È ufficiale: Sascha Bajin è il nuovo coach di Kiki Mladenovic

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È ufficiale: Sascha Bajin è il nuovo coach di Kiki Mladenovic

Una sfida impegnativa per colui che ha portato Osaka al numero 1 del ranking. Thiem, intanto…

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Quando si tratta del gioco delle coppie, capita spesso che tutti tranne te si accorgano che piaci a quella persona. Lo stesso, evidentemente, vale per i rapporti tra coach e giocatrici; solo tre settimane fa, infatti, Kristina Mladenovic si era mostrata assolutamente sorpresa delle domande a proposito di Sascha Bajin, fresco ex coach di Naomi Osaka, seduto nell’angolo di Kiki insieme a mamma Dzenita durante il match perso contro Yafan Wang. “È un amico di lunga data, vive in Florida ed è passato a guardarmi” aveva spiegato la francese. “Non so di che rumors stiate parlando”.

Senza alcuna sorpresa se non da parte della diretta interessata (stiamo al gioco), i due si sono professionalmente messi insieme e Kiki si affida a Twitter per comunicarlo. “Sono entusiasta nell’annunciarvi la mia nuova collaborazione con Sascha Bajin. Benvenuto nella squadra, coachscrive la numero 3 del mondo in doppio.

Bajin, ex sparring partner di Serena Williams e Vika Azarenka, proviene da una collaborazione formidabile al fianco di una Osaka vincitrice degli ultimi due Slam e regina del ranking mondiale. Kiki occupa invece la posizione n. 66 della classifica di singolare dopo aver raggiunto la top ten nell’ottobre del 2017; quest’anno, dei 14 incontri finora disputati, ne ha vinti solo 4 – tra cui, curiosamente, quello contro la ex di Sascha (che poi si è presa una poco soddisfacente rivincita). Ciò che sembra un passo indietro per il coach tedesco, tuttavia, va invece visto come una sfida tanto interessante quanto, senza alcun dubbio, impegnativa.

Nel frattempo, Dominic Thiem, il fidanzato di Kiki che ha appena mollato il coach storico, si allena nelle sue condizioni preferite: senza giudici di linea fra i suoi piedi e i teloni.

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WTA Bronx: Camila Giorgi vola in semifinale

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Camila Giorgi - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Procede il cammino di Camila Giorgi del WTA International del Bronx, torneo che fino allo scorso anno era un ITF da $100.000 e che quest’anno la WTA ha deciso di innalzare (di tasca propria) a torneo International per sopperire alla sparizione del WTA Premier di New Haven. Nei quarti di finale l’azzurra si è sbarazzata in soli 62 minuti di Alizé Cornet, attualmente al n.64 del ranking ma che dieci anni fa era arrivata a ridosso della Top 10 sconfiggendo diverse volte anche Serena Williams.

Non c’è stata storia nel 6-2 6-1 che ha sugellato il passaggio di Giorgi alle semifinali, secondo risultato di prestigio, dopo la finale di Washington un mese fa, in questa estate nordamericana sul cemento che sta regalando qualche soddisfazione alla italo-argentina dopo una prima parte di stagione costellata di ritiri che l’ha vista disputare solamente sei incontri da febbraio a luglio.

Per Camila in semifinale ci sarà la cinese Qiang Wang, prima testa di serie del torneo e n. 18 della classifica WTA. Wang ha sconfitto in tre set Blinkova nei quarti di finale e si presenta alla sfida con l’azzurra con un deficit di 0-2 negli scontri diretti, disputatisi entrambi nel 2017.

 

Nella parte bassa del tabellone, vittoria per la polacca Magda Linette, che si è imposta in tre set sulla testa di serie n.10 Karolina Muchova, la quale affronterà in semifinale Katerina Siniakova (n. 5 del seeding), vincitrice nei quarti dell’americana Bernarda Pera dopo aver annullato due match point.

I risultati:

[5] K. Siniakova b. [WC] B. Pera 4-6 7-6(6) 6-3
[Q] M. Linette b. [10] K. Muchova 6-7(4) 6-4 7-6(3)
C. Giorgi b. A. Cornet 6-2 6-1
[1] Q. Wang b. [LL] A. Blinkova 0-6 6-1 6-4

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Qualificazioni US Open, Day 4: fuori Giannessi e Caruso

Escono di scena al secondo turno di qualificazione i due tennisti azzurri

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Finisce l’avventura americana di Salvatore Caruso e Alessandro Giannessi sconfitti rispettivamente da Lukas Rosol e da Constant Lestienne. Un po’ di rimpianti per il match di Caruso che è entrato in campo con pessime sensazioni, non riuscendo mai a comandare gli scambi, servendo piuttosto male e commettendo parecchi errori piuttosto banali con tutti i fondamentali continuando a lamentarsi con il proprio angolo, quasi sfottendosi da solo per il pessimo rendimento odierno. Tuttavia, sotto di set e break, senza avere più nulla da perdere, il tennista di Avola si è un po’ sciolto e sopra 5-4 40-40 è stato a due punti dal set ma Rosol ha servito ancora una volta bene senza concedere occasioni a Caruso che è incappato in qualche grave errore nel game successivo che di fatto gli è costato il match. 

Dura molto poco la partita di Alessandro Giannessi contro il francese Lestienne che giá nel 2018 lo aveva estromesso dalle qualificazioni degli US Open. Dopo un inizio equilibrato, Giannessi ha cominciato ad innervosirsi polemizzando di continuo con l’arbitro e uscendo di fatto molto presto di scena da un match nel quale non ha mai trovato buone sensazioni col rovescio e quando ha provato a sopperire a questa mancanza spostandosi di dritto non ha mai fatto sufficientemente male lasciando lo spazio a Lestienne per far male con un ottimo rovescio incrociato. Lo score finale recita 6-3 6-0, con un parziale pesantissimo di otto games a zero a partire dal 4-3 in favore del fantasioso francese. 

Le sconfitte degli italiani

 

C. Lestienne b. A. Giannessi 6-3 6-0
L. Rosol b. [6] S. Caruso 6-1 7-5

Il tabellone maschile completo

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Carlos Ramos non potrà arbitrare le sorelle Williams ai prossimi US Open

Dopo quanto accaduto nella finale dello scorso anno, il giudice di sedia portoghese non avrà accesso ai match delle due sorelle: ma è giusto punire chi attua il regolamento

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Carlos Ramos giudice di sedia della tristemente famosa finale degli US Open 2018, non potrà arbitrare nessuna partita delle sorelle Williams durante l’edizione 2019 dello Slam statunitense. “Ci sono più di 900 match e Carlos, nel 2019, non sarà sul seggiolone per i match delle sorelle Williams“, ha dichiarato Stacey Allaster, responsabile dell’associazione tennis americana. “Vogliamo che l’attenzione della competizione sia sugli atleti“.

Ripercorriamo i fatti che hanno portato a questa decisione. Il teatro è la finale 2018 dello US Open, le sfidanti sono Naomi Osaka e Serena Williams. Naomi vince 6-2 6-4 e si aggiudica il primo Slam della sua carriera, ma la partita verrà consegnata ai posteri per la furente litigata tra Serena e l’arbitro Carlos Ramos. Tutto inizia con un warning inflitto a Williams per coaching: il suo allenatore Patrick Mouratoglu, come confermerà a fine partita, sta provando a consigliarle dagli spalti di andare più a rete. Probabilmente sotto pressione per l’andamento del match, che la vede in costante affanno, Serena va su tutte le furie ritenendo ingiusta la sanzione.

Successivamente, dopo aver subito l’ennesimo break, in preda alla frustrazione Serena rompe una racchetta, ricevendo per questo un penalty point. Qui Serena perde del tutto le staffa: si rivolge a Ramos e gliene dice di ogni tipo, tanto che lui non ha potuto far altro che accusarla di “verbal abuse” e darle un penalty game.
La partita si è di fatto chiusa lì, con Serena in lacrime, Naomi in grande disagio e un pubblico infervorato contro Ramos, che non ha potuto neanche essere premiato a fine partita.

Considerazioni –
La decisione dell’associazione americana aprirà sicuramente delle grandi discussioni. Ramos da regolamento non ha sbagliato nulla, anche se si può discutere sulla sua capacità di stemperare i toni in campo e sull’accettazione più o meno tacita del coaching dagli spalti. Certo che Serena ha veramente mostrato il peggio di sé, come atleta e come donna: famosa la sua battuta “io ho una figlia, sono una mamma” relativamente alle sue capacità di mentire.
La decisione presa per il torneo 2019 va sicuramente nell’ottica di evitare possibili ricadute e conflitti tra i due, ma da un certo punto di vista certifica una debolezza dell’ordine arbitrale verso giocatori di fama e spessore come l’americana. Alla fine, risulta Ramos quello “punito” di non poter più arbitrare certe giocatrici, facendo apparire indirettamente lui il colpevole della vicenda.

 

Lorenzo Fattorini

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