L'inverno italiano di Lesia Tsurenko

Flash

L’inverno italiano di Lesia Tsurenko

Lesia Tsurenko è sponsorizzata da brand italiani – Lotto e Colavita – e si allena a Roma, sotto l’egida di Adriano Albanesi, nell’accademia di Santopadre. Dopo i quarti di New York, l’obiettivo è la top 20

Pubblicato

il

Lesia Tsurenko è una vecchia conoscenza italiana: era il febbraio del 2012 quando l’ucraina, allora ventunenne e fuori dalle prime 100, lasciò quattro giochi in totale a Sara Errani (che si ritirò sotto 6-1 3-0) e Francesca Schiavone nel primo turno di Fed Cup in Ucraina. Da allora la carriera di Tsurenko è stata altalenante: entrata nelle 100 in pianta stabile nel 2013, grazie al terzo turno a Melbourne e alla semifinale di Brisbane, ha veleggiato costantemente a ridosso delle prime cinquanta nei successivi cinque anni, con il picco del 2015, quando conquistò il titolo International di Istanbul – il primo in carriera – sconfiggendo anche cinque top 10 nel corso della stagione. Avrebbe poi chiuso alla posizione 33.

Negli ultimi anni sono arrivati altri tre titoli, tutti di livello International, altri scalpi prestigiosi ma poca continuità per rimanere ai vertici. Fino a questa stagione, in cui ha raggiunto gli ottavi di finale del Roland Garros e soprattutto i quarti a New York. Nell’ultimo Slam dell’anno ha sconfitto 6-4 6-2 Caroline Wozniacki (tds n.2) al secondo turno e la diciannovenne ceca Vondrousova agli ottavi, prima di arrendersi alla furia della futura campionessa Naomi Osaka. I quarti dello US Open, stesso risultato di Cincinnati, assieme il titolo confermato ad Acapulco a marzo, le hanno permesso di migliorare il best ranking alla posizione 26, e di chiudere l’anno un gradino sotto, al numero 27.

OFF-SEASON ITALIANA – Tsurenko è legata all’Italia anche dagli sponsor Lotto e Colavita (marchio di olio d’oliva, il cui spot l’ha resa molto popolare negli Stati Uniti) e da quest’anno è seguita da un allenatore italiano, Adriano Albanesi. Tsurenko fa base quindi a Roma, dove sta trascorrendo buona parte dell’off-season presso la Rome Tennis Academy, accademia messa su da Vincenzo Santopadre e Stefano Cobolli dove si allena anche Matteo Berrettini. L’ucraina ha fatto un salto anche in Veneto, ‘ospite’ del suo sponsor tecnico. A Treviso ha fatto visita all’Eurotennis Club, in occasione del Kids Day, e a Vicenza ha giocato una partita d’esibizione contro Melania Delai, giovane promessa italiana classe 2002.

 

A Roma e Vicenza, nelle pause, Tsurenko si è ritagliata il tempo per visitare le principali attrazioni turistiche e lasciarne traccia sul suo profilo Instagram. Restano però pochi giorni di preparazione: Tsurenko esordirà fra poche settimane a Brisbane, primo torneo Premier del 2019 (con ben sette top 10 iscritte), che vedrà in campo anche Camila Giorgi. Proseguirà poi con Sydney, altro torneo Premier, prima di spostarsi a Melbourne, dove vanta come miglior risultato il terzo turno del 2013. Il calendario sembra indicare la volontà da parte di Tsurenko e del suo team italiano di spostare l’asticella ancora più in alto: l’obiettivo più o meno dichiarato è quello di entrare nelle prime 20.

https://www.instagram.com/p/BrDCAZrAorO/

Continua a leggere
Commenti

Flash

La corsa al posto di Haggerty (e al suo maxi stipendio)

A settembre si voterà per eleggere il presidente ITF. Haggerty si ricandida insieme a Khanna, Kaderka e Miley. Oltre al prestigioso posto, in palio anche più di 600,000 dollari all’anno

Pubblicato

il

Il 27 settembre in Portogallo, durante l’annuale Assemblea Generale dell’ITF, si voterà per eleggere il nuovo presidente della Federazione Internazionale. Saranno tre gli avversari di David Haggerty, attualmente assiso sulla poltrona di comando: l’indiano Anil Khanna, già candidatosi nel 2015 e superato dallo stesso Haggerty per una manciata di voti, Ivo Kaderka e Dave Miley. I quattro concorreranno per occupare il prestigioso posto, ma anche per assicurarsi uno stipendio da capogiro. Infatti è stato rivelato che la prima testa dell’ITF ha guadagnato 642,000 dollari all’anno (573,000 euro) nel 2017, mentre l’anno precedente addirittura 722,000 $ (645,000 euro).

In caso di rielezione, Haggerty ha promesso di continuare a incrementare la raccolta di fondi per sostenere il processo di sviluppo dell’ITF. L’attuale presidente ha rivelato di aver donato i propri bonus annuali al fondo sviluppo nel 2016, 2017 e 2018 e che che ha intenzione di fare lo stesso anche quest’anno. Chissà se basteranno queste promesse per riconfermare la sua carica, ottenuta nel 2015 al secondo turno di votazioni per appena 8 voti di vantaggio su Khanna (200 a 192).

Continua a leggere

Flash

Spettacolo ad Halle, tra calcio-tennis e challenge “prestati”

Paire e Tsonga palleggiano con i piedi a punto perso. Stakhovsky “presta” un challenge a Herbert e perde il punto

Pubblicato

il

Oltre a punti giocati, ramanzine agli arbitri ed errori, è bello ogni tanto vedere qualcosa di diverso su un campo da tennis. Qualcosa che ci riconcili un po’ col lato umano dello sport e ci rubi un sorriso. Ad Halle gli spettatori non hanno avuto di che lamentarsi fino ad ora. Un divertente scambio di calcio-tennis, improvvisato da Tsonga e Paire, a punto ormai concluso, ha infiammato la folla e l’internet.

Simpatico anche il siparietto tra Pierre Hugues Herbert e Sergij Stakhovsky. Il francese, rimasto senza challenge, ha invitato scherzosamente l’avversario a contestare la chiamata del giudice di linea che aveva giudicato fuori la sua prima di servizio. Stakhovsky ha accettato tra l’ilarità generale: la palla di Herbert, così come l’ace che ne era scaturito, si è rivelata essere buona e ha chiuso il game.

 

Continua a leggere

Flash

Tutti gli infortuni di Juan Martin del Potro

Al Queen’s è arrivato l’ennesimo infortunio di una carriera davvero tormentata. In attesa di sapere di più sull’entità del danno, ripercorriamo gli stop forzati dell’argentino

Pubblicato

il

Juan Martin del Potro - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Quando si parla di Del Potro, la prima cosa che viene in mente molto probabilmente è lo schiocco sordo del suo drittone. Altrettanto probabilmente il secondo pensiero prenderà corpo nelle seguenti parole: Peccato per gli infortuni. In effetti pochi giocatori sono stati così tormentati dal punto di vista fisico come la Torre di Tandil, che ha dovuto rinunciare anche ad intere stagioni nel corso della sua carriera.

La sfortuna sembra davvero non voler dare tregua al campione argentino che, nel match di primo turno vinto al Queen’s contro Denis Shapovalov, è scivolato a due giochi dal traguardo, finendo col risollecitare il ginocchio destro. Del Potro è riuscito a concludere con successo l’incontro, ma poi ha prontamente comunicato agli organizzatori la propria intenzione di ritirarsi dal torneo. Nei prossimi giorni verrà valutata l’entità del danno. In attesa di saperne di più, proviamo a ripercorrere uno a uno tutti gli infortuni che hanno funestato la carriera di Del Potro.

Gennaio 2008: infortunio della vertebra lombare durante il secondo turno degli Australian Open contro David Ferrer. Costretto al ritiro e a più di due mesi di stop.

Maggio 2008: microstrappo lombare che lo forza a lasciare il campo contro Andy Murray, nel primo turno degli Internazionali di Roma.

 

Novembre 2008: distrazione muscolare all’adduttore destro nel corso del match contro Feliciano Lopez in finale di Coppa Davis.

Gennaio 2010: primo infortunio davvero grave. Durante l’Australian Open, comincia a sentire dolore al polso destro. Dopo alcuni mesi di stop, si opera e gioca appena due partite nel resto della stagione. Rimane lontano dal campo per otto mesi e scivola al numero 484 del ranking.

Maggio 2011: strappo al retto femorale sinistro, appena prima di affrontare Rafa Nadal a Madrid.

Novembre 2011: si ritira dal Masters 1000 di Parigi-Bercy per una lesione alla spalla. L’infortunio gli nega la possibilità di partecipare alle Finals.

Maggio 2012: durante il Roland Garros si infortuna al ginocchio sinistro, ma continua a giocare fino ai quarti di Wimbledon.

Agosto 2012: a Cincinnati, inizia ad avvertire dolore al polso sinistro. Inizialmente non sembra niente di grave, ma poi la situazione peggiorerà.

Settembre 2012: non gioca il quarto incontro della semifinale di Davis contro la Repubblica Ceca per una lesione alla fibrocartilagine triangolare del polso sinistro.

Febbraio 2014: il polso sinistro continua a fare le bizze. Del Potro salta Dubai e a marzo si opera per la prima volta.

Gennaio 2015: poco prima di tornare a Sydney, decide di sottoporsi ad una nuova operazione, sempre al polso sinistro.

Giugno 2015: si opera per la terza volta al polso sinistro. Rientrerà a Delray Beach nel 2016, dopo 327 giorni di assenza dal circuito.

Ottobre 2017: durante il Masters 1000 di Shanghai, cade e sbatte il polso sinistro. Fortunatamente niente di grave, se la cava immobilizzando la zona e riposando qualche giorno.

Maggio 2018: strappo di grado uno all’adduttore destro durante gli Internazionali di Roma.

Ottobre 2018: durante l’incontro contro Borna Coric a Shanghai, cade e si frattura la rotula. Dopo 131 giorni senza giocare fa il suo ritorno a Delray Beach.

Marzo 2019: il ginocchio scricchiola ancora e lo costringe a saltare Acapulco, Indian Wells e Miami.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement