Costa: “La nuova Davis vi stupirà” (Cocchi). Torino Finals (Bertellino). Aspiranti campioni a scuola del mondiale Cilic (Lobasso) – Ubitennis

Rassegna stampa

Costa: “La nuova Davis vi stupirà” (Cocchi). Torino Finals (Bertellino). Aspiranti campioni a scuola del mondiale Cilic (Lobasso)

Pubblicato

il

Intervista ad Albert Costa: “La nuova Davis vi stupirà” (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

La Davis è morta, evviva la Davis […]. Albert Costa, campione del Roland Garros nel 2002, vincitore di tre Davis con la Spagna, da giocatore e da capitano, è il direttore delle finali che assegneranno il trofeo dal 18 al 24 novembre 2019 […]. Albert, la riforma della Davis ha provocato tanti malumori, cosa l’ha convinta del progetto Kosmos-Piquè? «Tutto, a partire dal nuovo format. Ora tutti si lamentano, ma era da tempo che i giocatori, che consideravano già morta questa competizione, chiedevano un cambiamento. Ora sono stati accontentati. Questa nuova formula li impegna per sole due settimane contro le quattro di prima. Arriveranno a fine stagione più freschi e alcuni di loro potrebbero giocare anche solo la settimana delle finali». Tra le critiche che si sentono più spesso c’è quella di una sovrapposizione di tornei a squadre se si considerano anche Laver Cup, Hopman Cup e la World team Cup della Atp. «Non credo. La Coppa Davis è l’unica competizione a squadre ufficiale esistente da 118 anni a questa parte, dove i giocatori rappresentano le federazioni del loro paese. In tutte le altre non è così…». Lei ha conquistato l’Insalatiera tre volte, sia da giocatore che da capitano: in che modo questa rivoluzione aggiungerà fascino alla competizione? «Al contrario di quanto succedeva fino ad ora, ci saranno 18 nazionali in campo contemporaneamente, nella stessa città per una settimana intera. L’interesse rispetto a prima sarà molto più alto perché tutti: fans, investitori, televisioni si concentreranno sul torneo finale. La sfida tra Francia e Croazia, ad esempio, interessava solo ai diretti interessati e pochi altri appassionati». Sta di fatto che quasi tutti i top player hanno detto di non voler partecipare. Cosa state facendo per far cambiare loro idea? «Parliamo con i capitani, con le federazioni. Ci confrontiamo spesso con i ragazzi della Next Gen, loro sono molto importanti, sono il futuro del tennis. A tutti spieghiamo il progetto e tutte le novità positive. Credo che dopo la prima edizione la maggior parte dei dubbiosi si convincerà della bontà di questa nuova formula e si entusiasmerà. A Madrid poi si giocherà sul veloce indoor, come alle Finals di Londra, da cui i top players potranno facilmente arrivare con due ore di volo». Rafa Nadal è già convinto… «Sì, adora il nuovo format ed è dalla nostra parte, ma non solo per l’amicizia che ci lega. Lui è un professionista molto puntiglioso e durante la stagione ci darà una mano e cercherà far capire ai colleghi quanto sia positivo il cambiamento». Questo format resterà tale o potrebbero esserci modifiche? Molti si lamentano della data. «È un work in progress, ci stiamo confrontando con Atp, Slam e Itf per cercare di risolvere i problemi, a partire da quello della data. Fidatevi, questa Davis vi conquisterà».


Torino Finals (Roberto Bertellino, Tuttosport)

 

È il tecnico per eccellenza della Fit in quanto a organizzazioni, Sergio Palmieri. Lo testimoniano le direzioni in essere degli Internazionali BNL d’Italia, delle Next Gen Atp Finals di Milano, da domani anche delle finali di serie A1 maschile e femminile al Palatagliate di Lucca. È lui a condurci in anteprima nelle pieghe della candidatura italiana e torinese alle Atp Finals, quello che un tempo chiamavano Masters, per il quinquennio 2021-2026. «La Fit ha presentato la candidatura di Torino ad ospitare le Atp Finals supportata dal Governo, dal CONI e dalle Istituzioni locali, Comune e Regione, espletando dunque la formalità iniziale durante le Atp Finals di Londra nello scorso novembre. Ora seguiranno le fasi di approfondimento circa le credenziali della stessa. Il prossimo 11 dicembre i responsabili dell’Atp verranno a Torino e li accompagneremo in visita alla città, con logica tappa all’impianto di gara ma non solo.Il 14 dicembre verrà comunicata la short list delle 3 città candidate e scelte per dar vita all’ultima selezione. La decisione definitiva verrà presa a meta marzo quando il board Atp si riunirà a Indian Wells» […]. C’è anche Londra: «Londra non farà come le altre candidate che hanno presentato richiesta e apposita documentazione. Qualora nessuna delle nuove città proposte andasse a soddisfare i criteri richiesti dall’Atp ecco che Londra rientrerebbe in corsa dopo aver ospitato per tante edizioni la manifestazione». Quali le sue sensazioni? «Mi piace essere ottimista – prosegue Sergio Palmieri – e in ogni caso dico che abbiamo fatto e stiamo facendo tutto con grande cura e con le migliori credenziali. In campo sono scesi tutti e con trasporto. Governo, Fit, Coni e Istituzioni rappresentano garanzie assolute di forza del progetto e di voglia di competere fino al termine. La Fit ha già dimostrato di saper organizzare a dovere grandi eventi come gli Internazionali BNL d’Italia e le Next Gen Atp Finals. Considero positivamente che l’ATP venga a farci visita prima di diramare la short list, è anche un atteggiamento di riguardo nei nostri confronti». Il Pala Alpitour, già Palaolimpico dell’archistar Arata Isozald è arena di livello. «Un impianto assolutamente degno di ospitare una grande manifestazione come le Atp Finals. Ha già dimostrato nel recente passato, vedi i Mondiali di volley e il Preolimpico di basket, di rispondere a tutte le esigenze del caso e di poter accogliere un grande pubblico, di 15.000 persone. Inoltre Torino ha una felice collocazione geografica e certo non si tratterebbe di un evento soltanto “cittadino”. È facilmente raggiungibile da Milano e Genova, dalla Francia, dalla Svizzera e dall’Austria e pertanto ha enormi potenzialità. Proprio quelle che verranno a verificare i responsabili nei prossimi giorni». Fiducia, dunque, e sinergie, anche se la Sindaca di Torino Chiara Appendino preferisce attendere la visita del giorno 11 per rilasciare nuove dichiarazioni ufficiali, dopo la “missione” a Londra in occasione delle ultime Atp Finals. La Regione Piemonte nella persona del suo governatore Sergio Chiamparino ha ricevuto i rappresentanti di Fit e Coni e un suo coinvolgimento sembrerebbe possibile anche dal punto di vista economico […].


Aspiranti campioni a scuola del mondiale Cilic (Marco Lobasso, Mattino)

Napoli abbraccia un fuoriclasse del grande tennis. È Marin Cilic che proprio una settimana fa con la sua Croazia è diventato campione del mondo vincendo in Francia l’ultima Coppa Davis con la formula classica. Il top ten mondiale, oggi numero 7 e nel gennaio scorso numero 3, sarà domani al Tennis Club Napoli (ore 15) per un incontro con i suoi tifosi e con i tantissimi bambini delle scuole tennis del club della Villa e delle altre strutture di Napoli e provincia. L’evento è promosso da Capri Watch che la settimana scorsa ha dato già vita a una giornata napoletana all’Accademia Tennis dedicata ai due tennisti azzurri Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego. Due ore di full immersion con i giovanissimi tennisti, insegnando un po’ dei segreti del suo grande tennis che l’ha condotto a vincere gli Us Open nel 2014 e a raggiungere la finale a Wimbledon nel 2017 e ad arrivare a un passo dai primi tre grandi del tennis, Federer, Nadal e Djokovic. Dopo i tradizionali palleggi sul campo centrale «d’Avalos», Marin si dedicherà alle mille domande dei bambini presenti in Villa e alle tradizionali foto ricordo con le scuole tennis. «Marin ci sta regalando soddisfazioni immense e il gesto di voler condividere il suo tennis e le sue esperienze di grande campione mondiale con i ragazzi delle scuole tennis, a Capri come a Napoli, rappresenta per noi qualcosa di speciale», ha spiegato il Ceo di Capri Watch Silvio Staiano, che ha ideato la giornata dedicata al top ten mondiale. Proprio Cilic aveva annunciato la venuta a Napoli con un messaggio video: «Vi farò una sorpresa, sarò da voi al più presto per festeggiare con Capri e con Napoli una stagione per me stupenda». Promessa mantenuta e domani sarà in città […].

Continua a leggere
Commenti

Rassegna stampa

Djokovic: “Ho dubitato di me, salvato da Jelena” (Ramazzotti). Giorgetti: “I soldi per le ATP non ci sono. Il territorio deve fare la sua parte” (Ricci). Costi-benefici anche sul tennis. La Lega: paghino pure i privati (Ricca)

La rassegna stampa di martedì 19 febbraio 2019

Pubblicato

il

Djokovic: “Ho dubitato di me, salvato da Jelena” (Andrea Ramazzotti, Corriere dello Sport)

Elegantissimo come in campo e pronto per nuove sfide. Con il suo smoking nero e accompagnato dalla bellissima moglie Jelena, che sul red carpet si è scattata un selfie insieme a Boris Becker e al marito (al quale ha stampato il suo rossetto sulle labbra con un bacio), ieri Novak Djokovic ha catalizzato su di sé gli sguardi di tanti campioni del mondo dello sport presenti al Laureus World Sports Awards e si è preso per la quarta volta il premio come miglior sportivo dell’anno. Una soddisfazione speciale per lui che alla fine del 2017 ha dovuto fare i conti con un problema a un gomito che lo ha tenuto fuori sei mesi. «Lo scorso anno per me è stato eccezionale – ha ammesso – perché dopo l’intervento chirurgico, ho vinto Wimbledon e gli US Open. E all’inizio del 2019 ho trionfato di nuovo agli Australian Open… Questi successi li ricorderò per sempre come frutto dei sacrifici che ho fatto per tornare al massimo». Il suo percorso non è stato facile e lo ha raccontato davanti a una platea che lo ha ascoltato in silenzio. Adesso, dopo la netta vittoria in tre set contro Nadal a Melbourne a fine gennaio, è ancora più numero 1 del mondo ed è intenzionato a rimanere in questa posizione. Perché Nole, nonostante il passare degli anni (a maggio saranno 32), si sente più forte di prima e paradossalmente l’ultimo grave infortunio lo ha reso ancora più convinto delle sue possibilità. «Negli ultimi tre anni, dopo la vittoria al Roland Garros del 2016, ho imparato tante lezioni. Volevo quell’obiettivo, vincere tutti e quattro gli Slam, e quando l’ho raggiunto mi sono sentito sollevato, ma non realizzato. Poi c’è stato questo periodo che non è stato facile, ma nella vita succede così a volte: il risultato che ottieni è niente senza il viaggio che fai per raggiungerlo. Adesso ho vinto altri tre tornei dello Slam, ma non tutto è stato facile e quando ero infortunato tante volte mi sono chiesto se sarei tonato. Ero impaziente di uscire da quel tunnel e tante cose sono state complicate». «Ho avuto la fortuna di avere accanto mia moglie – ha proseguito Nole – che mi ha dato la forza per fronteggiare le avversità e con il suo supporto mi ha permesso di sconfiggere i dubbi e dilemmi che uno sportivo può avere quando ha problemi fisici o quando sta cercando se stesso. C’è stato un momento in cui non riuscivo più a trovare un motivo per giocare a tennis: non mi divertivo più e dubitavo che valesse la pena di sopportare il dolore e la fatica privando per giunta la famiglia del mio tempo. Il sacrificio che sopportavo era diventato superiore al divertimento che provavo. Ho seriamente dubitato di andare avanti con il tennis perché la mia vita non aveva più equilibrio e avevo bisogno di capire quello che volevo davvero. È stato allora che lei mi ha fatto sentire la sua vicinanza e ne sono uscito. Adesso eccomi qua, ma il merito di quello che ho vinto dopo l’infortunio è più suo che mio. Quando affronti avversità o sfide, devi guardare dentro di te dove ci sono le risposte. Non lo avevo mai capito, ma per fortuna l’ho fatto recentemente. È lì che ho trovato la forza per uscirne e andare avanti lavorando su me stesso» […]


Giorgetti: “I soldi per le ATP non ci sono. Il territorio deve fare la sua parte” (Giulia Ricci, Corriere Torino)

 

«Il governo non fare da solo, quei soldi non ci sono, il territorio deve fare la sua parte». Il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti pensa che se Torino e le sue imprese desiderano così tanto le Atp Finals di tennis dovrebbero trovarsi le risorse «da soli». Perché il capoluogo piemontese possa candidarsi, infatti, serve una garanzia finanziaria: 78 milioni di euro, 18 per il primo anno e 15 per i quattro successivi dell’evento, dal 2021 al 2025. La promessa di una fidejussione da parte del governo sarebbe dovuta arrivare entro venerdì sera a mezzanotte, ma l’associazione anglosassone ha concesso a tutti i Paesi candidati altri dieci giorni di tempo. Il sogno «riparatore» dopo lo schiaffo olimpico è diventato, però, una questione politica e di battibecchi tra gli alleati: da una parte il Movimento 5 Stelle, che sta lottando nella persona del sottosegretario Simone Valente per dare una seconda chance a Torino; dall’altra la Lega, che sembra non riuscire a mandare giù il mancato sostegno economico alla candidatura a cinque cerchi di Milano-Cortina. Così, giovedì sera, la discussione tra Valente e Giorgetti prima, durante e dopo il Consiglio dei ministri si è conclusa con un nulla di fatto, nonostante la garanzia fosse stata promessa dall’esecutivo «nel mese di novembre», come sottolineato più volte dalla sindaca Chiara Appendino. Venerdì è poi andata in scena la lunga giornata di pressing della prima cittadina, che sul grande torneo dei maestri di tennis ci sta mettendo anima e corpo, un po’, probabilmente, per farsi perdonare dal territorio di aver perso il bis delle Olimpiadi invernali. Quel giorno il premier Giuseppe Conte le ha dato una risposta secca: «Troppo tardi, avresti dovuto pensarci prima». Ora il tempo per rimediare, però, c’è. Il presidente di Federtennis Angelo Binaghi ha mandato una lettera ad Atp chiedendo una proroga e l’ha ottenuta. La proposta di una legge parlamentare per stanziare quei 78 milioni fatta dal capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, non sarà però sufficiente come garanzia: serve una mossa del governo. E Giorgetti ribadisce che quei soldi, a Roma, non ci sono: «Vorremmo dare un supporto per le finali Atp di tennis di Torino. Ora come ora mancano 80 milioni di euro. Si può fare solo se si creano sinergie con il territorio. Non può essere fatto solo con il supporto pubblico». Il sottosegretario leghista rilancia così la palla a tutti quegli imprenditori piemontesi che in questi giorni hanno attaccato il governo giallo-verde per il mancato appoggio alla candidatura […]


Grom: “È una grande opportunità, perché non dovremmo investire anche noi privati?” (Giorgia Mecca, Corriere Torino)

La partita non è ancora finita. Per continuare a giocarla, però, Torino ha bisogno di supporto economico da parte degli imprenditori locali. Lo ha detto ieri a Milano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti […] Federico Grom, cofondatore insieme a Guido Martinetti di Grom, l’azienda che produce e vende gelati artigianali in tutto il mondo, l’anno scorso ha deciso di diventare sponsor del Roland Garros di Parigi, uno dei quattro tornei del Grande Slam di tennis. Grom è presente all’interno degli Open di Francia con un negozio e molta visibilità nei pannelli pubblicitari (come l’altra torinese Lavazza, che è anche fornitore ufficiale di caffè in tutti e quattro i tornei dello Slam). «Un investimento importante e ragionato di cui non ci siamo pentiti, e anzi, ne siamo orgogliosi», dice Federico Grom. Sarete sponsor a Parigi anche nel me? «Sì, per il momento il nostro accordo prevede la nostra presenza al Roland Garros per tre anni, fino al 2021». Per portare il tennis a Torino mancano le garanzie economiche, Giorgetti sostiene che non bastino i finanziamenti pubblici, anche i privati devono contribuire economicamente. «Ancora una volta si rischia di fare le nozze con i fichi secchi. Non si può proporre la propria candidatura senza la certezza di avere i soldi per portarla avanti e poi come extrema ratio ricorrere ai privati. Questo si chiama fare marketing sulle spalle degli imprenditori». Dopo Parigi, lei investirebbe anche nel tennis torinese? «La prima risposta che mi viene in mente è “perché no?”. La mia proposta è quella di sederci tutti intorno a un tavolo e fare un piano, ma farlo seriamente, analizzando a priori i costi e i benefici di un investimento su uno dei più grandi eventi sportivi al mondo. C’è bisogno di serietà da parte degli imprenditori e di volontà anche economica da parte della politica. Potenzialmente è un bel progetto e una grandissima opportunità per la nostra città». Ma… ? «Esiste un rischio imprenditoriale, e questo è normale in ogni operazione di questo tipo. Abbiamo capito che c’è la necessità di mettere dei soldi sulle Atp Finals, però bisognerebbe anche capire che da parte di noi privati c’è un’altra necessità, ovverò quella di avere un guadagno economico. Altrimenti non saremmo imprenditori, ma benefattori» […]


Costi-benefici anche sul tennis. La Lega: paghino pure i privati (Jacopo Ricca, Repubblica Torino)

Le prime crepe sul fronte del governo si sono aperte ieri. Non è ancora la soluzione definitiva auspicata dalla sindaca Chiara Appendino per portare le Atp Finals a Torino, ma le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti sono il primo segno di un cambio d’indirizzo anche sul fronte leghista. «Vorremmo come governo dare un supporto per le finali Atp di tennis di Torino» ha detto ieri. Non un impegno definitivo sui 78 milioni di euro di garanzie richieste dall’Atp e che, grazie a una proroga, dovranno arrivare entro fine mese, ma una strada che, seppur in salita, ora è tracciata: «Ora come ora mancano 80 milioni di euro — spiega Giorgetti — Si può fare solo tramite sinergie con il territorio, non solo col supporto pubblico». L’idea, che però può concretizzarsi solo con un intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è che si arrivi a un impegno del governo, ma con garanzie anche da Regione, Città di Torino e soprattutto imprenditori interessati. Per arrivarci sarà necessario però mettere d’accordo 5 Stelle e Lega. «La partita non è chiusa — diceva domenica Appendino — Ci siamo spesi in ogni modo possibile per trovare una soluzione che permettesse una proroga». Ora si deve fare il passo ulteriore e per questo gli organizzatori, Appendino in testa, sono al lavoro per elaborare uno studio che spieghi come le Atp Finals a Torino siano un evento economicamente sostenibile e come l’impegno di 78 milioni di euro sarebbe largamente coperto, una volta ottenuta l’assegnazione del torneo, con i ritorni economici che, già elevati nelle edizioni londinesi, sarebbero in proporzione superiori in una città come Torino. Il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, dopo aver scritto ad Atp e aver ottenuto la proroga sta lavorando sotto traccia per spostare l’ago della bilancia nel governo e far capire come il torneo, il più importante dopo i 4 Slam, darebbe un impulso enorme anche al movimento sportivo […] Il via libera, se mai arriverà, potrebbe però non bastare. Una delle teorie è che Atp, dopo i tentennamenti, voglia tornare a investire su Londra, ma abbia preferito mantenere ancora in corsa tutte le città, soprattutto le europee, per avere una posizione di forza nella trattativa per restare alla 02 Arena.


Mancano 17 milioni. ATP Finals, il governo ora vuole fondi privati (Andrea Rossi, Stampa Torino)

Servono almeno 15 milioni. Forse 17. Vanno cercati tra sponsor e aziende e servono in meno di due settimane, sempre che gli altri attori di questa surreale partita – governo ed enti locali – rispettino gli accordi. Cosa finora disattesa almeno da Roma. Il dossier sulle Atp Finals di tennis, il torneo tra gli otto migliori giocatori al mondo, è nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma le nubi su Torino incombono. Lo strumento individuato per sbloccare la candidatura è un decreto della presidenza del Consiglio, l’unica soluzione in grado di rispettare i quindici giorni accordati da Atp per fornire le garanzie finanziarie. Servono 78 milioni per ospitare l’evento tra il 2021 e il 2025 ma soprattutto bisogna superare gli spigoli ormai quotidiani tra i due azionisti di governo: il Movimento 5 Stelle, che vuole aiutare Torino, e la Lega, che di certo non è ostile alle Atp Finals ma sembra voler mettere in difficoltà l’alleato. La prova l’ha fornita ieri il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, che ha la delega allo Sport e finora ha gestito il dossier assicurando lo scorso novembre che il governo avrebbe stanziato tutti i fondi necessari. Da qualche giorno la sua posizione sembra cambiata. In un primo momento ha spiegato che serviva un passaggio parlamentare per trovare le coperture finanziarie. Ieri ha introdotto un nuovo argomento, annunciando di fatto che le coperture pubbliche non ci sono: «Come governo vorremmo dare un supporto. Ora come ora mancano 80 milioni. Si può fare solo se si creano sinergie con il territorio, non solo con il supporto pubblico». Esattamente quel che dicevano i Cinque Stelle sulle Olimpiadi invernali. Servono quindi fondi privati. E subito, perché entro la fine della prossima settimana l’Italia deve fornire le garanzie economiche. In realtà Giorgetti esplicita ciò che da settimane va dicendo: il governo (sponda leghista, ma in questo caso il dossier è di sua stretta competenza) è disposto a farsi carico dei tre quinti della spesa, poco più di 45 milioni in cinque anni. Ne mancano oltre 30 e, stando ai vecchi accordi, Comune e Regione si sono detti disposti a investirne, sempre nei cinque anni, 12-15. Il resto – tra 15 e 17 milioni – toccherebbe ai privati. E non è poco, soprattutto se sono soldi da trovare in meno di quindici giorni e al momento non è stata convocata nemmeno una riunione sul tema […]

Continua a leggere

Rassegna stampa

La stampa italiana celebra la vittoria di Cecchinato a Buenos Aires (Cocchi, Piccardi, Semeraro, De Ponti)

La rassegna stampa di lunedì 18 febbraio 2019

Pubblicato

il

Buenos Aires, tris di Cecchinato. Oggi best ranking: è n. 17  (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Quando vede rosso, nessuno lo ferma più. Marco Cecchinato ha conquistato a Buenos Aires il terzo titolo della carriera battendo «El peque» Diego Schwartzman sulla terra di casa. Tre finali e tre titoli per il palermitano allenato da Simone Vagnozzi e Uros Vico, che da oggi raggiunge anche il best ranking in carriera salendo al numero 17 del mondo. (…).

LA RINCORSA Dopo i successi al 2° turno sul cileno Christian Garin, nei quarti sullo spagnolo Roberto Carballes Baena, in semifinale sull’argentino Guido Pella, il tennista azzurro in finale ha dominato Schwartzman, numero 19 della classifica mondiale, che in semifinale aveva annullato un match point a Dominic Thiem, l’austriaco campione in carica, per poi mandarlo a casa. Il punteggio del match di Cecchinato parla chiaro, 6-1 6-2, con un dominio fisico e tattico totale da parte dell’azzurro, che ha chiuso alla grande una settimana in cui non ha lasciato agli avversari nemmeno un set. Con i 250 punti conquistati e la nuova classifica di numero 17, il Ceck diventa il quinto azzurro nella storia come piazzamento nel ranking, superando Omar Camporese, Andrea Gaudenzi e Andreas Seppi, che sono arrivati al massimo al numero 18. (…).

 

TUTTI A RIO Ora il palermitano vola a Rio de Janeiro per giocare il torneo in cui saranno impegnati anche Fabio Fognini e Lorenzo Sonego. Mercoledì Marco affronterà una delle sue bestie nere, quell’Aljiaz Bedene che su cinque incontri (quattro nei Challenger) non gli ha mai concesso neanche un set. Lorenzo Sonego, numero 109 della classifica mondiale, entrato in extremis nel main draw, deve vedersela con lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas, numero 96, mentre Fabio Fognini, ora 15 del ranking, esordirà con il Next Gen canadese Felix Auger-Aliassime, numero 103 del mondo, in gara con una wild card.


Cecchinato centra il triplete a Buenos Aires (Gaia Piccardi, Corriere della Sera)

Buenos Aires è terra di italiani. Non stupisce che dopo Giorgio De Stefani (1935) e Nicola Pietrangeli (’63 e ’65), là dove in finale nell’era Open avevano fallito Panatta, Volandri, Di Mauro e Fognini, a sbancare la capitale dell’Argentina sia Marco Cecchinato, a suo agio sul centrale intitolato (in vita) a Guillermo Vilas come un pesce nell’acqua. A furia di palle corte, l’antica arma con cui l’anno scorso si era fatto largo fino alla semifinale del Roland Garros, il palermitano ha frustrato l’entusiasmo dell’enfant du pays Diego Schwartzman, numero 19 del ranking, capace davanti al pubblico di casa di racimolare contro un avversario in stato di grazia appena tre game (6-1, 6-2). E il primo titolo stagionale per l’Italia, il terzo in carriera per Cecchinato, che ha nel rosso il terreno d’elezione (Budapest e Umago, nel 2018, erano stati vinti sulla stessa superficie) e spezza un piccolo digiuno azzurro risalente a Los Cabos l’agosto scorso, quando era stato Fognini Cecchinato centra il triplete a Buenos Aires ád alzare le braccia ál cielo (…). da oggi l’azzurro sale al numero 17 (best ranking), diventando il quinto italiano della storia come piazzamento (Camporese, Gaudenzi e Seppi si sono fermati al numero 18), il secondo dietro Fabio Fognini (numero 15), la cui stagione sulla terra non riesce a decollare (…). Da oggi si gioca a Rio de Janeiro, in Brasile, nell’Atp 500 di cui l’austriaco Thiem è testa di serie numero uno davanti all’attacco a due punte italiano: Fognini e Cecchinato. II favorito numero quattro è l’argentino Schwartzman, campione in carica, totalmente decodificato dal Ceck che affronta lo sloveno Bedene al debutto. Nell’aria buone sensazioni.


Cecchinato supertris. Cecchinato da sorpresa  (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Confermarsi nello sport è la cosa più difficile. Oltre che talento, fortuna, sacrifici e allenamenti servono neuroni inossidabili, e a quanto pare Marco Cecchinato dispone anche di quelli. Il suo 2018 è stato straordinario, addobbato dai due tornei vinti a Budapest e Umago e dalla semifinale del Roland Garros conquistata con la memorabile vittoria su Djokovic nei quarti. Il 2019 conta già una semifinale di lusso sul cemento di Doha e la vittoria asportata ieri sulla terra di Buenos Aires in due set (6-1 6-2) e appena 66 minuti a Diego Schwartzman, ex n.11 del mondo che a Baires ci è nato e quindi sul centrale intitolato al grande Guillermo Vilas (8 titoli nel torneo) giocava in casa Neppure il tradizionale tifo, la hinchada, è riuscita però ad accendersi. Il Ceck, una furia, ha dominato dal primo all’ultimo punto, massacrando El Peque anche (soprattutto) con il rovescio, un tempo il colpo più debole del repertorio. E’ il terzo titolo che Marco si porta a casa dallo scorso aprile, tutti a livello di “250”. Baires viene dopo Budapest e Umago, ma ha un peso storico-statistico diverso, perché vale un best ranking da numero 17 del mondo che fa di Cecchinato il quinto italiano come posizione in classifica mondiale nell’era Open dopo Panatta (4), Barazzutti (7), Bertolucci (12) e Fognini (13) (…).

STORIA. Cecchinato ha scavalcato, sempre in termini di ranking, tre pezzi di storia del nostro tennis come Omar Camporese, Andrea Gaudenzi e Andreas Seppi, tutti arrivati al massimo al numero 18. Nella classifica attuale si è messo dietro Bautista-Agut e lo stesso Schwartzman. Il suo è il 63° titolo azzurro dell’Era Open, fra l’altro era dal 1965 che un italiano non vinceva a Buenos Aires. Allora toccò a Pietrangeli (…). Schwartzman sicuramente non era l’Uomo Nero dei giorni migliori, sabato aveva dovuto battagliare tre set per accettare i regali di un Thiem molto deludente, mentre Marco si era sbarazzato rapidamente dell’altro gaucho Pella. Ma il Ceck non lo ha fatto entrare in partita. Inavvicinabile per El Peque al servizio, aggressivo nei game di risposta, bravo a miscelare ritmi e velocità usando nelle giuste dosi la smorzata, la sua arma preferita sulla terra. Quando arriva in finale del resto per ora il suo record non lascia dubbi: tre centri su tre, senza mai perdere un set (…). Siamo solo a febbraio, certo, ma se i proverbi – e le statistiche – contano qualcosa, Marco è di nuovo sulla strada buona.


Trionfo a Buenos Aires, Cecchinato superfast  (Diego De Ponti, Tuttosport)

Il Ceck spazza via Diego Schwartzman e conquista, a Buenos Aires, il suo terzo titolo in carriera. Spazzato via il beniamino di casa, che il giorno prima si era tolto la soddisfazione di eliminare l’emergente Dominic Thiem. Marco Cecchinato chiude i giochi in un’oretta e qualche scampolo di minuto con il punteggio di 6-16-2. Quando l’argentino prova a tirare su la testa, il palermitano risponde con una nuova accelerazione che taglia definitivamente le gambe al suo avversario e cala il tris vincente in altrettante finali nel circuito Atp. Dopo i successi nella passata stagione a Budapest e Umago, il 26enne di Palermo, e terza testa di serie, conquista l’Argentina Open (…).

VITTORIA PESANTE (…) Quello di ieri è un successo importante perché consente al siciliano di salire in 17a posizione nella classifica mondiale, migliorando ancora il proprio ranking, così da diventare il quinto azzurro nella storia come piazzamento nel ranking (meglio di Omar Camporese, Andrea Gaudenzi e Andreas Seppi che sono arrivati al numero 18). Però è un successo che vale anche in prospettiva perché nel 2018 Marco fu il protagonista di un’impresa al Roland Garros e la vittoria di ieri è importante visti i meccanismi di punteggio.

GIORNATA SÌ Che la giornata fosse quella giusta si è capito subito. Dopo aver mancato tre palle break già nel secondo gioco, il siciliano ha tolto la battuta all’argentino nel quarto game (doppio fallo del padrone di casa sul 30-40 confermando il break per il 4-1). Troppo bassa la velocità del servizio dell’argentino per impensierire il gioco di Cecchinato. (…). L’ultima spallata è arrivata puntuale ad opera di Cecchinato, che senza tremare ha chiuso un match impeccabile, meritandosi anche l’abbraccio del 26enne di Buenos Aires. SUBITO RIO Neanche il tempo di gioire che si torna in campo a Rio. Marco Cecchinato affronta oggi lo sloveno Aljaz Bedene, numero 57 Atp, che si è aggiudicato in due set i cinque testa a testa con il 26enne di Palermo, quattro dei quali disputati a livello challenger. Lorenzo Sonego, numero 109 della classifica mondiale, entrato in extremis nel main draw (inizialmente era stato inserito nelle qualificazioni), deve vedersela con lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas, numero 96 Atp. Non ci sono precedenti fra i due. Fabio Fognini, numero 15 del ranking mondiale e secondo favorito del tabellone, esordirà con il Next Gen canadese Felix Auger-Aliassime, numero 103 Atp, in gara con una wild card (…).

Continua a leggere

Rassegna stampa

Cecchinato balla il tango: è in finale a Buenos Aires (La Nazione). Panatta: «Basta soldi pubblici, se all’Atp piace tanto Torino ci pensino gli sponsor» (Ricca). «Atp Finals a Torino? La partita non è finita, lavoriamo ancora» (Piccioni)

La rassegna stampa di domenica 17 febbraio 2019

Alessia Gentile

Pubblicato

il

Cecchinato balla il tango: è in finale a Buenos Aires (La Nazione)

Marco Cecchinato centra la sua terza finale nel circuito maggiore all’Argentina Open, torneo Atp 250 in svolgimento sulla terra battuta di Buenos Aires. Il 26enne di Palermo, numero 18 del ranking mondiale e terza testa di serie, ha battuto in semifinale l’argentino Guido Pella, numero 50 Atp, con il punteggio di 6-4, 6-2. In finale Cecchinato sfiderà l’altro argentino Diego Schwartzman, che in tre set combattutissimi ha avuto la meglio sull’austriaco Dominic Thiem (2-6, 6-4, 7-6 (5)). Quella di ieri era la sesta semifinale raggiunta in carriera dall’atleta siciliano a livello Atp (la seconda stagionale dopo quella a Doha persa con Tomas Berdych). A livello di finali, invece, sinora l’azzurro ha sempre vinto. Il 2018 gli ha infatti portato in dote il torneo di Budapest e quello di Umago. Entrambi erano tornei Atp 250 su terra, come quello che si chiude oggi in Argentina. Anche se  il vero exploit di Cecchinato è stato ovviamente il Roland Garros dello scorso anno, che lo vide raggiungere in un crescendo impressionante la semifinale in cui venne poi sconfitto proprio da Thiem. In ambito femminile, sarà subito derby tricolore oggi al “Dubai Duty Free Tennis Championships”, torneo WTA Premier 5 che si disputa sul cemento di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il sorteggio ha infatti messo di fronte al primo turno le due azzurre Camila Giorgi, numero 28 del ranking mondiale, e Sara Errani, numero 123 Wta, in gara con una wild card e campionessa dell’edizione 2016 (l’ultimo titolo nel circuito maggiore conquistato dalla 31enne romagnola). La 27enne di Macerata si è aggiudicata i due precedenti, disputati nel 2012 al primo turno di Pechino (cemento) e nel 2016 a Madrid (terra), sempre al primo turno. La vincente di questo testa a testa tutto italiano sfiderà poi al secondo turno la bielorussa Aryna Sabalenka, numero 9 della classifica mondiale e ottava favorita del seeding. In tabellone a Dubai ci sono nove top ten (unica assente Sloane Stephens, numero 4 Wta), con il rientro nel circuito di Naomi Osaka, salita sul trono mondiale dopo il trionfo agli Australian Open.


Panatta: «Basta soldi pubblici, se all’Atp piace tanto Torino ci pensino gli sponsor» (Jacopo Ricca, La Repubblica – Torino)

 

La lettera all’Atp, debole e senza le garanzie governative, è stata spedita. «Se l’Atp ha apprezzato tanto Torino come si dice dia fiducia comunque alla proposta italiana» ragiona Adriano Panatta. Uno dei più grandi tennisti italiani di sempre, interviene sulla candidatura di Torino per ospitare dal 2021 le Atp Finals che sembra ormai tramontata. L’alzata di scudi in difesa della proposta italiana però fa sperare gli organizzatori che il governo possa tornare sui suoi passi. Le pressioni arrivate dalla sindaca Appendino, ma anche dal mondo imprenditoriale piemontese potrebbero infatti far cambiare idea anche all’azionista leghista che finora ha imposto la strada della proposta di legge. Una via però che potrebbe non bastare e per questo la prossima settimana potrebbe arrivare un impegno più netto da parte del premier Giuseppe Conte per cercare di riportare Torino in corsa, anche se fuori tempo massimo. «Il sottosegretario Giorgetti l’ha spiegato, in questo momento i soldi non ci sono – ragiona Panatta – Non possiamo nasconderci che 78 milioni di euro in una fase come quella attuale siano una cifra importante».

Panatta, condivide la scelta del governo?

La politica l’ho fatta e so cosa vuol dire. Non dico che il governo ha fatto bene, dico che si può capire che facciano delle scelte diverse. Non è che in questo momento abbiamo un’economia così florida da poterci permettere certi investimenti. Se mi dicono che dobbiamo trovare i fondi per i pastori sardi capisco che vengano prima delle Atp finals. Quello che spero è però che poi vengano spesi veramente per quello, non voglio fare demagogia, ma coni fondi pubblici meglio investire per mettere a posto le scuole o favorire l’attività fisica alla elementari. Secondo me si dovrebbe cercare di trovare altre strade. Per un evento del genere penso si debba far ricorso agli sponsor privati.

Questo però rende complicato portare grandi eventi sportivi in Italia. Dobbiamo farci l’abitudine?

Ormai fanno i mondiali nel Qatar, cosa possiamo pretendere di competere? Lì sono pieni di soldi e non hanno tradizione, ma vengono scelti lo stesso. Venire a chiedere oggi all’Italia certe cifre è complicato e forse nemmeno giusto. Io ero molto favorevole alla nuova Olimpiade di Roma perché ho visto gli effetti di quella del 1960, quando furono rifatte strade e realizzati impianti che usiamo ancora oggi. Mi sembrava che potesse portare nuovo sviluppo. Sulle Atp Finals la questione è più complessa perché sono un evento di una settimana.

L’Atp però vuole le garanzie. Cosa si può fare?

Io l’Atp l’ho fondata: sono stato nel primo consiglio d’amministrazione. È una realtà che ha fatto un lavoro straordinario, ma oggi chiedere 78 milioni di euro non ha senso. Le grandi società internazionali che vengono in Italia investono qui, sono loro che ci mettono dei soldi. Se all’Atp piace tanto Torino che ci credano che i fondi arriveranno e diano fiducia alla candidatura.


«Atp Finals a Torino? La partita non è finita, lavoriamo ancora» (Valerio Piccioni, La Gazzetta dello Sport)

«Aspettiamo a dire che il progetto Atp Finals di tennis a Torino è morto. Credo e spero che la possa settimana ci possa essere un chiarimento». Sono le parole di Simone Valente, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per i rapporti con il Parlamento.

Ma perché il Governo si è ridotto all’ultimo momento per fare una scelta e scoprire di non avere le risorse necessarie per portare avanti la candidatura?

Governo, Sindaca, Coni, Fit hanno proceduto in questi mesi con grande sintonia e consapevolezza dei requisiti necessari per conquistare l’obiettivo. Poi qualcosa ha rallentato il cammino.

Lo scontro fra Lega e 5 Stelle?

No, nessuno scontro. Il Governo ha una posizione univoca e fra l’altro apprezzo il riconoscimento, purtroppo tardivo, dell’importanza dell’evento da parte della Lega con la presentazione della proposta di legge di Riccardo Molinari. Probabilmente c’è stata una differenza di percezione sulle modalità che avrebbero dovuto portare all’obiettivo.

Non è pensabile che l’Atp, che dovrebbe decidere il 14 marzo, aspetti fino a maggio-giugno l’approvazione della legge che prevede la copertura dei 78 milioni.

Nei prossimi giorni si scioglieranno i nodi. Si potrebbe pensare a un decreto del presidente del consiglio dei ministri, quindi senza passare per il Parlamento.

Ma le Atp Finals sono una priorità o no?

Sono un evento molto importante per il Paese e soprattutto per la città di Torino. E secondo me dimostrano che è il momento di una pianificazione generale degli eventi sportivi, non è possibile ogni volta ricominciare da capo, bisogna scegliere cosa sostenere in anticipo.

A proposito di grandi eventi, non c’è nessuna relazione fra il vostro no ai soldi per Milano-Cortina e quello che poi rischia di bloccare il progetto delle Finals a Torino?

Questo ricatto sarebbe triste, soprattutto si sminuirebbero due eventi importanti, ridotti a spartizione politica. Io spero proprio che non sia così.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement