WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

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WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

L’australiana vince il suo primo Major in carriera e si porta a 136 punti dalla vetta. Vondrousova e Konta entrano in top20

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Come già sapete, sono quattro le principali protagoniste in positivo della classifica post Roland Garros:  Ashleigh Barty, Marketa Vondrousova, Johanna Konta e Amanda Anisimova.

L’australiana, vincitrice del torneo, sale di 6 posti e si posiziona alle spalle della n.1, Naomi Osaka. Barty è a soli 136 punti dalla leader della classifica. Da quando ha conquistato la vetta, a fine gennaio 2019, la giapponese non è sembrata inattaccabile, tanto che Kvitova, Halep e altre hanno avuto in questi mesi la possibilità di superarla. Senza riuscirci. Ce la farà Barty? Nell’immediato futuro, Ashleigh ha più punti in scadenza rispetto a Naomi: entrambe sono arrivate al 3° turno a Wimbledon l’anno scorso, ma l’australiana ha anche raggiunto i quarti a Eastbourne e ha vinto il torneo di Nottingham.

Marketa Vondrousova sale di 22 posti e per soli 5 punti non entra in top15. Si ferma infatti al n.16. Dopola finale a Instanbul e i quarti a Roma, la finale a Parigi è molto di più che una conferma per la giovanissima ceca. Sull’erba, l’anno scorso, non ha raccolto nulla: sempre fuori al primo turno nei tornei ai quali ha partecipato, incluso Wimbledon. Quest’anno può solo fare meglio e se ci riuscirà, potrà avvicinarsi alla top10, dalla quale dista poco più che 800 punti.

 

Johanna Konta risaledi 8 posizioni e rientra in top20, al n.18. Nel recente passato è stata n.4, è arrivata in finale a Madrid quest’anno e la semifinale appena raggiunta a Parigi si affianca a quelle di Melbourne e di Wimbledon,  rendendo, di fatto, il suo palmarès Slam molto variegato. La prossima scadenza è la finale a Nottingham, persa proprio da Barty un anno fa. I punti in uscita non dovrebbero farla retrocedere, se non di poche posizioni, ma il suo obiettivo dovrebbe essere fare bene a Wimbledon, dove, appunto, è già stata in semifinale.

Amanda Anisimova, invece, fa un balzo di 25 posti e si ritrova al n.26. Alla sua prima semifinale Slam dopo solo 4 partecipazioni (ricordiamo anche gli ottavi raggiuti a gennaio in Australia), 17 anni, ha tutto da guadagnare nel prosieguo della stagione. Basti pensare che ora sull’erba non ha punti da difendere: nel 2018, a seguito di un infortunio, ha saltato tutta la stagione verde, rientrando a fine luglio al torneo di San José. Un suo prossimo ingresso in top20 sembra scontato.

Per quanto riguarda la top10-top20, il Roland Garros ha cambiato molti dei valori in campo.  Simona Halep, campionessa uscente a Parigi, perde ben 5 posti e sprofonda al n.8: non si trovava così in basso da maggio 2017. Male anche la finalista di un anno fa, Sloane Stephens (-2, n.9) e le semifinaliste, Madison Keys (-3, n.18) e Garbiñe Muguruza (-6, n.25), che esce dalle venti. Anche Anett Kontaveit perde 3 posti, ma resta in top20, proprio al n.20.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6486 19
2 6 Ashleigh Barty 6350 18
3 -1 Karolina Pliskova 5685 22
4 0 Kiki Bertens 5345 25
5 1 Petra Kvitova 4925 21
6 -1 Angelique Kerber 4675 20
7 2 Elina Svitolina 3967 18
8 -5 Simona Halep 3963 16
9 -2 Sloane Stephens 3682 20
10 1 Aryna Sabalenka 3565 26
11 -1 Serena Williams 3411 12
12 0 Anastasija Sevastova 3366 25
13 2 Belinda Bencic 2953 27
14 -1 Caroline Wozniacki 2833 18
15 1 Qiang Wang 2752 22
16 22 Marketa Vondrousova 2747 16
17 -3 Madison Keys 2615 14
18 8 Johanna Konta 2555 23
19 -1 Julia Goerges 2400 25
20 -3 Anett Kontaveit 2335 23

Raggiungono il loro best ranking Donna Vekic (+2, n.22), Petra Martic (+7, n.24), Sofia Kenin (+5,n.30). Rientra in top50 Kristina Mladenovic (+5, n.48), vincitrice del torneo di doppio e nuova n.1 di specialità. Ottimi progressi anche per  Iga Swiatek (+37, n.67), Kaia Kanepi (+17, n.71), Anastasia Potapova (+7, n.74), la giustiziera di Kerber, Laura Siegemund 8+11, n.84) e Aliona Bolsova (+47, n.90).

Perdono invece posizioni nomi eccellenti, tra i quali spicca sicuramente Maria Sharapova (-37, n.86), forse davvero al capolinea della sua carriera. Le altre sono:

  • Caroline Garcia (-6, n.28)
  • Daria Kasatkina (-8, n.29)
  • Lesia Tsurenko (-5, n.32)
  • Mihaela Buzarnescu (-7, n. 40)   
  • Yulia Putintseva (-15, n.43)
  • Barbora Strycova (-9, n.49)
  • Alizé Cornet (-6, n. 54)
  • Daria Gavrilova (-12, n.73)
  • Samantha Stosur (-13, n.109)      

CASA ITALIA

Ancora due posti in meno per Camila Giorgi, che settimana dopo settimana si allontana dal suo best ranking (n.26). Oggi è n.39 e si avvicina la cambiale dei quarti a Wimbledon. Se non riuscirà a ripetersi potrebbe precipitare oltre il 60° posto. Pur sconfitte al primo turno al Roland Garros, guadagnato molti posti  Jasmine Paolini (+59, n.151), vincitrice anche dell’ITF di Brescia, e  Giulia Gatto-Monticone (+10, n.154). nelle retrovie, Cristiana Ferrando fa un balzo di 66 posti fino al n.357. In forte discesa invece Anastasia Grymalska (-19, n.301), Stefania Rubini (-43, n.352) e Sara Errani (-79,n .366).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
39 -2 Camila Giorgi 1345 17
151 59 Jasmine Paolini 395 31
154 10 Giulia Gatto-Monticone 387 29
164 -8 Martina Trevisan 360 23
195 -9 Martina Di Giuseppe 297 28
300 -4 Jessica Pieri 153 22
301 -19 Anastasia Grymalska 153 29
315 7 Deborah Chiesa 143 28
352 -43 Stefania Rubini 121 20
357 66 Cristiana Ferrando 116 20
366 -79 Sara Errani 111 12
384 8 Gaia Sanesi 100 16
396 3 Lucrezia Stefanini 94 20
405 20 Lucia Bronzetti 91 19
425 -17 Georgia Brescia 80 16
446 -10 Martina Caregaro 72 14
468 -3 Martina Colmegna 61 21
491 13 Dalila Spiteri 53 9
492 13 Federica Di Sarra 53 18
528 25 Verena Meliss 42 14

NEXT GEN RANKING

Marketa Vondrousova è la nuova regina del ranking dedicato alle under20. Supera Bianca Andreescu, mentre Anisimova si porta al n.3. Dayana Yastremska retrocede di due posti (n.4). Entra in classifica al cinese Xiyu Wang (n.10), al posto di Elena Rybakina. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 2 Marketa Vondrousova 1999 16
2 -1 Bianca Andreescu 2000 23
3 1 Amanda Anisimova 2001 26
4 -2 Dayana Yastremska 2000 35
5 1 Iga Swiatek 2001 67
6 -1 Anastasia Potapova 2001 74
7 0 Whitney Osuigwe 2001 116
8 0 Olga Danilovic 2001 122
9 0 Kaja Juvan 2000 123
10 Xiyu Wang 2000 128

NATION RANKING

Cambio al vertice anche nel ranking per compagini nazionali. La Repubblica Ceca supera gli Stati Uniti. Crolla in decima posizione la Russia. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 1 Repubblica Ceca 24
2 -1 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 74
4 0 Germania 81
5 0 Bielorussia 88
6 0 Cina 110
7 2 Spagna 120
8 0 Australia 122
9 1 Romania 125
10 -3 Russia 127
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6486 19
2 6 [AUS] Ashleigh Barty 23 6350 18
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 27 5685 22
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 5345 25
5 1 [CZE] Petra Kvitova 29 4925 21
6 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4675 20
7 2 [UKR] Elina Svitolina 24 3967 18
8 -5 [ROU] Simona Halep 27 3963 16
9 -2 [USA] Sloane Stephens 26 3682 20
10 1 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3565 26
11 -1 [USA] Serena Williams 37 3411 12
12 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3366 25
13 2 [SUI] Belinda Bencic 22 2953 27
14 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 2833 18
15 1 [CHN] Qiang Wang 27 2752 22
16 22 [CZE] Marketa Vondrousova 19 2747 16
17 -3 [USA] Madison Keys 24 2615 14
18 8 [GBR] Johanna Konta 28 2555 23
19 -1 [GER] Julia Goerges 30 2400 25
20 -3 [EST] Anett Kontaveit 23 2335 23
21 -1 [BEL] Elise Mertens 23 2195 26
22 2 [CRO] Donna Vekic 22 2110 22
23 0 [CAN] Bianca Andreescu 18 2013 19
24 7 [CRO] Petra Martic 28 1975 20
25 -6 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1925 21
26 25 [USA] Amanda Anisimova 17 1890 16
27 -2 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1885 24
28 -6 [FRA] Caroline Garcia 25 1885 23
29 -8 [RUS] Daria Kasatkina 22 1790 22
30 5 [USA] Sofia Kenin 20 1743 24
31 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1732 22
32 -5 [UKR] Lesia Tsurenko 30 1657 18
33 -3 [GRE] Maria Sakkari 23 1582 25
34 2 [USA] Danielle Collins 25 1572 22
35 -3 [UKR] Dayana Yastremska 19 1560 24
36 -2 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1490 21
37 2 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1432 24
38 4 [CZE] Katerina Siniakova 23 1387 25
39 -2 [ITA] Camila Giorgi 27 1345 17
40 -7 [ROU] Mihaela Buzarnescu 31 1345 25
41 0 [SVK] Dominika Cibulkova 30 1333 17
42 1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1320 18
43 -15 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1270 23
44 2 [SVK] Viktoria Kuzmova 21 1265 28
45 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1210 27
46 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1185 23
47 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1168 26
48 5 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1150 27
49 -9 [CZE] Barbora Strycova 33 1125 23
50 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1120 22
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 5 [AUS] Ashleigh Barty 4175 7
2 -1 [CZE] Petra Kvitova 3525 11
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 3401 9
4 -1 [JPN] Naomi Osaka 3091 9
5 -1 [NED] Kiki Bertens 2781 13
6 -1 [SUI] Belinda Bencic 2419 14
7 9 [CZE] Marketa Vondrousova 2350 7
8 -1 [ROU] Simona Halep 2327 9
9 4 [GBR] Johanna Konta 1908 10
10 -2 [CAN] Bianca Andreescu 1827 10
11 -2 [GER] Angelique Kerber 1630 11
12 -2 [UKR] Elina Svitolina 1507 9
13 16 [USA] Amanda Anisimova 1494 10
14 7 [USA] Sloane Stephens 1322 10
15 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 1320 10
16 6 [CRO] Petra Martic 1287 9
17 -5 [USA] Danielle Collins 1233 11
18 8 [USA] Madison Keys 1230 7
19 -1 [CRO] Donna Vekic 1206 10
20 -9 [EST] Anett Kontaveit 1176 11

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Parigi dà, Parigi toglie: un anno di Marco Cecchinato

Dalla semifinale del Roland Garros 2018, al primo turno del 2019. Dall’obiettivo top 10, al numero 40 del mondo. Da Vagnozzi a Uros Vico. Un bilancio degli ultimi 12 mesi di Marco, che oggi debutta sull’erba del Queen’s contro Raonic

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

È il 18 giugno 2019 e due settimane fa Marco Cecchinato ha perso il suo incontro di primo turno al Roland Garros, facendosi rimontare due set da Nicolas Mahut (non certamente avvezzo alla terra battuta). È invece notizia di una settimana la separazione con il suo allenatore Simone Vagnozzi (potete leggere qui l’intervista realizzata con lui dal direttore), con cui ha condiviso tutta la fase ascendente della sua carriera. Un anno fa tutto questo non sembrava possibile. Dopo la storica vittoria contro Novak Djokovic a Parigi, e una sconfitta onorevole in semifinale contro Thiem, per Marco Cecchinato sembravano essersi aperte le porte di orizzonti inesplorati da decenni nel tennis italiano.

La vittoria di Umago a luglio 2018 aveva lasciato la sensazione di un giocatore che era esattamente quello visto al Roland Garros, un top 5 sulla terra. Fino a qui, tutto bene. Ma come continua un noto film, il problema “non è la caduta, ma l’atterraggio”, che in questo caso è ben rappresentato dai 720 punti persi con la sconfitta contro Mahut. Quello che vogliamo fare è provare a riavvolgere il nastro, partendo proprio dal post Roland Garros per vedere cosa è andato storto nella stagione e soprattutto nel tennis di Marco Cecchinato.

Marco Cecchinato – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

DA PARIGI A LONDRA – Dopo la sbornia del Roland Garros l’avventura di Cecchinato sull’erba non partiva con premesse incoraggianti. In tutta la carriera aveva giocato solamente una partita sull’erba, al primo turno di Wimbledon 2017 contro Nishikori (sconfitto 6-2 6-2 6-0). In generale proprio il gioco di Cecchinato, estremamente tarato per la terra battuta con il suo spin su dritto e rovescio, non dava molte speranze per una grande stagione su erba. Quindi non c’erano molte pressioni per Cecchinato ai nastri di partenza di Eastbourne 2018, dove si presentava come quarta testa di serie. Alla fine raggiunge un buon risultato, perdendo solo in semifinale contro Lacko, giocatore molto più adatto alla superficie. In generale nelle sfide vinte con Millman (5-7 6-3 6-2) e Istomin (4-6 6-4 7-5) si intravedeva un giocatore non proprio da erba ma che aveva comunque nel servizio e nel dritto due buone armi per non sfigurare sui prati.

A Wimbledon il sorteggio gli riserva il Next Gen De Minaur, di sette anni più giovane ma con già trenta partite sull’erba in carriera e generalmente dei colpi molto più piatti e adatti al veloce. La partita è molto lottata e dopo aver perso il primo set Cecchinato sembra addirittura poterla rimettere in carreggiata, ma paradossalmente il tennista australiano fa valere la miglior esperienza sulla superficie e chiude 6-4 6-7 7-6 6-4. In sostanza si può definire la stagione 2018 sull’erba come discreta, contando le premesse iniziali e la poca esperienza. Dei miglioramenti sul veloce che potevano far ben sperare in vista dell’estate sul cemento americano, che invece comincerà a mostrare le prime crepe nel gioco di Cecchinato. Ma il calendario ATP viene in aiuto di Marco con una nuova possibilità di riscatto (e di accumulo punti), lo swing estivo su terra, e Ceck decide di giocare Umago e Amburgo.

 

IL RITORNO SUL ROSSO – In Croazia Cecchinato si presentava come secondo favorito del seeding, con le altre tre teste di serie rappresentate da Dzumhur, Ramos-Vinolas e Rublev (in quel momento storico in cui sembrava ancora una promessa) e altri come Pella, Haase, Fucsovics e Paire. Sicuramente non un tabellone eccellente, ma comunque con tennisti di buon livello ed esperti della superficie. Marco porterà a casa il titolo, soffrendo soltanto all’esordio contro Jiri Vesely, e battendo poi nell’ordine (senza lasciare set per strada) Djere, Trungelliti e Pella. Guardando la finale, la sensazione era che Cecchinato fosse nettamente fuori scala per il livello di un ATP 250, con una brillantezza di tennis, tra palle corte e un dritto alla Fernando Gonzalez, che sembrava confermare il livello raggiunto contro Djokovic a Parigi.

Un’idea non scalfita nemmeno dalla sconfitta contro Monfils al primo turno di Amburgo. Una battuta d’arresto riconducibile al classico teorema per cui chi vince il torneo precedente, perde (quasi) sempre al primo turno di quello successivo. E per Cecchinato arrivava così il primo vero banco di prova per il suo nuovo status, la stagione sul cemento americano. Che poteva addirittura portargli in dote una clamorosa top 10 (Marco era numero 9 della Race in quel momento).

IL FLOP CEMENTO – La prima partita di Cecchinato sul duro è estremamente esemplificativa dell’efficacia del suo tennis sul cemento fino a quel momento. Perde contro Tiafoe (7-6 6-1) a Montréal, dando l’impressione di non riuscire praticamente mai a prendere il tempo in risposta a un ottimo battitore come lo statunitense, una costante delle sue prestazioni sul veloce. Storia simile contro Mannarino a Cincinnati, altro giocatore molto più esperto di lui sulla superficie, dove perde 6(7)-7 6-2 7-6(7) lasciando per strada quattro palle break nel terzo e addirittura un match point sul 6-5 sul servizio di Mannarino.

I miglioramenti sono incoraggianti ma rimane evidente un aspetto del suo tennis sul cemento, scarsa capacità in risposta (soprattutto in relazione all’anticipo sulla palla) e dipendenza quasi totale dal servizio, tanto che le sue partite per tutto il finale di stagione sul cemento avranno punteggi karloviciani con ben dieci tiebreak giocati e numerosissimi set chiusi sul 7-5 o 6-4. Non abbastanza per competere sulla superficie. Cecchinato arriva ai nastri di partenza dell’US Open con zero vittorie sul cemento nel circuito maggiore, ma il sorteggio è favorevole e gli mette contro un Benneteau in odore di ritiro. Cecchinato disputa due set ottimi, finalmente con un’ottima costruzione di gioco, mostrando soprattutto grande confidenza col dritto che sembra finalmente essersi tarato per potenza (sempre avuta) con il duro.

Vince il primo set 6-2 in scioltezza e va subito avanti 2-0 nel secondo, tutto sembra andare nella direzione giusta. Cecchinato però ha un passaggio a vuoto nel game successivo e subisce il controbreak. È la svolta della partita, Benneteau si aggrappa allo schema servizio-dritto e vince il tiebreak del secondo set. Nonostante manchi un’infinità e Benneteau non sembri proprio il Djokovic del 2011, Cecchinato perde completamente intensità da fondo e la partita scivola via 2-6 7-6(5) 6-3 6-4. Una sconfitta per certi versi incredibile, che chiude la parte di stagione sul cemento americano con zero vittorie all’attivo. E si inizia ad intravedere un Cecchinato molto diverso a livello mentale da quello visto sulla terra, molto più bloccato e che tende a disunirsi appena le cose si complicano.

ULTIMI SCAMPOLI DI STAGIONE – La trasferta asiatica riserva molte più soddisfazioni al tennista italiano, che coglie la sua prima vittoria nel circuito maggiore sul cemento (indoor) di San Pietroburgo contro quel Lacko che l’aveva battuto in semifinale ad Eastbourne. Al turno successivo perde 7-6 6-3 contro Bautista-Agut, ma è una sconfitta che può starci, vista la differenza di esperienza sul duro. A Pechino arriva invece la prima vittoria in carriera sul cemento outdoor, battendo un Baghdatis (1-6 6-4 7-5) che lo domina nettamente nel primo set ma che diventa letargico nel prosieguo dell’incontro. L’azzurro viene poi eliminato al turno successivo da Fucsovics in una partita senza storia.

L’apogeo (finora) della carriera di Cecchinato sul veloce è quello del Masters di Shanghai, dove fa una mezza impresa battendo Simon al primo turno, avversario decisamente temibile sul cemento, per 6-7 6-4 7-6, nella classica partita tirata del ‘Cecchinato-sul-duro’, che sostanzialmente sul cemento gioca come i grandi battitori. Al turno successivo Cecchinato dà altre buone indicazioni sul suo stato mentale rimontando anche Chung in una partita pressoché identica a quella con Simon, regalandosi i sedicesimi nel rematch contro Djokovic. Un Nole che, giusto per dovizia di particolari, nel frattempo ha fatto il percorso opposto di Cecchinato, vincendo due Slam. Incredibilmente nel primo set la partita è tirata.

Marco ha anche la chance per il break nel quarto game, ma dopo aver perso la battuta sul 3-3, Djokovic chiude 6-4 il primo set e la partita sostanzialmente finisce lì, con Cecchinato che chiude il suo, alla fine positivo, viaggio asiatico rimediando un bagel. Essenzialmente chiude a Shanghai anche la stagione 2018, dato che perde, senza vincere nemmeno un set, contro Mannarino, Laaksonen e Sousa negli ultimi tre tornei stagionali. Partite giocate con la spia della riserva accesa. Il finale di stagione negativo non toglie nulla alla clamorosa cavalcata di Cecchinato, che chiude il 2018 con il best ranking di 20 del mondo ed un clamoroso guadagno di 89 posizioni.

Marco Cecchinato – Parigi-Bercy 2018 (foto Erika Tanaka)

SEGUE A PAGINA 2: IL 2019 DEL CECK

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ATP

Medvedev e Cilic si scuotono al Queen’s. Rientro con successo per Anderson

LONDRA – Cambiamento, fiducia, fortuna: i tre big trovano ciò che cercavano nella prima giornata sull’erba di Londra

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Daniil Medvedev - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Dal nostro inviato a Londra

Nel tennis come in automobile, dopo mesi di rosso c’è chi aspettava soltanto il verde per ripartire. Marin Cilic, Daniil Medvedev e Kevin Anderson erano tutti alla ricerca del posto giusto per ritrovare buone sensazioni e vittorie; i risultati della prima giornata dei Fever-Tree Championships sembrano dire loro che forse quel posto può essere il Queen’s Club.

La campagna di difesa del titolo di Cilic, nel box del quale sedeva per la prima volta l’ex pro Wayne Ferreira, è partita fortissimo con una striscia di cinque game consecutivi. Soltanto nel secondo set il ventitreenne cileno è riuscito a imbrigliarlo, recuperando il break di svantaggio al momento in cui il croato serviva per la vittoria e costringendolo a un tie-break impegnativo, concluso per 7 punti a 5. Al prossimo turno Cilic affronterà Diego Schwartzman, vincente in appena cinquantadue minuti su un Alexander Bublik che pure aveva disputato due buoni round di qualificazione. Il risultato sorprende specialmente per la superficie sulla quale è giunto: per il peque si tratta appena del secondo successo su erba in carriera nei tabelloni ATP.

 

Bravo dall’inizio alla fine invece Daniil Medvedev, che ha saggiato per primo l’erba del campo centrale con una prestazione eccellente contro Fernando Verdasco. Dopo un inizio di stagione straripante il russo aveva bruscamente rallentato, anche a causa di qualche guaio fisico, e si presentava a Londra con l’obiettivo minimo di interrompere una serie di cinque sconfitte consecutive. “Ma erano state tutte partite tirate, sarebbero potute finire in ogni modo” ha detto dopo una doccia, “sono stato un po’ sfortunato ultimamente”. Oggi invece ha girato tutto per il suo verso e la vittoria è arrivata con tutto il merito, grazie a una resa costante al servizio e anche qualche piccola magia, come la volée appoggiata con cui ha concluso il primo set.

Kevin Anderson – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Ha avuto successo anche il ritorno di Kevin Anderson, al primo torneo dopo lo stop dovuto all’epicondilite (il famigerato “gomito del tennista”). Fermo addirittura dai quarti di finale del Masters 1000 di Miami, il sudafricano è partito un po’ imballato, cedendo a Cameron Norrie il proprio game d’apertura. Da lì in poi i due hanno tenuto la battuta fino a fine set e poi ancora fino al tie-break del secondo, che Anderson si è preso con un ace. Col passare dei minuti il numero due del tabellone ha mostrato di aver atteso di essere pienamente competitivo per ripresentarsi in campo: solido nello scambio, ha bussato alla porta di Norrie per due ore finché, alla decima palla break, il britannico non ha aperto.

Fuori dal centre court intanto Nicolas Mahut continua il suo percorso facendosi largo… tra i giovani: dopo Jarry e Davidovich Fokina nelle qualificazioni, oggi è toccato a un falloso Frances Tiafoe cedergli il passo in due set. Martedì il trentasettenne francese potrà finalmente riposarsi per un giorno con il doppio e scoprire chi, tra Wawrinka e Daniel Evans, sarà suo avversario negli ottavi di finale. Stan e Dan si affronteranno in apertura di un programma monomane, che include Tsitsipas, Dimitrov, Feliciano Lopez, Shapovalov (contro Del Potro!) e il nostro Marco Cecchinato. Sempre che non piova, come invece minaccia di fare.

Risultati:

[4] D. Medvedev b. F. Verdasco 6-2 6-4
[5] M. Cilic b. C. Garin 6-1 7-6(5)
[2] K. Anderson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-4
D. Schwartzman b. [Q] A. Bublik 6-2 6-3
[Q] N. Mahut b. F. Tiafoe 6-3 7-6(5)
G. Simon b. [Q] J. Ward 3-6 6-3 7-6(2)

Il tabellone completo

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Focus

Federer: “Ad Halle per vincere il decimo titolo, ma l’erba non perdona”

HALLE – Roger, tra pressione e fiducia, rincorre il record di Nadal e si dice soddisfatto del Roland Garros: “Ho perso dal migliore, non c’è disonore”. Martedì l’esordio nel torneo contro Millman (alle 17:30)

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Roger Federer - Halle 2019 (foto NOVENTI OPEN_HalleWestfalen)

da Halle, il nostro inviato

L’ATP 500 di Halle è ai nastri di partenza e da queste parti tutti gli sportivi sono da settimane in fibrillazione per l’arrivo del torneo di tennis più importante di tutta la Germania. Ha lo stesso status del 500 di Amburgo, ma precede Wimbledon mentre l’ex Super 9 terraiolo ora è disertato dai migliori giocatori. Tutto questo non basta: è il più importante di Germania soprattutto perché ad ogni stagione risponde presente Roger Federer, che quest’anno ha l’occasione di centrare il decimo successo su questi prati e in assoluto. Oltre ad Halle, solo la natìa Basilea è stata conquistata 9 volte dal Re svizzero, che sembra molto determinato a raggiungere Nadal come unici due giocatori dell’Era Open a vincere lo stesso torneo almeno 10 volte (anche se qui Rafa può vantare un dominio incontrastato, coi suoi 12 Roland Garros, 11 Montecarlo e 11 Barcellona).

Insomma, con buona pace dell’astro nascente Sascha Zverev, qui la gente ha occhi solo per Roger (del resto, dove non è così?). Normale quindi che la conferenza stampa di Federer fosse il piatto forte del “Super-Media-Sunday”, che ha caratterizzato la domenica precedente l’inizio del torneo. Il fresco semifinalista di Parigi si è presentato sorridente alle 9,30 di mattina, con la sua felpa bianco panna con strisce ed etichette rosse, a richiamare i colori della sua Svizzera ma, in primis, a mostrare uno dei prodotti Uniqlo di cui Roger è il più noto testimonial.  

 

Federer è troppo navigato per esordire con le frasi di rito e preferisce spiegare il suo (davvero) familiare rapporto con Halle più tardi. Prima due parole su come si sente all’esordio sull’erba: “La pressione è alta anche per me, l’erba non ti perdona, perdere un attimo la concentrazione può costarti il set. Lo ammetto, sono qui solo per vincere. Sto bene, pieno di energia e conquistare il decimo Halle sarebbe per me davvero speciale, non ho mai vinto un torneo 10 volte”.

Gli viene chiesto un bilancio del suo ritorno al Roland Garros: “Sono stato molto soddisfatto, ho raggiunto la semifinale, dove ho perso dal migliore di sempre sulla terra, non c’è disonore in questo. Il vento durante del match era difficile da gestire, ma questo l’ha reso epico. Sulla terra Rafa sa sempre che ha molte opzioni, è la stessa cosa che vale per me sull’erba, posso giocare da fondo, fare serve&volley, spezzare il ritmo con palle corte… quando hai molte opzioni puoi adattarti a molti avversari e il tuo margine è più alto”. Due parole sul suo avversario al primo turno (domani, quarto match sullo Stadion, non prima delle 17.30), quel John Millman che lo eliminò a sorpresa dagli ultimi US Open: “Devo essere attento dal primo quindici. Millman non ti regala mai nessun punto, è un esordio abbastanza duro ma in fondo è meglio così”.

Ora sì che Roger può parlare del suo feudo della Vestfalia: “Con il mio ritorno sulla terra battuta, quest’anno il tempo per prepararmi all’erba è stato molto meno, ma ad Halle vengo sempre volentieri, qui mi sento a casa, coi tifosi e gli organizzatore siamo quasi una famiglia”.

Sembrano parole eccessive, più di facciata che autentiche, ma poi Federer toglie ogni dubbio: “Quando ho saputo che con lo sponsor c’erano problemi, sono corso dalla famiglia Weber (il torneo si chiama infatti Gerry Weber Open, dal nome del ricco manager cui la piccola Halle – 21.000 abitanti – deve il privilegio di essere la sede del più quotato torneo ATP tedesco, ora diretto dal figlio Ralf, nda) per sapere se potevo fare qualcosa, poi è arrivato Noventi, ma parlerò con Ralf per cercare altre possibili collaborazioni future. Il rapporto con i tifoso è ottimo anche perché vengo dalla svizzera tedesca e parlare la loro lingua mi permette d’integrarmi al meglio. Qui poi anche la mia famiglia viene sempre molto volentieri. Capita nel momento perfetto, tra due appuntamenti in due grandi città come Parigi e Londra: godersi la tranquillità e i panorami che ci sono qui è quello che ci vuole prima di ritornare in una metropoli”.  

Il legame di Federer con Halle è dettato in primis da un contratto ricchissimo che ne assicura la presenza: ha esordito nel 2000, vincendo per la prima volta nel 2003 contro Nicolas Kiefer e da allora ha mancato l’appuntamento solo nel 2007, 2009 e 2011. Quest’anno è alla 17esima partecipazione, che potrebbe valere il 102esimo titolo della carriera.

Difficile che sia andata così, ma la battuta con cui Roger esalta la particolarità forse più distintiva del torneo ci autorizza a pensare che sia dovuta ad essa la scelta del verde della Foresta di Teutoburgo per prepararsi a Wimbledon: Dove altro potete trovare una stanza d’albergo con questa vista? È bellissimo, posso guardare i miei amici e i miei avversari dal balcone!”. Ed è davvero così, ad Halle infatti l’hotel dei giocatori è ubicato all’interno dell’impianto.

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