Costa: "La nuova Davis vi stupirà" (Cocchi). Torino Finals (Bertellino). Aspiranti campioni a scuola del mondiale Cilic (Lobasso)

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Costa: “La nuova Davis vi stupirà” (Cocchi). Torino Finals (Bertellino). Aspiranti campioni a scuola del mondiale Cilic (Lobasso)

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Intervista ad Albert Costa: “La nuova Davis vi stupirà” (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

La Davis è morta, evviva la Davis […]. Albert Costa, campione del Roland Garros nel 2002, vincitore di tre Davis con la Spagna, da giocatore e da capitano, è il direttore delle finali che assegneranno il trofeo dal 18 al 24 novembre 2019 […]. Albert, la riforma della Davis ha provocato tanti malumori, cosa l’ha convinta del progetto Kosmos-Piquè? «Tutto, a partire dal nuovo format. Ora tutti si lamentano, ma era da tempo che i giocatori, che consideravano già morta questa competizione, chiedevano un cambiamento. Ora sono stati accontentati. Questa nuova formula li impegna per sole due settimane contro le quattro di prima. Arriveranno a fine stagione più freschi e alcuni di loro potrebbero giocare anche solo la settimana delle finali». Tra le critiche che si sentono più spesso c’è quella di una sovrapposizione di tornei a squadre se si considerano anche Laver Cup, Hopman Cup e la World team Cup della Atp. «Non credo. La Coppa Davis è l’unica competizione a squadre ufficiale esistente da 118 anni a questa parte, dove i giocatori rappresentano le federazioni del loro paese. In tutte le altre non è così…». Lei ha conquistato l’Insalatiera tre volte, sia da giocatore che da capitano: in che modo questa rivoluzione aggiungerà fascino alla competizione? «Al contrario di quanto succedeva fino ad ora, ci saranno 18 nazionali in campo contemporaneamente, nella stessa città per una settimana intera. L’interesse rispetto a prima sarà molto più alto perché tutti: fans, investitori, televisioni si concentreranno sul torneo finale. La sfida tra Francia e Croazia, ad esempio, interessava solo ai diretti interessati e pochi altri appassionati». Sta di fatto che quasi tutti i top player hanno detto di non voler partecipare. Cosa state facendo per far cambiare loro idea? «Parliamo con i capitani, con le federazioni. Ci confrontiamo spesso con i ragazzi della Next Gen, loro sono molto importanti, sono il futuro del tennis. A tutti spieghiamo il progetto e tutte le novità positive. Credo che dopo la prima edizione la maggior parte dei dubbiosi si convincerà della bontà di questa nuova formula e si entusiasmerà. A Madrid poi si giocherà sul veloce indoor, come alle Finals di Londra, da cui i top players potranno facilmente arrivare con due ore di volo». Rafa Nadal è già convinto… «Sì, adora il nuovo format ed è dalla nostra parte, ma non solo per l’amicizia che ci lega. Lui è un professionista molto puntiglioso e durante la stagione ci darà una mano e cercherà far capire ai colleghi quanto sia positivo il cambiamento». Questo format resterà tale o potrebbero esserci modifiche? Molti si lamentano della data. «È un work in progress, ci stiamo confrontando con Atp, Slam e Itf per cercare di risolvere i problemi, a partire da quello della data. Fidatevi, questa Davis vi conquisterà».

 

Torino Finals (Roberto Bertellino, Tuttosport)

È il tecnico per eccellenza della Fit in quanto a organizzazioni, Sergio Palmieri. Lo testimoniano le direzioni in essere degli Internazionali BNL d’Italia, delle Next Gen Atp Finals di Milano, da domani anche delle finali di serie A1 maschile e femminile al Palatagliate di Lucca. È lui a condurci in anteprima nelle pieghe della candidatura italiana e torinese alle Atp Finals, quello che un tempo chiamavano Masters, per il quinquennio 2021-2026. «La Fit ha presentato la candidatura di Torino ad ospitare le Atp Finals supportata dal Governo, dal CONI e dalle Istituzioni locali, Comune e Regione, espletando dunque la formalità iniziale durante le Atp Finals di Londra nello scorso novembre. Ora seguiranno le fasi di approfondimento circa le credenziali della stessa. Il prossimo 11 dicembre i responsabili dell’Atp verranno a Torino e li accompagneremo in visita alla città, con logica tappa all’impianto di gara ma non solo.Il 14 dicembre verrà comunicata la short list delle 3 città candidate e scelte per dar vita all’ultima selezione. La decisione definitiva verrà presa a meta marzo quando il board Atp si riunirà a Indian Wells» […]. C’è anche Londra: «Londra non farà come le altre candidate che hanno presentato richiesta e apposita documentazione. Qualora nessuna delle nuove città proposte andasse a soddisfare i criteri richiesti dall’Atp ecco che Londra rientrerebbe in corsa dopo aver ospitato per tante edizioni la manifestazione». Quali le sue sensazioni? «Mi piace essere ottimista – prosegue Sergio Palmieri – e in ogni caso dico che abbiamo fatto e stiamo facendo tutto con grande cura e con le migliori credenziali. In campo sono scesi tutti e con trasporto. Governo, Fit, Coni e Istituzioni rappresentano garanzie assolute di forza del progetto e di voglia di competere fino al termine. La Fit ha già dimostrato di saper organizzare a dovere grandi eventi come gli Internazionali BNL d’Italia e le Next Gen Atp Finals. Considero positivamente che l’ATP venga a farci visita prima di diramare la short list, è anche un atteggiamento di riguardo nei nostri confronti». Il Pala Alpitour, già Palaolimpico dell’archistar Arata Isozald è arena di livello. «Un impianto assolutamente degno di ospitare una grande manifestazione come le Atp Finals. Ha già dimostrato nel recente passato, vedi i Mondiali di volley e il Preolimpico di basket, di rispondere a tutte le esigenze del caso e di poter accogliere un grande pubblico, di 15.000 persone. Inoltre Torino ha una felice collocazione geografica e certo non si tratterebbe di un evento soltanto “cittadino”. È facilmente raggiungibile da Milano e Genova, dalla Francia, dalla Svizzera e dall’Austria e pertanto ha enormi potenzialità. Proprio quelle che verranno a verificare i responsabili nei prossimi giorni». Fiducia, dunque, e sinergie, anche se la Sindaca di Torino Chiara Appendino preferisce attendere la visita del giorno 11 per rilasciare nuove dichiarazioni ufficiali, dopo la “missione” a Londra in occasione delle ultime Atp Finals. La Regione Piemonte nella persona del suo governatore Sergio Chiamparino ha ricevuto i rappresentanti di Fit e Coni e un suo coinvolgimento sembrerebbe possibile anche dal punto di vista economico […].


Aspiranti campioni a scuola del mondiale Cilic (Marco Lobasso, Mattino)

Napoli abbraccia un fuoriclasse del grande tennis. È Marin Cilic che proprio una settimana fa con la sua Croazia è diventato campione del mondo vincendo in Francia l’ultima Coppa Davis con la formula classica. Il top ten mondiale, oggi numero 7 e nel gennaio scorso numero 3, sarà domani al Tennis Club Napoli (ore 15) per un incontro con i suoi tifosi e con i tantissimi bambini delle scuole tennis del club della Villa e delle altre strutture di Napoli e provincia. L’evento è promosso da Capri Watch che la settimana scorsa ha dato già vita a una giornata napoletana all’Accademia Tennis dedicata ai due tennisti azzurri Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego. Due ore di full immersion con i giovanissimi tennisti, insegnando un po’ dei segreti del suo grande tennis che l’ha condotto a vincere gli Us Open nel 2014 e a raggiungere la finale a Wimbledon nel 2017 e ad arrivare a un passo dai primi tre grandi del tennis, Federer, Nadal e Djokovic. Dopo i tradizionali palleggi sul campo centrale «d’Avalos», Marin si dedicherà alle mille domande dei bambini presenti in Villa e alle tradizionali foto ricordo con le scuole tennis. «Marin ci sta regalando soddisfazioni immense e il gesto di voler condividere il suo tennis e le sue esperienze di grande campione mondiale con i ragazzi delle scuole tennis, a Capri come a Napoli, rappresenta per noi qualcosa di speciale», ha spiegato il Ceo di Capri Watch Silvio Staiano, che ha ideato la giornata dedicata al top ten mondiale. Proprio Cilic aveva annunciato la venuta a Napoli con un messaggio video: «Vi farò una sorpresa, sarò da voi al più presto per festeggiare con Capri e con Napoli una stagione per me stupenda». Promessa mantenuta e domani sarà in città […].

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Cecchinato e Sonego agli ottavi. A Montecarlo ko Wawrinka e Khachanov (Vidovich). Sonego e Cecchinato, i guerrieri della terra (Crivelli). Ceck e Sonego, che spettacolo (Semeraro). Sonego, un trionfo granata (Pasini)

La rassegna stampa di mercoledì 17 aprile 2019

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Cecchinato e Sonego agli ottavi. A Montecarlo ko Wawrinka e Khachanov (Ilvio Vidovich, La Nazione)

In Italia non siamo abituati a tennisti che servano aces e servizi vincenti, che non subiscano ripetuti break. Volandri, Fognini, Lorenzi, Caratti, Furlan… l’elenco sarebbe lungo. Ma finalmente eccone uno diverso. Lorenzo Sonego, 23 anni, n. 96 Atp, aiutato dai 191 cm d’altezza ma anche da una tecnica sopraffina sia in battuta sia in smorzata oltre che da una bella testa, dopo aver battuto Seppi senza concedere una palla break (76 64) si è ripetuto —15 discese a rete vincenti su 15 — con l’identico punteggio contro il russo Khachanov, n.12 Atp e testa di serie n. 8. Khachanov è un anno più giovane di Sonego. Lo scorso anno a novembre aveva vinto il suo primo Masters 1000 a Bercy. L’ultimo azzurro nei quarti qui fu Fognini (oggi alle prese con il francese Simon) nel 2013. Fabio raggiunse le semifinali. Cecchinato, persi i primi 8 game di fila, ha rimontato e sconfitto Wawrinka (06 75 63) che aveva servito sul 5-4 nel secondo.

 

Sonego e Cecchinato, i guerrieri della terra (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Cuore da combattente immortale e spavalderia da guerriero nordico. Grazie Marco, grazie Lorenzo: e non si dica che gli italiani, quando la lotta scotta, perdono l’orientamento, perché risalire da 0-6 0-2 con una eliminazione quasi sicura, come riesce a un indomabile Cecchinato, oppure affibbiare una lezione strategica e tecnica al numero 12 del mondo partendo dalle qualificazioni, come succede a un maturatissimo Sonego, è segno di talento enorme e di una qualità che non si insegna, il coraggio. Altrimenti non emergi dall’abisso in cui ti avevano cacciato le bordate di un Wawrinka old style, pesantissimo di braccio mentre il Ceck rema a due metri dalla riga di fondo, con il servizio che viaggia attorno al 40% di prime e il dritto che non punge. Una tragedia. In trenta minuti, lo svizzero è avanti otto game a zero e padrone assoluto della scena. Eppure, dove non arriva il gioco, Cecchinato compensa con una dote innata la capacità di non uscire mai dal match, di starci attaccato sempre con le ultime stille di energia e volontà fino a quando il destino cambia. E allora, basta conquistare finalmente il primo game, quello del 2-1 del secondo set, per rimettere fuori la testa e ricominciare dalle basi: ritrovato il servizio, almeno si rendono più complicati i game in cui lo svizzero deve rispondere, attendendo il primo varco un cui infilarsi quando alla battuta c’è l’altro. E il varco arriva quando Stan si alza dalla sedia per chiudere, sul 5-4. Un paio di risposte brucianti del numero uno italiano, un paio di errori banali di Stan e una partita morta resuscita. Il pubblico lo capisce e diventa l’amico fidato di Ceck, che ricomincia a martellare con il dritto l’ormai stranito rivale, fino all’apoteosi con la racchetta battuta con forza sul cuore. Una lezione memorabile, che replica la benedizione impartita da Sonego a Khachanov, il russo dal servizio e dai colpi a rimbalzo bionici sorpreso dalla lucidità di quell’italiano allampanato che serve più veloce di lui, si muove meglio e lo insidia con imprendibili palle corte e il dritto a sventaglio (15 vincenti). Lorenzo si è presentato a Montecarlo sabato mattina catapultato dall’aereo che lo aveva raccolto a Marrakech la sera prima dopo la sconfitta nei quarti con Tsonga: e sabato pomeriggio alle quattro ha giocato il primo match delle qualificazioni. Un supereroe magari timido, ma di intelligenza tennistica superiore, come dimostrano i 15 punti su 15 ottenuti a rete, perché contro i bombardieri non devi aspettare, ma devi anticiparli per non farti sommergere. Malgrado i quasi 24 anni (li farà a maggio), è la prima vittoria contro un top 20, perché la maturazione sta arrivando per gradi. Lo sapeva coach Gipo Arbino: bisognava lavorare sul fisico e sul rovescio e non avere fretta. Voleva costruirsi una classifica per evitare le qualificazioni al Roland Garros, adesso è già numero 74 e chissà dove si fermerà.

Ceck e Sonego, che spettacolo (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Montecarlo, l’Italia entra in rovesciata negli ottavi. A Lorenzo Sonego e Marco Cecchinato ieri sul centrale è riuscito un doppio dbaltone. Ceck, da testa di serie n 11, ha rimesso in piedi un match che pareva già finito contro Stan Wawrinka, oggi n 36 e ancora in cerca della vera forma dopo il doppio intervento al ginocchio di due anni fa. In bacheca Stan ha pur sempre tre tornei dello Slam, Roland Garros compreso, ed è stato 3 del mondo. Così quando si è ritrovato a servire per il match sul 6-0 5-4, dopo aver sommerso di mazzate l’azzurro per un set e mezzo, pareva finita. Ma Cecchinato è uno che sa rinascere attraversando il fuoco. Una incertezza dello svizzero e il Ceck si è rifatto sotto. Gli ha scippato il secondo set, ha salvato 4 palle break a inizio del terzo, poi ha raccolto i resti, fisici e mentali, dell’avversario. Poi via a preparare il match contro Guido Pella, n.35 Atp, vincitore a sorpresa su Marin Cilic. Il palermitano ha già battuto tre volte su quattro l’argentino. In attesa che le finali Alp finiscano a Torino, da Torino arriva il giocatore che ha distrutto in due set (7-6 6-4) il tennis da troll di Karen Khachanov, n. 12 del mondo. Il russo già pregustava l’ingresso in top 10, invece a ottenere il best ranking da lunedì sarà Sonego, oggi n 96 e già sicuro di arrivare almeno al numero 74. Sono i primi ottavi Atp in carriera per Lorenzo in un Masters 1000 e la prima vittoria su un top-20, ed è un sogno che si prolunga. Il suo prossimo avversario uscirà dal match fra l’ungherese Marton Fucsovics (n.37) e l’inglese Cameron Norrie (56). «Dopo il viaggio infinito da Marrakech non mi aspettavo di giocare un torneo così buono. Oggi ho capito sin dall’inizio che il match era duro, ma non impossibile. Poi si vive per vincere partite così, con il pubblico che ti spinge». Contro Seppi ,Sonego aveva servito il 91 % di prime palle, ieri ha ottenuto 15 punti su 15 a rete. «Lorenzo ha il carattere giusto, non si fa spaventare» dice coach Gipo Arbino. «Quando siamo arrivati gli ho detto. `hai dormito solo tre ore? Che sarà mai, vai in campo e dai tutto’». Adesso riprovaci, Italia: oggi tocca a Fognini contro Simon.

Sonego, un trionfo granata (Giorgio Pasini, Tuttosport)

Il cuore. Quello granata di Lorenzo Sonego, che per la prima volta batte un top. 20 del mondo e approda agli ottavi in un Masters 1000. Quello da chi quel livello l’ha già raggiunto come Marco Cecchinato, che quando su Montecarlo sta per scendere il buio acciuffa per i capelli il match contro un fino allora ingiocabile Stan Wawrinka, poi lo batte in rimonta (0-6 7-5 6-3). L’impresa del giorno però è di Sonego, che contro il più giovane (23 anni il torinese, 22 il moscovita) ma decisamente più avanti in classifica (12 del mondo contro 96) Karen Khachanov, gioca un match di coraggio in continua spinta, senza paura dei colpi pesanti del russo. Sull’onda di una settimana interminabile di emozioni Lorenzo Sonego. 23 anni, per la prima volta vincente su top 20 e avanti in un Masters 1000, Lorenzo carica il dritto. E fa male: 15 vincenti, come per altro i punti a rete con un 100% che fa impressione. Risultato? Primo set conquistato con decisione al tie-break (a 4), partita chiusa (6-4) al primo match point gestendo anche lo stop medico richiesto dal russo sul 5-3 per chiamare il fisioterapista. Finisce con l’allievo di Gipo Arbino a urlare tutta la sua gioia. Sonego ora aspetta (giocherà domani) il vincente tra l’ungherese Marton Fucsovics (n.37) e il britannico Cameron Norrie (56). In serata sul centrale Cecchinato prima viene traumatizzato da Wawrinka (8 game di fila, 32 punti a 12), quindi quando tutto sembrava perduto (0-6 4-5 con l’avversario al servizio) viene aiutato dai primi due errori dello svizzero, lo breakka e sorprende per il 7-5. Quindi porta a casa un infinito primo game del terzo set, cancellando quattro palle break, e resta aggrappato al match, salendo di ritmo ed efficacia, mentre il buon Stan pagava fretta e stanchezza. Ora Ceck agli ottavi trova l’argentino Guido Pella (n.35), battuto tre volte su quattro. Il terzo azzurro agli ottavi potrebbe essere Fabio Fognini, che oggi affronta il padrone di casa Gilles Simon.

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Fognini più forte dei guai: “Tiro fino a Parigi, poi…” (Crivelli). A Sonego il derby azzurro. Cuore Fognini (Guidobaldi)

La rassegna stampa di martedì 16 aprile 2019

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Fognini più forte dei guai: “Tiro fino a Parigi, poi…” (Riccardo Crivelli, Gazzetta dello Sport)

Il veterano che soffre, l’ambizioso che spinge, il leoncino che sale. Un trio da spaghetti western illumina il Principato: d’altronde non è questo il torneo des italiens? E se ci sono vittorie che vanno oltre il significato di un semplice 1° turno passato, quella di Fognini si iscrive alla categoria, segnando forse l’attesa svolta di una stagione tribolata. Dopo 16 game di un’altra prestazione scialba e frustrante, con 19 errori gratuiti solo nel primo set, Fabio è praticamente fuori dal torneo: il russo Rublev si guadagna cinque palle break per il 5-1 del secondo set che chiuderebbe il conto e manderebbe il nostro all’inferno dei dubbi. E invece, tra un paio di regali altrui e qualche provvidenziale magia (tipo un ace di seconda), Fogna scampa il pericolo e poi nel terzo domina, prendendosi ossigeno vitale: «Non mi importa come è arrivato, ho anche avuto fortuna (lui usa una parola con la c, n.d.r.), però è un successo fondamentale. Perché non sono in fiducia, soffro per i risultati che non arrivano e alla mia età faccio più fatica a accettarlo». Pensi alla testa, e invece i guai arrivano dal fisico: «Ho un dolore al gomito destro che non guarisce, ma non è quello a preoccuparmi: con la caviglia sono indietro, è peggiorata. La decisione l’ho presa, non è ancora tempo di rivelarla: comunque tiro fino a Parigi con la speranza di imbroccare la settimana giusta, perché in allenamento ho buone sensazioni». A Fognini arrivano indirettamente i complimenti di Cecchinato, avanti senza problemi grazie al ritiro di Dzumhur (muscoli addominali): «Essere il numero uno italiano è il sogno di bambino che si realizza e una bella responsabilità: ma Fabio è appena due posizioni dietro e una carriera eccezionale». Il Ceck iniziò proprio a Montecarlo un anno fa l’ascesa al cielo, ma il vestito di specialista solo della terra gli va stretto: «Sono un giocatore completo. E sarebbe il momento di esaltare l’Italia che ha 20 tennisti tra i primi 200». Vero. E allora applausi a Sonego, che vince il derby con Seppi senza concedere palle break […].

 

Montecarlo, a Sonego il derby azzurro. Cuore Fognini (Laura Guidobaldi, Giorno-Carlino-Nazione Sport)

Comincia sul serio nel Principato con il primo dei tre Masters 1000 sulla terra (Montecarlo, Madrid e Roma) che precedono la tappa finale del Roland Garros la grande stagione sulla terra battuta. Manca solo Federer. Rafa Nadal, n.2 Atp, è il favorito d’obbligo sui campi rossi. Qui nel magnifico Country Club ha vinto 11 volte, come a Parigi, ma le sue ginocchia hanno scricchiolato a Indian Wells dove si era ritirato. Novak Djokovic, n.1 del mondo e vittorioso nel primo Slam dell’anno (in Australia), ma poi battuto malamente a Indian Wells (da Kohlschreiber che riaffronterà oggi) e Miami (da Bautista Agut che sarà domani l’avversario di Nadal), non fa misteri di quello che sarebbe il suo match da sogno: «Cosa sognare di meglio che vincere il Roland Garros e battere Nadal in finale? Nessuno l’ha mai fatto». Nadal, entusiasta per la resurrezione del suo idolo Tiger Woods campione a Augusta, non sogna altro che di star bene, dopo un anno mezzo in cui «ogni tre settimane ho avuto un problema fisico… Ma mio zio Tony ha sbagliato e si è scusato per aver dichiarato che non sono un tennista ma un ‘malato che gioca a tennis’. Chi parla tanto spesso sbaglia». Ieri intanto per gli italiani un tris di vittorie. Tutte assai diverse. Quella di Fognini, tanto per cambiare, la più folle: il tennista di Arma di Taggia perdeva 6-4, 4-1 con 5 palle break per il 5-1 per il giovane russo Rublev n.90 ATP (ma best ranking 31) che se ne è mangiate due probabilmente decisive prima che Fognini — sotto gli occhi della moglie Flavia e di Barazzutti — facesse un ace con la seconda palla e rovesciasse l’andamento del match (46 75 64) in modo incredibile. «Ci vuole anche un po’ di c…» è stato il commento del ligure. Quest’anno non ne aveva azzeccata una. Cecchinato invece ha approfittato sul 4-0 del ritiro di Dzumhur. Stasera ha Wawrinka. Lorenzo Sonego, vincendo il derby con Seppi, 76 64 senza concedergli neppure una palla break, si è garantito il posto sicuro al Roland Garros. «Era il mio obiettivo».

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Montecarlo al via. Cecchinato e Fognini cercano riscatto (Corriere della Sera). Fognini, Ceck e Seppi in campo a Montecarlo (Il Secolo XIX)

La rassegna stampa di lunedì 15 aprile 2019

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Montecarlo al via. Cecchinato e Fognini cercano riscatto. Berrettini subito k.o (Corriere della Sera)

Non parte bene il Master 1000 di Montecarlo, terzo stagionale e primo sulla terra battuta, per i colori azzurri: ieri all’esordio Matteo Berrettini è stato battuto dal bulgaro Gregor Dimitrov per 7-5, 6-4. In tabellone altri quattro italiani: Marco Cecchinato […] scende in campo contro il bosniaco Dzumhur; Fabio Fognini (n.18) cerca con il russo Rublev un po’ di sollievo in una stagione che si sta rivelando molto amara e Andreas Seppi (n.47) sarà impegnato nel derby con Lorenzo Sonego (n.103), uscito dalle qualificazioni (dove invece si sono fermati Fabbiano e Ocleppo junior). Con sei top-10 al via (assente Federer) la finale più attesa è quella tra il n.1 Novak Djokovic, vincitore 2013 e 2015, […] e il n.2 Rafa Nadal, che sul centrale del Montecarlo Country Club ha sollevato undici trofei (record assoluto). Alexander Zverev (n.3), Dominic Thiem (n.5), Kei Nishikori (n.6), Stefanos Tsitsipas (n. 8), Marin Cilic (n.11) e Karen Khachanov (n.12) completano la top 10 in tabellone: le prime otto teste di serie entreranno in gara direttamente al secondo turno.

 

Fognini, Ceck e Seppi in campo a Montecarlo (Il Secolo XIX)

Entra nel vivo il torneo di Montecarlo. Djokovic e Nadal grandi favoriti, la voglia di riscatto di Fognini e la voglia di conferme di Cecchinato sono alcuni dei temi in scena sulla terra rossa. Ieri ha esordito il primo italiano, Matteo Berrettini, numero 54 Atp, sfortunato nel sorteggio che lo ha opposto al bulgaro Dimitrov numero 29. Il giovane romano si è battuto bene, annullando anche quattro set point nella prima frazione, ma alla fine ha ceduto 7-5 6-4 dopo avere avuto la palla del 5-4 nel secondo.

[…].

Si sono intanto concluse le qualificazioni, di altissimo livello. Dei tre tennisti azzurri impegnati solo Lorenzo Sonego, numero 103, è riuscito ad approdare al tabellone principale approfittando del ritiro dell’argentino Trungelliti. Niente da fare invece per Julian Ocleppo, 21 anni, battuto 6-3 6-1 dall’altro argentino Guido Andreozzi, e per Thomas Fabbiano, numero 94 che ha ceduto 6-4 6-1 a un altro argentino, Juan Ignacio Londero. Le speranze del tennis italiano sono legate ora a Marco Cecchinato, numero 16 del ranking mondiale, che deve fare punti in vista del Roland Garros dove pagherà la cambiale della semifinale 2018; affronta all’ora di pranzo il bosniaco Damir Dzumhur, numero 53. Fabio Fognini, numero 18, reduce da un inizio stagione piuttosto negativo, proverà a rifarsi sull’amata terra rossa europea; nel pomeriggio avrà il russo Andrey Rublev, numero 92. Derby tricolore, nel tardo pomeriggio, fra Andreas Seppi, numero 47, e Sonego.

[…]

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