Saranno famosi. Intervista a Filippo Volandri (Crivelli). Berrettini non si ferma e domani torna Fognini (Semeraro). La Schiavone diventa maestra per i bambini di Milano (Sonzogni)

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Saranno famosi. Intervista a Filippo Volandri (Crivelli). Berrettini non si ferma e domani torna Fognini (Semeraro). La Schiavone diventa maestra per i bambini di Milano (Sonzogni)

La rassegna stampa di mercoledì 1 maggio 2019

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Saranno famosi. Intervista a Filippo Volandri (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Stiamo lavorando per voi. Per abbellire le Atp Finals appena assegnate a Torino, la Fit sogna un evento con un italiano protagonista. Da basi interessanti: dei primi cinque Under 18 nella classifica Atp (quella vera, non quella juniores), tre sono azzurrini e Sinner, 296 del mondo, guida il gruppo, unico tra i primi 300. Poi ci sono Musetti e Zeppieri. Per analizzarne le prospettive, abbiamo chiesto un parere a Filippo Volandri responsabile del Centro Federale di Tirrenia.

Filippo, dal 2021 l’Italia ospiterà il Masters e il presidente Binaghi sogna che si possa qualificare un italiano e perché no vincerle, magari uno dei tre Under 18 che stanno strabiliando…

 

Il presidente deve essere ottimista per definizione, sarebbe il sogno di tutti. Però è vero che il Settore Tecnico sta lavorando per gettare le basi di un movimento che possa produrre giocatori di quel livello.

La maturazione contemporanea di Musetti, Sinner e Zeppieri deriva dalla nuova struttura che si è data la Federazione?

La nascita di un campione è determinata anche dalla fortuna, però non c’è dubbio che la ristrutturazione del Settore Tecnico partendo dai Centri di Aggregazione Provinciale, poi dai Centri Tecnici Periferici fino al Centro Tecnico Federale di Tirrenia abbia dato un enorme stimolo al movimento giovanile. Questo permette di trovare potenziali prospetti in tutte le province italiane, poi i Centri Periferici consentono ai ragazzi tra i 14 e i 17 anni di allenarsi con avversari dello stesso livello rimanendo vicino a casa, prima di approdare, se del caso, a Tirrenia, che è diventato a tutti gli effetti il nostro Centro di alta specializzazione. E sicuramente conta molto avere tecnici preparati e motivati, a partire da Pescosolido.

Dove possono arrivare Musetti, Zeppieri e Sinner?

Inutile parlare di numeri, l’importante è capire che c’è ancora tanta strada da fare. Ma il materiale umano e tecnico è notevolissimo. Seguo Lorenzo da più di un anno e sicuramente ha bisogno di lavorare duramente su tutti i fondamentali, e lui ne è consapevole. Come Zeppieri, del resto. Sinner invece è già più formato perché ha fatto altre scelte, sicuramente arriverà prima degli altri due anche perché Piatti è una garanzia. Ma è molto confortante pensare che abbiamo più ragazzi potenzialmente di alto livello. […]

Meglio giocare i tornei juniores oppure buttarsi subito a giocare con avversari di livello superiore?

Dipende dalle caratteristiche individuali: se pensi di avere il livello per affrontare avversari più esperti, è giusto fare quella scelta. L’importante è rendersi conto che a quell’età è fondamentale giocare il maggior numero di partite possibili. […]

Il tennis a livello giovanile è ancora uno sport per ricchi?

Sicuramente richiede ancora un impegno economico importante per le famiglie. Però la Federazione sta davvero investendo molto, cercando per quanto possibile di aiutare tutti. […]

Berrettini non si ferma e domani torna Fognini (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Matteo Berrettini, ormai una sicurezza. Siamo abituati a vedere vincitori di tornei che la settimana successiva decidono di riposarsi per la (a volte presunta) stanchezza, resuscitano dolorini sopiti, o `sciolgono’ al primo turno con il serbatoio mentale a secco. Non è il caso di Matteo, che dopo il trionfo a Budapest di domenica ha portato sulla terra rossa dell’Atp 250 di Monaco la stessa grinta esibita in Ungheria. Al primo turno ieri ha superato in due set, 7-6 6-3, l’uzbeko Denis Istomin, famoso per le tante sfide ai cinque set con Seppi: la famosa prova del nove, per giunta dopo aver saltato l’allenamento di lunedì per la pioggia che ha infradiciato la Baviera. Le difficoltà più grandi il romano le incontrate nel primo set, molto combattuto, quando sul 6-5 Istomin ha dovuto annullare tre setpoint. Chiuso il tie-break al quinto set-point (7-5), Matteo si è sbrigato con più disinvoltura nel secondo set, piazzando il break decisivo al sesto game. Al prossimo turno, domani, lo attende il numero 82 del mondo un altro Denis, che di cognome fa Kudla. Lo statunitense (ma nato a Kiev) è in vantaggio 3-1 nei precedenti, ma i due non si sono mai incontrati sulla terra battuta. A Monaco si è invece fermato subito Andreas Seppi, sconfitto 6-2 7-5 dal numero 41 del mondo Philipp Kohlschreibet. In Germania è in gara anche Marco Cecchinato: esordirà oggi in singolare contro lo slovacco Martin Klizan, n.60 Atp. Domani nel 250 dell’Estoril, in Portogallo, torna in campo anche Fabio Fognini. Il numero 1 azzurro al secondo turno incontra Pablo Cuevas, numero 67 Atp, che ieri ha eliminato l’altro azzurro Salvatore Caruso.

La Schiavone diventa maestra per i bambini di Milano (Cristian Sonzogni, La Gazzetta dello Sport)

Niente è impossibile. Francesca Schiavone lo ha imparato da sola lungo un cammino da favola, tanto da averne fatto il proprio mantra nel momento più importante, la vittoria al Roland Garros nel 2010. Adesso il concetto torna, affiancato però a una nuova massima. «Tu puoi… provaci!» è il progetto destinato ai ragazzi e alle ragazze di Milano e provincia, tra gli 8 e i 12 anni, che amano il tennis o che vogliono conoscerlo. Obiettivo, da un lato, chiamare a raccolta i giovani, stare in campo con loro e far capire che «lo sport è vita»; dall’altro, trovarne uno particolarmente meritevole e assegnargli una borsa di studio tennistica di un paio d’anni, che copra le spese principali dell’attività agonistica, da quelle mediche alle incordature. «Perché — sottolinea la due volte finalista di Parigi — io so bene quanti sacrifici debba fare una famiglia per sostenere i sogni di un bambino». Tutto nasce da un sms inviato dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala alla stessa Schiavone, nel momento dell’annuncio del ritiro, agli Us Open dello scorso anno. «Mi scrisse che avremmo dovuto organizzare qualcosa insieme, allora ci siamo inventati questo progetto che mi rende molto orgogliosa. È un modo per mostrare cosa intendo io per sport, e cosa mi ha insegnato il percorso che ho terminato da poco. Dai primi passi in periferia ai grandi eventi». […] Accanto alla ex numero uno d’Italia ci saranno i marchi Sergio Tacchini, Babolat e Levissima, con il patrocinio del Comune di Milano (i dettagli sul sito www.tupuoiprovaci.it). «Valuterò i partecipanti — racconta la ex n. 4 Wta — sotto vari aspetti: le capacità motorie, ma anche la tecnica, il coraggio, il carattere. A tutti i genitori, invece, mi piacerebbe dire “benvenuti nel mondo dello sport”, cercando di far capire che attraverso queste giornate si può fare educazione». […] «Adesso abbiamo tanti italiani forti, arriveranno le Atp Finals a Torino, è un momento d’oro per far sì che il tennis diventi davvero per tutti, senza alcuna barriera. Magari accostandolo allo studio e all’Università».

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“La nostra Australia chiusi in hotel” (Senigalliesi)

La rassegna stampa di giovedì 21 gennaio 2021

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“La nostra Australia chiusi in hotel”

Travaglia: “Spero solo che finisca, voglio giocare presto” (r.sen., Corriere Adriatico Ascoli Piceno)

Qualcuno l’ha descritta come una prigione con il wi-fi. Altri postano immagini sui social dei loro giorni di quarantena. «Indubbiamente è una situazione paradossale – racconta Stefano Travaglia – che mette a dura prova la nostra pazienza. Siamo professionisti, à vero, ma è dura mantenere un equilibrio. Per quanto mi riguarda, dopo avere affrontato 40 ore di aereo sono stato 3 giorni murato nella mia stanza, 15/20 metri quadri, senza possibilità di uscire. E senza vedere nessuno. Neanche Simone (Vagnozzi ndr) il mio allenatore che sta nella stanza vicina alla mia. Ci sentiamo per telefono..». Ora va meglio? «Da un paio di giorni ci possiamo allenare ed è stata una liberazione. Era veramente duro poter vedere il campo da tennis dalla finestra dell’Hotel Hyatt, uno dei tre in cui siamo stati divisi qui a Melbourne, e non poterci andare. Ora il protocollo prevede 5 ore fuori dall’Hotel, guardati a vista dalla sicurezza, per allenarci in campo e per fare attività atletica, pasti e fisioterapia. Speriamo almeno che questo programma venga confermato, altrimenti sarebbe difficile preparare un torneo del genere. In queste condizioni di isolamento si potrebbe andare incontro a infortuni e a problemi fisici». Come è organizzata la giornata? «Militarmente. A parte le 19 ore in albergo, le 5 ore di “libera uscita”, ad orario fisso, cronometrate dal momento che si esce dalla camera, sono così suddivise: 15′ di tragitto fino ai campi, 2 ore di tennis, 1 ora e mezza di palestra, 1 ora per mangiare, 15′ per tornare in hotel. E, se sgarri, multe fino alla possibilità di esclusione dal torneo». […] Quali sono le aspettative adesso? «Spero soprattutto di potermi allenare. Ora lo faccio, seguendo le direttive di Tennis Australia, sempre con lo stesso mio collega, l’ungherese Fucsovic. Dalla prossima settimana si aggiungeranno Tiafoe e Popyrin, visto che potremo allenarci in quattro». Obiettivi? «Ora ci sarà un torneo a Melbourne prima degli Australian Open. Spero di fare bene. Lo scorso anno persi al primo turno, spero di migliorare. Determinante sarà come si uscirà da questa situazione».

Cocciaretto: “Chiusi in una stanza senza aria né tennis” (Roberto Senigalliesi, Corriere Adriatico Fermo)

Barricati, da tre giorni, in albergo, a Melbourne, per poter disputare gli Australian Open. […] I voli di Stefano ed Elisabetta erano covid free, ma la rigidità degli australiani li ha coinvolti visto che per 3 giorni non hanno potuto lasciare la loro stanza. La Cocciaretto è stata più fortunata, visto che ha potuto allenarsi un giorno prima di Stefano. Elisabetta come sta vivendo questa “prigionia”? «Bisogna adattarsi. Sapevamo di dover fare sacrifici per gli Australian Open, in tempo di pandemia, seguiamo le direttive del Tennis Australia, anche se fa strano stare tutto il giorno in una stanza. Ora, almeno posso allenarmi, anche se solo per 5 ore». Come trascorre le ore, da sola, nella sua stanza d’hotel? «Un po’ di ginnastica, qualche telefonata oppure mi scambio messaggi con amici e parenti, ma soprattutto gran parte del tempo la passo sui libri. Sto preparando un esame all’Università, sono iscritta a Giurisprudenza a Camerino, quando mi ricapita di avere tempo anche per studiare? Diciamo che faccio di necessità virtù». Il suo umore risente di questa situazione? «L’umore è abbastanza buono, bisogna guardare avanti. Speriamo di tornare a giocare presto e che la quarantena finisca. Anche se per 3 giorni non ho visto neanche il mio coach, guardando solo dalla finestra Melbourne, mangiando con il servizio in camera, come tutti in questo grande albergo». Con chi si allena quando è possibile farlo? «Ognuna di noi può allenarsi solo con una giocatrice. Io mi alleno con Sara Errani. Assieme c’è il mio tecnico Fausto Scolari e ad Alice Savoretti, anche lei marchigiana, che è allenatrice di Sara». […] La classifica mondiale? «Non ci penso, l’importante è migliorare. Il resto sarà una conseguenza».

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La Davis si disputerà in 3 città. C’è anche l’Italia: con Torino? (Crivelli). La Coppa Davis cambia ancora volto. E si fa in tre (Mastroluca). Le lamentele dei tennisti viziati. Un caso politico per l’Australia (Piccardi)

La rassegna stampa di martedì 19 gennaio 2021

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La Davis si disputerà in 3 città. C’è anche l’Italia: con Torino? (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

La rivoluzione della rivoluzione. Che nel 2019 a Madrid la prima edizione della nuova Coppa Davis griffata Gerard Piqué non avesse scaldato i cuori di chi si era trovato a giocarla, e di chi aveva comprato i biglietti per guardarla, era apparso manifesto già durante le partite. Formula cervellotica e soprattutto un programma folle, con gli ultimi match di giornata conclusi ben oltre la mezzanotte e seguiti da quattro gatti sugli spalti, mentre i tennisti tornavano in albergo imbufaliti. Così la Kosmos, partner finanziario dell’Itf nell’organizzazione dell’evento, memore di quell’esperienza ha avanzato alcune proposte per restituire appeal alla più antica manifestazione sportiva per squadre nazionali. Intanto, dal 2022, i team partecipanti scenderanno da 18 a 16, in modo da avere quattro gironi da quattro che dovrebbero rendere meno caotica la classifica finale. Soprattutto, già dall’edizione di quest’anno, il calendario verrà spalmato su 11 giorni anziché una sola settimana e, accanto a Madrid, verranno coinvolte altre due città europee per raggiungere un pubblico ancora più vasto. In ciascuna di queste sedi si disputeranno due gironi e un quarto di finale, mentre i due gironi restanti, due quarti, le semifinali e la finale restano a Madrid. L’Italia ha già presentato un proprio progetto molto forte per affiancarsi nell’organizzazione alle altre due città (la terza potrebbe essere Vienna). Ovviamente le strade portano di nuovo a Torino, sulla base della considerazione che la Davis inizierebbe il 25 novembre (e fino al 5 dicembre), cioè appena quattro giorni dopo la conclusione delle Atp Finals, di cui potrebbe ereditare le strutture. […]

La Coppa Davis cambia ancora volto. E si fa in tre (Alessandro Mastroluca, Corriere dello Sport)

 

La Coppa Davis cambia volto. Le fasi finali si disputeranno in undici giorni, dal 25 novembre al 5 dicembre 2021, e non più in una sola settimana. E potrebbero essere spalmate anche in più sedi. Kosmos, la società di Gerard Piqué partner dell’ITF, ha avviato una procedura per presentare le candidature. La decisione finale sul format dell’edizione 2021 sarà presa entro marzo. Finora si è disputata una sola edizione delle Davis Cup Finals, questo il nome ufficiale, nel 2019 alla Caja Magica di Madrid. Le 18 nazioni qualificate si affrontano in tre gironi da sei: le prime classificate e le due migliori seconde passano alla fase a eliminazione diretta che prevede quarti, semifinali e finale. Due anni fa, la sperimentazione ha suscitato molte polemiche per le sfide terminate a notte inoltrata: il doppio conclusivo tra Italia e Stati Uniti si è protratto fino alle quattro del mattino. Se la riforma dovesse essere approvata, la fase a gironi sarebbe suddivisa tra Madrid e altre due sedi: ciascuna ospiterebbe gli incontri di due gruppi Anche quarti di finale sarebbero spalmati: uno a testa nelle due città eventualmente aggiunte, due a Madrid che resterebbe cornice unica per semifinali e finale. Una soluzione già adottata in grandi manifestazioni a squadre di altri sport. Il principio è lo stesso utilizzato per l’ultima edizione del Mondiale di pallavolo maschile del 2018, co-organizzato da Italia e Bulgaria. L’Italia potrebbe diventare per tre settimane il centro del tennis maschile mondiale. Gli appassionati già pregustano un finale di stagione senza precedenti. Dal 9 al 13 novembre, infatti, sono in programma le Next Gen ATP Finals a Milano, dal 14 al 21, al PalaAlpitour di Torino, arriveranno perla prima volta in Italia le Nitto ATP Finals, il grande evento di fine stagione con gli otto migliori giocatori del mondo. Dal 25 novembre, poi, gli appassionati potrebbero abbracciare anche gli azzurri di capitan Corrado Barazzutti, inseriti nel girone di Coppa Davis con gli Stati Uniti e la Colombia.

Le lamentele dei tennisti viziati. Un caso politico per l’Australia (Gaia Piccardi, Corriere della Sera)

E’ il quarto giorno di quarantena (i top players ad Adelaide, i peones a Melbourne), il tennis per l’Australia diventò un caso politico. E’ il premier dello Stato di Victoria in persona, Daniel Andrews, a rispondere con un secco no al cahier de doléance inoltrato dal n. 1 del mondo Novak Djokovic in soccorso ai 72 colleghi in quarantena stretta (allenamento vietato) dopo essere entrati in contatto con un caso Covid: tra le richieste ritenute sconcertanti, l’isolamento ridotto a fronte di un tampone negativo, il permesso di incontrare il coach, cibo migliore e il trasferimento in case private con campo da tennis. Inaccettabile per un Paese che, blindando i confini, dall’inizio della pandemia ha contenuto a 28.600 positività e 909 morti il bilancio e che tiene all’estero 40 mila cittadini, che torneranno a casa con il contagocce a causa della chiusura delle frontiere. Il governo non voleva l’Australian Open ma poi, per ragioni di business, ha acconsentito a concedere il visto a giocatori e staff (un totale di 1.200 persone), alcuni dei quali hanno scambiato la serissima quarantena per una vacanza pagata al villaggio turistico. Da giorni sui social piovono lamentele di ogni tipo: il cibo è scadente, il delivery di Uber arriva freddo (ogni tennista, quotidianamente, può mangiare a sbafo del torneo per un totale di 100 dollari), la finestra della stanza non si apre, il calendario degli allenamenti (per chi ne ha accesso) non viene rispettato, fino alla chicca di tale Vanessa Sierra, fidanzata di Bernard Tomic che gioca a Pokemon per 11 ore al giorno e ammette di essere indispettita dalle rigorose limitazioni: «Sono costretta a fare cose che non ho mai fatto in vita mia, come sciacquare i piatti nel lavandino della stanza e lavarmi i capelli da sola». Monta l’indignazione degli australiani di fronte a questa vasta platea di adulti mai cresciuti e viziati, che minacciano sottilmente di non partecipare a un torneo che non boicotteranno mai. Anche l’Atp è imbarazzata di fronte all’immagine che il tennis professionistico mondiale – con molte silenziose eccezioni – sta dando di sé agli occhi del pianeta pandemico. La richiesta, soprattutto al gruppo di top players che nel sud dell’Australia sta godendo di maggiori libertà — incluso Djokovic che si conferma leader debole e confuso —, è twittare meno e limitare le storie su Instagram per non alimentare la lotta di classe con i meno fortunati.

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Australian Open, altri 25 isolati. Le autorità: “Nessuna deroga” (Scanagatta). Australian Open, gli isolati sono 72. E avanza l’ipotesi del boicottaggio (Crivelli). Australian Open, ostaggi del Covid (Frasca)

La rassegna stampa di lunedì 18 gennaio 2021

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Australian Open, altri 25 isolati. Le autorità: “nessuna deroga” (Ubaldo Scanagatta, Nazione-Carlino-Giorno Sport)

Erano 47 fino a ieri i giocatori costretti a starsene chiusi in camera in Australia per i prossimi 14 giorni, senza la possibilità di allenarsi per 5 ore quotidiane, ma sono diventati 72 dopo che su un altro aereo, proveniente da Doha con tutti i 16 vincitori delle qualificazioni maschili, è stato trovato un passeggero positivo all’arrivo a Melbourne. Fra i 25 il promettentissimo spagnolo Alcaraz. Nessun italiano.

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E 72 tennisti non potranno allenarsi, gli altri sì. L’ipotesi del boicottaggio per la mancata regolarità dell’Open, come dei 5 tornei a Melbourne che lo precedono, non è fondata. La Jabeur ha “postato” un video nel quale fa le volee contro il cuscino, Cuevas contro il materasso, Shapovalov si è fabbricato una minipista per correre.

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Australian Open, gli isolati sono 72. E avanza l’ipotesi del boicottaggio (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

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Giocatori contro giocatori, giocatori contro la federazione australiana, autorità sanitarie contro i giocatori. Tutti contro tutti, e gli Australian Open nel mezzo, come il sacco del pugile, mentre qualcuno, seppur a mezza bocca, comincia a parlare di boicottaggio per l’evidente disparità di trattamento tra i super big, beati ad Adelaide, e gli altri, reclusi a Melbourne, con l’aggiunta dell’isolamento forzato per quelli che si sono ritrovati sugli aerei coni positivi e adesso devono rimanere chiusi nelle loro stanze d’albergo per 14 giorni senza potersi allenare. E siccome se le cose possono andare male, andranno sicuramente peggio, pure su un volo da Doha, dove si sono giocate le qualificazioni maschili, è stata riscontrata una positività: di conseguenza, altri 25 giocatori (nessun italiano) sono finiti in quarantena rigida dopo i 47 dei giorni scorsi. Figli e figliastri E qui sta il corno più infuocato del dilemma: potrà essere regolare un torneo in cui 72 iscritti ai tabelloni principali non potranno in pratica prepararsi per due settimane? Senza contare che tra le isolate in camera ci sono almeno una decina di tenniste con fondate ambizioni di poter arrivare fino in fondo: Andreescu, Azarenka, Bencic, Karolina Pliskova, Muguruza, Kerber, Sabalenka, Sakkari, Stephens e Svitolina. E se anche qualcuno l’ha presa sul ridere, come Cuevas che ogni giorno posta una story Instagram sugli allenamenti contro il materasso appoggiato alla porta, oppure la Sabalenka con i palleggi contro la vetrata e la Bencic con gli esercizi sul letto, i social si sono trasformati in un’eruzione lavica incontrollabile di polemiche.

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Emma Cascar, commissario per la gestione dell’emergenza dello stato di Victoria, ha tuonato contro alcuni giocatori che avrebbero violato il protocollo parlando tra di loro, mettendo poliziotti alla porta e rinfocolando perciò la rabbia dei tennisti, già allo zenit per il paradiso concesso ai primi tre del mondo (più Serena Williams) ad Adelaide, dove c’è un piano a disposizione per ognuno e le regole sulle frequentazioni con il team sono molto più lasche (e il cibo decisamente migliore)

Ipotesi boicottaggio Una disparità che ha irritato anche una pasta d’uomo come il nostro Salvatore Caruso: «Non prendiamoci in giro, sono privilegi importanti; siamo tutti sulla stessa barca e dovremmo avere le stesse possibilità di preparare uno Slam. Non è leale nei confronti degli altri giocatori.

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ma intanto Djokovic, sempre a suo agio nel ruolo di capopopolo, ha scritto una lettera a Tennis Australia avanzando alcune proposte per migliorare le condizioni di chi sta a Melbourne, tra cui la riduzione dei giorni di isolamento per i 72, effettuando più tamponi; Incontri con l’allenatore o il preparatore atletico, purché abbiano superato i test: spostare, per quanto possibile, quanti più giocatori in case private dotate di un campo per allenarsi.

[…]

Australian Open, ostaggi del covid (Guido Frasca, Il Messaggero Sport)

Un pandemonio in tempo di pandemia. Mancano tre settimane agli Australian Open, ma la situazione peggiora ora dopo ora. Sono saliti a 72 i tennisti giunti a Melbourne con voli su cui viaggiavano passeggeri positivi al Covid-19 e che devono osservare la quarantena per due settimane, senza la possibilità di allenarsi o di interagire con il loro team.

[…]

Nell’elenco ci sono Nishikori, Cuevas, Pella, Londero, Gonzalez, Sitak, Pospisil, Davis, Azarenka, Stephens. E Sandgren, imbarcato nonostante un test positivo: era stato contagiato dal virus già a novembre ed è stato giudicato non contagioso, come spiegato dallo stesso statunitense in un tweet.

[…]

Salta l’intero programma di allenamenti sul campo: solo lavoro atletico da svolgere in camera. Per il governo australiano il resto del mondo è un’unica grande zona rossa e le regole sono molto stringenti pure per coloro che non hanno avuto contatti con positivi. Niente abitazioni private e ristoranti durante la quarantena, solo camere e pasti in hotel indicati. E nella prima settimana di confinamento ognuno si dovrà scegliere un compagno fisso con cui allenarsi per un massimo di 5 ore al giorno. Problemi anche sul volo da Abu Dhabi: positivo Sylvain Bruneau, coach della Andreescu. Tra i passeggeri c’erano altri 23 giocatori, per lo più del circuito femminile, tra cui la stessa Andreescu, Kerber, Kuznetsova, Jabeur, Bencic, Svitolina, Pliskova, Sabalenka, Muguruza e Sakkari. Ieri se ne sono aggiunti altri 25 (compresa la giovane stella spagnola Alcaraz), che hanno viaggiato su un volo da Doha a Melbourne, con un passeggero risultato positivo all’arrivo. POLEMICHE E PAURA Craig Tiley, direttore di Tennis Australia, ha smentito le voci di un ulteriore slittamento del primo Slam della stagione, ma non tutti saranno messi nelle stesse condizioni di allenarsi e monta la protesta per la disparità di trattamento tra le strutture scelte per la quarantena dei top player e gli altri.

[…]

Tra privilegi e disparità sembra di assistere a un reality show dai risvolti imprevedibili, tanto che si parla di boicottaggio. Il n.1 Djokovic da Adelaide, dove sono sbarcati Nadal e Sinner che faranno coppia negli allenamenti, ha scritto a Tiley per perorare la causa dei colleghi costretti a stare chiusi in camera, chiedendo la possibilità di ridurre i giorni di isolamento. Ipotesi che si scontra con le proteste della popolazione locale, preoccupata da un torneo che ha portato nel paese oltre un migliaio di persone tra giocatori e staff provenienti da luoghi dove il Covid-19 è una presenza molto più grave.

[…]

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