A Viktorija Golubic il 125K di Indian Wells

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A Viktorija Golubic il 125K di Indian Wells

Colpo grosso della svizzera, che batte Jennifer Brady in finale e si aggiudica il primo torneo di livello WTA da Gstaad 2016

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Viktorija Golubic - WTA 125K Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)
 

Ma quanto è bello il rovescio di Viktorija Golubic?“. Lo abbiamo sentito, lo abbiamo detto spesso. Il fondamentale a una sola mano della cittadina zurighese, sempre più raro in ogni ambito e massime nel circuito WTA, è uno dei colpi più scenici in circolazione, ma le prestazioni della recente campionessa del 125K di Indian Wells non hanno mai brillato per continuità.

Prima della vittoria nella finale di ieri all’Indian Wells Tennis Garden contro la trampoliera Jennifer Brady, la bacheca di casa Golubic poteva esporre una sola coppa di massimo livello, quella sollevata a Gstaad nell’estate del 2016 dopo l’exploit da sfavorita ai danni di Kiki Bertens. Il suo ranking, ultimamente naufragato anche a causa di una condizione fisica lontana dall’essere perfetta, ha avuto il momento di maggior splendore nell’aprile del 2017, quando si poteva scorgere il nome di Viktorija alla posizione numero cinquantuno.

Nota testa da Fed Cup, con frequenti e notevoli prestazioni in favore della nazionale svizzera, Golubic nel deserto californiano si è tolta una delle più belle soddisfazioni in carriera, chiudendo a braccia alzate una settimana molto vicina al concetto di perfezione: eliminate in sequenza e senza lasciare per strada un singolo set Jamie Loeb, Catherine McNally, Sara Sorribes Tormo e soprattutto la prima favorita in gara Qiang Wang, Viktorija ha dovuto concentrare tutte le proprie sofferenze nell’ultimo atto, essendosi trovata costretta ad annullare un match point nel secondo set prima di prendere il comando nella decisiva frazione. Brady, autrice di una gran settimana da par suo adornata dagli scalpi, tra gli altri, di Madison Brengle, Allison Riske e Zarina Diyas, si è vista cancellare da un drop shot vincente la palla decisiva nel decimo gioco, all’interno di un parziale a sfavore di quatto game a zero che ha girato l’inerzia dell’incontro.

 

Già superate con successo le qualificazioni all’ultimo Australian Open, Viktorija Golubic proverà questa settimana a emergere vincitrice anche dal tabellone cadetto dell’evento principe californiano: il successo appena ottenuto non le è stato infatti sufficiente a scavalcare nella classifica delle Oracle Challenger Series né Lauren Davis, né Jessica Pegula, le quali hanno intascato le wild card per il draw principale messe in palio. Intanto il primo lunedì di marzo già le sorride: oggi il computer la segnala alla ottantadue WTA, in recupero di ventuno posizioni e di nuovo ben dentro la top 100.

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Rafa Nadal vs Casper Ruud: la rivincita di Parigi val bene un arrosto

In un simpatico video, Nadal e Ruud annunciano le loro sfide di novembre in America Latina

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Casper Ruud (sinistra) e Rafael Nadal (destra) - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il tour novembrino che riporterà Rafael Nadal in America Latina potrà anche avere qualche strascico legale, ma il fenomeno di Manacor non perde il buonumore e mette in piedi una simpatica scenetta con Casper Ruud, suo principale avversario nei match di esibizione.

Nel video, dopo un breve scambio di convenevoli, Rafa si complimenta con Casper per aver ben giocato a New York, mettendoci pure un “mala suerte” riferito alla finale persa contro Alcaraz, e gli domanda quale sia il suo prossimo obiettivo. L’altro ci pensa un paio di secondi, poi: “Voglio la rivincita di Parigi con te”. Perché in maggio Ruud ha perso la finale che è valsa a Nadal il quattordicesimo Slam parigino. Per Rafa va bene, “speriamo l’anno prossimo al Roland Garros”, ma Casper non può aspettare tanto.

Ecco allora la proposta di Rafa: “Giochiamo a Buenos Aires, se vinci ti offro un asado”. Che è un arrosto, piatto tipico argentino. “Anzi” aggiunge, “ti darò cinque match di rivincita: Buenos Aires, Bogotà, Quito, Belo Horizonte e Città del Messico”. E, lo diciamo noi, Rafa giocherà anche a Santiago contro Alejandro Tabilo. Chissà se in caso di vittoria del mancino cileno Nadal gli offrirà un charquicán.

 

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WTA Tallinn: Bencic sul velluto, Kontaveit e Kanepi soffrono ma vincono

Belinda Bencic senza problemi contro l’amica Vekic. Kontaveit fa fatica con la qualificata Bonaventure ma vince al terzo set. Affronterà la connazionale Kanepi

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Anett Kontaveit – WTA Tallin (foto via Twitter @WTA)

È una delle migliori versioni stagionali di Krejcikova (si parla chiaramente di singolare visto che in doppio i risultati non sono assolutamente mancati) quella che ha portato a casa il match con Haddad Maia nei quarti di finale del WTA 250 di Tallinn. La ceca, scesa alla 27esima posizione della classifica mondiale dopo essere stata numero due all’inizio dell’anno, ha giocato un incontro senza sbavature riuscendo spesso a neutralizzare il servizio mancino e potente dell’avversaria. Non è infatti bastato alla brasiliana il 68% di prime in campo per evitare di subire ben quattro break nel corso della partita. Krejcikova ha così chiuso sul 6-3 6-4 (ancora nessun set perso in questo torneo) ed ha ottenuto la terza vittoria consecutiva: quest’anno era andata oltre la soglia dei due match vinti solo a Sydney e a Melbourne a gennaio.

Nella semifinale della parte bassa del Tallinn Open Barbora, numero 7 del seeding, affronterà Belinda Bencic che è la seconda favorita del tabellone. Sebbene senza impressionare e faticando al servizio (7 doppi falli e 10 palle break concesse), la svizzera non ha rischiato più di tanto contro Donna Vekic. Il match si è chiuso sul punteggio di 6-4 6-1 dopo poco più di un’ora e mezza di gioco in cui le battute non hanno rappresentato un fattore. Bencic giocherà domani la quarta semifinale dell’anno e lo farà da favorita, almeno guardando al ranking e ai precedenti. Belinda ha infatti sconfitto Krejcikova in entrambe le occasioni in cui le due si sono incrociate: alle Olimpiadi di Tokyo e durante la fase finale di Billie Jean King Cup dell’anno scorso.

La tennista di casa Anett Kontaveit ha faticato non poco contro la qualificata belga Yasaline Bonaventure ma, alla fine, è riuscita a portare a casa l’incontro, vinto al terzo set dopo un’ora e 53 minuti di gioco, con lo score di 6-3 3-6 6-3. Dirompente al servizio nel primo set – con il 92% di prime palle e il 78% dei punti vinti con la prima – Anett, attuale n. 4 del mondo e n. 1 del seeding – subisce la rimonta dell’avversaria nella seconda frazione. Bonaventure infatti migliora ulteriormente anche le proprie percentuali alla battuta (mette in campo il 94% di prime) riuscendo inoltre a brekkare per due volte l’estone. Nel terzo set, la situazione si ribalta ancora, Kontaveit è nuovamente in grande spolvero alla battuta e annulla quattro palle break. In semifinale affronterà la vincente tra la ceca Muchova e la connazionale Kanepi.

 

E sarà derby estone nella semifinale della parte alta del tabellone. Kaia Kanepi, n. 32 del mondo, dopo 2 ore e 22 minuti viene a capo della wild card ceca Karolina Muchova (224 WTA) e affronterà Anett Kontaveit. Dopo aver intascato rapidamente il primo set per 6-2, in cui è stata ottima al servizio con il 100% di prime messe in campo e il 72% dei punti ottenuti con la prima palla, Kanepi subisce un calo e cede alquanto nettamente (6-3) il secondo parziale all’avversaria. La terza e ultima manche è particolarmente lottata tant’è che si risolve al tie-break, chiuso dalla 37enne estone al terzo matchpoint per 8 punti a 6.

(ha collaborato Laura Guidobaldi)

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Jannik Sinner: “Un peccato non aver mai giocato contro Federer”

Appena raggiunta la sua terza semifinale consecutiva a Sofia, Sinner parla del prossimo avversario, del ritiro di Roger Federer e della Coppa Davis: “Sappiamo di essere forti”

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Venerdì, ai quarti di finale, Jannik Sinner ha messo ha segno l’undicesima vittoria consecutiva all’ATP 250 di Sofia. Ne ha fatto le spese l’australiano Vukic, capace di creare qualche vago grattacapo all’azzurro solo all’inizio della sfida e al momento di chiuderla. In semifinale, lo aspetta il classe 2003 Holger Rune, n. 31 del ranking, per una sfida inedita.

“Con Rune, qualche volta ci siamo allenati, ma non abbiamo mai giocato in torneo, quindi sarà una partita totalmente nuova sia per me che per lui. Mi aspetto una partita difficile e spero di essere pronto. Oggi ho alzato un po’ il livello e dovrò fare la stessa cosa domani.”

Jannik non scampa la domanda sul ritiro di Roger Federer: né è stato toccato dal punto di vista emozionale? O magari è quasi un sollievo – uno in meno di quelli che vincono sempre. “È un giocatore che non avevo ancora incontrato, mi dispiace che si sia ritirato – non solo a me. Ho visto l’ultimo match era emozionante: c’erano tutti i giocatori con cui ha condiviso, tra virgolette, la sua carriera, gli allenatori, la famiglia. È stato un addio emozionante soprattutto per lui, ma anche per tantissime persone. Quando sono entrato nel Tour, lui si era già più o meno fermato per i problemi fisici e non è quasi mai davvero ritornato. Mi sarebbe piaciuto giocarci almeno una volta, è un peccato”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

C’è spazio per un accenno alla Coppa Davis, con l’Italia qualificata per la fase a eliminazione diretta a Malaga. Ai quarti ci saranno gli Stati Uniti, altra squadra ben attrezzata, compreso l’ottimo doppio. Ma chi sono le due favorite?

“Sicuramente la Spagna, anche senza Nadal. Hanno il numero 1 al mondo, Carreño Busta, Bautista Agut e tanti altri. Noi siamo forti, lo sappiamo, ma anche altre squadre lo sono. Una la dobbiamo affrontare già al primo turno, hanno tanti giocatori buoni; dipende anche da chi andrà, ancora non lo sappiamo. Io tengo molto alla Coppa Davis, come ho fatto vedere, ma ci gioco anche con piacere, perché è una competizione a squadre. Speriamo che vada bene a Malaga.”

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