Pechino: una Cibulkova deluxe elimina Stephens, avanza Wozniacki

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Pechino: una Cibulkova deluxe elimina Stephens, avanza Wozniacki

La danese si avvicina alla qualificazione matematica per Singapore, Pliskova incontrerà ancora Wang. La prestazione di giornata però è quella di Dominika Cibulkova

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Non era affatto un fuoco di paglia quello di Dominika Cibulkova. Se battere una Halep malconcia a Wuhan poteva essere considerato un risultato da contestualizzare, la vittoria in rimonta su una Sloane Stephens tutt’altro che in cattiva giornata è la conferma dell’ottimo momento di forma della giocatrice slovacca, che torna a battere Stephens a tre anni dall’unico successo. Dominika, capace di vincere le Finals due anni fa, non è nuova a brusche accelerate nel finale di stagione quando può far valere tutta la sua esplosività atletica al cospetto di avversarie appagate e un po’ stanche. Sebbene oggi Stephens sia stata in campo con dedizione, tanto che il recupero immediato del break di Cibulkova a inizio secondo set – il primo era andato alla statunitense – appariva come la solita efficace toppa sulle distrazioni che Sloane ogni tanto si concede. Invece, dal 2-2, è stato quasi un monologo slovacco e la vincitrice degli US Open 2017 ha potuto vincere solo altri tre game nell’ultimo set. Scatenata nei recuperi e sempre in spinta alla prima occasione utile, Cibulkova ha tranciato le resistenze della sua avversaria riportandola tra le braccia di un suo antico difetto: una certa pigrizia nel rimanere in partita, specie al di fuori degli Slam, quando c’è da soffrire.

Cibulkova giocherà il suo quinto quarto di finale in un Premier Mandatory, il primo a Pechino, contro una delle poche giocatrici che può vantare una condizione psicofisica ancora migliore di lei: Anastasija Sevastova. Negli ultimi sette tornei la lettone è arrivata almeno ai quarti in cinque occasioni, giocando anche una finale (vinta a Bucarest) e una semifinale (persa a New York contro Serena). A farne le spese è stata oggi Donna Vekic, che pure sembrava partita meglio e addirittura appariva più reattiva sulle gambe. In realtà Sevastova, a cui viene contestata una certa abilità nel fingere tra un punto e l’altro di essere in debito d’ossigeno, a metà primo set si è piazzata in corsia di sorpasso e non si è più voltata sino al 6-3 6-2 finale. Il secondo set è stato costellato di break (due soli servizi tenuti, entrambi dalla lettone) ma ha dato soltanto l’illusione dell’equilibrio. Sebbene con poche speranze di farcela, Sevastova rimane ancora in corsa per le Finals (l’ottavo posto di Pliskova dista 1100 punti).

 

ANCORA PLISKOVA-WANG – Grazie a 21 colpi vincenti (a fronte di 15 errori gratuiti) Karolina Pliskova ha regolato in 85 minuti di gioco (6-3 6-4) la bielorussa Aliaksandra Sasnovich (che aveva vinto l’unico precedente giocato a Tokyo nel 2016). Un match ben controllato da Karolina, brava a gestire gli unici due momenti di difficoltà: la ceca si è trovata sotto 0-2 ad inizio secondo set e ha annullato una delicata palla break al momento di servire per il match. Ad attenderla al prossimo turno troverà una delle giocatrici più in forma del momento, la numero 1 cinese Qiang Wang, reduce dalla semifinale raggiunta settimana scorsa a Wuhan (costretta al ritiro contro Kontaveit) e dal 6-0 6-0 rifilato ieri a Jelena Ostapenko (il primo doppio bagel subito in carriera dalla lettone). La giocatrice cinese, che a Wuhan aveva sorpreso al secondo turno proprio Pliskova (6-1 3-6 6-3), è imbattuta nei tornei di casa da gennaio (sconfitta contro Alison Riske a Shenzhen). Dopo la vittoria di Wang a Wuhan, il bilancio dei confronti diretti tra Qiang e Pliskova è tornato in parità (1-1): nel 2017 Karolina aveva infatti vinto, sempre a Wuhan, il primo match giocato tra le due per 6-2 6-1.

TABÙ WOZNIACKI PER MARTIC – Ha lottato Petra ma non è bastato. Soprattutto nell’equilibratissimo primo set, concluso al dodicesimo game (con Martic al servizio sul 5-6 in favore di Wozniacki) dopo 72 minuti di gioco, cinque break e ventuno palle break complessivamente concesse dalla due giocatrici. 7-5 per la danese, brava a rimanere attaccata a Martic a inizio match e più cinica nelle fasi finali del parziale. La croata è partita bene anche nel secondo set (3-2 e servizio) ma ancora una volta ha subito il ritorno di Wozniacki (campionessa del China Open nel 2010) che ha incamerato quattro giochi consecutivi e chiuso il match per 6-3 alla prima occasione utile. Martic si arrende dunque alla numero 2 del mondo per la quinta volta su cinque incontri, anche in questo caso senza conquistare nemmeno un parziale. Per Wozniacki, che non vinceva due partite consecutive dal torneo di Eastbourne a giugno, prossimo turno contro Anett Kontaveit, che conduce 2-1 nei precedenti confronti diretti.

Risultati secondo turno:

[7] Ka. Pliskova b. A. Sasnovich 6-3 6-4
S. Zhang b. T. Babos 6-1 6-2
[2] C. Wozniacki b. P. Martic 7-5 6-3

Risultati terzo turno:

A. Sevastova b. D. Vekic 6-3 6-2
D. Cibulkova b. [9] S. Stephens 4-6 6-2 6-3

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WTA Bogotà: Anisimova più forte di Sharma, per lei è il primo titolo

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Amanda Anisimova - Claro Colsanitas Open Bogotà (foto Twitter @CopaWTABogota)

[6]A. Anisimova b. A. Sharma 4-6 6-4 6-1

Ci ha pensato Amanda Anisimova a tenere alto l’onore delle teenagers in questo fine settimana. Dopo la sconfitta di Iga Swiatek nella finale di Lugano, la diciassettenne americana di origini russe ha conquistato il suo primo titolo WTA in carriera sconfiggendo in tre set la rivelazione australiana Astra Sharma.

 

In un match certamente non bello e quantomai altalenante, è riuscita a recuperare uno svantaggio di un set e un break contro un’avversaria sicuramente potente e di ottime prospettive, ma che nell’occasione si è dimostrata ancora troppo acerba contro un’Anisimova che, a dispetto dei suoi 17 anni, è riuscita a tenere duro nei momenti più difficili ed ha rovesciato l’esito di un match che sembrava aver preso una brutta piega.

Ci sono stati molti più errori gratuiti che errori vincenti, e 13 break su 27 game totali. La prima parte del match è stata tutta in favore della 23enne australiana proveniente dalla Vanderbilt University, che tra un break e l’altro si è comunque sempre mantenuta in vantaggio con il punteggio: dal 2-2 ci sono state cinque serie di due giochi a testa, due per Anisimova e tre per Sharma, per arrivare al 6-4, 2-2. Un game combattutissimo di 14 punti ha dato nuovamente il vantaggio e il break all’australiana, che però non è riuscita a trovare l’ultimo guizzo e da quel momento è andata progressivamente spegnendosi, vincendo solamente due dei successivi dodici giochi.

Amanda Anisimova entra dunque nella lista delle vincitrici di almeno un torneo WTA e diventa la diciottesima giocatrice diversa ad aggiudicarsi un titolo WTA in questa stagione su 18 tornei giocati. Con questa vittoria la teenager sale al n.54 della classifica mondiale, sua migliore posizione in carriera, che con ogni probabilità migliorerà nel prossimo futuro. Settimana più che positiva anche per Astra Sharma, che prima di questo Claro Colsanitas Open di Bogotà aveva vinto un solo incontro in un tabellone principale a livello WTA (al primo turno dell’Australian Open 2019), e che ora vede il suo ranking salire fino al n.101, a solo un passo dal grande traguardo della Top 100.

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WTA

Swiatek si scioglie sul più bello, a Lugano trionfa Hercog

La polacca inizia male, recupera, ma poi scompare nel terzo set, nonostante un break di vantaggio. Terzo titolo in carriera per la slovena

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Polona Hercog - Lugano 2019

Una finale dedalica e dai molti volti ha incoronato Polona Hercog campionessa del Samsung Open di Lugano. La giocatrice slovena ha giocato una buona partita dall’inizio alla fine, senza scomporsi troppo quando Iga Swiatek è salita di rendimento nel secondo set e restando calma anche sotto di un break nel parziale decisivo. Da parte sua la polacca, classe 2001, ha mostrato sia nel primo set che, soprattutto, nel terzo di soffrire molto la pressione in questa prima finale della sua carriera.

L’inizio del match è rimandato di oltre un’ora a causa della pioggia insistente. Quando finalmente si può giocare, entrambe le tenniste si presentano in campo ben coperte da maniche lunghe e pantaloni di tuta per far fronte al freddo clima svizzero di questa domenica. Swiatek si dimostra fin da subito piuttosto tesa e fallosa. Dopo l’1-1 iniziale, tre break consecutivi fissano il punteggio sul 3-2 per Hercog, che addirittura allunga sul 5-2. La slovena sciupa tre set point, si fa strappare il servizio, ma rimedia nel gioco successivo, chiudendo il set per 6-3.

 

In palese stato confusionale, Swiatek chiama il proprio coach per tentare di schiarirsi le idee. L’effetto balsamico della chiacchierata si vede fin da subito. La giovanissima polacca inizia infatti a disegnare il campo secondo i suoi ritmi, spostando Hercog a piacimento sia col dritto che col rovescio. Dal 3-2 in favore della slovena, Iga vince quattro giochi consecutivi e rimanda tutto al set decisivo.

L’inerzia sembrerebbe decisamente a favore della giocatrice polacca. Hercog chiede l’intervento della fisioterapista per farsi trattare la gamba destra e, una volta rientrata in campo, viene sballottata da una parte all’altra dalle accelerazioni di Swiatek, che trova un immediato break. Hercog però non demorde e piazza due vincenti in risposta che mettono la polacca sotto pressione. Il braccio di Iga diventa improvvisamente di marmo e iniziano a fioccare gli errori, soprattutto dalla parte del dritto. Hercog capisce il momento e spinge il palleggio, pur senza strafare, in attesa dei regali dell’avversaria. Swiatek è sempre più nervosa e non mette più un dritto in campo. Ne viene fuori un parziale di sei giochi a uno che valgono a Hercog il match e il terzo titolo in carriera.

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Italiani

Sara Errani si ferma ai quarti a Bogotà

Ancora penalizzata dal servizio, Errani sconfitta da Astra Sharma. Anisimova supera la wild-card colombiana Osorio Serrano

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Sara Errani - Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)

Sembrava che il Claro Colsanitas Open di Bogotà potesse essere per Sara Errani se non proprio il torneo della rivalsa, quantomeno un punto di partenza per una difficile risalita, invece il percorso della romagnola si è fermato ai quarti di finale davanti alla giovane australiana Astra Sharma (n.138 WTA) e davanti alle sue enormi difficoltà al servizio.

Come già capitato nei turni precedenti, Sara si è più volte affidata al servizio dal basso, totalmente incapace di trovare un minimo di affidabilità sulla seconda di servizio e molto traballante anche sulla prima. Il primo set è stato da dimenticare: 6-1 subito in 28 minuti, con 5 doppi falli, il 20% di punti vinti sulla seconda, zero vincenti e 7 errori non forzati. Sharma non ha dovuto fare moltissimo, se non sfruttare la pochezza della seconda palla avversaria e menare le danze con battuta e diritto. Aiutata anche dall’altura (Bogotà è situata a 2600 metri sul livello del mare) l’australiana ha superato spesso e volentieri i 180 chilometri orari con la prima di servizio, mentre all’inizio del secondo parziale Errani ha iniziato a battere anche qualche prima palla “da sotto”, a testimonianza della sua totale mancanza di fiducia in questo colpo.

 

Devi diventare come un muro” ha detto Pablo Lozano a Errani durante un cambio di campo, invitandola a rimandare quante più palle possibile per provocare l’errore di Sharma, certamente in possesso di un gioco brillante ma non altrettanto regolare, soprattutto nei palleggi sulla diagonale rovescia. Nel secondo set Errani è riuscita ad evitare la mattanza sul suo servizio trovando il modo di entrare negli scambi dove il match era certamente più equilibrato. Il servizio ceduto sul 4-4 (dopo aver condotto per 40-15) grazie a due “parate” a rete dell’australiana sembrava potesse essere quello decisivo, ma una Sara mai doma riusciva a restituire il break per il 5-5 pari con un paio di coraggiose discese a rete. Era solo un fuoco di paglia però, perché cinque minuti dopo il set e l’incontro arrivavano alla fine con Astra Sharma a celebrare la sua prima semifinale in un torneo WTA e il suo miglior ranking lunedì prossimo, che in caso di vittoria in semifinale contro Laura Arruabarrena sarà all’interno delle Top 100.

Per quanto riguarda Sara Errani, invece, il quarto di finale conquistato sulla terra sudamericana le consente di risalire dal n.243 al n.207 della classifica WTA: nelle prossime settimane ci sono 90 punti in scadenza, e l’obiettivo è quello di mantenere una posizione tale da ottenere l’ingresso nelle qualificazioni del Roland Garros.

L’ultimo incontro della sessione serale ha invece visto di fronte le protagoniste del quarto di finale “baby” del Claro Colsanitas Open: la diciassettenne americana Amanda Anisimova (n.76 WTA) ha sconfitto in tre set pieni di alti e bassi la wild card locale Maria Camila Osorio Serrano (n.438), sua coetanea e sua avversaria in tre precedenti incontri ai tempi delle competizioni junior. È stata quasi sempre Anisimova a fare e disfare la partita, soprattutto nel secondo set quando ha perso completamente la misura del diritto, spesso e volentieri sparacchiato fuori di parecchi metri, ed ha lasciato via libera alla beniamina del pubblico di Bogotà, allenata dall’ex giocatore ATP Alejandro Falla. Visibilmente infastidita dal colorito tifo dei colombiani, Anisimova ha comunque fatto valere il suo maggiore tasso tecnico ed il suo maggiore peso di palla costringendo l’avversaria a difendersi per gran parte del match, arrivando poi a prendere le misure nel terzo set e chiudendo senza patemi. La teenager statunitense affronterà in semifinale la brasiliana Beatriz Haddad Maia (n.165 WTA), vincitrice nel suo quarto della spagnola Sara Sorribes Tormo (n.79).

Risultati:

[6] A. Anisimova b. [WC] M.C. Osorio Serrano 6-2 1-6 6-3
[Q] B. Haddad Maia b. [7] S. Sorribes Tormo 6-7(6) 6-2 6-3
[11] L. Arruabarrena b. [5] T. Zidansek 6-4 6-2
A. Sharma b. [LL] S. Errani 6-1 7-5

Il tabellone completo

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