Berrettini, altra rimonta: a Sofia è semifinale!

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Berrettini, altra rimonta: a Sofia è semifinale!

Non al top del suo tennis ma in evidente crescita, Berrettini ribalta anche la sfida contro Fernando Verdasco. Affronterà Marton Fucsovics alla ricerca della sua seconda finale ATP

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M. Berrettini b. [6] F. Verdasco 4-6 7-5 6-4

Un luogo comune sempre buono, forse perché sempre valido, vuole che l’impresa più difficile sia sempre quella dopo l’impresa stessa. Cosa significa? Nel caso di Matteo Berrettini significa che la vittoria contro Fernando Verdasco ai quarti di finale del Sofia Open, nonostante un coefficiente di difficoltà inferiore, è importante almeno quanto quella contro Karen Khachanov al turno precedente.

La seconda rimonta consecutiva da un set di svantaggio acquista ulteriore importanza alla luce del fatto che in campo, per oltre metà incontro, c’è stato un Berrettini ben lontano dal suo livello massimo. Nel 4-6 7-5 6-4 che lo porta alla sua seconda semifinale ATP, va detto, c’è infatti anche lo zampino di Verdasco: mezza spanna sopra per un set e mezzo, il mancino di Madrid non è riuscito a dare ordine e concretezza alla propria minima ma evidente superiorità (soprattutto con il servizio). Passato un brutto primo set per entrambi, pieno di errori e concluso da uno scambio di doppi falli su palla break, Berrettini ha provato a mettere ordine. La qualità pura dell’incontro è rimasta piuttosto bassa anche nei successivi game, ma una crescita numerica e sostanziale – migliori percentuali con prima e seconda palla, nessuna opportunità di break concessa – ha permesso all’azzurro di raggiungere la parità con l’inerzia a favore.

 

Sembra una constatazione ovvia, ma a decidere è stato il set decisivo. Rialzatosi dalla panchina, Berrettini ha nuovamente salito di un gradino sulla scala del proprio tennis; Verdasco, molto innervosito dal pubblico, si è fatto sorprendere e non è riuscito a concentrarsi su quello che avrebbe dovuto essere l’obiettivo principale. Se è vero che “Nando” non è nuovo a subire rimonte anche pesanti (basti ripensare all’Australian Open appena passato) è vero anche che dall’altro lato serve un avversario bravo abbastanza da approfittarne. Nel terzo set Berrettini lo è stato senza dubbio: ha capito quali armi erano più efficaci, e ha giocato e fatto giocare quel colpo in più che nei primi due set era mancato. Tra lui e la finale ora c’è Marton Fucsovics, passato grazie al forfait di Roberto Bautista Agut (vittima di una influenza che ha pervaso Sofia, causando addirittura dieci giorni di chiusura delle scuole).

Matteo Berrettini – Sofia 2019 (foto Ivan Mrankov)

GLI ALTRI INCONTRI – A sfidarsi nella seconda semifinale saranno Daniil Medvedev e Gael Monfils. Il quasi 23enne russo continua a offrire prove di grande concretezza; l’ultimo a farne le spese è Martin Klizan, cliente che sa essere intrattabile su qualsiasi superficie quando la giornata è buona. Non lo è stata quella di oggi, che ha visto lo slovacco annaspare per tutta la durata dell’incontro. Sovverte invece il pronostico Monfils, che estromette dal torneo il chiacchieratissimo Tsitsipas di queste settimane. Mai capace di combinare qualcosa di concreto in risposta, Stefanos parte malissimo regalando il primo turno di servizio con un paio di sciagurate esecuzioni a rete. Lotta invano per prolungare il primo set, finendo invece per concedere il secondo break al termine di un lunghissimo game nel quale il dritto lo abbandona quasi del tutto. Nel secondo set un Monfils sornione si lascia trascinare al tie-break, e dopo aver blindato il servizio per quasi tutta la partita si ritrova sorpreso da una delle rarissime risposte aggressive di Tsitsipas. Il greco ha due servizi per rimandare tutto al terzo set, ma Monfils si inventa tre punti strepitosi in fila: passante di dritto in corsa, attacco vincente in controtempo e volée stoppata mortifera che vale l’accesso alle semifinali.

Risultati:

M. Fucsovics b. [4] R. Bautista Agut W/O
M. Berrettini b. [6] F. Verdasco 4-6 7-5 6-4
[3] D. Medvedev b. M. Klizan 6-4 6-1
[7] G. Monfils vs [2] S. Tsitsipas 6-3 7-6(5)

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

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Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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