Osaka spegne la luce a Madrid e cede a Bencic: Halep all'assalto del numero 1

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Osaka spegne la luce a Madrid e cede a Bencic: Halep all’assalto del numero 1

Dal 5-3 in suo favore nel terzo, Naomi perde la testa e quattro giochi di fila. Belinda va in semifinale contro Halep (battuta Barty). In caso di successo in finale, Simona tornerà in vetta al ranking mondiale. Bertens-Stephens sarà l’altra semifinale

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Naomi Osaka - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Per sapere se la prossima settimana Naomi Osaka occuperà ancora la prima posizione del ranking WTA, bisognerà attendere la conclusione del torneo. La campionessa dell’Australian Open non è infatti riuscita a vendicarsi della scoppola subita a Indian Wells contro Belinda Bencic, consegnando letteralmente il match nelle mani della svizzera e il numero 1 in quelle di Simona Halep (che tornerebbe in vetta vincendo il torneo).

Belinda Bencic – Madrid 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

OSAKA OUT – Il primo set si è deciso su un brutto game al servizio di Bencic, che dopo aver recuperato immediatamente un break iniziale ha commesso un doppio fallo sul break point nell’ottavo game. Il dritto di Osaka è il colpo che fa la differenza negli scambi intensissimi che il pubblico dello stadio Arantxa Sanchez applaude. Bencic reagisce però alla grande a inizio secondo parziale. Due scelte sbagliate della giapponese le permettono di ottenere il break che la manda sul 3-0, ma Osaka non ci sta e si riavvicina immediatamente. Tuttavia proprio mentre organizza l’attacco finale, Osaka si vede investita dalle bordate di Belinda, che allunga nuovamente e chiude un rapidissimo secondo set per 6-2.

Dopo 75 minuti di mazzate, il terzo set inizia senza una vera favorita. Entrambe si portano sul 15-40 in avvio senza riuscire a guadagnare il break, ma lo strappo arriva poco dopo. Osaka dopo il discorso di coach Jenkins al cambio campo, infila un parziale di dieci punti consecutivi e manda Bencic nel pallone. Come avvenuto a inizio secondo set, la svizzera però si riprende in tempo e costringe Osaka a giocare un game di dieci minuti al servizio dove un vincente tira l’altro. La numero 1 respinge l’assalto e si porta avanti 4-2. Quando tutto sembra filare via liscio, Naomi si scompone, inizia mostrare segni di nervosismo (vola via anche la racchetta) e cede la battuta a zero al momento di chiudere il match sul 5-4.

 

Freddissima invece Bencic, che senza battere ciglio tiene il servizio a quindici e si porta sul 6-5, mettendo sempre più pressione sulle spalle di Osaka, che in un attimo è passata dallo sparare vincenti da ogni parte del campo allo sparare la palla senza più alcuna logica. La pazienza è finita, il ritmo svanito. La numero 1 cede ancora una volta il servizio, la partita e mette a serio rischio anche la permanenza in vetta al ranking mondiale. Una mai doma Bencic vola invece meritatamente in semifinale, dove ad attenderla troverà Simona Halep, che tornerebbe ad essere la numero 1 del mondo vincendo il torneo. E si sa, c’è grande feeling tra Simona e la terra rossa di Madrid.

HALEP SENZA AFFANNI – La due volte campionessa alla Caja Magica lo ha dimostrato anche oggi, conquistando la semifinale del torneo per la quarta volta in carriera grazie al successo in due set contro Ashleigh Barty dopo un’ora e mezza di gioco. Halep ha perso solo tre incontri sui 27 giocati nelle ultime cinque apparizioni a Madrid e deve ancora cedere un set nell’edizione in corso. Eppure si trovava di fronte una giocatrice che veniva da una striscia positiva lunga undici match e non perdeva un incontro da più di due mesi.

Simona Halep – Madrid 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Le due si incrociavano per la prima volta sul rosso, con il bilancio complessivo in favore della rumena, 2-1. Nella rivincita di Sydney – dove l’australiana vinse tirando dritto fino alla finale – Simona e Ashleigh hanno dato vita a un primo set combattuto (48 minuti), girato per la prima volta al quinto game sul break della rumena. Ha il piglio della combattente però l’avversaria odierna di Simona, costretta a remare duro per comandare le operazioni rispetto alle precedenti passeggiate di salute nel torneo (ha perso solo 10 game). Il livello di Barty cresce con il passare dei giochi fino al controbreak che vale il cinque pari, ma il momento di grazia di Halep si concretizza nell’immediata accelerazione che le consente di strappare nuovamente il servizio per chiudere 7-5.

La seconda frazione è quasi una fotocopia della prima. Un brutto passaggio a vuoto dell’australiana permette a Simona di mettersi al comando già dal primo gioco. Oggi il servizio è efficiente (87% di prime in campo a fine match) e con il rovescio la numero tre del mondo trova tutti gli angoli possibili, sballottando Barty da un lato all’altro del campo. Ma come accaduto nel primo set, a un passo dal traguardo Halep non è abbastanza precisa e a Barty riesce qualche colpo a bassa percentuale, come la palla corta che le vale il controbreak. Tuttavia il suo momento positivo dura soltanto pochi minuti. Sul 5-5 manca più volte il campo con il dritto e concede il break ad Halep, che stavolta mette fine all’incontro in scioltezza.

FACILI STEPHENS E BERTENS – Considerando l’andamento dei primi due match femminili di giornata, si poteva supporre che anche i rimanenti sarebbero stati equilibrati, e invece le teste di serie numero 7 e 8 hanno centrato due vittorie agevoli, per lo meno sul piano del risultato. La finalista dello scorso Roland Garros Sloane Stephens, ha battuto la croata Petra Martic con un’ottima prestazione alla battuta (un solo break subito). La n. 36 del mondo invece, dopo aver sfruttato due ritiri nei match precedenti, ha terminato la sua dose di fortuna e si è arresa 6-4 6-3.

Anche l’olandese Kiki Bertens ha puntato molto sulla battuta e sulla potenza del suo gioco da fondo, ma lo ha fatto contro una tennista che in questo è maestra (Petra Kvitova), uscendone vincitrice. In quella che era una riproposizione della finale dello scorso anno, la campionessa in carica è apparsa affaticata e, complice forse l’orario (inizio alle 22:00) e le miti temperature, non è mai entrata in partita. Bertens questa volta non ha mostrato nessun segno di cedimento nei momenti importanti, mentre la ceca vede momentaneamente allontanarsi la vetta del ranking.

a cura di Pietro Scognamiglio, Antonio Ortu e Paolo Di Lorito

Risultati:

B. Bencic b. [1] N. Osaka 3-6 6-2 7-5
[3] S. Halep b. [9] A. Barty 7-5 7-5

[8] S. Stephens b. P. Martic 6-4 6-3
[7] K. Bertens b. [2] P. Kvitova 6-2 6-3

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Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

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Halep regina degli Internazionali di Roma in mezz’ora: Pliskova si ritira

Simona vince Roma per la prima volta in carriera. Prima dispensa un bagel, poi Pliskova si ritira per un guaio alla coscia

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I mille spettatori finalmente autorizzati a mettere i piedi nel Centrale del Foro Italico francamente si sarebbero aspettati un premio migliore per la loro paziente attesa. La finale femminile degli Internazionali d’Italia 2020 verrà invece ricordata come la finale fantasma, quella che non c’è stata. Trentuno minuti, un seizero per Halep senza alcuna opposizione esterna, tre giochi nel secondo set e Karolina Pliskova è andata a picchiettare la propria racchetta su quella di Simona, ché la stretta di mano non è ancora consentita dalle norme anti-Covid.

Sembrava una fasciatura precauzionale o poco più, quella che stringeva la coscia sinistra dell’ex campionessa in carica, invece il guaio muscolare ha dapprima costretto Karolina sostanzialmente immobile, preda impotente di una Simona che ha presto sentito l’odore del sangue, poi l’ha eliminata dalla contesa. Parlare di un non match è un nonsense, occorrerebbe far parlare i numeri, che comunque non rendono completa l’dea della disfatta patita da Karolina nell’unico set completato, il primo: venti minuti di gioco, venticinque punti a nove, tre break inflitti da Halep a una Pliskova da zero vincenti e nove errori non forzati. Un massacro.

La vincitrice dell’edizione 2019 ha tentato un unico colpo di coda, nel secondo gioco del secondo set, quando ha approfittato di due doppi falli commessi dalla romena per recuperare il servizio perso nel game precedente. Ma è durata lo spazio di un respiro: subìto il quinto break dell’incontro per il due a uno Halep, Karolina ha deciso che non ne valeva la pena, abbreviando il percorso di Simona verso il suo primo titolo romano dopo le due finali perse nel 2017 e nel 2018 contro Elina Svitolina.

 
Karolina Pliskova e Simona Halep – Premiazione Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Un titolo meritato, condotto in sostanziale controllo nonostante qualche pasticcio di troppo nei primi due match contro Paolini e Yastremska, ma si sa che i grandi giocatori, nei grandi tornei, hanno bisogno di qualche giorno per annusare l’aria. Un percorso in cui la numero due WTA ha imposto la propria disumana legge in risposta: le rivali affrontate le hanno servito contro quarantasette volte, lei ha raccolto trenta break. Un dato discretamente sinistro, se consideriamo il punto di vista delle colleghe.

Per la tennista da Costanza è il ventiduesimo trionfo nel circuito maggiore, il nono sulla terra battuta. Halep, che aveva vinto a Dubai l’ultimo torneo pre-lockdown e a Praga il primo post, ha ottenuto a Roma il terzo titolo in fila e ora cavalca una striscia aperta di quattordici vittorie consecutive. Dati che fanno da colorata ciliegina sulla torta di una settimana molto convincente, nella città che sostanzialmente l’aveva fatta scoprire al mondo nel 2013, quando, da qualificata, si spinse addirittura in semifinale cedendo il passo solo a Serena Williams.

Difficile non attribuirle i famosi favori del pronostico in vista del Roland Garros prossimo venturo dove, tra le altre cose, avrà l’opportunità di superare Barty in classifica e guadagnarne la vetta. Come? Ha un solo risultato a disposizione: la vittoria finale.

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Internazionali di Roma: una Pliskova in gran forma si (ri)prende la finale

Partita di altissimo livello nel derby ceco tra Vondrousova e Pliskova, ma la forza della campionessa uscente è abbastanza per volare in finale

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Karolina Pliskova - Internazionali d'Italia 2020 (foto del torneo)

[2] Ka. Pliskova b. [12] M. Vondrousova 6-2 6-4

Il derby ceco per un posto in finale se lo aggiudica Karolina Pliskova, che supera l’ostacolo posto da Marketa Vondrousova dopo una partita in cui l’altissimo ritmo imposto dalla campionessa in carica ha avuto la meglio. Pliskova rafforza quindi il parziale dei testa a testa tra le due, con l’unico precedente dei quarti di Miami dello scorso anno, vinti dalla numero 4 del mondo.

Pliskova parte subito centrata e si crea l’opportunità di due palle break dopo un doppio fallo di Vondrousova, ma la numero 12 del tabellone è brava e fortunata ad annullarle con uno scambio infinito a rete ed un nastro che ricade miracolosamente in campo avversario. L’appuntamento al break è solamente rimandato. L’aggressività in risposta di Pliskova, finora in grande giornata con tutto il suo repertorio di colpi, le procura altre tre palle break e converte la seconda con uno splendido vincente di rovescio in risposta.

 

La reazione di Vondrousova arriva nel settimo game, dove trova un vincente di rovescio identico a quello che le era costato il break, ma non riesce a convertire la palla del controbreak che Pliskova chiude con uno smash facile. La campionessa uscente di Roma non molla la presa e si guadagna il primo set point con un passante di dritto. Spreca il primo tirando un rovescio a rete, ma Pliskova se ne procura altri due e si prende break e set con un dritto a rete dell’avversaria.

Ad inizio secondo set cala l’efficacia di Pliskova, che fino a quel momento aveva sbagliato pochissimo, e Vondrousova si conquista due palle break con una difesa strenua. Pliskova annulla la prima con un ace, ma due righe sul pallonetto che sorprende la ceca e sul vincente con cui Vondrousova trafigge Pliskova portano in vantaggio la numero 20 del mondo per la prima volta nel match. Non si perde d’animo Pliskova, che trova l’ennesima palla break nel game successivo ma la spreca malamente affondando un comodo smash a rete. La numero 2 del tabellone è brava a non farsi condizionare dall’errore e si riprende il break di svantaggio costringendo Vondrousova all’errore. Pliskova si rimette subito nei guai dando l’opportunità del secondo break consecutivo a Vondrousova, ma aiutata dal servizio annulla due palle break e si porta avanti nel set.

Karolina sembra essere risalita di livello e continua a mettere pressione all’avversaria, che deve concedere due palle break dopo uno smash messo a segno da Pliskova. Vondrousova li annulla entrambi con due contropiedi ma regala subito dopo il break all’avversaria con due errori non forzati a rete. La risposta della finalista del Roland Garros, come in tutto il secondo set, non si fa attendere. Trova subito il controbreak sfruttando il calo di tensione di Pliskova, trapassata da uno splendido passante di rovescio dell’avversaria e che poi consegna il servizio con una pessima palla corta.

La paura di Pliskova passa solamente nel decimo game. Dopo aver salvato l’ennesima palla break si conquista il primo match point con una serie di attacchi ben giocati, resterà l’unico. Sulla risposta aggressiva dell’avversaria il dritto di Vondrousova muore a rete, consegnando set e partita all’avversaria. Domani Karolina Pliskova sfiderà Simona Halep per il secondo titolo consecutivo al Foro Italico, che invece ancora manca alla tennista rumena. Halep è in vantaggio nei precedenti per 7-5, ma Pliskova ha vinto gli ultimi due incontri in assoluto e l’ultimo incontro sulla terra, i quarti di Madrid del 2018.

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