Ottima Giorgi a Linz. Goerges beffata dall'amica

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Ottima Giorgi a Linz. Goerges beffata dall’amica

La numero uno azzurra batte in due set Teichmann, mostrando un tennis di nuovo in crescita al ritorno indoor. Derby tedesco di fuoco: Petkovic annulla match point e ribalta l’incontro

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Torna il tennis indoor e torna la migliore Camila Giorgi, che riprende il suo tennis più brillante da come lo aveva lasciato sotto il tetto di Tokyo. Due set in crescendo su Jil Teichmann all’Upper Austria Ladies Linz, il WTA International del bentornato in Europa al circuito, la proiettano ai quarti di finale per la sesta volta in stagione e la riportano vicinissima al migliorare il best ranking di numero 30, al momento distante un paio di posizioni. Sotto gli occhi di papà Sergio, presente anche in conferenza stampa, Camila ha sfruttato il campo grigio chiarissimo per affinare i colpi: l’avversaria, ventunenne svizzera nata a Barcellona, aveva superato le qualificazioni e un ostico primo turno contro Cirstea, ma dopo una quarantina di minuti a buon livello non è più riuscita a tenere il ritmo imposto dalla numero uno azzurra.

Partita meno aggressiva del solito e imprecisa col dritto, Giorgi ha rimediato al pericoloso break subìto sul 4-4 del primo parziale e ha subito contro-strappato il servizio, evitando di trovarsi contro set point. A quel punto la clessidra della fiducia si è riversata interamente nella sua metà campo, ponendo fine dell’equilibrio: la maceratese ha dominato il tie-break e messo il turbo, salendo immediatamente sul 4-0 e costringendo una Teichmann inizialmente offensiva a rifugiarsi sempre più spesso nei moonball. Il doppio vantaggio è stato peraltro utile a vanificare il colpo di coda della mancina, che le recuperato uno dei break di ritardo proprio nel finale. Privata del bye da un forfait troppo tardivo di Dominika Cibulkova, Giorgi attenderà ora nel giorno di riposo di scoprire chi affronterà venerdì tra Kiki Bertens e Margarita Gasparyan.

 

GLI ALTRI OTTAVI – Puntualità obbligatoria quando il programma comincia con la campionessa in carica, soprattutto se si tratta di Barbora Strycova. La giocatrice ceca, reduce dal successo in doppio a Pechino, ha vinto un primo turno che ha riconciliato col tennis molti amanti della spinta offensiva senza riserve. Quasi tre ore di variazioni, serve and volley e una certa dose di agonismo contro Kirsten Flipkens, parte essenziale dello spettacolo benché sconfitta: Strycova ha dovuto recuperare un passivo di 5-1 nel primo parziale, annullando quattro palle set alla sua avversaria, e vinto il tie-break non è riuscita a evitarne un secondo. L’esperienza e il fattore ambientale (si gioca a pochi chilometri dal confine) le hanno permesso di aggiudicarsi anche quello e guadagnarsi così la Pliskova ‘minore’, Krystina, ripescata come lucky loser.

Il Belgio si è rifatto con Alison Van Uytvanck, che i due tie-break decisivi li ha vinti, primeggiando nell’accesa sfida con la qualificata Anna Karolina Schmiedlova. Un tipo diverso di battaglia è invece andato in scena tra la sesta favorita Anastasia Pavlyuchenkova e Vera Lapko, altro buon prodotto della scuola bielorussa, che condivide con Sabalenka l’anno di nascita e la fisicità imponente. Malgrado per lei anche la russa è una gran colpitrice: lo ha dimostrato prevalendo con una rimonta lunga e tribolata, da due ore e tre quarti, che conferma il momento di ottima forma che le ha permesso di battere Kvitova a Wuhan e impegnare severamente Stephens a Pechino. Così come Giorgi, anche “Pavs” e Van Uytvanck sono già qualificate per i quarti di finale e potranno quindi usufruire di ventiquattro ore di break prima della fase calda del torneo.

PETKO-RIMONTA – Se c’è stato da attendere più del dovuto per veder scendere in campo Camila Giorgi, la “colpa” è di Andrea Petkovic. Per i primi tre quarti d’ora il derby tedesco tra lei e l’amica Julia Goerges non ha avuto storia, con la testa di serie numero uno dominante addirittura per 6-1 e 3-0. Poi, a un passo dal baratro, “Petkorazzi” ha avuto uno dei quei lampi che a volte sono utili solo ad alimentare rimpianti, altre – come in questo caso – servono ad annullare match point e riaprire una partita praticamente chiusa. Sbuffando e auff-ando la trentunenne di origini bosniache ha finito per trasformare un brutto pomeriggio in una splendida serata, con gioia finale a un minuto dalle due ore di gioco. Dal canto suo, Goerges si è consolata con l’ottimismo di chi sa di poter ripetere la fase di match migliore.

“So di star giocando bene da mesi, ho affrontato il match aspettandomi di poter vincere, ma nei primi dodici game sembrava di essere in guerra, volevo chiedere un caschetto!” ha scherzato Petkovic, gioiosa per la dodicesima vittoria in carriera contro una top 10. Guerra-lampo invece tra Kiki Bertens e Barbara Haas, in campo abbastanza a lungo da informarci delle buone capacità nel gioco di rete della 20enne austriaca, anche lei in tabellone grazie a una wild card, ma non a sufficienza per far sembrare mai davvero in discussione l’esito dell’incontro. L’olandese ha prevalso per 6-2 6-1 e si è portata a una sola vittoria dall’estromettere Sabalenka dalla corsa alle Finals e trasformarla in una contesa a due tra lei e Karolina Pliskova, che a Tianjin ha già centrato i quarti di finale. La ceca rimane avanti di soli 10 punti.

R.R. + A.S.

Risultati: 

[6] A. Pavlyuchenkova b. V. Lapko 5-7 7-6(4) 6-3
A. Van Uytvanck b. [Q] A.K. Schmiedlova 1-6 7-6(3) 7-6(5)
[5] C. Giorgi b. [Q] J. Teichmann 7-6(2)
[WC] A. Petkovic b. [1] J. Goerges 1-6 7-5 6-4
[Q] E. Alexandrova b. [9] K. Siniakova 7-5 6-0
[3] B. Strycova b. K. Flipkens 7-6(4) 7-6(5)
[2] K. Bertens b. [WC] B. Haas 6-2 6-1

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L’aria di Bergamo fa bene a Napolitano

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Stefano Napolitano - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Non c’è dubbio che il Greenset di Bergamo sia perfetto per il tennis di Stefano Napolitano. 359 giorni dopo la finale dell’anno scorso, in cui impegnò fino all’ultimo Matteo Berrettini, il ragazzo di Biella è tornato al Pala Agnelli. Non sono stati dodici mesi facili, al punto che la classifica è rimasta sostanzialmente invariata (allora era n.207 ATP, oggi è 196), ma il feeling è rimasto. Reduce da una campagna australiana appena sufficiente, aveva bisogno di un risultato positivo per ritrovare ottimismo. Missione compiuta: il 6-3 6-4 contro il turco Cem Ilkel è filato via liscio, senza particolari squilli. Stefano (accompagnato a Bergamo da papà Cosimo) ha giocato con attenzione e non ha corso rischi. Ilkel è un giocatore senza particolari punti deboli, ma anche senza grandi squilli.

In particolare, la sua “velocità di crociera” è piuttosto bassa. Per questo, Napolitano ha avuto il tempo di costruire le sue geometrie, fatte di colpi piatti e potenti. Non ha avuto bisogno di spingere troppo sull’acceleratore, ed è una buona notizia in vista del match contro Evgeny Donskoy, testa di serie numero 1. Napolitano ama costruirsi il punto e lo ha fatto molto bene, specie con il rovescio incrociato, ottimo per aprirsi il campo e magari chiudere col il colpo successivo. La netta superiorità ha legittimato un pizzico di distrazione, specie in avvio di secondo set: avanti 6-3 2-0, si è fatto riprendere con qualche errore di troppo, ma ha trovato il break decisivo sul 3-3.

 

In quel game, Ilkel si è trovato sul 40-0 ma cinque punti consecutivi hanno segnato definitivamente l’incontro (da segnalare la gran difesa, chiusa da un bel passante stretto, con cui l’azzurro si è procurato la palla break). Contro Donskoy dovrà evitare ogni distrazione: la missione non è impossibile, ma ci sarà bisogno del miglior Napolitano. Giovedì sarà tempo di ottavi: dei sedici giocatori ancora in gara, ben otto sono italiani. Per adesso il torneo è positivo, ma gli azzurri dovranno dimostrare di poter arrivare in fondo. Oltre ai due derby italiani (Vavassori-Marcora e Vanni-Giustino), il clou sarà proprio Napolitano-Donskoy, in campo intorno alle 17.30-18.

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

Risultati secondo turno:

Raul Brancaccio (ITA) b. Quentin Halys (FRA) 6-4 6-1
Tristan Lamasine (FRA) b. Filip Horansky (SVK) 6-3 6-1
Roberto Marcora (ITA) b. Mohamed Safwat (EGI) 7-6(8) 6-4
Arthur De Greef (BEL) b. Danilo Petrovic (SRB) 6-3 6-4
Andrea Vavassori (ITA) b. Riccardo Bonadio (ITA) 7-5 5-7 6-4
Evgeny Donskoy (RUS) b. Bernabe Zapata Miralles (SPA) 6-4 6-2
Baptiste Crepatte (FRA) b. Alexander Bublik (KAZ) 6-3 6-2
Stefano Napolitano (ITA) b. Cem Ilkel (TUR) 6-3 6-4

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ATP Challenger Bergamo: Vavassori e la fortuna da afferrare

A Bergamo avrebbe dovuto giocare soltanto il doppio, ma l’improvviso forfait di Filippo Baldi lo ha spedito in tabellone. Lui ha saputo cogliere il momento, vincendo una bella partita contro Bonadio. “Non è ancora il momento di scegliere tra singolare e doppio”

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Andrea Vavassori - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Ogni tanto capitano storie del genere. Andrea Vavassori si è presentato a Bergamo con grandi ambizioni, ma legate esclusivamente al doppio. È sempre più vicino ai top-100, punta a diventare un top-player nella specialità. Ma il 23enne torinese gioca un ottimo tennis e vuole ancora provarci con il singolare. Le nuove regole ATP-ITF gli hanno permesso di scalare un colpo solo oltre 400 posizioni (oggi è n.453 ATP), ma le qualificazioni “ridotte” gli tolgono spazio. “Ho iniziato l’anno giocando cinque tornei in America, ed è successo che Ryan Harrison si sia cancellato all’ultimo dal torneo di Dallas. Non avevo firmato come ‘alternate’ e non ho potuto giocare – racconta Vavassori, che in un colpo solo si è trovato al terzo turno del singolare grazie al bel successo su Riccardo Bonadioquesta cosa mi ha mandato fuori di testa, perché certe occasioni non capitano tutti i giorni. Da allora mi sono promesso di firmare sempre, ogni giorno”.

Quando le speranze di giocare sembravano ormai svanite, è arrivata la chiamata del supervisor Carmelo Di Dio, appena informato del forfait di Filippo Baldi per gravi motivi familiari. In quel momento, Vavassori si trovava al Tennis Club Città dei Mille per un allenamento con il suo compagno di doppio Julian Ocleppo. “Come prima cosa, tengo a dire che mi spiace molto per Filippo. Quando ho saputo che avrei giocato, ho chiamato immediatamente mio padre, che è anche il mio coach. Da Pinerolo, si è fiondato qui e sono contento che sia riuscito a venire. Io sono spesso fuori di casa e per ragioni economiche non sempre riesco a portarlo con me. Per questo, sono contento di questa vittoria ottenuta insieme. Contro Bonadio è stata una battaglia: per entrambi, era uno dei match più importanti della carriera. In palio c’erano 7 punti ATP e un assegno di 730 euro. In quasi due ore e mezzo, Vavassori si è imposto 7-5 5-7 6-4.

 

LA BELLEZZA DEL SERVE AND VOLLEY È stato un match divertente, spettacolare, tra le volée di Vavassori e i passanti di Bonadio. Perché il torinese è un giocatore vecchio stile, un “panda” del serve and volley. Va a rete quasi su ogni punto. “Ho cercato di farlo giocare male, sui campi veloci adotto sempre questa strategia. Dipende dall’avversario, ma queste caratteristiche possono dare fastidio. Lo fanno anche altri: penso all’americano Cressy, che ha giocato un torneo fantastico a Cleveland, facendo anche il chip and charge”. Un tennis spettacolare, bello da vedere, ancora più prezioso perché quasi scomparso. Mi piace perché è fastidioso per gli avversari e mi diverte. Io spero di continuare così, perché ottimi doppisti come Herbert sono diventati forti in singolare più in là con l’età. Tempo fa, era successo anche con Pat Rafter. Si tratta di un gioco difficile, chi gioca così emerge più avanti con l’età. Per coprire la rete devi essere formato, avere i riflessi pronti e la giusta esperienza”. Traduzione: il meglio di Andrea Vavassori deve ancora venire, anche se il doppio rappresenta qualcosa di importante.

“Lo scorso anno ho deciso di giocare soltanto Challenger, anche per conquistare i punti che nel 2019 avrebbero avuto un valore maggiore. Mi è servito come esperienza, inoltre si vive meglio: nei Futures non prendevo soldi e spendevo soltanto, mentre nei Challenger ho vinto parecchio in doppio e l’annata è stata decisamente positiva. Per me è importante perché non ho grandi entrate extra, a parte le gare a squadre con il TC Pistoia”. I punti intascati a Bergamo saranno un bottino importante per Vavassori, ma non è detto che sia finita qui: negli ottavi se la vedrà con Roberto Marcora in un mach tutto da giocare. “Ci siamo affrontati a Milano, fu una partita molto combattuta e l’ha spuntata lui 7-6 al terzo. Spero che possa essere altrettanto spettacolare, per noi e per il pubblico”.

UN TEAM PER CENTRARE GLI OBIETTIVI – E comunque c’è sempre il doppio: dopo il singolare, scenderà in campo in coppia con Julian Ocleppo. “In questo momento è la mia priorità, anche negli allenamenti. Punto a trovare un compagno fisso: spero che possa essere Ocleppo, non soltanto per l’amicizia ma perché ci troviamo alla grande e cresciamo partita dopo partita. Purtroppo non riusciamo a giocare sempre gli stessi tornei, perché lui ha 21 anni e sta provando a giocare con continuità il singolare. Ci siamo ritrovati a Bergamo dopo un po’ ed è come se il tempo non fosse passato. Anche io non voglio fare scelte affrettate: in fondo ho solo 23 anni e nel tennis possono bastare tre settimane buone per svoltare una carriera. Penso a Kevin Krawietz, che fino all’anno scorso ha giocato soltanto doppi, mentre ora si è trova al n.60 in doppio e al 200 in singolare”.

Vavassori, il “panda” del serve and volley all’italiana, punta ancora a fare cose importanti, anche perché dopo un anno e mezzo al Centro FIT di Tirrenia è tornato a casa e ha messo in piedi un team di ottimo livello presso il CT Pinerolo: oltre a papà Davide che lo segue da sempre, ci sono l’allenatore in seconda Gabriele Dutto, il preparatore atletico Massimo Libardoni, il mental coach Gianfranco Santiglia, lo zio Fabrizio Boccato che gli ha dato una grossa mano con lo yoga dinamico, nonché il responsabile dell’attrezzatura e consulente Paolo Moro. Con le persone giuste a fianco, si possono raggiungere grandi traguardi. Andrea Vavassori ne è convinto.

LA FORMA DI BRANCACCIO E MARCORA – L’Italia continua ad essere protagonista: prima del derby azzurro, sono arrivate due vittorie importanti perché giunte contro avversari di miglior classifica. Raul Brancaccio ha confermato l’ottimo momento di forma con un netto 6-4 6-1 a Quentin Halys, finalista due anni fa. Dopo aver lottato nel primo set, ha dominato nel secondo contro un avversario un po’ nervoso. Adesso nutre legittime ambizioni di arrivare al weekend: Tristan Lamasine è avversario duro ma non certo impossibile. Medesime speranze per Roberto Marcora, autore di un match gagliardo contro l’ostico Mohamed Safwat. Il lombardo ha avuto bisogno di sei setpoint per portare a casa il primo set, poi ha gestito con più agio il secondo e ha chiuso 7-6 6-4.

Essendosi “liberata” la parte bassa del tabellone con i forfait di Travaglia e Baldi, può puntare a eguagliare il risultato di Budapest. Tra l’altro, è stato eliminato anche il numero 3 del tabellone Alexander Bublik, costretto al ritiro quando il match contro Baptiste Crepatte era ormai compromesso. Al contrario, buon esordio per la testa di serie numero 1 Evgeny Donskoy. Il russo si è imposto con un rapido 6-4 6-2 sul giovane spagnolo Bernabe Zapata Miralles. Nella giornata di giovedì, si giocheranno tutti gli ottavi di finale. Il programma scatterà alle ore 10.

Ufficio Stampa Trofeo Faip-Perrel

Risultati secondo turno:

Raul Brancaccio (ITA) b. Quentin Halys (FRA) 6-4 6-1
Tristan Lamasine (FRA) b. Filip Horansky (SVK) 6-3 6-1
Roberto Marcora (ITA) b. Mohamed Safwat (EGI) 7-6(8) 6-4
Arthur De Greef (BEL) b. Danilo Petrovic (SRB) 6-3 6-4
Andrea Vavassori (ITA) b. Riccardo Bonadio (ITA) 7-5 5-7 6-4
Evgeny Donskoy (RUS) b. Bernabe Zapata Miralles (SPA) 6-4 6-2
Baptiste Crepatte (FRA) b. Alexander Bublik (KAZ) 6-3 6-2
Stefano Napolitano (ITA) b. Cem Ilkel (TUR) 6-3 6-4

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ATP

ATP Delray Beach: Seppi è già ai quarti, battuto Thompson

Andreas supera un altro australiano in Florida ed è il primo qualificato ai quarti. Attende il vincente di Harris-Evans

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Andreas Seppi - ATP Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

Dopo quella contro Bernard Tomic, Andreas Seppi mette a segno un’altra vittoria “australiana” e, pur con un passaggio a vuoto che gli costa il secondo set, raggiunge per primo i quarti di finale nel torneo di Spiaggia del Re. L’avversario è il ventiquattrenne Jordan Thompson, già regolato in tre set al secondo turno di Melbourne un mese fa, risultato che gli ha comunque permesso di ritoccare il best ranking (n. 60). Perse 12 posizioni dopo il torneo di Rotterdam, Andreas ha la possibilità di recuperarle in fretta: lo scorso anno si è fermato per l’infiltrazione all’anca e non difende punti fino a Monte Carlo.

Il match sembra avere poco da dire ed è anche disturbato dal vento – “moderato”, secondo il lessico dei meteorologi che, evidentemente, non giocano a tennis. L’azzurro si mantiene ordinato e procede come un treno: Jordan, al contrario, è spesso scomposto come il suo dritto. Prova anche a cercare la via della rete, ma neanche in quei paraggi la fortuna arride al ragazzo di Sydney: quando non è infilato o costretto all’errore dalla palla insidiosa della Seppia nazionale, sbaglia la volée facile oppure, come in occasione del doppio break che è anche un set point, lascia il passante valutandolo erroneamente.

 

Nulla cambia nel secondo parziale finché, sul 4-1, Andreas inizia a commettere errori su errori, permettendo a Thompson di trovare fiducia in ogni zona del campo e allungare il match al terzo con cinque giochi consecutivi. Deciso a non regalare più nulla proprio alla vigilia del suo trentacinquesimo compleanno, Seppi rientra presto nei propri panni, mentre il dritto australiano torna a essere una miniera di gratuiti: break al quarto gioco e via libera per Andreas che venerdì ingaggerà una sfida inedita contro il vincente fra Lloyd Harris e Daniel Evans.

Risultati:

A. Seppi b. J. Thompson 6-3 4-6 6-1
[8] A. Mannarino b. D. Istomin 6-2 7-6(3)
[Q] D. Evans b. [WC] L. Harris 6-0 6-2
[2/WC] J. Isner b. L. Lacko 6-4 6-3

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