WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

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WTA Ranking: Barty nuova n.2, Vondrousova irrompe in top 20

L’australiana vince il suo primo Major in carriera e si porta a 136 punti dalla vetta. Vondrousova e Konta entrano in top20

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Come già sapete, sono quattro le principali protagoniste in positivo della classifica post Roland Garros:  Ashleigh Barty, Marketa Vondrousova, Johanna Konta e Amanda Anisimova.

L’australiana, vincitrice del torneo, sale di 6 posti e si posiziona alle spalle della n.1, Naomi Osaka. Barty è a soli 136 punti dalla leader della classifica. Da quando ha conquistato la vetta, a fine gennaio 2019, la giapponese non è sembrata inattaccabile, tanto che Kvitova, Halep e altre hanno avuto in questi mesi la possibilità di superarla. Senza riuscirci. Ce la farà Barty? Nell’immediato futuro, Ashleigh ha più punti in scadenza rispetto a Naomi: entrambe sono arrivate al 3° turno a Wimbledon l’anno scorso, ma l’australiana ha anche raggiunto i quarti a Eastbourne e ha vinto il torneo di Nottingham.

Marketa Vondrousova sale di 22 posti e per soli 5 punti non entra in top15. Si ferma infatti al n.16. Dopola finale a Instanbul e i quarti a Roma, la finale a Parigi è molto di più che una conferma per la giovanissima ceca. Sull’erba, l’anno scorso, non ha raccolto nulla: sempre fuori al primo turno nei tornei ai quali ha partecipato, incluso Wimbledon. Quest’anno può solo fare meglio e se ci riuscirà, potrà avvicinarsi alla top10, dalla quale dista poco più che 800 punti.

 

Johanna Konta risaledi 8 posizioni e rientra in top20, al n.18. Nel recente passato è stata n.4, è arrivata in finale a Madrid quest’anno e la semifinale appena raggiunta a Parigi si affianca a quelle di Melbourne e di Wimbledon,  rendendo, di fatto, il suo palmarès Slam molto variegato. La prossima scadenza è la finale a Nottingham, persa proprio da Barty un anno fa. I punti in uscita non dovrebbero farla retrocedere, se non di poche posizioni, ma il suo obiettivo dovrebbe essere fare bene a Wimbledon, dove, appunto, è già stata in semifinale.

Amanda Anisimova, invece, fa un balzo di 25 posti e si ritrova al n.26. Alla sua prima semifinale Slam dopo solo 4 partecipazioni (ricordiamo anche gli ottavi raggiuti a gennaio in Australia), 17 anni, ha tutto da guadagnare nel prosieguo della stagione. Basti pensare che ora sull’erba non ha punti da difendere: nel 2018, a seguito di un infortunio, ha saltato tutta la stagione verde, rientrando a fine luglio al torneo di San José. Un suo prossimo ingresso in top20 sembra scontato.

Per quanto riguarda la top10-top20, il Roland Garros ha cambiato molti dei valori in campo.  Simona Halep, campionessa uscente a Parigi, perde ben 5 posti e sprofonda al n.8: non si trovava così in basso da maggio 2017. Male anche la finalista di un anno fa, Sloane Stephens (-2, n.9) e le semifinaliste, Madison Keys (-3, n.18) e Garbiñe Muguruza (-6, n.25), che esce dalle venti. Anche Anett Kontaveit perde 3 posti, ma resta in top20, proprio al n.20.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6486 19
2 6 Ashleigh Barty 6350 18
3 -1 Karolina Pliskova 5685 22
4 0 Kiki Bertens 5345 25
5 1 Petra Kvitova 4925 21
6 -1 Angelique Kerber 4675 20
7 2 Elina Svitolina 3967 18
8 -5 Simona Halep 3963 16
9 -2 Sloane Stephens 3682 20
10 1 Aryna Sabalenka 3565 26
11 -1 Serena Williams 3411 12
12 0 Anastasija Sevastova 3366 25
13 2 Belinda Bencic 2953 27
14 -1 Caroline Wozniacki 2833 18
15 1 Qiang Wang 2752 22
16 22 Marketa Vondrousova 2747 16
17 -3 Madison Keys 2615 14
18 8 Johanna Konta 2555 23
19 -1 Julia Goerges 2400 25
20 -3 Anett Kontaveit 2335 23

Raggiungono il loro best ranking Donna Vekic (+2, n.22), Petra Martic (+7, n.24), Sofia Kenin (+5,n.30). Rientra in top50 Kristina Mladenovic (+5, n.48), vincitrice del torneo di doppio e nuova n.1 di specialità. Ottimi progressi anche per  Iga Swiatek (+37, n.67), Kaia Kanepi (+17, n.71), Anastasia Potapova (+7, n.74), la giustiziera di Kerber, Laura Siegemund 8+11, n.84) e Aliona Bolsova (+47, n.90).

Perdono invece posizioni nomi eccellenti, tra i quali spicca sicuramente Maria Sharapova (-37, n.86), forse davvero al capolinea della sua carriera. Le altre sono:

  • Caroline Garcia (-6, n.28)
  • Daria Kasatkina (-8, n.29)
  • Lesia Tsurenko (-5, n.32)
  • Mihaela Buzarnescu (-7, n. 40)   
  • Yulia Putintseva (-15, n.43)
  • Barbora Strycova (-9, n.49)
  • Alizé Cornet (-6, n. 54)
  • Daria Gavrilova (-12, n.73)
  • Samantha Stosur (-13, n.109)      

CASA ITALIA

Ancora due posti in meno per Camila Giorgi, che settimana dopo settimana si allontana dal suo best ranking (n.26). Oggi è n.39 e si avvicina la cambiale dei quarti a Wimbledon. Se non riuscirà a ripetersi potrebbe precipitare oltre il 60° posto. Pur sconfitte al primo turno al Roland Garros, guadagnato molti posti  Jasmine Paolini (+59, n.151), vincitrice anche dell’ITF di Brescia, e  Giulia Gatto-Monticone (+10, n.154). nelle retrovie, Cristiana Ferrando fa un balzo di 66 posti fino al n.357. In forte discesa invece Anastasia Grymalska (-19, n.301), Stefania Rubini (-43, n.352) e Sara Errani (-79,n .366).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
39 -2 Camila Giorgi 1345 17
151 59 Jasmine Paolini 395 31
154 10 Giulia Gatto-Monticone 387 29
164 -8 Martina Trevisan 360 23
195 -9 Martina Di Giuseppe 297 28
300 -4 Jessica Pieri 153 22
301 -19 Anastasia Grymalska 153 29
315 7 Deborah Chiesa 143 28
352 -43 Stefania Rubini 121 20
357 66 Cristiana Ferrando 116 20
366 -79 Sara Errani 111 12
384 8 Gaia Sanesi 100 16
396 3 Lucrezia Stefanini 94 20
405 20 Lucia Bronzetti 91 19
425 -17 Georgia Brescia 80 16
446 -10 Martina Caregaro 72 14
468 -3 Martina Colmegna 61 21
491 13 Dalila Spiteri 53 9
492 13 Federica Di Sarra 53 18
528 25 Verena Meliss 42 14

NEXT GEN RANKING

Marketa Vondrousova è la nuova regina del ranking dedicato alle under20. Supera Bianca Andreescu, mentre Anisimova si porta al n.3. Dayana Yastremska retrocede di due posti (n.4). Entra in classifica al cinese Xiyu Wang (n.10), al posto di Elena Rybakina. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 2 Marketa Vondrousova 1999 16
2 -1 Bianca Andreescu 2000 23
3 1 Amanda Anisimova 2001 26
4 -2 Dayana Yastremska 2000 35
5 1 Iga Swiatek 2001 67
6 -1 Anastasia Potapova 2001 74
7 0 Whitney Osuigwe 2001 116
8 0 Olga Danilovic 2001 122
9 0 Kaja Juvan 2000 123
10 Xiyu Wang 2000 128

NATION RANKING

Cambio al vertice anche nel ranking per compagini nazionali. La Repubblica Ceca supera gli Stati Uniti. Crolla in decima posizione la Russia. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 1 Repubblica Ceca 24
2 -1 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 74
4 0 Germania 81
5 0 Bielorussia 88
6 0 Cina 110
7 2 Spagna 120
8 0 Australia 122
9 1 Romania 125
10 -3 Russia 127
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6486 19
2 6 [AUS] Ashleigh Barty 23 6350 18
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 27 5685 22
4 0 [NED] Kiki Bertens 27 5345 25
5 1 [CZE] Petra Kvitova 29 4925 21
6 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4675 20
7 2 [UKR] Elina Svitolina 24 3967 18
8 -5 [ROU] Simona Halep 27 3963 16
9 -2 [USA] Sloane Stephens 26 3682 20
10 1 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3565 26
11 -1 [USA] Serena Williams 37 3411 12
12 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3366 25
13 2 [SUI] Belinda Bencic 22 2953 27
14 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 28 2833 18
15 1 [CHN] Qiang Wang 27 2752 22
16 22 [CZE] Marketa Vondrousova 19 2747 16
17 -3 [USA] Madison Keys 24 2615 14
18 8 [GBR] Johanna Konta 28 2555 23
19 -1 [GER] Julia Goerges 30 2400 25
20 -3 [EST] Anett Kontaveit 23 2335 23
21 -1 [BEL] Elise Mertens 23 2195 26
22 2 [CRO] Donna Vekic 22 2110 22
23 0 [CAN] Bianca Andreescu 18 2013 19
24 7 [CRO] Petra Martic 28 1975 20
25 -6 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1925 21
26 25 [USA] Amanda Anisimova 17 1890 16
27 -2 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1885 24
28 -6 [FRA] Caroline Garcia 25 1885 23
29 -8 [RUS] Daria Kasatkina 22 1790 22
30 5 [USA] Sofia Kenin 20 1743 24
31 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1732 22
32 -5 [UKR] Lesia Tsurenko 30 1657 18
33 -3 [GRE] Maria Sakkari 23 1582 25
34 2 [USA] Danielle Collins 25 1572 22
35 -3 [UKR] Dayana Yastremska 19 1560 24
36 -2 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1490 21
37 2 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1432 24
38 4 [CZE] Katerina Siniakova 23 1387 25
39 -2 [ITA] Camila Giorgi 27 1345 17
40 -7 [ROU] Mihaela Buzarnescu 31 1345 25
41 0 [SVK] Dominika Cibulkova 30 1333 17
42 1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1320 18
43 -15 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1270 23
44 2 [SVK] Viktoria Kuzmova 21 1265 28
45 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1210 27
46 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1185 23
47 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1168 26
48 5 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1150 27
49 -9 [CZE] Barbora Strycova 33 1125 23
50 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1120 22
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 5 [AUS] Ashleigh Barty 4175 7
2 -1 [CZE] Petra Kvitova 3525 11
3 -1 [CZE] Karolina Pliskova 3401 9
4 -1 [JPN] Naomi Osaka 3091 9
5 -1 [NED] Kiki Bertens 2781 13
6 -1 [SUI] Belinda Bencic 2419 14
7 9 [CZE] Marketa Vondrousova 2350 7
8 -1 [ROU] Simona Halep 2327 9
9 4 [GBR] Johanna Konta 1908 10
10 -2 [CAN] Bianca Andreescu 1827 10
11 -2 [GER] Angelique Kerber 1630 11
12 -2 [UKR] Elina Svitolina 1507 9
13 16 [USA] Amanda Anisimova 1494 10
14 7 [USA] Sloane Stephens 1322 10
15 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 1320 10
16 6 [CRO] Petra Martic 1287 9
17 -5 [USA] Danielle Collins 1233 11
18 8 [USA] Madison Keys 1230 7
19 -1 [CRO] Donna Vekic 1206 10
20 -9 [EST] Anett Kontaveit 1176 11

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ATP

ATP Montreal: super Fritz passeggia su Murray, Kyrgios non manca la prova del nove con Baez

Norrie sconfiggendo Nakashima, vendica Sir Andy e pareggia i conti con i “cugini” d’oltreoceano. A Tiafoe in rimonta la lotta di giornata contro Bonzi. Nishioka si conferma in stato di grazia, Van de Zandschulp riscatta Indian Wells contro Kecmanovic

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Taylor Friz - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

N. Kyrgios b. S. Baez 6-4 6-4

C’era grande curiosità nel vedere all’opera, nel primo turno dell’Omnium Banque National presented by Rogers, il fresco campione dell’ATP 500 di Washington Nick Kyrgios. L’australiano era contrapposto, nel quarto incontro sul Centrale dell’IGA Stadium, all’argentino Sebastian Baez, dopo che i due si erano già incontrati all’inizio dell’anno sul veloce del deserto californiano: al primo round del Masters 1000 d’Indian Wells, la sfida se l’aggiudicò nettamente il 27enne di Canberra per 6-4 6-0. Il tennista originario della Malesia si è invece imposto quest’oggi, con un doppio 6-4 in quasi un’ora e mezzo di partita. L’interesse nei confronti del match con protagonista il finalista di Wimbledon, non veniva destato solo ed esclusivamente dal fatto di poter ammirare il suo sempre entusiasmante e spettacolare tennis, ma soprattutto dal voler appurare quale versione di Nick si sarebbe presentata in Canada dopo la vittoria di un torneo.

KYRGIOS MOSTRA LA MATURITÀ ACQUISITA – Infatti erano tre anni che il giocatore aussie non si trovava a dover gestire una situazione di questo tipo, e si sa che non è mai facile affrontare un nuovo appuntamento del Tour – ancor di più se si tratta di un evento tra i più prestigiosi del circuito – dovendo amministrare un fisico provato dalle fatiche della settimana precedente. Il Citi Open però non si è limitato a richiedere all’istrionico di origini greche il normale sforzo fisico e mentale che serve per conquistare partite in sequenza ed alzare un trofeo, ma ha voluto ogni goccia di sudore ed energia a disposizione del suo serbatoio. L’ex n. 13 del ranking si è difatti rivelato il mattatore assoluto dei sette giorni nella capitale USA, tra doppi turni a ripetizione per via dei ritardi dovuti alla pioggia ed un percorso parallelo nel doppio, esaltante allo stesso modo del singolare. Il risultato finale è stata una doppietta trionfante, con il successo assieme a Jack Sock.

 

Kyrgios quando aveva vinto il suo ultimo titolo – il sesto – proprio a Washington, in Canada a Montreal il lunedì successivo aveva lasciato inopinatamente il torneo già al primo turno, sconfitto senza colpo ferire dal nobile decaduto Kyle Edmund. Dunque l’attesa di scoprire se i miglioramenti fatti vedere sotto l’aspetto mentale, della continuità di rendimento e dell’approccio al professionismo nel 2022 avrebbero portato una reale rottura con quello che è stato il bad boy del passato; era importante anche alla luce del confronto possibile con quanto successo tre stagioni orsono. Ebbene l’esame, o la prova del nove fate vobis, è stata superata a pieni voti dall’ex n. 1 juniores. Certo non sono mancate le difficoltà lungo il corso della partita, ma alla fine ciò che emerso è la seguente costatazione: quando Nick ha giocato da Nick, l’argentino non ha potuto che subire e soccombere dimostrando di essere disarmato contro il talento fumantino dell’avversario.

L’inizio del duello è stato scoppiettante per Kyrgios, il quale ha messo in mostra tutta la propria completezza tecnica: creatività, manualità, cambi di ritmo, velocità di braccio, timing sulla palla sensazionale, esplosività, rovesci anticipati, accelerazioni incredibili e improvvise, angoli mozzafiato. Insomma tutto il campionario aussie, il solito ed ineluttabile one-man show. Non aveva possibilità di reagire in alcun modo il pedalatore albiceleste, che pure si discosta dal classico sudamericano cresciuto a pane e mattone tritato e che può esprimersi al meglio solamente nelle lunghe e fangose battaglie sulla polvere rossiccia. Intendiamoci, nasce sul rosso e la terra rimane la sua superficie preferita, ma Seb ha già dimostrato ampiamente di sapersi districare nelle condizioni di gioco più rapide che si trovano sul cemento, ad esempio quando si fece conoscere al grande pubblico nelle Next Gen novembrine di Milano togliendosi immediatamente di dosso l’odiosa etichetta di specialista. Ma come preannunciato, stereotipo o no, l’ex Top 15 in tutto il suo splendore sale 5-1.

Qui però le energie consumate nell’ultimo periodo annebbiano la lucidità di Kyrgios, che almeno per un frangente di gara torna quello di sempre: atteggiamento svogliato, discontinuità, scelte insensate; permettendo così il rientro prepotente di Baez. Il 21enne di Buenos Aires limita gli errori e si rifà sotto prepotentemente, ricordandosi di possedere nella solidità e nella resistenza agli scambi prolungati i fiori all’occhiello del suo gioco. Probabilmente non gli aveva mostrati finora a causa della scarsa fiducia di cui gode dopo un periodo per lui alquanto negativo – 5 sconfitte consecutive dalla finale di Bastad -, anzi aveva fatto sì che essi si trasformassero in frequenti aiutini per Nick.

Ciò nonostante, nulla avrebbe potuto evitargli di finire sotto il treno Kyrgios, che quando parte così è difficile anche solo dirottarlo fuori dai binari, a meno che non sia lui stesso a risollevare l’avversario, come accade puntualmente nello scontro odierno. Perciò parziale di quattro giochi del n. 32 e l’equilibrio torna dirompente, ma per fortuna dell’australiano ha una seconda opportunità per chiudere il set che non si fa sfuggire. Alla prima frazione da 43 minuti, segue un’altra identica sia come punteggio che come durata: questa volta con molta più stabilità, con un Baez ormai dentro il match e che addirittura si permette di beffare Nick con un tweener-lob. Kyrgios se la ride sornione, punzecchiato dalla sua stessa velenosa freccia, ma poco importa visto che la battuta risale vertiginosamente ed il break maturato nel quinto game viene portato fino in fondo. Al quarto match point è finalmente ufficiale, dopo lo scontro in Australia sarà ancora Medvedev contro Kyrgios.

[10] T. Fritz b. [WC] A. Murray 6-1 6-3

Il tre volte campione del torneo Andy Murray, vincitore nel 2009 e nel 2015 in quel di Montreal – batté Nishikori e Djokovic per alzare il titolo -, mentre fu autore del trionfo del 2010 a Toronto, invitato dagli organizzatori tramite wild card viene immediatamente estromesso dal torneo per mano della tds n. 10 Taylor Fritz. Il 24enne di San Diego con questa splendida vittoria, ottiene il primo successo nel torneo, ponendo fine ad una serie di sconfitte subite nelle sue apparizioni all’Open del Canada: fuori sempre al primo turno nel 2016 e nel 2021 a Toronto, nel 2019 a Montreal. Il n. 1 del tennis americano può così mettersi subito alle spalle il crollo fisico avuto contro Evans a Washington, mentre il 34enne di Glasgow oggi ha palesato evidenti ed imponenti limiti sulla seconda di servizio.

UN FRITZ SPAZIALE ACCENDE “RADIO MURRAY” – Il confronto tra Murray e Fritz è il classico scontro tra un solido tennista moderno dotato di grande servizio ed un altrettanto fantastico ribattitore. Da una parte il rampante n. 1 del tennis americano, che sembra in ripresa, voglioso di una piazza tra i primi dieci giocatori del mondo e che non nasconde l’ambizione di essere a Torino alla fine dell’anno solare. Dall’altra quello che riprendendo la definizione coniata dal maestro Clerici è la pura rappresentazione del contro attaccante, abile nel palleggio prolungato e soprattutto nell’alzare difese arcigne invalicabili.

Andy si esalta nella lotta e non si risparmia mai sul piano fisico, allora Taylor decide che bisogna subito testare le qualità dello scozzese e verificare se lo scorrere del tempo ha eroso oppure no l’immarcescibile tennista dall’anca d’acciaio: pronti via ed è già game surreale, 14 minuti e 19 secondi, 20 punti giocati, cinque palle break concesse. Mettiamoci pure che l’ex n. 1 mondiale trova solo 9 prime, cadendo anche in due doppi falli: così in men che non si dica, è 3-0 per il campione d’Indian Wells. Ma ciò che sorprende maggiormente è l’estrema aggressività, fatta vedere in risposta dal primo quindici del match da parte del numero 13.

Anticipa e lo fa benissimo, inoltre sono soprattutto molto evidenti gli enormi miglioramenti compiuti dalla tds n. 10 dal lato del rovescio. Ora è un colpo che fa veramente male, e che Fritz non disdegna neanche di mandare in lungolinea direttamente in ribattuta. Taylor è semplicemente ingiocabile, s’esibisce in un super fotonico dritto in corsa che ricade sulla riga. Un vincente eccezionale, che dà il là alla mattanza di Murray. Il due volte oro olimpico è totalmente impotente, continuamente confinato a remare sui teloni e ciò facilita di gran lunga “le castagne” del drittone di Fritz. Lo statunitense comanda con sublime tranquillità, non concede praticamente nulla nei suoi turni di servizio (85% di punti vinti con la prima, 71% con la seconda). È quasi avvilente osservare lo sguardo del 34enne di Glasgow, in completa balia del californiano e incapace di trovare una soluzione al massacro tennistico che sta subendo.

La wild card britannica cerca conforto nel suo angolo prima che le operazioni riprendano, ma è difficile scovare risposte utili a soverchiare l’”amico Fritz” in gradissimo spolvero. Ma il campione per quanto possa perdere colpi nella parte finale di carriera, in questo caso dovendo sopportare anche tanti gravi infortuni, rimane dentro di sé un fenomeno con quella fiammella che non si spegnerà mai: Andy ruggisce in apertura di seconda frazione, e nonostante la propria palla continui a viaggiare parecchi chilometri in meno rispetto a quella americana, oltre a rimanere molto più corta, quantomeno si porta per la prima volta ai vantaggi in risposta.

Ma il vincitore junior dello US Open per ora non si scompone minimante, il barone di sua maestà adesso tuttavia è molto più consistente da fondo. Fritz dunque è chiamato ad essere perfetto, ma tentenna però prima l’ace e poi il dritto a comandare lo portano sul 2-2 pur attraversando i primi brividi dell’incontro. Il giocatore a stelle e strisce allora comprende che deve affondare il coltello e finire la preda, non permettendo a quest’ultima di riemergere: così si arrampica a palla break. La radio scozzese, a questo punto, inizia a imperversare su tutte le frequenze, la seconda continua incessantemente a latitare a livello di efficacia ma il cuore di Murray riesce ad evitare l’allungo definitivo (3-2, senza break per lo scozzese).

Ma è soltanto questione di tempo, nel settimo game ancora problematiche in battuta per il n. 48 ATP: come era accaduto nel break del primo set, due doppi falli in aggiunta ad un brutto dritto scaraventato in rete condannano Murray. Il tre volte campione Slam è frustato, nervoso, colpisce violentemente la racchetta verso il suolo; ma Taylor proprio nel momento in cui si avvicina alla vittoria concede la prima palla break (dopo 80 minuti). Lo schema “servizio e dritto” però non perdona e la tds n. 10 s’inerpica sul 5-3. Fritz oggi è semplicemente di un altro livello, continua a vincere anche i punti sulla diagonale a lui sfavorevole contro uno dei bimani migliori degli ultimi decenni, ed inevitabilmente breakka ancora chiudendo il match.

ALTRI MATCH – Tra gli incontri più belli andati in scena tra il tardo pomeriggio canadese e l’apertura della la sessione serale, c’è sicuramente da menzionare la strabiliante battaglia durata la bellezza di 2h37 fra Frances Tiafoe e Benjamin Bonzi. Il tennista statunitense, attuale n. 24 ATP, ha avuto la meglio in rimonta dopo aver perso il primo set al tie-break nonostante un set point avuto a disposizione con lo score finale di (8)6-7 7-5 6-3. Una lotta nel segno degli ace, 10 per il francese e addirittura 15 per il 24enne americano, ma in generale costellata da servizi dirompenti a tal punto che sono state cancellate 10 delle 15 palle break concesse. Frances ha dimostrato però anche grande capacità nell’utilizzo del colpo del ko, con i suoi 53 vincenti mitigati da pochi gratuiti nel rapporto con essi (28).

Ora per una delle nuove leve del tennis USA, che pare aver imboccato la strada giusta per ritornare grande, ci sarà proprio l’indomabile Fritz in un derby che si preannuncia da fuochi d’artificio. Se per il vecchio leone ferito Andy, le cose non sono andate come avrebbe voluto, a prenderne il testimone – come successo a Wimbledon – e a vendicarsi contro i “cugini” d’oltreoceano ci pensa Cameron Norrie. Il mancino di Sua Maestà, reduce dalla finale a Los Cabos, ha liquidato con un doppio 6-4 il solido Brandon Nakashima in 1h14: andamento del match simmetrico, con un break per frazione arrivato in entrambi i casi nel terzo game. Il n. 63 del mondo si arrende, nonostante abbia scagliato 6 ace e fatto registrare un bilancio tra winner e unforced di +6 (22/16), al mostruoso rendimento in battuta del nativo di Johannesburg: 81% di prime in campo, 82% di realizzazione, 89% di punti vinti con la seconda e dulcis in fundo 0 break point offerti. Il n. 11 ATP è stato pressoché perfetto, lo testimoniano i soli 5 errori nell’intero incontro a fronte di ben 19 vincenti.

Conferma invece l’ottimo stato di forma il finalista del Citi Open Yoshito Nishioka, che ha superato per 6-2 6-3 il sempre più irriconoscibile Benoit Paire. Il giapponese dopo il grande balzo in classifica, ha potuto prendere parte al main-draw grazie allo Special Exempt e nel quarto match sul Court 5 ha surclassato il 33enne di Avignone, il quale ha comunque mandato giù 12 ace ma è stato anche artefice di 36 non forzati.

Sul Court 9 invece a seguito di Tiafoe/Bonzi, si sono dati battaglia Miomir Kecmanovic (n. 35 ATP) e Botic Van De Zandschulp (n. 25 ATP). La sfida era un remake dello scontro tenutosi al BNP Paribas Open del deserto californiano, nel quale vinse il serbo in due parziali tirati dando il là alla miglior fase della sua stagione conquistando due quarti consecutivi nel Sunshine Double. In realtà però l’ultimo confronto diretto, è datato al mese di aprile quando sul rosso di Monaco di Baviera l’olandese trionfò in rimonta accedendo alla finale del torneo – che poi avrebbe perso con Rune ritirandosi per problemi respiratori. Ebbene il tennista orange, dando continuità a quel successo si è imposto per 6-1 7-5 in poco più di un’ora. Eccezionale performance al sevizio per BVDZ: doppia cifra di ace (12), 85% di punti vinti con la prima. A questi numeri ha aggiunto un trentello di vincenti, oltre ad aver annullato 4 delle cinque possibilità di break offerte.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

ATP Montreal: avanza Rune sul qualificato Fognini

Già bravo a qualificarsi, Fabio Fognini cede al primo turno contro Holger Rune a Montreal

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Holger Rune - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

H. Rune b. [Q] F. Fognini 6-3 7-5 (da Montreal il nostro inviato)

Dopo l’uscita di scena di Berrettini, il tennis italiano perde un altro rappresentante a Montreal. Fabio Fognini, che era riuscito a conquistarsi un posto nel tabellone principale dell’Omnium Banque Nationale passando attraverso le qualificazioni, ha perso il suo match di primo turno in due set contro il danese Holger Rune, n. 26 dell’ultimo ranking ATP e quartofinalista all’ultimo Roland Garros, ma reduce da una striscia di sette sconfitte consecutive interrotta solamente la scorsa settimana a Washington.

Fognini ha lasciato scappare il suo avversario subito all’inizio del primo set, concedendo il break al secondo game e dovendo annullare anche due chance dello 0-4 due game più tardi. Una volta scampato il pericolo Fognini ha iniziato a tenere meglio gli scambi, lavorando molto bene con i lungolinea e chiamando anche a rete il suo avversario con la palla corta, situazione nella quale Rune ha dimostrato di non essere totalmente a suo agio nonostante la sua grande rapidità di spostamento.

 

Nel nono game, con Rune al servizio per il primo set, Fognini ha avuto ben quattro opportunità del controbreak per rientrare nel parziale, ma non è riuscito a prendere il comando dello scambio in nessuna di quelle occasioni e ha finito poi per cedere il set per 6-3.

Il secondo set è iniziato con un Fognini più proiettato verso la rete che ha messo in mostra anche alcuni ottimi serve and volley. Il ritmo degli scambi era sostenuto e il pubblico del campo 5, che contava anche un buon numero di italo-canadesi impegnati a incoraggiare Fognini nella lingua di Dante senza peraltro troppo successo, dimostrava di apprezzare lo spettacolo e sovente iniziava a celebrare i punti prima che fossero finiti.

Gli aerei in decollo dal vicino aeroporto Trudeau passavano proprio sopra il campo con cadenza sostenuta, dando l’impressione che ci si trovasse a Flushing Meadows più che a Montreal, ma la temperatura ancora decisamente rigida per la stagione estiva non lasciava dubbi che non ci si potesse trovare a New York. L’allungo decisivo arrivava all’undicesimo gioco, quando due errori inguaiavano Fognini sullo 0-30 e il ragazzo danese finiva per ottenere quello che sarebbe stato l’unico break del set permettendogli di mettere in cassaforte la vittoria.

Al prossimo turno Rune se la dovrà vedere con Pablo Carreno Busta (due vittorie su due per lo spagnolo nei precedenti) che nel pomeriggio aveva superato il nostro Berrettini.

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Flash

WTA Toronto: l’aria canadese fa bene a Giorgi, abbattuta Raducanu, ora Mertens. Passeggiano Gauff e Anisimova, Osaka senza pace

Per la prima volta Camila vince a Toronto, avrà la belga al secondo turno. Senza sudare le due giovani americane. Si ritira Osaka dopo un set e mezzo contro Kanepi

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Camila Giorgi Toronto

Sembrerà paradossale, essendo campionessa in carica della Rogers Cup WTA, dell’Open del Canada, eppure Camila Giorgi non aveva mai vinto una partita a Toronto nella sua carriera (data l’alternanza tra Montreal e quest’ultima negli anni, per ospitare i due 1000 ATP e WTA). Almeno fino ad oggi, il giorno in cui ha iniziato la sua difesa del titolo più prestigioso della carriera. E quale modo migliore di farlo, se non battendo una top 10 e campionessa Slam (per quanto in crisi), come Emma Raducanu. 7-6(0) 6-2 il punteggio dei due set che all’esordio già condannano la nona forza di questo torneo e mandano avanti la nostra Camila, a larghi tratti brillante, pesante sul rovescio e quasi dominante, come nel tie-break in cui non ha perso neanche un punto. Per quanto la britannica sicuramente abbia giocato male, tanto merito va anche a Camila che ha saputo metterla in difficoltà, non permettendole di trovare i punti di appoggio e le certezze necessarie, specie dopo un primo set versione rollercoaster.

Il match – Inizio che appare tranquillo per Giorgi, avanti 40-0, ma un clamoroso passaggio a vuoto porta 3 doppi falli su 4 punti, oltre a due non forzati che sono una manna dal cielo per Raducanu, regalandole un importante break in avvio. Ma l’inizio in risposta è di altissimo livello per Camila, che trova subito ritmo e profondità nelle ribattute, riuscendo in un subitaneo contro-break. Peccato che il conto dei doppi falli e degli errori si ripresenti ben salato nel terzo gioco, con un netto calo e un’altra papera sulla terza palla break che riaccende le montagne russe e rimette avanti Raducanu. Ma oggi in risposta il passo di Giorgi è di tutt’altra velocità, e può così approfittarne per rientrare operando un buon forcing e verticalizzando per recuperare nuovamente il break, e mantenerlo (ma la prima è ancora un miraggio).

E proprio questa mancanza di prime pesa con l’andare del tempo: permette a Raducanu di impostare sin dalla risposta il gioco come preferisce e mettere in difficoltà Camila, che da parte sua continua a sbagliare e subisce il terzo break su quattro game di servizio. Le cose per la britannica non vanno meglio, dato che anche lei non brilla in battuta, mentre Giorgi sul rovescio trova grandi angoli e si mostra propositiva, con l’ennesimo, stavolta ancora più sudato, break di questo vertiginoso primo set. Da lì in poi si prosegue sui binari dei servizi, con una qual certa stabilità trovata da ambo le parti, per quanto Giorgi sembri avere qualcosa in più da fondo; non a caso nel tie-break, anche per qualche errore di troppo di Raducanu, è un dominio dell’azzurra, perfetta su entrambi i colpi di inizio gioco, che le permettono di non perdere neanche un punto.

Non dissimile dal primo set è la partenza del secondo, con entrambe imprecise al servizio ma con la capacità di trovare un pizzico di iniziativa e profondità in più in risposta. Il primo break, guidato da un passaggio a vuoto di Giorgi, è a favore di Raducanu, molto “sportiva” però a restituirlo subito dopo con improponibili colpi da fondo sballati. E da lì il set assume tratti a tinta unita, di colore azzurro: Camila Giorgi dimostra perché sia campionessa in carica di questo torneo (seppur a Montreal) e come sia determinata a fare una figura di livello anche quest’anno. Alza il tasso dei colpi e del proprio palleggio, mentre la n.9 del seeding sembra accusare questo improvviso ritmo alto, non riuscendo a reggerlo né da fondo né mettendo in campo servizi che possano disturbare l’azzurra, in pieno controllo. 5 game di fila vengono vinti dalla n.29 al mondo per portare a casa set e match nettamente, facendo ben sperare alla luce di ciò che ha mostrato.

Avversaria di Camila, al secondo turno, sarà un’altra giocatrice decisamente pericolosa come Elise Mertens. La belga, nel suo esordio, ha battuto senza faticare eccessivamente Ana Bondar con il punteggio di 7-6(2) 6-1, facendo suo il campo e il gioco dopo un set di adattamento, in cui è stata capace di farsi rimontare servendo per chiudere sul 5-1. Nel secondo parziale scende in campo più decisa e concentrata, capitalizzando sopra il 60% sia con la prima che con la seconda, e facendo soprattutto ben fruttare i tanti errori accumulati dall’ungherese, specie verso la fine quando è apparsa decisamente scoraggiata dall’ottimo tennis, brillante, della n.37 al mondo.

Delle altre partite finora disputate, ben poco da segnalare che possa agitare gli animi o far sobbalzare. Esordio tranquillo e dominato per Coco Gauff, tds n.10, che vuole fare bella figura sul “suo” cemento dopo la finale al Roland Garros; e l’inizio è ottimo, con un netto 6-1 6-3 in poco più di un’ora a Madison Brengle. Chiude con l’81% di conversione con la prima la giovane americana, che si prepara ora ad affrontare la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina, in uno scoppiettante secondo turno. Altrettanto comodo l’esordio di Amanda Anisimova, altra americana, n.22 del mondo, che ha lasciato solo 4 game in 57 minuti alla canadese Carol Zao, infliggendole un severo e speculare (a Gauff) 6-1 6-3. La percentuale di conversione con la prima è buona anche per lei, un onesto 72% che le ha permesso una partita tranquilla e in discesa; certamente da alzare, accompagnandolo ad un costante buon gioco da fondo, in vista della prossima partita contro la vicecampionessa in carica Karolina Pliskova, anche lei non però in un periodo particolarmente generoso come risultati.

OSAKA SI RITIRA – Un altro dei match attesi della giornata era quello tra Naomi Osaka e la rediviva Kaia Kanepi ma il match non è riuscito nemmeno a concludersi con la giapponese costretta al ritiro sotto 7-6(4) 3-0 per un problema fisico.

Kanepi mostra un buon tennis nel primo set, attacca bene da fondo e gestisce bene il servizio, a fronte di un’Osaka che accusa un grave passaggio a vuoto nel quinto game, l’unico in cui gioca davvero male, che le costa il break a 0, anche a causa di qualche acciacco, che la costringe a un lungo medical time out tra settimo e ottavo game. L’estone è però ben centrata, gioca con regolarità, pur non avendo i numeri della giapponese, che appena trova un buon filotto infila il contro-break. Ma Kanepi sfrutta la mano non certo chirurgica di Naomi quest’oggi, e unendo gli errori a una palla sempre pesante, rimette il muso avanti. Seppur con qualche patema in più del dovuto, con un ulteriore contro-break di Osaka che porta il set al tie-break, è infine la n.31 al mondo a portare il parziale a casa per 7 punti a 4, proseguendo nella sua buona prestazione e sfruttando ancor più i troppi errori e problemi dell’avversaria.
Il secondo set si apre con un break immediato in favore di Kanepi, che sfruttando i diversi gratuiti di Osaka s’invola rapidamente sul 3-0. Un parziale di 12 punti a 3 per l’estone che segna la definitiva conclusione del match, dato che al primo cambio campo prolungato la giapponese si ritira in lacrime: un altro infortunio colpisce la sua sfortuna stagione, oggi problemi a livello lombare che seguono quelli agli addominali accusati ad inizio stagione e l’infortunio alla caviglia sinistra, che l’ha messa fuori dai giochi per tutto lo swing erbivoro.

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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