Pigato e Arnaldi: doppietta MTA a Melbourne

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Pigato e Arnaldi: doppietta MTA a Melbourne

Pigato, 15 anni, ha raggiunto gli ottavi di finale all’Australian Open Junior. “I loro risultati fanno crescere tutti”, spiega Ugo Pigato, padre-coach di Lisa e co-fondatore della Milano Tennis Academy

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Lisa Pigato - Australian Open Junior 2019 (foto Silveri/Federtennis)

Giocare uno Slam juniores a soli 15 anni è un grande traguardo, farlo vincendo quattro partite, e diventando la più giovane fra le sedici giocatrici qualificate per gli ottavi di finale, è roba per poche. È per questo che Lisa Pigato può tornare col sorriso dalla sua trasferta all’Australian Open juniores: un successo dal punto di vista dei risultati ma anche dell’esperienza raccolta, grazie alla possibilità di stare a contatto per giorni con i tennisti e le tenniste più forti del mondo. È quella una delle grandi finalità degli Slam under 18: giocare e vivere a fianco dei big, osservarli e provare a rubare qualche segreto utile per migliorare. Ma, naturalmente, anche i risultati hanno il loro valore e il torneo di Lisa sui campi blu di Melbourne Park è stato un successo, a maggior ragione viste le preoccupazioni della vigilia, con tre giorni di riposo a letto causa febbre alta, un primo turno delle qualificazioni che pareva stregato (Lisa perdeva 6-1 4-1 contro la russa Maria Bondarenko, prima di spuntarla per 1-6 7-6 6-4), e anche una piccola contrattura all’adduttore.

Ma la tennista della Milano Tennis Academy, la più giovane dell’intera spedizione italiana down under, è stata più forte delle difficoltà e si è regalata il miglior torneo della sua giovane carriera. È stata fermata solo agli ottavi dalla canadese Leylah Annie Fernandez, una che si è già fatta notare a livello WTA. “Si tratta di un risultato inaspettato – commenta il padre-coach Ugo -, ancor di più dopo le vicissitudini di inizio torneo. È un’esperienza importante per la sua formazione: Lisa ha capito di essere competitiva, e di avere chance di giocare ancora a questi livelli. Il tutto, giusto ricordarlo, al suo primo Slam nel tabellone principale, e (potenzialmente) con altri due anni a disposizione per rivivere la stessa esperienza.

 

Oltre ad applaudire la sua stellina, la MTA può festeggiare il fatto di aver piazzato fra gli otto azzurrini in gara a Melbourne anche un altro atleta, Matteo Arnaldi, sanremese n.52 del ranking mondiale ITF. “Matteo – continua Pigato – ha pagato un sorteggio impegnativo, pescando subito il rumeno Jianu che è n.8 del mondo (e che si è guadagnato la semifinale, ndr), ma pazienza. Il vero obiettivo di queste trasferte non sono le vittorie, ma la possibilità di assaporare un ambiente d’élite, ben diverso dai tornei ai quali i ragazzi sono abituati. È per questo che raggiungere gli Slam è uno degli obiettivi del percorso juniores: chi riesce a farlo si porta via un bagaglio d’esperienze eccezionale”.

Matteo Arnaldi – Australian Open Junior 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

E non è finita qua, perché all’interno di un’accademia come la MTA vedere dei giovani atleti calcare i palcoscenici più famosi al mondo può essere anche da stimolo per tutti gli altri allievi. “Ragazzi come loro – chiude Ugo Pigato – mostrano ai più piccoli che grazie al tennis si può girare il mondo, e questo è un bel traino. A noi maestri fornisce le motivazioni per lavorare ancora meglio, e aiuta i ragazzi a pensare in grande. Basta guardare Lisa: sognava di giocare in Australia, e ce l’ha fatta”. Passando tutt’altro che inosservata.

MTA: IL NUOVO LABORATORIO TENNISTICO DI MILANO – La Milano Tennis Academy è nata nel giugno 2018 dal sodalizio tra Franco Bonaiti e Ugo Pigato, due dei tecnici più titolati del panorama nazionale, affiancati dal terzo socio Pier Carlo Guglielmi, presidente e responsabile manageriale dell’Academy. L’obiettivo è la costituzione di un laboratorio tennistico di alto profilo e di respiro internazionale, che possa portare Milano allo stesso livello delle città e delle accademie più importanti al mondo. Un progetto che ha base allo Sporting Milano 2, oasi verde di Segrate, alle porte del capoluogo. All’interno della struttura la MTA può contare su sette campi, di cui sei coperti in inverno: 4 in sintetico e 3 in terra battuta. E ancora su players’ lounge, palestre, palazzetto dello sport, centro benessere e tutto ciò che serve per mettere a proprio agio gli atleti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.

Ufficio Stampa Milano Tennis Academy

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ITF, ATP e WTA, finalmente un po’ di dialogo: più punti per i tornei del World Tennis Tour

Le due associazioni dei giocatori e la federazione internazionale finalmente si parlano. Più punti ATP per i tornei M25, posti riservati ai giovani e tabelloni allargati. Tornano i punti nei 15,000 dollari

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ITF World Tennis Tour (foto via Twitter, @ITF_Tennis)

L’ITF World Tennis Tour, che ingloba le vecchie definizioni di circuito Pro e Junior, continua ad essere un grande cantiere aperto, ma forse finalmente sembra che i lavori siano condotti nella giusta direzione e, cosa più importante, di concerto con gli altri organi sovrani del mondo del tennis. Archiviato, almeno nel nome, il progetto del Transition Tour, l’ITF si è accordata con l’ATP e la WTA per apportare nuove modifiche all’apparato di tornei sotto la propria egida.

Il presidente ITF David Haggerty lamentava la scarsezza di punti concessi dall’ATP per i tornei da 25,000 dollari (i cosiddetti M25). L’appello non è caduto nel vuoto e il problema sembra essere stato risolto. Da ora in poi infatti gli eventi di questa categoria daranno 20 punti al vincitore, laddove prima ne erano previsti solo 3. Inoltre è stato deciso di tornare a offrire punti anche nei turni precedenti alle semifinali (come accadeva prima della riforma) e soprattutto nei tornei da 15,000 dollari, che prima davano diritto solo ai cosiddetti “ITF entry points”. Il ranking verrà aggiornato con il nuovo sistema di punteggi a partire dal 5 agosto. I punti verranno retroattivamente assegnati per tutti i tornei fino all’agosto 2018. Per intendersi, Jannik Sinner, vincitore dell’M25 di Trento, si vedrà aggiungere in classifica 17 punti.

 

Verranno anche aumentate le dimensioni dei tabelloni di qualificazioni per quanto riguarda il singolare, portando il numero dei giocatori da 32 a 48. I tornei di conseguenza dovranno svolgersi su otto giorni e non più su sette, eventualità discussa e approvata anche dalla Tennis Integrity Unit. Continueranno a essere garantiti punti ITF per chi partecipa alle qualificazioni, cosa che permetterà ai possessori di un ranking ITF di essere presi in considerazione per l’accettazione ad un torneo (anche se pur sempre in maniera subordinata ai giocatori che hanno un ranking ATP o WTA). Nei tornei da 15,000 dollari, saranno riservati tre posti per i migliori tennisti junior compresi nella top-100 delle classifiche ITF. Tale provvedimento è volto a facilitare l’ingresso nel circuito professionistico per i migliori giovani.

  W F SF QF OTTAVI
M25 20 12 6 3 1
M15/W15 10 6 4 2 1

La nuova distribuzione dei punti nei 25,000 e 15,000 dollari

I lavori sono ben lungi dall’essere finiti e molti aspetti devono ancora essere definiti con più precisione. Ad ogni modo sembra che finalmente il dialogo sia stato aperto con profitto, almeno su queste questioni, e che ci siano i presupposti per rassettare un sistema finora molto, molto confusionario.

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Trofeo Bonfiglio: due italiani nei quarti di finale dopo 12 anni

Filippo Moroni se la vedrà con Maximilian Martin Damm, Matteo Arnaldi sfiderà Emilio Nava. Niente da fare per Flavio Cobolli e Federica Rossi

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Filippo Moroni - Trofeo Bonfiglio 2019 (foto Francesco Panunzio)

Lo scorso anno ai quarti di finale del Trofeo Bonfiglio c’era arrivato Jannik Sinner. Adesso l’altoatesino si è già paracadutato nel circuito maggiore e la sua eredità, al Tc Milano Alberto Bonacossa, l’hanno raccolta Filippo Moroni e Matteo Arnaldi. Entrambi capaci di arrivare tra i primi 8 nell’edizione numero 60, una doppietta azzurra che all’Italia in campo maschile mancava dal 2007 quando furono Daniel Lopez e Matteo Trevisan (che poi vinse quell’edizione) a spingersi tanto in là. Un risultato che non avevamo raggiunto nemmeno nel 2012, quando vinse Gianluigi Quinzi e quando c’erano i ‘moschettierini’ Baldi, Napolitano e Donati capaci addirittura di conquistare la Junior Davis Cup.

Giovedì ci ha pensato prima il piemontese Filippo Moroni che con papà Ivo a bordo campo (suo allenatore) ha saputo gestire l’argentino Roman Burruchaga con un 6-2 6-3 abbastanza rapido. L’azzurro, classe 2001 e recente vincitore del torneo ITF di Grado 2 di Firenze, ha mostrato buoni fondamentali e solidità, cui va ancora aggiunto un colpo più definitivo, in grado di portare a casa punti diretti. Un’arma che tornerebbe utile anche venerdì contro lo statunitense Maximilian Martin Damm, figlio di Martin Damm Sr, numero 42 al mondo nel 1997. Mancino, classe 2003, lo statunitense d’origini ceche ha avuto la meglio negli ottavi sullo svizzero Dominic Stricker per 7-6 7-5.

 

Sempre in due set, ma decisamente più tirata la vittoria di Arnaldi ai danni di Juan Bautista Torres, altro ‘torello’ argentino in grado di arrotare molto i colpi da fondo e di rimandarla di là in ogni situazione. Ebbene, il classe 2001 ligure che fa base anche alla Milano Tennis Academy ha accettato il tira e molla fatto di scambi lunghi e fisicamente dispendiosi fino al 6-4 7-6 conclusivo. Con tanto di brivido finale: perché avanti per 5-3, l’azzurro s’è fatto riprendere e persino superare (6-5) dopo aver sprecato un match point sul 5-4. Per fortuna, anzi per bravura, il tie-break l’ha visto protagonista a sua volta di una mini-rimonta: sotto 2-4 ha chiuso per 7 punti a 5.

Adesso però per Arnaldi si fa veramente dura, perché sulla sua strada si para la testa di serie numero 1, quell’Emilio Nava che ha raggiunto la finale agli Australian Open 2019 (battuto da Lorenzo Musetti). Qui a Milano il californiano è reduce dalla battaglia di 2° turno contro lo spagnolo Carlos Alcaraz Garfia e poi dal confronto – molto più agevole – con l’ungherese Peter Makk (6-4 6-2). Nulla da fare invece per il terzo italiano in gara negli ottavi, il romano Flavio Cobolli che è andato a sbattere sulla solidità e sulla mano educata del ceco Jonas Forejtek. È stato lui a dominare in lungo e in largo come testimonia il 6-2 6-0 finale.

Identico il risultato che ha estromesso dal torneo, in campo femminile, l’ultima azzurra in gara, la valtellinese Federica Rossi. Un match senza storia che s’è chiuso con il dominio della statunitense Hurricane Tyra Black, favorita al successo finale dopo che la testa di serie n.1 Clara Tauson aveva salutato la compagnia al 1° turno. Hurricane (la sorella maggiore, anche lei tennista, si chiama Tornado) è di Boca Raton, in Florida, e sulla terra rossa di via Arimondi ha mostrato buona mano con cui ama perfino giocare abbastanza spesso un bel diritto in chop che usa alternativamente quando deve difendersi e pure quando deve andare avanti a caccia della rete. Anche tra le ragazze la concorrenza resta agguerritissima, perché sono passate al turno successivo tutte le giovani racchette più accreditate dal campo.

Oltre alla Black, anche la giovanissima wild card ceca Linda Fruhvirtova (ha compiuto 14 anni il 1° maggio), la qualificata russa Maria Timofeeva e la canadese Alexa Noel, seguita a bordo campo dall’ex n.3 WTA Hana Mandlikova. Che invece non ha seguito il match della figlia Elizabeth (le partite si giocavano in contemporanea), sconfitta in due set dall’altra canadese Melodie Collard (6-4 7-6). Venerdì il programma scatta ancora alle 10.30, con i quattro quarti femminili in campo all’unisono e seguiti da quelli maschili (Moroni-Damm e Arnaldi-Nava affiancati sui campi 8 e 9).

Ufficio Stampa 60° Trofeo Bonfiglio

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Roland Garros, qualificazioni maschili: Travaglia e Caruso staccano il pass per il main draw

In attesa del match di venerdì di Simone Bolelli, per i due italiani si aprono le porte del tabellone principale: Stefano supera in due set lottati il davisman belga Steve Darcis, Salvatore rimonta l’eclettico Dustin Brown

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Stefano Travaglia - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

‘STETO’ COMPLETA IL GRANDE SLAM DELLE QUALICentra per la prima volta la qualificazione a Parigi il marchigiano Stefano Travaglia, che nelle stagioni precedenti si era qualificato nelle altre tre prove dello Slam. Steto è stato abile nel comandare il gioco per la maggior parte dell’incontro senza permettere al belga di abbassare il ritmo degli scambi. Grazie ad un break in apertura il primo set sembrava andare via liscio ma gli errori di Travaglia sono iniziati ad arrivare tutti insieme, a partire dal set point sul 5-4 40-30: si è spenta la luce per Stefano che nel giro di cinque minuti si è ritrovato a dover affrontare a sua volta un set point. Questa volta il servizio ha funzionato e si è giunti al tie break, dominato dall’azzurro che è tornato ad aver fiducia nei suoi colpi.

 

Nel secondo parziale il belga ha provato a spingere maggiormente ma Travaglia è stato abile a ribattere colpo su colpo e a prevalere specialmente nella diagonale sinistra dove i back di Darcis sono risultati spesso poco incisivi: dal 3-3 Steto ha incanalato un parziale di 12 punti a uno e ha chiuso il match per 7-6 6-3. Soddisfazione non da poco per Travaglia che si riavvicina alla top 100, che raggiungerebbe per la prima volta in carriera in caso di terzo turno.

UN CARUSO MAI DOMO SUPERA BROWN – Il tedesco è uno di quei giocatori dal quale è lecito aspettarsi ogni cosa e questo non lo scopriamo di certo oggi. Salvatore dal canto suo è stato molto motivato dall’inizio alla fine, ha cercato di caricarsi spesso ed ha provato ad essere più solido possibile da fondo campo contro un Brown che è sembrato molto più centrato del solito, con l’intenzione non solo di dare spettacolo ma proprio di voler vincere questo match. Nel primo set Caruso è andato sotto di un break ma lo ha recuperato grazie a qualche risposta fulminante sui serve&volley di Dustin. Nel nono gioco però veniva nuovamente breakkato con un recupero di smorzata che andava largo di pochissimo. La smorzata, come spesso accade nei match del tedesco, è stata un’arma fondamentale per Brown che non ne ha sbagliata una nell’arco di tutto il match e solo raramente nei primi due parziali Caruso è riuscito a conquistare il punto dopo averla raggiunta.

Nel secondo set il primo break del parziale arrivava nel settimo game grazie a due numeri da circo di Brown, ma nel game successivo Salvo era abile a riprendersi il turno di servizio anche grazie ad un passante in giravolta sul 15/15 applaudito anche da Dustin. Ancora la risposta è stata la chiave per Caruso nel decimo game, che con un vincente ha fulminato il serve&volley di Brown ipotecando il secondo parziale. A cavallo tra il secondo e il terzo set Dustin riceve un lungo trattamento medico per un problema alla coscia sinistra e al termine del MTO inizia ad accorciare ancora di più gli scambi, provando il vincente al primo colpo utile, ma la tattica in risposta non paga infatti Brown vincerà solo due punti nel terzo parziale in ribattuta.

Dopo aver concesso le briciole al servizio nel set, sotto 4-3 il tedesco crolla improvvisamente sotto i colpi del giocatore di Avola che breakka a zero e non trema nell’ultimo game, rimonta da 15-30 e chiude il match lasciandosi andare ad un lunghissimo urlo liberatorio contenente tutta la sua gioia. Si tratta del secondo main draw in carriera per Caruso a livello Slam, che ha l’occasione di riscattare la cocente sconfitta con Jaziri degli Australian Open 2018, match nel quale conduceva 2 set a 0.

GLI ALTRI – Bene Garcia-Lopez che a quasi 36 anni non si arrende, rimonta un set ad Otte ed entra in tabellone principale. Tra i Next Gen entra Molleker che supera in tre set Giraldo, mentre esce di scena in tre parziali l’iberico Fokina estromesso da Yannick Maden. Bravo Hanfmann, dopo i problemi fisici che lo hanno perseguitato per mesi a qualificarsi senza perdere nemmeno un set in questi tre turni. Vince Kimmer Coppejans estromettendo la sorpresa Guinard in tre set; il francese può comunque ritenersi soddisfatto alla prima esperienza nelle qualificazioni Slam.

I risultati degli italiani:

[13] S. Travaglia b. S. Darcis 7-6(2) 6-3
[31] S. Caruso b. D. Brown 4-6 6-4 6-3

Venerdì ci sarà la sfida tra Simone Bolelli e Go Soeda per un posto nel tabellone principale, programmata come primo incontro sul campo 6, a partire dalle ore 10.

Il tabellone completo delle qualificazioni
Il sorteggio dei tabelloni principali: maschilefemminile

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