Sunshine Double, impresa per pochi: Djokovic il re, poi Federer e Graf

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Sunshine Double, impresa per pochi: Djokovic il re, poi Federer e Graf

In attesa del sorteggio del tabellone, maschile, in programma a mezzanotte, ripercorriamo le gesta di chi ha saputo vincere nello stesso anno a Indian Wells e Miami

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Novak Djokovic, Miami 2015 (foto ART SEITZ)

Da una costa all’altra degli Stati Uniti, sollevando entrambi i trofei a distanza di pochi giorni. Conquistare il Sunshine Double è roba per veri campioni, considerando che a riuscirci sono stati solo sette giocatori e tre giocatrici a partire dal 1987 (primo anno di Indian Wells, il torneo di Miami partì nel 1985), per un totale di sedici double.

Il dominatore di questa statistica è Novak Djokovic con quattro ‘doppiette’, le ultime tre delle quali consecutive tra 2014 e 2016. Il serbo ci era riuscito già una prima volta nel magico 2011, battendo Nadal in entrambe le finali. Proprio il maiorchino – tre volte campione a Indian Wells ma mai a Miami, dove ha perso cinque finali – è l’assente più illustre in una graduatoria comandata dal serbo davanti a Roger Federer.

Il campione di Basilea ha centrato tre volte il double, due delle quali consecutivamente: nel 2005 superando Lleyton Hewitt in California e Nadal in Florida, nel 2006 ripetendosi contro James Blake e il suo futuro allenatore Ivan Ljubicic. L’ultima perla è datata 2017, a seguito delle finali dominate contro Wawrinka e Nadal, dopo aver già trionfato a Melbourne e perso una sola partita in stagione, a Dubai contro Donskoy.

Gli altri cinque giocatori in grado di sistemare nella stessa stagione il doppio trofeo in vetrina, ce l’hanno fatta ‘soltanto’ una volta ciascuno: Jim Courier (1991, primo in assoluto a centrare il Sunshine Double), Michael Chang (1992), Pete Sampras (1994), Marcelo Ríos (1998) e André Agassi (2001).

DONNE – Solo tre le protagoniste dell’impresa nel circuito femminile, dove è ancora fresco il ricordo del doppio successo di Vika Azarenka nel 2016 superando in finale Serena Williams a Indian Wells e Svetlana Kznetsova a Miami. Risalita in quel momento fino al numero cinque del mondo, dopo pochi mesi la bielorussa annunciò la sua gravidanza. L’unica donna a centrare due volte il double è stata Steffi Graff nel 1994 (battute Coetzer e Zvereva) e nel 1996 (su Conchita Martinez e Chanda Rubin). Nel 2005, la cavalcata di Kim Clijsters che ha superato Lindsey Davenport al Tennis Garden e poi Maria Sharapova in Florida.

Che manchi Serena Williams è piuttosto naturale, considerando che la campionessa statunitense ha giocato il torneo californiano solo sei volte, tre prima del famoso boicottaggio e tre dopo aver ricucito lo strappo con pubblico e organizzatori. Serena ha comunque vinto due volte il torneo di Indian Wells, nel 1999 e nel 2001, fermandosi nel primo caso in finale e nel secondo ai quarti nel successivo torneo di Miami. In Florida ha invece trionfato 8 volte.

 

I SEDICI SUNSHINE DOUBLE

  • Novak Djokovic 4 (2011, 2014, 2015, 2016)
  • Roger Federer 3 (2005, 2006, 2017)
  • Steffi Graf 2 (1994, 1996)
  • Jim Courier (1991)
  • Michael Chang (1992)
  • Pete Sampras (1994)
  • Marcelo Rios (1998)
  • Andre Agassi (2001)
  • Kim Clijsters (2005)
  • Vika Azarenka (2016)

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I McEnroe hanno un’erede che promette bene e si allena in Toscana: è la figlia di Patrick

Patrick McEnroe ha sposato una ragazza di Martinafranca. Adora l’Italia. Una delle sue figlie, Victoria, 13 anni, è un giovane talento. Questa settimana si allena a Chiusi, ospite del presidente Arredi

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Patrick McEnroe con sua figlia Victoria, 13 anni

È in vacanza in una villa a Sarteano per una settimana, ma non rinuncia a giocare a tennis con sua figlia Victoria. Patrick McEnroe ha scelto la Toscana per trascorrere le vacanze ed il tennis club di Chiusi per allenare il giovane nuovo talento della famiglia. Fratello del celebre tennista John – uno dei migliori nella storia del tennis quanto a estro, talento e… capricci – oggi Patrick si trova qui con moglie e parenti italiani, e lo abbiamo incontrato e intervistato proprio sul campo da gioco del tennis di Chiusi. Questa volta nessuno sguardo rivolto al passato, ma piuttosto verso i passanti micidiali di sua figlia tredicenne che dimostra talento, anticipo e tanta grinta.

Un arrivo in Italia sfortunato per la giovane tennista che gareggia in USA, nelle competizioni con coetanee: ha smarrito i bagagli, e la sua attrezzatura sta forse facendo il giro del mondo. Ma vuole comunque giocare: così prende i pantaloncini da piscina, una maglietta e racchetta del padre e scende in campo. “Gioco qualche volta con mio zio John ma mi piace molto allenarmi con mio padre – ci racconta la giovane Victoria McEnroe, 13 anni – “mentre sogno di entrare al college anche grazie al tennis”. Patrick commenta ed esorta ad ogni colpo tennistico di sua figlia. Lui che è stato numero 28 del mondo e che in doppio ha vinto un titolo del grande Slam, e ha indossato la maglia di capitano della squadra americana per tanti anni, è abituato ad non essere il primo della classe ma sa benissimo di essere fra i migliori, e sa anche che per le sue tre figlie il tennis può rappresentare una opportunità.

Il presidente del tennis club di Chiusi, Fabrizio Arredi, accoglie la famiglia McEnroe e fa gli onori di casa, ringraziando tutti i soci del circolo disponibili e disposti a rinunciare a una campo nel pomeriggio, perché l’allenamento della famiglia McEnroe dura almeno 2 ore, ma si arriva a giocarne anche di più e ovviamente tutti i giorni. Dicevamo che la simpatia di Patrick emerge subito: scherza con sua figlia e con gli appassionati che lo guardano giocare, e sembra così di rivivere la finale di Chicago del 1991, quando a sfidarsi furono proprio i fratelli John e Patrick e sugli spalti squillò un cellulare poco prima che John servisse per il match, al che Patrick disse: “John era la mamma. Ha detto di tornare a casa presto”. Secca la risposta del fratello maggiore: “Allora vedi di sbagliare la risposta!”.

Anna Duchini   

 

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Challenger: l’Italia saluta Portorose, sorride la Slovenia. Moroni ai quarti a Cordenons

Nessun tennista italiano ha raggiunto i quarti del torneo sloveno, di solito favorevole ai colori azzurri. Moroni (unico italiano ancora in gioco) gioca i quarti a Cordenons (Friuli) dopo aver battuto Musetti

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Gian Marco Moroni - Gstaad 2019 (via Twitter @SwissOpenGstaad)

Negli ultimi anni il Challenger Slovenia Open (cemento outdoor, montepremi 46.600€) di Portorose, ha spesso visto i tennisti italiani tra i protagonisti: basterà ricordare la vittoria di Luca Vanni nel 2015 e le finali raggiunte da Matteo Berrettini e Andrea Arnaboldi, rispettivamente nel 2017 e nel 2018. Quest’anno, invece, il torneo che si disputa nella cittadina turistica a pochi km dal confine italo-sloveno è stato avaro di soddisfazioni per i colori azzurri: con la sconfitta di ieri sera di Matteo Viola per mano del campione uscente, il francese Constant Lestienne, è infatti uscito anche l’ultimo dei cinque giocatori italiani in tabellone (dovevano essere in sei, ma Lorenzo Giustino, al quale era stata assegnata la testa di serie n. 2, ha dovuto dare forfait per un problema al gomito destro poco prima dell’inizio del torneo).

Al contrario della vicina Italia, sorride invece la nazione ospitante, la Slovenia, che piazza due giocatori nei quarti di finale. Si tratta del grande favorito Aljaz Bedene, n. 91 ATP e unico top 100 in tabellone, e di Blaz Rola, n. 141, che potrebbero sfidarsi in semifinale se questa sera supereranno rispettivamente il 21enne slovacco Klein (n. 343 ATP) e il 22enne russo Safiullin (n. 233). Nella parte bassa del tabellone, quarti di finale Lestienne-Dubrivnyy (Lestienne è campione in carica) e Durasovic-Kolar. Da segnalare che l’ottimo umore degli organizzatori e dei due tennisti locali è stato un po’ rovinato dalle dichiarazioni di un altro giocatore sloveno, Blaz Kavcic.

Il 32enne Kavcic, ex top 100 scivolato attualmente in 243esima posizione a causa del lungo periodo di inattività (il primo torneo dell’anno sono state le qualificazioni di Wimbledon) dopo un’operazione al ginocchio, si è lamentato perché, a suo dire, Bedene e Rola avrebbero ricevuto – attraverso degli sponsor – un incentivo economico per partecipare al torneo, mentre a lui sarebbe stato negato e considerando i suoi trascorsi nel torneo (vinse l’edizione 2014) si sarebbe aspettato una trattamento diverso. Da qui la scelta polemica di giocare in alternativa il Challenger di Cordenons (in Friuli Venezia-Giulia, dove è stato sconfitto negli ottavi dal 19enne ungherese Piros, n. 448 ATP). Interpellati al riguardo, Rola ha negato di aver ricevuto incentivi economici per partecipare al torneo sloveno e che contatterà Kavcic per avere chiarimenti, mentre Bedene ha preferito non commentare.

A proposito di Cordenons, è anche l’unico challenger nel quale sia rimasto in gioco un tennista italiano. Alle ore 18 infatti, sulla terra friulana, Gian Marco Moroni affronterà nell’incontro valido per i quarti di finale il tedesco Jeremy Jahn, 375 ATP. Moroni (undicesima testa di serie) ha sconfitto al secondo turno Lorenzo Musetti, che si è ritirato sotto 4-1 nel terzo set dopo due set molto lottati e conclusi al tie-break. Eliminati agli ottavi Paolo Lorenzi e Andrea Basso.

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Murray giocherà il singolare a Winston-Salem grazie a una wild card

Dopo Cincinnati, Andy accetta un’altra wild card e torna a competere in singolo. “Ho bisogno di giocare partite. Voglio continuare a mettermi alla prova”

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Andy Murray ci crede e continua il suo percorso di recupero per tornare a competere anche in singolare. La prossima tappa di questo percorso sarà l’ATP 250 di Winston-Salem, i cui organizzatori hanno concesso allo scozzese una wild card. Murray ha preferito testare le proprie condizioni in un torneo più piccolo piuttosto che puntare al bersaglio grosso, gli US Open. Tra le wild card per l’ultimo Slam dell’anno infatti non figura il nome di Andy, il quale sperava di avere un po’ più di tempo per valutare e invece ha dovuto declinare l’invito.

Ho accettato una wild card per giocare a Winston-Salem. Sarà la prima volta che giocherò lì. Ho parlato con alcuni dei giocatori che hanno già disputato il torneo e ho sentito che hanno ottime strutture per l’allenamento e le partite,” ha detto Murray. “Ciò di cui ho bisogno ora è giocare partite. Voglio tornare in campo in singolare e continuare a mettermi alla prova. Winston-Salem è un posto perfetto per me per farlo”.

Siamo entusiasti che Andy Murray si stia unendo al campo partecipanti di Winston-Salem della prossima settimana,” ha dichiarato il direttore del torneo, Bill Oakes. “Andy rimane uno dei più combattivi agonisti nel tennis. Il campo partecipanti per il torneo di quest’anno è fenomenale“. Sono proprio gli inviti elargiti dagli organizzatori del torneo (Tiafoe, Berdych e Shapovalov oltre a Murray) a nobilitare un parterre falcidiato da diverse assenze, perlopiù strategiche in vista dello US Open pronto a cominciare tra dieci giorni. Ben tredici tra i giocatori inizialmente iscritti al torneo hanno scelto di rinunciarvi, Coric e Kukushkin su tutti.

L’ENTRY LIST AGGIORNATA DI WINSTON-SALEM

 

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