WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

Focus

WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

L’australiana vince il suo primo Major in carriera e si porta a 136 punti dalla vetta. Vondrousova e Konta entrano in top20

Pubblicato

il

Come già sapete, sono quattro le principali protagoniste in positivo della classifica post Roland Garros:  Ashleigh Barty, Marketa Vondrousova, Johanna Konta e Amanda Anisimova.

L’australiana, vincitrice del torneo, sale di 6 posti e si posiziona alle spalle della n.1, Naomi Osaka. Barty è a soli 136 punti dalla leader della classifica. Da quando ha conquistato la vetta, a fine gennaio 2019, la giapponese non è sembrata inattaccabile, tanto che Kvitova, Halep e altre hanno avuto in questi mesi la possibilità di superarla. Senza riuscirci. Ce la farà Barty? Nell’immediato futuro, Ashleigh ha più punti in scadenza rispetto a Naomi: entrambe sono arrivate al 3° turno a Wimbledon l’anno scorso, ma l’australiana ha anche raggiunto i quarti a Eastbourne e ha vinto il torneo di Nottingham.

Marketa Vondrousova sale di 22 posti e per soli 5 punti non entra in top15. Si ferma infatti al n.16. Dopola finale a Instanbul e i quarti a Roma, la finale a Parigi è molto di più che una conferma per la giovanissima ceca. Sull’erba, l’anno scorso, non ha raccolto nulla: sempre fuori al primo turno nei tornei ai quali ha partecipato, incluso Wimbledon. Quest’anno può solo fare meglio e se ci riuscirà, potrà avvicinarsi alla top10, dalla quale dista poco più che 800 punti.

 

Johanna Konta risaledi 8 posizioni e rientra in top20, al n.18. Nel recente passato è stata n.4, è arrivata in finale a Madrid quest’anno e la semifinale appena raggiunta a Parigi si affianca a quelle di Melbourne e di Wimbledon,  rendendo, di fatto, il suo palmarès Slam molto variegato. La prossima scadenza è la finale a Nottingham, persa proprio da Barty un anno fa. I punti in uscita non dovrebbero farla retrocedere, se non di poche posizioni, ma il suo obiettivo dovrebbe essere fare bene a Wimbledon, dove, appunto, è già stata in semifinale.

Amanda Anisimova, invece, fa un balzo di 25 posti e si ritrova al n.26. Alla sua prima semifinale Slam dopo solo 4 partecipazioni (ricordiamo anche gli ottavi raggiuti a gennaio in Australia), 17 anni, ha tutto da guadagnare nel prosieguo della stagione. Basti pensare che ora sull’erba non ha punti da difendere: nel 2018, a seguito di un infortunio, ha saltato tutta la stagione verde, rientrando a fine luglio al torneo di San José. Un suo prossimo ingresso in top20 sembra scontato.

Per quanto riguarda la top10-top20, il Roland Garros ha cambiato molti dei valori in campo.  Simona Halep, campionessa uscente a Parigi, perde ben 5 posti e sprofonda al n.8: non si trovava così in basso da maggio 2017. Male anche la finalista di un anno fa, Sloane Stephens (-2, n.9) e le semifinaliste, Madison Keys (-3, n.18) e Garbiñe Muguruza (-6, n.25), che esce dalle venti. Anche Anett Kontaveit perde 3 posti, ma resta in top20, proprio al n.20.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6486 19
2 6 Ashleigh Barty 6350 18
3 -1 Karolina Pliskova 5685 22
4 0 Kiki Bertens 5345 25
5 1 Petra Kvitova 4925 21
6 -1 Angelique Kerber 4675 20
7 2 Elina Svitolina 3967 18
8 -5 Simona Halep 3963 16
9 -2 Sloane Stephens 3682 20
10 1 Aryna Sabalenka 3565 26
11 -1 Serena Williams 3411 12
12 0 Anastasija Sevastova 3366 25
13 2 Belinda Bencic 2953 27
14 -1 Caroline Wozniacki 2833 18
15 1 Qiang Wang 2752 22
16 22 Marketa Vondrousova 2747 16
17 -3 Madison Keys 2615 14
18 8 Johanna Konta 2555 23
19 -1 Julia Goerges 2400 25
20 -3 Anett Kontaveit 2335 23

Raggiungono il loro best ranking Donna Vekic (+2, n.22), Petra Martic (+7, n.24), Sofia Kenin (+5,n.30). Rientra in top50 Kristina Mladenovic (+5, n.48), vincitrice del torneo di doppio e nuova n.1 di specialità. Ottimi progressi anche per  Iga Swiatek (+37, n.67), Kaia Kanepi (+17, n.71), Anastasia Potapova (+7, n.74), la giustiziera di Kerber, Laura Siegemund 8+11, n.84) e Aliona Bolsova (+47, n.90).

Perdono invece posizioni nomi eccellenti, tra i quali spicca sicuramente Maria Sharapova (-37, n.86), forse davvero al capolinea della sua carriera. Le altre sono:

  • Caroline Garcia (-6, n.28)
  • Daria Kasatkina (-8, n.29)
  • Lesia Tsurenko (-5, n.32)
  • Mihaela Buzarnescu (-7, n. 40)   
  • Yulia Putintseva (-15, n.43)
  • Barbora Strycova (-9, n.49)
  • Alizé Cornet (-6, n. 54)
  • Daria Gavrilova (-12, n.73)
  • Samantha Stosur (-13, n.109)      

CASA ITALIA

Ancora due posti in meno per Camila Giorgi, che settimana dopo settimana si allontana dal suo best ranking (n.26). Oggi è n.39 e si avvicina la cambiale dei quarti a Wimbledon. Se non riuscirà a ripetersi potrebbe precipitare oltre il 60° posto. Pur sconfitte al primo turno al Roland Garros, guadagnato molti posti  Jasmine Paolini (+59, n.151), vincitrice anche dell’ITF di Brescia, e  Giulia Gatto-Monticone (+10, n.154). nelle retrovie, Cristiana Ferrando fa un balzo di 66 posti fino al n.357. In forte discesa invece Anastasia Grymalska (-19, n.301), Stefania Rubini (-43, n.352) e Sara Errani (-79,n .366).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
39 -2 Camila Giorgi 1345 17
151 59 Jasmine Paolini 395 31
154 10 Giulia Gatto-Monticone 387 29
164 -8 Martina Trevisan 360 23
195 -9 Martina Di Giuseppe 297 28
300 -4 Jessica Pieri 153 22
301 -19 Anastasia Grymalska 153 29
315 7 Deborah Chiesa 143 28
352 -43 Stefania Rubini 121 20
357 66 Cristiana Ferrando 116 20
366 -79 Sara Errani 111 12
384 8 Gaia Sanesi 100 16
396 3 Lucrezia Stefanini 94 20
405 20 Lucia Bronzetti 91 19
425 -17 Georgia Brescia 80 16
446 -10 Martina Caregaro 72 14
468 -3 Martina Colmegna 61 21
491 13 Dalila Spiteri 53 9
492 13 Federica Di Sarra 53 18
528 25 Verena Meliss 42 14

NEXT GEN RANKING

Marketa Vondrousova è la nuova regina del ranking dedicato alle under20. Supera Bianca Andreescu, mentre Anisimova si porta al n.3. Dayana Yastremska retrocede di due posti (n.4). Entra in classifica al cinese Xiyu Wang (n.10), al posto di Elena Rybakina. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 2 Marketa Vondrousova 1999 16
2 -1 Bianca Andreescu 2000 23
3 1 Amanda Anisimova 2001 26
4 -2 Dayana Yastremska 2000 35
5 1 Iga Swiatek 2001 67
6 -1 Anastasia Potapova 2001 74
7 0 Whitney Osuigwe 2001 116
8 0 Olga Danilovic 2001 122
9 0 Kaja Juvan 2000 123
10 Xiyu Wang 2000 128

NATION RANKING

Cambio al vertice anche nel ranking per compagini nazionali. La Repubblica Ceca supera gli Stati Uniti. Crolla in decima posizione la Russia. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 1 Repubblica Ceca 24
2 -1 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 74
4 0 Germania 81
5 0 Bielorussia 88
6 0 Cina 110
7 2 Spagna 120
8 0 Australia 122
9 1 Romania 125
10 -3 Russia 127
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6486 19
2 6 [AUS] Ashleigh Barty 23 6350 18
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 27 5685 22
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 5345 25
5 1 [CZE] Petra Kvitova 29 4925 21
6 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4675 20
7 2 [UKR] Elina Svitolina 24 3967 18
8 -5 [ROU] Simona Halep 27 3963 16
9 -2 [USA] Sloane Stephens 26 3682 20
10 1 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3565 26
11 -1 [USA] Serena Williams 37 3411 12
12 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3366 25
13 2 [SUI] Belinda Bencic 22 2953 27
14 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 2833 18
15 1 [CHN] Qiang Wang 27 2752 22
16 22 [CZE] Marketa Vondrousova 19 2747 16
17 -3 [USA] Madison Keys 24 2615 14
18 8 [GBR] Johanna Konta 28 2555 23
19 -1 [GER] Julia Goerges 30 2400 25
20 -3 [EST] Anett Kontaveit 23 2335 23
21 -1 [BEL] Elise Mertens 23 2195 26
22 2 [CRO] Donna Vekic 22 2110 22
23 0 [CAN] Bianca Andreescu 18 2013 19
24 7 [CRO] Petra Martic 28 1975 20
25 -6 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1925 21
26 25 [USA] Amanda Anisimova 17 1890 16
27 -2 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1885 24
28 -6 [FRA] Caroline Garcia 25 1885 23
29 -8 [RUS] Daria Kasatkina 22 1790 22
30 5 [USA] Sofia Kenin 20 1743 24
31 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1732 22
32 -5 [UKR] Lesia Tsurenko 30 1657 18
33 -3 [GRE] Maria Sakkari 23 1582 25
34 2 [USA] Danielle Collins 25 1572 22
35 -3 [UKR] Dayana Yastremska 19 1560 24
36 -2 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1490 21
37 2 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1432 24
38 4 [CZE] Katerina Siniakova 23 1387 25
39 -2 [ITA] Camila Giorgi 27 1345 17
40 -7 [ROU] Mihaela Buzarnescu 31 1345 25
41 0 [SVK] Dominika Cibulkova 30 1333 17
42 1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1320 18
43 -15 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1270 23
44 2 [SVK] Viktoria Kuzmova 21 1265 28
45 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1210 27
46 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1185 23
47 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1168 26
48 5 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1150 27
49 -9 [CZE] Barbora Strycova 33 1125 23
50 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1120 22
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 5 [AUS] Ashleigh Barty 4175 7
2 -1 [CZE] Petra Kvitova 3525 11
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 3401 9
4 -1 [JPN] Naomi Osaka 3091 9
5 -1 [NED] Kiki Bertens 2781 13
6 -1 [SUI] Belinda Bencic 2419 14
7 9 [CZE] Marketa Vondrousova 2350 7
8 -1 [ROU] Simona Halep 2327 9
9 4 [GBR] Johanna Konta 1908 10
10 -2 [CAN] Bianca Andreescu 1827 10
11 -2 [GER] Angelique Kerber 1630 11
12 -2 [UKR] Elina Svitolina 1507 9
13 16 [USA] Amanda Anisimova 1494 10
14 7 [USA] Sloane Stephens 1322 10
15 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 1320 10
16 6 [CRO] Petra Martic 1287 9
17 -5 [USA] Danielle Collins 1233 11
18 8 [USA] Madison Keys 1230 7
19 -1 [CRO] Donna Vekic 1206 10
20 -9 [EST] Anett Kontaveit 1176 11

Continua a leggere
Commenti

Focus

Giorgi vola ai quarti nel Bronx. Winston-Salem: avanti Sonego, fuori Fabbiano e Ceck

GIornata in chiaroscuro per gli azzurri: si fa valere soltanto Camila, che rimonta Petkovic. Rublev sconfigge nettamente Fabbiano

Pubblicato

il

GRINTA E FOLLIA –Torna a sorridere Camila Giorgi che mette a segno la seconda vittoria consecutiva (è solo la terza volta in un anno tormentato dal problema al polso) ai danni di una combattiva Andrea Petkovic che, avanti di un set e un break, sembrava avere il match in mano, inavvicinabile al servizio e aggressiva e precisa in risposta. Brava allora Camila a non perdersi d’animo e a portare a casa un incontro che nel secondo e nel terzo set si è giocato su pochissimi punti. Il primo parziale se ne va in una mezz’ora, con due break a favore della n. 89 WTA Petkovic, partita mettendo a segno con 15 punti consecutivi in battuta, che sfrutta poi l’inerzia per salire 2-0 nel secondo. Finalmente, però, Camila inizia a rispondere con più continuità, rientra subito nel punteggio e mette a segno il break che decide il set all’undicesimo gioco: Andrea se la prende con la racchetta e Giorgi chiude 7-5.

Partita finale all’insegna dell’anarchia con break a ripetizione, compreso quello a favore della ventisettenne marchigiana sul 5 pari, brava a rimanere concentrata nonostante un’occasione persa su una sua palla dubbia che inizialmente sembrava non chiamata; il finale di secondo set non viene però replicato complice anche il settimo doppio fallo e Camila è trascinata al tie-break, dove un altra seconda sbagliata le costa il vantaggio iniziale. Andrea giudica il suo lungolinea vincente e si dispera per la chiamata out, ma il punto che davvero scrive la parola fine è di Camila: un rovescio al volo correndo all’indietro, folle e imprendibile. Ai quarti, troverà Alizé Cornet o Lin Zhu.

UN SET NON BASTA (QUASI MAI) Dopo il successo al primo turno contro Alexander Bublik che ha interrotto un striscia di dieci sconfitte, Marco Cecchinato ritrova la sconfitta a ventiquattr’ore di distanza contro John Millman, testa di serie n. 14 (avrà senso puntualizzarlo in un torneo a 48 giocatori?). Il trentenne di Brisbane, alla ricerca di punti con cui tamponare l’emorragia nel caso di una precoce uscita dallo US Open dove difende i quarti di finale, ha messo in campo il suo tennis regolare che sorprende solo quando sbaglia una palla da spingere e chiudere; anzi, neanche quello dopo un po’. Tanto (certo non è poco) è bastato per superare un Cecchinato comunque grintoso per due set e mezzo, ma a cui la vittoria contro Bublik non è prevedibilmente bastata a innescare quella fiducia necessaria per giocarsela fino in fondo contro un mastino da campi duri come Millman.

 

Nel primo parziale, il punteggio segue l’ordine di battuta, con Ceck che forza la prima palla con cui ottiene un’altissima percentuale di punti. Le prime occasioni per chi è in risposta si vedono quando Marco serve sul 5-6 e sono anche due set point, peraltro ben annullati, con il fiato sospeso sul secondo: il servizio procura un dritto comodo dal quale non esce l’auspicato comodino e il nostro resta impantanato nel palleggio, ma ne esce con il vincente inside-in. Il tie-break si chiude al primo set point: costretto in difesa, l’azzurro incassa il generoso errore con il rovescio d’attacco australiano. Millman riprende a macinare con la sua abituale solidità e inizia si fa pericoloso nei game di risposta. Cecchinato sciupa l’opportunità di procurarsi due palle break consecutive al sesto gioco con una bruttissima smorzata e cede il turno di servizio successivo che gli costerà il set. La prima battuta di Marco va in campo poco più della metà delle volte come nella partita iniziale, ma l’efficacia è scesa di molto e il palermitano non si salva sul 3 pari; dal 40-15 per Ceck, Millman infila dodici punti consecutivi e si prende l’ottavo di finale contro Robin Haase, vincitore del quarto favorito Joao Sousa.

Senza soffrire più di tanto, e soprattutto senza subire break, l’esordio immacolato di Lorenzo Sonego gli vale l’accesso agli ottavi di finale. Il torinese sconfigge 6-1 6-4 Damir Dzumhur quando in Italia è già notte inoltrata, nel primo confronto diretto con il tennista bosniaco. Si tratta di una vittoria che testimonia i progressi del 24enne nella stagione in corso, perché se è vero che Dzumhur – costretto a passare per le qualificazioni, essendo ormai fuori dalla top 100 – è in calo, parliamo comunque di un giocatore che vanta un’esperienza molto maggiore sulle superfici veloci. Sonego affronterà adesso una testa di serie, la n.11 Carreno Busta. L’incontro si disputerà mercoledì (oggi) attorno alle 23 italiane.

Niente da fare invece per Thomas Fabbiano contro Andrey Rublev nel recupero del match non disputato lunedì a causa della pioggia: il russo si impone 6-4 6-2 guadagnandosi la serata con Albert Ramos-Vinolas, dalla quale uscirà trionfante.

Il tabellone di Winston-Salem
Il tabellone del Bronx Open (New York)

Risultati:

NYJTL Bronx Open
C. Giorgi b. A. Petkovic 3-6 7-5 7-6(3)

ATP Winston-Salem
secondo turno
J. Millman b. M. Cecchinato 6-7(5) 6-4 6-3
[7] L. Sonego b. [Q] D. Dzumhur 6-1 6-4
primo turno
A. Rublev b. T. Fabbiano 6-4 6-2

Continua a leggere

Focus

Numeri: la settimana magica di Keys e Kuznetsova

Tra le cifre significative della settimana di Cincinnati troviamo l’ascesa di Kecmanovic, la Top 10 over 30 di Bautista Agut e le 13 tenniste americane in Top 100

Pubblicato

il

1 – la finale raggiunta negli ultimi due anni da Madison Keys, quando la settimana scorsa è arrivata a Cincinnati, per giocare il torneo dove, in cinque partecipazioni, aveva raggiunto solo una volta i quarti. Fattasi conoscere nel grande tennis nel 2014, quando da 19enne vinse il torneo di Eastbourne, era entrata nella top ten nel 2016, con le finali raggiunte a Roma e Montreal e il titolo al Premier di Birmingham. Sembrava definitivamente esplosa due anni fa, con la finale conquistata agli Us Open, che, tuttavia, non le consentiva di chiudere la stagione tra le prime 10. Le semifinali del 2018 al Roland Garros e al Major newyorkese sono stati il miglior piazzamento, ottenuto lo scorso anno, concluso comunque nella top 20. Quest’anno ad aprile ha vinto il quarto titolo, ma a Cincinnati è arrivato il successo sin qui più importante, sconfiggendo in finale Kuznetsova e, prima ancora, tre ex numero 1 (Muguruza, Halep, Venus Williams), oltre Kenin e Kasatkina.
 
2 – i tennisti attorno al trentunesimo anno di età, Fognini e Bautista Agut, ad aver raggiunto nel 2019 per la prima volta la top ten. Lo spagnolo aveva vissuto la prima svolta della carriera nel 2014, anno in cui per la prima volta aveva raggiunto la top 20, una fascia di classifica frequentata con assiduità in tutte le stagioni successive (per un totale attuale di 184 settimane), issandosi sino al numero 13 e non uscendo in ogni caso mai fuori dai primi 30 del mondo. Pur essendo nato sulla terra battuta e avendo una buonissima adattabilità sul rosso, ha raggiunto appena due delle sedici finali (vincendo quella di Stoccarda nel 2014) su questa superficie. Ha in bacheca titoli vinti in ogni condizione di gioco (erba di S’Hertogenbosh nel 2014, duro indoor a Sofia nel 2016), ma dove si esprime meglio è sul cemento all’aperto, dove ha vinto sei dei nove titoli attualmente in bacheca e raggiunto cinque dei soli sei quarti di finale guadagnati nei Masters 1000 (il miglior risultato in assoluto in questa categoria di tornei è la finale a Shanghai nel 2016). Quel piazzamento venne ottenuto sconfiggendo in semifinale il già allora numero 1 al mondo Djokovic, sconfitto per ben due volte (Doha e Miami) in questo per lui sinora magico 2019. Quest’anno, superando anche il campione serbo, infatti, ha vinto il ricco Atp 250 di Doha. Inoltre ha migliorato in questi mesi i suoi risultati negli Slam: è arrivato per la prima volta nei quarti di finale di un Major: è accaduto prima a Melbourne, sconfitto da Tsitsipas dopo aver eliminato Khachanov e Cilic, e poi a Wimbledon, dove ha raggiunto la semifinale. Un risultato che, assieme ai due quarti di finale nei Masters 1000 sul cemento nordamericano raggiunti nelle ultime due settimane, gli ha permesso di raggiungere la più prestigiosa delle fasce di classifica.
 
4 – le tenniste (Sevastova, Stephens, Karolina Pliskova e  Barty) tre le prime 11 del mondo sconfitte da Svetlana Kuznetsova per raggiungere la finale a Cincinnati. Per ottenere il medesimo numero di vittorie contro giocatrici di questa classifica, l’ex numero 2 del mondo (nel settembre 2007) e vincitrice di due Major (Roland Garros 2004 e Us Open 2009) aveva impiegato tre anni, prima del Premier 5 giocatosi in Ohio. Non va però dimenticato che la russa classe 1985 aveva vissuto l’ultimo paio di stagioni costellate da infortuni (con annessa operazione al polso sinistro) e conseguenti assenze dal circuito. Nel 2018 aveva comunque vinto il titolo di Washington, ma senza una vittoria a livello Slam e con un saldo vittorie/sconfitte in negativo. Il 2019 è iniziato agonisticamente solo ad aprile, con una classifica che la vedeva fuori dalle prime 100. Un anno che non è iniziato nemmeno bene come risultati: Svetlana è arrivata a Cincinnati avendo vinto sette partite negli otto tornei giocati. In Ohio, per la prima volta in una carriera che le ha regalato 18 titoli, ha sconfitto tre top 10 nello stesso torneo, tornando in finale ad un Premier prestigioso, per la prima volta dopo Indian Wells 2017. Davvero irto di ostacoli il suo cammino, dopo che la settimana precedente, per problemi burocratici, non era riuscita ad avere in tempo il visto e provare a difendere il titolo vinto lo scorso anno a Washington.  Nell’ ordine, Kuznetsova ha eliminato Sevastova (7-6 6-7 6-4), Yastremska (4-6 7-6 6-2), Stephens (6-1 6-2), Pliskova (3-6 7-6 6-3)e Barty (6-2 6-4), prima di arrendersi a Keys in finale (7-5 7-6).

13 – le tennniste statunitensi nella top 100 del ranking WTA. Quando una delle campionesse più grandi della storia del tennis, Serena Williams, è, a quasi 38 anni, nella fase finale e inevitabilmente calante della carriera – non ha vinto nessuno dei 14 tornei ai quali ha partecipato da quando è diventata mamma – il movimento femminile a stelle e strisce sembra avere la forza per produrre ricambi capaci di competere ad altissimo livello. Il torneo di Cincinnati ha dato segnali più che incoraggianti in tal senso, con i quarti raggiunti da Venus Williams e, sopratutto, la semifinale tutta yankee tra Kenin e Keys, che ha garantito alla prima l’esordio, a nemmeno 21 anni, questa settimana nella top 20, ed alla seconda di raggiungere il titolo più importante della carriera. Sono ben sette le statunitensi nella top 50: oltre a Serena, Stephens (in verità, in crisi, fuori dalla top 10 dopo un anno e mezzo e fuori ormai dalla top 20 della Race) e le due semifinaliste del Premier 5 statunitense, tutte e quattro nelle prime 20, troviamo altre tre giocatrici dalla buonissima classifica, ovvero la teen-ager Anisimova, Collins e Riske. Tra gioventù di molte e quantità elevatissima di giocatrici, il tennis frmminile USA può guardare senza ansia al futuro.

75 – i soli punti in scadenza a Matteo Berrettini nella restante parte del 2019. Una misera cambiale da difendere, che spiega perché, tra gli attuali primi 20 della Race, dove è diciassettesimo, il romano abbia il saldo negativo maggiore con la classifica delle ultime 52 settimane (ben otto posizioni, essendo venticinquesimo). Khachanov, nono nel ranking ufficiale, vive invece la situazione opposta, trovandosi ben nove posizioni  più in alto rispetto a quella occupata nella Race. Lo scarto di Berrettini nelle due classifiche lascia piuttosto ottimisti in vista dell’ultimo quarto di stagione, nel quale Matteo potrà giocare a mente sgombra, problemi fisici permettendo. L’infortunio alla caviglia destra che lo ha tenuto lontano dal circuito dopo gli ottavi di Wimbledon, impedendogli di difendere i 295 punti del titolo vinto a Gstaad e dei quarti raggiunti a Kitzbuhel la scorsa estate, gli ha causato la perdita di cinque posizioni. Un problema che sembra essere sempre più alle spalle per il classe 1996, che a Cincinnati, dove tra gli altri italiani c’era stato il forfait di Fognini e la decima sconfitta consecutiva di Cecchinato, ha deluso, perdendo da Londero con il punteggio di 7-6 6-3.

131 – la classifica a inizio anno di Miomir Kecmanovic, uno dei soli due under 20 nella top 100 del ranking ATP. Dopo Ager- Auliassime, il tennista di Belgrado è per la precisione il più giovane (davanti a De Minaur, Shapovalov e Moutet, gli unici altri tre a non aver compiuto ancora 21 anni) questa settimana tra i primi 100. L’ex numero 1 juniores (posizione con la quale ha chiuso il 2016), vincitore di due Orange Bowl e finalista agli Us Open 2016 di categoria sino al termine del 2018, non aveva ancora mai sconfitto un top 80 ATP nè mai vinto una partita nel circuito maggiore, ma solo due titoli challenger. La prima svolta della carriera è arrivata per Kecmanovic a marzo ad Indian Wells, con il raggiungimento dei quarti: non è mancato l’aiuto della Dea Bendata – ha sostituito come lucky loser Anderson, ritiratosi a tabellone sorteggiato – ma poi le vittorie su Marterer, Djere e Nishioka gli hanno garantito i punti necessari all’accesso nella top 100. Una svolta fortunata guadagnata con i successivi risultati di questa estate, dopo una stagione sulla terra rossa deludente. Prima la finale raggiunta sull’erba dell’ATP 250 di Antalya, poi i quarti ad Atlanta e il terzo turno a Washington. Ma è la settimana scorsa, con gli ottavi conquistati a Cincinnati sconfiggendo due coetanei come Auger Auliassime (6-3 6-3) e Zverev (6-7 6-2 6-4) che ha ottenuto le vittorie più prestigiose, per ranking degli avversari sconfitti, di questa parte iniziale della carriera. Un piazzamento, quello in Ohio, che gli ha permesso di entrare per la prima volta, a venti anni ancora da compiere, nella top 50.

7085 – i punti nella Race di Novak Djokovic, attualmente secondo in questa classifica dietro a Nadal, primo con 140 punti in più. Il serbo in questo finale di stagione punta, oltre che al quarto US Open (e diciassettesimo Major),  a chiudere per il sesto anno al numero 1 del mondo, dopo esserci riuscito nel 2011, 2012, 2014, 2015, 2018. Un traguardo raggiunto sinora solo da Pete Sampras, precisamente dal 1993 al 1998. Nole sta vivendo una stagione comunque ottima, ma al di sotto, almeno sin qui, di quelle chiuse da numero 1 (ad eccezione dello scorso anno, quando, con una seconda parte eccellente, riuscì ad agguantare la vetta dopo essere stato a giugno ancora fuori dalla top 20). Nelle altre quattro straordinarie annate vissute, prima dell’ultimo Major stagionale, Novak aveva un bottino di punti ben maggiore di quello attuale (11295 nel 2011, 8710 l’anno successivo, 7430 nel 2014, 10785 nel 2015). In questo 2019, nei dieci tornei disputati, sono arrivati tre titoli – Australian Open e Wimbledon, ma anche Madrid – la finale di Roma e appena due altre semi, al Roland Garros, Cincinnati e Doha. A 32 anni, possibile che stia iniziando a selezionare i momenti in cui stare al massimo della forma.

Continua a leggere

ATP

Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

Pubblicato

il

L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement