Boris Becker dovrà risarcire i suoi creditori

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Boris Becker dovrà risarcire i suoi creditori

Il tedesco rinuncia all’immunità diplomatica, che si era assegnato autonomamente e a cui non aveva diritto: dovrà ora risarcire i creditori inglesi

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L’ex campione tedesco ha ufficialmente rinunciato all’immunità diplomatica che si era auto-arrogato la scorsa primavera nel tentativo disperato di sfuggire alla banca Arbuthnot Latham, a cui deve milioni di euro. Becker si era infatti appellato al suo ruolo di “Ambasciatore per lo Sport e la Cultura della Repubblica Centroafricana” presso l’Unione Europea. Il ruolo, sostenevano gli avvocati, lo avrebbe fatto entrare in possesso del passaporto diplomatico dello stato africano, e lo avrebbe quindi protetto in giudizio grazie ad un articolo della Convenzione di Vienna che prevede l’esenzione dal processo nel caso di mancato pagamento di un debito privato.

Bum Bum venne però immediatamente smentito dalla segreteria del ministero degli esteri della Repubblica Centroafricana: il passaporto di Becker è un falso e fa parte di una serie di falsi prodotti nel 2014. Il debito quindi, dovrà essere ripagato: Becker aveva già messo all’asta alcuni dei suoi cimeli a giugno di quest’anno. Dovrà ora, per ordine del tribunale, liberarsi degli altri trofei che ancora gli restano in libreria. Boris è stato dichiarato in bancarotta dopo che per il secondo anno consecutivo la Arbuthnot Latham aveva denunciato il mancato pagamento di un lauto prestito effettuato all’ex numero 1 al mondo. I cimeli che andranno in vendita sono stimati intorno alle 200mila sterline: lontano dai milioni che Becker deve all’istituto di credito. Becker e i suoi avvocati non si sono presentati all’udienza; il tedesco ha scritto comunque di non essere in una situazione finanziaria sufficiente a poter ripagare i debiti.

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Del Potro ancora crac: fratturato il ginocchio, dovrà operarsi

Nuova frattura al ginocchio sinistro per Juan Martin del Potro. Operazione inevitabile

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Juan Martin del Potro - Wimbledon 2018 (foto Art Seitz c2018)

Davvero non sembrano avere fine le vicissitudini fisiche per Juan Martin del Potro. Gli accertamenti effettuati dopo la sua vittoria di mercoledì contro Denis Shapovalov al Fever-Tree Championships di Londra (altrimenti noto come torneo del Queen’s) hanno rivelato una frattura al ginocchio destro per il campione argentino che necessiterà di una operazione.

La lieve scivolata sull’erba umida nei pressi della rete costerà a Del Potro sicuramente la partecipazione al prossimo torneo di Wimbledon, e molto probabilmente lo terrà fuori dalle competizioni per diverse settimane, per non dire mesi. Il cemento è solitamente la superficie sulla quale il gigante di Tandil si è espresso al meglio, e la Rogers Cup di Montreal, primo appuntamento importante dell’estate nordamericana sui terreni duri, comincia tra poco più di sei settimane.

 

Il ginocchio infortunato a Londra è lo stesso che si era fratturato lo scorso ottobre a Shanghai in una sfortunata caduta, e che lo aveva costretto a rinunciare a tutto il finale di stagione 2018 e l’Australian Open 2019. Ora però Del Potro dovrà andare sotto i ferri, come annunciato dal suo team dopo un consulto con il Dottor Cotorro, lo stesso che si è occupato negli anni del ginocchio di Rafael Nadal.

Si tratta della quinta operazione chirurgica cui Juan Martin dovrà sottoporsi nella sua carriera: dopo quella al polso destro del maggio 2010, l’argentino ha dovuto sopportare ben tre interventi al polso sinistro, uno nel 2014 (all’articolazione) e due nel 2015 (ai legamenti e ai tendini).

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La corsa al posto di Haggerty (e al suo maxi stipendio)

A settembre si voterà per eleggere il presidente ITF. Haggerty si ricandida insieme a Khanna, Kaderka e Miley. Oltre al prestigioso posto, in palio anche più di 600,000 dollari all’anno

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Il 27 settembre in Portogallo, durante l’annuale Assemblea Generale dell’ITF, si voterà per eleggere il nuovo presidente della Federazione Internazionale. Saranno tre gli avversari di David Haggerty, attualmente assiso sulla poltrona di comando: l’indiano Anil Khanna, già candidatosi nel 2015 e superato dallo stesso Haggerty per una manciata di voti, Ivo Kaderka e Dave Miley. I quattro concorreranno per occupare il prestigioso posto, ma anche per assicurarsi uno stipendio da capogiro. Infatti è stato rivelato che la prima testa dell’ITF ha guadagnato 642,000 dollari all’anno (573,000 euro) nel 2017, mentre l’anno precedente addirittura 722,000 $ (645,000 euro).

In caso di rielezione, Haggerty ha promesso di continuare a incrementare la raccolta di fondi per sostenere il processo di sviluppo dell’ITF. L’attuale presidente ha rivelato di aver donato i propri bonus annuali al fondo sviluppo nel 2016, 2017 e 2018 e che che ha intenzione di fare lo stesso anche quest’anno. Chissà se basteranno queste promesse per riconfermare la sua carica, ottenuta nel 2015 al secondo turno di votazioni per appena 8 voti di vantaggio su Khanna (200 a 192).

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Spettacolo ad Halle, tra calcio-tennis e challenge “prestati”

Paire e Tsonga palleggiano con i piedi a punto perso. Stakhovsky “presta” un challenge a Herbert e perde il punto

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Oltre a punti giocati, ramanzine agli arbitri ed errori, è bello ogni tanto vedere qualcosa di diverso su un campo da tennis. Qualcosa che ci riconcili un po’ col lato umano dello sport e ci rubi un sorriso. Ad Halle gli spettatori non hanno avuto di che lamentarsi fino ad ora. Un divertente scambio di calcio-tennis, improvvisato da Tsonga e Paire, a punto ormai concluso, ha infiammato la folla e l’internet.

Simpatico anche il siparietto tra Pierre Hugues Herbert e Sergij Stakhovsky. Il francese, rimasto senza challenge, ha invitato scherzosamente l’avversario a contestare la chiamata del giudice di linea che aveva giudicato fuori la sua prima di servizio. Stakhovsky ha accettato tra l’ilarità generale: la palla di Herbert, così come l’ace che ne era scaturito, si è rivelata essere buona e ha chiuso il game.

 

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