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Coppa Davis, Barazzutti dopo il sorteggio: “L’erba mi ha fatto scegliere Seppi numero uno”

Prime impressioni azzurre da Calcutta. Andreas esplicita le insidie: “Campo molto rapido, l’erba non è certo quella di Wimbledon”. L’emozione di Berrettini per il debutto

Ultimo aggiornamento: 31/01/2019 12:04
Di Pietro Scognamiglio Pubblicato il 31/01/2019
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Corrado Barazzutti e Andreas Seppi - Italia-Francia, Coppa Davis 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il fattore erba ha indirizzato, come prevedibile, le scelte di Corrado Barazzutti per la due giorni di Calcutta. Il capitano azzurro ha scelto come numero uno Andreas Seppi e non Marco Cecchinato (il migliore a livello di ranking, in assenza di Fognini). L’altoatesino spicca tra gli italiani per adattabilità ai prati (non che abbia grandi concorrenti…) e aprirà il programma contro il numero due indiano Ramkumar Ramanathan. Diretta su Supertennis a partire dalle 06.30, ora italiana. Sulla carta, le due squadre schierano i loro migliori specialisti in un incrocio inedito: il ventiquattrenne di Chennai, 133 del mondo, nella passata stagione è arrivato in finale sull’erba di Newport (battuto da Steve Johnson), proprio lì dove nel 1998 Leander Paes ha regalato all’India l’ultimo trofeo ATP. Ad Antalya nel 2017, sempre sulla superficie amica, si è tolto invece lo sfizio di superare Dominic Thiem.

STRATEGIA – “La scelta di Seppi numero uno è stata pensata proprio in questo senso – le parole di Barazzutti diffuse dalla FIT – l’erba è una superficie non molto usata nel circuito, ci si gioca al massimo quattro settimane l’anno. Comunque noi possiamo contare su giocatori che ben si adattano ai prati. Del resto sono abituati a misurarsi su tutte le superfici, dalla terra al cemento e all’erba. E questo è un vantaggio, sono tranquillo. Il centrale è completamente diverso dai campi attigui sui quali ci siamo allenati nei primi giorni. È più veloce e la pallina rimbalza bassa. È il classico campo in erba molto rapido“.

NUOVE SENSAZIONI – “Affronto uno specialista – ha dichiarato post sorteggio l’altoatesino –, ma anche io su questa superficie ho ottenuto buoni risultati. L’erba dei campi qui a Calcutta non è certo quella di Wimbledon, ma sapremo adattarci. In effetti è la prima volta che mi capita di giocare in questo periodo dell’anno su questa superficie, di solito ci giochiamo tra giugno e luglio“. Seppi ha anche detto la sua sulla nuova formula della Davis, al debutto sulla strada verso le finali di Madrid: “Giocare due set su tre appiattisce i valori delle squadre perché può succedere di tutto. Anche giocare il doppio il sabato prima dei singolari è strano, nei tornei non accade mai. Il vantaggio è che giocando venerdì e sabato puoi partire la domenica per raggiungere il torneo della settimana successiva (è atteso a Sofia, ndr). Di sicuro saremo meno stanchi“.

IL DEBUTTANTE – Pronto all’esordio in maglia azzurra Matteo Berrettini, che era stato convocato per la prima volta (ma senza scendere in campo) ad aprile, in occasione dei quarti di finale persi contro la Francia a Genova. “Essere qui è per me una grande soddisfazione – le parole del romano che rimbalzano dall’India –, fino a qualche anno fa ero ancora davanti alla tv a tifare per quelli che oggi sono miei compagni di squadra. Dovrò cercare di gestire l’emozione per portare il punto alla squadra, ci teniamo tanto a qualificarci per Madrid“. Sulla strada di Matteo nel secondo singolare c’è il ventinovenne Prajnesh Gunneswaran, 102 ATP che all’Australian Open ha assaggiato per la prima volta il tabellone principale di uno Slam. Nell’unico precedente, Berrettini ha vinto in due set sul cemento di Chengdu 2018.


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TAGGED:Andreas Seppicoppa davis 2019Corrado BarazzuttiMatteo Berrettini
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