Roland Garros qualificazioni: tripletta italiana con Bolelli, Paolini e Gatto Monticone

Flash

Roland Garros qualificazioni: tripletta italiana con Bolelli, Paolini e Gatto Monticone

Arriva l’insperato en plein azzurro al turno decisivo di qualificazione: dopo i successi di Travaglia e Caruso di ieri vincono anche Bolelli, Paolini e Gatto Monticone che conquistano un pass per il Main Draw

Pubblicato

il

Simone Bolelli - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

SUPER JASMINE – Nei precedenti tre tentativi non aveva mai passato nemmeno un turno mentre questa volta vince e convince Jasmine Paolini che supera l’americana Kiick al turno decisivo. Le due giocatrici avevano caratteristiche di gioco simile ma la superioritá di Jasmine è stata visibile sin dai primi scambi, con l’italiana che sbagliava molto di meno e manteneva sempre una gran profonditá dei colpi. Il match andava via liscio game dopo game, fino al 6-1 5-0 quando il braccio dell’azzurra è visibilmente tremato permettendo alla Kiick di riavvicinarsi sino al 5-4, quando per fortuna Paolini è tornata a produrre il suo miglior tennis chiudendo la sfida con un netto 6-1 6-4

L’ACUTO DI BOLE – In una stagione che probabilmente sarà l’ultima della sua lunga carriera in singolare, Bolelli si toglie la soddisfazione di qualificarsi per il suo tredicesimo Roland Garros consecutivo, confermando quanto di buono aveva fatto vedere nelle passate stagioni nelle qualificazioni Slam. Su terra l’avversario di oggi, Go Soeda, era perfetto per far giocar bene Bolelli, il match é stato molto godibile ma si è sempre notata una certa superiorità da fondo nella pesantezza dei colpi da parte del tennista azzurro, spesso molto ficcante con le sue accelerazioni di dritto e con le sbracciate di rovescio. Dopo un primo set andato via liscio nel secondo parziale il giapponese è salito di livello commettendo molti meno non forzati ma nei momenti delicati Simone ha continuato a spingere meritandosi la vittoria che gli vale la trentatreesima apparizione in un Major. 

IL SOGNO DI GIULIA – Dopo quasi quattrocento tornei professionistici giocati in carriera, Giulia Gatto Monticone corona la sua miglior stagione della carriera centrando una preziosa qualificazione Slam, che gli vale anche la seconda posizione come italiana nel ranking WTA, a meno di risultati molto sorprendenti di Paolini nel main draw. Il match di oggi era assai insidioso sulla carta contro una giocatrice in ascesa e di grande spinta come l’ucraina Zavatska ma Giulia è stata brava a rimanere sempre concentrata e cercare di non alzare mai troppo il ritmo. Una falsa partenza, subito 3-0 sotto, ha condizionato il primo parziale ma la gran fiducia e la tenuta mentale di Gatto Monticone si sono visti soprattutto nel secondo set dove si è vista annullare quattro set point sul 5-4 ma ha chiuso lo stesso al primo tentativo sul 7-5. Il terzo parziale è stato un festival del break con Zavatska che faceva molto più male in risposta rispetto al servizio, manegli scambi lunghi a prevalere é stata quasi sempre l’italiana che sul 5-3 ha avuto l’occasione di servire per il match e ha chiuso i giochi esultando in modo anche moderato, ma senza nascondere la grandissima emozione. 

 

GLI ALTRI – Entrano in tabellone i francesi Muller e Benchetrit, con il primo che ha giocato davvero un gran match contro Viktor Troicki mentre il secondo ha rimontato un parziale di svantaggio col connazionale Couacaud. Bene Thiago Monteiro e Tennys Sandgren che rispettano il pronostico accedendo al main draw, vince anche Mikael Ymer in tre set con Laaksonen. Nel tabellone femminile bellissimo match tra Bernarda Pera e Kaja Juvan con la vittoria al tie break del terzo da parte dell’americana. Molto brava Ludmilla Samsonova a sconfiggere in due set Bouzkova e raccogliere la prima qualificazione in un Major. 

IL SORTEGGIO – Nel tardo pomeriggio sono stati accoppiati in tabellone i qualificati, col seguente esito per gli italiani: Bolelli sfiderá Pouille in un match tutt’altro che semplice su terra francese, Travaglia sará opposto a Mannarino che su questa superficie è tutt’altro che ingiocabile mentre ci sará una dura battaglia per Salvatore Caruso contro l’iberico Munar. Tra le ragazze Jasmine Paolini sfida Daria Kasatkina, che ha già battuto poco più di un anno fa, mentre Giulia Gatto Monticone sfiderà Sofia Kenin, avversaria difficile ma non tra le peggiori presenti in tabellone. L’esordio di Rafael Nadal sará contro il rientrante tedesco Yannick Hanfmann. 

I tabelloni delle qualificazioni: UominiDonne

I tabelloni principali: UominiDonne

I risultati degli italiani

J. Paolini b. A. Kiick 6-1 6-4
S. Bolelli b. G. Soeda 6-1 7-6(5)
G. Gatto Monticone b. Katarina Zavatska 4-6 7-5 6-3

Andrea Perrone

Continua a leggere
Commenti

Flash

Djokovic: “Vorrei dirvi quando rientrerò, ma non lo so ancora”

Nole è rientrato in patria per proseguire la riabilitazione dopo l’infortunio alla spalla sinistra. La speranza è quella di tornare in campo a Tokyo, ma non c’è nessuna certezza: “L’infortunio era serio”

Pubblicato

il

Novak Djokovic - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Novak Djokovic è rientrato in Serbia, dove sta proseguendo il percorso di recupero dall’infortunio alla spalla sinistra che lo ha costretto al ritiro a New York. Intervistato dalla televisione serba, Djokovic non ha aggiunto molto di più a quanto già si sapeva sulle sue condizioni, ribadendo che spera di poter scendere in campo al Rakuten Japan Open di Tokyo che inizierà a fine mese, ma non potendo garantirlo.

“Vorrei dirvi quando tornerò in campo ma non lo so esattamente. Ogni giorno monitoro l’andamento della riabilitazione, come reagisce la spalla. Purtroppo l’infortunio era serio, tanto che non mi ha permesso – e mi è dispiaciuto tantissimo – di proseguire il torneo a New York. Spero di essere in campo tra un paio di settimane, ma tra 6-7 giorni capirò meglio come reagirà il fisico. Lo scenario ideale prevede il rientro a Tokyo”.

Continua a leggere

Flash

Martina Hingis ambasciatrice delle WTA Finals di Shenzhen

L’ex numero 1 del mondo sarà la ‘madrina’ della prima edizione del Masters di Shenzhen: “Non vedo l’ora di incontrare i tifosi cinesi e vedere all’opera l’élite del nostro sport”

Pubblicato

il

Martina Hingis - US Open 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tra poco più di un mese (il 27 ottobre per la precisione) le migliori otto giocatrici del mondo si daranno battaglia sul campo centrale del Bay Sports Center nella prima edizione delle WTA Shiseido Finals di Shenzhen. Dopo cinque edizioni giocate a Singapore, il Masters femminile si disputerà per la prima volta in Cina, e lo farà per i prossimi dieci anni. Con un montepremi record: in occasione dell’annuncio di Shiseido come name sponsor infatti, la WTA ha anche ufficializzato il raddoppio del prize money, che toccherà quota 14 milioni di dollari. L’eventuale vincitrice imbattuta arriverà ad intascare un assegno pari a 4,725 milioni, il premio più alto di tutto il circuito tennistico (maschile e femminile).

In attesa di conoscere i nomi delle otto stelle (al momento le uniche giocatrici certe delle qualificazione sono Ashleigh Barty e Karolina Pliskova), la WTA ha annunciato che l’ambasciatrice dell’evento sarà Martina Hingis. L’ex numero 1 del mondo (209 le settimane passate dalla svizzera in vetta al ranking), vincitrice in carriera di 43 titoli (dei quali cinque tornei dello Slam), si è laureata due volte ‘Maestra’ (nel 1998 e nel 2000) e ha dato l’addio al tennis giocato nel 2017, proprio durante il Masters di doppio di Singapore.

Hingis, diventata mamma quest’anno, parteciperà agli incontri con il pubblico e terrà delle ‘clinic’, con l’obiettivo di promuovere l’evento e coinvolgere i tifosi presenti a Shenzhen. “Sono elettrizzata all’idea di essere parte delle WTA Finals di Shenzhen. Mi è sempre piaciuto giocare in Cina e ho grandi ricordi del pubblico cinese. Non vedo l’ora di incontrare nuovi tifosi e di vedere all’opera l’élite del nostro sport. Parole al miele da parte di Fabrice Chouquet, co-direttore delle Finals: Martina è una delle più grandi di sempre e siamo davvero felici di averla al nostro fianco in questa avventura decennale.

 

Continua a leggere

Flash

GOAT e dintorni, tra ‘discorsi da bar’ e preferenze chiare: Laver vota Federer

In vista della Laver Cup torna d’attualità il dibattito sul più grande di tutti i tempi. La leggenda australiana non ha dubbi, Todd Martin si tira indietro

Pubblicato

il

Rod Laver - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Non ne fa una questione di numeri, Rod Laver. Se anche Roger Federer dovesse perdere il primato di Slam vinti, “la sua grandezza non sarebbe in discussione“. Nonostante, anche solo per una questione d’età, il sorpasso (anche doppio) diventi sempre più probabile a breve o medio termine. Nadal con lo US Open ha toccato quota 19, ad appena una lunghezza di distanza. Djokovic insegue a 16. In ogni caso, per la leggenda australiana, Federer continuerà a essere ricordato come il più grande.

Rod Laver e Rafa Nadal – US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Roger rimane l’atleta più conosciuto al mondo, non solo nel tennis. Sta lasciando il segno come nessuno era riuscito a fare in precedenza. Un testimonial straordinario per questo sport. Poi sembra che stia bene anche a 38 anni ed è ciò che conta, credo abbia buone possibilità di provare a vincere l’Australian Open a gennaio“, ha dichiarato a Ginevra la leggenda australiana nell’attesa del weekend a lui intitolato.

DISCORSI DA BAR – Il dibattito sul GOAT (il più grande di tutti i tempi) ha coinvolto anche Todd Martin, nella veste di CEO dell’International Tennis Hall of Fame. “Non so e davvero non mi interessa chi dei tre sia il più grande“, è il pensiero dell’ex tennista statunitense raccolto da Sport Express. “Per quanto importanti siano gli Slam, credo la valutazione debba essere più complessiva tenendo in considerazione anche per quanto tempo siano stati al numero uno del mondo, la durata della carriera o anche la percentuale di vittorie. Ci sono così tanti elementi su cui discutere che la discussione sul più grande mi appassiona davvero poco.

Martin dimostra di tenere molto anche alla contestualizzazione. “Federer, Nadal e Djokovic sono i migliori di oggi. Ma Sampras, Borg, Laver e Budge lo sono stati nei rispettivi periodi di riferimento. Il confronto sul più grande di tutti i tempi è assolutamente inutile perché ha poco senso immaginare i big di oggi con una racchetta di legno in mano, come ha poco senso pensare a un confronto tra Laver e gli atleti moderni che hanno una straordinaria forza fisica e mentale. Non lo vedo come un confronto utile, se ne può parlare al massimo al bar“.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement