Troppi pensieri nella testa di Naomi Osaka

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Troppi pensieri nella testa di Naomi Osaka

Osaka sulla sconfitta contro Bencic a Madrid: “Non volevo perderci due volte di fila”. Sulla posizione numero 1 nel ranking: “Non va bene pensarci mentre si gioca”

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Naomi Osaka - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Che Belinda Bencic fosse una giocatrice particolarmente fastidiosa per Naomi Osaka lo si era già visto a Indian Wells, ma se quella sconfitta era stata frutto di una prestazione fin troppo arrendevole da parte della giapponese, quella di giovedì sulla terra spagnola è molto più difficile da decifrare. Anche l’attuale numero 1 del mondo non sa bene dove trovare le motivazioni del suo “crollo” nel terzo set. “Bencic ha giocato dei grandissimi punti quindi non posso dire che si tratti esclusivamente di come mi sono comportata io. Ovviamente ho la sensazione di essere stata negativa con me stessa, ma ho cercato di rimediare alla cosa nel terzo set”.

Uno dei punti di forza della giovane carriera di Osaka è quello di restare sempre presente nei momenti topici delle partite e mantenere alto il suo livello nelle fasi critiche. L’impressione però è che quando qualcosa inizia ad andare storto, a Naomi manchi ancora il carattere necessario per rimettere sui giusti binari l’andamento del match, e anche contro Bencic lo ‘svolazzare’ dei suoi pensieri le è stato fatale. “Nel primo set ero molto concentrata e positiva mentre nel secondo ho cominciato a pensare a tutti gli errori che stavo facendo. Nel terzo parziale invece ho cercato di replicare quanto fatto nel primo e la cosa ha funzionato per un po’. Dopo però ho ricominciato a soffermarmi sugli errori“.

La giapponese, in conferenza stampa, è riuscita tuttavia a osservare il suo comportamento con spirito critico e a individuare un po’ più a fondo quanto le è capitato:È stato diverso dal solito perché quando commettevo uno sbaglio riuscivo solo a pensare a quanto fosse importante quel punto e a come avessi potuto commettere un errore del genere. Normalmente io passo subito al punto successivo cercando di imparare da quanto accaduto in precedenza”. La ragione di questa impossibilità di concentrarsi va ricercata anche nell’avversaria, che rappresentava per lei qualcosa di molto speciale. Oggi nella mia testa c’è stato davvero un dramma” e la motivazione la chiarisce poco dopo.

 

“Mi ero messa a pensare a troppe cose. Nel senso che volevo vincerlo troppo questo match; è ovvio che volevo vincere anche all’Australian Open e allo US Open, ma questa partita la volevo vincere di più perché lei mi aveva già battuta prima e non volevo perderci due volte di fila“. Insomma anche la serissima – in campo – Osaka mostra una sorta di “debolezza” verso le sue avversarie, e non ci tiene a fare troppe brutte figure. Chissà se quella contro la svizzera, anche lei classe ’97, potrà diventare una rivalità degna di nota negli anni a venire. Intanto Naomi continuerà a guardare Bencic e magari anche a tifare per lei perché se vorrà mantenere la testa della classifica mondiale, è necessario che Halep non vinca il torneo.

Anche questo è stato un chiodo fisso nella sua mente: Le persone continuavano a ripetermi che se avessi raggiunto le semifinali qui sarei rimasta numero 1. Quindi volevo raggiungere questo traguardo e ci pensavo anche mentre giocavo, il che non è necessariamente una cosa buona”. Da questa sconfitta dunque, pare che Osaka potrebbe perdere la posizione di numero 1, ma sicuramente potrà trarne più di una lezione.

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Il Roland Garros conquista lo streaming: audience alle stelle per Eurosport

L’emittente registra incrementi record di ascolti durante il secondo Slam dell’anno. È il successo definitivo del multi-screen

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La campionessa del Roland Garros Ashleigh Barty ospite di Eurosport nello studio di Game, Schett & Mats

Il Roland Garros 2019 ha fatto segnare numeri mai visti prima sulla rete televisiva Eurosport. Il canale, che trasmette oltre al torneo di Parigi anche l’Australian Open e l’US Open, ha fatto registrare un incremento del 31% su base annua di utenza che ha scelto di seguire il Roland Garros 2019 in live streaming sul multi-screen di Eurosport.

La possibilità di seguire più match su diversi schermi si è confermato il vero punto di forza di Eurosport. Sia in tv che sulle piattaforme digitali (computer, smartphone e tablet) il seguito è stato straordinario. L’ascolto medio di Eurosport Player è aumentato del 45%, mentre le pagine web e le app di Eurosport.com contano il 25% in più di visitatori unici rispetto al Roland Garros dello scorso anno.

In occasione dello Slam appena concluso, la rete gestita dal gruppo Discovery ha trasmesso da Parigi 600 match per un totale di 250 ore di copertura in più di 50 paesi, accendendo la passione per il tennis con il suo team di talent internazionali. Boom di ascolti soprattutto per Eurosport 2 – in Italia sul canale 211 di Sky con tutte le partite dei nostri tennisti – che ha registrato un incremento del 15% di audience complessiva rispetto al Roland Garros del 2018. La finale maschile vinta da Rafael Nadal su Dominic Thiem ha fatto registrare in Spagna il record assoluto di ascolti.

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Wimbledon 2019: annunciate le prime wild card

Assegnati i primi 22 inviti tra main draw e qualificazioni: 16 vanno a giocatori britannici. Marcos Baghdatis e Iga Swiatek ricevono le wild card per il tabellone principale, Nicolas Mahut e Cori Gauff per le qualificazioni

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Marcos Baghdatis - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Sono state assegnate le prime wild card per Wimbledon 2019, quattro sulle otto disponibili sia nel tabellone maschile sia in quello femminile. Spicca la presenza tra gli invitati di Marcos Baghdatis, insieme alle speranze di casa Jay Clarke (164 ATP), Paul Jubb e James Ward (212). Il cipriota, fresco trentaquattrenne, è scivolato al 139 del ranking e ha vinto soltanto un match negli ultimi due mesi e mezzo (dopo il successo nel Challenger di Shenzhen a marzo). Rimane una vecchia gloria dei Championships, dove ha raggiunto la semifinale nel 2006 – quando salì fino al numero otto del mondo – e i quarti nel 2007.

L’escluso eccellente è Nicolas Mahut, campione in doppio nel 2016, che la wild card l’ha avuta soltanto per le qualificazioni e dovrà provare ad arrampicarsi dal tabellone cadetto. Jubb, 19 anni, è stato il primo britannico a vincere negli USA il titolo universitario NCAA nel mese scorso. Insieme a Clarke e Ward va a rinfoltire la pattuglia britannica nel main draw dove figurano da aventi diritto Kyle Edmund, Cameron Norrie e Daniel Evans. Nel doppio, pass al collo per Lleyton Hewitt nella coppia Aussie con Jordan Thompson.

Singolare maschile altre quattro WC da assegnare
1. Marcos Baghdatis (CYP)
2. Jay Clarke (GBR)
3. Paul Jubb (GBR)
4. James Ward (GBR)

(clicca per ingrandire)

Doppio maschile altre due WC da assegnare
1. Liam Broady (GBR) & Scott Clayton (GBR)
2. Jay Clarke (GBR) & James Ward (GBR)
3. Dan Evans (GBR) & Lloyd Glasspool (GBR)
4. Lleyton Hewitt (AUS) & Jordan Thompson (AUS)
5. Ken Skupski (GBR) & John-Patrick Smith (AUS)

 

Qualificazioni maschilialtre due WC da assegnare tramite i playoff
1. Liam Broady (GBR)
2. Jan Choinski (GBR)
3. Jack Draper (GBR)
4. Evan Hoyt (GBR)
5. Nicolas Mahut (FRA)
6. Aidan McHugh (GBR)
7. Chun Hsin Tseng (TPE)

(clicca per ingrandire)

La polacca Iga Swiatek, rivelazione del Roland Garros, è l’unica non britannica delle quattro wild card già assegnate per il tabellone femminile. A Johanna Konta – unica padrona di casa dentro da entry list – vanno ad aggiungersi Harriet Dart e Katie Swan insieme ad Heather Watson (122 WTA, 27 anni) che non salta un giro nel main draw dal 2010. Passano dalle qualificazioni le chance della veterana Sabine Lisicki (ko in finale nel 2011 contro Marion Bartoli) e della giovanissima Cori Gauff, campionessa del Roland Garros junior nel 2018.

Singolare femminilealtre quattro WC da assegnare
1. Harriet Dart (GBR)
2. Katie Swan (GBR)
3. Iga Swiatek (POL)
4. Heather Watson (GBR)

(clicca per ingrandire)

Doppio femminilealtre tre WC da assegnare
1. Naiktha Bains (GBR) & Naomi Broady (GBR)
2. Freya Christie (GBR) & Katie Swan (GBR)
3. Harriet Dart (GBR) & Katie Dunne (GBR)
4. Sarah Beth Grey (GBR) & Eden Silva (GBR)

Qualificazioni femminilialtre due WC da assegnare tramite playoff
1. Katy Dunne (GBR)
2. Cori Gauff (USA)
3. Francesca Jones (GBR)
4. Sabine Lisicki (GER)
5. Maia Lumsden (GBR)
6. Emma Raducanu (GBR)
7. Gabriella Taylor (GBR)

(clicca per ingrandire)

Le entry list aggiornate di Wimbledon 2019
Il calendario ATP
Il calendario WTA 

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Match fixing: Feliciano Lopez tirato in ballo dalla stampa spagnola

Nelle intercettazioni riconducibili all’operazione Oikos, si parla di una “sconfitta sicura” dei Lopez a Wimbledon 2017 contro Smith e Reid. I tennisti però non risultano indagati e Marc smentisce ogni addebito: “Non hanno diritto a sporcare i nostri nomi”

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Feliciano Lopez e Marc Lopez - Montecarlo 2017 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Il nome di Feliciano Lopez compare sui media spagnoli nelle intercettazioni riguardanti l’operazione Oikos. Parliamo dell’ultima bomba sul match fixing, esplosa qualche giorno fa con l’arresto di alcuni protagonisti del calcio (tra cui Raul Bravo, difensore ex Real Madrid, e l’ex attaccante di Siviglia e Real Saragozza Carlos Aranda) accusati principalmente di aver falsato i risultati di partite di prima e seconda divisione. L’eco è arrivata anche in Italia, visto che i soggetti coinvolti hanno nominato in alcune loro conversazioni il Frosinone e Ciro Immobile (sia il club ciociaro sia l’attaccante della Lazio hanno smentito fermamente ogni ipotesi di coinvolgimento).

Nelle intercettazioni, si legge di presunte anomalie riguardanti un match di doppio di Wimbledon 2017: Feliciano e Marc Lopez vinsero il primo set contro Patrick Smith e Matt Reid, per poi perdere 1-3. Il quotidiano on line El Confidential – che sostiene di aver accesso agli atti dell’inchiesta – cita una conversazione tra Aranda (ritenuto il fulcro della presunta organizzazione) e una persona non nominata, nella quale l’ex calciatore diffonde come sicura la dritta sulla sconfitta dei due spagnoli.

Va specificato come al momento nessun giocatore di quelli citati risulti indagato, né ci sia traccia di avvio di un procedimento da parte della Tennis Integrity Unit. Se Feliciano non ha commentato in alcun modo la vicenda ed è atteso al Queen’s dal debutto della coppia con Andy Murray, Marc Lopez ha affidato il suo pensiero al quotidiano AS: “Non abbiamo nulla a che vedere con questa storia, non hanno alcun diritto di sporcare i nostri nomi in tal modo“.

 

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