WTA Budapest: Van Uytvanck si concede il bis, terzo titolo in carriera

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WTA Budapest: Van Uytvanck si concede il bis, terzo titolo in carriera

La belga riesce a rimontare un set di svantaggio e batte al terzo set la ceca Vandrousova. Nel match di semifinale la numero 50 del mondo aveva annullato 5 match point

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Alison Van Uytvanck - Budapest 2019 Twitter @HUNgarianTENNIS

[1] A. Van Uytvanck b. M. Vondrousova 1-6 7-5 6-2

Ha perso il primo set dopo appena trenta minuti di gioco non riuscendo ad imprimere il suo tennis. E subito dopo, grazie all’esperienza, al suo gioco vario e aggressivo è riuscita a rimontare una partita quasi persa conquistando per la seconda volta consecutiva il WTA International di Budapest. Alison Van Uytvanck è ormai di casa in Ungheria e, dopo due ore di lotta, ha alzato le mani al cielo conquistando il terzo titolo WTA in carriera. Per farlo la belga ha dovuto battere la resistenza della mancina ceca Marketa Vondrousova (n. 81 WTA) che, nel primo set, le aveva lasciato un solo game. Vondrousova è partita subito forte. Ha strappato subito la battuta all’avversaria e nel game successivo ha pagato qualche incertezza di troppo. È stato solo un attimo di distrazione. Perché da quel momento in poi la diciannovenne ceca ha iniziato a disegnare il campo. I suoi colpi sono stati profondi e soprattutto non è riuscita a dare alcun punto di riferimento all’avversaria. La belga, dal canto suo, è apparsa in difficoltà e ha sicuramente risentito delle fatiche del giorno precedente quando nel match di semifinale è stata costretta ad annullare cinque match point alla russa Ekaterina Alexandrova. La diciannovenne ha coperto bene il campo, ha comandato gli scambi e, come ne ha avuto l’occasione, ha cercato di posizionare sempre di più i piedi dentro il campo provando a chiudere anche il punto a rete. È stato il dritto della numero 81 WTA a dettare il ritmo della partita e a permettere alla ceca, dopo trentadue minuti di gioco, di chiudere il primo set per 6 giochi a 1.

Nel secondo parziale, invece, la belga ha provato a rientrare nel match cercando di offrire palle più lavorate all’avversaria e, grazie al suo rovescio lungolinea, ha sfruttato gli angoli del campo e ha messo in difficoltà la ceca provando a verticalizzare il gioco. Il tennis vario e soprattutto più aggressivo di Van Uytvanck ha creato qualche difficoltà di troppo alla mancina ceca che, nel quinto game, è stata costretta a cedere la battuta. Vondrousova sotto di un break ha provato a recuperare alternando ottime giocate a errori banali. Errori, in molti casi, indotti dal tennis brillante dell’avversaria. Entrambe le giocatrici, però, non sono riuscite a trovare la continuità nei turni di battuta alternando break e contro break. Nel nono game Vandrousova si è sbloccata tenendo la battuta e trasferendo la pressione sulla belga che si è trovata a servire per allungare l’incontro.
La belga non ha tremato e il match è entrato nella fase più calda: proprio la maggiore esperienza della belga ha fatto la differenza. Van Uytvanck ha piazzato bene i piedi dentro al campo da gioco, è scesa a rete e si è presa i suoi rischi strappando prima la battuta a Vandrousova e poi chiudendo il parziale sul servizio per 7 giochi a 5.

Nel terzo e decisivo parziale Van Uytvanck è apparsa più concentrata rispetto all’avversaria e, grazie al suo tennis, lineare e aggressivo si è portata a condurre 3 a 0. La mancina ceca, invece, ha accusato il calo ed è stata più fallosa apparendo molto più scarica soprattutto sulle gambe. Il rovescio lungolinea della belga e i suoi colpi più incisivi hanno fatto la differenza nel parziale. Vandrousova ha provato a muovere il punteggio conquistando due game nel parziale ma quando Van Uytvanck si è trovata a servire per chiudere l’incontro non è riuscita a sfruttare le sue occasioni per tentare di riaprire l’incontro. Dopo due ore di gioco la belga, al secondo match point, ha alzato le mani al cielo bissando il successo in Ungheria. Van Uytvanck, nonostante la vittoria, perderà una posizione in classifica scendendo dall’attuale numero 50 al 51 WTA; mentre la diciannovenne ceca potrà risalire dall’attuale numero 81 fino al 62.

 

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Djokovic e sua moglie Jelena sono risultati negativi al test per il coronavirus

Il numero uno del mondo non è più positivo al coronavirus. Anche il tampone di sua moglie ha dato esito negativo. Novak Djokovic potrà uscire dall’isolamento tra 5 giorni (o forse già domani?)

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A nove giorni dalla notizia della positività al coronavirus di Novak Djokovic, annunciata tramite un breve comunicato sui social, il giornalista serbo Saša Ozmo ha diffuso con un tweet la notizia della negatività del numero uno del mondo e di sua moglie Jelena, emersa a seguito dell’effettuazione di un secondo test (che era atteso per il 7 luglio ma evidentemente è stato anticipato a oggi).

Secondo le indicazioni diffuse dallo stesso Djokovic contestualmente all’annuncio della positività – il serbo non ha rilasciato altre dichiarazioni, al momento – Nole dovrebbe rimanere in isolamento per altri cinque giorni, per rispettare un periodo complessivo di 14 giorni. Si precisa però che, secondo le ultime linee guida dell’OMS, un paziente che non abbia mai manifestato sintomi sarebbe ‘libero’ di rompere l’isolamento dopo 10 giorni dal test che ha dato esito positivo, e dunque secondo questo protocollo Djokovic potrebbe uscire e tornare ad allenarsi già domani.

Come confermato anche da Sportklub tre giorni fa, Novak e Jelena non hanno infatti mai accusato sintomi evidenti e sono sempre stati in buone condizioni di salute.

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Dieci cordate in lizza per le ATP Finals torinesi

La sezione torinese del Corriere della Sera fa il punto sull’organizzazione del Masters

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Il Pala Alpitour di Torino (foto palaalpitour.it)

Le ATP Finals, che si svolgeranno a Torino dal 2021 al 2025, iniziano a prendere forma. Come scrive Gabriele Guccione, infatti, la Federtennis ha indetto un bando di gara per l’organizzazione esecutiva del torneo, e ben dieci cordate imprenditoriali hanno aderito: Balich Worldwide Shows; Live Nation e Parcolimpico; Prodea e Armando Testa; Next Group; HDRA e ANVI; PWC e Group M; Deloitte e Italdesign; Master Group Sport e Pininfarina; EY, Recchi, RCS Sport e Carlo Ratti Associati; e Awe Sport, Benedetto Camerana e Nielsen Sport.

Il vincitore sarà scelto a fine mese, previa valutazione dei piani architettonici e comunicativi dei concorrenti; successivamente, 80 giorni verranno dedicati ai “dettagli del masterplan”, come ha dichiarato Marco Martinasso, direttore generale della FIT Servizi.

I guadagni del torneo sono quantificati in circa 80 milioni di euro, circa un terzo diretti (biglietti, merchandising ufficiale, e così via) e due terzi indiretti (shopping, ristorazione, pernottamenti, trasporti), anche se Martinasso ritiene che la cifra sia sottostimata soprattutto per via del broadcasting, che dovrebbe raggiungere circa 190 Paesi e conseguentemente far lievitare gli introiti.

Il Pala Alpitour (o PalaIsozaki che dir si voglia) ha una capienza di circa 14.000 posti, che coincide con le proiezioni di 220.000 biglietti venduti in otto giorni, ma solo nel caso in cui entrambe le sessioni giornaliere dovessero registrare il tutto esaurito, ipotesi tutt’altro che improbabile ma nemmeno così scontata, soprattutto alla luce della pandemia, anche se il rappresentante della FIT non si dice preoccupato: Nel caso [di restrizioni, ndr] saremo pronti a gestire eventuali situazioni di criticità. Ma spero che non ce ne sarà bisogno.

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Thiem lascia l’Ultimate Tennis Showdown per la sua esibizione in Austria con Berrettini

Come già annunciato in precedenza, il N.3 ATP non parteciperà agli ultimi due weekend del torneo di Mouratoglou in favore di Kitzbuhel e Berlino

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Dominic Thiem - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Prosegue l’estate itinerante di Dominic Thiem. Dopo le Pro Series austriache, la tappa di Belgrado dell’Adria Tour (che ha peraltro vinto prima della cancellazione dell’evento il weekend successivo) e l’UTS di Sophia Antipolis, dove ha sostituito Lucas Pouille, The Dominator tornerà nuovamente in patria per il suo personalissimo torneo, il Thiem’s 7 di Kitzbuhel, in programma dal 7 all’11 di luglio.

L’evento era in programma da diverse settimane, e quindi la rinuncia alle ultime giornate della kermesse di Mouratoglou non è una sorpresa, come si può intuire dal tweet di commiato:

L’elenco dei partecipanti è peraltro appena stato finalizzato, con Roberto Bautista Agut che si è andato ad aggiungere a Matteo Berrettini, Andrey Rublev (che proprio per l’inizio del torneo avrà terminato le due settimane di quarantena che si era imposto in seguito all’Adria Tour, si spera con un impegno maggiore rispetto a Zverev, che stando alle sue dichiarazioni avrebbe dovuto fare la stessa cosa), Karen Khachanov, Jan-Lennard Struff, Dennis Novak e Casper Ruud, che giocheranno per un montepremi di 300.000 euro.

Altri si sono dovuti tirare indietro: Grigor Dimitrov e Borna Coric per i fatti dell’Adria Tour, dove sono stati i primi a risultare positivi al Covid, mentre Gael Monfils, inizialmente il primo nome annunciato assieme a quello dell’anfitrione, ha rinunciato per ragioni personali, venendo sostituito da Agut.

Il Thiem’s 7 procederà dunque come previsto, nonostante qualche dubbio iniziale sulla presenza del pubblico (che sarà contingentato a un massimo di 500 persone, e sul sito i biglietti disponibili sono ancora numerosi, quindi è probabile che la cifra finale sia inferiore) e sulle condizioni di Thiem stesso, che però ha scritto nei giorni scorsi di essersi sottoposto a cinque tamponi in dieci giorni:

In seguito, il N.3 ATP si sposterà a Berlino per la doppia esibizione su erba e cemento a cui parteciperà anche Jannik Sinner. Anche in Germania sarà lecito aspettarsi un clima più morigerato rispetto a quello balcanico, anche perché l’impatto di un’altra situazione simile a livello di PR per il gioco non è quantificabile.

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