Kvitova, rivincita su Anisimova. L'Australian Open perde Kerber: sorpresa Collins

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Kvitova, rivincita su Anisimova. L’Australian Open perde Kerber: sorpresa Collins

MELBOURNE – Vittoria nettissima di Petra, ma che belle prospettive per Amanda. Primi quarti Slam per la 25enne americana: la numero 2 del mondo (lenta e poco reattiva) raccoglie la miseria di due giochi

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Petra Kvitova - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

da Melbourne, il nostro inviato

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1

 

GRANDE PETRA, FUTURO AMANDA – Una splendida mattinata di sole accoglie sulla Rod Laver Arena il primo ottavo di finale della parte bassa del tabellone femminile, Petra Kvitova opposta alla rivelazione del torneo Amanda Anisimova. Petra la conosciamo (e apprezziamo, io personalmente almeno) tutti, la novità è la diciassettenne Amanda, che diventerà maggiorenne il 31 agosto di quest’anno, è già meritatamente tra le top 100 WTA (n° 87), e qui è arrivata tra le prime 16 dopo aver battuto avversarie di gran livello (Niculescu, Tsurenko e soprattutto la fortissima Aryna Sabalenka). Gioca davvero bene Anisimova, statunitense di genitori russi, potete leggere qui il profilo a lei dedicato da Alessandro Stella.

Ieri avevo seguito la partita tra Serena Williams e Dayana Yastremska, giovanissima come Amanda, e il risultato purtroppo per l’emergente ucraina era stato un 6-2 6-1 senza appelli, ma soprattutto, l’aspetto emotivo aveva giocato un gran brutto scherzo alla brava Dayana, che era bloccata dalla tensione, e alla fine era tanto affranta da suscitare l’istinto materno di Serena, che l’ha consolata a lungo con dolcezza. Più o meno nella stessa situazione (magari Kvitova non avrà il carisma di Williams, però quando è in forma come in questo Australian Open a livello di tennis non è assolutamente da meno), oggi Amanda ha incassato a sua volta, in 59 minuti, con lo stesso identico punteggio, la “stesa” che spesso per le ragazzine terribili è quasi un rito di passaggio per arrivare tra le grandi.

Avevano già giocato contro, l’anno scorso a Indian Wells, ed era stata la prima grande affermazione per Amanda, complice una ceca non al meglio, stanca e fallosa. Certamente, un minimo di “dente avvelenato” la peraltro dolcissima Petra lo aveva, oggi, e per Anisimova non c’è stato scampo. Ma il modo in cui ha perso è stato molto, molto diverso. Da subito Petra ha giocato al suo massimo, concentratissima (e Kvitova concentratissima che dà il suo meglio è una che le spazza via dal campo tutte), dall’altra parte della rete però le venivano restutuiti spasso e volentieri dei missili e degli angoli vincenti pari ai suoi. Con qualche imprecisione in più, ovvio, ma sempre e comunque con l’atteggiamento di una che ci crede senza timori reverenziali, almeno fino al secondo parziale, quando comprensibilmente la statunitense è calata di testa. Primo set, 6-2 Kvitova, con saldo vincenti-errori di 8-6, quindi come detto livello molto alto della fuoriclasse ceca, ma Anisimova ha messo a referto un 7-11, notevolissimo comunque.

La differenza, che abbiamo visto anche nel secondo set (6-1 Kvitova), è stata la gestione dei punti che pesano, ovvia e scontata capacità della campionessa che Petra è. Ma ci arriverà anche Amanda, e presto. Perché oltre a un ottimo servizio, e ad accelerazioni fenomenali, Anisimova ha fatto vedere anche angoli, aperture di gioco, geometrie non banali. Il fucile ce l’ha, ed è già carico, la ragazzina, ma non si limita alla sparatoria senza pensiero, il che per una tennista così giovane, in un circuito WTA preda delle sparapalle, è una bella cosa davvero. Ci si rivede presto ad altissimi livelli, cara Amanda. Petra vola ai quarti di finale come un treno (17 game persi in 4 match!), e se non succede qualcosa di inaspettato in negativo, a mio avviso è strafavorita con Ashleigh Barty.

D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

INCREDIBILE COLLINS – È la sorpresa del giorno, ma non solo. Fin qui, dell’intero torneo. Una Kerber stranamente passiva e spenta, cede nettamente alla 25enne americana Danielle Collins. 6-0 6-2 in appena 56 minuti di gioco per la ragazza proveniente dalla Università della Virginia (due titoli NCAA per lei in tre stagioni, laurea in comunicazione nel 2016). Esattamente un anno fa, da numero 160 del mondo, perdeva nel terzo turno delle qualificazioni dell’Australian Open contro Denisa Allertova, raccogliendo la miseria di un game. Dodici mesi dopo, al debutto nel main draw dello Slam down under (quinta presenza in assoluto in un Major), conquista la vittoria più prestigiosa della sua carriera e i quarti di finale in uno Slam per la prima volta.

Fin dai primi scambi si intuisce che non sarà la giornata di Kerber, che nell’unico precedente giocato tra le due (lo scorso anno sull’erba di Eastbourne), aveva trionfato con un perentorio 6-1 6-1. La tedesca, una delle grandi favorite della vigilia e campionessa a Melbourne nel 2016, cede il servizio a zero nel primo gioco dell’incontro. Sarà solo il primo, ne seguiranno infatti altri cinque consecutivi: il primo parziale finisce 6-0 in 20 minuti di gioco, con Collins che mette a referto 13 vincenti e 5 gratuiti. Kerber prova la reazione nel primo gioco del secondo set: strappa la battuta alla statunitense ma non conferma il vantaggio, cedendo immediatamente il break appena conquistato.

La tedesca è spenta, lenta, poco reattiva, la sua palla non viaggia e non mette l’avversaria in difficoltà. Collins (salita alla ribalta lo scorso anno a Miami, quando raggiunse la semifinale) gioca un match praticamente perfetto ed è bravissima ad approfittarne della giornata no della sua avversaria. L’unico altro game del suo incontro Kerber lo conquista sul 2-1 in favore di Collins, tenendo la battuta per la prima ed ultima volta nel match. Priva di reazioni e di grinta agonistica, Angie saluta amaramente Melbourne Park subendo una striscia di quattro giochi consecutivi. Danielle chiude con 29 vincenti e 17 errori gratuiti, Kerber con 6 vincenti, 17 gratuiti e 5 doppi falli.

Danielle Collins – Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Per Collins si tratta della sesta vittoria in carriera contro una top 20, a fronte di nove sconfitte: i precedenti successi erano arrivati contro Keys (n.14, Indian Wells 2018), Vandeweghe (n.16, Miami 2018), Venus Williams (n.8, Miami 2018), Goerges (n.14, Australian Open 2019) e Garcia (n.19, Australian Open 2019). Diventa inoltre la prima giocatrice proveniente dal college a conquistare un quarto di finale a livello Slam dai tempi di Lisa Raymond, che raggiunse le ultime otto proprio a Melbourne nel 2004. Al prossimo turno attende la vincente di Stephens-Pavlyuchenkova.

Risultati:

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1
[15] A. Barty b. [30] M. Sharapova 4-6 6-1 6-4

[5] S. Stephens vs A. Pavlyuchenkova
D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

La prima volta di Barty: battuta Maria Sharapova
Il tabellone femminile

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Australian Open 2022, per ora nessuna misura contro la variante Omicron nello stato del Victoria

Il premier del Victoria Daniel Andrews conferma: nessuna strategia specifica contro la nuova variante. Decisione destinata a cambiare nell’eventualità di una nuova ondata?

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Veduta del Campo 3 di Melbourne Park (foto Twitter @AustralianOpen)

Ormai è chiaro che questo Slam s’ha da fare. I soldi in ballo sono troppi per Tennis Australia e obbiettivamente se loro sono stati in grado di organizzare un evento così mastodontico nelle condizioni complicatissime dello scorso anno, non c’è motivo per cui non possano fare anche di meglio nel 2022. Come annunciato nelle scorse settimane, solo i tennisti che hanno completato il ciclo vaccinale potranno prendere parte al torneo (con speciali esenzioni legate a specifiche condizioni mediche) ma purtroppo ci sono delle varianti del coronavirus contro le quale alcuni vaccini non sembrano essere efficaci, e al momento la più invulnerabile è quella ‘Omicron’. Diffusasi inizialmente in Sud Africa, per termini logistici e di vicinanza un Paese come l’Australia può essere maggiormente a rischio, ma per ora non sono state prese contromisure al di là di quelle già in atto.

Il premier dello stato del Victoria Daniel Andrews ha promesso che il suo governo non perseguirà una strategia ad hoc di fronte alla nuova variante e rimarrà sulla stessa linea del New South Wales sulle restrizioni per i viaggi. Con l’avvicinarsi del Natale, Andrews ha affermato che Victoria e il New South Wales (lo stato che ha per capitale Sydney) faranno “tutto il possibile” per mantenere le stesse regole di viaggio in modo che le persone possano pianificare riunioni di famiglia e vacanze. Dunque saranno consentiti i movimenti tra i due stati prima delle festività natalizie. Per quanto riguarda lo stato di contagi invece lo Stato di Victoria ha registrato sette morti e 980 nuovi casi domenica mattina, un netto calo rispetto ai 1365 casi di sabato. 299 persone sono in cura, con 83 persone in terapia intensiva e 16 con ventilatori.

Questa strategia va leggermente in controtendenza con quella di altri Paesi anglofoni dell’emisfero boreale. Il Regno Unito ha infatti adottato una tattica più cauta dopo aver annunciato che tutti i viaggiatori entranti nel Paese devono ora fare un test COVID-19 pre-volo indipendentemente dal loro status vaccinale. Negli Stati Uniti, invece, il dottor Anthony Fauci è un po’ più ottimista: ha affermato che i dati iniziali dal Sud Africa, l’epicentro dell’epidemia di Omicron, non hanno mostrato un’impennata dei ricoveri a causa della variante, facendo sperare che non porti a conseguenze gravi. Ha detto inoltre che si aspettava che l’attuale divieto del paese ai viaggiatori provenienti dell’Africa meridionale venga revocato presto. La domanda a questo punto è se queste decisioni del governo statale cambieranno nell’eventualità di un’ondata legata a questa variante.

 

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Australian Open: rese note le esenzioni mediche per i giocatori non vaccinati

Un giocatore che potrebbe beneficiarne è Jeremy Chardy, che ha dichiarato di aver dovuto chiudere prematuramente la stagione a causa degli effetti collaterali legati all’inoculazione

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Jeremy Chardy - Queen's 2018 (© Alberto Pezzali per Ubitennis)

Anche se la Coppa Davis non è ancora stata archiviata, è già tempo di pensare alla nuova stagione che prenderà il via in Australia il primo gennaio. Ad accompagnare l’avvicinamento all’Australian Open vi è la tematica relativa ai requisiti per poter accedere nello stato australiano del Victoria, di cui Melbourne è la capitale, e quindi essere definiti idonei per poter partecipare al primo torneo stagionale del Grande Slam.

Dopo molte speculazioni, Tennis Australia, l’organo di governo tennistico australiano, ha confermato nelle scorse settimane che sarà necessario il completamento del ciclo vaccinale contro il COVID-19 per poter partecipare all’Happy Slam.  La decisione ha ricalcato quanto stabilito dal premier dello stato Daniel Andrews, che aveva dichiarato che nessuna deroga sarebbe stata concessa agli atleti non vaccinati, classificandoli come “lavoratori essenziali” ai sensi della normativa vigente e richiedendone quindi la vaccinazione.

Tuttavia, vi è ancora la possibilità per alcuni giocatori di poter competere agli Australian Open senza aver ricevuto entrambe le dosi del vaccino (o l’unica dose nel caso di Johnson & Johnson). Infatti, secondo quanto stabilito da Tennis Australia, sono stati individuati quattro requisiti che potranno consentire agli atleti di ottenere un’esenzione medica:

 
  • L’atleta ha una storia di anafilassi (una reazione allergica) a tutte le vaccinazioni COVID-19 approvate
  • L’atleta ha sofferto di “gravi effetti collaterali” legati alla prima dose di un vaccino approvato che hanno comportato il ricovero in ospedale o una disabilità/incapacità significativa
  • L’atleta soffre attualmente di una condizione medica acuta
  • L’atleta negli ultimi sei mesi ha sofferto di una malattia cardiaca infiammatoria.

Le autorità australiane hanno anche confermato che non sarà concessa nessuna esenzione alle atlete in gravidanza né agli atleti che soffrono di una condizione medica cronica di base o che in famiglia hanno registrato eventi di “effetti collaterali”.

Tra gli atleti che potrebbero soddisfare i requisiti sopra indicati potrebbe esserci Jeremy Chardy che, come dichiarato lo scorso settembre, ha sospeso la sua attività agonistica nel 2021 a causa di una reazione avversa al vaccino senza fornire, tuttavia, dettagli su quanto accaduto.

Oltre alla vaccinazione, gli atleti che viaggeranno in Australia dovranno sottoporsi al tampone prima del volo e ancora una volta appena atterrati. Per minimizzare le possibilità di contagio che potrebbero accadere in voli di linea, secondo quanto scritto da Marca, Tennis Australia ha organizzato diversi voli charter, consigliando caldamente agli atleti di utilizzare uno di questi voli. I sei aeroporti ritenuti strategici da cui partiranno i suddetti voli sono i seguenti: Dubai, Abu Dhabi, Los Angeles, Tokyo, Singapore e Santiago del Cile.

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Australian Open, il padre di Djokovic: “Sotto questi ricatti è probabile che Novak non giochi”

Intervistato da un programma televisivo in Serbia, Srdjan spiega: “Novak vorrebbe giocare, ma è suo diritto dire o non dire se si è vaccinato”

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Novak Djokovic - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

“È improbabile che Novak Djokovic giochi l’Australian Open se le condizioni sono queste”. Ad affermarlo è Srdjan Djokovic, il padre del numero uno del mondo, durante un’intervista in Serbia, a TV Prva. Come noto, il primo Slam dell’anno ha imposto la vaccinazione obbligatoria per i giocatori che vorranno prendere parte al torneo, mentre Novak, nove volte campione del torneo, non ha mai detto ufficialmente se si sia vaccinato o meno (e ciò fa pensare, ovviamente, che abbia rifiutato di sottoporsi all’immunizzazione).

Mentre il figlio Novak è impegnato in Coppa Davis, Srdjan interviene sul tema e lo fa senza mezzi termini: “L’essere vaccinati o meno risponde a un diritto personale di ogni individuo. Nessuno può violare la privacy del singolo perché ognuno ha il diritto di decidere per la propria salute. Se Novak si è vaccinato o meno è un argomento che riguarda esclusivamente lui: non lo so e anche se lo sapessi non lo direi pubblicamente. Non credo che lo rivelerà, e sotto questi ricatti probabilmente non giocherà l’Australian Open. Inoltre non è chiaro il perché vaccini come quello russo e quello cinese non siano ritenuti validi secondo i criteri dell’Australia”.

Djokovic senior rincara la dose, facendo capire quale sia al momento la linea di pensiero del numero uno del mondo: “È imbarazzante il fatto che ci sia qualcuno che possa prendersi il diritto di escludere dal torneo il nove volte campione dell’Australian Open. Novak vorrebbe competere, ma se giocherà o meno dipenderà dalla posizione delle autorità e degli organizzatori”.

 

Djokovic, a proposito della questione, è stato evasivo durante una conferenza stampa alle ATP Finals di Torino, trincerandosi dietro un “aspettiamo e vedremo quello che succede”. Se Djokovic saltasse l’Australian Open, oltre a rinunciare alla possibilità di rincorrere quel Grande Slam saltato nel 2021 solo per la sconfitta in finale allo US Open, perderebbe la chance di arrivare a 21 Slam vinti, superando Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica dei giocatori con più titoli di sempre (Rafa dovrebbe essere regolarmente in campo a Melbourne e potrebbe quindi cercare a sua volta di staccare i rivali). Djokovic ha sempre giocato a Melbourne Park sin dal 2005.

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