WTA Ranking: Bencic torna in top 25, Kvitova n.1 della Race

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WTA Ranking: Bencic torna in top 25, Kvitova n.1 della Race

Belinda Bencic ritorna in top25. Più precisamente al n.23, dopo il titolo a Dubai. Nella RACE irrompe al n.4. Perta Kvitova sale al n.3 e nella RACE scavalca Osaka al n.1

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La grande novità della settimana, anche per quanto riguarda la classifica WTA, è il ritorno di Belinda Bencic. Con la vittoria su Petra Kvitova nel Premier 5 di Dubai, la svizzera guadagna ben 22 posti e ritorna nei pressi della top20, più precisamente al n.23. L’ultima sua presenza nelle 30 risale al 18 settembre 2016, quando ricopriva la posizione n.26. Un’assenza durata 2 anni e mezzo. Se questa volta la fortuna – che le ha voltato le spalle in diversi occasioni – l’assisterà, nei prossimi mesi la 22enne rossocrociata potrebbe risalire ulteriormente la china. Rientrare in top ten, come nel 2016 quando fu addirittura n.7? Sarebbe forse  una previsione troppo rosea, ma la top20 o – perché no –  la top15 è alla sua portata.

Se andiamo a spulciare tra i risultati del 2018, Bencic ha collezionato al massimo secondi turni fino a Wimbledon, dove è stata sconfitta agli ottavi da Kerber, futura vincitrice del titolo. Le usciranno, quindi, 35 punti a Indian Wells, 70 a Parigi e 30  a ‘s-Hertogenbosch, non ha preso parte ai tornei di Miami, Charleston, Madrid, Roma, Stoccarda sulla terra, né ai Premier “verdi” di Birmingham e Eastbourne. Insomma, se starà bene, potrebbe attingere a un serbatoio di punti molto consistente, prima dell’uscita dei 240 punti dei Championship. Per quanto possa essere poco significativa a questo punto della stagione la RACE, vale comunque la pena ricordare che con il titolo negli Emirati Bencic si piazza al n.4.

Nella top20 non ci sono grossi cambiamenti. I movimenti rimarchevoli riguardano il posto in più di Petra Kvitova, che con la  finale a Dubai si riporta al n.3, e di Kiki Bertens, che pur uscendo al secondo turno negli Emirati ritocca il best ranking (n.7). La ceca è la nuova n.1 della RACE. Sempre più giù invece Garbiñe Muguruza: a Dubai è stata semifinalista un anno fa e il terzo turno raggiunto in questa edizione la fa scivolare al n.20. Considerato che la diretta inseguitrice, Kontaveit, è a -75 punti e che nel prossimo mese ha in uscita 400 punti, la spagnola non può essere sicura della sua permanenza nelle venti.

 
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6871 19
2 0 Simona Halep 5727 17
3 1 Petra Kvitova 5605 22
4 -1 Sloane Stephens 5307 21
5 0 Karolina Pliskova 5145 22
6 0 Elina Svitolina 4900 19
7 1 Kiki Bertens 4885 26
8 -1 Angelique Kerber 4880 19
9 0 Aryna Sabalenka 3565 26
10 0 Serena Williams 3406 10
11 0 Anastasija Sevastova 3325 23
12 0 Ashleigh Barty 3285 20
13 1 Caroline Wozniacki 3117 18
14 -1 Daria Kasatkina 2985 24
15 0 Julia Goerges 2780 25
16 0 Elise Mertens 2745 24
17 0 Madison Keys 2726 15
18 0 Qiang Wang 2580 21
19 1 Caroline Garcia 2460 23
20 -1 Garbiñe Muguruza 2430 22

Gli altri movimenti di rilievo in top100 riguardano le protagoniste dell’altro torneo in programma settimana scorsa, quello di Budapest. La finalista, Marketa Vondrousova, guadagna 19 posizioni e si porta al n.62. Per un bizzarro assestamento di classifica perde, invece, una posizione la vincitrice del titoloAlison Van Uytvanck, che aggiunge al danno la beffa di uscire dalla top50 (è n.51). Anastasia Potapova, semifinalista, fa registrare invece un ottimo +15 e risale al n.72. Sorride anche Sorana Cirstea (+10, n.98) che rientra in top100. Lunedì positivo anche per Kristina Mladenovic (+7, n.60), Jennifer Brady (+23, n.94), Lin Zhu (+14, n.93). In crisi invece Mona Barthel (-17, n.97) e Timea Babos (-11, n.110), fuori dalla cento dopo una permanenza durata 4 anni e 4 mesi.

CASA ITALIA

Come abbiamo già anticipato la settimana scorsa, l’uscita al primo turno a Dubai costa 18 posizioni a Sara Errani. Oggi è n.143 ed è sempre n.2 d’Italia, ma è chiamata a difendere il titolo nel 125K Indian Wells. Non dovesse farcela, i 166 punti che le usciranno la farebbero sprofondare fuori dalla top200. Due posti in meno anche per Giorgi, oggi n.30 del ranking WTA.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
30 -2 Camila Giorgi 1705 20
143 -18 Sara Errani 412 12
166 0 Martina Trevisan 344 23
190 0 Martina Di Giuseppe 303 24
201 3 Jasmine Paolini 296 31
214 0 Giulia Gatto-Monticone 277 30
232 -2 Anastasia Grymalska 254 29
280 1 Deborah Chiesa 177 26
305 -2 Jessica Pieri 151 19
325 -3 Stefania Rubini 134 20
372 2 Federica Di Sarra 100 22
377 3 Georgia Brescia 98 22
392 0 Gaia Sanesi 88 13
398 1 Martina Caregaro 84 19
410 -2 Camilla Rosatello 79 13
429 -1 Lucrezia Stefanini 72 17
451 0 Martina Colmegna 60 17
466 -1 Dalila Spiteri 55 11
467 0 Cristiana Ferrando 55 17
499 0 Lucia Bronzetti 46 13

NEXT GEN RANKING

L’unico movimento in classifica riguarda il posto in più di Marketa Vondrousova (n.3),che scavalca Andreescu. Marketa si contenderà la posizione n.2 con Anisimova, che dista una sola lunghezza. Saldamente al comando Yastremska, che per il momento pare irraggiungibile.(Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Dayana Yastremska 2000 36
2 0 Amanda Anisimova 2001 61
3 1 Marketa Vondrousova 1999 62
4 -1 Bianca Andreescu 2000 71
5 0 Anastasia Potapova 2001 72
6 0 Olga Danilovic 2001 116
7 0 Iga Swiatek 2001 126
8 0 Claire Liu 2000 140
9 0 Sofya Zhuk 1999 158
10 0 Kaja Juvan 2000 168

NATION RANKING

La Romania scavalca l’Australia al n.9.È questo l’unico movimento in una classifica per Nazioni pressoché immutata rispetto a una settimana fa. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 31
2 0 Repubblica Ceca 51
3 0 Ucraina 66
4 0 Russia 75
5 0 Germania 91
6 0 Bielorussia 92
7 0 Cina 99
8 1 Romania 100
9 -1 Australia 102
10 0 Belgio 122
LE TOP 50            
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6871 19
2 0 [ROU] Simona Halep 27 5727 17
3 1 [CZE] Petra Kvitova 28 5605 22
4 -1 [USA] Sloane Stephens 25 5307 21
5 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 5145 22
6 0 [UKR] Elina Svitolina 24 4900 19
7 1 [NED] Kiki Bertens 27 4885 26
8 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4880 19
9 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3565 26
10 0 [USA] Serena Williams 37 3406 10
11 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3325 23
12 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 3285 20
13 1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3117 18
14 -1 [RUS] Daria Kasatkina 21 2985 24
15 0 [GER] Julia Goerges 30 2780 25
16 0 [BEL] Elise Mertens 23 2745 24
17 0 [USA] Madison Keys 24 2726 15
18 0 [CHN] Qiang Wang 27 2580 21
19 1 [FRA] Caroline Garcia 25 2460 23
20 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2430 22
21 0 [EST] Anett Kontaveit 23 2355 24
22 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2251 22
23 22 [SUI] Belinda Bencic 21 2065 23
24 -1 [UKR] Lesia Tsurenko 29 2030 19
25 -1 [USA] Danielle Collins 25 1934 22
26 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1923 21
27 4 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1865 26
28 -3 [CRO] Donna Vekic 22 1825 23
29 -2 [RUS] Maria Sharapova 31 1716 13
30 -2 [ITA] Camila Giorgi 27 1705 20
31 -2 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1650 25
32 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1565 23
33 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1550 23
34 -4 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1502 18
35 2 [USA] Sofia Kenin 20 1404 25
36 -2 [UKR] Dayana Yastremska 18 1386 22
37 -2 [USA] Venus Williams 38 1385 12
38 -2 [CRO] Petra Martic 28 1296 20
39 -1 [GRE] Maria Sakkari 23 1267 23
40 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1265 28
41 -2 [CHN] Shuai Zhang 30 1250 24
42 -2 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1250 27
43 1 [CZE] Katerina Siniakova 22 1237 25
44 2 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1229 28
45 -3 [GBR] Johanna Konta 27 1205 22
46 -3 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1181 24
47 4 [USA] Alison Riske 28 1170 25
48 -1 [AUS] Daria Gavrilova 24 1145 25
49 -1 [CZE] Barbora Strycova 32 1141 23
50 -1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1117 15
RACE TO SHENZHEN      
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 1 [CZE] Petra Kvitova 2510
2 -1 [JPN] Naomi Osaka 2186
3 0 [CZE] Karolina Pliskova 1440
4 16 [SUI] Belinda Bencic 1283
5 3 [UKR] Elina Svitolina 966
6 -2 [NED] Kiki Bertens 881
7 -2 [USA] Danielle Collins 806
8 4 [ROU] Simona Halep 736
9 -3 [AUS] Ashleigh Barty 735
10 -3 [BEL] Elise Mertens 702
11 -2 [BLR] Aryna Sabalenka 701
12 13 [TPE] Su-Wei Hsieh 701
13 1 [GER] Angelique Kerber 630
14 -4 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 562
15 -4 [CRO] Donna Vekic 561
16 3 [UKR] Lesia Tsurenko 535
17 -4 [CAN] Bianca Andreescu 527
18 12 [SVK] Viktoria Kuzmova 503
19 -2 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 501
20 1 [USA] Sofia Kenin 485

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ATP

Medvedev: “Non importa se Nadal e Djokovic non ci sono, vincere è sempre una sensazione particolare”

Un rilassato Daniil Medvedev ha incontrato la stampa a Montreal: “Visto che non ho potuto giocare Wimbleodn ho fatto una intensa preparazione fisica”

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Daniil Medvedev - Los Cabos 2022 (foto Twitter @AbiertoLosCabos)

Un abbronzatissimo Daniil Medvedev, reduce dalla vittoria all’Abierto de Tenis Miftel di Cabo San Lucas, si è presentato per la consueta conferenza stampa pre-torneo all’Omnium Banque Nationale di Montreal con circa due ore di anticipo, dal momento che la pioggia aveva cancellato la sua sessione di allenamento e quindi si è “liberato” molto prima del previsto.

La mancata partecipazione a Wimbledon a causa del ban nei confronti dei giocatori russi ha permesso al n. 1 del mondo di prendersi un po’ di pausa in questo periodo che solitamente è molto intenso, e anche di lavorare molto dal punto di vista fisico. “Ho fatto una settimana di vacanza a Maiorca dopo il mio ultimo torneo, poi mi sono riposato a Monaco per qualche altro giorno, e successivamente ho fatto un blocco di preparazione fisica piuttosto intensa di circa tre settimane. Quando si hanno 16, 18 anni è bene lavorare sulla tecnica del gioco, perché è in quell’area che si possono fare miglioramenti importanti. Quando invece si è un po’ più vecchi è bene lavorare più sull’aspetto fisico, perché non ci sono più molti margini sull’aspetto tennistico. Mi sento molto bene fisicamente, sono contento di aver vinto a Los Cabos e spero di poter giocare delle buone partite qui”.

L’assenza di Nadal e Djokovic in questo torneo non fa troppa differenza per Medvedev: “Sono qui per vincere. Ho sempre fame di vittorie, l’obiettivo è quello di vincere tutti i tornei ai quali partecipo. Ovviamente è più semplice se non ci sono loro, dato che vincono quasi tutti i tornei ai quali partecipano, ma l’obiettivo per me rimane vincere, sia che dall’altra parte ci sia il n. 2 del mondo, sia che ci sia un qualificato o una wild card. Certo le sensazioni sono diverse se si batte uno dei Big 3, anche se non ho mai battuto Federer, però vincere un torneo importante come questo è comunque un’ottima sensazione”.

 

Ora che la stagione si appresta a lanciare la sua tornata finale, con l’ultimo Slam alle porte che poi tirerà la volata verso le Nitto ATP Finals di Torino, si inizia a guardare con interesse chi può essere in corsa per il n.1 di fine anno, che oltre a costituire un titolo di grande prestigio tende anche a garantire bonus importanti nei contratti di sponsorizzazione. “Non seguo troppo le classifiche – ha detto Medvedev – per esempio quando a Los Cabos sono arrivato in finale l’intervistatrice sul campo mi ha detto che sarei arrivato sicuramente allo US Open da n. 1. Non ne avevo idea… In ogni modo ci sono 4000 punti in palio in questi tre tornei, e l’obiettivo è ottenere il massimo. So che Nadal e forse anche Alcaraz sono piuttosto lontani nella Race, tuttavia proverò ad ottenere il massimo che posso raggiungere”.

Medvedev esordirà probabilmente mercoledì dopo aver usufruito di un bye al primo turno e se la dovrà vedere con il vincente della sfida tra Sebastian Baez e Nick Kyrgios.

Il tabellone completo dell’ATP di Montreal

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WTA Toronto: una commovente Serena Williams torna al successo dopo un’astinenza di 430 giorni

Primo turno positivo per la due volte campionessa Halep e per la finalista in carica Pliskova, a cui va il derby ceco con Krejcikova. Rybakina fa sua una battaglia disumana con Bouzkova, Ostapenko in scioltezza

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Serena Williams – WTA Toronto 2022 (foto via Twitter @WTA)

Day 3 al National Bank Open presented by Rogers di Toronto, ma prima giornata di gare dedicata al tabellone principale dell’edizione 2022 della versione femminile del Canadian Open. Quest’anno il torneo di categoria ‘1000’ riservato alle donzelle del circuito è di scena nella metropoli che si estende lungo le rive del lago Ontario, un appuntamento del tennis femminile mondiale giunto alla 120esima edizione nel Paese della foglia d’acero.

Ad aprire il programma della sessione diurna, alle 11.00 locali – le 17.00 italiane – sul Centre Court è stata la testa di serie numero 15 e due volte campionessa del torneo (2016 e 2018, entrambe le volte a Montreal) Simona Halep. L’attuale n. 15 WTA si è imposta nettamente, quando l’orologio aveva appena visto scoccare il secondo minuto successivo alla prima ed unica ora di gioco del match, concedendo soltanto due giochi6-0 6-2 – alla qualificata croata Donna Vekic. Era il terzo confronto diretto tra le due giocatrici e, così come quello odierno, anche i primi due si erano tenuti in Nord America ma soprattutto in tutti e tre i casi si è sempre materializzato un risultato senza storia per l’ex n. 1 del mondo: nel 2013 allo US Open la rumena cedette soltanto un gioco in più rispetto allo scontro canadese, mentre la n. 82 del ranking riuscì a rendere meno amaro il ko subito ad Indian Wells cinque anni fa arrendendosi per 6-4 6-1.

UNA SOLIDA HALEP PARTE BENE NEL TORNEO – Primo set a dir poco a senso unico, con l’unico momento di equilibrio rappresentato dal primo game del match: Simona infatti dopo aver tenuto ai vantaggi il suo primo turno di servizio, ha lasciato per strada solamente cinque punti infliggendo il bagel alla 26enne di Osijek. Rapporti di forza che non sono per nulla cambiati nella seconda frazione, un 6-2 che poteva essere un altro cappotto se solo la giocatrice balcanica non avesse cancellato tre palle break nel secondo gioco e quattro sul 1-4. A fare la differenza la resa del servizio: Halep ha fatto registrare l’87% di punti vinti con la prima e il 63% con la seconda, al contrario Vekic rispettivamente il 52% e il 23%. Questi numeri testimoniano come la 30enne di Costanza oggi sia stata invalicabile alla battuta, difatti non ha offerto neanche un break point nell’intero scontro. Inoltre hanno pesato anche i quattro doppi falli della croata, commessi in momenti cruciali della partita.

 

IL CUORE DI SERENA – Ma la grande notizia di giornata, che non può che riempire di felicità il cuore degli appassionati della racchetta, è il ritorno alla vittoria dopo la bellezza di 430 giorni di astinenza dell’irriducibile Serena Williams, che ha superato la qualificata spagnola Nuria Parrizas Diaz con lo score di 6-3 6-4 dopo una battaglia di poco meno di due ore. L’ultima gioia era arrivata il 4 giugno 2021 al terzo turno del Roland Garros con un doppio 6-4 su Danielle Collins. La 23 volte campionessa Slam era ritornata alle competizioni, dopo più di un anno di assenza con l’ultimo match disputato a Wimbledon 2021 contro la bielorussa Aliaksandra Sasnovich – nel quale la 40enne statunitense si ritirò uscendo dal campo in lacrime dopo uno strappo muscolare -, lo scorso 21 giugno in doppio affianco di Ons Jabeur nel WTA 250 di Eastbourne.

Quel rientro non è stato che l’antipasto, prima di ricalcare nuovamente in singolare il sacro prato dei Championships e subire però l’amara sconfitta in rimonta al tie-break finale per mano della francesina Harmony Tan. Oggi, invece, 8 agosto prendeva il via un nuovo capitolo della saga di Serena: probabilmente quello conclusivo della sua strabiliante carriera, con l’ultima apparizione nello swing sul cemento estivo e la last dance sui campi di casa a Flushing Meadows.

Lo spartiacque del duello, che ha letteralmente esondato gli argini del match spianando la strada verso il successo della minore delle Williams, è l’infinito ottavo game del secondo set. Un gioco che definire banalmente maratona o fiume è assolutamente inopportuno, dato che abbiamo assistito ad una lotta furibonda con pochi eguali nel recente passato: 18 minuti e mezzo la durata, 24 punti contesi, 4 palle break frantumate e sono servite addirittura 6 palle game alla leggenda a stelle e strisce per porre fine alla resistenza iberica. Come era abbastanza facile prevedere, gli strascichi di questo turning point si sono risentiti pesantemente indirizzando, difatti, l’esito della sfida. Questo perché la campionessa americana ha poi approfittato della scia favorevole e con il vento in poppa ha breakkato nel game successivo, piazzando così la spallata conclusiva alla partita, la quale è stata sigillata senza patemi con il fondamentale d’inizio gioco. Molto bene in battuta Serena, 7 ace scagliati per lei e un buon 67% con la prima sia per presenza in campo che per capacità di farla fruttare.

Ma ciò che ha avuto più impatto nell’incontro, è stata l’abilità di Serena di farsi trovare pronta quando la palla pesava maggiormente: 7 break point salvati su 8. Un dato che dimostra come l’ex n. 1 mondiale abbia fatto la differenza nelle fasi delicate del match, tant’è vero che ha vinto entrambi i parziali in volata. In conclusione possiamo dire di aver ammirato una commovente Williams, capace ancora di pressare le avversarie attraverso il peso specifico del suo nome, della sua storia e di quello che rappresenta. Non la miglior versione di sempre della “Regina”, non quella dominante in lungo e largo del prime della carriera, ma una tennista ancora vogliosa di combattere, di non piegarsi ai limiti fisici che l’età e i pochi match giocati nell’ultimo periodo le impongono: una splendida tennista, che è in grado tutt’ora di far emergere in toto il proprio invidiabile carisma, che ha l’umiltà di soffrire per superare le avversità come una qualunque e che più di tutto vuole che il microcosmo del tennis la ricordi nel modo più luccicante e non sbiadita e arrancante. Ora per la tre volte campionessa del torneo, fra l’altro vittoriosa sempre a Toronto – 2001, 2011 e 2013 – la vincitrice del confronto tra Bencic e Martincova.

RYBAKINA VINCE LA LOTTA TITANICA CON BOUZKOVA – Sul secondo campo per importanza dell’Aviva Centre, la National Bank Grandstand, la prima sfida di giornata vedeva fronteggiarsi la fresca trionfatrice a Church Road Elena Rybakina e la talentuosa ceca Marie Bouzkova. La kazaka che a causa della mancata assegnazione dei punti a SW19 non ha potuto fare il proprio ingresso nella Top Ten mondiale, dopo la sorprendente cavalcata che le aveva garantito il primo Major della sua giovane carriera, era rientrata nel circuito la scorsa settimana al WTA 500 di San José. Ma proprio per via dell’attuale classifica di cui dispone (n. 27) si è trovata a dover affrontare un primo turno molto ostico, venendo eliminata con tanto di 6-0 nel terzo set dalla futura campionessa del torneo – nonché finalista in carica – Kasatkina. Ebbene anche in Canada il sorteggio non è stato benevolo nei suoi confronti, mettendola subito di fronte ad una delle giocatrici più in forma del momento, che da poco aveva firmato il primo titolo nel Tour a Praga.

Ne è venuto fuori uno scontro titanico, degno delle imprese di Leonida e dei suoi 300 fedeli spartani sull’eroico suolo del passo delle Termopili: 3h3 di match, con due set durissimi e decisi sul filo del rasoio che di conseguenza hanno dato vita ad una frazione finale condizionata dalla fatica accumulata. Elena alla fine si è imposta per 7-5(3 )6-7 6-1, prevalendo con il proprio tennis fluido e pulito e facendo leva sulla stanchezza della n. 47, che è dovuta passare anche dalle qualificazioni. La 23enne di Mosca ha mostrato le sue solite doti in battuta: 6 ace scaraventati ed un ottimo 70% di realizzazione con la prima, Marie eliminata nonostante un più che dignitoso 68% sulle palle break salvate (15/22).

OSTAPENKO SI CONFERMA CON KALININA – Ritrova il sorriso anche la campionessa del Roland Garros 2017 Jelena Ostapenko, che non calcava un campo da tennis dagli ottavi di Wimbledon quando si arrese alle affettate di mamma Maria. La lettone, tds n. 16, ha battuto nel secondo match sul Court 1 per la seconda volta in meno di tre mesi l’ucraina Anhelina Kalinina, con il punteggio di 6-4 6-2 in poco oltre l’ora di gioco. Le due infatti si erano già incrociate a Eastbourne, anche in quel caso comoda affermazione dell’ex n. 5 del mondo. Jelena ha messo in cascina il set iniziale nel rush finale, strappando quando l’avversaria serviva per rimanere nel set. Partenza invece a razzo nel secondo per la 25enne di Riga, che però poi si fa riprendere dal 3-0 salvo risvegliarsi dal torpore in tempo e rimettere tutto apposto con altri due break tra il sesto e l’ottavo game, l’ultimo della gara. Uno straordinario 81% di realizzazione con la prima per Ostapenko, ed un altrettanto meraviglioso 83% (5/6) sul salvataggio delle palle break.

NON C’E’ DUE SENZA TRE, ANCORA PLISKOVA – Altro incontro che prometteva spettacolo, e che certamente suscitava un appetitoso languorino d’interesse era il derby ceco – secondo incontro in programma sulla Grandstand – tra la tds n. 14 Karolina Pliskova e la vincitrice dello scorso Open di Francia Barbora Krejcikova. S’incontravano per la terza volta, dopo proprio un duello a Bois De Boulogne nel 2018 vinto da Karolina in due set ed uno l’anno passato alle Finals di Guadalajara, con affermazione sempre dell’ex n. 1 ma in rimonta dopo aver subito un bagel. La 26enne di Brno non ce l’ha fatta neanche questa volta, quasi succube della più esperta connazionale: 6-3 6-4 in un’ora e mezza per la due volte finalista Slam.

Non sono tuttavia mancati vari ribaltamenti dell’inerzia, mai sopita, con la quattordicesima forza del seeding che è salita immediatamente 3-0, in seguito la furia inondante di Barbora ha rimesso il tutto sui binari dell’equilibrio. Infine a chiusura di una frazione dove ci sono stati addirittura 5 break su 9 game totali, Pliskova ha saputo trovare dentro di sé la forza per l’ultimo scatto verso il traguardo. Stesso identico avvio nella ripresa, ancora parzialotto della 30enne di Louny e di nuovo break nell’ottavo gioco, quello che aveva deciso il primo set. La differenza è che quest’ultimo, stavolta, viene messo a referto dalla mancina in campo; ma è soltanto un acuto che non può mettere in discussione l’esito della partita. Ragguardevole bottino di ace (7) per Karolina, ma anche importante dato sui break point sventati: 67% (6/9). Continua quindi la crisi di Krejcikova, che a Praga difendeva il titolo ma ha abdicato ad Hibino (n. 251) mentre Pliskova risentendo l’aria canadese riparte da dove si era fermata, ovvero dalla finale persa contro la nostra Giorgi.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

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WTA Toronto, Trevisan subito eliminata da Haddad Maia

Non riesce la rimonta a Martina Trevisan, sconfitta in tre set dalla brasiliana

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Martina Trevisan - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

B. Haddad Maia b. M. Trevisan 6-2 2-6 6-2

Finisce subito il National Bank Open presented by Rogers di Martina Trevisan. L’azzurra si arrende in tre set alla brasiliana Beatriz Haddad Maia che la precede di due posizioni nel ranking (è n. 24 WTA), ma è certamente più a suo agio della nostra sulle superfici rapide. Brava Martina a reagire nel secondo parziale approfittando di un calo nella percentuale di prime dell’avversaria (comunque appena sopra il 50% nel corso dell’intero match) e a farle perdere sicurezza da fondo soprattutto con il dritto spedendo colpi carichi e profondi con abbondante margine sopra la rete. Nulla da fare però nel terzo set, contraddistinto da un inizio estremamente falloso di Trevisan.

PRIMO SET – Nel primo game Martina annulla ben quattro palle break prima che Haddad Maia le strappi il servizio alla quinta occasione utile. Nel gioco successivo Trevisan ha possibilità di tornare in parità nel punteggio ma la brasiliana è brava ad annullare le due chances di break. L’italiana è molto fallosa da fondo campo, pare non reggere l’intensità messa in campo dall’avversaria che nel frattempo si è portata avanti di un altro break; si gira sul 4-1. Il servizio di Haddad Maia ha fatto soffrire Martina per tutta la durata del primo set che si è chiuso con il punteggio di 6-2.

 

SECONDO SET – Haddad Maia continua imperterrita nella sua marcia anche in apertura di secondo set, macinando punti con la sua prima di servizio alla quale Trevisan non riesce a rispondere. Martina comunque è dentro alla partita e adesso tenta di tenere l’avversaria lontana dalla linea di fondo cercando di toglierle le soluzioni più comode. L’azzurra riesce nell’intento di breakkare Haddad Maia nel quarto gioco complice un turno di battuta con poche prime della brasiliana. Qualche brivido per Trevisan arriva sul 4-2 quando da sotto 15-40 riesce a riaggiustare un game che poteva rimettere la brasiliana in corsa per il set. L’azzurra chiude il secondo 6-2 strappando nuovamente il servizio alla brasiliana. Si deciderà tutto nel terzo.

TERZO SET – Dopo aver conquistato il secondo set, una doccia fredda risveglia Trevisan riportandola alla magra realtà che aveva contraddistinto l’intera frazione inaugurale. Martina complice delle evidenti difficoltà al servizio, in particolar modo un fastidioso fallo di piede, sprofonda in una spirale negativa di errori grossolani messi in fila in serie. L’azzurra va costantemente fuori giri con entrambi i fondamentali, ha totalmente perso le misure del campo, e se ciò non bastasse si dimostra alquanto provata dall’aver smarrito sicurezza nel suo gioco. Così i nervi della mancina toscana non possono che gradualmente ed inesorabilmente iniziare a vacillare: s’inginocchia dopo i gratuiti come segno di disprezzo nei confronti delle proprie maldestre esecuzioni, oltre ad esibirsi in continui dialoghi introspettivi, i quali a volte sfociano verso il suo angolo nel tentativo, da parte della 28enne fiorentina, di trovare supporto alle proprie tesi.

Haddad Maia si limita a rimandare la palla dall’altra parte e a spingere maggiormente la risposta, forte del vantaggio accumulato. Infatti la n. 24 WTA parte nel set decisivo con un parziale a lei favorevole di 16 punti a 5, che fa da contro altare a quello con cui l’italiana aveva chiuso la seconda partita – filotto di 8 punti consecutivi – e che a livello di punteggio corrisponde ad un inequivocabile 4-0, frutto di due break di vantaggio. La n. 1 del tennis italico però non molla, rimane nel match, e anche grazie a qualche verticalizzazione in più ma soprattutto per via della tensione che colpisce la brasiliana al momento di dare la spallata definitiva all’incontro; prima interrompe l’emorragia e poi aiutata da due doppi falli della giocatrice verdeoro si riporta in scia a due game di distanza. Ma purtroppo Trevisan non sfrutta la chance per accorciare ulteriormente e dopo due unforced in uscita dal servizio, a completare la frittata è un comodo dritto in avanzamento affossato malamente in rete, che regala di nuovo il doppio break di vantaggio a Beatriz. La nativa di San Paolo non trema, e a 30 chiude i giochi dopo poco più di due ore di partita.

Ha collaborato Cipriano Colonna

Il tabellone del WTA 1000 di Toronto

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