Dal Foro Italico: le curiosità della rassegna stampa. Pontedera unisce Tsitsipas e Sinner

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Dal Foro Italico: le curiosità della rassegna stampa. Pontedera unisce Tsitsipas e Sinner

ROMA – La rassegna stampa da Foro Italico di mercoledì 15 maggio

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È un tris di primi il vero avversario di Federer (Meloccaro – Corriere dello Sport)

Avvolto nella consueta nebulosa di luce fortissima, Roger è sceso in terra a miracol mostrare. Anzi, sulla terra, perché ieri mattina ha messo per la prima volta piede al Foro Italico. Le regali estremità hanno calpestato il suolo del Centrale verso le nove di un umido mattico poco primaverile. Il settore inferiore era esaurito in ogni ordine di posti, non male tenendo presente che i cancelli erano ancora chiusi al pubblico. Poi, il discorso del Re. Ovvero media day, RF a disposizione delle TV. massimo tre domande a testa, ma con Roger bastano e avanzano. Nessuno è colloquiale (quasi ciarliero) come lui in simili frangenti. Avercene. Ciao, come stai? Stretta di mano energica e saluto reciproco in italiano, cominciamo bene. Mentre gli mettono il microfono azzardo un cazzeggio sulla cena del giorno precedente, da lui ampiamente documentato sui social. Con occhio sognante ma un po’ pentito, dichiara un tris di primi e un tiramisù finale. Sostiene di aver mangiato troppo. Ribatto che è un atleta, il carboidrato ci sta. Eh, ma sempre troppo resta. Un incrocio successivo con Ivan Ljubicic confermerà che le info erano corrette. La Taverna di Trilussa – fuori c’erano duecento persone ad attenderlo – induce in tentazione pure le divinità. Poi, l’intervista cera e propria. Imperdibili i 3 Tips sulla terra, consigli per giocare al meglio sul rosso. Il terzo in particolare: tirare tre o quattro colpi molto forti e angolati, poi una bella palla corta e chiudere il punto. Semplice no? Certo, risponde, a patto di essere Roger Federer. Suggerisco la tariffa. Possono andare 50 euro per la lezione, Maestro? Stretta di mano e risposta in italiano: vanno benissimo anche 25, grazie! Inimitabile Roger, è già tempo di lasciarti ai francesi. In questo stellare mercoledì romano, con fenomeni – Djokovic, Kyrgios e Fognini tra gli altri – sparsi su tutti i rettangoli del foro, non sarà difficile localizzarti con precisione. Basterà volgere lo sguardo verso l’orizzionte e individuare il punto da cui proviene la nebulosa di luce più forte, ovvio.

 

Matteo il giovane saggio: pare predestinato (Valenti – La Gazzatta dello Sport)

Abbiamo trovato un nuovo campione? Forse sì, ma esaltiamoci il giusto. Come fa lui, sempre pacato e sereno. Mai sopra le righe anche quando, come è successo ieri, ha mandato in delirio i tifosi del Centrale del Foro Italico battendo il numero 5 del mondo Alexander Zverev. Se è giusto evitare gli eccessi, bisogna dire però che Matteo Berrettini pare un predestinato. Nel suo futuro si intravede la leadership del nostro movimento. Nonostante abbia 23 anni sta giocando questi Internazionali d’Italia con la saggezza di un professionista consumato che sa controllare le emozioni anche nei momenti più difficili. Lui, romano doc, riesce a gestire al meglio l’inevitabile pressione che arriva dal pubblico di casa, una pressione che spesso in passato ha giocato brutti scherzi ai giocatori azzurri. Tutto questo è merito anche del suo allenatore, Vincenzo Santopadre, che lo sta proteggendo nel modo giusto. Berrettini arriva al foro solo per giocare i match. Poi dopo la doccia e le interviste di rito se ne va. Non lo vedrete mai sui campi di allenamento. Preferisce preparare le sfide in un altro circolo della capitale lontano dalla curiosità e dalla passione dei tifosi. Matteo ha un fisico perfetto per il tennis moderno. L’altezza (196 centimetri) gli consente di disporre di un servizio a volte micidiale anche sulla terra rossa. E il dritto è già un colpo di ottimo livello. Dando uno sguardo al tabellone del torneo ha davanti a lui una grossa opportunità. Per farci sognare e tenere alta la febbre azzurra.

Tsitsipas-Sinner, la sfida tra i talenti che Pontedera vide giocare in anteprima (Silvi – Il Tirreno)

C’è un po di Pontedera nel secondo turno degli Internazionali di Roma di tennis. Sulla terra rossa della Capitale si sfideranno Tsitsipas e Sinner. Da una parte il greco, 20 anni e numero 7 del mondo, considerato l’erede dei grandi della racchetta, da Federer a Nadal, a Djokovic. Dall’altra la favola di Jannik Sinner. Originari del Trentino Alto Adige, 18 anni tra poco, si è presentato a Roma da numero 263 al mondo, ma grazie al successo nel primo turno con Steve Johnson, numero 59 della classifica ATP, è destinato a scalare un bel po’ di posizioni. Ma cosa c’entra Pontedera? Semplice. Tutti e due hanno partecipato all’ITF “Città di Pontedera”, appuntamento cardine del circuito professionistico. Per molti la manifestazione tennistica più importante della Toscana. Tsitsipas partecipò all’edizione 2015 entrando grazie ad una wild card concessa dall’organizzazione in virtù della vittoria nel torneo di Santa Croce. A Pontedera perse ai quarti di finale contro Giustino; nei turni precedenti vinse contro Leite e Marti. Sinner, ha giocato a Pontedera nel 2017: vinse al primo turno, 6-3 6-4 al termine di un match tiratissimo, con Leonardo Braccini – pontederese doc, 24 anni, categoria 2.3 (ovvero B3). In un’intervista esclusiva di Tennis World Italia, Massimo Sartori, storico coach di Andreas Seppi, si è espresso proprio sul potenziale di Sinner: “A 17 anni mostra un tennis di livello molto alto e gioca come giocano i professionisti oggi, è questa la sua mentalità. Ciò che più colpisce di lui è la capacità di non mollare mai e rimanere calmo nei momenti clou, un po’ come Seppi.”

Verdasco spettatore non pagante in panchina (Pellegrini Perrone – Corriere dello Sport)

Era tutto pronto per iniziare sul campo 4, i raccattapalle e i giudici erano già nelle loro postazioni, Sara Errani e Martina TYrevisan si stavano apprestando ad entrare in campo per il match di doppio contro Andreja Klepac e Aleksandra Krunic ma nessuna delle giocatrici si era accorta che la panchina di doppio. che sarebbe poi stata usata dalle due italiane, era ancora occupata da Verdasco e Shapovalov che avevano concluso dieci minuti prima il loro doppio. Il motivo? Il tennista spagnolo era ancora impegnato a vedere l’avvincente match tra Tiafoe e Sousa, nelle fasi finali del tie break del terzo parziale, mentre il canadese stava tranquillamente usando il suo smartphone. Nonostante diversi richiami, lo spagnolo non ne ha voluto sapere di abbandonare la sua posizione e se n’è andato solamente dopo la vittoria di Joao Sousa.

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La giornata WTA: prima vittoria nel tour maggiore per Martina Di Giuseppe

La ventottenne romana batte al tie break del terzo Varvara Lepchenko e approda agli ottavi di Bucarest. Caroline Garcia perde male a Losanna

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Il 17 luglio rimarrà una data da ricordare per Martina Di Giuseppe: la tennista romana, attualmente collocata alla posizione duecentoundici della classifica mondiale, ha colto a Bucarest la prima vittoria in carriera nel tabellone principale di un evento maggiore. Una vittoria memorabile di per sé, certo, ma anche per le modalità con cui è arrivata, dopo due giorni in trincea e un tesissimo epilogo al tie break del terzo set al cospetto dell’ex top 20 Varvara Lepchenko.

Il match, l’ultimo di primo turno ancora incompleto, era stato interrotto nella serata di ieri per oscurità, non essendo il campo quattro provvisto di opportuno impianto d’illuminazione: Martina era andata a nanna sul punteggio di parità avendo vinto (molto bene) la seconda frazione dopo una prima giocata con percepibile tensione. Riprese le ostilità, stavolta sul teatro del Centrale, Di Giuseppe ha subito scippato il servizio all’avversaria, per la verità approfittando dei marchiani errori commessi in serie da una giocatrice in profondissima crisi di risultati (appena due vittorie nei main draw WTA in tutta la stagione). Vittima di qualche vistoso azzardo tattico di troppo, in particolare di una tendenza anche un po’ autolesionistica alla palla corta improvvida, Martina si è fatta riacciuffare sul quattro pari per poi trascinare la nativa di Baku al tie break, chiuso positivamente con due grandiosi dritti lungo la linea.

Alla tennista azzurra, che grazie a questo risultato tornerà tra le prime duecento del ranking, toccherà agli ottavi una sfida molto difficile a Veronika Kudermetova, terza favorita in gara.

 

Spariscono i colori azzurri dal Canton Vaud, invece. Jasmine Paolini, unica nostra rappresentante ancora in lizza, ha raccolto appena due game contro Alizé Cornet, realizzando venticinque punti in meno della pur quotata rivale. La sfida era ostica e non sembra giusto gettare la croce addosso a Jasmine, mentre qualcosa in più, al solito, ci si attendeva da Caroline Garcia, seconda testa di serie in discreta crisi brutalmente cacciata dalla bombardiera USA Bernarda Pera, la quale non le ha concesso più di sei game. In assenza delle prime due vedette in cartellone (Goerges si è ritirata ieri durante il match contro la wild card locale Simona Waltert), qualsiasi pronostico abbia a che vedere con il torneo di Losanna risulta essere estremamente aperto.

Risultati:

Bucarest, primo turno
[Q] M. Di Giuseppe b. V. Lepchenko 3-6 6-1 7-6(3)
Secondo turno
I. Begu b. K. Juvan 6-4 6-3
[6] L. Siegemund b. L. Arruabarrena 7-5 6-3
[8] Kr. Pliskova b. Y. Bonaventure 6-0 6-2
[2] V. Kuzmova vs [Q] J. Fourlis

Losanna
[LL] X.Y. Han b. L. Samsonova 7-5 6-4
N. Vikhlyantseva b. [7] D. Gavrilova 6-3 6-2
B. Pera b. [2] C. Garcia 6-2 6-4
[3] A. Cornet b. [Q] J. Paolini 6-1 6-1



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Lo strano caso di Jared Hiltzik: l’ATP lo accusa di “doppio torneo”, ma lui nega

Secondo l’ATP il tennista statunitense sarebbe ‘saltato’ dal challenger di Winnetka a un evento non ufficiale, dove avrebbe provato a vincere 50000 dollari. Ma lui nega tutto

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Il numero 379 del ranking ATP Jared Hiltzik è stato ammonito dall’ATP per aver disputato due tornei nella stessa settimana, precisamente la scorsa, tra l’8 e il 14 luglio 2019. Il ragazzo statunitense ha pubblicato su Twitter uno screenshot dell’e-mail ricevuta e del comunicato in allegato. Secondo l’ATP, Hiltzik sarebbe reo di essere sceso in campo per il “Centrecourt Shootout” di Chatham in New Jersey, organizzato nel weekend – dal venerdì 12 luglio alla domenica – mentre era iscritto anche a un torneo Challenger. La competizione “Shootout” non rientra nel calendario ATP e prevede un tabellone “corto” di otto partecipanti (quest’anno c’era anche Querrey), che si sfidano in quarti, semifinale (al meglio dei tre set) e finale (al meglio dei cinque). Il montepremi messo in palio è di 50.000 dollari, destinato interamente al vincitore del torneo. “The winner takes it all” come dicono da quelle parti.

Hiltzik era iscritto al Challenger categoria 80 di Winnetka in Illinois, dal montepremi (complessivo) di 54.160 dollari. Dopo aver vinto in tre set il derby statunitense con Smyczek al primo round, è stato eliminato in due set da Chris Eubanks. Martedì 9 luglio Hiltzik era dunque fuori dal torneo, sia in singolare che in doppio. Avrebbe avuto tre giorni di tempo per volare al torneo “shootout” e provare a vincere una somma vicina al montepremi totale del Challenger da cui era stato appena eliminato. Della sua partecipazione, però, non esistono prove documentate.

 

Hiltzik ha smentito subito le accuse dell’ATP scrivendo su Twitter: “Divertente, dato che non ho nemmeno giocato quel torneo!”. Trattandosi di una competizione non ufficiale è difficile reperire informazioni incontrovertibili; se da un lato appare poco probabile che Hiltzik possa aver provato a nascondere in modo tanto spudorato la sua partecipazione al torneo, d’altro canto sarebbe grossa la ‘cantonata’ presa dall’ATP in riferimento a un evento cui hanno partecipato solo otto giocatori.

Per dovere di cronaca, le dirette andate in onda sul canale You Tube del “Centrecourt shootout” riguardano match di tutte e tre le giornate e in nessuna delle partite riprese c’è Jared Hiltzik.

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La Romania onora Simona Halep: sarà portabandiera alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Entusiasmo alle stelle al ritorno in patria della campionessa di Wimbledon: a Simona verrà conferita il più alto riconoscimento dello Stato rumeno

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Simona Halep - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

Con enorme entusiasmo la Romania ha riabbracciato Simona Halep, di ritorno dalla cavalcata trionfale che l’ha portata a sollevare l’ambito Venus Rosewater Dish, il piatto consegnato alla vincitrice dei Championships. La campionessa di Costanza è stata accompagnata nel viaggio da Ion Tiriac e appena atterrata nel suo Paese natale è stata accerchiata da un gruppo di tifosi per foto e autografi presso l’aeroporto di Bucarest. La capitale rumena ospiterà oggi, 17 luglio, all’Arena Nazionale (stadio principale della città) una grande festa per Simona, come annunciato dal sindaco Gabriela Firea.

A scaldare ancora di più il cuore di Simona è stata la notizia ricevuta dal Comitato Olimpico Nazionale. L’ex numero uno WTA aveva chiesto al presidente del CNO rumeno Mihai Covaliu se potesse fare da portabandiera nella cerimonia d’apertura delle prossime Olimpiadi, che si terranno a Tokyo tra poco più di un anno. Dopo il titolo conquistato a Wimbledon non ha potuto respingere la gentile richiesta di Halep, che guiderà la compagine rumena presente ai Giochi nel 2020. Ora, con due Slam in bacheca, l’obiettivo dichiarato della tennista di Costanza è portare una medaglia olimpica al suo paese: sarebbe la prima nel tennis.

 

Inoltre l’amministrazione presidenziale ha annunciato lunedì 15 luglio l’assegnazione di un alto riconoscimento per la campionessa di Wimbledon. Il presidente Klaus Iohannis riceverà Halep per premiarla con il massimo riconoscimento dello stato, ordinandola Steaua României al rango di cavaliere in riconoscenza e stima per tutti i suoi risultati.

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