WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

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WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

L’australiana vince il suo primo Major in carriera e si porta a 136 punti dalla vetta. Vondrousova e Konta entrano in top20

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Come già sapete, sono quattro le principali protagoniste in positivo della classifica post Roland Garros:  Ashleigh Barty, Marketa Vondrousova, Johanna Konta e Amanda Anisimova.

L’australiana, vincitrice del torneo, sale di 6 posti e si posiziona alle spalle della n.1, Naomi Osaka. Barty è a soli 136 punti dalla leader della classifica. Da quando ha conquistato la vetta, a fine gennaio 2019, la giapponese non è sembrata inattaccabile, tanto che Kvitova, Halep e altre hanno avuto in questi mesi la possibilità di superarla. Senza riuscirci. Ce la farà Barty? Nell’immediato futuro, Ashleigh ha più punti in scadenza rispetto a Naomi: entrambe sono arrivate al 3° turno a Wimbledon l’anno scorso, ma l’australiana ha anche raggiunto i quarti a Eastbourne e ha vinto il torneo di Nottingham.

Marketa Vondrousova sale di 22 posti e per soli 5 punti non entra in top15. Si ferma infatti al n.16. Dopola finale a Instanbul e i quarti a Roma, la finale a Parigi è molto di più che una conferma per la giovanissima ceca. Sull’erba, l’anno scorso, non ha raccolto nulla: sempre fuori al primo turno nei tornei ai quali ha partecipato, incluso Wimbledon. Quest’anno può solo fare meglio e se ci riuscirà, potrà avvicinarsi alla top10, dalla quale dista poco più che 800 punti.

 

Johanna Konta risaledi 8 posizioni e rientra in top20, al n.18. Nel recente passato è stata n.4, è arrivata in finale a Madrid quest’anno e la semifinale appena raggiunta a Parigi si affianca a quelle di Melbourne e di Wimbledon,  rendendo, di fatto, il suo palmarès Slam molto variegato. La prossima scadenza è la finale a Nottingham, persa proprio da Barty un anno fa. I punti in uscita non dovrebbero farla retrocedere, se non di poche posizioni, ma il suo obiettivo dovrebbe essere fare bene a Wimbledon, dove, appunto, è già stata in semifinale.

Amanda Anisimova, invece, fa un balzo di 25 posti e si ritrova al n.26. Alla sua prima semifinale Slam dopo solo 4 partecipazioni (ricordiamo anche gli ottavi raggiuti a gennaio in Australia), 17 anni, ha tutto da guadagnare nel prosieguo della stagione. Basti pensare che ora sull’erba non ha punti da difendere: nel 2018, a seguito di un infortunio, ha saltato tutta la stagione verde, rientrando a fine luglio al torneo di San José. Un suo prossimo ingresso in top20 sembra scontato.

Per quanto riguarda la top10-top20, il Roland Garros ha cambiato molti dei valori in campo.  Simona Halep, campionessa uscente a Parigi, perde ben 5 posti e sprofonda al n.8: non si trovava così in basso da maggio 2017. Male anche la finalista di un anno fa, Sloane Stephens (-2, n.9) e le semifinaliste, Madison Keys (-3, n.18) e Garbiñe Muguruza (-6, n.25), che esce dalle venti. Anche Anett Kontaveit perde 3 posti, ma resta in top20, proprio al n.20.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6486 19
2 6 Ashleigh Barty 6350 18
3 -1 Karolina Pliskova 5685 22
4 0 Kiki Bertens 5345 25
5 1 Petra Kvitova 4925 21
6 -1 Angelique Kerber 4675 20
7 2 Elina Svitolina 3967 18
8 -5 Simona Halep 3963 16
9 -2 Sloane Stephens 3682 20
10 1 Aryna Sabalenka 3565 26
11 -1 Serena Williams 3411 12
12 0 Anastasija Sevastova 3366 25
13 2 Belinda Bencic 2953 27
14 -1 Caroline Wozniacki 2833 18
15 1 Qiang Wang 2752 22
16 22 Marketa Vondrousova 2747 16
17 -3 Madison Keys 2615 14
18 8 Johanna Konta 2555 23
19 -1 Julia Goerges 2400 25
20 -3 Anett Kontaveit 2335 23

Raggiungono il loro best ranking Donna Vekic (+2, n.22), Petra Martic (+7, n.24), Sofia Kenin (+5,n.30). Rientra in top50 Kristina Mladenovic (+5, n.48), vincitrice del torneo di doppio e nuova n.1 di specialità. Ottimi progressi anche per  Iga Swiatek (+37, n.67), Kaia Kanepi (+17, n.71), Anastasia Potapova (+7, n.74), la giustiziera di Kerber, Laura Siegemund 8+11, n.84) e Aliona Bolsova (+47, n.90).

Perdono invece posizioni nomi eccellenti, tra i quali spicca sicuramente Maria Sharapova (-37, n.86), forse davvero al capolinea della sua carriera. Le altre sono:

  • Caroline Garcia (-6, n.28)
  • Daria Kasatkina (-8, n.29)
  • Lesia Tsurenko (-5, n.32)
  • Mihaela Buzarnescu (-7, n. 40)   
  • Yulia Putintseva (-15, n.43)
  • Barbora Strycova (-9, n.49)
  • Alizé Cornet (-6, n. 54)
  • Daria Gavrilova (-12, n.73)
  • Samantha Stosur (-13, n.109)      

CASA ITALIA

Ancora due posti in meno per Camila Giorgi, che settimana dopo settimana si allontana dal suo best ranking (n.26). Oggi è n.39 e si avvicina la cambiale dei quarti a Wimbledon. Se non riuscirà a ripetersi potrebbe precipitare oltre il 60° posto. Pur sconfitte al primo turno al Roland Garros, guadagnato molti posti  Jasmine Paolini (+59, n.151), vincitrice anche dell’ITF di Brescia, e  Giulia Gatto-Monticone (+10, n.154). nelle retrovie, Cristiana Ferrando fa un balzo di 66 posti fino al n.357. In forte discesa invece Anastasia Grymalska (-19, n.301), Stefania Rubini (-43, n.352) e Sara Errani (-79,n .366).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
39 -2 Camila Giorgi 1345 17
151 59 Jasmine Paolini 395 31
154 10 Giulia Gatto-Monticone 387 29
164 -8 Martina Trevisan 360 23
195 -9 Martina Di Giuseppe 297 28
300 -4 Jessica Pieri 153 22
301 -19 Anastasia Grymalska 153 29
315 7 Deborah Chiesa 143 28
352 -43 Stefania Rubini 121 20
357 66 Cristiana Ferrando 116 20
366 -79 Sara Errani 111 12
384 8 Gaia Sanesi 100 16
396 3 Lucrezia Stefanini 94 20
405 20 Lucia Bronzetti 91 19
425 -17 Georgia Brescia 80 16
446 -10 Martina Caregaro 72 14
468 -3 Martina Colmegna 61 21
491 13 Dalila Spiteri 53 9
492 13 Federica Di Sarra 53 18
528 25 Verena Meliss 42 14

NEXT GEN RANKING

Marketa Vondrousova è la nuova regina del ranking dedicato alle under20. Supera Bianca Andreescu, mentre Anisimova si porta al n.3. Dayana Yastremska retrocede di due posti (n.4). Entra in classifica al cinese Xiyu Wang (n.10), al posto di Elena Rybakina. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 2 Marketa Vondrousova 1999 16
2 -1 Bianca Andreescu 2000 23
3 1 Amanda Anisimova 2001 26
4 -2 Dayana Yastremska 2000 35
5 1 Iga Swiatek 2001 67
6 -1 Anastasia Potapova 2001 74
7 0 Whitney Osuigwe 2001 116
8 0 Olga Danilovic 2001 122
9 0 Kaja Juvan 2000 123
10 Xiyu Wang 2000 128

NATION RANKING

Cambio al vertice anche nel ranking per compagini nazionali. La Repubblica Ceca supera gli Stati Uniti. Crolla in decima posizione la Russia. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 1 Repubblica Ceca 24
2 -1 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 74
4 0 Germania 81
5 0 Bielorussia 88
6 0 Cina 110
7 2 Spagna 120
8 0 Australia 122
9 1 Romania 125
10 -3 Russia 127
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6486 19
2 6 [AUS] Ashleigh Barty 23 6350 18
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 27 5685 22
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 5345 25
5 1 [CZE] Petra Kvitova 29 4925 21
6 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4675 20
7 2 [UKR] Elina Svitolina 24 3967 18
8 -5 [ROU] Simona Halep 27 3963 16
9 -2 [USA] Sloane Stephens 26 3682 20
10 1 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3565 26
11 -1 [USA] Serena Williams 37 3411 12
12 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3366 25
13 2 [SUI] Belinda Bencic 22 2953 27
14 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 2833 18
15 1 [CHN] Qiang Wang 27 2752 22
16 22 [CZE] Marketa Vondrousova 19 2747 16
17 -3 [USA] Madison Keys 24 2615 14
18 8 [GBR] Johanna Konta 28 2555 23
19 -1 [GER] Julia Goerges 30 2400 25
20 -3 [EST] Anett Kontaveit 23 2335 23
21 -1 [BEL] Elise Mertens 23 2195 26
22 2 [CRO] Donna Vekic 22 2110 22
23 0 [CAN] Bianca Andreescu 18 2013 19
24 7 [CRO] Petra Martic 28 1975 20
25 -6 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1925 21
26 25 [USA] Amanda Anisimova 17 1890 16
27 -2 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1885 24
28 -6 [FRA] Caroline Garcia 25 1885 23
29 -8 [RUS] Daria Kasatkina 22 1790 22
30 5 [USA] Sofia Kenin 20 1743 24
31 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1732 22
32 -5 [UKR] Lesia Tsurenko 30 1657 18
33 -3 [GRE] Maria Sakkari 23 1582 25
34 2 [USA] Danielle Collins 25 1572 22
35 -3 [UKR] Dayana Yastremska 19 1560 24
36 -2 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1490 21
37 2 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1432 24
38 4 [CZE] Katerina Siniakova 23 1387 25
39 -2 [ITA] Camila Giorgi 27 1345 17
40 -7 [ROU] Mihaela Buzarnescu 31 1345 25
41 0 [SVK] Dominika Cibulkova 30 1333 17
42 1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1320 18
43 -15 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1270 23
44 2 [SVK] Viktoria Kuzmova 21 1265 28
45 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1210 27
46 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1185 23
47 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1168 26
48 5 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1150 27
49 -9 [CZE] Barbora Strycova 33 1125 23
50 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1120 22
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 5 [AUS] Ashleigh Barty 4175 7
2 -1 [CZE] Petra Kvitova 3525 11
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 3401 9
4 -1 [JPN] Naomi Osaka 3091 9
5 -1 [NED] Kiki Bertens 2781 13
6 -1 [SUI] Belinda Bencic 2419 14
7 9 [CZE] Marketa Vondrousova 2350 7
8 -1 [ROU] Simona Halep 2327 9
9 4 [GBR] Johanna Konta 1908 10
10 -2 [CAN] Bianca Andreescu 1827 10
11 -2 [GER] Angelique Kerber 1630 11
12 -2 [UKR] Elina Svitolina 1507 9
13 16 [USA] Amanda Anisimova 1494 10
14 7 [USA] Sloane Stephens 1322 10
15 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 1320 10
16 6 [CRO] Petra Martic 1287 9
17 -5 [USA] Danielle Collins 1233 11
18 8 [USA] Madison Keys 1230 7
19 -1 [CRO] Donna Vekic 1206 10
20 -9 [EST] Anett Kontaveit 1176 11

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ATP

Anversa italiana: Sinner spazza via Monfils e Berrettini ringrazia

Exploit del 18enne azzurro che infligge una lezione al N.1 del seeding. Un posto nel main draw dell’Australian Open 2020 è sempre più vicino. Bene per Matteo il KO di Goffin

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Jannik Sinner - Anversa 2019 (foto da Twitter, @EuroTennisOpen)

La vittoria più importante della giovane carriera di Sinner. Questo è il riassunto migliore per la ‘carneficina’ che si è svolta al torneo di Anversa. Un’ora e un minuto di partita in cui Jannik Sinner ha smantellato il tennis brioso di Gael Monfils con il netto risultato di 6-3 6-2.

Pronti, via e palla break per Sinner, convertita con un rovescio imperioso, una costante di tutta la partita. Il francese sembra veramente colpito dal livello del suo giovane avversario, che da fondocampo è ancora più rapido e solido di quanto sappia essere Monfils stesso. Sinner però non è solo difesa e solidità; le sue accelerazioni, soprattutto di rovescio, sono letali e inducono quasi sempre Monfils all’errore o al colpo corto. Soprattutto in risposta c’è una grande differenza di efficacia, quest’oggi, con Monfils completamente incapace di rispondere in maniera efficace quando Jannik dirige il servizio al corpo. Proprio il servizio di Sinner, che ancora paga un certo scarto rispetto ad altri settori del suo tennis, ha comunque evidenziato dei miglioramenti tanto da permettere al 18enne di chiudere la partita con l’84% di punti con la prima e il 71% con la seconda, nonostante un misero 48% di prime in campo.

Di contrasto, Monfils soffre particolarmente i suoi turni di servizio a causa delle grandi capacità di Sinner di rispondere profondo e preciso. A inizio partita Gael prova a forzare molto le seconde e la tattica all’inizio sembra funzionare, ma con il passare dei minuti diventa inefficace scoraggiando il francese. Sinner chiude il primo set sfruttando un dritto in rete del francese e va a condurre 6-3.

L’inizio del secondo set presenta le uniche difficoltà del match del giovane italiano, con la prima e unica palla break salvata senza problemi. Monfils prova a guadagnare di più a rete ma compie degli errori marchiani, e proprio una pessima volée che si affloscia sul net vale il break decisivo di Sinner per il 3-1. Sinner è intoccabile al servizio, complice la pigrizia del tennista francese nella ricerca della palla, e Monfils sembra aver perso le speranze. A dispetto dei pronostici di inizio partita, che il numero 13 del mondo perda il match sul suo servizio è solo una conseguenza naturale della dinamica dell’incontro. Il quinto doppio fallo di Monfils porta in dote tre match point a Sinner, l’ultimo dei quali convertito con il dritto, che tanto bene ha funzionato oggi, ma creato e propiziato dal suo colpo migliore, il rovescio.

Sconfitta senza appello per Monfils, che non è mai stato in partita. Ora la corsa del tennista francese verso le Finals si fa sempre più dura e a goderne è un altro italiano, Matteo Berrettini, che grazie alla sconfitta di David Goffin – proprio qui ad Anversa – manterrà l’ottavo posto nella Race almeno fino ai tornei di Vienna e Basilea. Il belga ha ceduto nettamente in due set a Ugo Humbert in poco più di un’ora (6-3 6-1) e rimane dunque al decimo posto della Race. Sinner invece accede ai quarti dove incontrerà Frances Tiafoe, e soprattutto s’invola verso la posizione 108 del mondo e il main draw degli Australian Open 2020. E l’impressione è che il meglio debba ancora venire.

ANDY VINCE ANCORA – Destini in un certo senso intrecciati quelli di Sinner e Andy Murray. Non solo le similitudini tecniche che alcuni addetti ai lavori hanno evidenziato, anche un incrocio… di tabellone. Oggi il britannico è sceso in campo subito dopo Sinner, battendo in due set Cuevas, poco dopo aver comunicato la sua rinuncia all’invito riservatogli dal direttore dell’ATP 500 di Vienna che ha di fatto liberato un posto in tabellone proprio a Sinner, che quindi sarà ai nastri di partenza del torneo austriaco.

 

Tornando al quattordicesimo match dal ritorno dall’operazione all’anca, Murray ha vinto il terzo incrocio su tre e il settimo set su sette contro Cuevas. Il dritto di Murray è a pieni giri sin dalle prime battute del match ed è cruciale nelle trame d’attacco del tennista britannico, con la quasi totalità dei punti che nascono da accelerazioni notevoli dal lato destro. L’iniziativa è sempre di Murray e il linguaggio del corpo di Cuevas tradisce un po’ di insicurezza. L’uruguagio comincia a sciogliere il suo tennis in un quarto game infinito, con ben set palle break fallite da Murray: la resistenza di Pablo e si concretizza in un bel dritto inside-out dopo dieci minuti di lotta. Da quel momento i turni di servizio si fanno sempre più rapidi. L’equilibrio si spezza quando Cuevas va a servire per restare nel set, e Murray sfrutta la crepa giusta per passare in vantaggio accogliendo una difesa in slice di Cuevas a rete.

Il secondo set si apre con un improvviso calo di tensione di Murray al servizio, che in un game fotocopia del quarto del primo set – altri undici minuti – deve annullare ben quattro palle break. Come nel primo i servizi si assestano dopo lo stesso evento, ed è ancora Murray il primo a trovare la chiave per portare il parziale dalla sua parte. Sempre sfruttando il rendimento ottimo del suo dritto si procura due palle break e converte la seconda. La partita sostanzialmente finisce qui. Seguono due game al servizio interlocutori dopo i quali Murray non trema e chiude l’incontro con un ace. Netto passo avanti a livello di gioco rispetto alla partita con Coppejans per Murray, che adesso sfiderà per un posto in semifinale Marius Copil, che ha avuto bisogno di tre set e quasi tre ore per eliminare il numero 3 del seeding Schwartzman.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [1] G. Monfils 6-3 6-2
[PR] A. Murray b. [8] P. Cuevas 6-4 6-3
[Q] M. Copil b. [3] D. Schwartzman 6-4 5-7 7-6(6)
F. Tiafoe b. [7] J-L. Struff 6-4 6-4
U. Humbert b. [2] D. Goffin 6-3 6-1

Il tabellone completo – La Race to London aggiornata

Giorgio Di Maio

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Racconti

Storie di tennis: il ginocchio del Diavolo

Chi dice che iL Diavolo non ha mai calcato i campi del circuito ATP? C’è stato Kent Carlsson, secondo Gianni Clerici ‘il re degli arrotini’

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“Oggi ho perso contro il diavolo” (Massimo Cierro, torneo di Bari 1986) 

L’infortunio alla spalla sinistra di Djokovic ha tenuto banco nei forum tennistici nel corso delle ultime settimane. Ma, sempre per rimanere in tema di infortuni, si è parlato anche di Kim Clijsters e della sua volontà di tornare in campo nel 2020 e della vittoria di Filip Polasek a Cincinnati in doppio dopo essere stato lontano dal circuito per cinque anni a causa di gravi problemi fisici.

Oggi rimarremo quindi in argomento narrando le vicende sportive di uno dei più forti e sfortunati terraioli della seconda metà degli anni ’80. Un tennista noto agli appassionati italiani con il soprannome affibbiatogli da Massimo Cierro (best ranking 113) con la  battuta citata in apertura: lo svedese Kent Carlsson.

 

Carlsson nacque a Eskilstuna il 3 gennaio 1968. Alla nascita il neonato ricevette da mamma e papà grandi doti fisiche e un difetto che si rivelerà fatale: una gamba tre centimetri più corta dell’altra (o più lunga, secondo i punti di vista). Probabilmente il piccolo diavolo iniziò a palleggiare già in culla dal momento che lo troviamo a Ginevra nel tabellone principale del torneo nel settembre del 1983; lo vediamo poi aggiudicarsi il Roland Garros junior nel 1984 ed entrare nella top 100 nel luglio del 1985.

Il 1986 fu per lui un anno benedetto dall’assenza di infortuni e ciò gli permise di chiudere la stagione con le vittorie di Bari e Barcellona e il 14esimo posto nel ranking. A Indian Wells nel 1987 si dovette ritirare a causa del primo di una lunga serie di infortuni al ginocchio; da questo in particolare si riprese comunque bene e nella stessa stagione vinse prima a Nizza e poi a Bologna superando in entrambi i casi in finale Emilio Sanchez, uno che di terra rossa se ne intendeva parecchio.

Come lui stesso affermò anni dopo, a Bologna raggiunse probabilmente l’apice della sua arte tennistica e stabilì un record ancora oggi imbattuto, consistente nell’avere perso il minor numero di game complessivi nel corso di un torneo: dieci. Dopo averne concessi cinque al primo turno a Meinecke, nelle quattro partite successive ne smarrì complessivamente altrettanti: tre in finale contro Sanchez; uno contro Paolo Canè; zero contro Franco Davin (l’ex coach di Fognini) e uno 1 contro Rebolledo.

Il giorno successivo alla vittoria bolognese Carlsson raggiunse la top 10 e due mesi dopo fu costretto a entrare in sala operatoria per ricostruire i legamenti del ginocchio. Il ritorno in campo avvenne ad aprile del 1988.

Da quel momento in poi Carlsson giocò bardato da una ginocchiera alla Goldrake e non poté più calcare altri terreni di gioco al di fuori della terra rossa sulla quale si impose nei tornei di Madrid, Amburgo (6-2 6-1 6-4 in finale a Leconte che due mesi dopo giunse in finale al Roland Garros), Kitzbuhel (ancora in finale contro Emilio Sanchez che evidentemente doveva avergli fatto qualche cosa di male) Saint Vincent e Barcellona, che costituirà l’ultimo dei suoi 9 successi.

La ciliegina sulla torta di questa straordinaria annata arrivò a settembre: sesta posizione mondiale alle spalle di Becker, Agassi, Edberg, Lendl e Wilander.Non andò oltre; dove non poterono gli avversari poté il ginocchio che lo costrinse al ritiro ad appena 23 anni dopo avere perso al primo turno del torneo di Kitzbuhel del 1989. Il suo bilancio tennistico è rappresentato da 160 match vinti e 54 persi.

Non si può però parlare di Kent Carlsson senza soffermarsi sul suo modo unico di interpretare il gioco del tennis. I filmati dell’epoca ci mostrano un tennista con movenze curiosamente simili a quelle del cantante Alberto Camerini nel video di “Tanz bambolina”: una specie di marionetta sincopata.

Per avere poi un’idea dello spettacolo che Carlsson infliggeva agli inermi spettatori, prendiamo in prestito un commento scritto da Rino Tommasi per la Gazzetta dello Sport all’indomani della sua vittoria contro Joakim Nystrom nei quarti di finale degli internazionali d’Italia del 1987: “…infine l’ultimo quarto tra gli svedesi Carlsson e Nystrom, una partita alla quale solo uno psicopatico avrebbe potuto assistere”; le cronache parlano di una estenuante vicenda di pallettoni scagliati due metri sopra la rete durata circa tre ore e trenta.

Forte di una resistenza fisica prodigiosa, Kent poteva giocare con la medesima intensità dalle 11 del mattino alle 11 di sera rigorosamente ancorato alla riga di fondo campo. Non esistono testimonianze attendibili di sue discese a rete, e se ne trovate qualcuna su Internet diffidate: è quasi certamente un fake.

Gianni Clerici lo definì a ragione “re degli arrotini poiché egli, brandendo la racchetta con una impugnatura più chiusa di un riccio, con entrambi i colpi di rimbalzo infliggeva alla pallina rotazioni superiori a quelle raggiunte da un frullatore atomico.La sua nemesi tennistica fu un giocatore ancora più cocciuto (e più bravo) di lui, Mats Wilander, che lo batté quattro volte su quattro (tra cui anche una finale a Palermo, nel 1988). Ivan Lendl si prese addirittura il lusso di rifilargli un 6-0 al terzo set nella semifinale di Amburgo dopo avere perso il primo 6-3.

Mats Wilander e Kent Carlsson – Finale del torneo di Palermo 1988

Da tempo Carlsson è uscito dal mondo del tennis dove per qualche anno si distinse come coach di professionisti d’élite quali Magnus Norman e Thomas Johansson. Attualmente vive in Svezia dove alleva cavalli per i quali sin da ragazzo ha avuto una grande passione.

Rileggendo l’articolo ci siamo resi conto di avere omesso di dire quale ginocchio gli fu fatale, se il destro o il sinistro. Dal momento che parliamo del Diavolo ci sembra però superfluo precisarlo.

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ATP

Seppi accede ai quarti di Mosca, Fabbiano fuori all’esordio

Altra vittoria al terzo per Andreas, che dopo Garin rimonta anche Carballes Baena. Ora Khachanov che salva 5 MP Thomas parte bene ma si spegne presto contro Gerasimov

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Si risolve favorevolmente al terzo set la sfida tra Andreas Seppi e lo spagnolo Carballes Baena, di fronte per la prima volta in carriera nel secondo turno della Kremlin Cup 2019.

Dopo la maratona vittoriosa contro Garin, Andreas emerge da un’altra prova di resistenza nonostante un primo set sfuggito sul finale: sotto 6-5, in un game labirinto, il giocatore di Caldaro annulla ben quattro set point e non sfrutta due palle break, prima di consegnare il parziale allo spagnolo (avanti 8-0 negli ace) dopo ben 56 minuti. Inerzia completamente cambiata però da quel momento: nel secondo set – pur andando subito sotto di un break – Seppi sale in cattedra e lascia appena un gioco al suo avversario. La perdita d’efficacia delle prime di Carballes fa il paio con la crescente solidità in risposta del 72 del mondo.

Il trend positivo si protrae nel terzo e decisivo parziale, controllato in modo anche piuttosto vistoso da un Andreas capace di vincere 15 punti in risposta e di breakkare Carballes nel primo e nell’ultimo game del parziale. Saranno quarti di finale per la quarta volta in stagione nel tour maggiore, e Karen Khachanov, favorito nel suo match di ottavi su Philipp Kohlschreiber, promette di essere un test discretamente probante.

 

Si ferma invece all’esordio la corsa moscovita di Thomas Fabbiano. Il tarantino, 89 del ranking, è stato battuto in due set da Egor Gerasimov, proveniente dalle qualificazioni. Il bielorusso, 98 del mondo, ha fatto affidamento sugli 11 ace (a 1) messi a segno per garantirsi al secondo turno l’incrocio con la sesta testa di serie Andrey Rublev. Nel primo set l’azzurro si era trovato anche avanti di un break, vantaggio che però si è visto subito sfuggire dalle mani non capitalizzando i due successivi suoi turni in battuta. A penalizzarlo, anche i cinque doppi falli complessivi e il litigio con la prima di servizio nel secondo set (dentro appena nel 52% dei casi). Nel post US Open, Fabbiano è stato sconfitto in cinque dei sei incontri disputati.

Negli altri incontri incredibile vittoria di Karen Khachanov che nel terzo set annulla 5 match point a Philipp Kohlschreiber prima di chiudere 9 punti a 7 il tie-break decisivo alla prima occasione. Sarà lui ad affrontare Seppi nei quarti venerdì.

Risultati primo turno:

[Q] E. Gerasimov b. T. Fabbiano 6-3 6-4
[WC] A. Avidzba b. [WC] A. Kachmazov 6-1 4-6 6-1

Risultati secondo turno:

A. Seppi b. R. Carballes Baena 5-7 6-1 6-3
[7] A. Mannarino b. M. Kukushkin 7-6(4) 6-2
[4] D. Lajovic b. [Q] L. Rosol 6-4 6-7(6) 6-3
[2] K. Khachanov b. P. Kohlschreiber 3-6 6-3 7-6(7)

Il tabellone completo

a cura di Pietro Scognamiglio ed Emmanuel Marian

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