garros”. Nel concetto di divertimento, nel senso più ampio del termine, è ricompresa anche un’attenzione non spasmodica al ranking, che l’ha visto scivolare al settimo posto. L’obiettivo del 2019 rimane l’assalto alle grandi coppe dei Major, compreso quello più trascurato.

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