Madrid: Federer dà tutto, Thiem vince alla distanza

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Madrid: Federer dà tutto, Thiem vince alla distanza

Lo svizzero gioca un’ora di grande tennis, non sfrutta 2 match point in un tie-break infinito, poi nel terzo cede a un grande avversario. Dominic trova Djokovic in semifinale

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Dominic Thiem - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)


[5] D. Thiem b. [4] R. Federer 3-6 7-6(11) 6-4 (da Madrid, il nostro inviato)

GRANDE TENNIS – Se il torneo di Madrid aveva tra i principali motivi d’interesse quello di stabilire l’attuale livello di competitività di Roger Federer sulla terra battuta, si può finalmente rispondere che lo svizzero può giocarsela ancora con chiunque anche su questa superfiche che non frequentava da tre anni. Se le vittorie precedenti su Gasquet e Monfils, per diversi motivi, avevano lasciato dei dubbi su cosa Roger potesse davvero fare sul rosso, paradossalmente, da una sconfitta come quella di oggi arrivano tante risposte positive. Unica ombra per un campione come lui, resta la nuova partita persa dopo aver avuto match point a favore, ma oggi sono molto più le note liete che quelle dolenti.

 

Del resto, Federer affrontava uno dei migliori giocatori al mondo su questa superficie, un tennista reduce dall’aver vinto Barcellona e non aver perso un set in sei delle ultime sette partite giocate. L’austriaco oggi ha confermato di essere un grandissimo tennista, venendo fuori da un primo set giocato malissimo, giocando con freddezza nei momenti importanti contro uno stadio che era tutto per il suo avversario, dimostrando anche importanti miglioramenti col servizio (8 ace e un solo doppio fallo, 81% di punti vinti con la prima).

PARTENZA DA MAESTRO – Come accaduto contro Gasquet e Monfils, Federer scatta benissimo dai blocchi e subito strappa la battuta al suo avversario. Nel secondo gioco – complice un Thiem che tra doppio fallo e errori con i fondamentali da fondo sbaglia tutto quel che può sbagliare – Roger guadagna due palle break: la prima è annullata con un dritto che prende in contropiede lo svizzero, la seconda viene convertita da un errore dell’austriaco con lo stesso fondamentale. Nei suoi primi tre turni di servizio, Federer perde solo tre punti aiutandosi con la prima, che entra in tutti i quindici punti giocati. È il miglior Roger del torneo quello che tiene gli scambi da fondo con il recente re di Barcellona e poi decide come e quando farli terminare. Thiem vaga in campo come disorientato (si ritrova persino a giocare un per lui più che insolito serve and volley), totalmente disabituato ad affrontare un tennista che gioca senza dargli ritmo e che decide lui l’andamento e la durata dello scambio.

Privo dei soliti riferimenti, Dominic sbaglia molto più del suo solito e così non riesce mai ad avere occasioni per rientrare in partita. Il set scorre veloce come piace a Roger: dopo 16 minuti si è sul 4-1 e dopo 22 sul 5-2. Si arriva così velocemente al set point per l’elvetico: lo svizzero lo vince dopo un lungo scambio da fondo campo, un punto che è il perfetto simbolo del l’andamento di un set giocato ottimamente

Il secondo parziale cambia un po’ il suo copione: Federer abbassa le sue percentuali al servizio, mentre Thiem inizia a entrare in partita e, sbagliando meno, riesce a mantenere facilmente i suoi turni di battuta: nei sei del secondo set perde appena quattro punti. Piuttosto è Federer a doversi cavare d’impaccio da situazioni pericolose: nel secondo gioco rischia di ripetere l’errore occorsogli con Monfils e di smarrire nel suo turno iniziale il servizio, ma annulla con il servizio e l’ esperienza due palle break. Nel sesto sono addirittura tre e consecutive le palle break da salvare, ma lo aiuta Thiem con due errori gratuiti, mentre sulla terza Roger si aiuta col servizio. Dopo queste emozioni, solo quattro quindici sono vinti da chi è in risposta. Per viverne altre bisogna attendere il tie-break, che si rivela meraviglioso, un autentico concentrato di emozioni e punti spettacolari.

POTENZA E CONTROLLO – Thiem nel punto d’apertura con un dritto in corridoio manda avanti di un mini-break Federer, ma con l’aiuto dello svizzero e un pizzico di fortuna si ritrova, sul 6-4, ad avere due set point consecutivi: il primo non va e sul secondo, Roger, dopo un lungo scambio, chiude con una palla corta di rovescio che fa esultare il Manolo Santana – dalla gioia e dall’ammirazione per quel che sta vedendo – come se fosse un gol in una partita di calcio. Si seguono i servizi, entrambi sono bravi ad aiutarsi con la battuta: Roger ha così due match point, prima sull’8-7, poi sul 10-9, ma sono annullati da un servizio vincente e da un attacco che costringe all’errore l’elvetico. Thiem, dopo quelli non sfruttati sul 6-4, ha altri tre set point. Il punto di rottura arriva durante il 23° punto: a Roger non entra la prima e decide comunque di scendere a rete sulla seconda. Thiem però è bravo a effettuare un passante vincente.
Nel punto successivo trasforma il settimo set point a favore, venendo a rete per chiudere lo scambio e guadagnando così il terzo set.

MILLE EMOZIONI – Nel parziale decisivo il grande tennis continua a essere protagonista, tra ribaltamenti di punteggi e punti spettacolari. Federer nel primo gioco si ritrova subito ad annullare una palla break, ma la annulla con bravura venendo a rete. Nel successivo turno di battuta del numero 3 del mondo, le occasioni per Thiem di strappare il servizio all’avversario sono tre e consecutive: la terza, sfondando di dritto Federer, è quella buona. La partita sembra finita, ma Federer, come contro Monfils, non ha alcuna voglia di lasciare andare l’incontro senza prima averle provate tutte. Nel quarto gioco il campione di venti Slam reagisce e si issa a due palle break: la prima se la gioca male, sulla seconda è bravo l’austriaco che riesce a salvarsi e portarsi sul 3-1.

Un’occasione così grande per rientrare in partita, dopo non aver convertito due match point, scoraggerebbe moltissimi, ma non Roger che, non appare stanco e riesce a trovare bei punti, in alcuni casi – a sorpresa- anche dopo lunghi scambi da fondo. Così, nell’ottavo gioco arriva una nuova palla break per lo svizzero, che questa volta risponde bene e sorprende Thiem, il quale affossa in rete il suo rovescio. Si è così sul 4-4, ma la parità dura pochissimo: in men che non si dica, sono tre le palle break consecutive che Roger si ritrova a concedere. Le prime due si dissolvono, ma sulla terza la risposta di Thiem, non completamente centrata, termina in campo, beffando lo svizzero.

Dopo 2 ore e 10 minuti di grande tennis, giunge il momento per i due di stringersi la mano a rete: Federer manda lungo il rovescio, consentendo a Thiem di raggiungere per il terzo anno consecutivo la semifinale a Madrid. Troverà Novak Djokovic, contro il quale ha vinto due delle sette volte che lo ha affrontato, superandolo in particolare gli ultimi due confronti diretti, entrambi giocati sulla terra (su questa superficie sono 2-2).

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Zverev soffre ma va in finale a Ginevra. A Lione sarà Auger-Aliassime vs Paire

Sascha supera a fatica Delbonis e affronterà Jarry. Felix troverà un ispiratissimo Paire

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GINEVRA – Piazzando una fantastica catenata di dritto lungolinea, Alexander Zverev si prende il secondo break e il match contro Federico Delbonis. È un modo di raccontarla e, forse, quello giusto di raccontarsela per Sascha, ma sono state due ore e quaranta minuti di sofferenza, polemiche con il padre in tribuna, incertezze nei colpi e nel modo di stare in campo. È venuto a Ginevra per vincere incontri e lo sta facendo, ma siamo molto lontani dalla forma richiesta al numero 5 del mondo alla vigilia di uno Slam.

Il match inizia come una passeggiata di salute per Sascha Zverev che, padrone del campo, si porta sul 5-1 e 30-0, anche grazie a Delbonis che evita più o meno accuratamente di mettere una palla nel rettangolo di gioco cedendo 18 (diciotto!) punti consecutivi: ecco la tanto agognata fiducia che era venuto qui a cercare. Passano alcuni minuti e si ritrova sul 5 pari, con Delbonis che spinge forsennato e sorprende con il rovescio lungolinea, mentre lui sbaglia accelerando di dritto oppure rimane troppo passivo indeciso sul da farsi. Sfogandosi di continuo con il padre in tribuna, Sascha fa comunque suo il set al dodicesimo gioco grazie a “Delbo” che vince – per così dire – la gara a chi ha più paura piazzando il quarto doppio fallo del parziale proprio sul set point. Nella seconda partita Zverev si fa subito recuperare il vantaggio e si ripete nel tie-break cedendolo per 8-6. Strappato il servizio all’argentino al terzo gioco, sempre procedere con relativa tranquillità verso il traguardo quando si inguaia con la sua altra caratteristica della stagione, il doppio fallo, ma sempre con il servizio ne esce e, se non può essere soddisfatto del proprio gioco, può almeno consolarsi con la vittoria. In finale, servirà qualcosa di più contro quel Nicolas Jarry che lo ha sconfitto a Barcellona annullando match point e oggi ha avuto vita facile contro Radu Albot.

 

LIONE – Rimontando un primo set perso in meno di mezz’ora, Felix Auger-Aliassime supera il n. 1 del seeding Nikoloz Basilashvili e conquista la sua seconda finale dopo quella persa a Rio contro Djere.

Forse, quando ha iniziato a giocare, Basil lo faceva con una rete elettrificata che divideva le due metà campo: per quanto improbabile, spiegherebbe perché non solo non approfitti di situazioni vantaggiose nello scambio per andare a raccogliere punti facili al volo, ma proprio la rifugga dopo esserci suo malgrado avvicinato costretto da un colpo uscito malauguratamente corto all’avversario. Vinto agevolmente il primo set, “Basil” salva lo 0-2 per poi discutere con l’arbitro, colpevole (secondo una regola non scritta) di non averlo avvertito prima di sanzionarlo con l’avvertimento per violazione di tempo. Se dover fare il punto una, due, tre volte in più è il limite con cui Nikoloz convive, a fare la differenza nel secondo parziale sono le tre palle break consecutive mancate al nono gioco che gli restano in testa fino al doppio fallo con cui cede il tie-break. Felix si fa trattare la coscia sinistra sul 3-2 e opera il sorpasso due giochi dopo, accettando e vincendo la gara a chi spinge di più. Il rammarico di Basilashvili quando sbaglia la risposta sulla palla del contro-break anticipa quale sarà il risultato finale, ma Auger-Aliassime non vuole correre rischi e, servendo per il match, non fa praticamente toccare la palla all’avversario.
In finale, troverà Benoit Paire che ha giocherellato a spese di Taylor Fritz. Forse risentito dopo che l’intero mondo tennistico si è inutilmente interrogato sulla sorprendente vittoria contro Diego Schwartzman a Monte Carlo, lo statunitense ci tiene a dimostrare che la terra non è superficie a lui ostica. Contro Paire, però, fondamentalmente Taylor non ci ha capito nulla. Certo, ha capito che il francese era in vena di smorzate spesso pregevoli e che la prima di servizio era illeggibile (33 punti su 34), ma da lì a trovare contromisure contro un Benoit centrato ne passa. Aggiungiamo la bassissima percentuale di prime per Fritz ed ecco i due set in poco più di un’ora di gioco con cui Paire si guadagna la possibilità di bissare il titolo di Marrakech.

Risultati:

Lione
B. Paire b. T. Fritz 6-4 6-2
F. Auger-Aliassime b. [1] N. Basilashvili 2-6 7-6(3) 6-4

Ginevra
N. Jarry b. [5] R. Albot 6-3 6-4
[1] A. Zverev b. F. Delbonis 7-5 6-7(6) 6-3

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Wawrinka crolla a Ginevra, avanzano i favoriti a Lione

L’ex campione del Roland Garros si fa rimontare da Dzumhur, fuori anche Fucsovics e Garin: Zverev sfrutterà l’occasione? In Francia vincono Bautista, Basilashvili e Shapovalov

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Stan Wawrinka - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

C’è tanta delusione a Ginevra alla fine di un mercoledì molto movimentato. Stan Wawrinka, seconda testa di serie, è stato eliminato al secondo turno da Damir Dzumhur, che è partito dalle qualificazioni e in questo 2019 aveva vinto appena quattro match. La sconfitta è arrivata in maniera inaspettata per Stan, partito benissimo nel primo set (6-3) e un po’ più distratto nel secondo set (3-6). Il break iniziale conquistato all’inizio del terzo set lo aveva comunque messo in un’ottima posizione, ma dal vantaggio di 3-0 ha rimesso in partita un encomiabile Dzumhur, che non ha mai mollato la presa anche quando lo svizzero lo sommergeva di colpi vincenti. Nel silenzio di stupore del campo centrale il bosniaco ha chiuso 6-4 il parziale decisivo e sfiderà Radu Albot nei quarti di finale.

Da quando è diventato un top 50 stabile, solo in due stagioni era arrivato al Roland Garros con meno vittorie (15) di quest’anno, entrambe le volte a causa del ginocchio: il destro, che fece crac a inizio 2007 e lo costrinse a fermarsi per quattro mesi, e poi il sinistro, che nel 2018 – dopo l’operazione – gli ha consentito di vincere appena quattro partite tra gennaio e maggio. Quest’anno il fisico ha retto abbastanza da permettergli di disputare dieci tornei: bene a Rotterdam, dove ha raggiunto la finale, benino a Madrid (quarti), così così a Indian Wells (terzo turno, sconfitto da Federer) e poco altro. Tra i favoriti di Parigi non ci sarà il suo nome, almeno alla vigilia.

Oltre alla testa di serie numero due hanno lasciato il torneo anche due dei quattro favoriti alla vittoria finale. Marton Fucsovics (tds 4) ha ceduto in due set a Delbonis, la sua seconda vittoria di spessore consecutiva dopo quella ottenuta contro Grigori Dimitrov all’esordio. È uscito di scena anche il campione di Monaco e di Houston, Christian Garin, sconfitto in tre set da Taro Daniel. Tutta la pressione è allora sulle spalle di Alexander Zverev. Il numero uno del tabellone è arrivato a Ginevra per ritrovare un feeling positivo col campo in vista del Roland Garros: ora ha la grande chance di mettere in bacheca il titolo, ma dovrà farsi strada tra i tanti terraioli ancora in gioco e tra i fantasmi di un 2019 che stenta a decollare.

 

Risultati:

F. Delbonis b. [4] M. Fucsovics 6-4 6-2
A. Ramos-Vinolas b. J. Sousa 6-0 6-3
N. Jarry b. D. Kudla 6-3 6-3
T. Daniel b. [3] C. Garin 6-2 4-6 6-4
[5] R. Albot b. J. Londero 6-1 6-7(3) 6-4
[Q] D. Dzumhur b. [2] S. Wawrinka 3-6 6-3 6-4

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È stata meno sorprendente la giornata in riva al fiume al fiume Rodano. Il torneo di Lione ha ancora le sue prime tre teste di serie e due giocatori francesi per cui fare il tifo. Tuttavia in mattina c’è stato il forfait di Richard Gasquet che ha lasciato strada a Fritz, probabilmente a scopo precauzionale in vista del Roland Garros. Hanno invece superato il secondo round Benoit Paire e Jo Wilfried Tsonga. Il primo si è sbarazzato in due set di Pablo Cuevas, che sta giocando da un’ottima stagione sulla terra battuta e veniva dal successo nel challenger di Aix-en Provence. Tsonga ha piegato il qualificato canadese Steven Diez dopo due ore e quaranta minuti. Il francese ha arrancato per tutta la partita, complice anche un problema fisico che l’ha costretto più volte al medical time out. Il tie-break del secondo set in cui Diez si è disunito ha concesso a Tsonga di far girare la partita, con un break in apertura di terzo set ha raggiunto i quarti nel torneo in cui ha trionfato due anni fa.

Hanno vinto in rimonta Denis Shapovalov (tds 3) e Roberto Bautista Agut (tds 2), entrambi impegnati con un giocatore francese. Bautista ha eliminato il giovane Moutet, che ieri aveva esaltato il pubblico lionese vincendo al fotofinish contro Opelka. Shapovalov ha rischiato di pagare una falsa partenza contro Ugo Humbert: perso 6-2 il primo, si è incartato nel secondo set, trascinato fino a un pericoloso tie-break dopo aver controllato le operazioni sin dal terzo game. Ha completato la rimonta dopo due ore e un quarto di partita e sfiderà Benoit Paire per un posto in semifinale. In chiusura di giornata ha vinto anche il primo favorito del seeding, Nikoloz Basilashvili, contro il giustiziere di Jannik Sinner, Tristan Lamasine.

Risultati:

N. Basilashvili b. [LL] T. Lamasine 7-5 7-5
J. Tsonga b. [Q] S. Diez 3-6 7-6(2) 6-3
B. Paire b. P. Cuevas 6-4 6-3
[3/WC] D. Shapovalov b. U. Humbert 2-6 7-6(3) 6-2
T. Fritz b. [6/WC] R. Gasquet w/o
[2] R. Bautista Agut b. [WC] C. Moutet 4-6 6-4 6-3

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Qualificazioni maschili Roland Garros: Italia – Francia 0-3, ne rimangono in gioco sei

Tre partite decise al terzo set decretano altrettante sconfitte degli azzurri impegnati quest’oggi, dopo il bilancio in parità della prima giornata

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Paolo Lorenzi - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

Il bilancio complessivo dopo il primo turno è sei su quindici. Ci si aspettava qualcosa di meglio dagli italiani impegnati nel tabellone maschile delle qualificazioni del Roland Garros 2019. Nella giornata di oggi sono arrivate, purtroppo soltanto sconfitte. Forse ancora più amare perché tutte al set decisivo.

Parecchio rammarico in tutti e tre i match, ma andiamo in ordine cronologico: il primo a giocare – in apertura di programma sul campo 14 – è stato Matteo Viola contro Mathias Bourgue, che proprio al Roland Garros portó al quinto set Andy Murray nel 2016. Nonostante un inizio di match in salita l’azzurro era stato bravo a riacciuffare il primo set recuperando un break di svantaggio e iniziando a rispondere in modo ottimale specialmente con il rovescio, portandosi poi a condurre per 4-3 e servizio. Dopo due ulteriori break in un primo set caratterizzato da tante risposte vincenti, nel decimo game Viola si issava sino al 40-0 prima di essere trascinato ai vantaggi dove riusciva comunque a chiudere il primo parziale. Nel secondo set è salita drasticamente la percentuale di punti ottenuti con la prima da Bourgue e i due break conquistati dal francese nel secondo e nel sesto gioco son stati portati fino in fondo, al 6-1 finale. Nel terzo parziale Viola veniva breakkato in apertura, cancellava una palla del doppio break nel settimo game per poi arrendersi due game più tardi. Bravo il transalpino a spingere nelle fasi delicate, come sul 4-3 0-30. Punteggio finale 4-6 6-1 6-3.

 

Cede alla distanza Paolino Lorenzi a seguito di un netto crollo dopo aver condotto per un set ed un break. Il tennista toscano, infatti, nonostante un inizio complesso con un secondo game nel quale aveva dovuto annullare cinque palle break, era stato bravo a capitalizzare le occasioni concesse da Couacaud in chiusura di primo parziale ed in apertura di secondo per andare a condurre 6-4 1-0 e servizio. La reazione del tennista francese nel secondo set era immediata con un contro-break istantaneo che ha fatto entrare in partita il pubblico, sempre più caloroso col proseguire del match, anche per la crescita del livello di Couacaud. Lorenzi, nonostante qualche difficoltà, teneva i successivi servizi prima di cedere la battuta nel decimo game permettendo così al classe 1995 di issarsi al terzo set. Nel parziale decisivo, dopo un primo game combattuto, c’è stato un crollo fisico di Lorenzi apparso impotente di fronte alle accelerazioni lungolinea di Couacaud, abile a comandare il gioco col rovescio e a non far rientrare mai l’italiano congedandolo con un netto 6-0. 

Il terzo ed ultimo italiano impegnato quest’oggi era Arnaboldi, la cui partita è stata giocata per buona parte sotto una discreta pioggia che ha condizionato il campo, rendendolo ancor più lento a partire dalla metà del secondo set. Dopo una falsa partenza il tennista canturino, subito sotto 3-0, poi 4-1 40-30 ed anche 5-2, era stato bravo ad allungare il primo parziale al tie break, ma anche qui ha pagato lo scotto di un inizio negativo e nonostante la tentata rimonta da 2-6 a 5-6 si è dovuto arrendere lasciando al giovane avversario il primo parziale. Nel secondo set Andrea è stato bravo a dettare i ritmi di gioco alternando slice mortiferi e discese a rete, mandando fuori palla Blancaneux e conquistando il break decisivo nell’ottavo gioco prolungando la contesa al terzo set. Ancora una falsa partenza viene pagata cara da Arnaboldi: il giovane francese, da subito molto carico e bravo a trascinare il pubblico, ha conquistato immediatamente il break nel secondo gioco e si è issato sul 3-0. Una sospensione per pioggia sul 4-1 di una ventina di minuti rianimava il tennista italiano che al rientro teneva il servizio e si procurava una chance per rientrare, molto ben annullata dal francese. Chiamato a servire per il match sul 5-3, il braccio non ha tremato: chiamando a sé il pubblico dopo ogni punto, Blancaneux si è portato sul 40-15 prima di chiudere al secondo match point diventando così l’undicesimo transalpino a conquistare il pass per il secondo turno di qualificazione

I Risultati degli italiani:

M. Bourgue b. M. Viola 4-6 6-1 6-3
E. Couacaud b. P. Lorenzi 4-6 6-4 6-0
G. Blancaneux b. A. Arnaboldi 7-6(5) 3-6 6-3

I sei italiani approdati al secondo turno affronteranno i seguenti avversari nella giornata di domani:

Bolelli vs Koefer (quinto e ultimo match sul court 12, inizio alle 10:00)
Mager vs Giraldo (terzo match sul court 9)
Napolitano vs Otte (terzo match sul court 15)
Quinzi vs Guinard (terzo match sul court 13)
Travaglia vs Serdarusic (terzo match sul court 8)
Caruso vs Zhang (terzo match sul court 6)

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