Gli eroi della Davis '76 premiati dal CONI. Pietrangeli: "Riforma Davis vergognosa"

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Gli eroi della Davis ’76 premiati dal CONI. Pietrangeli: “Riforma Davis vergognosa”

Consegnati i Collari d’Oro alla squadra azzurra che trionfò in Cile. L’ex capitano Pietrangeli punta il dito sul nuovo progetto Davis

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Il 19 dicembre presso la Sala delle Armi del Foro Italico si è tenuta la cerimonia di consegna dei Collari d’Oro al merito sportivo del CONI. La tradizionale premiazione che chiude l’annata sportiva ha coinvolto 22 atleti azzurri, ma nessun tennista in attività ha ricevuto il riconoscimento (Arianna Fontana, Raelin Marie D’Alie, Giulia Ciavarella, Giulia Rulli, Francesco Molinari, Mara Navarria, Alice Volpi , Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Giorgio Avola, Filippo Mondelli, Andrea Panizza, Luca Rambaldi, Giacomo Gentili, Ruggero Tita, Caterina Marianna Banti, Kiara Fontanesi, Francesco Bagnaia , Francesca Lollobrigida, Alessia Zecchini).

È dal 2015 che il tennis non è protagonista alla cerimonia dei Collari d’Oro, anno in cui vennero premiati Flavia Pennetta (campionessa all’US Open), Simone Bolelli e Fabio Fognini (vincitori nel doppio all’Australian Open) e anche Sara Errani per la vittoria a Wimbledon 2014. Tuttavia quest’anno sono stati comunque premiati cinque ex-tennisti per via della decisione del Comitato di consegnare l’onorificenza anche ad atleti vittoriosi prima del 1995, anno dell’istituzione dei Collari d’Oro. Dopo gli eroi del volley e della pallanuoto hanno ricevuto il premio Corrado Barazzutti, Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli, storica compagine che vinse la Coppa Davis nel 1976 a Santiago del Cile. Il quinto a ricevere il Collare d’Oro è stato Nicola Pietrangeli, capitano nello storico successo in Davis e campione al Roland Garros 1959.

Lo stesso Pietrangeli dopo la cerimonia si è lasciato andare a qualche dichiarazione poco ortodossa sulla nuova riforma della Coppa Davis: “È una vergogna. La Federazione Internazionale si è svenduta perché andava a rotoli. È entrato questo signore, Piqué, che gioca benissimo a pallone ma non c’entra niente col tennis, ha portato molti soldi sul tavolo e l’ITF che contava sempre meno ha “sbracato”; anche perché i tornei dello Slam non hanno bisogno della Federazione Internazionale. Per me la Coppa Davis è una mamma e questa riforma è una cosa scandalosa, terribile».

 

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Jannik Sinner wild card alle Next Gen Finals

Dovesse qualificarsi di diritto il diciottenne altoatesino, l’invito andrebbe al vincitore del torneo di pre-quali

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Si chiuderà nel meritatissimo migliore dei modi la stagione, sin qui già di per sé oltre il clamoroso, di Jannik Sinner. Il diciottenne da San Candido ha ricevuto nella giornata di oggi l’ufficialità di una notizia ormai da tempo attesa: sarà lui l’invitato speciale alle prossime Next Gen Finals milanesi, in programma dal cinque al nove novembre presso il rinnovatissimo Palalido di Piazzale Stuparich.

Attualmente occupante la posizione numero 127 delle classifiche mondiali, Sinner sta cavalcando l’onda di una stagione vissuta da miglior under 18 al mondo, adornata da due titoli e una finale persa nel circuito Challenger oltreché da notevoli prestazioni (l’ultima a New York contro Stan Wawrinka) esibite al cospetto di ottimi giocatori al massimo livello del tennis professionistico. Segnalato oggi al tredicesimo posto nella Race di categoria, Sinner dista 452 punti da Miomir Kecmanovic, settimo in classifica e al momento ultimo qualificato di diritto alla kermesse di fine anno. A meno di due mesi dall’evento la rimonta appare improbabile, ma qualora a Sinner dovesse riuscire l’exploit l’invito finirebbe nelle mani del vincitore del torneo di pre-quali, previsto tra il primo e il tre di novembre sui campi dello Sporting 3 di Basiglio.

Dovesse invece, com’è più probabile, permanere la situazione attuale, il campione del torneo cadetto si “accontenterà” di una wild card per un posto da riserva alle Finals: un ruolo da alternate di valore non trascurabile, visto che Stefanos Tsitsipas, leader incontrastato della classifica under, ha ottime possibilità di qualificarsi per le Finali degli adulti e, allo stato delle cose, una doppietta non sembra nei programmi del fenomeno di Atene.

 

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Pliskova si qualifica per le WTA Finals

Karolina si assicura un posto al Masters di fine anno grazie al titolo vinto a Zhengzhou. Quarta qualificazione consecutiva per lei

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Karolina Pliskova - WTA Finals Singapore 2018 (foto Philip Cho)

Con il titolo vinto a Zhengzhou, Karolina Pliskova si è qualificata aritmeticamente per le prossime WTA Finals di Shenzhen (27 ottobre-3 novembre). La ceca è la seconda giocatrice dopo Ashleigh Barty a raggiungere questo traguardo e allunga a quattro la striscia di qualificazioni consecutive al Masters di fine anno (nel 2016 prese parte anche al torneo di doppio, in coppia con Julia Goerges). Nelle precedenti partecipazioni, Pliskova non si è mai spinta oltre le semifinali, raggiunte nel 2017 (sconfitta dalla futura vincitrice Caroline Wozniacki) e nel 2018 (eliminata da Sloane Stephens).

Per me è sempre un obiettivo qualificarmi per le WTA Finals e sono fiera di esserci riuscita per la quarta volta“, ha dichiarato la ceca. “Non vedo l’ora di competere contro le migliori giocatrici del mondo e di esplorare la città di Shenzhen“. Questa qualificazione anticipata è il risultato di una stagione durante la quale la ceca si è espressa sempre a buonissimi livelli. Al momento, Karolina è prima per titoli vinti nel 2019 (4) e per numero di vittorie (49). Inoltre, ma non è una novità, guida anche la classifica degli ace con 455 servizi non sfiorati dalle avversarie.

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Djokovic sorpassa Connors per numero di settimane in vetta al ranking ATP

Novak arriva a quota 269 settimane da numero uno e supera Connors. Ora nel mirino c’è il terzo posto di Lendl (270), più distanti Sampras (286) e Federer (310)

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Novak Djokovic - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Oggi, lunedì 16 settembre, Novak Djokovic ha iniziato la sua 269esima settimana da numero uno del ranking ATP, superando le 268 di Jimmy Connors. Il serbo si piazza dunque al quarto posto all time in questa speciale classifica, dietro a Ivan Lendl (270), Pete Sampras (286) e Roger Federer (310). Nole è già praticamente certo di sorpassare Lendl, mentre più complicato (anche se tutt’altro che impossibile) sembra essere l’assalto ai primi due posti. In linea puramente teorica, se mantenesse costantemente la leadership, Djokovic supererebbe Sampras il 13 gennaio 2020 e Federer il 30 giugno 2020. Ovviamente si tratta di pure speculazioni, giusto per dare un’idea più tangibile della distanza tra i tre tennisti.

Djokovic ha una striscia aperta di 46 settimane da numero uno, durante la quale ha collezionato 46 vittorie e appena 9 sconfitte e trionfato in due Slam (Australian Open e Wimbledon). Deve però guardarsi da Rafael Nadal che punta deciso verso la conquista del trono del tennis a fine stagione. Lo spagnolo è primo nella Race to London con ben 1960 punti di vantaggio su Nole e in caso di sorpasso raggiungerebbe proprio il serbo per numero di stagioni chiuse da primo della classe (5). Se invece Djokovic riuscisse a mantenere il numero uno, aggancerebbe Sampras a quota sei stagione terminate in vetta alla classifica, staccando Federer e Connors.

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