A Montecarlo sarà Wawrinka vs Cecchinato: "Dicevano che non ero abbastanza bravo..."

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A Montecarlo sarà Wawrinka vs Cecchinato: “Dicevano che non ero abbastanza bravo…”

L’azzurro avanza grazie al ritiro di Dzumhur. Martedì sfiderà lo svizzero. E rivela: “Da piccolo mi ‘massacravano’, ma io vado dritto per la mia strada. Ora mi sento un giocatore completo”

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Marco Cecchinato - Montecarlo 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Montecarlo, la nostra inviata

Non c’è storia nel primo match di Marco Cecchinato. L’azzurro infatti passa il turno praticamente quasi senza giocare a causa del ritiro di Damir Dzhumur. Il tennista bosniaco, n. 54 ATP, ha avvertito forti dolori agli addominali e, sul 4-0 per l’azzurro, ha deciso di dare forfait. Ora per il 26enne palermitano ci sarà Stan Wawrinka. Un secondo turno complicato visto il background dello svizzero che, in fondo, nonostante stia risalendo la china e abbia ricominciato a vincere partite, è ancora una sorta di “mina vagante” in tabellone. Ma anche Marco ora è potenzialmente avversario ostico per tutti da quando, un anno fa, ha cominciato a fare faville sull’amata terra rossa per esplodere al Roland Garros, dove raggiunse una storica semifinale. Rilassato e sicuro di sé, così Cecchinato si è presentato alla conferenza stampa post match.

Cosa è successo esattamente oggi a Dzumhur? E poi, comincia una stagione importate per te. Qui l’anno scorso ti rivelasti e poi è cominciato tutto. Come la stai vivendo e come ti stai avvicinando a questi due mesi che sono fondamentali per il prosieguo dell’anno?
Dzumhur faceva fatica quando serviva e, quando ci siamo stretti la mano, mi ha detto che sentiva dolore agli addominali; ci ha provato ma continuava a sentire dolore. La stagione 2019? Beh, è ancora molto lunga perché finirà a novembre. Certo, ci sono tanti punti da difendere. E poi finalmente sta arrivando questo famoso Roland Garros. Tutti mi chiedono in conferenza del Roland Garros, la pressione c’è ma la sto affrontando molto bene. Ho una vittoria ATP e una semifinale sul cemento. Mi sto allenando bene con il mio allenatore e il mio preparatore. Oggi è stata una buona vittoria anche se è un peccato per il ritiro. Poi ci sarà un test match con Wawrinka ma voglio pensare a un torneo alla volta.

 

Potresti spiegarmi qual è il tuo rituale prima di un match e cosa prendi con te come portafortuna?
Di solito sto con le persone che fanno parte del mio team. Non voglio distrarmi, preferisco parlare, ridere e scherzare con il mio allenatore, il mio preparatore, il manager, la mia fidanzata, con le persone che mi sono sempre state vicine, anche quando non ero n. 16 del mondo. Sono le persone di cui mi fido. E poi, di solito, faccio il mio riscaldamento e parlo con il mio coach del match e, infine, entro in campo.

E c’è un oggetto in particolare? Per esempio Shapovalov porta con sé un peluche (un lupo del WWF adottato dal giovane canadese, ndr).
No, nessun oggetto in campo.

Il prossimo avversario sarà Wawrinka, è un avversario ostico e possiamo dire che sia un po’ una mina vagante…
Beh, direi che non è più una mina vagante, questo forse si poteva dire l’anno scorso. Ora è ritornato 30 del mondo e ha ricominciato a vincere di nuovo. È un signor giocatore. Spero che domani vada bene, l’importante è giocare dal primo all’ultimo punto e poi a fine match vedremo come andrà.

Per quanto riguarda il calcio, come vedi la fine della stagione? Intanto spero che il Milan vada in Champions. Penso che sia l’obiettivo di ogni giocatore. Seguo il calcio, mi piace tanto, sono molto appassionato e quando posso vado allo stadio; quando mi è possibile sono in contatto con i calciatori perché tra sportivi ci capiamo ed è un piacere confrontarsi anche con un altro tipo di sport.

C’è un giocatore del Milan che preferisci?
Il mio idolo è Kaka. È difficile diventare come lui però penso che la squadra stia lottando e possa raggiungere l’obiettivo Champions.

Rispetto a un anno fa, hai cambiato qualcosa dal punto di vista della preparazione dei colpi e pensi di essere un giocatore più completo adesso?
Sicuramente mi sento più completo e ora riesco a essere competitivo su tutte le superfici, una cosa che mi mancava tanto. Sul cemento inizio a vincere buone partite. Questo è molto importante per un giocatore, essere consapevole di poter essere competitivo. Ho lavorato tantissimo sul rovescio, l’ho migliorato tanto, già dall’anno scorso, mi aiuta a farmi vincere tanti incontri e mi fa sentire un giocatore più completo. Mi sento molto più solido rispetto a qualche anno fa.

Essere il n. 1 d’Italia ti dà un senso di responsabilità?
Certo. È sempre stato il mio sogno da bambino essere il n. 1 in Italia. E comunque c’è Fabio che è dietro di me solo di un posto; lui ha dato tanto all’Italia, è sempre stato un esempio per i risultati che ha ottenuto, per come si è espresso in Coppa Davis. Siamo entrambi nella Top 20.

L’Italia ha 20 giocatori nei primi 200. Secondo te è un nostro difetto quello di non riuscire a capire il lavoro che c’è dietro ai risultati, anche se non arrivano subito, come è stato nel tuo caso?
Penso che il lavoro paghi sempre. Io ho lavorato tanto altrimenti non sarei giunto a questa classifica. Penso che il tennis italiano stia bene, ci sono tanti giovani. Una mia qualità è quella di non aver mai dato importanza a quello che diceva la gente, anche perché fin da piccolo mi hanno sempre “massacrato” dicendo che non ero abbastanza bravo. Ora sono n. 16 del mondo. Non ho mai dato tanto peso alle chiacchiere o alle parole della gente. Io vado sempre dritto per la mia strada.

Risultati:

P. Kohlschreiber b. [LL] T. Daniel 6-1 6-3
[10] D. Medvedev b. J. Sousa 6-1 6-1
M. Kukushkin b. J. Chardy 6-3 6-4
D. Lajovic b. M. Jaziri 6-4 6-4
[16] D. Goffin b. [Q] G. Andreozzi 6-1 6-4
M. Fucsovics b. [12] N. Basilashvili 7-5 3-6 6-1
[WC] J. Munar b. [WC] L. Catarina 6-0 6-3
[11] M. Cecchinato b. D. Dzumhur 4-0 rit.
J.L. Struff b. [15] D. Shapovalov 5-7 6-3 6-1
R. Bautista Agut b. J. Millman 3-6 6-1 6-1
[13] F. Fognini b. [Q] A. Rublev 4-6 7-5 6-4
[Q] L. Sonego b. A. Seppi 7-6(4) 6-4
R. Albot b. [Q] A. Bedene 6-4 6-2
M. Klizan b. [Q] F. Delbonis 7-6(3) 7-5
D. Schwartzman b. [17] K. Edmund 4-6 6-3 6-1

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Ad Halle Federer si sente a casa: stavolta Millman cede in due set

Roger, all’esordio stagionale su erba, supera l’australiano che l’aveva eliminato allo scorso US Open. Il secondo turno sarà un classico contro Tsonga

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Roger Federer - Halle 2019 (foto via Twitter, @ATPHalle)

Dopo aver dimostrato che è ancora in grado di vincere qualche incontro anche sul rosso, Roger Federer torna sugli amati prati di Halle in cerca del decimo titolo – anzi, der zehnte, come più o meno dicono in Vestfalia – che gli varrebbe anche la seconda testa di serie a Wimbledon.

Il primo ostacolo è John Millman, lo sconosciuto che allo scorso US Open aveva eliminato Fabio Fognini al secondo turno e che poi si era regalato un quarto d’ora abbondante di celebrità e una classifica insperata battendo proprio il fenomeno di Basilea, cosa che aggiunge un po’ di pepe a questa sfida e appesantisce ulteriormente l’obbligo di vincere da parte di Federer. Inoltre, forse per la nazionalità, forse perché ha due tronchi al posto delle gambe, sull’erba l’australiano non sembra affatto fuori dal suo ambiente.

Se, poi, citiamo Federer (“l’erba non ti perdona, perdere un attimo la concentrazione può costarti il set. Millman non ti regala mai nessun punto, è un esordio abbastanza duro”), ecco spiegata la tensione portata in campo quest’oggi dal numero tre del mondo. Tuttavia, pur con un avversario poco disposto a fare da spalla, un’ottima giornata al servizio e la ricerca costante del comando degli scambi a prescindere da qualche errore di troppo consentono al venti volte campione Slam di vincere 7-6 6-3 senza correre veri rischi.

IL MATCH – Federer inizia in risposta, ma è lui che dirige il gioco andandosi a prendere i primi due punti con altrettanti dritti devastanti; è però lo stesso dritto a tradirlo subito dopo con tre errori, il secondo colpendo male una palla comoda da attaccare. Tenuto agevolmente il turno di battuta, sono ancora i gratuiti dal lato destro che gli impediscono di approfittare della non eccelsa percentuale di prime australiane.

Millman, per ora, non fa molto: non è in grado di allungare lo scambio contrastando efficacemente le accelerazioni e, giustamente, non rischia più del necessario nelle situazioni neutre visto che i regali arrivano anche dal rovescio svizzero, tanto che scappa pure una parolaccia in tedesco. Un nastro vincente precede il primo vero punto da Roger erbivoro (volée smorzata sull’attacco in controtempo), ma il servizio solido di John trova la complicità della risposta e sfuma un’altra occasione di andare a palla break.


Sul 4 pari, Millman trae visibilmente fiducia da uno scambio durissimo vinto sulla diagonale di dritto e non concede più nulla in battuta; qualche brivido al dodicesimo gioco con doppio fallo e dritto sbagliato da Federer, ma raggiunge l’avversario per il tie-break. Doppio fallo di Millman sul 2-1 e Roger va subito a prendersi un altro punto seguendo lo slice di rovescio, una biscia corta e insidiosa che la mano australiana non può gestire. Lo svizzero sale in cattedra e si prende il parziale oscurando l’altro, incapace di muovere il punteggio. Per Federer, due punti persi sulle 22 prime in campo, i gratuiti (totali e di dritto) che superano di un paio di unità i vincenti, mentre spicca quel 71% di seconde trasformato da Millman.

Si ricomincia con entrambi i contendenti ben centrati sui propri turni di battuta, almeno fino al sesto gioco quando, sul servizio del n. 57 ATP, si vedono le prime palle break dell’incontro: fallita la prima con uno sventaglio ampiamente largo, sulla seconda Roger accetta lo scambio lungo e incamera l’errore del trentenne di Brisbane. Giusto per creare un po’ di suspense, quello meno giovane va sotto 0-30 nel game successivo, ma oggi è intoccabile al servizio.

John resta in scia e, in battuta sul 5-3, Federer si inguaia con una volée di rovescio orrenda, mentre Millman guadagna una palla per rientrare con il quarto vincente di dritto. Lo svizzero rimette le cose a posto con il servizio e, per la 17a volta in altrettante apparizioni, passa al secondo turno dove troverà Jo-Wilfried Tsonga (11-6 i precedenti a favore dello svizzero) che ha superato Benoit Paire; il francese più folle ci ha messo del suo per agevolare la vittoria del compatriota, con tre doppi falli che gli sono costati il break in apertura e il nervosismo espresso nel corso dell’intero parziale; l’equilibrio del secondo set si è invece spezzato all’undicesimo gioco quando è stato ancora Paire a perdere la battuta.

 

GLI ALTRI INCONTRI – Oltre alle vittorie azzurre delle quali ci racconta il nostro inviato, nessun problema per il campione in carica Borna Coric che si libera in due set di Jaume Munar e raggiunge agli ottavi il qualificato Joao Sousa, autore dell’eliminazione di Jannik Sinner nel tabellone cadetto. Un break per set e 68 minuti sono sufficienti a Jan-Lennard Struff per superare l’ostacolo Laslo Djere che, al suo terzo incontro di sempre sull’erba, manca ancora l’appuntamento con la vittoria. A dispetto della semifinale della scorsa settimana a Stoccarda, la superficie non è la preferita neanche del tedesco che, però, fa valere il suo servizio (31 punti su 34 prime in campo e una buona conversione anche con la seconda battuta). Contro Karen Khachanov, si preannuncia una sfida a “spacca la palla”.

La bella prova del classe 2000 Rudolf Molleker si ferma nel tie-break del secondo set quando, sul match point a favore, il suo lob finisce appena lungo e il qualificato Sergiy Stakhovsky, sempre pericoloso sull’erba, prende il sopravvento e chiude 6-2 al terzo. Bastano cinquanta minuti a David Goffin per liberarsi Guido Pella, mentre il numero 7 del seeding Roberto Bautista Agut annulla quattro set point a Taylor Fritz nel tie-break del primo set poi poi dilagare nel secondo parziale.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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Berrettini non si ferma: sarà derby contro Seppi ad Halle

HALLE – Il campione di Stoccarda, ancora intoccabile al servizio, doma un ostico Basilashvili. Andreas è più solido del tedesco Moraing, ottimo solo alla battuta

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @MercedesCup)

da Halle, il nostro inviato

Matteo Berrettini conquista il secondo turno di Halle (sarà derby azzurro con Seppi) battendo in due set tirati, sempre sul filo dell’equilibrio, la tds n.6 Nikoloz Basilashvili. Il georgiano, n.17 del mondo, ha offerto una resistenza ferrea, con un servizio efficace e un dritto molto esplosivo. Matteo, n. 22 da ieri, ha risposto con fondamentali superiori e maggiore solidità, mostrando inoltre recuperi in allungo davvero efficaci e spettacolari.

Quando il neocampione di Stoccarda e il vincitore di Pechino e Amburgo 2018 cominciano il match, il colpo d’occhio di pubblico è molto deludente, nonostante sia ampiamente terminato l’orario lavorativo e nel piccolo paese della Vestfalia il caldo torrido del match tra Seppi e Moraing ha fortunatamente lasciato il passo a un venticello frizzante e un clima molto gradevole. Nessuna sorpresa, perché fra pochi minuti, nel ben più imponente Centrale, sta per esordire Sua Maestà Roger Federer. Quando il Re dei Re, come lo chiamava Filo Volandri dopo l’exploit della carriera (la sua vittoria contro Roger a Roma 2007) e John Millman cominciano la loro partita, i fedelissimi di Berrettini e Basilashvili diventano ancora meno e faticano a superare il centinaio. All’angolo del ventitreenne romano c’è solo il tecnico FIT e coach Umberto Rianna, con cui il campione di Gstaad 2018 condivide le esultanze cercandone lo sguardo.

 

Sembra proprio il match degli irriducibili, quelli che preferiscono l’Italia a Federer. Non ci crederete, ma ne abbiamo trovati due proprio oggi sotto la canicola di Seppi-Moraing. Padre e figlio di Treviso, qui apposta per il torneo, non per lavoro o perché già erano in zona. In realtà il fanatico e patriottico è il padre, mentre il figlio sembra il sincero amatore poco informato e sequestrato dal genitore malato di tennis. Attempato, ma comunque più giovane di un anno del decano Direttore…. “Scanagatta? Ma certo, me lo ricordo benissimo ai tempi di Tele più con Tommasi, Clerici e Lombardi, ma ora quindi è online?”. Evidentemente è rimasto al tennis da tubo catodico, al punto che, dopo avergli spiegato l’esistenza di Ubitennis, ci chiede: “Allora anche su Ubitennis trasmettete il torneo di Halle?”. Meraviglioso, ma prima di lasciarci il nostro eroe d’altri tempi sentenzia: “Oggi Italia 2 vittorie su 2”. Fissato ma perfetto, chapeau!

Quanto a Berrettini, non deve essere stato facile per lui sfidare uno in completo bianco e perfetto per Wimbledon (con tanto di fascia in testa e polsini su entrambe le braccia), in un palcoscenico semivuoto mentre dal Centrale giungevano, regolarmente durante ogni pausa, le canzoni dance sparate a palla. Per un attimo, la piccola e tranquilla Halle sembrava la tennisticamente folle New York, dove i campi secondari vengono investiti dalla discoteca dell’Arthur Ashe. In realtà, l’azzurro non ha fatto caso né al deserto né alla dance, ormai è un professionista completo: “Avrei anche potuto giocare in un campo deserto, solo io e Nikoloz, non sarebbe cambiato nulla, anche se all’ingresso in campo mi ha fatto effetto passare dal tutto esaurito della finale di Stoccarda a qui).

SEPPI FREDDO NELLA CANICOLA – Andreas Seppi supera il qualificato tedesco Moraing, ottimo servizio e basta, ma sull’erba e col caldo torrido dell’assolato campo 2 non è stata una passeggiata. L’avversario, n.223 del mondo, è stato sempre attaccato all’azzurro e i servizi hanno dominato il match. Seppi, oggi n.65 ATP, ha un po’ difettato in risposta, ma è stato quasi sempre superiore quando lo scambio andava oltre i quattro colpi e sempre nei momenti decisivi.

Sul finire di primo set, ha prima annullato una pesante palla break sul 4 pari 30-40 portando all’errore Moraing, poi nel gioco seguente ha piazzato lo scatto decisivo sul 30 pari, quando l’ennesimo gratuito di Mats (che con Wilander condivide solo il nome di battesimo) e un bel dritto in avanzamento gli hanno dato la prima partita. Intanto, durante il break sul 4-3 Seppi, nascosto tra gli spettatori che entrano ad occupare i posti di chi se ne va, scorgiamo Jannik Sinner mentre si accomoda nel seggiolino a sinistra di Max SartoriDavanti a lui, dall’inizio del match, siede Michela, la deliziosa moglie di Andreas, in un abito rosso con motivi bianchi al contempo sportivo ed elegante.

Nel secondo parziale il mancino dal completo avveniristico (“Sembra un Avenger sul campo da tennis”, osserva il giovane nostro compatriota seduto al nostro fianco in tribuna) sale di livello e riduce i gratuiti abbastanza per arrivare al tie-break. Qui un dritto largo sul 3 pari, seguito da un ace e un servizio vincente di Seppi, danno all’ex kid di Caldaro 3 match-point. Il secondo è quello buono e il “Bravo Seppio!” di coach Max Sartori accompagna l’approdo al secondo turno del finalista 2015. Al secondo turno sfiderà Matteo Berrettini.

Risultati:

[1] R. Federer b. J. Millman 7-6(1) 6-3
[WC] J.W Tsonga b. B. Paire 6-4 7-5
R. Gasquet b. [WC] P. Gojowczyk 6-3 6-4
[7] R. Bautista Agut b. T. Fritz 7-6(10) 6-0
[4] B. Coric b. J. Munar 7-6(2) 6-3
[Q] S. Stakhovsky b. [WC] R. Molleker 3-6 7-6(6) 6-2
M. Berrettini b. [6] N. Basilashvili 6-4 6-4
[Q] A. Seppi b. [Q] M. Moraing 6-4 7-6(4)
J. Struff b. L. Djere 6-4 6-4
D. Goffin b. [8] G. Pella 6-1 6-1

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Medvedev e Cilic si scuotono al Queen’s. Rientro con successo per Anderson

LONDRA – Cambiamento, fiducia, fortuna: i tre big trovano ciò che cercavano nella prima giornata sull’erba di Londra

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Daniil Medvedev - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Dal nostro inviato a Londra

Nel tennis come in automobile, dopo mesi di rosso c’è chi aspettava soltanto il verde per ripartire. Marin Cilic, Daniil Medvedev e Kevin Anderson erano tutti alla ricerca del posto giusto per ritrovare buone sensazioni e vittorie; i risultati della prima giornata dei Fever-Tree Championships sembrano dire loro che forse quel posto può essere il Queen’s Club.

La campagna di difesa del titolo di Cilic, nel box del quale sedeva per la prima volta l’ex pro Wayne Ferreira, è partita fortissimo con una striscia di cinque game consecutivi. Soltanto nel secondo set il ventitreenne cileno è riuscito a imbrigliarlo, recuperando il break di svantaggio al momento in cui il croato serviva per la vittoria e costringendolo a un tie-break impegnativo, concluso per 7 punti a 5. Al prossimo turno Cilic affronterà Diego Schwartzman, vincente in appena cinquantadue minuti su un Alexander Bublik che pure aveva disputato due buoni round di qualificazione. Il risultato sorprende specialmente per la superficie sulla quale è giunto: per il peque si tratta appena del secondo successo su erba in carriera nei tabelloni ATP.

 

Bravo dall’inizio alla fine invece Daniil Medvedev, che ha saggiato per primo l’erba del campo centrale con una prestazione eccellente contro Fernando Verdasco. Dopo un inizio di stagione straripante il russo aveva bruscamente rallentato, anche a causa di qualche guaio fisico, e si presentava a Londra con l’obiettivo minimo di interrompere una serie di cinque sconfitte consecutive. “Ma erano state tutte partite tirate, sarebbero potute finire in ogni modo” ha detto dopo una doccia, “sono stato un po’ sfortunato ultimamente”. Oggi invece ha girato tutto per il suo verso e la vittoria è arrivata con tutto il merito, grazie a una resa costante al servizio e anche qualche piccola magia, come la volée appoggiata con cui ha concluso il primo set.

Kevin Anderson – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Ha avuto successo anche il ritorno di Kevin Anderson, al primo torneo dopo lo stop dovuto all’epicondilite (il famigerato “gomito del tennista”). Fermo addirittura dai quarti di finale del Masters 1000 di Miami, il sudafricano è partito un po’ imballato, cedendo a Cameron Norrie il proprio game d’apertura. Da lì in poi i due hanno tenuto la battuta fino a fine set e poi ancora fino al tie-break del secondo, che Anderson si è preso con un ace. Col passare dei minuti il numero due del tabellone ha mostrato di aver atteso di essere pienamente competitivo per ripresentarsi in campo: solido nello scambio, ha bussato alla porta di Norrie per due ore finché, alla decima palla break, il britannico non ha aperto.

Fuori dal centre court intanto Nicolas Mahut continua il suo percorso facendosi largo… tra i giovani: dopo Jarry e Davidovich Fokina nelle qualificazioni, oggi è toccato a un falloso Frances Tiafoe cedergli il passo in due set. Martedì il trentasettenne francese potrà finalmente riposarsi per un giorno con il doppio e scoprire chi, tra Wawrinka e Daniel Evans, sarà suo avversario negli ottavi di finale. Stan e Dan si affronteranno in apertura di un programma monomane, che include Tsitsipas, Dimitrov, Feliciano Lopez, Shapovalov (contro Del Potro!) e il nostro Marco Cecchinato. Sempre che non piova, come invece minaccia di fare.

Risultati:

[4] D. Medvedev b. F. Verdasco 6-2 6-4
[5] M. Cilic b. C. Garin 6-1 7-6(5)
[2] K. Anderson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-4
D. Schwartzman b. [Q] A. Bublik 6-2 6-3
[Q] N. Mahut b. F. Tiafoe 6-3 7-6(5)
G. Simon b. [Q] J. Ward 3-6 6-3 7-6(2)

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