Il tabellone di Istanbul: Giorgi altro forfait, occhio alle teenager

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Il tabellone di Istanbul: Giorgi altro forfait, occhio alle teenager

Dopo il forfait di Lugano, Camila non riesce a ripartire nemmeno dalla Turchia. Suarez Navarro e Buzarnescu guidano il seeding ma le nuove leve potrebbero fare strada

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Non c’è solo il Premier di Stoccarda, il primo sulla terra rossa della stagione, in programma questa settimana nel circuito femminile. Per chi non può o non vuole misurarsi nel iper-competitivo torneo tedesco, Istanbul offre un’alternativa decisamente più rilassante, anche se ben meno remunerativa in termini di punti e denaro.

Tra chi ha preferito l’affascinante metropoli turca, c’è la nostra Camila Giorgi. Dopo il ritiro dal torneo di Lugano, per motivi non ben specificati, e la convocazione in Fed Cup dove non è però scesa in campo, ha purtroppo annunciato il forfait anche in Turchia. Al suo posto in tabellone Viktoria Kuzmova che diventa la nona testa di serie

La semifinale teorica, nella parte alta del tabellone, vedrebbe impegnata Carla Suarez Navarro, prima favorita del torneo, reduce da tre sconfitte consecutive al primo turno. Suarez Navarro sarà impegnata in un derby al primo turno contro Lara Arrabuarena. Il suo spicchio di tabellone si presenta però come particolarmente insidioso: tra una Tomljanovic in forma, una Kuznetsova al rientro, la beniamina di casa e campionessa del 2016 Buyukackay e la giovane Vondrousova. Nella parte bassa le due favorite sono Mihaela Buzarnescu (tds n.2) e la 18enne Dayana Yastremska (tds n.4). Il principale ostacolo verso la semifinale per la rumena, protagonista di una grande seconda parte di 2018, è la greca Maria Sakkari. Yastremska invece farà il suo ingresso nel torneo contro Kristina Mladenovic, fresca di partnership con Sascha Bajin, ex coach della n.1 al mondo Naomi Osaka. Se supererà questo primo turno particolarmente ostico, l’ucraina potrebbe poi trovarsi coinvolta in un derby tra teenager con la russa Potapova e, infine, in un quarto di finale complesso contro la croata Petra Martic. 

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ATP

ATP 500 Amburgo: I big si confermano, male Auger-Aliassime

Passano al turno successivo Rublev e Tsitsipas, ma cade il canadese per mano di un sorprendente Bublik

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Quella che sarebbe potuta essere una seconda giornata tranquilla del tabellone principale di Amburgo è stata notevolmente movimentata dal caso Paire. Il francese si è ritirato sul punteggio di 6-4 2-0 contro il norvegese Casper Ruud, ma la vera notizia è quella della nuova positività di Benoit Paire a ben tre settimane dal “fattaccio” degli US Open. Il giocatore ha spiegato di aver effettuato due test risultati poi positivi, seguiti da un test negativo, con il dottore del torneo che ha dato il permesso a Paire di poter scendere in campo. Trovate qui un approfondimento della vicenda che rischia di far saltare a Paire il Roland Garros.

Più prevedibili gli altri incontri della giornata, con tutte le teste di serie oggi scese in campo che sono riuscite a superare gli ottavi di finale. A partire da Stefanos Tsitsipas, vincitore per 6-3 6-1 contro il britannico Daniel Evans. Il tennista greco torna alla vittoria dopo la bruciante sconfitta subita da Coric e la pessima prestazione contro il nostro Jannik Sinner a Roma. Una partita condotta con autorità sin dall’inizio, dopo un primo game di servizio andato ai vantaggi Tsitsipas trova il break nel quarto game e chiude il primo set non concedendo più di due punti al servizio.

 

Ad inizio secondo set la musica sembra cambiare. Evans trova meglio il tempo per salire a rete e mettere pressione a Tsitsipas. Si procura anche una palla break con uno splendido passante di rovescio che sorprende il numero 6 del mondo. Resterà l’ultima per lui, Tsitsipas annulla il break e il tennista britannico crolla completamente al servizio, prendendo tre break consecutivi e chiudendo la partita con il 30% di punti vinti con la prima nel secondo set. Tsitsipas sfiderà Pablo Cuevas al prossimo turno, ultimo precedente tra i due la finale dell’anno scorso ad Estoril vinta dal greco.

Molti più problemi invece per Andrej Rublev. Il russo, finalista uscente del torneo tedesco, ha battuto il tennista americano Tommy Paul 6-1 3-6 6-2 dopo un’ora e trentotto di partita. Il primo set è filato via a favore di Rublev quasi subito, come da pronostico vista la differenza di classifica tra i due. La testa di serie numero 5 approfitta delle incertezze al servizio di Paul per piazzare due break e chiudere il set in 21 minuti. Qualcosa però si rompe nel gioco del russo, che fatica più del dovuto con la seconda e concede il servizio nel secondo game del secondo set. Paul è bravo a contenere il ritorno del russo nel game successivo e si prende di forza un secondo set ampiamente meritato.

La reazione di Rublev non si fa attendere, il numero 14 del mondo è chirurgico in risposta e va a servire per il match sul 5-1 a favore. Due non forzati rimettono l’americano in partita. La sensazione è solo temporanea, Rublev si rimette al lavoro e chiude set e partita alla seconda palla break, incontrerà il vincente di Bautista-Agut – Koepfer nei quarti di finale.

Qualche sorpresa negli unici ottavi in cui non erano presenti teste di serie. Il cileno Christian Garìn rispetta il pronostico battendo non senza fatica un coriaceo Yannick Hanfmann con il punteggio di 6-2 7-6(3). Finisce la favola del tedesco, che nel turno precedente aveva eliminato la testa di serie numero 3 Gael Monfils, apparso molto lontano dalla sua forma abituale. Più sorprendente la vittoria del kazako Alexander Bublik, che ha la meglio per 6-4 6-2 di un Auger-Aliassime apparso molto scarico. Il canadese si è lasciato andare nel secondo set dopo le tante occasioni fallite (4 palle break salvate) quando Bublik serviva per il primo set. Venerdì saranno proprio Garìn e Bublik a dare vita ai quarti di finale, primi nel torneo per entrambi.

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Medvedev a Parigi con il vento contrario: su terra non vince da 17 mesi

Il russo, numero 5 ATP, arriva al Roland Garros dopo il ko di Amburgo che è il quinto consecutivo su terra. Dove in carriera ha vinto pochissime partite

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Daniil Medvedev - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il ko di Daniil Medvedev ad Amburgo per mano di un eccellente (gliene va dato atto) Hugo Humbert ha aperto il campo ai dubbi: incidente di percorso o campanello d’allarme per il fresco semifinalista dello US Open? In vista del Roland Garros c’è sicuramente da considerare un problema di adattamento alla superficie: il numero cinque del mondo non giocava sulla terra proprio dallo Slam parigino di un anno fa (battuto al primo turno da un altro francese, Pierre-Hugues Herbert). La cornice del caso è però più ampia: se in carriera ha vinto 125 dei 179 incontri disputati sul cemento, i successi su terra sono stati appena 10 in 27 (pochissimi) match.

Un dato anomalo per la quarta testa di serie dello Slam parigino – dove non ha mai vinto nel tabellone principale – e che va a scontrarsi con chi le statistiche di chi lo precede di appena un posto nel seeding. Ben 138 infatti sono i successi su terra di Dominic Thiem (24 al Roland Garros dove ha disputato le ultime due finali). La striscia negativa di Medvedev su terra, per quanto diluita, si è aperta ben 17 mesi fa con la sconfitta nella finale di Barcellona proprio contro Thiem. Da allora, quattro ko consecutivi in altrettanti primi turni: a Madrid contro Pella, a Roma contro Kyrgios e allo scorso Roland Garros contro Herbert. Prima del fresco scivolone di Amburgo. Di minore valenza tecnica il dato dei precedenti contro i francesi: 10 vittorie (34.4%) su 29 sfide, mentre i successi diventano il 69% guardando al totale degli incontri giocati in carriera. A Parigi, magari, smentirà tutti. Ma non ci arriva con il vento a favore.

 

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Ana Konjuh torna a vincere un torneo dopo cinque anni

La 22enne croata dopo quattro operazioni al gomito ci riprova. Dopo le esibizioni estive, ha vinto il torneo ITF a Zagabria senza perdere nemmeno un set

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L’ultima volta che la 23enne croata Ana Konjuh vinse un torneo di categoria ITF aveva appena 15 anni. Era il 2013 (anno in cui trionfò in due Slam di categoria juniores a Melbourne e a Wimbledon), a Montpellier, dove sorprese tutti facendo un sol boccone delle sue avversarie. Due anni dopo riuscì ad alzare anche il suo primo titolo WTA a Nottingham, battendo in finale l’insidiosissima Monica Niculescu. Da lì però, quella strada che sembrava fosse tutta in discesa verso la sua affermazione ad alti livelli fu resa quasi impossibile da percorrere a causa di ripetuti infortuni. Ana non giocava un torneo ufficiale da ben 19 mesi: perse nel febbraio 2019 a Budapest, al primo turno contro Parmentier. Dopo quel match fu costretta a una quarta operazione al gomito, già finito sotto i ferri nel 2014, 2017 e 2018.

Konjuh ha ripreso a lavorare subito dopo il lockdown. Ora il fastidio al gomito sembra scomparso, come ha raccontato in una recente intervista, e ha potuto giocare qualche match di esibizione per riprendere il feeling con il campo e soprattutto con la partita. Ha giocato a Osijek e poi in doppio a Zara (in coppia con Coric ha sfidato Djokovic e Danilovic), prima che una serie di contagi a catena da Covid-19 costringessero l’Adria Tour a chiudere i battenti.

La scorsa settimana la tennista croata ha giocato a Zagabria il torneo ITF di categoria W25, il primo dopo il sopra-citato WTA di Budapest di un anno e mezzo fa. Non ha ceduto nemmeno un set in cinque partite, in semifinale e in finale ha battuto rispettivamente la seconda e la terza giocatrice del seeding (Rakhimova e Mrdeza), vincendo un trofeo dopo cinque anni di attesa e grandi difficoltà. Konjuh ora (che con il ranking protetto è numero 255 del mondo) ha in programma altri tornei ITF da qui alla fine della stagione. Speriamo che stavolta il torneo di Zagabria sia per lei davvero un punto di ripartenza.

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