ATP Challenger: Travaglia spegne i sogni di Benneteau

A Travaglia resta solo l'ostacolo Hurkacz per raggiungere la finale a Brest. Nishioka fa il guastafeste in Australia. Kokkinakis e Ruud si giocano tutto a Las Vegas

Di Paolo Di Lorito
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Brest, Francia – Cemento (€106,000 +H)

Nonostante in queste ultime settimane il tennis francese sia riuscito a regalare qualche soddisfazione al proprio pubblico, e in prospettiva futura le cose non sembrano essere messe troppo male per i nostri cugini transalpini, la superficie prediletta per loro resta la terra e dunque sul cemento di Brest, nel Challenger più ricco della settimana, solo stranieri sono riusciti a issarsi fino alle semifinali. L’ultimo baluardo francese era rappresentato dalla testa di serie n.1 Julien Benneteau il quale forse, con il sopraggiungere degli acciacchi legati all’età, ha anche iniziato a dimenticarsi le cose come ad esempio l’aver annunciato il ritiro circa un anno faA sconfiggerlo 7-6(4) 6-3 ci ha pensato Stefano Travaglia, che rimane l’unico italiano ancora in corsa e se la vedrà con un’altra testa di serie, la quarta: si tratta del polacco Hubert Hurkacz (21 anni, n. 91). Dall’altra parte del tabellone invece ci sono Ricardas Berankins e l’altro top 100 rimasto Roberto Carballes-Baena, che nel turno precedente ha eliminato in tre set Lorenzo Sonego.


Traralgon, Australia – Cemento ($75,000)

Il tabellone australiano, aggiornato con un giorno di anticipo a causa del fuso orario, è già allineato alla finale. Il dominio dei tennisti di casa è stato quasi totale ma a metterci lo zampino ci ha pensato uno dei giocatori più in forma del momento, il giapponese Yoshihito Nishioka. Dei quattro australiani giunti fino ai quarti di finale tre sono riusciti a giungere in semifinale, ma la sfortuna di incontrare il numero 98 del mondo è toccata ad Alex Bolt (25 anni, n. 140) che si è arreso 7-5 6-4, mentre Marc Polmas e Jordan Thompson hanno dato vita ad un derby australiano dall’andamento a dir poco bizzarro. Ad aggiudicarselo è stato Thompson con il punteggio di 6-0 4-6 6-0: il numero 101 del ranking raggiunge così la settima finale stagionale a livello Challenger, con solo un trionfo all’attivo.


Las Vegas, NV, Stati Uniti – Veloce ($50,000+H)

Nel deserto del Nevada – terra dove mosse i primi passi Andre Agassi – continua l’ennesimo tentativo di risalita da parte dell’australiano Thanasi Kokkinakis, il quale dopo aver battuto la testa di serie numero 1 Lloyd Harris, è giunto fino alle semifinali dove lo attende il giovane norvegese Casper Ruud per una sfida Next Gen davvero interessante. A contendersi l’altro posto per la finale invece ci sono due giocatori che raramente si affacciano a questi livelli, ma che hanno saputo sfruttare al massimo un tabellone non particolarmente ostico: l’australiano John Patrick Smith (29 anni, n. 235) e lo sloveno Blaz Rola (28 anni, n. 262).


Lima, Perù – Terra ($50,000+H)

Anche in Perù resta solo la finale da giocare e com’era prevedibile, saranno un sudamericano e un iberico a contendersi il trofeo, in particolare il cileno Christian Garin e il portoghese Pedro Sousa. L’unico italiano presente al via, l’infaticabile Paolo Lorenzi, è uscito al secondo turno per mano di Facundo Arguello, ma anche gli altri top player come Cuevas e Delbonis hanno subito lo stesso destino.

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