Robredo, Dellien e Quinzi per colorare Milano

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Robredo, Dellien e Quinzi per colorare Milano

Splendido campo di partecipazione per l’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS, quattordicesima edizione dell’ATP Challenger di Milano. Tanti ottimi giocatori e alcuni personaggi di rilievo si daranno battaglia all’ASPRIA Harbour Club

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Hugo Dellien - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Un top player, un ex top-5 e una grande promessa non ancora perduta. Sono gli ingredienti principali della quattordicesima edizione dell’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS, ATP Challenger in programma sui campi dell’ASPRIA Harbour Club di Milano. Collocato, come sempre, nella settimana precedente a Wimbledon, l’evento milanese può contare su un gran numero di specialisti della terra battuta e ci sono parecchie storie da raccontare. Il tabellone sarà guidato dal boliviano Hugo Dellien, che sta scrivendo pagine storiche nella storia tennistica del suo paese. Non accadeva da oltre trent’anni che la Bolivia non portasse un giocatore tra i top-100 ATP. A suon di risultati nel circuito Challenger e con i primi exploit nei tornei più importanti, Dellien si è accomodato al numero 86 e ha giocato una splendida partita al Roland Garros contro Stefanos Tsitsipas. Risultati che valgono molto, specie se paragonati al paese di provenienza, le cui condizioni ambientali non sono semplici, vista l’altitudine delle città più importanti.

C’è grande attesa per il ritorno milanese di Tommy Robredo. Lo spagnolo, ex top-5 ATP, non ne vuole sapere di alzare bandiera bianca. Il rientro nel tour non è stato troppo felice, ma lui era convinto di poter fare grandi cose: lo ha dimostrato al recente ATP Challenger di Poznan, in cui ha intascato il quinto titolo in un evento di categoria. Curiosamente, i primi due risalgono a quasi 20 anni fa. Tra l’altro, Robredo si è già imposto all’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS nel 2012, dando il là a un’impetuosa rincorsa che lo avrebbe riportato tra i top-20 ATP. Difficilmente tornerà a quei livelli, ma rimane un esempio da seguire per la volontà e la passione che mette in ogni partita. Il successo in Polonia lo ha riportato a ridosso dei primi 200 ATP e Milano sarà una tappa importante per capire se potrà ritagliarsi ancora un po’ di spazio nel tennis che conta. In fondo, è più giovane di Roger Federer…

All’Aspria Harbour Club ci sarà anche Gianluigi Quinzi, la cui storia è ben nota. Doveva essere il Messia del tennis italiano, ma la transizione verso il professionismo è stata molto, molto dura. Oggi ha 23 anni ed è ancora in tempo per togliersi le soddisfazioni che sognava da ragazzino: Milano sarà una tappa importante per recuperare terreno, visto che gli sono appena scaduti i punti delle due vittorie Challenger dello scorso anno. Sceso oltre la 250esima posizione, ha un gran bisogno di recuperare posizioni e fiducia, a maggior ragione dopo l’improvvisa fine della collaborazione con coach Fabio Gorietti. A proposito di italiani, e in attesa delle wild card, abbiamo la certezza di averne cinque in tabellone: oltre a Quinzi ci saranno Matteo Donati, Gianmarco Moroni e l’esperto Matteo Viola.

C’è curiosità per il romano Moroni, classe 1998, autore di un fantastico 2018 ma un po’ in difficoltà nell’anno nuovo. Grazie al ranking ITF, avrà un posto nel maxi-tabellone a 48 giocatori anche il campano Raul Brancaccio. Ma il campo di partecipazione è davvero interessante, sbarcherà a Milano il giapponese Taro Daniel (n.103 ATP), nato a New York e cresciuto in Spagna. Anche lui, come Dellien, ha scelto di giocare il più possibile sulla terra battuta. Decisione simile per il portoghese Pedro Sousa, presente all’Harbour Club anche lo scorso anno. Senza dimenticare il giovane coreano Duckhee Lee, classe 1998, i cui risultati hanno del miracoloso perché è sordomuto sin dalla nascita. L’appuntamento con il trofeo BCS è previsto dal 24 al 30 giugno.

ASPRIA TENNIS CUP – TROFEO BCS, L’ALBO D’ORO

  • 2006 – Wayne Odesnik (USA)
  • 2007 – Santiago Ventura (SPA)
  • 2008 – Teymuraz Gabashvili (RUS)
  • 2009 – Alessio Di Mauro (ITA)
  • 2010 – Frederico Gil (POR)
  • 2011 – Albert Ramos Vinolas (SPA)
  • 2012 – Tommy Robredo (SPA)
  • 2013 – Filippo Volandri (ITA)
  • 2014 – Albert Ramos Vinolas (SPA)
  • 2015 – Federico Delbonis (ARG)
  • 2016 – Marco Cecchinato (ITA)
  • 2017 – Guido Pella (ARG)
  • 2018 – Laslo Djere (SRB)

Ufficio Stampa ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS

 

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Laver Cup: niente Fedal in doppio, il polso tradisce Nadal

Il maiorchino non scenderà in campo nella terza giornata, privando il pubblico del doppio più atteso. Tsitsipas e Thiem i sostituti

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Niente Fedal in doppio nella giornata decisiva della Laver Cup. L’account Twitter della competizione ha comunicato che, dopo consultazione con il medico, Rafa Nadal ha deciso di rinunciare alla gara a causa di un problema al polso.

Già venerdì c’erano voci secondo le quali lo spagnolo stesse soffrendo di un dolore al polso. Ieri poi è sceso in campo in singolare contro Raonic – match vinto in due set – e in doppio in coppia con Tsitsipas, partita sofferta ( e persa) prolungatasi al supe tie-break finale. Quest’oggi paga, evidentemente, gli sforzi di ieri. Il maiorchino avrebbe poi dovuto disputare il singolare contro Kyrgios. Al suo posto in doppio ci sarà Stefanos Tsitsipas e in singolare Dominic Thiem.

 

Lo stesso Rafa ha espresso tutta la sua delusione per non poter scendere in campo, spiegando che il motivo del forfait è un’ifiammazione al polso sinistro.

In aggiornamento

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Laver Cup, Day 3: Federer, orfano di Nadal, cerca i punti decisivi

Sessione unica di gioco per la giornata decisiva: Tsitsipas prende il posto di Rafa in doppio, Thiem in singolare

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Giornata conclusiva per la terza edizione della Laver Cup a Ginevra. Come da regolamento gli incontri della domenica valgono 3 punti a vittoria e dunque è ancora tutto aperto con Team Europe avanti 7-5 dopo le prime due giornate. Servono 13 punti per alzare il trofeo e dunque mancano due vittorie ai padroni di casa per chiudere la contesa.

Sessione unica di gioco e si parte stavolta con il match di doppio alle ore 12 che vedrà in campo insieme Roger Federer e Rafael Nadal opposti alla coppia americana Isner/Sock. Poi i due campionissimi giocheranno anche in singolare. Nadal opposto a Kyrgios e Federer, se necessario, contro Isner. L’ultimo incontro, sempre se necessario, vedrà opposti Milos Raonic e Alexander Zverev.

Aggiornamento ore 10:50

Il forfait di Nadal per un problema al polso, cambia completamente i piani di Borg: Tsitsipas giocherà con Federer il match di doppio, Thiem quello di singolare contro Kyrgios

 

Il programma completo

dalle ore 12 (Diretta TV su Eurosport 1 e Supertennis)

R. Federer/S. Tsitsipas vs J. Isner/J. Sock
D. Thiem vs N. Kyrgios
R. Federer vs J. Isner
A. Zverev vs M. Raonic

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Quando Federer e Nadal sono i tuoi coach: il momento di massima pressione per Fognini

Difficilmente vi sarà sfuggito, ma ecco il momento in cui Federer e Nadal (trentanove Slam in due) hanno provato spingere Fognini verso la rimonta Senza riuscirci

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Il frammento più iconico della prima giornata della Laver Cup 2019 – quantomeno per noi italiani – non è stato un punto né una dichiarazione in conferenza stampa. Ha invece per protagonista Fabio Fognini, che nel bel mezzo della deludente prestazione offerta contro Jack Sock si è trovato a usufruire di un coaching più unico che raro: quello che gli è stato offerto da Roger Federer e Rafael Nadal, trentanove (39!) Slam in due.

Sopra 5-4 nel secondo set, che avrebbe poi perso al tie-break, Fognini si siede al cambio campo e si ritrova immediatamente alle spalle Federer, che gli ha tenuto una lezioncina (invano, a giudicare dal risultato finale) di attitudine e motivazione: “Non voglio più vedere negatività. Se lui colpisce un bel dritto, ok, va bene, magari è stato fortunato e non fa nulla. Costringilo a giocare un grande colpo“.

Accanto a entrambi c’è Nadal, che si accoda parlando in spagnolo – Fognini risponde in spagnolo, e i tre sembrano capirsi a meraviglia – e interpreta la parte del coach comprensivo, di contrasto all’atteggiamento leggermente più diretto di Federer. “Non puoi sentirti frustrato, è stata una risposta perfetta” dice Rafa.

Purtroppo, nonostante il coaching da 186 titoli complessivi, Fognini non è riuscito a cambiare l’inerzia della partita. Quei due ce l’hanno messa tutta. “Se Rafa, Roger e Björn mi danno dei consigli, devo solo stare ad ascoltare” ha dichiarato poi Fabio in conferenza.

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