L'infernale Fabio Fognini

Focus

L’infernale Fabio Fognini

A poche ore dalla sfida con Zverev, vi proponiamo la traduzione integrale di un articolo di Michael Mewshaw, uno scrittore americano che paragona Fognini… al diavolo

Pubblicato

il

Fabio Fognini - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Michael Mewshaw è uno scrittore statunitense autore di 22 libri, il più recente dei quali – The Lost Prince: A Search for Pat Conroy – è stato pubblicato lo scorso febbraio. Dall’unione delle simpatie per la figura del diavolo (evidenti nella scelta di dare nome “Sympathy for the Devil: Four Decades of Friendship with Gore Vidal” al memoir che racconta la sua amicizia con il saggista Gore Vidal) e dalla passione per il tennis, è nato questo articolo dedicato a Fabio Fognini.


Alcuni campioni di tennis sono facili da amare. La grazia, il comportamento da gentiluomini e l’eccellenza duratura di Roger Federer lo rendono una rarità, un giocatore ammirato anche dai suoi avversari sconfitti. Mezzo-toro, mezzo-torero, Rafa Nadal mostra in campo cotanta testosteronica truculenza che ci si potrebbe aspettare un limitato affetto per lui. Ma la miriade dei suoi sostenitori lo riveriscono per il suo sforzo incessante e il rifiuto di darsi per sconfitto.

Sebbene entrambi i giocatori siano tra i miei preferiti, devo confessare un vizio segreto. Sono un tifoso sfegatato di Fabio Fognini, il che equivale ad ammettere la simpatia per il diavolo. Tutto ciò che riguarda Fognini appare calcolato per impedire agli spettatori di schierarsi con lui. I suoi baffi mefistofelici e il pizzetto suggeriscono che ha visto e fatto cose che gli altri uomini non possono neppure immaginare. Come per assicurarsi tale impressione, era solito promuovere abbigliamento Oxygen (ndt: il nome corretto del marchio è Hydrogen) indossando maglie con il teschio come logo. In una delle sue incarnazioni Andre Agassi somigliava a un pirata. Per non essere da meno, Fognini assomigliava a Satana.

E il suo modo di camminare! Cosa potrebbe esserci di più arrogantemente provocatorio? Alto 1,78 m, uno dei più bassi uomini del tour, incede impettito come un Nureyev in posa. Tra i punti si sposta da un lato all’altro del campo con un’aria da galletto. Al cambio campo si atteggia a pavone, raramente degnando il suo avversario di un’occhiata. Nella lista di giocatori che hanno un impatto psicologico sull’avversario, Fognini occupa una categoria tutta sua. Ogni suo gesto sdegnoso sembra studiato per intimorire il giocatore che si trova dall’altra parte della rete. Tutto ciò potrebbe far sembrare Fognini un cattivo da operetta, del tipo che inevitabilmente viene punito nell’ultimo atto. Ma ciò che riscatta il suo atteggiamento e pavoneggiamento è il suo talento trascendente.

Il diavolo italiano ha talento in abbondanza come ha dimostrato nel corso degli anni, sconfiggendo per ben tre volte Nadal su terra rossa, e più recentemente in semifinale a Monte Carlo, torneo di categoria Masters 1000 che poi ha finito per vincere. Essendo più di un abile terraiolo, ha anche battuto Rafa sul cemento agli US Open 2015, capovolgendo l’incontro dopo essere stato sotto per due set a zero. (In tutta onestà, la sua impresa è stata oscurata, in Italia così come a casa sua, dal fatto che sua moglie Flavia Pennetta ha vinto il titolo di singolare agli US Open 2015).

Il celebre scrittore di tennis italiano Gianni Clerici ha commentato il matrimonio di Fognini con la Pennetta dicendo che Fabio aveva bisogno di un’infermiera, preferibilmente una con esperienza in psicologia. Sembra che l’unione dei due abbia contribuito a renderlo più stabile, così come la nascita del figlio Federico. Benché Fognini mostri ancora la tendenza a perdere la concentrazione e a perdere le partite che dovrebbe vincere, la stagione 2019 lo ha visto salire al numero 12 nella classifica, con la prospettiva del suo ingresso nella top 10 per la prima volta nella sua carriera, a seconda del suo rendimento agli Open di Francia.

Avanzando nei sedicesimi di finale a Parigi, Fognini ha affrontato il veterano spagnolo Roberto Bautista Agut (RBA) che lo ha battuto due mesi fa a Miami. È vero, quella era una superficie veloce, ma RBA è anche esperto su terra rossa, e in quanto a contegno, lo spagnolo rappresenta l’immagine speculare dell’italiano. Faccia da poker, corretto e senza fronzoli, lui è il perfetto contrasto per Fabio e all’inizio della partita sembrava avere le risposte all’appariscente stile barocco dell’italiano. RBA ha fatto il break all’inizio del primo set, per poi fare lo stesso nei due set successivi. Ma Fognini ha risposto con tipico menefreghismo, col suo atteggiamento di strafottente noncuranza che esaspera gli avversari che si illudono di averlo messo alle corde.

Alternando la velocità e la rotazione dei suoi colpi da fondo, aprendo il campo con angolazioni esasperate, servendo aces puntuali e lanciando una raffica di palle corte, ha fatto il contro-break e ha vinto il primo set al tie-break e il secondo set 6-4. Per tutta la sua apparente noncuranza, è ingannevolmente veloce, e dopo lunghi scambi di colpi a mezza velocità dalla linea di fondo, è capace di colpire vincenti sulla linea. Ma Bautista Agut, restando comunque a portata, inseguendo le palle, rimanendo risoluto su ogni punto, è riuscito a vincere il terzo set. Tuttavia Fognini ha fatto spallucce, e nel quarto set, è stato lui a fare un break senza mai permettere a RBA di tornare in partita.

Nel prossimo round, Fognini affronterà Sasha Zverev, il tedesco faccia d’angelo, il geniale NextGen che sulla carta parte vincente contro l’italiano. Ma l’incontro si svolgerà su terra rossa, una superficie sulla quale è sempre difficile battere il diavolo.

Traduzione integrale a cura di Simone Musso

 

Continua a leggere
Commenti

Focus

I re del Roland Garros: Rafael Nadal, l’uomo del 118-2, compie 34 anni

Rafa festeggia il compleanno lontano da Parigi appena per la terza volta lontano negli ultimi 16 anni. Un decennio e mezzo in cui al Roland Garros ha perso la miseria di due partite

Pubblicato

il

Rafael Nadal, a terra - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Che Rafael Nadal sia indiscutibilmente il più grande terraiolo di tutti i tempi non è e non sarà in discussione chissà per quanti anni; anche i tifosi di Borg – che festeggia il compleanno tra tre giorni – si saranno ormai dovuti rassegnare. Nessuno, né in campo maschile, né in quello femminile, è mai riuscito a vincere uno stesso Slam per 12 volte. Nessuno, tranne lui. Ovviamente e rigorosamente a Parigi.

Certo, senza questa pandemia domenica 7 giugno lo spagnolo avrebbe potuto fare tredici sul suo campo preferito, che dovrà attendere ancora un po’ per sfoggiare il suo nuovo tetto retrattile. Rafa deve inoltre accontentarsi di spegnere le trentaquattro candeline lontano dal Philippe Chatrier, una dinamica tanto inusuale che negli ultimi quindici anni si è verificata solo due volte – nel 2009 per colpa di Soderling e nel 2016 a causa di un problema al polso che l’ha costretto al ritiro prima del terzo turno. Chissà se il futuro gli riserverà altre occasioni di festeggiare il compleanno, che ricorre oggi, sollevando la coppa dei moschettieri; solo il tempo conosce la risposta, ma non vi consigliamo di scommettere contro un tale tiranno (in questo caso il tiranno è Nadal, mica il tempo).

C’è però un’altra statistica che esprime con ancora maggior forza la sua infinita grandezza, quel dominio assoluto e praticamente incontrastato sulla sua superficie preferita. Nel corso della carriera Rafa ha disputato, nell’arco di 15 anni, ben 120 incontri sul mattone tritato sulla lunga distanza, tre set su cinque. Tutti i match a Bois de Boulogne, quelli della defunta Coppa Davis (ah, quanto ci manca…!) alcune vecchie finali dei 1000 e non solo.

Bene, il verdetto pressoché unanime recita in questo genere di partite il seguente score: 118 vittorie e 2 sconfitte. 118-2. Se non è il record più incredibile e impressionante dell’intera storia del tennis ‘avanti COVID-19’ ci siamo piuttosto vicini, e merita pertanto di essere tramandato ai posteri, scolpito nero su bianco, come personalissimo regalo di compleanno per Rafa.

Di seguito vi proponiamo la lista completa delle 120 partite giocate da Nadal sul mattone tritato sulla lunga distanza; se siete abbastanza esperti da non avere bisogno del ripasso, potete saltare direttamente in fondo per leggere il riepilogo degli avversari affrontati e le nostre conclusioni.

 

2004
1) Davis SF Clement (65) W 64 61 62
2) Davis F Roddick (2) W 67(6) 62 76(6) 62

2005
3) Montecarlo F Coria (9) W 63 61 06 75
4) Barcellona F Ferrero (58) W 61 76(4) 63
5) Roma F Coria (11) W 64 36 63 46 76(6)
6) RG R128 Burgsmuller (96) W 61 76(4) 61
7) RG R64 Malisse (46) W 62 62 64
8) RG R32 Gasquet (31) W 64 63 62
9) RG R16 Grosjean (24) W 64 36 60 63
10) RG QF Ferrer (21) W 75 62 60
11) RG SF Federer (1) W 63 46 64 63
12) RG F Puerta (37) W 67(6) 63 61 75
13) Stoccarda F Gaudio (13) W 63 63 64
14) Davis P.O. Bracciali (92) W 63 62 61
15) Davis P.O. Seppi (78) W 61 62 57 64

2006
16) Montecarlo F Federer (1) W 62 67(2) 63 76(5)
17) Barcellona F Robredo (15) W 64 64 60
18) Roma F Federer (1) W 67(0) 76(5) 64 26 76(5)
19) RG R128 Soderling (50) W 62 75 61
20) RG R64 Kim (116) W 62 61 64
21) RG R32 Mathieu (32) W 57 64 64 64
22) RG R16 Hewitt (14) W 62 57 64 62
23) RG QF Djokovic (63) W 64 64 ret.
24) RG SF Ljubicic (4) W 64 62 76(7)
25) RG F Federer (1) W 16 61 64 76(4)
26) Davis P.O. Seppi (69) W 60 64 63
27) Davis P.O. Volandri (38) W 36 75 63 63

2007
28) RG R128 Del Potro (59) W 75 63 62
29) RG R64 Cipolla (227) W 62 61 64
30) RG R32 Montanes (50) W 61 63 62
31) RG R16 Hewitt (16) W 63 61 76(5)
32) RG QF Moya (26) W 64 63 60
33) RG SF Djokovic (6) W 75 64 62
34) RG F Federer (1) W 63 46 63 64

2008
35) RG R128 Bellucci (76) W 75 63 61
36) RG R64 Devilder (148) W 64 60 61
37) RG R32 Nieminen (26) W 61 63 61
38) RG R16 Verdasco (23) W 61 60 62
39) RG QF Almagro (20) W 61 61 61
40) RG SF Djokovic (3) W 64 62 76(3)
41) RG F Federer (1) W 61 63 60
42) Davis SF Querrey (39) W 67(5) 64 63 64
43) Davis SF Roddick (8) W 64 60 64

2009
44) Davis 1st RD Tipsarevic (47) W 61 60 62
45) Davis 1st RD Djokovic (3) W 64 64 61
46) RG R128 M. Daniel (97) W 75 64 63
47) RG R64 Gabashvili (72) W 61 64 62
48) RG R32 Hewitt (48) W 61 63 61
49) RG R16 Soderling (25) L 26 76(2) 46 67(2)
50) Davis F Berdych (20) W 75 60 62

2010
51) RG R128 Mina (655) W 62 62 62
52) RG R64 Zeballos (44) W 62 62 63
53) RG R32 Hewitt (33) W 63 64 63
54) RG R16 Bellucci (29) W 62 75 64
55) RG QF Almagro (21) W 76(2) 76(3) 64
56) RG SF Melzer (27) W 62 63 76(6)
57) RG F Soderling (7) W 64 62 64

2011
58) RG R128 Isner (39) W 64 67(2) 67(2) 62 64
59) RG R64 Andujar (48) W 75 63 76(4)
60) RG R32 Veic (227) W 61 63 60
61) RG R16 Ljubicic (37) W 75 63 63
62) RG QF Soderling (5) W 64 61 76(3)
63) RG SF Murray (4) W 64 75 64
64) RG F Federer (3) W 75 76(3) 57 61
65) Davis SF Gasquet (15) W 63 60 61
66) Davis SF Tsonga (10) W 60 62 64
67) Davis F Monaco (26) W 61 61 62
68) Davis F Del Potro (11) W 16 64 61 76(0)

2012
69) RG R128 Bolelli (111) W 62 62 61
70) RG R64 Istomin (43) W 62 62 60
71) RG R32 Schwank (192) W 61 63 64
72) RG R16 Monaco (15) W 62 60 60
73) RG QF Almagro (13) W 76(4) 62 63
74) RG SF Ferrer (6) W 62 62 61
75) RG F Djokovic (1) W 64 63 26 75

2013
76) RG R128 Brands (59) W 46 76(4) 64 63
77) RG R64 Klizan (35) W 46 63 63 63
78) RG R32 Fognini (29) W 76(5) 64 64
79) RG R16 Nishikori (15) W 64 61 63
80) RG QF Wawrinka (10) W 62 63 61
81) RG SF Djokovic (1) W 64 36 61 67(3) 97
82) RG F Ferrer (5) W 63 62 63
83) Davis P.O. Stakhovsky (92) W 60 64 64

2014
84) RG R128 Ginepri (279) W 60 63 60
85) RG R64 Thiem (57) W 62 62 63
86) RG R32 L. Mayer (65) W 62 75 62
87) RG R16 Lajovic (83) W 61 62 61
88) RG QF Ferrer (5) W 46 64 60 61
89) RG SF Murray (8) W 63 62 61
90) RG F Djokovic (2) W 36 75 62 64

2015
91) RG R128 Halys (296) W 63 63 64
92) RG R64 Almagro (154) W 64 63 61
93) RG R32 Kuznetsov (120) W 61 63 62
94) RG R16 Sock (37) W 63 61 57 62
95) RG QF Djokovic (1) L 57 36 16

2016
96) RG R128 Groth (100) W 61 61 61
97) RG R64 Bagnis (99) W 63 60 63

2017
98) RG R128 Paire (45) W 61 64 61
99) RG R64 Haase (46) W 61 64 63
100) RG R32 Basilashvili (63) W 60 61 60
101) RG R16 Bautista Agut (18) W 61 62 62
102) RG QF Carreno Busta (21) W 62 20 ret.
103) RG SF Thiem (7) W 63 64 60
104) RG F Wawrinka (3) W 62 63 61

2018
105) Davis QF Kohlschreiber (34) W 62 62 63
106) Davis QF A. Zverev (4) W 61 64 64
107) RG R128 Bolelli (129) W 64 63 76(9)
108) RG R64 Pella (78) W 62 61 61
109) RG R32 Gasquet (32) W 63 62 62
110) RG R16 Marterer (70) W 63 62 76(4)
111) RG QF Schwartzman (12) W 46 63 62 62
112) RG SF Del Potro (6) W 64 61 62
113) RG F Thiem (8) W 64 63 62

2019
114) RG R128 Hanfnann (180) W 62 61 63
115) RG R64 Maden (114) W 61 62 64
116) RG R32 Goffin (29) W 61 63 46 63
117) RG R16 Londero (78) W 62 63 63
118) RG QF Nishikori (7) W 61 61 63
119) RG SF Federer (3) W 63 64 62
120) RG F Thiem (4) W 63 57 61 61

LE 120 PARTITE IN NUMERI

  • totale set disputati: 391
  • totale set vinti: 353 (90,28%)
  • totale set persi: 38 (9,72%)
  • match finiti al quinto set: 4 (3,33% del totale degli incontri, tutti vinti, di cui 1 finito ad oltranza e 2 al tie-break)
  • totale set finiti al tie-break: 33 (8,44%, di cui 24 vinti e 9 persi)
  • totale set finiti 6-0: 26 (6,65%, di cui 25 vinti e 1 perso)
  • match disputati al Roland Garros: 95 (di cui 93 vinti e 2 persi)
  • match disputati in Davis: 18 (tutti vinti)
  • top 10 incontrati: 35 (34 vittorie e 1 sconfitta)
  • n.1 incontrati: 9 (8 vittorie e 1 sconfitta)
  • finali disputate (esclusi gli incontri di finale di Davis): 19 (tutte vinte)
  • finali disputate al RG: 12 (tutte vinte)

GLI AVVERSARI AFFRONTATI

8 volte: Federer (4 RG F, 2 RG SF, 1 Montecarlo F, 1 Roma F, tutte vinte), Djokovic (2 RG F, 3 RG SF, 2 RG QF di cui uno perso, 1 Davis)

4 volte: Ferrer, Hewitt, Soderling (1 sconfitta), Thiem, Almagro

3 volte: Gasquet, Del Potro

2 volte: Coria, Roddick, Wawrinka, Murray, Ljubicic, Seppi, Bolelli, Bellucci, Monaco, Nishikori

1 volta: Verdasco, Fognini, Carreno Busta, Robredo, Berdych, Clement, Ferrero, Burgsmuller, Malisse, Grosjean, Puerta, Gaudio, Bracciali, Kim, Mathieu, Volandri, Cipolla, Montanes, Moya, Devilder, Nieminen, Querrey, Tipsarevic, M. Daniel, Gabashvili, Mina, Zeballos, Melzer, Isner, Andujar, Veic, Tsonga, Istomin, Schwank, Brands, Klizan, Stakhovsky, Ginepri, L. Mayer, Lajovic, Halys, Kuznetsov, Sock, Groth, Bagnis, Paire, Haase, Basilashvili, Bautista Agut, Kohlschreiber, A. Zverev, Pella, Marterer, Schwartzman, Hanfmann, Maden, Goffin, Londero

CONSIDERAZIONI FINALI

Delle 120 partite in questione, 95 si sono disputate al Roland Garros, 18 in Davis (imbattuto) e 7 in finali ATP (imbattuto).

Dei 95 incontri al RG ben 91 si sono conclusi con una vittoria dello spagnolo in tre o quattro set. Le altre quattro partite sono: le due perse da Soderling (2009) e Djokovic (2015), quella vinta col serbo 9-7 al quinto nella semifinale del 2013 e quella vinta 6-4 sempre al quinto con Isner al primo turno 2011.

Nelle dodici edizioni vinte, Nadal ha dovuto sconfiggere sei volte Federer e sei Djokovic.

Rafa ha vinto tutte le dodici semifinali giocate al RG (tre con Nole e due con Roger) e tutte le 12 finali parigine (quattro con Federer e due con Djokovic). Le dodici volte che è giunto in semifinale a Parigi ha dunque sempre vinto il torneo (24-0).


Re e Regine del Roland Garros

Continua a leggere

Focus

Con Djokovic nei Balcani o da Mouratoglou, dai Murray o da Binaghi: tutto il tennis di giugno

Il tour dei balcani di Djokovic, gli Assoluti italiani di Binaghi… e quelli britannici con Andy Murray. Mentre Mouratoglu sta facendo le cose in grande. Riassumiamo gli appuntamenti semi-ufficiali di questo mese

Pubblicato

il

Novak Djokovic e Dominic Thiem - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Mentre il mondo del tennis resta in trepidante attesa per le sorti di US Open e Roland Garros, la voglia di tennis giocato non lascia indifferente nemmeno gli appassionati puristi che detestano le esibizioni, Laver Cup in primis – la cui edizione 2020 è stata rinviata di un anno. In una situazione di stop forzato e ininterrotto, senza certezze di rivedere tornei ufficiali in questo disgraziato 2020, qualunque sorta di surrogato, esibizione, comparsa dei giocatori in una parvenza di torneo diventa ossigeno puro. Vediamo allora cosa ci aspetta nel mese di giugno, ben consapevoli che qualcosa si è già mosso anche per il mese di luglio (con Thiem indiscusso protagonista).

Una premessa: per il momento, tra i top 10, non hanno comunicato l’intenzione di prendere alcun impegno sul campo superiore all’allenamento Nadal, Federer, Medvedev e Tsitsipas. Rimane un po’ nel limbo Berrettini, che avrebbe dovuto giocare a West Palm Beach e si è tirato indietro causa caviglia.

13 GIUGNO-5 LUGLIO – ADRIA TOUR, IL TORNEO DEI BALCANI DI NOVAK DJOKOVIC
Il n.1 del mondo ha organizzato un torneo di beneficienza a partecipazione gratuita, l’Adria Tour, per il quale è confermata la presenza di Zverev, Thiem e Dimitrov. La particolarità, che deriva dalla politica molto aperta della Serbia in termini di eventi sportivi, è che la prima tappa di Belgrado dovrebbe essere aperta al pubblico.

PARTECIPANTI
Novak Djokovic
Alexander Zverev
Dominic Thiem
Grigor Dimitrov 
Marin Cilic
Borna Coric
Filip Krajnovic

Non è stato confermato sui social del torneo, ma dovrebbero partecipare anche Lajovic e Troicki oltre al bosniaco Dzumhur, protagonista con Nole dell’esibizione conclusiva.

 
  • 13-14 Giugno – Belgrado (Serbia, col pubblico): Zverev, Thiem, Dimitrov
  • 20-21 Giugno – Zara (Croazia)
  • 27-28 Giugno – Montenegro
  • 3-4 Luglio – Banja Luka (Bosnia)
  • 5 Luglio – Sarajevo (Bosnia): Match di esibizione tra Djokovic e Dzhumur

Ad ogni tappa prenderanno parte otto giocatori, divisi in due gruppi da quattro, coi vincenti che si sfidano in finale. Le partite saranno al meglio dei tre set con corti a quattro game, sul modello NextGen.

13 GIUGNO-12 LUGLIO – Il TORNEO DI MOURATOGLOU, Ultimate Tennis Showdown (UTS)

PARTECIPANTI
David Goffin
Felix Auger-Aliassime
Dustin Brown
Lucas Pouille
Benoit Paire
Alexei Popyrin

All’evento avrebbe dovuto partecipare anche Fabio Fognini, ma l’operazione alle caviglie lo estromette dalla contesa.

Nelle intenzioni si dovrebbe giocare per cinque week-end consecutivi, da sabato 13 Giugno a domenica 12 Luglio: 50 match complessivi, 10 a settimana (cinque al sabato e cinque alla domenica). Quello che sembra a tutti gli effetti, conoscendo l’intraprendenza (per usare un eufemismo) di Patrick Mouratoglu, un torneo volto ad aprire la costituzione di una vera e propria nuova lega, nonostante le rassicurazione del coach di Serena Williams e Tsitsipas, scatterà sabato 13 Giugno salvo nuovi rinvii.

Auger-Aliassime, l’ultimo tennista ad aver confermato la sua presenza

Vista la situazione molto provvisoria tra leggi nazionali ed internazionali, e considerata l’intenzione di Mouratoglou di dare seguito all’evento per tutta la stagione, format, numero di giocatori e durata della manifestazione sono informazioni molto vaghe. Sul sito ufficiale, si legge che al momento si vogliono includere dieci giocatori (due top 10, quattro dei primi 30, due Next Gen e due dei primi 150 del ranking), inizialmente scelti sulla base della classifica ATP sebbene rimanga un torneo a inviti.

Quel che è noto è che alla fine dei 50 match ci sarà una fase finale “thrilling– così scrive il sito – quindi aspettiamoci molta fantasiosità e poca meritocrazia, sul modello della Laver Cup. Forse è proprio quello che serve in un periodo così, sebbene esista il rischio che nel tentativo di evolversi il tennis finisca per stravolgersi, anche perché è possibile che il circuito UTS sarà ancora in auge dopo la ripartenza del circuito. Il primo match previsto è Goffin-Popyrin, sabato 13 Giugno.

21 GIUGNO – CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI + TORNEO INTERNAZIONALE (29 GIUGNO)

PARTECIPANTI
Salvatore Caruso
Federico Gaio
gli altri da definire

Todi ospiterà il ritorno, dall’ultima edizione svoltasi nel 2005, dei Campionati italiani assoluti. Sono in programma sia i campionati individuali maschili che femminili, rispettivamente con 32 giocatori e 16 giocatrici in tabellone. Dal momento che l’attività agonistica sportiva deve attendere il via libera del Governo, al momento è nota solo la sede di Todi e la data aggiornata al 21 Giugno. Non sono noti i nomi dei partecipanti, a parte le conferme di Caruso e Gaio e la certa assenza di Fognini, che si è operato a entrambe le caviglie e starà fuori un paio di mesi. Vedremo se Berrettini – ancora in Florida – e Sinner saranno al via.

Nelle ultime ore è arrivata anche la conferma, tramite comunicato, che a partire dal 29 giugno si giocherà un secondo evento del MEF Tennis Tour aperto anche a tennisti stranieri sui campi di Perugia.

Challenger Barellona – Salvatore Caruso foto da Twitter @SanchezCasal

23-28 GIUGNO – GLI ASSOLUTI DI GRAN BRETAGNA DI JAMIE MURRAY, Battle of Brits

PARTECIPANTI
Andy Murray
Dan Evans
Kyle Edmund
Cameron Norrie
Jay Clarke
Liam Broady
Jack Draper
James Ward

Jamie Murray si è mosso come il migliore PR per coinvolgere, con tanto di gruppo WhatsApp, i suoi connazionali per mettere in piedi una sorta di Assoluti del Regno Unito. Il nome evoca una contesa pugilistica: “Battle of the Brits”. Il ricavato andrà in beneficienza per il servizio sanitario britannico (NHS, che ha avuto come paziente eccellente il primo ministro Boris Johnson, pesantemente affetto da COVID-19). Si tratta di un‘esibizione a porte chiuse indoor, trasmessa in diretta streaming da Amazon Prime, che prevede di raccogliere almeno 100.000 sterline per l’NHS, ma ci sarà anche un montepremi per i giocatori ancora da definire. Il torneo si disputerà dal 23 al 28 Giugno e sarà sul modello delle ATP Finals, garantendo ai giocatori almeno tre match (quindi aspettiamoci due gironi e semifinali e finale, con tanto di ragionieri e pallottoliere per calcolare possibili abbinamenti ed eliminazioni).

Di sicuro sarà da non perdere perché tra i partecipanti di sarà Andy Murray, oltre a Dan Evans, Kyle Edmund e Cameron Norrie, Jay Clarke, Liam Broady, Jack Draper, James Ward. “Andy può verificare il recupero della sua anca”, ha detto suo fratello Jamie. Il campione di Wimbledon 2013 e 2016 è fermo da tre mesi per un problema conseguente all’operazione all’anca del Gennaio 2019, decisa da Murray dopo lo struggente match agli Australian Open contro Roberto Bautista Agut.

Jamie, autentico promoter dell’evento, ha sottolineato che i giocatori sono eccitati all’idea di sfidarsi per la prima volta tra loro con un titolo in palio. Insomma, questi Assoluti britannici qui hanno molto appeal, anche perché il periodo è quello di Wimbledon. Quel furbacchione di Binaghi, in caso Roma dovesse saltare e gli Assoluti non attirare i migliori, è facile che le proverà tutte imbastire un torneo sulla terra di Roma a Settembre con i migliori tennisti italiani, sperando nel pronto recupero di Fognini. Dovrà però vincere la concorrenza di Madrid, come spiegato da un editoriale del direttore; noi di Ubitennis per primi lo appoggeremmo.

ESIBIZIONI LOCALI

Tenendo a mente che ormai da diversi giorni sui campi di Bradenton si giocano le International Tennis Series e sempre negli Stati Uniti compaiono qui e là altre esibizioni – come il MatchPlay 120, sia maschile che femminile – e che in alcune nazioni europee come l’Austria (dove Thiem è ovviamente sceso in campo, e vi tornerà proprio oggi) sono partiti mini-tornei tra giocatori locali che si snodano nell’arco di più giorni, anche in altri paesi d’Europa è previsto del tennis a giugno.

Sicuramente in Repubblica Ceca, dove all’esibizione vinta da Kvitova e Vrbenský farà seguito dal 13 al 15 giugno un evento di beneficenza con due squadre capitanate da Kvitova e Pliskova.

In Croazia si giocherà il ‘Croatian Premier Tennisdal 4 al 7 giugno, per iniziativa di Donna Vekic, con partite sia maschili – ci saranno Cilic e Coric – che femminili. In Serbia, oltre alla tappa del circuito messo insieme da Djokovic, si giocherà anche dal 15 giugno a Belgrado un evento misto organizzato da Tipsarevic, che oltre a tennisti serbi vedrà la partecipazione di Coric, Dzumhur e Basilashvili al maschile, Zidansek, Begu e forse anche la nostra Jasmine Paolini al femminile.

Si dovrebbe giocare anche indoor in un’accademia in Russia, a Khimki (non troppo lontano da Mosca), con la partecipazione di diversi top 100. Mancano le date, ma l’intenzione c’è. La voglia di tennis è forte ovunque.

Continua a leggere

Italiani

Quando Panatta ‘bullizzò’ Solomon: “E tu con quel fisico lì penseresti di battermi?”

L’Equipe rievoca il doppio miracolo di Panatta a Roma e Parigi nel 1976, con la frase di Adriano che turba l’americano davanti allo specchio poco prima della finale. “Gli 11 match point salvati contro Wawrwick? Mai pensato di perdere!”. Un giornalista piangerà in tribuna

Pubblicato

il

Adriano Panatta con il trofeo del Roland Garros 1976

In questi giorni in cui avrebbe dovuto svolgersi il Roland Garros, il giornale francese L’Equipe non ha mancato di rievocare lo storico trionfo del 1976 di Adriano Panatta. L’eccellente articolo di Vincent Cognet ripercorre l’exploit dell’unico tennista azzurro (tra gli uomini) ad aver conquistato uno Slam in singolare nell’Era Open. Prima di alzare al cielo il trofeo di Roma – peraltro proprio in questo giorno, era il 30 maggio 1976 – e del Roland Garros, Adriano vive in entrambi i tornei un percorso da brividi; si trova sull’orlo del baratro più e più volte, si salva in extremis per poi sbaragliare tutti al traguardo. Insomma, un vero e proprio festival di match point salvati all’ultimo respiro e all’ultimo tuffo, diventato leggenda.

Cognet ricorda dapprima l’incredibile rimonta di Max Decugis che all’Exposition Universelle di Bruxelles nel 1910 batte il neozelandese Tony Wilding 3-6 0-6 7-5 6-0 6-0 dopo essere stato in svantaggio per 6-3 6-0 5-0. “La polvere del tempo ha ricoperto quell’episodio incredibile, ma anche quel che accade in 10 settimane della primavera 1976 a Adriano Panatta non è da meno“. Al torneo di Nizza, l’italiano salva otto match point al primo turno contro il giapponese Jun Kuki (5-7 6-4 9-7). Un segno premonitore? Certamente un assaggio di quelli che avrebbe salvato quasi due mesi dopo, a Roma, ancora al primo turno, opposto all’australiano Kim Warwick (3-6 6-4 7-6). In svantaggio 2-5 al terzo set, Adriano salva la bellezza di undici match point per poi conquistare il torneo sconfiggendo in finale Guillermo Vilas.

Due settimane dopo, il tennista romano ottiene il sigillo più prestigioso in carriera, la vittoria al Roland Garros. Ancora una volta, il primo turno è da brividi. L’avversario, il cecoslovacco Pavel Hutka, ha il matchpoint per mandare a casa Panatta, ma questi sembra avere una bacchetta magica al posto della racchetta ed estrae dalle corde un salvataggio a dir poco miracoloso: “Francamente, non credo ci sia una ragione che possa spiegare tutto questo” ammette Adriano a L’Equipe, “non c’è un segreto per salvare 11 match point. Ci vuole fortuna. È un po’ il destino.. “.

 

All’epoca – ricorda Vincent Cognet – i giocatori non beneficiavano di una settimana di recupero tra il torneo di Roma e il Roland Garros. E Panatta non aveva davvero troppi punti in comune con l’ascetico Ivan Lendl. Non era davvero famoso per il suo rigore in fatto di alimentazione e stile di vita. Di sicuro non si era certo negato la gioia di festeggiare degnamente la vittoria romana”.

QUEGLI INCREDIBILI 11 MATCHPOINT, 10 SUL SERVIZIO DI WARWICK!

La cosa più incredibile – scrive ancora il collega francese riportando le parole del direttore Scanagatta (che lui definisce ‘la memoria vivente del giornalismo italiano’) – è che Adriano ha salvato dieci match point sul servizio di Warwick! Le prime due sul 5-2 40-15. Gli è riuscito tutto alla perfezione, tra cui una favolosa volée alta di rovescio, con la schiena rivolta alla rete, sulla nona palla del match. Soltanto una volta ha approfittato di una risposta sbagliata. Per il resto, è andato sempre lui a cercarsi i punti. Vi lascio immaginare l’atmosfera sul Centrale del Foro Italico. Ma la cosa più straordinaria è accaduta in conferenza stampa durante la quale Adriano ci ha confidato di non aver mai pensato di poter perdere quel match!.

Di solito giocavo meglio al Roland Garros che a Roma“, spiega Panatta a Cognet, “in Italia c’erano troppe aspettative. Ma, dopo aver battuto Warwick, credo di essermi sbloccato. Ho cominciato a giocare con una grande serenità. Rilassato, giocavo molto bene e tutto mi sembrava facile“.

Ma le emozioni non erano finite. A Roma, nell’incontro di quarti di finale contro Solomon, a causa dei precedenti numerosi errori arbitrali a favore dell’azzurro commessi dai giudici di linea – coloro che Gianni Clerici all’epoca aveva asserito essere “affetti da miopia patriottica” – è Panatta a suggerire di arbitrarsi da soli in caso di palle incerte. E sulle prime cinque chiamate discutibili proprio Panatta rende il punto in quattro occasioni all’americano. Solomon, indietro 4-0 nel terzo, conquista cinque giochi di fila e serve quindi per il match sul 5-4.

Il direttore Scanagatta – questo è sempre quanto scrive Vincent Cognet – ricorda che, sullo 0-15, “Panatta gioca un lob che viene giudicato buono. Salomon pensa sia fuori ma la chiamata ‘out’ non arriva. Colpisce allora la palla come può ma il suo dritto finisce fuori. Il giudice di linea e quello di sedia sono convinti che la palla di Panatta sia buona. Dopo il match ho chiesto a una trentina di spettatori che ritenevo neutrali cosa ne pensassero e molti di loro, tra cui Newcombe, si dichiararono d’accordo con gli arbitri. Ma Solomon, furioso, non ci sta. Sullo 0-30 rifiuta di continuare a giocare, se la decisione non viene modificata. Ovviamente il pubblico va in escandescenze. L’arbitro di sedia chiede ben otto volte a Solomon di riprendere l’incontro: ‘O giochi oppure te ne vai’. Lì Solomon prende le racchette sottobraccio e se ne va!”.

L’incidente non contribuirà a creare un’amicizia tra i due tennisti. Panatta si lamenterà: “Solomon si è comportato male con il pubblico e ancora di più con me“.

IL MIRACOLO PARIGINO, CON SOLITO BRIVIDO AL PRIMO TURNO

Due giorni dopo la vittoria in finale con Vilas a Roma, Panatta deve affrontare al primo turno del Roland Garros Pavel Hutka, un cecoslovacco dal gioco molto complicato (serviva con una mano, giocava il dritto con l’altra, il rovescio lo faceva con due; n.d.r.). Sarà una lunga via crucis. Al quinto set, l’azzurro salva un match point con un formidabile tuffo a rete degno del miglior Becker: “L’ho rivisto spesso” confessa Panatta, “perché Gil de Kermadec (fondatore del servizio audiovisivo della Federazione francese, n.d.r) aveva realizzato un filmato sul torneo. Beh, è un misto di fortuna e tecnica. Oggi viene chiamata ‘veronica’. Ma poi sono riuscito a recuperare e ho giocato molto bene”.

Ai quarti di finale, il suo cammino incrocia quello di Björn Borg: Dopo la mia vittoria agli ottavi contro Franulovic, sono tornato all’hotel a Saint-Germain-de-Prés. Poi, al Café des Arts ho guardato la sua partita con François Jauffret (vinta da Borg 10-8 al quinto set!). Facevo il tifo per Borg. Perchè perché mi piaceva affrontarlo mentre odiavo giocare contro François. È strano ma è così!“. (n.d.r. Panatta ha perso da Jauffret, che l’attaccava palla dopo palla sul suo rovescio, più d’una volta, inclusa una in Coppa Davis che di fatto ha comportato il successo della Francia sull’Italia).

Come già nel 1973, Adriano batte lo svedese (6-3 6-3 2-6 7-6) restando l’unico tennista ad averlo superato sulla terra parigina (Borg ha vinto sei edizioni del Roland Garros in otto partecipazioni; nelle altre due occasioni ha perso contro Panatta). “A Björn non piaceva giocare contro di me” dichiara Panatta, “perché non gli davo alcun ritmo. Variavo moltissimo e andavo sempre avanti. Con me ogni punto era diverso e lo facevo soffrire con le mie smorzate. Di dritto, con lo stesso movimento, riuscivo a giocare sia una smorzata, sia un vincente sia uno slice d’attacco. Così lo destabilizzavo. Poi cercavo di farlo venire a rete. Non volevo assolutamente che restasse a fondo a giocando al suo stesso ritmo“. I due erano, e lo sono sono tutt’ora, molto amici: “Alla base della nostra amicizia c’è un grande rispetto reciproco. Eppure lo prendevo spesso in giro: ‘A te non ti piace giocare contro di me eh?!” Ma Björn non si arrabbiava, dimostrava sempre sense of humour“.

In finale, due settimane dopo lo psicodramma di Roma, Panatta ritrova Solomon. Negli spogliatoi, Adriano stuzzica e non perdona: “Mi sono avvicinato a Solomon, che era davanti allo specchio ed era davvero piccolino (1,68 m) e lì gli ho proprio detto: ‘Ma dai su… guardati bene! Come puoi pensare di riuscire a battermi oggi?’ Beh, ok, non sono stato troppo… gentile ma è andata proprio così, è una storia vera“. Panatta diventa il primo giocatore italiano a imporsi a Roma e Parigi dopo Nicola Pietrangeli nel 1960. Ed entra nella storia.

All’epoca, per Ubaldo Scanagatta, era il primo Roland Garros da inviato. Alla vista di quanto accade, sul suo viso comparvero diverse lacrime. “Da junior facevo parte dei migliori giovani italiani ” racconta il Direttore a Cognet, “e (nel college di Formia) mi trovavo con Adriano, Paolo Bertolucci e diversi altri. Un giorno, tutti insieme, abbiamo fatto un patto: se uno di noi un giorno avesse vinto un torneo importante, sarebbe stata la vittoria di tutti. E allora, sul match point, ho ripensato a quel giorno e a quel momento. Ero così commosso da mettermi a piangere come un vitello. Accanto a me c’era una collega tedesca, davvero molto carina. Vedendomi in quello stato, mi ha abbracciato e mi ha detto: ‘Dai, su coraggio!‘ Posso proprio dire che è stato un bel momento!“.

Traduzione di Laura Guidobaldi

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement