Pagelle: quanto sei bella Roma quando piove

Pagelle

Pagelle: quanto sei bella Roma quando piove

Il nono trionfo di Nadal e la prima vittoria di Pliskova nell’edizione dei rinvii, dei biglietti cari, della pioggia e delle polemiche. Il ritorno di Federer e le follie di Kyrgios

Pubblicato

il

Straordinaria, fantastica, entusiasmante. È stata la migliore edizione della storia degli Internazionali d’Italia. Che già di per se è il miglior Masters 1000 in assoluto e quindi, considerando che a New York c’è sempre troppo baccano, che a Parigi hanno la puzza sotto il naso, che a Wimbledon sono troppo tradizionalisti e che l’Australia è troppo lontana, l’etichetta di quinto Slam comincia a stare stretta al nostro torneo.

È stato un trionfo su tutta la linea. Entusiasti gli spettatori, felici di pagare qualche euro in più rispetto agli altri tornei ma “vuoi mettere il fascino del Pietrangeli sotto la pioggia? Non esiste da nessuna parte al mondo”, oppure “il brivido che regala Roma non lo regala nessuno, arrivare alla sera del mercoledì senza sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo è un’emozione strepitosa, tanto un ponte sotto il quale dormire lo si trova sempre!”. Gli stranieri sempre più entusiasti: “Abbiamo prenotato le vacanze al mare in campeggio, venire al Foro è stato importante per abituarci alle toilette”.

Incantati i giocatori. Federer: “Che fascino la Grandstand Arena, mi sentivo come a casa, mi sembrava proprio di essere in Svizzera con tutte quelle buche che mi ricordavano il gruviera e quelle scivolate che mi rimandavano alle mie nevi. Mi è dispiaciuto dovermi ritirare ma non volevo creare un dispiacere a Binaghi battendo Nadal”.

 

Riconoscente Fognini: “Ringrazio Palmieri, non avevo capito che l’idea di farmi giocare due partite a distanza ravvicinata nello stesso giorno era un’idea geniale per farmi preparare per i cinque set del Roland Garros”.

Idem Thiem: “Mercoledì mi hanno costretto a rimanere al Foro tutto il giorno. Meno male, se fossi andato in giro con Kiki per via del Corso mi sarebbe costato un occhio della testa, meglio stare 24 ore con Massu”.

Innamorato e dispiaciuto Kyrgios: “Adoro i romani e il loro modo di assistere alle partite. Accetto la squalifica, ma si è trattato di un grosso malinteso. Avevo sentito che giovedì, a causa del boom di presenze di spettatori per il rinvio di mercoledì, non ci fossero più posti a sedere. Per questo avevo offerto una sedia a uno spettatore rimasto in piedi…”

Alla fine ha trionfato per la nona volta Nadal: “Posso confessare ora di aver perso di proposito a Montecarlo, Barcellona e Madrid, perché il mio unico obiettivo era vincere solo e soltanto qui per far felice il mio primo, grande tifoso che ogni anno viene qui addirittura dalla lontana Sardegna”.

Triste ma non troppo Djokovic: “Questo è il miglior torneo del mondo, ogni anno imparo a parlare meglio l’italiano, quest’anno finalmente ho capito cosa significa la parola pepe. Quando tutti mi dicevano di mettere più pepe io pensavo ad intensificare i rapporti con il Guru Imaz, invece si riferivano alla cacio e pepe”.

Tsitsipas e Sakkari, coppia d’oro del tennis ellenico (e pare non solo) si sono issati in semifinale e hanno ringraziato il pubblico italiano: “Sentiamo il calore dell’Italia in ogni angolo del vostro paese, dovunque andiamo intuiamo che siamo diventati il vostro punto di riferimento visto che sentiamo ripetere sempre ‘Faremo la fine del Grecia'”.

Insomma un’apoteosi suggellata dai commenti della stampa internazionale: “Finalmente al Foro italico è stata fatta piazza pulita, finalmente sono rimasti a casa tutti quei turisti del giornalismo che vengono a Roma solo per prendere il sole (ehm…). Bravissima la federazione a rifiutare l’accredito ai 140 fannulloni”.

Ma, evidentemente, 140 posti in meno in sala stampa non erano sufficienti e si è provveduto ad eliminare anche il centoquarantunesimo. Ma questa è un’altra storia che, come direbbe Corrado – uno che Roma la conosceva molto bene – non finisce qui.

I voti (più o meno) seri.

  • Rafa Nadal 10
  • Novak Djokovic 9
  • Stefanos Tsitsipas 8
  • Diego Schwarzman 8,5
  • Roger Federer 7,5
  • Nick Kyrgios 0
  • Il tetto sul centrale 10
  • “Abbiamo raddoppiato il prezzo dei biglietti per premiare chi li ha comprati per tempo” 10, al livello della nipote di Mubarak
  • Jannik Sinner 8
  • Matteo Berrettini 7,5
  • Fernando Verdasco 7,5
  • Juan Martín del Potro 7,5
  • Sascha Zverev 4
  • Dominic Thiem 4,5
  • Fabio Fognini 6
  • Marco Cecchinato 5,5
  • Grigor Dimitrov 3
  • Karolina Pliskova 10
  • Johanna Konta 9
  • Maria Sakkari 8
  • Kiki Bertens 7,5
  • Elina Svitolina 4 (per lo schiaffo al volo sul match point)
  • Victoria Azarenka 7
  • Simona Halep 4,5

Continua a leggere
Commenti

Pagelle

Pagelle: Rafa a un soffio dai venti, Bianca al primo dei tanti, Matteo tra i giganti

Rafael Nadal argina uno strepitoso Medvedev ed è ad un passo da Roger Federer. Andreescu aggiunge un tassello alla maledizione di Serena Williams. Matteo Berrettini ipoteca il futuro e fa sognare l’Italia

Pubblicato

il

Rafa Nadal - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Rafa Nadal 10
Rafa 2019 o anche Rafa 20-19 fate voi. È arrivato in finale trotterellando tra un Millman, un Chung, un ex come Cilic, ha tenuto a bada le velleità di Berrettini e si involava sereno verso l’apoteosi. Tutto troppo sereno per Rafa e allora eccolo tirare fuori un’altra impresa delle sue, quando l’altro sembrava mettergli una mano in testa. Il più grande sportivo della storia nel rifiutare il concetto di sconfitta. Ancora una volta. Ancora una volta e sempre Rafa. L’uomo a cui nessuna impresa è proibita, tranne rispettare la regola dei 25 secondi.

Bianca Andreescu 10
“Un anno fa mi deprimevo e mi venivano spesso pensieri negativi, rompevo racchette, anche in allenamento, ma ho visto che non funzionava comportarmi così. Ho chiesto aiuto e consiglio ad altre persone. A questo livello tutte sanno giocare bene a tennis, la cosa che separa le campionesse dalle altre è l’attitudine mentale”. Il tutto a 19 anni. Visto quello che è successo con Osaka dopo l’Australia ci andremmo cauti, ma per come ha chiuso il secondo set dopo la rimonta di Serena, saremmo stupiti se non la dovessimo trovate tra qualche anno con il carniere di caccia strapieno di titoli.

Daniil Medvedev 9,5
Ha iniziato insultando tutti, ball-bay brutalizzati, dito medio al pubblico e via di partita in partita con teatrini al microfono e bordate di fischi. Ha finito per essere l’idolo dell’Arthur Ashe. Una roba da fenomeno puro. A differenza di altri che fenomeni lo sono ma solo da baraccone, Daniil ha dimostrato di avere tanta sostanza, tanta tigna e cattiveria e un tennis molto personale ma devastante. Aggiusterà la testa o forse no, ma la sensazione è che dominerà.

 

Fabio Fognini 5,5
Stavolta le bombe gliele ha recapitate in capo Opelka al primo turno (meno male perché se Trump avesse sentito di bombe su New York lo avrebbe mandato a Sing Sing), e così il primo US Open da top 10 è finito al primo turno, con la caviglia in disordine e poche recriminazioni.

L’atteggiamento dei tifosi italiani con Fognini 1
Cecchinato va in semifinale a Parigi? “Chissà Fognini come rosica…”. Berrettini fa semifinale a New York? “Ah, finalmente un italiano con la testa sulle spalle, non come Fognini”. Ma perché ad ogni impresa di un tennista azzurro si deve deridere Fabio? Non è un santo, ha sbroccato tante volte, ma chi ha portato sulle spalle il tennis azzurro negli ultimi 10 anni? Top 10, tanti scalpi eccellenti, un 1000 e altri tornei: ma cosa volete da Fognini?

Serena Williams 7
Lo psicodramma continua, il ventiquattro che vuole non è uscito sulla ruota di New York (anche se ventiquattro sono i game raccattati nelle ultime quattro finali Slam perse), almeno stavolta ci ha risparmiato lo show del 2018. Oddio, sempre simpatica su Sharapova e performance alla Mourinho su Ramos. “Conosco solo Sergio Ramos, Albert Ramos, Ramos del Lagos di Comos…”.

Novak Djokovic S.V.
Si è rotto. E lo hanno pure fischiato. Sta a vedere che il Guru porta sfiga.

Stan Wawrinka 7
Sprazzi di Stanimal ma è riuscito a perdere contro un Medvedev che sembrava morto. E lì si sono rivisti sprazzi dello Stan prima maniera.

La psiche dei Next Gen 2
Nick Kyrgios (5) ci ha deliziato stavolta dicendoci che l’ATP è corrotta, Shapovalov (5,5) ci informa che non essere testa di serie gli fa schifo, come se fosse colpa nostra, Tsitsipas (4,5) dà di matto con l’arbitro reo di essere francese. E poi c’è Medvedev che lancia asciugamani a destra e a manca, sbraita, litiga con il pubblico e lo trolla, salvo pentirsi strada facendo. Forse hanno visto troppo McEnroe, ma mai fare il McEnroe (magari…) se non sei McEnroe. State buoni se potete…

Matteo Berrettini 9,5
Si chiama Matteo, è italiano, non twitta sui social ogni cosa che mangia, non fa comizi sulle spiagge, non ha offerto 80 euro agli italiani. Eppure può governare il nostro tennis e non solo. Mezzo voto in meno per due motivi: 1) come ha giocato i set point contro Nadal; 2) la sensazione che si meriterà presto il voto pieno. Il quinto set con Monfils si incastona tra le gemme dello sport italiano, il modo in cui ha disinnescato Rublev (6,5), che sembrava un indemoniato, è da fuoriclasse pronto per i vertici. La lezione di Federer è servita eccome, ora è in un’altra dimensione. Carbonara power ha fatto innamorare tutti e ci farà divertire per anni.

Jannik Sinner 7,5
Primo main draw Slam, meritato nelle quali. Presto non le farà più e ricorderà la splendida figura fatta con Stanimal come l’inizio di una straordinaria avventura. Vai Jannik, che fratellone Matteo ti aspetta per conquistare il mondo.

Paolo Lorenzi 8
Il tennis non ha età e accanto al ragazzino terribile gli US Open raccontano la storia di passione e sacrifico di Paolino. Mai fortuna (LL) fu più meritata. Si parla tanto di talento, di presunti fenomeni che giocano un tennis da circolo. Ma il tennis è Paolo Lorenzi.

Roger Federer 5
Non ha paura di Ubaldo, ma dei ragni. Ma ormai non ha più i superpoteri di Spiderman. A 70 anni si vede comodo in pantofole in Svizzera, a 40 ancora in campo. Per adesso è rimasto a quel maledetto 40… -15. La schiena ha fatto crack, ma contro l’ex baby-Fed ha perso un match che non doveva perdere. Avrà altre occasioni Slam? La logica dice no, ma ha sorpreso talmente tante volte…

Grigor Dimitrov 8
Sembrava perso, ha battuto quello lì e il paragone che gli ha rovinato la vita, ma ha perso una chance di farsi asfaltare da Rafa in finale. Alla fine, meglio così per tutti.

Alexander Zverev 4,5
Non si riprende più. Che sia stato un clamoroso bluff o sono solo pause di gioventù?

Lorenzo Sonego 7
Si vendica di Granollers, crolla al secondo turno, prende un aereo, arriva a Genova, gioca 3-4 maratone, fa un selfie con Dell’Olivo e vince il torneo. C’erano una volta gli italiani fannulloni, oramai siamo terra di stakanovisti.

Thomas Fabbiano 7
Purtroppo per lui le teste di serie sono solo 32, altrimenti arriverebbe in fondo ad ogni Slam.
Thiem e poi quinto fatale

Marco Cecchinato 4
Un italiano fa semifinale in uno Slam e a pensare a come è ridotto quello che c’era riuscito un anno fa, viene tanta tristezza. Matteo, via con i gesti apotropaici.

Belinda Bencic 8
Un gran piacere ritrovarla qui ma resta la sensazione di un’occasione sprecata. Forse per Serena…

Elina Svitolina 7,5
Magari se non fosse rimasta a soffrire cinque ore al fianco di Gael (7) avrebbe avuto qualche energia in più contro Serena. Ma al cuor non si comanda e un’altra occasione Slam se ne va.

Osaka 5
Una brutta difesa del titolo, ma l’abbraccio e le parole a Gauff (6,5) sono da libro cuore.

Taylor Townsend 8
Un altro tennis è possibile. Anche nel 2019. I nostalgici di Martina e Amelie ringraziano.

Simona Halep 4
È vero che ai Championships è andata a rete solo per i saluti, ma da una campionessa di Wimbledon ci si aspetta qualcosa di più che farsi uccellare dal serve&volley.

Camila Giorgi 4
Avevamo visto una bella Camila sul cemento (minore) americano. Poi 6-1 6-0 da Sakkari che è forte ma…

Continua a leggere

Pagelle

Pagelle: l’estate di Medvedev, Kyrgios e la legge di Murphy

Medvedev corona un agosto stellare trionfando a Cincinnati. Il delirio di Kyrgios, le fatiche di Federer. Djokovic svagato, Kuznetsova ritrovata e Bautista top-10

Pubblicato

il

Ma cosa volete ancora da Nick Kyrgios (2)? Bravi voi, mentre siete sotto l’ombrellone, con una birra in mano, a godervi le vacanze e lui, poveretto, che due settimane fa ha fatto esattamente il suo dovere in quel di Washington, costretto a correre e giocare sotto al sole di Cincinnati per far felici quattro sfigati di spettatori.

E che avrà fatto di male poi stavolta? Ha sputato verso l’arbitro? Ma quando mai! È solo la legge di Murphy, lui aveva un insetto in bocca e ha cercato di liberarsi. Quella maledetta zanzara che lo ha inseguito persino nel corridoio mentre cercava di andare in bagno ed è stato costretto ad utilizzare due racchette per ammazzarlo.

E poi, vi pare giusto che quell’altro, solo perché ha vinto 40 volte quell’inutile torneo sulla terra rossa, possa impiegare tre ore per servire e lui non abbia nemmeno il tempo di cambiare il grip?

 

Complimenti alla Laver Cup (3) che un minuto dopo lo show di Nick ricordava via Twitter come l’australiano dia il meglio nella competizione più importante del circo-tennis.

Che poi tutto gli è concesso a Raffaello (4) pure di dare forfait all’ultimo momento, a tabellone complicato, tanto per dare fastidio a quegli altri 2. E cosa fanno gli altri due? Uno, Roger Federer (4) si ricorda improvvisamente il motivo per il quale si era rifugiato tra le mucche, le montagne, le baite e i prati…aaahahahahah i prati!!!!

E l’altro, Novak Djokovic (5,5) ha pensato bene di riabbracciare il Guru per ridare un po’ di pepe al circuito e di far credere al mondo che non sarà lui il favorito per i prossimi diciotto slam.

Ringraziate Dio che ci sia Nick insomma, altrimenti il tennis sarebbe una roba triste e per sfigati. Come Medvedev (10), un impiegato del catasto russo, spennacchiato, che tira comodini, fa la faccia da duro ma pure sua mamma si annoia a vederlo.

Poi vi ritrovate cucciolone Goffin (8,5) in finale di un 1000, uno che riesce pure a farsi male da solo con uno spazzolone o con una pallina da tennis.

O addirittura vi ritrovate in seminale Gasquet (8), che è tanto un caro ragazzo, ha un rovescio bellissimo, un tocco di palla soave, ma a 33 anni gioca ancora dai teloni.

Per fortuna ci sono le ragazze, con Svetlana Kuznetsova (9) che per una settimana ci ha ricordato – lei sì – cosa significhi la frase “essere il più forte di tutti quando ha voglia – Salvo rimembrare sul più bello il motivo per il quale Gianni Clerici la ribattezzò “la sciagurata”. Ringrazia Madison Keys (10) che si avvicina agli Us Open un po’ troppo da favorita per i suoi gusti.

Intanto Jannik Sinner ha compiuto i 18 anni nella settimana in cui Bautista Agut (8) ha raggiunto per la prima volta La top-10 a 31 anni suonati. Ecco, cerchiamo di non avere troppa fretta.

Ma insomma, stiamo ancora parlando di Bautista Agut e Carreno Busta? Per fortuna il tennis è Nick Kyrgios, il numero uno.

Continua a leggere

Pagelle

Pagelle: Serena ancora in Bianca e la casetta in Ca..Nadal

Quinto trionfo per Nadal, mentre continua la maledizione finali per Serena. I progressi di Fognini, la riconoscenza di Cecchinato e il trofeo di Kyrgios

Pubblicato

il

Bianca Andreescu - Toronto 2019 (via Twitter, @rogerscup)

Il cemento del Canada deve avere qualcosa di particolare, qualcosa di magico per Rafa Nadal (9), che affanna e si rompe sul duro nel resto del circuito mentre tra le foglie d’acero ritrova sensazioni simili al rosso. Sembrava che Daniil Medvedev (8) fosse ingiocabile e imbattibile ed invece in finale è stato spazzato via. In ogni caso ombre russe si affacciano sul circuito con Daniil e Khachanov (7) che sul cemento fanno davvero paura.

Fabio Fognini (7) ha centrato i quarti in un 1000 sul cemento, è tornato in top 10, ha impensierito Nadal, ha vinto il punto del torneo. In più l’Inter gli ha comprato Lukaku, per cui la settimana è stata trionfale.

Così come per Nick Kyrgios (10) che dopo il trionfo di Washington ha portato a casa anche il trofeo canadese: dopo Genie, anche Beatrice è finita nel suo carniere di caccia e conta poco che abbia perso al primo turno nel suo hobby chiamato tennis.

 

Feliciano Lopez (8) invece ha regalato un momento di felicità a tutti i pignoli (e bastardi) dei circoli del mondo che da oggi, quando il proprio avversario prenderà al volo una palla destinata alle tribune, avrà l’occasione di dire “eh no, amico, anche a Feliciano hanno fatto perdere il punto”.

Marco Cecchinato (4) ha perso l’ennesima partita e con signorilità e generosità ha speso belle parole per il suo ex coach, uno che in effetti lo ha solo portato in semifinale Slam. Poi ne ha persa anche un’altra, la decima consecutiva, quando a Cincinnati era già cominciato il torneo ma non… la settimana del torneo. Camila Giorgi (5) è ancora convalescente ma la sindrome di doppi falli non pare debellabile. Contro Maria Sakkari a Cincinnati, non prima delle 18:30, proverà a fare un passo verso la guarigione.

Serena Williams (7,5) ha perso un’altra finale ma stavolta si è dovuta arrendere al suo fisico prima ancora che alla scatenata Bianca Andreescu (10): certo che beffa per l’americana, costretta al ko contro un’avversaria più giovane, più sana, senza figli e per giunta anche Bianca. E non c’era nemmeno Ramos (mica Vinolas…) nei dintorni.

L’oscar della settimana va in ogni caso a quei due mattacchioni di Benoit Paire e Stan Wawrinka (10) che si sono giocati alla morra cinese il diritto di giocarsi il punto decisivo in doppio: al prossimo torneo previsto uno spareggio a briscola…

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement